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Memorie di Animage: Il contrattacco di Char


Garion-Oh

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Un discorso fra amici, capitolo finale.

 

Dopo avere scritto quell’articolo per Animage continuavo a pensare a Il contrattacco di Char, parlandone anche con altri. Tanto che mi veniva spesso detto “cominci ancora con Il contrattacco di Char”? Il picco che raggiunsi nella mia serie di azioni verso questo film fu realizzare una dojinshi chiamata “Kidou senshi Gundam Il contrattacco di Char: un discorso fra amici”. Un volumetto che pubblicati alla fine del 1993 e che creai assieme a Hideaki Anno. Purtroppo non lo possiedo più. Mi ero tenuto da parte 2 o 3 copie, ma le prestai a degli amici che volevano leggerla e non mi sono mai state restituite. Sarebbe bello riaverle, ma non mi ricordo più a chi le avevo prestate. Non ci feci attenzione perché ero sicuro che me le avrebbero restituite e invece non è mai successo. Se qualcuno di quegli amici sta leggendo questo pezzo, li prego di restituirmi una copia!

Chi lo possiede potrà confermarlo, ma nel colophon i dati erano questi: editore e redattore capo Hideaki Anno, redattori Yuichiro Oguro e B Obawa. B Ogawa è il B-kun che fa parte dello staff di questo sito. Il contenuto si focalizzava su delle interviste. Vi avevano partecipato Sho Aikawa, Yoshito Asari, Kunihiko Ikuhara, Yutaka Izubuchi, Shinichiro Inoue, Kenji Uchida, Toshimichi Otsuki, Mamoru Oshii, Kiyoshi Kishigawa, Hiroyuki Kitazume, Tsukasa Kotobuki, Ayumi Konomichi, Yoshimatsu Something, Toshio Suzuki, Kenji Tsuruta, Osamu Nagashima, Yuji Hayami, Keiko Fukuyama, Yukihisa Fujita, Haruhiko Mikimoto, Muttri Moony, Hiroyuki Yamaga, Nobuteru Yuki e Masami Yuki. Radunai diverse persone che lavorarono su “Il contrattacco di Char” e altre dell’ambiente per discutere del film. Ovviamente, partecipò anche Tomino. In sostanza era una versione potenziata dell’articolo "otto opinioni sul tominismo" che avevo realizzato per Animage.
Anno e B-kun andarono insieme a raccogliere interviste. In quel momento Anno aveva già lavorato a “Top wo nerae” e “Fushigi no umi no Nadia”. Sono andato con lui perfino in Kadokawa Shoten a sentire Shinichiro Inoue. A ripensarci adesso è stata proprio una bella esperienza. Quel volume era pieno di cose impressionanti. Raccogliere opinioni anche da Oshii e Yamaga fu incredibile. Inoltre non mi dimenticherò mai per tutta la vita le cose che mi disse Tomino. Noi avevamo un atteggiamento da fan e Tomino parlò in modo piacevole delle sue opere. Fu un racconto davvero vivido.

Mi ricordo che per lavorare all’impaginazione ci fermammo a dormire alla Gainax, ma non come si finì a fare tutto questo per creare “Il contrattacco di Char: un discorso fra amici”. L’anno in cui lo realizzai era il 1993, lo stesso in cui debuttava “V Gundam”. Le connotazioni di V Gundam erano diverse da quelle de Il contrattacco di Char, ma era una serie in cui si sentiva bene l’eccentricità di Tomino. Più la serie proseguiva più i contenuti si facevano estremi. L’abbiamo vista con molto piacere, ma le riviste di anime non si accorsero né dell’eccentricità né della crudezza. In quel momento io non lavoravo per Animage, ma per Newtype... ma nonostante questo non ebbi occasione di parlarne direttamente. Dato che le riviste di animazione non lo facevano, allora decidemmo di essere noi a mostrare il rispetto verso Tomino. Dev’essere questo il motivo per cui facemmo la dojinshi.

Durante la trasmissione di V Gundam sia l’industria dell’animazione che gli anime fan si dimostrarono freddi. Ma non solo nei confronti di Tomino. Forse era un’epoca dove il mondo dell’animazione non reputava importanti gli autori. Era un periodo in cui io parlavo appassionatamente di V Gundam e de Il contrattacco di Char e venivo trattato come un “tipo strano”. Perché Tomino venisse rivalutato dall’industria e dai fan ci volle ancora qualche anno. Mi sentivo irritato e mi chiedevo perché la gente non capisse il fascino che avevano opere come V Gundam e Il contrattacco di Char.

Inoltre, il 1993 era l’anno in cui fu trasmesso “Sailormoon R”. Un sacco di animefan erano infervorati per Sailormoon. Anche a me piaceva molto e la seguivo con molto divertimento però mi chiedevo anche se fosse giusto così. Era giusto divertirsi in modo così semplice e aperto? Nonostante questo dilemma (a dire il vero non è che ci divertissimo senza pensare a niente seguendo Sailormoon, ma questo è un altro discorso) volevamo scoprire cosa fosse importante per noi, continuando a indagare su Il contrattacco di Char.

Mi sono divertito molto a sentire commenti da un sacco di persone diverse su questo film e su Tomino. Era anche interessante sentire cose tipo “quella battuta non è una metafora per dire quest’altro?”.

Mentre redigevo il volumetto, la mia comprensione per l’opera aumentava sempre di più. Ma il punto non era se le parti drammatiche fossero belle o se i personaggi fossero vividi, ma che era bello che nel film emergesse direttamente l’immagine di Tomino. Era un film per apprezzare lo stato d’animo di Tomino impresso nell’opera stessa. In questo caso lo stato d’animo indicava la visione dei valori e della vita dell’autore. Finalmente capii come arrivare a comprenderne il senso. Ma la mia comprensione non era profonda... ero solo diventato un fan accanito. A quei tempi mi divertivo a guardare Sailormoon, ma allo stesso tempo ero ubriaco de Il contrattacco di Char.

 

つづく

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Il contrattacco di Char

 

Fino all’articolo precedente ho scritto della mia esperienza personale con Il contrattacco di Char. Volevo fornire un po’ di contesto, ma da questa volta scriverò in dettaglio del film. Il suo lancio nei cinema è avvenuto il 12 marzo 1988. Il suo contenuto è in sostanza il seguito della prima serie di Gundam e di Z Gundam e vi è descritta l’ultima battaglia fra Amuro e Char. E’ stato proiettato in accoppiata con “SD Gundam”.
E’ la conclusione della guerra fra Amuro Ray (Toru Furuya), protagonista della prima serie, e la sua nemesi Char Aznable (Shuichi Ikeda). Nella pellicola la loro età non viene mai dichiarata, ma seguendo le impostazioni Amuro Ray che nella prima serie aveva 15 anni ora ne ha 29. Char che invece ne aveva 20 ora è 34enne. Char come leader di Neo Zeon, per punire sugli uomini rimasti a vivere sulla Terra cerca di fare cadere sul pianeta l’asteroide Axis. Se ci riuscisse, la Terra verrebbe avvolta da un evento simile a un inverno nucleare e gli uomini non potrebbero più abitarla. Amuro, come pilota della squadra Londo Bell della Federazione Terrestre, cerca di impedire che Char riesca nel suo piano. Il capitano della Ra Cailum, l’ammiraglia della Londo Bell, è Bright Noah.
Il contrattacco di Char è un racconto di uomini e donne. Char ha una sottoposta chiamata Nanai Miguel (Yoshiko Sakakibara), che è al contempo sua amante. Nanai è una donna adulta dall’aspetto tranquillo e segue Char sia in pubblico che in privato. L’eroina Quess Paraya (Maria Kawamura) è invece una ragazza ancora un po’ infantile. All’inizio prova interesse per Amuro e ne segue i movimenti... ma dopo avere incontrato Char si mette al suo servizio. Si tratta di una newtype e come pilota di Neo Zeon combatte contro la Londo Bell. Fra i suoi subordinati Char ha anche un giovane chiamato Gyunei Guss (Koichi Yamadera). Anche lui è un pilota di Neo Zeon. Si tratta di un umano potenziato con facoltà molto vicine a quelle dei newtype. Quess non cerca per nulla di nascondere i suoi sentimenti verso Char. Gyunei invece si sente attratto da Quess ed è geloso di Char. Infine, Nanai è irritata dalla presenza di Quess.
Char ha fiducia in Nanai e arriva perfino a nascondere il proprio volto nel suo petto, ma ancora oggi non riesce a dimenticare Lalah Sune (Keiko Han), morta durante la guerra di un anno. Lalah ha perso la vita durante una battaglia contro Amuro, ma prima di morire è entrata in sintonia newtype reciproca con Amuro. A proposito di questo fatto, Char dice “Lalah Sune, la pilota su cui avevo posato i miei occhi, ha trovato dentro Amuro, il mio acerrimo rivale, la gentilezza che cercava”. Ancora oggi Char è ostile nei confronti di Amuro, ma ciò non dipende solo dal fatto che Amuro ha ucciso Lalah. E’ geloso del fatto che in punto di morte la mente di Lalah si sia connessa a quella di Amuro. Durante il film Nanai e Gyunei, a proposito del fatto che Char stia cercando di fare cadere Axis sulla Terra, si chiedono se non sia una mossa per vendicarsi di Amuro. E’ senza dubbio vero che il suo obiettivo sia punire l’umanità, però allo stesso tempo è mosso dalla sua rivalità contro Amuro per via dei ricordi su Lalah. Le ultime parole di Char saranno oggetto di un articolo a parte, però il fatto che un uomo arrivi a fare una cosa tanto terribile come punire l’umanità perché in realtà ossessionato dalla morte di una ragazza avvenuta anni prima, il fatto che sia mosso dal suo bisogno di lei, lo si capisce solo alla fine. Il contrattacco di Char è un film su questo.
L’interpretazione di Shuichi Ikeda restituisce il senso di un personaggio che sta covando qualcosa, facendo intuire diverse implicazioni. Il contrattacco di Char è la rappresentazione del suo picco massimo interpretativo. In questo film Char non cova solo una cosa dentro si sé, ma anche due, anche tre. Per raggiungere il suo obiettivo mente sia ai suoi alleati che ai suoi nemici. E’ ovvio che quando si vede uno mentire si provi disgusto, però è proprio questo il modo di fare degli adulti e pensai che la sua rappresentazione fosse splendida.
Tornando al racconto di uomini e donne, Char mente a Nanai e agli altri. A Quess dice che per lei si dimenticherà di Nanai e Lalah. A Nanai prima dello scontro finale dice che una volta finita questa battaglia ascolterà tutto quello che avrà da dirgli. Ma una persona ambiziosa come lui è impossibile che stia ad ascoltare docilmente qualcun altro, anche in caso di vittoria contro Amuro. A Gyunei sussurra “Come fai a pensare che io metta le mani addosso a Quess? Non ho altri interessi che la ricostruzione di Neo Zeon e la sconfitta di Amuro. E poi mi è cara Nanai”. E’ vero che non toccherebbe mai Quess, ma è una menzogna il fatto che sia soddisfatto dalla presenza di Nanai. E poi la battuta secondo cui gli è cara Nanai sta a indicare che fra lui e lei c’è un rapporto fra uomo e donna. Dire una cosa del genere al suo giovane sottoposto puzza proprio di raggiramento. Vedendo la scena ho proprio pensato “riesce a prendere in giro la gente fino a questo punto?”.
Rispetto al mondo di Char, le relazioni di Amuro con le donne sono semplici. Amuro sembra stare insieme con una meccanica chiamata Chen Agi (Mitsuki Yayoi). Non se ne conosce l’età, ma probabilmente è più giovane, forse sui 25. Chen si impegna tantissimo per Amuro e davanti a lui si comporta in modo perfettamente femminile. E’ patetico, ma Amuro non le ha mai aperto una sola volta il cuore. Alla fine anche lui non è mai riuscito a dimenticare Lalah. Anche la loro relazione è sterile. Inoltre sulla Ra Cailum è imbarcato anche un civile: Hathaway Noah (Nozomu Sasaki), figlio di Bright. Anche lui è infatuato di Quess e questo porterà a una tragedia.
La battaglia di Char e Amuro è lo scontro con il karma dovuto a Lalah. Come relazioni umane, in alto abbiamo il triangolo formato da Char, Amuro e Lalah, mentre in basso si inseriscono in modo disordinato Nanai, Quess, Gyunei, Chen e Hathaway. Un film di amore e odio che ha come palcoscenico lo spazio. E’ questo il dramma che il regista Tomino imbastisce per dare ai suoi personaggi la forza per rivaleggiare con le battaglie fra robot.

