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Somnia, il nuovo "manga" made in Panini!


Joker

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ma già il concetto di manga-italiano... è come dire "pizza giapponese"

Vabbè, ma la parola manga la usano per coincisione... mica possono scrive "nuovo racconto a immagine sequenziale realizzato da italiani  con influenze di matrice asiatica"

Lo "spaghetti manga" coniato ai tempi delle porcherie di Comic Art mi pare calzante.

Come lo spaghetti western, solo che in questo caso, Leone introdusse elementi nuovi ed originali a un immaginario che apparteneva a un altra cultura ( il western).

Invece i manga italici fanno uno più schifo dell' altro e fanno tutti la figura del " vorrei ma non posso".

Modificato da Zio Sam
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Somnia n.1

 

Non mi metto a fare confronti e paragoni con altro, e parlo direttamente dell'albo.

 

Saltiamo al punto e togliamolo di mezzo per poi parlarne meglio: mi e' piaciuto.

 

Ci sono ancora degli elementi di distanza dai manga, ma spesso siamo alle sfumature, niente quindi 'spaghetti manga' come tristemente visto in passato.

Ad esempio, c'e' rispetto e consapevolezza del tipo di disegno in argomento, e non come molti disegnatori 'italiani' pensano che i manga siano, ossia nella comune vulgata italiota: "disegni scarni e con anatomie e prospettive distorte". 
In questo albo non c'e' QUEL tipo di disegno e questo e' gia' positivo, la cosa dimostra consapevolezza, non supponenza.

 

Una piccola critica la farei alla scansione dei tempi; la gabbia e' ancora troppo derivata dal tipico 1-6 delle sceneggiature usate in Italia, mentre di converso altre volte viene usato uno schema piu' francese con il maggior numero di vignette consentito dalle dimensioni tipiche di quel formato, come 1-9; ma che in formato manga corre il rischio di far avere a volte delle miniature o a malapena lo spazio per l'inserimento di un baloon.

Talune volte quindi vi sono dei micro-step di situazioni che tendono piu' a ingarbugliare la scansione narrativa che a portare nuovi elementi nella narrazione stessa. Ovviamente in relazione al formato.

 

Ma questo qui non e' un 'difetto'; e' una 'scelta'; quindi non puo' concretamente afferire in un qualche tipo di giudizio di merito.

Questo comunque a volte specie nelle descrizioni degli interni puo' tendere a rendere piu' angusti elementi che meriterebbero piu' "aria".

Allo stesso modo questa a tratti 'maggiore popolazione' di vignette rispetto a quanto magari servirebbe realmente, porta a mostrare quello che e' uno stile un po' "didascalico" anche nei confronti delle illustrazioni degli ambienti specie negli interni; per fare un'affermazione 'falsamente poetica', in un orizzonte ci sta l'infinito, eppure e' solo una linea.

 

Qui a volte si tende a 'popolare' gli interni di dettagli in se', o di dettagli al tratteggio o in forma di retini, tendendo a volte a dare piu' l'impressione di 'angusto' ad un luogo e ad un momento particolare.

 

Ad esempio, c'e' una scena con un personaggio all'interno di una stanza con molti riflessi 'magici'all'interno derivati da retini resi a croci; dietro di lui c'e' uno scaffale con molti scomparti, alle 'pareti' dei quali c'e' tutta una serie di tratteggi; quellos caffale messo cosi' pur avendo una funzione evidente nella storia 'ruba' e sottrae molto 'spazio' e 'svia' l'attenzione e l'occhio dal contesto formato da quelle 'luci'.

 

Ma continuiamo a restare nel 'dominio delle scelte'.

 

L'idea di base e' semplice, e come tutte le idee semplici funziona; una corporazione realizza e consegna degli oggetti particolari a determinati soggetti in modo che possano realizzare i loro sogni.

 

Il discorso funziona, oltre che per via della semplicita' (rammento che le cose semplici funzionano per il semplice motivo che tutto cio' che e' semplice si puo' complicare, mentre invece cio' che e' complesso non sempre si puo' raccontare) anche per via del fatto che nella vicenda 'trova' il modo di consegnarsi al lettore, e a volte a pensare 'come sarebbe se'. Tutto cio' che e' semplice, funziona quando ha quel 'qualcosa' che permette al lettore di appropriarsene. Una vicenda 'prende vita' solo in quei casi, solo per i singoli individui, e in nessun'altro.

 

In definitiva, non un capolavoro, ma neanche un 'sottoprodotto' come spesso a ragione si associa la provenienza italica; si vede che la 'lezione' e' stata assimilata, c'e' consapevolezza del mezzo e delle codifiche dello stesso, non c'e' un eccesso di sperimentalismo che lo porterebbe al triste underground. Alcune scelte 'appesantiscono' dove invece forse avrebbe giovato lavorare piuttosto di sottrazione.

Nel complesso un buon prodotto, fatto con coscienza e immaginazione, in una quasi eccellente confezione su carta 

(e per dirlo IO questo di un qualcosa Panini...  :lolla: )

 

Per quanto possa valere, un bocca al lupo agli autori, c'e' sempre bisogno di qualcuno che voglia raccontare storie, e non ergersi a messia e salvatore della patria.
Perche' tutta la trita e ritrita menata della sospensione dell'incredulita' funziona solo e unicamente quando si instaura un rapporto di 'gioco' tra autore e lettore; quando l'autore 'deborda' e inizia a giocare con la palla della storia perche' gne.gne e' roba sua, quando quindi l'ego dell'autore deborda, allora non si parla piu' di storia ma di masturbazione.

