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Bruci la città, e altre cose del Bianconiglio


Shito

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Dunque, l'altro giorno sono stato a vedere il secondo concerto che abbia voluto vedere in vita mia.

 

Il primo, e a mio dire fu ottimo, era il concerto della tournée di "Fantasma" che i Baustelle tennero a Roma, nella Sala Santa Cecilia dell'auditorium del parco della musica.

 

Era forse tre anni fa? Boh.

 

Questo è stato sempre un concerto dei Baustelle, che leggendo casualmente un quotidiano in un bar ho appreso si sarebbe tenuto trentasei ore dopo al castello di Santa Severa, incidentalmente a circa un'oretta di treno da dove mi trovavo. Siccome le prevendite online non erano previste, ho pensato "ci saranno quattro gatti, andiamo!" Le cose improvvisate spesso sono quelle che riescono meglio.

 

Infatti, c'erano quattro gatti, stimo un 350 persone all'aperto, con bimbi scorrazzanti e cose, nel bel cortile interno del bel castello di Santa Severa.

 

Il concerto è stato a mio dire mediocre, perché l'amplificazione era eccessiva per la collocazione e perché il mixing di voci e musica era, sempre a mio dire, tutto sballato.

 

Ma tant'è.

 

Siccome ormai un cellulare fa riprese quasi buone per il cinema, e siccome il Bianconiglio è tanto impacciato sul palco che la sua scaletta è sempre 1:1 in ogni concerto della stessa tournée, su YouTube si trovano tutte le versioni live di quest'ultima - persino le battute col pubblico sono sempre quelle, sempre ingessate uguali. Io che detesto il divismo trovo questa cosa molto dolce, ovvero il buon Bianconiglio è così goffo nel "fare il personaggio" che fallisce in modo così palese da "fare il giro" e demolire l'idea del poseur. E' come se fosse un poseur di un poseur. Adorabile. Cosa che del resto era ben visibile qui:

 

 

In cui si vede proprio tutto il disagio di un provinciale come lui, o come me, che va a fare lo spiantato a Milano, non si inserisce, e vive la città come una collezione di luoghi della solitudine. Di questo parlerò se il topic proseguirà.

 

In ogni caso, così sapevo che in questa tournée il Bianconiglio stava riproponendo una canzone che aveva scritto e poi "passato" a Irene Grandi, ovvero: "Bruci la città".

 

E infatti il tema che  vorrei ora affrontare è quello dell'amore maschile postadolescenziale - sennò che ci stava a fare questo topic in questa zona? :-)

 

Dunque, il Bianconiglio aveva scritto questa canzone secondo me molto ispirata perché genuina e vera, e poi questa canzone che era maschile al 100% venne donata a Irene Grandi, che ne fece un successo - storpiandola totalmente.

 

Ma totalmente, dico.

 

Quesat canzone non è stata mai incisa dal Bianconiglio. :-(

 

La facevano live col testo originale nel 2008.

 

 

Sì, si sente uno schifo. Ma la versione riproposta nell'ultima tournée è purtroppo ibrida: al maschile, ma con molti cambiamenti apportati dalla "versione fake" (aka: quella popolarizzata da Irene Grandi). Quindi mi rifiuto di postarvela.

 

Piuttosto, qui di seguito il testo *originale*, fedelmente trascritto per voi dal vostro Shitarello:

 

 

Bruci la città
e crolli il grattacielo,
rimani tu da sola
nuda sul mio letto.

Bruci la città
o viva nel terrore,
nel giro di due ore
che crepi tutto quanto,
che crepi tutto il resto.
 
E tutte le ragazze come te
non hanno niente come te
ed io vorrei darmi da fare
senza dubbio constatare
che ti stringo sul mio cuore
per proteggerti dal male
che vorrei poter cullare
il tuo dolore
il tuo dolore.
 
Muoia sotto il tram
più o meno tutto il mondo,
esplodano le stelle,
esploda tutto questo.
 
Muoia quello che
è altro da noi due,
almeno per un poco,
almeno per errore...
almeno per errore.
 
E tutte le ragazze come te
non hanno niente come te
ed io vorrei darmi da fare,
forse essere migliore,
farti scudo col mio cuore
da catastrofi e paure.

Io non ho niente da fare,
questo è quello che so fare,
io non posso che adorare,
non posso che leccare
questo tuo profondo amore,
questo tuo profondo...

 

 

Personalmente, riesco a "sentire" molto il senso di questo testo, che mi pare una delle modalità dell'amore  maschile tardo-adolscenziale.