 

つづく

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La sensazione de Il contrattacco di Char

Mobile Suit Gundam Il Contrattacco di Char è pieno di un certa “sensazione”. Si tratta di un qualcosa di sterile, di nervoso. E’ irritante, perché riconosce che gli uomini sono degli sciocchi. Si rimane inquieti quando si capisce che il mondo è caduto nell’infelicità. E poi allo stesso tempo si prova rassegnazione e si dice “dopotutto, è proprio così”. Questo tipo di sensazione.
E straripa da tutto il film. Ogni scena, ogni battuta, è stata creata per rappresentare al massimo questa “sensazione”. E non c’è dubbio che sia nato tutto da una visione personale del regista Yoshiyuki Tomino. Anche tra i fan non credo che ci siano persone che arriverebbero a dire una cosa tanto estrema, ma secondo me questo è un film fatto per gustarsi quel tipo di sensazione.
Provo a commentarlo dall’inizio. Il primo cut è la superficie lunare. La scena seguente mostra la fabbrica della Anaheim, dove Chan e October stanno discutendo. Chan chiede come abbia fatto a diminuire di 3kg il peso del mobile suit attualmente in costruzione e October risponde “Abbiamo cambiato il materiale del frame intorno alla cabina. Ma è stato rinforzato, non c’è nessun pericolo”. A quel punto Chen risponde “lo credo bene! ci mancava che l’aveste indebolito!”. Quindi prosegue chiedendo perché non le è stato comunicato prima e October replica che la causa sono i dieci giorni di anticipo richiesti per la consegna. Pare che il gruppo per anticipare la data della consegna non abbia nemmeno contattato Chan. October vuole dire che non è colpa loro. Però Chan reagisce senza nemmeno cercare di scusarsi: “Di questo dia la colpa a Char di Neo Zeon. Se non avesse fatto precipitare quel meteorite così presto, tutto questo non sarebbe successo”.Il film è appena iniziato e le relazioni fra le persone sono rappresentate come fredde. Chan solleva il telo che copre il Mobile Suit e appare la testa del nuovo modello, il ν Gundam. Nello stesso momento la bgm entra nel suo climax e in sovrimpressione alla testa del Gundam compare il titolo “Il contrattacco di Char”. Un preludio piuttosto brusco. Fino a questo momento, dall’inizio della pellicola è passato poco più di un minuto. Il discorso sul materiale del frame di cui parla October è un’anticipazione a riguardo dello psycho-frame. Dalla discussione emerge anche che Char ha iniziato a fare cadere meteoriti sulla Terra.
Dopo il titolo, ci troviamo in India. Quess, che sta studiando i suoi sensi newtype, viene fermata dalla polizia. In quella occasione, la sua amica Christina viene trattata con violenza. Nella scena successiva il padre di Quess, Adenauer Paraya, accompagnato dalla sua amante viene a prendere la figlia per andare in aeroporto. Quess oppone resistenza e morde la mano dell’amante, che reagisce urlando. Un poliziotto che assiste attonito chiede “Ma chi è quella gente?” e il suo superiore risponde “Una famiglia di gente altolocata nel governo della Federazione Terrestre. Dicono che portandola nello spazio guarirà dal suo carattere ribelle”. A quel punto il poliziotto replica “Ma quella non è la moglie, vero?”. Era necessario per ritrarre Quess come una ragazza che non ha ricevuto amore da suo padre. Però il fatto che fosse accompagnato dall’amante, che avesse rapporti tesi con lei e che un poliziotto qualsiasi rimanesse scandalizzato contribuiscono a creare la “sensazione” di questo film. Altrimenti una battuta come “Ma quella non è la moglie, vero?” non sarebbe servita. Fino a questo momento, sono passati due minuti e mezzo dall’inizio della pellicola.
Nella scena successiva ci troviamo su di un aereo diretto a Hong Kong. Quess chiede al padre perché non hanno fermato il piano di Char di fare avvolgere la Terra da un inverno nucleare e lui risponde che la Federazione non crede all’esistenza di Char. In contrapposizione Quess dice “Nello spazio vivono dieci miliardi di persone. Tu e gli altri non fate che osservarli dalla Terra, papà, convinti di sapere tutto. E questo è fuori da ogni logica”. Sta facendo una critica sul fatto che quelli della Federazione non vogliono capirne nulla dello spazio. Un discorso simile a quello di uno spazionoide. Come spettatore, per quanto ci pensi, questa battuta di Quess non l’ho trovata naturale. E’ didascalica, troppo diretta e figlia di idee difficili. Questa battuta è il picco massimo raggiunto ne “il contrattacco di Char”, anzi in tutte le opere di Tomino. E’ una “battuta costruita”, eppure non è un punto negativo per il film. Una battuta artificiale è anche inorganica... e si accorda con la “sensazione” di sterilità di questo film. Fino a questo momento, sono passati tre minuti e 10 secondi dall’inizio della pellicola.
A ripensarci, la prima volta che lo vidi non lo capii. La mole di informazioni è enorme e non riuscii a decifrare gli eventi che si susseguivano. Non capii perché Quess morda la mano e perché il poliziotto dica “Ma quella non è la moglie, vero?”. Forse percepii queste cose come un rumore di fondo inutile. In altre parole, alla prima visione non fui coinvolto dalla “sensazione” del film. Ma quando mi ritrovai sempre più invischiato capii l’importanza di certi dettagli e presto riuscii a godermeli.
Inoltre la bontà del ritmo con cui si sviluppano gli eventi di questo prologo, il modo di raccontare che rifiuta l’empatia con lo spettatore, è una cosa davvero calcolata. In aggiunta, ho provato una sensazione confortevole fin dalla mia prima visione. Anche la bontà del ritmo e il modo di raccontare contribuiscono alla “sensazione” del film.
Vediamo la prossima scena coi passeggeri. Una battaglia fra mobile suit che si tiene nello spazio. Amuro sta combattendo contro Char, che sta facendo cadere l’asteroide 5th Luna sulla Terra. Qui Amuro non si trova a bordo del Gundam, ma del Re-GZ. Sta per abbattere definitivamente Gyunei, quando appare il Sazabi pilotato da Char. “Perché vuoi far cadere questo corpo sulla Terra?! Se ciò avverrà, il pianeta si raffredderà e diventerà inabitabile. Ci sarà un inverno nucleare!”-“Gli abitanti della Terra sono degli egoisti che pensano solo a loro stessi, e io ho giurato di sterminarli tutti”-“E’ inaccettabile che un uomo punisca i suoi simili!”-“Il qui presente Char Aznable darà loro una severa lezione, Amuro!”-“Sei vittima del tuo ego!”. Uno scambio di battute decisamente alla “Gundam”. Anche queste frasi sono decisamente artificiali e donano al film quel tipo di “sensazione”. Questa scena sembra proprio una continuazione della prima serie di Gundam. Inoltre la battaglia è ben rappresentata e animata. La tensione si è alzata in un colpo solo.
Come inizio del film, la scena all’interno dello shuttle diretto verso lo spazio è impressionante. 5th Luna ne sfiora un lato. In quel momento il padre di Quess è preso dal terrore e nascondendosi la testa fra le mani mormora “Signore, ti prego!”. Non si preoccupa nemmeno di Quess che è seduta a fianco a lui. A proteggere Quess che si trova in una brutta posizione non è suo padre, ma Hathaway che era per caso seduto lì vicino. Contro un padre del genere, Quess gli sputa contro. Anche questa è un’immagine forte. In questo momento potrebbero anche morire, non è che non capisca il desiderio di essere risparmiati. Però riesco anche a capire il disprezzo che prova una figlia verso un padre che non si accorge di lei. Alla prima visione non me n’ero accorto. La “sensazione” de Il contrattacco di Char è costruita attraverso l’accumulo di immagini di questo tipo.

 

つづく

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Le grandi battute de Il contrattacco di Char

Il Contrattacco di Char è una sfilata di grandi battute. Come scritto nell’articolo precedente, sono queste battute a dare al film quel tipo di “sensazione”, che ti fanno capire cosa si agita dentro i personaggi. Di queste grandi battute, parecchie sono di Char. Questo perché sostanzialmente lui è il protagonista, ha un grande orgoglio e allo stesso tempo è un uomo che ride di se stesso.
Per esempio, quando parla con le alte sfere del governo federale, dopo averli ingannati dice “Amuro, sto facendo qualcosa di davvero spudorato. Se sei nelle vicinanze, prova a captarmi”, quando litiga con Amuro “Allora... fammi vedere come doni la saggezza alla massa ignorante”, dopo avere terminato il suo discorso come leader “E’ solamente una gran pagliacciata”, quando accende i motori a impulso nucleare di Axis “Forza Axis, va’! Porta via con te i ricordi amari”. Ad essere franchi, non si capisce bene a quale esperienza personale faccia rifierimento nominando questi ricordi amari, però è una battuta che fa comprendere bene la profondità dei suoi pensieri. Vale anche per la battuta che Gyunei fa di fronte a Nanai “Direttrice del centro ricerche, cioè... comandante delle operazioni”. A pensarci subito non si capisce perché Gyunei la chiami apposta direttrice del centro ricerche, ma in questa scena dimostra che non la vede di buon occhio ed è l’unico momento del film in cui traspare una tale critica.
Tornando ai discorsi di Char, come scrissi una volta la sua battuta che preferisco è “Io non sono come te. Non mi accontento di fare solo il pilota!”. E’ questo che dice ad Amuro quando lo incontra di persona. Lui è allo stesso tempo un leader e un pilota, ma è la strada che si è scelto da solo. Ma di fronte ad Amuro che è un pilota e basta dire “Io non sono come te”, per quanto ci si pensi è solo un attaccare briga. Però capisco bene perché l’abbia detto. Mentre dirige un governo Char manovra a suo piacimento anche le persone intorno a sé e al contempo cerca di vincere contro Amuro che fa il pilota. Tutte queste cose lo stancano, creandogli un accumulo di stress. Per fare un paragone, sarebbe come se Tomino che in questo film è autore dell’opera, creatore del mondo e realizzatore gli storyboard, dicesse agli altri registi suoi contemporanei “Io non sono come voi. Io non faccio solo gli storyboard”, non lo pensate? Oltre lavorare come autore, si mette in competizione per non essere da meno dei suoi rivali. Per cui si può immaginare che sia questo il concetto che riflette Char, contribuendo alla “sensazione” del film.
Il punto spettacolare de Il contrattacco di Char è che i suoi personaggi sono vividi e danno l’impressione di esistere. Prendendo a prestito le parole di Tomino, quelli che appaiono in questo film sono “personaggi fatti di carne e ossa”. Prima dello scontro finale contro la Londo Bell, Char affonda il proprio viso nel seno di Nanai proprio come se fosse un bambino, Per i fan che seguono Gundam fin dalla prima serie è stato un po’ uno shock. Ne Il contrattacco di Char sono descritte senza pietà anche le sue debolezze. Lo Char della prima serie era scaltro, ma c’erano anche dei momenti in cui rideva di se stesso. Come personaggio di un anime era molto vicino a una persona vera, ma basilarmente si trattava di un personaggio di bell’aspetto distaccato dal mondo reale. Farlo diventare di carne e ossa era uno degli obiettivi de Il contrattacco di Char.
E non riguarda solo le sue battute. Prima dello stesso scontro finale contro la Londo Bell, Gyunei dice a Quess “Sono parecchie le donne che hanno sentito il colonnello nominare Lalah Sune nel sonno”. Per farla rassegnare su Char, le racconta le voci che circolano all’interno di Neo Zeon a proposito del suo complesso. Quello che è doloroso di questa battuta è che fa immaginare molte cose allo spettatore. Dopo essere stato a letto con varie donne, nel sonno fa il nome di una ragazza del suo passato. Quindi queste donne fanno circolare la voce, tanto che arriva perfino alle orecchie di un novizio come Gyunei. Così si scopre che Char giace con donne di poco valore e che abbassa la guardia verso il genere femminile. Di sicuro le donne gli avranno chieso spiegazioni a proposito di quello che mormorava nel sonno e di sicuro avrà di nuovo trovato qualche strana scusa. Con una sola battuta, Char è diventato di carne e ossa.
Non ha nulla a che fare con la “sensazione” ed è un discorso un po’ diverso dalla questione dei personaggi vividi, ma vi introduco a un’altra battuta che mi piace. La battuta di Bright nei confronti di Cameron Bloom. Cameron è un ex fidanzato di Mirai Yashima, che viene scaricato da lei nella prima serie. A esseri sinceri è un uomo debole e buono a nulla. Ne Il contrattacco di Char continua a pensare a Mirai. Ad avere sposato Mirai è proprio Bright, e Hathaway è un figlio della coppia. Cameron è presente alle negoziazioni di pace fra il governo federale e Neo Zeon in qualità di revisore dei conti. Quell’incontro si è tenuto a porte chiuse. Pensando che non si dovesse smettere di combattere contro Char, informa Bright della negoziazione di pace. Inoltre prima dello scontro finale fra Neo Zeon e Londo Bell, Cameron di propria iniziativa passa a Bright 15 testate nucleari custodite dal suo ufficio. Se il governo esisterà ancora dopo la fine della guerra, lui verrà di sicuro condannato al carcere a vita. A proposito dei missili che cede, Cameron dice “Io desidero che Mirai continui a vivere, lo sto facendo solo ed esclusivamente per questo”. Se Char farà cadere Axis, la vita di Mirai che si trova sulla Terra si troverà in pericolo. Per cui supporta la Londo Bell. Bright risponde a Cameron “Il fidanzato di un tempo, moralmente ha tutto il diritto di farlo”. E’ una bella battuta.
Nella pratica il fidanzato di un tempo non avrebbe nessun diritto di dire “per lei posso passare anche il resto della vita in carcere”. Anzi, prima di tutto il problema non è se ne abbia diritto o meno. Piuttosto, per Bright e Mirai sarà una scocciatura impensabile. Tuttavia, la sua decisione di arrivare a tanto per il bene di Mirai e della Terra è valorosa e Bright userà quelle testate nucleari contro Neo Zeon. Dato che comprende i suoi pensieri disperati, Bright gli risponde “Il fidanzato di un tempo, moralmente ha tutto il diritto di farlo”. Se è disposto a tanto, non importa che sia innamorato di mia moglie. Le parole di Bright hanno questo significato. E lo dice senza essere né agitato né autoritario. La vividezza è una cosa un filo diversa, ma è comunque descritto in modo realistico e profondo. Una scena del genere dona profondità all’opera.