E di pipparoli e' pieno il mondo del fumetto, come della narrazione, e su su via alle stalle; perche' certa gente non ha ancora capito ove sitrovi.

 

Fortunatamente, non nel caso di questo Somnia.
 

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La trama di stò manga mi dava un senso di deja vù e sono andato a ricontrollare se avevo ragione, e infatti... avevo ragione: Federica di Meo aveva già realizzato un manga dall' idea simile ( se non uguale, ma no so, visto che Somnia non l'ho letto) in un suo racconto breve ( storia e disegni)  pubblicato sul n.2 di  Mangaka, della defunta Coniglio Editore.

E devo ammettere che i disegni  della di Meo, almeno in quell' albo, sono un ribrezzo : imprecisi, spogli, piatti, pieni di errori anatomici Magari nel frattempo è migliorata ( l' albo è del 2009, -sigh! -come passa il tempo .... ).nò, non so,  vedrò di dargli un occhiata... quanto costa poi e quante pagine ha ?

Modificato da Zio Sam
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Non mi puoi parlare di disegni spogli quando ti riferisci ad un manga, l'essenzialita' e la 'forza' di una linea chiara e' una cosa, altro non voler mettere nulla in un dato disegno e questo e' alla fine  sempre afferente alle scelte dell'autore. Il disegnatore di SnK non e' una gran cima per le anatomie ma questo non significa che non sappia disegnare o che non sappia quello che sta facendo.

 

Forse se prendi qualcosa di disegnato da Tite Kubo dici che e' spoglio?

 

(Tra l'altro come dicevo anche prima io personalmente avrei gradito in diverse occasioni delle vignette meno 'piene', altro che il contrario)

 

Ho letto una quantita' monstre di sta roba, e questo non sfigura; gli 'spaghetti manga' sono stati realizzati da cani in passato che continuano a latrare tuttora, questo e' un prodotto ben confezionato e realizzato. Poi, ovviamente puo' piacere come non piacere ma questo e' veramente scontato.

 

Sono 160 pagine, ed e' pure stampato bene.

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Che poi ci sarebbe da discutere sulla questione manga = esclusivamente prodotto giapponese come paese di origine oppure se se ne puo' parlare (come anche in questo caso, pur con qualche idiosincrasia) anche per prodotti che comunque ne hanno ben decodificato gli stilemi.
 

Certo, ci sono degli elementi comunque 'ancorati' ad una tradizione estetica soprattuto e narrativa non giapponese, direi anche che sia scontato, ma anche non parlando di manga come lo farebbero in patria, si vedrebbe comunque che quella notazione e' stata adoperata.

 

Non e' affatto male ^^

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Non mi puoi parlare di disegni spogli quando ti riferisci ad un manga, l'essenzialita' e la 'forza' di una linea chiara e' una cosa, altro non voler mettere nulla in un dato disegno e questo e' alla fine  sempre afferente alle scelte dell'autore. Il disegnatore di SnK non e' una gran cima per le anatomie ma questo non significa che non sappia disegnare o che non sappia quello che sta facendo.

Alt: io ho specificato che riguardo alla disegnatrice mi sono basato sui suoi disegni di 5 anni fa; e devo vedere Somnia per gudicare se in tutto questo tempo abbia fatto miglioramenti o meno.

Ma tornando al discorso sull' essenzialità, bisogna sapere distinguere tra  chi sa disegnare e utilizza uno stile scarno per scelta, e chi invece cerca usa un tratto essenziale per incapacità artistica.

Ecco, per me Kubo è un bravo disegnatore, ma bisogna ammettere che è pigro nella composizione, visto che nelle cover disegna praticamente un solo personaggio disegnato a mezzo busto e anche nelle tavole, i personaggi sembrano vivere da anni  in una strana dimensione dove non esiste nulla, solo il bianco assoluto , tipo camera dello spirito del tempo di Dragon Ball.

Una cosa che non vedevo dai tempi di Assembler 0X e di Asamiya e Deadman di Egawa.

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Che poi ci sarebbe da discutere sulla questione manga = esclusivamente prodotto giapponese come paese di origine oppure se se ne puo' parlare (come anche in questo caso, pur con qualche idiosincrasia) anche per prodotti che comunque ne hanno ben decodificato gli stilemi.

Io uso Comic\Manga\Manhua\Manhwa\BD per identificare la provenienza geografica: un Manga è qualcosa fatto per i Giapponesi in Giappone. Somnia è fatto per gli Italiani in Italia, ed è quindi "Fumetto"

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A sirta', e mo' te voglio.

(nel caso spostiamo questa parte della discussione che si fa interessante....)

 

http://tonarinoyj.jp/manga/okusama/

 

vedi il link di qua sopra?

Come saprai quel sito (Tonari no Young Jump) e' "la parte web" di Young Jump di Shueisha

 

La storia e' "Okusama Guten Tag", di Caroline Eckhardt.

Hai letto bene.

La tipa e' tedesca.

E' serializzata su Young Jump di Shueisha

 

Mo' voglio vedere che rispondi: E' un manga o no? 

:°_°:

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Eh mica scappi.  :giggle:

 

"un fumetto" realizzato secondo canoni precisi, non un'opera del tutto avulsa da qualunque contesto esistente e rappresentante un 'tipo' del tutto nuovo di arte sequenziale.

 

ha fatto "un manga".

Leggi bene.

E' pubblicato "su una rivista giapponese di manga" (ne e' uscito il primo volume, btw); non sarebbe mai stato pubblicato li' se non fosse *un manga*.

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