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Shuji

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On 9/12/2021 at 1:20 AM, Shuji said:

Piccolo appunto; il tipo come tutti parla di piano sequenza.

E sbaglia

Una sequenza e' fatta da diverse scene.

Se tutte le scene sono collegate l'un l'altra in una rappresentazione senza soluzione di continuita', si parla di piano sequenza.

SE invece e' una scena della sequenza ad essere girata tutta di fila si parla di LONG SHOT.

In questo film ci sono molti long shot, ma devo pensare se ci fosse davvero un piano sequenza.

o Long Take, piccola raccolta.

Torno un attimo su sta cosa perche' magari contribuisco a spuntare almeno uno dei soliti argomenti trasformati in cliche che si trovano in giro, tipo uno vede un film, e mette come 'recensione' una roba tipo: "buona la fotografia e discreta la regia", mentre tipicamente non si distingue l'una dall'altra, tanto per dire in questo esempio.

 

IL PIANO SEQUENZA

immaginiamo di dover girare questa sequenza:

tipo entra in una casa, vede una strana ombra, esce dalla casa, incontra qualcuno per strada cui chiede informazioni.

quella e' la sequenza.

Ora, suddividiamo in scene;

tipo entra in una casa
vede una strana ombra
esce dalla casa
incontra qualcuno per strada

la sequenza e' quindi composta da 4 scene.

1* Ora, possiamo mettere una camera fissa in campo lungo dall'altra parte della strada e far entrare il tipo di cui si parla in campo, e staccare su una seconda camera in campo medio a mostrare che entra in casa

2* staccare su una terza camera all'interno della casa che da ferma poi prende a seguire il cammino del tipo, e decidere il tipo di movimento (in modo da sottolineare il come appare) a mostrare l'ombra; tipo con un rapido whip panning


che a seconda del quando e' mostrato sottolinea l'azione o imprime un'accelerazione alla scansione dei tempi (dipende da cosa si vuole sottolineare e come)

3* esce dalla casa, e qua possiamo scegliere se staccare alla camera precedente su strada, oppure continuare a seguire con la camera a mano di prima che parte la sua ripresa dall'interno;

4* incontra qualcuno per strada, e anche qua decidere se staccare sulla camera che e' dall'altro lato della strada, o continuare a seguire con la camera a mano di prima.

Ora,

SE ad esempio la prima scena la facciamo partendo gia' dall'inizio con una camera a mano, che segue il tipo che entra nella casa, sempre con la stessa camera facciamo un panning piu' o meno veloce per mostrare l'ombra all'interno della casa, sempre con la stessa camera lo seguiamo quando esce, e sempre con la stessa camera lo mostriamo che incontra qualcuno per casa, QUESTO e' un PIANO SEQUENZA, che unisce differenti unita' narrative, appunto, le scene.

SE invece dopo averlo mostrato che entra nella casa con la camera fissa, all'interno della casa lo mostriamo che va su e giu' fino a mostrare l'ombra, la insegue, panneggi vari (vd. James Wan) tutto insieme, e poi stacchiamo sulla camera fuori dalla porta per mostrarlo che esce dalla casa, QUELLO e' un LONG TAKE (o shot)

SE invece lo seguiamo anche quando esce con la stessa camera, unendo DUE SCENE, e poi stacchiamo su una quarta camera che riprende l'incontro con qualcuno fuori dalla casa, quello e' SEMPRE UN LONG TAKE (shot)

Spero il concetto sia chiaro in quanto mostrando solo un  filmato sul tubo e' una di quelle cose praticamente impossibile da spiegare con immagini o con un video.

Nella speranza che magari tutto cio' contribuisca a veder fioccare meno piani sequenze in commenti e vari in rete.