 

つづく

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faccio un po' fatica ad accettare quella faccenda di cameron, mirai e bright. in questo caso cameron è stato primariamente usato per espandere la storia, non perchè si voleva dare una sua caratterizzazione (anche perchè in fin dei conti è la stessa della serie tv, mentre bright è quello tra i due ad essere cambiato).

personalmente ritengo che la bellezza maggiore del fatto in sè è che tomino non abbia preso cameron buttandolo dentro alla storia fregandosene della personalità che gli aveva attribuito in passato; lo ha reinserito in modo ragionevole, anche se tirando molto sui suoi sentimenti.

cmq devo proprio rivedere il film, perchè può essere che in realtà fili tutto molto più tranquillamente :pazzia:

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  • 4 weeks later...

Quess Paraya

La differenza fra la prima serie di Gundam e Il contrattacco di Char è che innanzitutto la prima era una storia di giovani, mentre la seconda una storia di adulti. La prima aveva una tenerezza e una semplicità tipica della pubertà. Anche se nella prima serie di Gundam viene descritta una stupida guerra, c’è la speranza che un giorno l’umanità rinnoverà se stessa diventando newtype. Ne Il contrattacco di Char quella speranza è flebile. Inoltre pur diventando newtype le persone continuano a compiere azioni sciocche. Per cui, nonostante il palcoscenico sia lo stesso, nonostante i personaggi siano gli stessi, è proprio un’opera diversa. Anche in Z Gundam era descritta l’infelicità dei newtype, ma Il contrattacco di Char è stato realizzato in modo che il concetto fosse più facile da comprendere.
Fin dalla prima proiezione de Il contrattacco di Char, Quess Paraya non è mai stata popolare fra i fan. Capitava spesso di sentire cose tipo “se almeno quel personaggio non ci fosse stato!”. In effetti sarebbe stato possibile descrivere lo scontro finale fra Amuro e Char anche senza la sua presenza e anzi magari in quel modo Char e Amuro avrebbero forse trovato un punto d’incontro. Però dato che Quess aveva un carattere di quel tipo, se il suo screen time fosse stato minore non si sarebbe percepito così tanto quel senso di fastidio.
Quess è il personaggio più eccentrico di una pellicola eccentrica come Il contrattacco di Char. La sua condotta è è spesso egoista, superficiale e fuori di testa. Quando sviluppa un interesse per Amuro e scopre che vicino a lui c’è Chan, si lagna della sua presenza. E poi ci sono le battute che dice in quella scena: “Tu piuttosto, cosa ci fai qui”, “Certo, risposta degna di un adulto. Purtroppo però non era questo che volevo dire. Mi riferivo al tuo rapporto con Amuro Ray”, “Ecco perché sono interessata a entrare in contatto con Amuro, le cui doti di newtype sono note a tutti. Per quale ragione mi ostacoli?”, “Sì, è esattamente quello che stai facendo. Scendi immediatamente da questa nave!”. Un modo di parlare inconcepibile.
Noncurante del fatto che fino a quel momento aveva agito assieme ad Amuro, quando incontra Char lo tradisce all’istante. Facendo cadere la pistola che Amuro punta a Char, Quess dice “Amuro, non sei un po’ limitato?”. Questa sensazione di frivolezza è irresistibile. Per inciso, è notevole anche l’aria da rubacuori che ha Char mentre si porta via Quess. Nella scena successiva la ragazza spiega il motivo per cui ha seguito Char. “Sai, quando ho visto comparire il cigno… Amuro ha gridato e io ho fatto lo stesso. Dopodiché sei comparso tu”. Una battuta tanto insensata da essere quasi bella. Questa battuta, assieme a una certa instabilità emotiva tipica dei newtype, sembra indicare anche la descrizione delle ragazze del giorno d’oggi. Si tratta del “giorno d’oggi” del 1988, ma anche adesso che siamo nel 2010 non sembra tanto sorpassata.
Nonostante ci siano persone intorno a lei, dimostra un senso di insicurezza rivolgendosi a Char chiedendogli “Dunque io sarei una sostituta di Lalah?”, e facendo una cosa assurda come lanciarsi nel vuoto spaziale verso il cockpit dove si trova lui, tanto che sembra una bimbetta che lo supplica di punire Nanai. A vedere questa scena ci si sente turbati e irritati.
Fino a un certo periodo un argomento importante delle opere di Yoshiyuki Tomino era il confronto fra padre e figlio, ma nel caso di Quess lei non ha la minima intenzione di confrontarsi col padre, quanto di ucciderlo usando un mobile suit. Anche questo è un segno di come fra i molti personaggi di Tomino, lei sia uno dei più eccentrici. Nella seconda parte del film Quess sale a bordo e pilota l’Alpha Azieru, mentre Hathaway cerca di fermarla. Di fronte alle prediche del ragazzo lei replica “I ragazzini non mi piacciono! Sono tutti degli spudorati”. Una battuta assurda a cui ti verrebbe voglio di rispondere “Ma guarda che quella sei tu!”. Si potrebbe dire che l’autore con questa frase intenda dire “questa ragazza non capisce se stessa perfino a questo punto”.
Però Quess ha pure degli aspetti carini e non è che non mostri anche gentilezza nei confronti degli altri. Alla fine perde la vita difendendo Hathaway. Fraintende facilmente e ha delle convinzioni egoistiche, ma riflette attentamente sulla relazione fra gli uomini e lo spazio, indipendentemente dalla sua età. Tuttavia, dato che i suoi lati eccentrici sono preponderanti, per una gran parte degli spettatori è in toto una ragazza odiosa.
Così come fu per Amuro e Kamille, anche Quess è un personaggio creato rifacendosi ai giovani del tempo. Ricordo che all’uscita del film un redattore di Animage scrisse “voglio che Tomino mi mostri anche quali sono i lati positivi dei giovani di adesso”. In questo senso, era un personaggio realistico. Solo che era stata descritta in modo che per un adulto apparisse in modo deformato come una “giovane turbolenta”. Se seguite il suo sviluppo fino alla fine vi renderete conto che per Char lei non era un essere superiore e che non poteva sopravvivere al dramma di Amuro e Char. È l’esempio di come gli uomini non trovano la felicità solo perché diventano newtype. Non c’entra il fatto se piace o meno come personaggio femminile. Siccome lei c’è stata, abbiamo avuto delle scene importanti e delle battute importanti, e anche se vale poco per me non potrebbe esistere Il contrattacco di Char senza di lei.
Mi pare che fosse successo ai tempi di V Gundam. Durante la raccolta dei materiali chiesi a Tomino come mai nelle sue opere non compaiono mai ragazze dolci e spensierate. La sua risposta fu semplice: “perché non mi piacciono”. Probabilmente le ragazze spensierate non si accordano con il suo stile, mentre gli piacciono quelle dotate di una forte determinazione. Più che le ragazze dolci, preferisce quelle votate all’azione come Quess. Però non saprei dire se è questo che gli piace nell’altro sesso, se è questo che gli piace nelle ragazze, se è questo che gli piace nella realtà oppure se è solo quello che gli piace descrivere.

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Gyunei Guss

“Il contrattacco di Char” è costruito attorno a diversi rapporti triangolari. Quello al centro è il triangolo “Char – Lalah – Amuro”. Intorno a Char gravitano quelli “Char – Nanai – Lalah”, “Char – Nanai – Quess”, “Char – Quess – Gyunei”, mentre intorno ad Amuro “Amuro – Lalah – Chan” e “Amuro – Chan – Quess”. Fra i personaggi più giovani c’è quello “Quess – Gyunei – Hathaway”. Sia Gyunei che Hathaway non sanno reciprocamente della propria esistenza, però tutti e due si battono per conquistare Quess. E così accumulando tutti questi rapporti triangolari, la storia si fa ricca di sapori. Per inciso, allo stesso modo Hideaki Anno aveva accumulato diversi triangoli in “Shinseiki Evangelion”. Al centro vi era quello “Gendo – Yui – Fuyutsuki”. Sia Lalah che Yui fanno la parte della donna già perduta.
Gyunei prova un certo sentimento per Quess, ma lei è talmente attratta da Char che nemmeno si volta a guardarlo. Nel tentativo di diffamare Char, fa del gossip su di lui, ma gli viene risposto “voi ragazzi dite solo sciocchezze, ecco perché non mi piacete!”. Anche il modo con cui dice “ragazzi” è molto vivido. A mio parere fra i personaggi de “Il contrattacco di Char”, Gyunei è quello con cui si empatizza di più. Per lui Quess è come un fiore. Non riesco a capire bene il fascino di Quess, ma capisco invece bene il sentimento di voler rischiare la propria vita per una ragazza che è come un fiore.
Si tratta di un umano potenziato che con le sue capacità scova le testate nucleare fra i missili lanciati dalla Londo Bell e le abbatte coi funnel. È straordinariamente attivo. Anche Quess ammira questo suo lato, ma di fronte a questa scena Char commenta “Gyunei ha neutralizzato i missili nucleari del nemico. È questo il lavoro dei potenziati”. Lo loda negandogli la lode. Gyunei ha speso risorse e tempo per farsi potenziare, ma è come se si dicesse che un risultato del genere è il minimo. Oltretutto, dato che è stato Char stesso a richiederne il potenziamento, è come se dicesse “se Gyunei è riuscito in tutto questo, è merito mio”.
Dal punto in cui si trova Char, il fatto che Quess sia attratta da lui è una buona condizione per usarla. Per cui con quella frase abbassa il valore delle azioni di Gyunei. Il fatto è che vuole tagliarlo fuori da qualsiasi discorso. Il suo istinto maschile gli dice di essere geloso degli uomini che possono attrarre una ragazza giovane e probabilmente questo gli fa tirare il freno. Ad ogni modo, per quanto si impegni e ottenga risultati è terribile che Gyunei venga segato a metà dalla frase “è questo il lavoro dei potenziati”. La sensazione che si prova è che quello sia il posto in cui un giovane deve stare quando si trova di fronte a un adulto. Inoltre, dato che lo dice Char la cosa viene presa per buona, ma se fosse stato un qualsiasi uomo di mezza età a dirlo sarebbe suonato come ridicolo. E nel caso una ragazza come Quess penserebbe “sei proprio meschino”.
Anche il modo in cui Gyunei muore è triste. Nella seconda metà del film mentre si trova in una mischia fra amici e nemici, lo Jagt Doga su cui si trova esplode abbattuto da un colpo del ν Gundam. Così, anche se si trattava di uno dei personaggi principali, senza che ne venga mostrata l’agonia della morte e senza esclamare un’ultima battuta. E parlando anche del cut, l’esplosione dello Jagt Doga non viene nemmeno mostrata completamente. In quel momento stai lì e ti chiedi “eh? ma è morto in questo cut?”. Forse ci saranno stati problemi di tempo, o forse semplicemente per Tomino l’esistenza di Gyunei non era che come quella di un pesce piccolo nei confronti di Amuro. Sembra quasi di sentire la sua voce mentre dice “non è il caso di perdere tempo per raccontare la fine di un tizio del genere”. In una scena precedente Gyunei dice a Quess “fino a quando vuoi stare a giocare coi pesci piccoli?”, ma era un pesce piccolo lui stesso. È triste, ma questo modo asciutto di raccontare la storia è irresistibile.
Mentre Gyunei scompare nello spazio, Chan e Hathaway si lanciano fuori dalla Ra Cailum. Lo spazio è avvolto dalla tristezza. Viene da chiederti se gli esseri umani non siano delle creature impossibili da salvare.