 

Il concetto si risolve su tre punti:

 

1) Estasi estatica dinanzi al nudo della propria donna dopo l'amore

 

2) Intenzione a risolvere tutto l'esistente in quell'estasi, desiderio di isolatria

 

3) Sussunzione della debolezza innata femminile, desiderio di proteggere l'amata

 

4) Realizzazione dell'impotenza del sé maschile, nichilismo e depressione

 

E' tutto molto bello, secondo me, perché sono cose vere. Non solo le UNICHE cose vere, ma sono una faccia di una verità - a mio dire.

 

C'è una genuinità giovanile, in questa canzone. Il Bianconiglio è sempre stato, apparentemente, "Alla ricerca del tempo perduto", come un certo Marcello.

 

La sensazione che mi ha sempre dato il Bianconiglio è quello di una persona con un'intelligenza, una sensibilità percettiva e riflessiva, troppo alte per la sua forza emotiva. Una condizione difficile.

 

La versione della Grandi di questa canzone è così sbagliata, così insensata, che mi rifiuto di argomentarne i perché.

 

In ogni caso, a seguire vorrei parlare dell'altra canzone del Bianconiglio che è stata rovinata dalla Granzi, ovvero "La Cometa di Halley". :-)

 

E poi, magari, i luoghi dell'estraneazione e della solitudine a Milano. XD


Addendum:

 

il concerto bello che dicevo non era di tre anni fa, ma di quattro. Era del 20 Febbraio 2013.

 

Qui invece trovate tutto il concerto "bis" che fecero quella stessa estate (27 luglio) alla cavea del medesimo auditorium romano:

 

 

Nell'inverno a fine anno furono di nuovo a Roma, all'auditorium della conciliazione, con una versione"minimal" rispetto all'ensembe precedente (quartetto d'archi).

Modificato da Shito
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he leggendo casualmente un quotidiano in un bar ho appreso si sarebbe tenuto trentasei ore dopo al castello di Santa Severa,

 

 

Sei venuto al mio paese! A saperlo ti facevo da cicerone. Tra l'altro sarei voluto andare pure io, anche perché con i Baustelle ho un rapporto complesso, gli riconosco una certa bravura, ma non riesco a farmeli piacere del tutto. Credevo che la dimensione live mi avrebbe potuto dare una sfaccettatura in più da analizzare. 

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Ultimamente (e in parte proprio grazie ai Topic aperti da Shito^^) sto (ri)ascoltando anch'io con maggiore attenzione rispetto al passato i Baustelle.

Personalmente li apprezzo, anche se alcuni elementi della loro musica non sono proprio la mia tazza di tè.

Bianconi sembra ossessionato in particolar modo (lo si evince dall'ascolto di molti brani del gruppo) dal tema dell'adolescenza "bruciata", visto da varie angolazioni e, forse,

con varie sfaccettature e/o inserti autobiografici (tale almeno è la mia percezione: non mi sono documentato in maniera approfondita).

Ho ascoltato un congruo numero di pezzi della band, e in generale ritengo i testi quasi sempre molto belli, mentre le musiche a volte non mi prendono particolarmente, ma qui davvero nel mio caso

è questione di gusti (sono molto legato alla forma/canzone cantautoriale vecchia maniera).

La voce di Bianconi pare diventare sempre più profonda e bassa (nell'inizio di "Amanda Lear" mi ricordava quasi De Andrè), e preferisco i pezzi in cui la si può ascoltare più chiaramente,

senza raddoppi vocali, riverberi o strumentazione troppo "coprente". Brava anche la voce femminile.

A volte il tono delle canzoni mi sembra un po' troppo "predicatorio" per così dire, ma non penso certo che si dicano cose sbagliate.

In ogni caso ho l'impressione che nei Live le canzoni non possano rendere come in studio, e Bianconi non ha precisamente l'aria del classico frontman.

Alcuni dei loro videoclip mi piacciono abbastanza.

Molto molto interessanti, cmq. Credo che approfondirò.

Modificato da Den-chan
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Non so se "adolescenza bruciata" o piuttosto "adolescenza irrisolta", con sensi di colpa che si trascinano ad libitum. A me sembra piuttosto la seconda. C'è molta autorecriminazione in molti testi del Bianconiglio. Così come ritengo lui non abbia abbastanza forza per sopportare la sua stessa sensibilità, credo che, come dice Misato a Shinji poco prima di morire, lui abbia scoperto -ma troppo tardi, forse- che a fare a chi si ama fa molto più male che fare male direttamente a sé stessi.

 

Solo mie suggestioni, ma credo che il Bianconiglio amerebbe davvero Komm, süsser Tod. ^^

 

Tanto per restare in tema col tuo avatar, Den-chan. E col mio.