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Hathaway Noah

Rispetto all’eccentricità di Quess e Gyunei, Hathaway è un ragazzo comune. Da metà film il suo obiettivo diventa quello di salvare Quess, che si è gettata in battaglia. Si tratta di un civile, eppure nel bel mezzo della battaglia decisiva che si tiene nella parte conclusiva del film sale a bordo di un Jegan e si dirige verso Quess. Riesce a raggiungere l’α Azieru su cui si trova la ragazza, ma lei non sta ad ascoltarlo. Quando Hathaway le dice “Smettila Quess! In questo modo non farai altro che crearti un sacco di nemici”, lei gli urla contro “Dunque anche tu la pensi così? La Terra va distrutta, perché ha dato la vita a gente come te! Altrimenti non ci salveremo”. Piuttosto che ascoltare le parole preoccupate di Hathaway, cambia subito discorso sul distruggere la Terra. Le assurdità della pubertà. Quess continua a parlare in modo simile a quanto già detto in altre occasioni.
Di fronte alla sua rabbia, Hathaway dice “Quess, sei lì, non è vero? Lo so che ci sei, apri il portello. Se mi guardi negli occhi, sono certo che la tua rabbia si placherà”. Inserire questa frase nello sviluppo del discorso è davvero doloroso. Hathaway sta guidando da solo un mobile suit ed è arrivato dove si trova la sua adorata Quess. Sta facendo qualcosa di eroico. Però se guardi il suo volto, quelle cose le sta dicendo con espressione irata. Non sta interpretando la parte dell’uomo affidabile, vuole solo dire una bella frase! Capisco bene quello che vorrebbe esprimere, ma non sono cose che si possono dire! In risposta Quess esclama quella frase severa che avevo menzionato anche due articoli fa. “I ragazzini non mi piacciono! Sono tutti degli spudorati”.
Nello stesso momento anche Chan si getta nel campo di battaglia, a bordo di un Re-GZ non completamente riparato. Questo perché si è preferito installare più psycho frame sul modello di Amuro. Dello psycho frame parlerò in un’altra occasione. Comunque, come immaginato da lei, lo psycho frame è in grado di salvare le persone... ma partire con l’idea di installare più psycho frame sul modello di Amuro è stata un’azione sciocca. Trovarsi nel bel mezzo del campo di battaglia ha fatto sragionare anche lei. Astonage cerca di fermarla ma viene coinvolto nella battaglia e perde la vita.
Chan vedendo Hathaway in difficoltà con l’α Azieru e percependo il pericolo gli spara contro dei missili, ma Quess fa da scudo al ragazzo e riceve i colpi. Sarà stato solo per sfortuna, ma un sigolo missile fa esplodere l’α Azieru. Nemmeno per Quess viene riservata un’ultima scena di agonia o un’ultima battuta, ma nonostante Hathaway sia triste può ancora salvarsi. Però a causa della morte di Quess perde la testa e attacca Chan che aveva cercato di salvarlo. Perde la ragione. Mentre la attacca urla “Non avresti dovuto farlo! Voi adulti non capite! Ecco perché arrivate a distruggere la Terra come se niente fosse!”. Per chiunque è chiaro che il problema non è “è colpa degli adulti”. Se devo essere franco, è una tragedia occorsa a causa dell’infantilità di Hathaway. Ma nonostante questo incolpa gli adulti e fa venire alla mente i discorsi sull’imporre la disciplina all’umanità. In quanto a discorsi illogici non è certo secondo a Quess, ma in questa sua illogicità si percepisce un senso di paura che al contrario è molto realistico.
Gli spettatori magari si aspettavano che nel momento del pericolo sarebbe arrivato qualcuno a salvare la situazione, che dei proiettili scagliati contro un alleato non avrebbero fatto centro, ma non ci sono sviluppi positivi e l’attacco di Hathaway abbatte il Re-GZ di Chan. Anche lei muore all’istante. Diversamente dalla morte di Gyunei, nell’istante in cui il Re-GX esplode si vede l’anima di Chan uscire dal mobile suit. A voler seguire le regole del film è un fenomeno causato dalla presenza dello psycho-frame, ma può anche essere vista come una preferenza dell’autore.
Da quando Hathaway rimane coinvolto con l’α Azieru fino alla morte di Chan ho continuato a pensare ripetutamente “uah, è successo!”. Sono cose che accadono in guerra, ma il fatto che le due ragazze abbiano perso la vita non è stato per devozione alla causa, anche se avevano le proprie convinzioni. È stato a causa di malintesi personali, perché è salito loro il sangue alla testa. È stata una tragedia assurda, ma cose del genere possono succedere anche nella realtà. Proprio perché possono succedere ho pensato “è successo!”. E poi mi sono accorto di divertirmi nel vedere certe tragedie. Anche se si trattava di disgrazie mi sentivo confortato. Si può dire che la sfortuna degli altri è dolce come il miele, una sensazione di questo tipo.
Passato un po’ di tempo dalla proiezione al cinema “Il contrattacco di Char” venne trasmesso anche in televisione. Una mia amica scrittrice nel vederlo mi disse “è stato interessante come un melodramma”. Lei non conosceva i dettagli delle serie di Gundam e mi pare che nemmeno le piacessero le opere così rigide. Abbiamo parlato dei personaggi che amavamo e di quelli che odiavamo, abbiamo analizzato i momenti più brutti e alla fine abbiamo entrambi pensato che quando si uccidevano a vicenda era interessante. Magari sarei da biasimare per questo, però non credo che sia un modo sbagliato di guardare la cosa. Per dirla in termini spicci, se il divertimento in stile Tomino è mostrare “quello che fanno gli altri”, questa sequenza di scene è divertente. E questo è uno dei punti focali de “Il contrattacco di Char”.

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  • 1 month later...

Adesso c'è qualche articolo meno interessante, ma li traduco cmq tutti per completezza.

Il contrattacco di Char come animazione

Prima di entrare nel climax del discorso, vorrei toccare l’argomento della direzione dell’animazione de Il contrattacco di Char. Si sentivano brutte voci a proposito della sua lavorazione prima che venisse proiettato al cinema. “Sono in ritardo coi disegni. Inoltre pare che per questo singolo film abbiano lavorato una decina di direttori dell’animazione”. Normalmente in una serie televisiva i direttori dell’animazione che lavorano singolarmente ai vari episodi sono anche più di cinque, ma a quei tempi l’idea che dieci direttori lavorassero a un unico film era impensabile. Dato che prima della proiezione circolava questa voce, ci si era fatta l’idea che sarebbe stato un film scadente. Il motivo per cui non avevo alcuna aspettativa prima del lancio al cinema era proprio questo.
Però una volta visto, il risultato finale risultò magnifico. Il character design segue l’impronta di Z Gundam, ma al suo confronto c’è un miglior controllo di disegni e colori e i personaggi ne sono risultati stoici. Questa stoicità si accompagna bene con il tipo di storia dal tocco di realtà. Il design dei Mobile Suit è realizzato in modo relativamente semplice, lasciando una buona impressione ai fan della prima serie. La recitazione dei personaggi è minuziosa, mentre la rappresentazione dei mecha netta ed elaborata. Le colonie spaziali sono stranamente presentate in computer grafica, ma il suo uso è ben fatto. Anche i fondali hanno un ottimo impatto, risultando in totale ricchi di sostanza.
Certo, a guardarlo dettagliatamente si trovano anche dei difetti, ma l’immagine globale è quella di un dramma opressivo. Pur trattandosi di un anime robotico non avrei mai pensato di vedere un film di questo genere, allo stesso tempo duro e ricco. Lo trovo impressionante anche rivedendolo adesso.
A guardarlo dettagliatamente ci sono infatti delle cose da dire. A proposito dell’interpretazione dei personaggi, saltano agli occhi i cut dove parlano mentre muovono ampiamente le mani come in una pantomima (ad essere sinceri i cut con la pantomima non sono poi tanti, ma dato che lo fanno sempre in punti di passaggio lasciano l’impressione di essere di più di quelli che sono). Dato che si trattava del primo film cinematografico originale di Tomino è possibile che ci abbia messo troppa forza, ma al giorno d’oggi una tale rappresentazione per un anime è forse ancora un modello. A proposito di quella rappresentazione, ho sentito opinioni che dicevano che fosse innaturale, ma credo che la cosa si accordasse bene con i tanti personaggi eccentrici che appaiono in questo film.
Il character designer di questo film è Hiroyuki Kitazume. A essere accreditati come direttori dell’animazione sono Yoshinobu Inano, Hiroyuki Kitazume, Shinichiro Minami, Kisaraka Yamada, Hidetoshi Oomori, Mikio Odagawa e Takatsuna Senba. I direttori dell’animazione supplementari erano Naoyuki Onda, Kazunori Nakazawa, Atsushi Shigeta e Toshimitsu Kobayashi. Togliendo i supplementari, i direttori dell’animazione erano sette. Non erano tanti come avevo sentito, ma comunque numerosi. Secondo un’intervista pubblicata in un mook dell’epoca, Hiroyuki Kitazume aveva comunque controllato i layout di tutti i cut. Nonostante l’alto numero di direttori dell’animazione coinvolti le differenze di stile sono pochissime, probabilmente proprio per via di quel lavoro sui layout.
Personalmente mi è rimasta molto impressa la parte animata da Yoshinobu Inano. Dalle pose e dalle forme esce fuori la sua personalità e sono felice che abbiano un loro sapore distinto. Mi ricordo che ai tempi discussi con un un amico a tal proposito: “Inano ci ha davvero dato dentro”. Parlando dei gengaman, il lavoro svolto da Yasuomi Umetsu è stato magnifico. Le animazioni di cui si è occupato sono quelle di quando Char riceve un mazzo di fiori sul treno e della scena con Char e Nanai immediatamente successiva al ricordo della morte di Lalah durante la Guerra di un Anno. I personaggi minori realistici durante la scena sul treno (anche se alcuni sono infilati a forza perché disegnati con un senso estetico lontano dal design tipico delle serie di Gundam) donano profondità al mondo di quest’opera. La scena del flashback ha un gusto di rinnovamento della prima serie, tanto da lasciare incantati. Anche la scena con Char e Nanai è splendida. Perfino il modo in cui è disegnato l’accappatoio colpisce.
Per quanto riguarda le scene di combattimento, è meraviglioso come il modo con cui sono rappresentati gli scontri non sia una semplice programma ma che la battaglia prosegua mentre i mobil suit di amici e nemici tirano fuori uno dopo l’altro i vari gimmick. Credo che sia ben rappresentato come i mobil suit siano delle macchine “ben fatte e comode”. È per questo che sono diventate il sale point dell’opera. Dal punto di vista di un bambino la storia sarà difficile da comprendere, ma credo che riescano a divertirsi solo guardando le scene di combattimento. Dal punto di vista registico c’è un tocco di realtà, però ad esempio quando all’inizio il Re-GZ pilotato da Amuro spara sfiorando lo Jagd Doga di Gyunei la scena sembra in stop motion e i colori diventano anormali. Si tratta di una tipica regia da serie tv. Dal punto di vista di un autore forse non si sarebbe desiderata una scena come quella, ma io sono stato felice di vedere una rappresentazione così tipica da anime robotico in un film dall’alta qualità e dal tocco reale come questo.
Tomino per quest’opera è accreditato come autore originale, sceneggiatore e regista. Il punto è che anche la sceneggiatura sia opera sua. Autore originale, sceneggiatura e storyboard fatti tutti da solo. In sostanza, Tomino 100%. La sostanza degli sviluppi drammatici raggiungono una concentrazione mai vista nelle sue sceneggiature precedenti. La tensione magari non raggiungerà quella di “The Ideon: Be Invoked”, ma dal punto di vista della sua forza autoriale “Il contrattacco di Char” è di sicuro una vittoria. Prendendo la descrizione dei personaggi in modo vivido e lo svolgimento della storia, parlando dell’essenza delle opere di Tomino “Il contrattacco di Char” ne è di sicuro l’esempio estremo.

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"Le assurdità della pubertà."

 

Bellissimo.

 

E' proprio "shishun"?

 

E assurdità com'è? Mucha-na-koto? Oppure yokei-na-koto?

 

Scusa, sono drogato di parole, lo sai. ^^

 

Quando una traduzione si mostra ben fatta, subito mi viene voglia di coglierle ancora più a fondo.

 

"Una traduzione malfatta ti fa rimpiangere di non conoscere la lingua originale. Una traduzione ben fatta ti invoglia a studiare la lingua originale."

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Grazie. ^^

Mi chiedevo in effetti se secondo te l'autore indenda "le assurdità della pubertà" come "le cazzate che si fanno durante la pubertà, le condotte insensate tipiche di quel periodo", oppure piuttosto una cosa persino più generale, tipo "l'insensatezza della pubertà", come se fosse proprio una componente connaturata e caratterizzante di quella.

 

Tipo, sai, se dicessi "lo stordimento dell'adolescenza".

 

Sono le cose su cui perdo le notti, quando si tratta di copioni. ^^;

 

Per esempio, ora mi trovo a dover davvero rendere l'ultima famosa frase del bonzo Jiko, e credo di averla afferrata... ma tra afferrare e rendere, è ancora un altro step. :-/

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Mi chiedevo in effetti se secondo te l'autore indenda "le assurdità della pubertà" come "le cazzate che si fanno durante la pubertà, le condotte insensate tipiche di quel periodo", oppure piuttosto una cosa persino più generale, tipo "l'insensatezza della pubertà", come se fosse proprio una componente connaturata e caratterizzante di quella.

In questo caso, la prima.

(c'è cmq il ki finale di "periodo". Non parla della pubertà in senso astratto ma del periodo in cui si è in pubertà).

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Questa invece è interessante.

 

Sazabi vs Nu Gundam

In un articolo di una rivista d’animazione del tempo (Newtype dell’aprile 1988) il regista Yoshiyuki Tomino parlò de Il contrattacco di Char facendo un digest della storia del mondo di Gundam fino a Z Gundam. Hathaway ha il ruolo che in origine doveva essere di Katsu, mentre Quess è un duplicato di Camille. In effetti sono molti i punti che fanno pensare che dopo la morte di Quess gli sviluppi che portano allo scontro finale fra Amuro e Char siano un po’ come il finale della prima serie. Ma la morte di Quess fa pensare anche alla fine di Lalah. A pensarci Amuro e Char nel bel mezzo della battaglia scendono dai loro mobile suit e si usa un bazooka, proprio come allora.
Come costruzione della storia sembra quasi che si sia riusciti finalmente a realizzare quello che si voleva fare con Z Gundam. L’avevo scritto anche in passato, ma dopo essere rimasto così affascinato da Il contrattacco di Char mi sono rivisto tutto d’un fiato Z Gundam. In quel momento mi è parso di capire il senso di Z Gundam che invece non avevo colto durante la prima trasmissione televisiva, così come ciò che non mi aveva soddisfatto.
Parliamo del climax. Axis si muove all’improvviso verso la Terra. L’asteroide è visibile anche da chi è rimasto sul pianeta, come Mirai. Gli uomini della Londo Bell al comando di Bright salgono a bordo di Axis per distruggerlo
dall’interno. In quel momento inizia la battaglia fra Char e Amuro. Amuro è a bordo del Nu Gundam. È il combattimento fra Char e Amuro, che finalmente si trova a pilotare il nuovo Gundam. Dopo scambi di colpi fra funnel e beam saber, i due si ritrovano a combattere corpo a corpo sul suolo di Axis. Però dopo avere mantenuto una certa distanza, i due risalgono sui mobile suit e riprendono a scontrarsi. Durante la loro battaglia, gli uomini di Bright avviano l’esplosione di Axis grazie al lavoro fatto manualmente. La battaglia fra il Sazabi e il Nu Gundam alla fine diventa una scazzottata. A farla sono ovviamente i mobile suit, ma visto il risultato sembra che siano invece Char e Amuro. La cosa diventa sorprendentemente una battaglia da uomini. Infine, come risultato della scazzottata, il Nu Gundam abbatte il Sazabi. Dopodichè c’è ancora la faccenda di Axis spaccato in due, ma il combattimento fra mobile suit finisce qui.
Char ha cercato di compiere del male e Amuro lo ha punito. La giustizia ideale. Amuro in questo scontro finale è proprio un uomo dal sangue ardente. Vista l’impostazione pare proprio che l’abilità di Amuro come pilota e la potenza del Nu Gundam sorpassino nettamente Char e il Sazabi. Nonostante Axis esploda e Nanai lo chiami, nel momento in cui riceve il colpo di grazia Char (che era sia pilota che comandante) riesce a pensare di essere stato sconfitto da Amuro solo nella sua veste di pilota. Char nei confronti di Amuro dice “Io non sono come te. Non mi accontento di fare solo il pilota!”, ma alla fine anche per un grande come lui che fa allo stesso tempo sia il politico che il pilota forse era impossibile vincere contro Amuro.
Durante lo scontro con Amuro, dice due frasi in cui dimostra preoccupazione. Una è prima di atterrare su Axis “Energia esaurita?”, l’altra è dopo essersene andato da Axis “La mia spada è in inferiorità?”. La prima si riferisce a quando spara col cannone a megaparticelle a diffusione dall’addome del Sazabi e c’è un calo di energia. Probabilmente ha usato troppo quel cannone durante la battaglia. La seconda è quando nello scontro diretto fra beam tomahawk e beam saber, il tomahawk del Sazabi si dimostra meno potente del saber del Gundam.
In sostanza, il Sazabi ha un calo di potenza costante e di conseguenza perde contro il Gundam. A proposito di ciò, durante la raccolta di materiali per “Il contrattacco di Char: un discorso fra amici” ho avuto una discussione accesa relativa a quel calo di potenza con Kunihiko Ikuhara. In sostanza, in conclusione della disputa disse che era una cosa interessante che il mobile suit perdesse potenza proprio in quel momento. Si tratta di un ragionamento profondo e riguardando il film ho potuto dargli ragione. Di seguito provo a proseguire il discorso basandomi su questo punto di vista.
Mentre Char e Amuro continuano a combattersi, si scambiano delle battute. Char dice “Ti farò tornare in mente il dolore che hai provato quando è morta Lalah”. A cui Amuro risponde “Sei un miserabile!”. Significa che si sta trascinando ancora dietro quella storia e per di più lo dice anche a parole. Quindi si scambiano altre battute e dopo che il cannone a megaparticelle ha il calo di potenza Char dice “Energia esaurita?”. Su Axis, Amuro parla della rivoluzione di Char. “Non sai nemmeno cosa sia una riforma sociale. Le rivoluzioni nascono dalle menti degli intellettuali, solo perché inseguono un sogno! E finiscono col compiere gesti estremi!”, “Ma dopo, anche i valori più alti di una rivoluzione finiscono inghiottiti dalla burocrazia e dalla massa! E di conseguenza quegli stessi intellettuali spariscono dalla società e dalla politica rinnegando la comunità! Ecco perché...”. Probabilmente Amuro voleva fare questo discorso a Char fin dall’inizio. Dopodichè i due riprendono a combattersi e nello scontro fra beam tomahawk e beam saber ed ecco che Char dice “La mia spada è in inferiorità?”.
In questa disputa Char controbatte ma si trova in svantaggio. Amuro colpisce Char dove più gli fa male. La connessione è che mentre Char confuta il discorso di Amuro, il cannone a megaparticelle e il beam tomahawk calano di potenza. Ovviamente, questo non è un discorso sulle impostazioni ma una questione di abilità di scrittura di una sceneggiatura. Perdendo la disputa si riceve anche un danno mentale e come risultato si perde anche in battaglia. Per esprimerlo, viene mostrato il mobile suit che ha un calo ti potenza.
Prima che il Nu Gundam dia il colpo di grazia al Sazabi, Char urla “Nanai! Non intrometterti in faccende da uomini!”. Nanai è entrata in contatto con lui per chiedergli di tornare a prendere il comando ma lui le risponde di non intralciarlo. Nell’istante successivo il Sazabi riceve un attacco alle spalle dal Gundam e crolla a terra. Il cockpit del mobile suit con a bordo Char schizza fuori. Credo che in questo momento il regista lo abbia voluto punire per come usa le donne e per uscirsene fuori con frasi ingenue come “non intrometterti in faccende da uomini”. Andando oltre, magari sarò il solo a dirlo in tutto il Giappone ma nel momento successivo al “non intrometterti in faccende da uomini”, visto il modo con cui Amuro acchiappa il cockpit al volo sembra quasi di vedergli dire “ma sei scemo?”. Il cut dove il cockpit schizza via dal Sazabi ha un’inquadratura splendidamente miserabile. In questa situazione Char viene chiaramente descritto come un essere infame.

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Il Nu Gundam non è una montatura

La Londo Bell ha avuto successo nel distruggere Axis ma dato che l’esplosione è stata troppo forte, viene confermato che una delle due parti in cui l’asteroide si è spezzato cadrà sulla Terra. A questo punto è chiaro che il pianeta sarà avvolto da un inverno nucleare. Quando lo scopre Char esplode in una sonora risata. Dichiara quindi la sua vittoria nei confronti di Amuro e lo dileggia dicendogli “Ti sei dato troppo da fare!”. Amuro decide quindi di spingere via Axis solo col Nu Gundam. Quando Char gli chiede “Stai dicendo sul serio?” lui gli risponde “Se non avessi sempre tutta questa fretta, coltiveresti almeno un po’ di speranza nell’umanità”. Amuro si appoggia ad Axis con il Nu Gundam e inizia a spingerlo dal basso. Poi, afferma la sua determinzione: “il Nu Gundam non è una montatura”.
Amuro è molto eroico nell’affermare “il Nu Gundam non è una montatura” e nel momento in cui pronuncia quella frase “Il contrattacco di Char” supera il culmine massimo come anime robotico. Però per quanto ci si pensi, è impossibile che un solo mobile suit riesca a spingere indietro Axis. La sensazione di avere fatto tutto per niente affligge la Londo Bell. Nel cut successivo viene mostrato il Nu Gundam che inizia a spingere con potenza massima, in quello successivo ancora la camera continua a seguire la scena allargando. Il campo continua ad allontanarsi e il Nu Gundam sembra ormai davvero un piccolo insetto. Questo cut sembra crudelmente dire che Amuro sta facendo un’azione sconsiderata. È magnifico il contrasto organizzato fra la battuta “il Nu Gundam non è una montatura” che esprime i sentimenti del personaggio e la situazione che indica che è tutto inutile.
Non ne ho parlato prima, ma durante tutta la sequenza il cockpit core di Char è nella mano del Nu Gundam, Amuro sta spingendo Axis, premendo il cockpit di Char contro la parete dell’asteroide (tanto che ormai vi si è conficcato dentro). Nel momento dell’impatto Char, che si trova all’interno del core, per colpa dello shock viene scosso violentemente a destra e a sinistra. Char urla “uah!”. In questo momento l’autore gli sta facendo davvero fare la figura del ridicolo. Alla prima visione, guardando Char risi. Provai un certo shock nel vedere un personaggio che si era sempre comportato in modo intelligente e affascinante, mostrarsi in modo tanto miserabile. In questo film Tomino descrive Char Aznable come un uomo semplicemente mediocre. Nel processo che porta alla scena finale, la sua maschera di vanità inizia a smontarsi un pezzo per volta. Anche se la sua miseria non viene comunicata attraverso dialoghi, la si capisce anche solo guardando la scena! È chiaro a causa di quel suo “uah!”.
Mentre Amuro sta cercando di spingere Axis, succede qualcosa che nessuno si sarebbe mai aspettato: i mobile suit della federazione terrestre e di Neo Zeon si raggruppano insieme e iniziano a spingere Axis assieme ad Amuro. Amuro dice loro di smetterla, ma quelli non lo stanno a sentire. I soldati della federazione dicono “non ci va che la Londo Bell si prenda tutta la gloria”, mentre i soldati di Neo Zeon rispondo ad Amuro “Qui è in gioco il destino del pianeta Terra! Vale la pena fare un tentativo!”. Tuttavia i loro mezzi esplodono per via del surriscaldamento dovuto all’attrito.
Mentre spinge Axis, il Nu Gundam viene avvolto dalla luce. Probabilmente si tratta della luce emessa dallo psycho-frame che circonda la cabina di pilotaggio del Gundam. La volontà di Amuro è stata amplificata dallo psycho-frame e inoltre inizia a risuonare nelle menti degli altri piloti. Lo sviluppo successivo è che la luce dello psycho-frame avvolge Axis. Come risultato l’asteroide cambia rotta e si allontana dalla Terra. La forza mentale degli uomini e lo psycho-frame hanno salvato la Terra.
Il sistema che permette il controllo dei funnel e di altre armi tramite l’uso delle onde cerebrali si chiama psy-commu. Lo psycho-frame è un’intelaiatura composta da una massa di computer chip dello psy-commu grandi quanto polvere metallica. Anche se sembra un evento straordinario, ne era stata data un’anticipazione. Prima dello scontro finale con Neo Zeon, Chan disse ad Amuro “A quanto pare con questo il tuo psy-commu e i funnel dovrebbero entrare in sintonia e innescare moltissime funzioni nuove. Tu credi che andrà così?”.
Il “questo” a cui si riferisce Chan è lo psyco-frame portatile a forma di T in fase di test.
Quando Chan parte per una sortita con il Re-GZ ancora in fase di riparazione, porta con sé quello psycho-frame a forma di T. Nel momento in cui lei muore, una luce non identificata si sparge nello spazio. Le persone rimaste sulla superficie terrestre reagiscono nel vederla. Ci sono anche dei bambini che pensano che quella luce sia il Sole. Forse anche quella era una capacità dello psycho-frame a forma di T. Anche Nanai, che si trova a bordo di una corazzata, dopo che l’effetto si manifesta si porta le mani alla testa sentendo dolore. Dopodichè mostra una reazione di tipo newtype, ma probabilmente si tratta dell’influenza dello psyco-frame.
Inoltre, quando Chan era ancora in vita Quess ebbe una visione dello psyco-frame a forma di T che portava con sé. Da quel momento lo psycho-frame comincia a dimostrare una certa energia. Lo psycho-frame a forma di T compare anche durante la battaglia fra Char e Amuro. Vola danzando nel vuoto spaziale avvicinandosi a loro. A giudicare dalle battute di Amuro, lo psycho-frame si muoverebbe grazie ai sentimenti di Chan. Nella scena finale, quando la Terra è stata salvata, lo psycho frame a forma di T prende il volo da Axis e attraversa lo spazio. È un’immagine che fa pensare che ad avere salvato la Terra per davvero sia stata Chan. A ripensarci, la volontà di Amuro di respingere Axis, i sentimenti di Chan, tutti quelli che hanno reagito allo psycho-frame e i le menti dei piloti coinvolti hanno contribuito a realizzare un miracolo.
O almeno così pare, ma c’è di sicuro un’insufficienza di spiegazioni. Molti spettatori non avranno compreso cosa sia successo. Anche se si capisce che le menti sono entrate in risonanza grazie all’energia dello psycho-frame, rimane sempre il problema dei piloti della fazione di Char che come lui volevano che Axis cadesse sulla Terra, ma che all’improvviso tornano indietro cercando di respingere l’asteroide. Dopotutto non stavano combattendo per i propri ideali?
No, piuttosto il problema è cosa mette in moto quel misterioso fenomeno che opera il cambiamento di rotta di Axis. Siccome la tensione drammatica è alta, l’attenzione dello spettatore è talmente rapita che non riesce a comprendere, non riesce a trovarci una logica. Tornerò a parlare dello psycho-frame nel prossimo articolo.

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Questa invece è interessante.