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Sì. Ho usato l'aggettivo "bruciata", perché pensavo ai protagonisti di canzoni come "Betty" o "Charlie fa surf", dove i giovani protagonisti si stordiscono con le droghe (o gli succede anche di peggio).

"Irrisolta" pare anche a me termine più adatto a descrivere l'autore, certo; autore che in un modo o nell'altro, magari -anzi, sicuramente- doloroso, è infine diventato un adulto, trascinandosi dietro il carico che ben sappiamo.

Forse al Bianconiglio potrebbe piacere anche "Bad Apple" (che potrebbe ascoltare anche in italiano^^).

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Non so se "adolescenza bruciata" o piuttosto "adolescenza irrisolta", con sensi di colpa che si trascinano ad libitum. A me sembra piuttosto la seconda

 

Questo lo sento risuonare molto (quasi in rapporto 1:1, forse senza quasi) con Le Rane, che è uno dei brani che mi piace riascoltare di tanto in tanto.

 

I brani dei Baustelle li trovo interessanti, forse a volte un po' ripetitivi/monotoni dal punto di vista melodico ma generalmente gradevoli. Ultimamente ho apprezzato L'Uomo del Secolo, che è invece più incalzante.

Sapevo che Bruci la Città e La Cometa di Halley fossero di Bianconi, ma non sapevo della storpiatura :/

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Come scrivevo sul forum, credo che Bianconi sia una persona sensibile e intelligente, ma troppo debole (emotivamente) per imporsi su una donna amata, o su una società, specie ormai invertita come la nostra.

 
Da questo punto di vista "Bruci la città" sembra l'opposto perfetto de "La cura" di Battiato, non trovi?
 
Bianconi è un provinciale, come me. E' possibile, se non probabile, che in infanzia e adolescenza abbia visto una società molto più ordinata e solida di quella che ha trovato a Milano da fresco laureto (si trasferì). Da cui, la solitudine, l'estraniazione, l'alienazione. E forse era deboluccio già da prima, almeno da quanto ogni tanto fa capolino nelle sue interviste: esperienze di attacchi di panico, psicofarmaci... e del resto anche la necessita di una cosa come "una maschera da poseur" altro non è che un parto di insicurezza, ovvero debolezza, sociale.
 
Tra le sue canzoni ce ne sono alcune da "ragazzino che desidera un'isolatria esclusiva con la sua ragazza", tipo Io e te nell'appartamento. Spesso c'è un senso latente di ritorno a una sorta di innocenza perduta, tipo Love Affair, o un senso di colpa da "j'ai eté trop jeune pour savoir l'aimer" - per chi ama il Principino, vedasi La canzone di Alain Delon, La canzone del riformatorio, eccetera. Lenta lievitazione, lenta cottura, lenta stagionatura, sono cose che vanno bene per gli alimentari di pregio, non per gli animi umani sensibili. Il senso sembra sempre: "ero un coglione, ho ferito la ragazza che amavo, mi sento in colpa e mi sento un coglione".
 
Ci sono altre canzoni di tipica comprensione patetica per le debolezze e fragilità femminili, ma sempre accompagnata da un senso di incapacità, inettitudine, reale maschile: Groupies, Bruci la città e altre.
 
Il senso è sempre: "le cose vanno male, o sono andate male, perché io maschio sono un maschio debole, e non ce la faccio".
 
E' onesto, per lo meno. Non si piange neppure troppo addosso.
 
C'è un periodo/gruppo di canzoni che sono proprio l'innocenza perduta della provincia, più tra amici che con una ideale o perduta compagna (Le rane, L'uomo del secolo), e poi quello di una persona cmq con un'intellettualità superiore alla media che è vittima di una società di merda che gli fa schifo ma pure è troppo debole per contrastare (Il liberismo ha i giorni contati, La bambolina).
 
Il disco più interessante, alla fine, secondo me è Fantasma. A parte il discorso strumentale/compositivo molto interessante, lì Bianconi si era accoppiato, forse con una ragazza più giovane, e si sente.
 
Diorama è un capolavoro. Ispirato al Museo di Storia Naturale di Milano (ho presente la precisa vetrina che descrive), poco lontano dai Giardini di Porta Venezia di cui Il corvo Joe - e ovviamente il corvo è un avatar di lui stesso, solo al parco che si sente "scartato" dalla società borghese (tutti luoghi della solitudine di un provinciale a Milano, eventualmente: more to follow).
 
In Diorama c'è proprio l'amore di un uomo più grande e pure otaku per una ragazza più giovane. Ii desiderio di fermare il tempo, magari con lei. Gli idealismi.
 