 

Sì, anche per chi non ha visto il film in questione. :-)

 

 

Mentre Char e Amuro continuano a combattersi, si scambiano delle battute. Char dice “Ti farò tornare in mente il dolore che hai provato quando è morta Lalah”. A cui Amuro risponde “Sei un miserabile!”. Significa che si sta trascinando ancora dietro quella storia e per di più lo dice anche a parole. Quindi si scambiano altre battute e dopo che il cannone a megaparticelle ha il calo di potenza Char dice “Energia esaurita?”. Su Axis, Amuro parla della rivoluzione di Char. “Non sai nemmeno cosa sia una riforma sociale. Le rivoluzioni nascono dalle menti degli intellettuali, solo perché inseguono un sogno! E finiscono col compiere gesti estremi!”, “Ma dopo, anche i valori più alti di una rivoluzione finiscono inghiottiti dalla burocrazia e dalla massa! E di conseguenza quegli stessi intellettuali spariscono dalla società e dalla politica rinnegando la comunità! Ecco perché...”.

 

Questa cosa rimanda direttamente a un pensiero che ho spesso fatto studiando la storia, ovvero che l'umanità -in vari luoghi- sembra alternarsi in un moto armonico tra: dissesto -> potere autarchico -> benessere -> volontà di potenza democratica -> decadenza e consunzione -> dissesto, e via a ricominciare.

 

Ovvero, mi sembra sempre che quando gli uomini sono arrivati a "stare bene" non possono fare a meno di sognare, ingannarsi e credere di essere "bravi tutti", ovvero di sopravvalutare l'umanità.

 

Ho trovato poi una meravigliosa esposizione di simili pensieri nella letteratura di Natsume Souseki.

 

(PS da prima: in effetti, errore mio, 'shishun' senza 'ki' praticamente non esiste: è sempre e solo 'shishunki', ovvero l'adolescenza come "età adolescenziale" ^^ )

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  • 2 weeks later...

Il miracolo dello psycho-frame

Devono esserci un sacco di persone che non hanno saputo come prendere il miracolo operato dallo psycho-frame nella scena climax de Il contrattacco di Char. Il “miracolo dello psycho-frame” è il fenomeno che ho già descritto nell’articolo precedente. C’è il fatto che anche i mobile suit nemici aiutano a spingere via Axis e un altro fatto è che grazie al potere dello psycho-frame Axis cambia la sua direzione e la Terra si salva. Non si sa come prendere la scena, è difficile capire cosa sia successo. Però verso questo sviluppo si prova un senso di indisposizione.
C’è un certo gap fra il miracolo dello psycho-frame e questo sviluppo. Fino a un momento prima del climax questo film aveva un tocco asciutto, delle relazioni umane distaccate e vi erano ritratte solo tragedie. Nonostante la narrazione proseguisse nel dire allo spettatore che gli uomini sono degli sciocchi, degli esseri che non possono essere salvati, nel climax perfino i piloti nemici sacrificano la propria vita per salvare la Terra. In sostanza, all’improvviso lo sviluppo si fa clemente ed emotivo. Quando lo vidi per la prima volta pensai “eeh? ma perché?”. Anche se ne avevo compreso l’impostazione, mi rimase un senso di indisposizione.
A proposito della scena in cui il potere dello psycho-frame permette ad Axis di non cadere sulla Terra, bisogna dire che ha un livello di realismo totalmente diverso da quello che ci era stato mostrato fino a quel momento. Fino al momento del climax sia i personaggi che i meccanismi avevano delle basi realistiche ma, nonostante fosse tutto presentato con un certo potere persuasivo, nel climax questo potere scompare all’improvviso. Mancano informazioni e anche se ne si capisce l’impostazione è difficile da accettare. Ammesso che grazie allo psycho-frame sia stata emessa una grande quantità di energia, anche se si lega alle volontà di Amuro e Chan, è fin troppo conveniente che riesca a cambiare la rotta di Axis. L’impressione è che si sia passati da un hard mecha action a un fantasy. È inevitabile che negli spettatori si formi l’idea “alla fine è stato risolto tutto da un’energia misteriosa!”.
A riguardo dello psycho-frame c’è un’anticipazione nella prima scena del film ed è indubbio che l’autore intendeva fermare la caduta di Axis tramite quello fin dall’inizio. Ciò che lascia perplessi è che visto come era stata trattata la storia fino a questo momento, solo la parte riguardante lo psycho-frame presenta delle debolezze. Anche se la soluzione era quella, doveva essere spiegata meglio. Perché non è stato fatto? Possibile che sia stata realizzata apposta per fare provare un senso di indisposizione agli spettatori?
Qui di seguito esprimo un mio ragionamento. Scrivo delle intenzioni dell’autore, ma è un po’ una mia elucubrazione. Ne Il contrattacco di Char accade il miracolo dello psycho-frame. È la salvezza. Gli esseri umani sono degli stupidi e per questo il mondo in cui vivono è pieno di tragedie. Come viene detto dalle battute del film, non si tratta di un problema sul vivere sulla Terra o sull’essere spazionoidi. Questo film descrive come anche gli uomini che vivono nello spazio siano stupidi. Vi si affastellano immagini negative nei confronti degli uomini e della società. Però in una storia è necessaria la salvezza. È necessaria in un film d’intrattenimento, anche solo un pochino. Non solo per gli spettatori, ma probabilmente anche per l’autore.
Mi scuso se mi ripeto, ma prima di arrivare al climax ne Il contrattacco di Char si descrive la tragedia della rottura delle relazioni fra genitori e figli, della gelosia, del malinteso. Anzi, non è proprio così. Gli uomini hanno anche dei lati positivi. Forse adesso non fanno altro che contrastarsi, ma un giorno forse riusciranno a rendere i loro cuori una cosa sola. Questa speranza è indicata dal miracolo dello psycho-frame.
A proposito dello psycho-frame, Char dice: “Questa vibrazone proviene dallo psycho-frame? I pensieri delle persone sono così concentrati da causare un sovraccarico! Ma che succede? Non provo alcuna paura. Al contrario, sento calore e una specie di tranquillità. Ma certo. Gli uomini che possiedono questo calore possono arrivare a distruggere la Terra. Devi fartene una ragione, Amuro!”. Char pare avere capito l’essenza del potere dello psycho-frame, però non riesce ad esprimerlo chiaramente a parole. A quanto pare l’energia emessa dallo psycho-frame sta intensificando la parte positiva della mente umana. A queste parole Amuro replica: “Lo capisco benissimo! Ma proprio per questa ragione dobbiamo mostrare al mondo intero la luce dei nostri cuori”. Il contenuto della conversazione fa un balzo in avanti, ma non si capisce se la frase di Amuro “mostrare al mondo intero la luce dei nostri cuori” si riferisca al piano di Char o al fenomeno che si sta manifestando. Char sembra essere d’accordo, come se avesse previsto quello che accadrà in seguito.
L’ultima immagine mostra Axis avvolto dalla luce dello psycho-frame che si allontana dalla Terra, mentre gli esseri umani osservano la scena alzando lo sguardo. A quanto pare gli uomini della Terra stanno vedendo la luce del cuore, come ha detto Amuro. È possibile che forse sia avvenuto un cambiamento nel cuore degli uomini. Forse le persone si sono avvicinate un pochino a diventare uomini migliori. Per dirlo tramite il pensiero della prima serie, forse sono diventati tutti un pochino di più newtype. In questo caso l’obiettivo di Char, “fare risvegliare gli uomini la cui anima è incatenata dalla gravità”, è stato in un certo senso raggiunto. Tuttavia, nel film le persone che si voltano a guardare la luce dello psycho-frame sono davvero poche. Anche questa è una cosa dolorosa.
Nella prima serie di Gundam, nei confronti degli uomini che continuano a farsi la guerra nonostante vivano nello spazio, viene presentata l’idea dei newtype, un rinnovamento dell’uomo. In corrispondenza ne Il contrattacco di Char viene descritto il miracolo dello psycho-frame, relativo alla luce del cuore degli uomini. Tuttavia il miracolo dello psycho-frame mancava di forza persuasiva. Provo a descrivere il motivo per cui la penso così. Sia per gli spettatori che per l’autore era necessaria la salvezza, ma l’autore non credeva davvero che esistesse una salvezza per gli stupidi esseri umani. Ha cercato comunque di descrivere una salvezza con una certa forza persuasiva, ma così facendo è sembrata solo una bugia. Per cui di forza persuasiva in realtà non ce n’era e il miracolo descritto era proprio come un castello in aria. Non vi viene da pensare così?
Questa è la spiegazione che sono riuscito a darmi. Se è una cosa che si può fare, gli uomini vorrebbero comprendersi fra di loro. Gli esseri umani sono stupidi, ma se possono farlo vorrebbero diventare delle persone migliori. Però è sicuramente impossibile. Dal miracolo dello psycho-frame si percepiscono il sentimento di volere avere speranza negli uomini e allo stesso tempo il sentimento di rassegnazione. Il contrattacco di Char è un film che parla di come si vorrebbe avere speranza, ma allo stesso tempo sia troppo ottimistico crederci.

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La vittoria completa a cui mira Char

Finalmente stiamo arrivando alla conclusione dei miei articoli su Il contrattacco di Char. Mentre si sta svolgendo il miracolo dello psycho-frame, Amuro che si trova a bordo del Nu Gundam e Char che si trova nel cockpit core continuano a discutere. Come avevo scritto, il cockpit core di Char si trova incastrato sulla superficie di Axis. Questa loro discussione è la parte più importante di tutto il film.
Proseguo il discorso. Dopo che Amuro ha urlato “il Nu Gundam non è una montatura!”, Char risponde come segue: “Se mi premesse la vita, pensi che ti avrei davvero fatto avere le informazioni sullo psycho-frame?”-“Che cosa me ne farei di una banale vittoria contro dei ridicoli mobile suit, me lo spieghi? Comunque sia, tutto questo è un controsenso”. Amuro risponde sorpreso: “Ci stai prendendo in giro! L’unica cosa che sei in grado di fare è guardare il tuo prossimo dall’alto in basso!”. Il “controsenso” è avere perso contro Amuro ed essere stato incastrato sulla superficie di Axis, direi.
A questo punto della storia è chiaro che lo psycho-frame con cui è equipaggiato il Nu Gundam è stato fornito da Neo Zeon. Una cosa che Char ha fatto avere ad Amuro intenzionalmente. In sostanza, stava pianificando una vittoria completa. Come leader di Neo Zeon vuole imporra la disciplina sugli uomini, ma allo stesso tempo come pilota vuole sconfiggere Amuro. Inoltre detesterebbe battere Amuro solo grazie alle capacità del suo mobile suit, per cui vuole che anche il suo nemico abbia un mobile suit con uguali capacità. Per questo lascia trapelare le informazioni sullo psycho-frame. A questo modo la vittoria sarebbe una vittoria completa. Visto l’uomo che è Char, se non avesse fatto così non si sarebbe mai sentito soddisfatto. Probabilmente in caso di vittoria contro Amuro gli avrebbe riso contro “Nonostante abbia lasciato trapelare le informazioni sullo psycho-frame, non sei in grado di combattere al mio livello!”. Ha un carattere davvero ossessivo. In questo film vengono messe in mostra anche le ossessioni del regista, ma la sua ossessività pare che si rifletta pienamente sul progetto di Char.
E dopo avere preparato tutto questo, Char perde. È proprio un controsenso. Probabilmente fin dall’inizio Char non considerava granchè le prestazioni del Nu Gundam, ma avendo permesso che si dotasse dello psycho-frame ha fatto in modo che superasse le capacità del Sazabi. Dopo avere pianificato tutto ciò è davvero una vergogna che abbia perso. Quindi dice ad Amuro che ha vinto solo perché è stato lui a passargli lo psycho-frame. Quando Char finisce per dire una cosa del genere, fa così pena da far perfino piangere. Sarebbe stato centomila volte meglio se se ne fosse stato zitto.
Dopodichè i mobile suit di alleati e nemici si radunano e spingono Axis. A quel punto si svolge la conversazione “Ma certo. Gli uomini che possiedono questo calore possono arrivare a distruggere la Terra. Devi fartene una ragione, Amuro!” che avevo già riportato. Quando Amuro risponde “Lo capisco benissimo! Ma proprio per questa ragione dobbiamo mostrare al mondo intero la luce dei nostri cuori”, Char replica ”Fai dei discorsi molto appassionati, ma sei stato piuttosto freddo con Quess!”. All’improvviso si mettono a parlare di Quess. Quando Amuro dice “Io non sono una macchina! E non posso essere il sostituto di suo padre. E tu invece? Non hai forse usato Quess come se fosse una macchina?”, Char risponde “Ora capisco... Quess era alla ricerca di una figura paterna. Mentre io, poiché la ritenevo solo una gran seccatrice, l’ho sfruttata solo come una macchina”. In questa scena, ma non solo in questa, le interpretazioni di Shuichi Ikeda e Toru Furuya sono state eccezionali.
Per farla breve, né Char né Amuro si sono mai sposati né hanno avuto figli. Amuro si è accorto che Quess cercava un padre o una figura similare (ed ecco perché Quess diceva “I ragazzini non mi piacciono!”), ma Char nemmeno se n’era accorto. Quindi l’ha manovrata come una bambina. Anche se Amuro si era accorto cosa cercava Quess, non era in grado di svolgere il ruolo di un padre. In questo film non c’è nessuna scena in cui Amuro cerchi di essere un padre per Quess, ma anche nel caso fosse successo penso che non avrebbe trovato nessun punto di contatto con la ragazza. Da questa conversazione si capisce che è lui stesso a ritenersi incapace di farlo.
Sono due eccellenti piloti di mobile suit. Parlando di Char, è un politico che usa le persone attorno a sé come pedine. Ma per quanto riguarda i bambini non ha abbastanza maturità per svolgere il ruolo di genitore. Ma pur non avendo mai avuto bambini, se fosse cresciuto normalmente sarebbe riuscito ad avere un atteggiamento tipo quello di un padre. Amuro all’idea di diventare un sostituto del padre di Quess ha l’impressione di diventare una macchina. In sostanza, senza cancellare i suoi veri sentimenti non riuscirebbe a diventare un genitore sostitutivo. Anche questo modo di pensare di Amuro è molto triste.
Poi, dal discorso di non essere riusciti a diventare il padre di Quess si passa al discorso su Lalah. E Char in proposito dice una cosa sconvolgente.