 

Nel diorama il tempo non ci può far male

Non c’è prima e non c’è poi

Solo il culmine di vite singolari

L’illusione che non marciranno mai

Figlia mia, ti chiedo il mondo e me lo dai

Bimba mia, ti sposo in chiesa lo vedrai

Vita mia, faccio il possibile per noi

Fissi dietro il vetro a bocca aperta

Fuori piove il giorno muore ma lo scopriremo poi

 

 

Pensiamo agli "young adults" con le collezioni di modellini, suvvia. E i sogni delle "brave bimbe" da cartone animato (bishoujo/lolicon/moeblob).

 

E' un capolavoro di canzone.

 

Next to come, La cometa di Halley

 

Salve, Francesco. Mi sono registrato apposta per lasciare questo commento al tuo meraviglioso demo. Parlando di impressioni, pur non essendo un fan accanito o un profondo conoscitore del tuo percorso musicale, ho la sensazione che dopo aver concesso a Irene Grandi una canzone del tutto maschile e 'tua' come "Bruci la città", privata non solo di senso ma anche di sensatezza nella versione volta al femminile dalla Grandi, tu abbia forse qui inteso scrivere sin da principio un testo, un sentimento, un pensiero femminile? Se in "Bruci la città" sento tre momenti totalmente maschili, dalla risoluzione dell'esistenza macrocosmica nel nudo dell'amata, all'amore patetico per lei e per il suo genere, infine risolto nella placida contemplazione dell'inutilità maschile dinanzi al dolore della vita della donna, qui vedo due momenti netti del sentimento femminile: il primo è al tempo corrente, una coppia di innamorati cresciuti, lui perso in un logotico distacco dal concreto che è incomprensibile e intollerabile per lei -nella fallacità di un rapporto cristallizzato a un idealismo adolescenziale fuori tempo massimo-. Il secondo momento di lei, nel ritornello, è il memento di un momento adolescenziale reale (sussidiario illustrato? ;-) ), quando lei ancora 'piccola' poteva ed era anzi naturalmente fascinata da quella stessa mentalità idealista maschile che ancora non era 'scaduta' agli occhi della vita dell'adulta che sarebbe stata. Devono essere due coeatanei, vero? Come è tipico per certi amori cominciati tra i banchi, magari. La Cometa di Halley, che 'ferisce' (taglia) col suo passaggio il cielo nottuno che immagino i due ragazzi stiano osservando, mentre lui pontifica di un futuro potenziale e lei lo ammira, è nella mia sensazione il pretesto di un momento che non può essere che una sola volta nella vita di ciascuno. E facendo i calcoli, quella 'una volta ogni settantasei anni' (se non erro), tu dovresti averla vissuta proprio nell'adolscenza, giusto? Io la cometa la guardai da un parcheggio all'aperto. Ma è terrificante come Irene Grandi sia riuscita a mancare totalmente anche il senso e la sensualità, dico entrambe (per chi gradisce la Austen), di questa seconda canzone, che mi piace pensare tu abbia scritto da principio in questo delzioso tono pop proprio per essere cantata da lei. Lei invece l'ha interpretata come una sciatta bandiera di emancipazione femminile, con quel tono da finta arrabbiata che le è proprio, al punto da farmi chiedere se capisca o meno il senso -dico proprio quello sintagmatico- di quello che canta, mentre lo canta. Resta comunque, nel tuo demo, una deliziosa chicca. Di intelligenza, di affresco della discominicazione sentimentale che si crea nell'ineluttabile idiosincrasia 'del tempo e a tempo' tra un essere puramente sincrono come una femmina umana, e un essere così proclive all'asicronia come un maschio umano. Ah, potesse bruciare la città, in certi momenti! Solo che, alla fine, non credo lei apprezzerebbe. Ripiegarsi su simili pensieri è forse intellettualmente omosessuale, nel senso proprio del termine, ma così dolce. Grazie per averli scritti e cantati, e incantati. Sarebbe bello avere almeno un demo, non solo dei live-rip, anche dell'originale di "Bruci la città" - che è un più stridente, ma non meno vivido e dolce, capolavoretto.

 

 

 

Modificato da Shito
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  • 2 weeks later...

Ok, Gustavo. Lo shuffle mi ha messo di file "La natura" (Bastregatta) e "Tatta 1tsu no Omoi".

 

Si può morire per escursioni entropiche molto minori. Ma alla fine fine ha vinto Triela, vero? Vero, Pinocchio? Speranza!

 

L'istante e l'eterno si risolvono l'uno nell'altro, l'infinito e il transeunte, eterno ritorno, regno dei fini. Come voglia e rappresentazione.

 

Buona giornata a tutti anche oggi. :-)

Modificato da Shito
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  • 3 years later...

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