 

つづく

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Il discorso di Char su “Lalah come madre”

La conversazione fra Char e Amuro continua. Alla frase di Char “Mentre io, poiché la ritenevo solo una gran seccatrice, l’ho sfruttata solo come una macchina”, Amuro ribatte “Per essere un uomo del tuo livello, hai un cervello davvero minuscolo”. A quel punto Char replica “Lalah Sune era l’unica donna al mondo che avrebbe potuto farmi da madre! E tu l’hai uccisa, per cui non parlarmi in questo modo!”. A queste parole Amuro rimane stupefatto. “Da madre? Lalah Sune? Uah!”. Il suo “uah” di sorpresa dipende dal fatto che il cockpit del Nu Gundam viene avvolto dalla luce. Guardando il cut successivo si capisce che il Nu Gundam non è esploso. Si vedono le menti di Amuro e Char volare via disperdendosi nello spazio, assieme alla luce dello psycho-frame. Qui finisce la loro conversazione. Giudicando dalla reazione di Nanai, pare che Char sia morto qui. Per cui anche Amuro dovrebbe avere perso la vita. Dopodichè Axis si allontana dalla Terra e gli abitanti del pianeta guardano la luce proveniente dall’asteroide. Probabilmente si tratta della luce dei cuori delle persone. Sulla Terra si sente il pianto di un bimbo appena nato. Si potrebbe pensare che sia Char che Amuro si siano in qualche modo reincarnati, o che semplicemente il senso sia che laddove qualcuno muore c’è sempre qualcuno che nasce. Lo psycho-frame sperimentale a forma di T fa un giro attorno alla Terra, avvolgendola nella luce. Quindi partono i titoli di coda. Il contrattacco di Char è finito.
Il problema sono le battute “Lalah Sune era l’unica donna al mondo che avrebbe potuto farmi da madre! E tu l’hai uccisa, per cui non parlarmi in questo modo!”- “Da madre? Lalah Sune? Uah!”. La loro disputa verbale è durata a lungo, ma si è conclusa con questo scambio. Queste due battute indicano la conclusione de Il contrattacco di Char.
Quando lo vidi per la prima volta, non capii per nulla il significato di questo scambio. Non capii nemmeno i sentimenti di Char che desiderava che Lalah fosse sua madre, né il senso di avergli fatto dire così alla fine del film. La mia reazione fu “eh? che cosa sta dicendo?”. Per quante volte l’abbia riguardato, sebbene sia poi riuscito a immaginare quali fossero le intenzioni dell’autore, non riuscii mai a comprendere i sentimenti di Char. A quei tempi avevo 24 anni. A ripensarci adesso, a 24 anni io ero ancora un bambino ed era inevitabile che non capissi quello scambio.
Nel film non era spiegato per quale motivo Char cercasse una madre in Lalah. Ad ogni modo, Char è morto subito dopo avere detto quella cosa e Amuro ha potuto solo essere sconcertato. Né Bright né Nanai hanno sentito le parole di Char, quindi non hanno potuto commentarle. Nessun altro ha sentito quella frase. Subito dopo è avvenuto il miracolo dello psycho-frame, ma non credo che c’entri qualcosa. Sembrava più che altro che l’autore stesse dicendo agli spettatori “Dopo avere detto ciò, Char è morto. Cosa ne pensate?”. Allora proviamo a pensare a questo scambio di battute.
Char, che nelle serie di Gundam è il personaggio più fico, orgoglioso ed un eccellente soldato, in realtà desiderava che una ragazza morta in passato diventasse sua madre. Questo è incontestabile. Ha continuato a vivere abbracciando quel sentimento. La cosa più importante che si trovava nel cuore di Char era l’esistenza di una ragazza morta 10 anni prima. Per questo non ha mai concesso il suo cuore a Nanai e ovviamente anche a Quess. Dato che nel profondo del suo cuore cercava una ragazza che potesse fargli da madre, non avrebbe mai potuto nemmeno lontanamente immaginare se stesso come padre sostitutivo per Quess. Con Nanai è stato dolce, ma è chiaro che la sua condotta verso di lei era puro calcolo. Non è che volesse semplicemente delle coccole, la sua richiesta era assolutista. Ed è ovvio che lui volesse una cosa del genere da una donna viva, ma proprio per questo Char avrà pensato che Nanai non poteva esserlo.
Probabilmente per uno come Char, che ha trascorso la vita da solo, non c’erano compagni che potevano trasmettergli tranquillità e probabilmente Lalah era l’unica che poteva riuscirci. Sicuramente anche imporre la disciplina sull’umanità era una cosa che Char sentiva di dover fare, ma ciò che lo tormentava erano i sentimenti indirizzati a Lalah che ora non trovavano più nessuno sbocco. Per cancellare questi sentimenti combatteva contro Amuro, il responsabile della sua morte, ricercando una vittoria completa. Prima di tutto veniva il suo desiderio di sconfiggere totalmente Amuro, arrivando perfino a progettare la caduta di Axis.
C’è anche la possibilità che quando Lalah era ancora viva non avesse mai pensato a lei come una madre. Ma dopo la sua morte quei sentimenti si sono rafforzati ed è riuscito a capire che ne desiderva il ruolo materno. Ma anche il fatto che Lalah fosse una donna in grado di diventare per lui come una madre sarà stato frutto della sua immaginazione. Char ha passato poco tempo con Lalah. Probabilmente di lei non vedeva che i lati positivi. Se per caso fosse sopravvissuta e fosse rimasta sempre al suo fianco, sarebbe riuscito a vederne anche i lati negativi.
Alla fine del film vengono esposte una dopo l’altra tutte le cose che Char ha dentro. Perde tutto ciò di cui si era ricoperto, rimanendo nudo. È per questo che ciò di cui parla all’ultimo momento possibile è che desiderava che Lalah fosse per lui come una madre. Si può dire che Char fosse un uomo fatto così.
Anche Char aveva delle debolezze come tutti gli uomini. Anche se si tratta di grand’uomini, anche se si tratta di eroi, tutti gli uomini hanno delle debolezze. E in proposito non voglio dire “che sciocchezza”. Ho scritto la parola “debolezza”, ma forse si tratta di qualcosa di diverso. È una cosa che posso dire grazie all’età a cui sono arrivato, ma penso che gli uomini come provano un sentimento come quello di Char per Lalah non sono pochi. Forse l’oggetto del loro desiderio non è una “ragazza morta” e nemmeno cercano una “madre”, ma questo tipo di sentimento di cui non ci si riesce a liberare esiste nella nostra società. Forse è solo che in pochi riescono a parlarne.
Un’altra cosa su cui vorrei portare l’attenzione è che Amuro si stupisce del discorso di Char. Fino a quel momento si era mostrato come Amuro capisse tutto quello che pensava Char. Così come Char faceva attenzione ad Amuro, anche Amuro viveva ben sapendo dell’esistenza di Char. Tuttavia non aveva immaginato nemmeno per sogno che Char cercasse in Lalah una madre. Per cui si sorprende e dice “Da madre? Lalah Sune?”. Anche se è un newtype non comprende in profondità il cuore delle altre persone. Alla fine del film diventa chiaro che i due non si sono compresi. E così mentre si compie il miracolo dello psycho-frame, cinicamente ci viene mostrata una discomunicazione fra persone. E poi l’idea che la fine della sua vita Amuro l’abbia passata cercando di capire cosa pensava il suo rivale, che ne sia rimasto così sorpreso, è davvero svuotante.
Che Char cercasse in Lalah una madre non è una cosa sciocca, ma venire intrappolati da quel sentimento e passare la vita in depressione, quello sì che è sciocco. E se ha cercato di imporre la disciplina sugli uomini partendo da questo spunto, è assurdamente sciocco. Non dovrebbe parlare male degli esseri umani la cui anima è incatenata dalla gravità della Terra, perché quello che doveva vedere il cuore degli uomini era proprio lui.
Proprio come Char, gli uomini sono degli esseri davvero piccoli. Se hanno dei lati miserabili, hanno anche dei lati sciocchi. Le sciocchezze degli esseri umani descritte in questo film sono tutte raccolte in Char. Poi da queste sciocchezze nascono le tragedie. Eppure esiste anche la salvezza. Si desidera che ci sia. Tuttavia, nonostante che in questo film si mostri che esistano sciocchezza e tragedia, non viene mostrata quale sia la salvezza corrispondente. Probabilmente non ci si è riusciti. Questa amarezza è Il contrattacco di Char.

 

つづく

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Il newtype che non diventò adulto

Finisco con questo articolo la mia discussione su “Il contrattacco di Char”. Se provo a ripensarci, mi trovo di nuovo a concludere che si tratti di un’opera immensa. Ha una quantità di informazioni strabiliante. È tutto pensato con molta attenzione. Avevo già toccato l’argomento, ma il modo con cui entrano in scena i personaggi è assurdamente profondo. Forse i loro drammi sono irritanti e a senso unico, ma hanno la forza persuasiva per sostenersi.
Solo, non si tratta di un film per tutti. Dato che ha il fascino dell’azione robotica, fino a un certo punto potrebbero gradirlo tutti, ma non sono certo molti quelli che riuscirebbero ad apprezzarne il dramma e l’atmosfera. Inoltre credo che ciò che l’autore ha cercato di comunicare non viene necessariamente trasmesso agli spettatori. Quando creai la dojinshi “Il contrattacco di Char: un discorso fra amici” parlai di questo film con un sacco di persone diverse. Quella volta mi accorsi che anche se si trattava di gente a cui gli anime piacevano, c’era chi non riusciva a comprendere dove stesse la bellezza di quest’opera. Quando scrivo “non riuscire a comprendere” sembra che stia dicendo che non avevano le capacità per capirlo, ma non è così. È un problema di senso dei valori e di gusti. Vorrei affermare che Il contrattacco di Char è un “capolavoro”, ma per quel motivo mi trovo a esitare. Non è un film che possa piacere a tutti, ma per chi ci rimane invischiato è un’opera irresistibile.
Non so come si sentano le altre persone, però personalmente la stupidità delle persone, le tragedie, le sensazioni asciutte descritte in questo film le ho percepite come cose mie e le ho trovate interessanti. Durante una scena Quess dice che chi riesce a capire che l’anima delle persone è affascinata dalla gravità della Terra è un infelice. Allo stesso modo forse chi riesce a capire il contenuto de Il contrattacco di Char non deve essere gente molto felice. Ma dicendo così mi sa che gli altri Gundam fan si arrabbieranno.
Nei confronti de Il contrattacco di Char a volte mi fermo a pensare “ma perché quella volta Char ha...”. Finisco a interrogarmi sulle ragioni e i sentimenti dei personaggi come se fossero persone vere. Solo questo film mi spinge a tanto. Posso continuare a ragionare su questi argomenti perché i personaggi hanno profondità, perché l’opera è stata costruita così.
Qualche anno fa mi sono reso conto del perché ne “Il contrattacco di Char” Amuro sembra così depresso. Lui era depresso anche in Z Gundam. Tuttavia, all’inizio di Z Gundam si trovava agli arresti domiciliari e la motivazione poteva essere che sentisse la mancanza di libertà. Però ne Il contrattacco di Char lui è uno dei due protagonisti ed ha il ruolo di combattere contro Char fino al limite delle sue forze. Mi chiesi se non sarebbe stato meglio se fosse stato più sicuro e solare. Non è devastato come Char, ma la ragione per la sua depressione può che essere una sola: la morte di Lalah.
E poi mi sono accorto di un’altra cosa. Cioè che l’Amuro de Il contrattacco di Char era uguale a noi che guardavamo il film. Così come Camille di “Z Gundam” e Quess de “Il contrattacco di Char” rappresentavano il modello dei giovani al momento della realizzazione delle rispettive opere, anche Amuro nella prima serie era descritto prendendo a modello i giovani di quei tempi.
Ad Amuro piace stare chiuso in casa, un ragazzo amante dei computer a cui piace smanettare con le macchine. Per dirla in modo buono, un sensibile. Per dirla in modo cattivo, un nervoso. Quando c’è qualcosa che non gradisce, diventa subito scontroso. Un ragazzo tipico di quell’epoca sale sul Gundam e comincia a prendere a calci in culo i piloti adulti. Per lui manovrare un mobile suit deve sembrare un’estensione del suo hobby per i computer. È solo la storia di un tipo che se ne sta in casa, in altre parole un otaku, che usa il proprio campo di esperienza per svolgere un ruolo importante. In questo senso la prima serie di Gundam era per gli animefan dell’epoca “la nostra storia”. Anche io devo averla guardata un po’ in questo modo.
Pensavo che Amuro mentre acquisiva esperienza come pilota di mobile suit cresceva anche in maturità. In altre parole, diventava adulto. Tuttavia non diventò un adulto. Diventò un newtype. Come ho scritto in un articolo sulla prima serie di Gundam, provai un senso di insoddisfazione quando vidi l’ultimo episodio della prima serie. Questo perché eravamo nel climax, ma a lui non era rimasto granchè dall’essere stato un soldato.
Alla proiezione de Il contrattacco di Char nei cinema erano passati quasi 10 anni dalla prima serie di Gundam. Nella narrazione interna erano passati più di 10 anni, per cui ora Amuro aveva 29 anni (anche se a onor del vero nel film non viene mai affermato con chiarezza). Lasciando da parte i motivi di impostazione, il fatto che Amuro abbia accumulato anni in depressione riflette il fatto che che i ragazzi tipici dell’epoca della prima serie, cioè noi, sono cresciuti di 10 anni senza diventare davvero adulti. Anche il fatto che Amuro e Char non siano abbastanza maturi per fare da padri sostitutivi a Quess dipende dal fatto che non riescono a diventare adulti. Il fatto che loro continuino a insistere su di una ragazza conosciuta più di 10 anni prima, è forse una metafora per noi che a dispetto della nostra età continuiamo a insistere sugli anime. Data la sua età, non sarebbe strano se Tomino ci vedesse così. A pensarla in questo modo anche la frase “Il Nu Gundam non è una montatura” ha delle implicazioni diverse. Forse è una frase che indica la sciocchezza dell’ossessione continua verso un titolo come Gundam.
“La luce del cuore degli uomini” e “la stupidità degli esseri umani” sono ancora un altro discorso. In questo caso l’autore attraverso questo film ci sta dicendo “diventate adulti!”.
Come ho scritto poco fa, alla visione della prima serie di Gundam ci siamo sentiti insoddisfatti perché Amuro, che sentivamo a noi vicino, non era diventato adulto... ma non avremmo mai immaginato che questo discorso si sarebbe rivoltato anche verso di noi. In questo senso “Il contrattacco di Char” è un film amaro.

 

 

(gli articoli di Oguro su questo argomento finoscono qui, ma ho ancora un documento da pubblicare in proposito)

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Gli ultimi due articoli sono chiaramente monumentali.

 

Mi chiedo se con la sua frase, Char (non il commentatore, dico proprio Char) intendesse 'avrebbe potuto diventare mia madre' (tipo "haha ni naru") o 'farmi da madre (tipo: 'haha ni nasaru'). Comunque si capisce che anche un uomo come Char ha, in fondo al suo animo, un desiderio di amaeru. Ma per gli uomini con un superego forte, carismatico e impositivo come Char, persone dalla grande autodeterminazione e volontà di potenza, quindi con un desiderio di fredda logica che è anche spietatezza... una certa componente misogina è quasi inevitabile, credo. Quindi è difficile trovare una donna da "eleggere", nel senso proprio del termine. Da "elevare".

 

Mi viene in mente, che so, il rapporto tra Michelangelo e Vittoria Colonna.

 

Ma rileggerò i post, specie gli ultimi due.

 

Grazie per il corposto sfrozo, Garion!

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Proseguo. Mettere tutta l'intervista per intero è troppo difficoltoso. Tradurre le parole di Tomino è piuttosto complicato perché non si preoccupa di spiegare bene quello che pensa, ma lascia tutto per scontato. Mi scuso se ho maleinterpretato qualche suo riferimento. Anche la forma con cui ho scritto questi dialoghi è parecchio involuta (ma è proprio Tomino che parla così). Per cui mi rendo conto che io che l'ho tradotto capisco cosa sta dicendo, ma forse per chi legge alcuni passaggi sembreranno un po' campati in aria. Nel caso chiedete che specifico.

 

Di cosa sto parlando? Be', Oguro si lamentava di non avere più nemmeno una copia di "Un discorso fra amici". Ma grazie alla rete qualcosa si può mettere insieme. Lo divido a pezzi perché è troppo impegnativo per me tradurre tutto di seguito.

 

Pubblicato il 26-11-1993

 

Il contrattacco di Char: Un discorso fra amici

 

Estratto 1: sui film

 

(dopo avere parlato a lungo su Z Gundam e V Gundam)

 

Anno: Ecco, a me piace moltissimo Il contrattacco di Char.

 

Tomino: (perplesso) Ah, grazie mille.

 

Anno: Ho fatto parte dello staff, ma nonostante fossi abbastanza coinvolto da consultare in anticipo gli storyboard, la prima volta che lo vidi non lo capii per niente. Poi, quando ho iniziato ad avere esperienze di regista come Tomino-san, ebbi finalmente l’impressione di capirlo. Eh, ero proprio uno stupido.

 

Oguro: Se si guarda verso l’industria dell’animazione, ce ne sono parecchi. Intendo di persone a cui piace “Il contrattacco di Char”. Questo libro nasce proprio dal desiderio di raccogliere le loro impressioni.

 

Tomino: (ride) Ti piace e ne sei grato. Ma non per adulazione, vero? Per contro, rimanevi a lambiccarti sul perchè ti sia piaciuto così tanto mentre nessuno ne parlava.

 

Anno: Il fatto che nessuno ne parlasse è anche quello un mistero. Ai tempi della proiezione io, Yamaga-kun e Izubichi-san eravano così esaltati che ci dicemmo “facciamo un fanclub”, ma a parte noi non sentivo nessuno parlarne. Nemmeno nelle riviste di animazione o nei mook. Il fatto che non si sentisse nessun parere in proposito dalla cosiddetta società era anch’esso un mistero. Ma io mi impegnai perché volevo che ne rimanesse almeno una sinossi per comunicare la sua grandezza e il suo valore come lascito culturale (espressione seria).

 

Tomino: Eeh?

 

Tutti insieme: (risate)

 

Tomino: Non penso per niente che si meriti tanto. E te lo dico come la persona che l’ha creato. Tre mesi fa al massimo ne ho parlato anche con Oshii-san per un’intervista su Animage, ma non ho dato peso ai suoi complimenti.

 

Anno: Ma no, penso che anche a Oshii-san piaccia sul serio. Perché lui non è il tipo che loda gli altri.

 

Tomino: Questo lo so. Ma ho pensato che fosse nella posizione per cui “quando si è di fronte a qualcuno di più anziano sarebbe maleducazione non dirgli qualcosa del genere”.

 

Anno: Oshii-san non è capace di essere così scaltro (ride).

 

Inoue: Non ne è capace come uomo.

 

Oguro: Quando si parla con lui di opere di altri è sempre aspro. Specialmente su “Porco Rosso”, ad esempio.

 

Anno: Ah, per quanto riguarda “Porco Rosso” vale anche per me.

 

Tomino: Che cos’ha di male?

 

Anno: Penso che come film sia ben fatto, ma dato che conosco Miyazaki-san personalmente non riesco a vederlo in quel modo. Ci vedo troppo Miyazaki-san che si mette in mostra dietro alla pellicola, e ciò non è bello. Cioè, sprizza troppa fichezza.

 

Tomino: Cosa?

 

Anno: Mentre umilia se stesso mostrandosi come un maiale allo stesso tempo vola su un di un idrovolante rosso, fuma sigarette e ha vicino due donne, una giovane e una della sua stessa età!

 

Tomino: Ah ah ah ah! L’ho capito cosa intendi dire. Come età io sono della sua stessa generazione. Lo capisco benissimo (il suo sentimento), incondizionatamente. Anche se ti trovi in una sitazione da pensare “che disagio” non ti viene per nulla da arrabbiarti (ride).

 

Anno: Quello che intendo dire, è che è parecchio ridicolo! Dalle tue opere viene fuori l’impressione che tu stesso stia ballando nudo, e mi piace (agita un pugno) . Nelle opere recenti di Miya-san la sensazione è che sia tipo “pretendi di ballare nudo, ma in realtà stai indossando le mutande!”, ed è una cosa che odio. E mi viene da dire “Almeno spogliati alla fine!” (si è scaldato all’improvviso).

 

Tomino: Ah ah ah!

 

Anno: (ancora più galvanizzato) E per di più sta indossando delle mutande magnifiche!

 

Tomino: Se dici così, non mi lasci più possibilità di dire la mia. Ciò che dici lo capiscono bene tutti quanti.

 

Anno: (arrossisce) Scusami.

 

Tomino: Anche se dico che lo capisco bene, non voglio certo difendere Miyazaki. In generale, l’invecchiare è una cosa del genere... ah ah ah! no, scusatemi (ride). Parlando di me, è di sicuro così. Fino ad ora non ho mai espresso le mie parole, per cui voglio farle sentire per la prima volta. Penso che ormai si capisca quello che dico. “I film non devono essere così”. In effetti a sventolare fuori il pistolino ci si sente meglio.

 

Anno: Eeh, sul serio? A me non piace quando ci si mette orgoglio. Un pistolino che sventola è un pistolino che sventola. Forse, se avesse una forma impressionante...

 

Tomino: Sì, assolutamente.

 

Anno: Ah. Sarebbe bello se mi mostrassi una rappresentazione del genere. Io non ci riuscirei. Intendo “dannato, guardami nudo mentre lo sventolo!”.

 

Tomino: E poi viste da quelli della mia generazione le opere di Miyazaki appaiono come delle cose comuni. Ho l’impressione che si vedano troppo i punti deboli dell’intrattenimento della nostra generazione. Soprattutto per quanto riguarda le immagini. Come se da qualche parte si pensasse “i film sono raffinatezza”. Il termine che io uso sempre è open entertainment. Cioè, guardare tutti insieme facendo “uah!”. Un divertimento del genere è dato dalle grandi immagini in movimento. In questo senso... Miya-san e Takahata-san sono proprio intelligenti. C’è tecnica. E anche sensibilità, in una misura non malvagia. Be’, tranne per i gusti da lolicon.

 

Tutti insieme: (risata)

 

Tomino: Mi è parecchio difficoltoso guardare certe cose. Parlando di film, è probabile che a voi non piaccia ma una pellicola che ho apprezzato davvero molto è “Nuovo cinema Paradiso”. In questo film c’è una scena dove dei giovani ragazzi si masturbano guardando un’immagine di Brigitte Bardot. Dunque i film sono così? (ride). Cioè, mi pare che ci sia una differenza sostanziale. Ho un po’ questa sensazione quando Miyazaki-san dice di “puntare a dei film”. Ma dato che ho l’impressione che spiegando queste cose a dei giovani la faccenda si ritorca contro di me, lasciamo perdere Miyazaki-san.

 

Tutti insieme: (risata)

 

Tomino: Davvero, è una cosa a cui devo fare attenzione.

 

Anno: Il senso di nudità che si esprime dai tuoi film mi piace moltissimo. Ma forse dal suo punto di vista uno spettatore potrebbe provare disgusto. Ma ormai ti sei diretto verso quel punto, magari senza nemmeno accorgertene, vero? Intendo il tuo modo di creare.

 

Tomino: Direi di no, almeno non volontariamente.

 

Anno: Oshii-san direbbe “si tratta di un crimine di coscienza”.

 

Tomino: Per parlare di crimine di coscienza dovrei comportarmi in un certo modo. Tuttavia per comportarmi così dovrei averne la convinzione (se mostrarmi nudo o meno) e se devo dire se vedo o meno la linea di confine, devo dire che non la vedo. Non ho un talento tale che mi permetta di arrivare a quel punto. In quel momento, che vada bene o che vada male, non riuscirei a lanciare la palla con tutte le mie forze. Per dirlo con parole mie, “giovinezza e poi spirito”. Per quanto riguarda “Il contrattacco di Char” la mia intenzione era di dare la priorita al “vi mostro come lo si fa per lavoro”, per cui non avevo piena coscienza di cosa stavo costruendo. Dato che la situazione era questa, il crimine di coscienza non c’entra. Se fossi stato davvero preoccupato dal dire quale sia il significato de “Il contrattacco di Char” parlerei di un problema di lavoro. Cioè, niente altro che volontà di mettere tutto insieme. Davvero, se devo pensare al fatto che ci siano delle disattenzioni in quello che mi hai detto, direi che non ce n’è nemmeno-nemmeno una. E poi un’altra cosa. Non è solo un discorso di mettere insieme un lavoro. Un altro problema era che a quei tempi il metodo di disegnare degli animatori aveva talmente poco senso che molte cose ho dovuto rifiutarle e non ho potuto utilizzare tutto il materiale realizzato. Per cui parlando di questo mi sento ancora molto imbarazzato.

 

Anno: Però, ecco... c’è un’altra cosa. Ciò che mi è piaciuto de “Il contrattacco di Char” è anche la negazione dei disegni. Nel senso che il ritratto del regista non è affidato solo ai fotogrammi.

 

Tomino: Sì, sì, sì. È possibile che li negassi.

 

Anno: Aah, che invidia!

 

つづく

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