 

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p.s.
visto che qua sopra si accenna al whip panning, ne approfitto per dire che quel tipo di transizione veloce e' condizionata come riuscita tecnica dalla presenza o meno di effetti di rolling shutter legati alla camera usata; in soldoni, distorsioni sull'immagine in movimento velocissimo della camera da un punto all'altro, l'effetto che si nota anche riprendendo le pale di un ventilatore.

in teoria, sono tutte cose che un critico dovrebbe conoscere e discernere per poter dire concretamente ad esempio uno dei refrain di qua sopra; 'buona fotografia'.

 

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Per il poco che ne so io, chiamerei "fotografia" quanto riguarda:

- durante le riprese, la scelta dei materiali utilizzati per riprendere (quale telecamera? quale lente? ecc.), l'illuminazione delle scene, il controllo che non siano presenti elementi indesiderati nell'inquadratura;

- dopo le riprese, la correzione colore, la post-produzione video in generale.

Mentre la regia riguarderebbe la scelta di tipo e ordine di inquadrature, quindi appunto primi piani / campi medi-lunghi / piani sequenza ecc. Secondo te queste descrizioni sono corrette? Grazie comunque per gli approfondimenti.

(Veramente io credo di confondermi di più tra regia e montaggio: se la prima decide quanto sopra, il montatore dà una consulenza? O capita che sia """"solo"""" il tecnico che un tempo armeggiava in moviola con pellicola, taglierina e colla e oggi con i software?)

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25 minutes ago, Anonimo (*lui*) said:

- durante le riprese, la scelta dei materiali utilizzati per riprendere (quale telecamera? quale lente? ecc.), l'illuminazione delle scene, il controllo che non siano presenti elementi indesiderati nell'inquadratura;

fino a illuminazione ci siamo, poi e' altra gente; ad esempio anche se in italia e' tutto messo nella figura calderone dell'assistente a 'in questo caso alla fotografia' o suo vice, o secondo assistente a, esiste anche la figura del fuochista, che e' colui che si assicura che le riprese siano messe a fuoco, quello che in inglese chiamano Focus Puller (mi gioco quello che volete che non l'avete mai sentito prima); di qualunque cosa poi legata al collegamento e ad alimentare le macchine tutte c'e' la figura del Gaffer (questa l'avete senz'altro sentita) che sarebbe l'equivalente del nostro capo elettricista, tra l'altro il rapporto del regista col suo gaffer e' qualcosa di quasi ossessivo, spesso.

il controllo etc sta al regista.

il color grading e' un'altra figura separata, spesso si' almeno supervisionata dal direttore della fotografia (DOP)

il montaggio rarissimamente lo fa il direttore della fotografia, meno ancora il regista (capita, cmq, ma sono figure diverse)

la post produzione, editing tipicamente e' proprio uno studio diverso

 

Il regista prende lo script dell'opera come risultante dalla sceneggiatura plurirevisionata e ci aggiunge inquadrature e movimenti di camera, realizzando quello che viene chiamato Shooting Script; e qua appunto ci sono anche le scansioni dei tempi, come sequenze, scene, inquadrature, etc.

 

il montatore era quella figura che tagliava la pellicola e assemblava la pellicola finita (tipicamente poi dando le indicazioni anche alle sale per il mascherino da usare in proiezione in sala); POI con l'avvento del digitale e ad esempio le prime macchine Apple Avid, il girato in pellicola si digitalizzava per usare un riferimento visivo; su quel riferimento visivo il montatore usciva in output non col video ma con una EDL; editing decision list, che forniva poi a chi effettivamente realizzava i tagli della pellicola in modo piu' o meno automatizzato 

POI ormai siccome il girato e' quasi al 100% in digitale, editing delle scene, montaggio e color grading sono tendenzialmente tutte sulla stessa macchina, quindi dipende solo a chi viene affidato un lavoro che spesso si fa anche in modo cooperativo e online in remoto

(questo per dire che la figura del montatore ha cambiato sempre piu' mansioni nonostante il lavoro sia sempre lo stesso)

 

40 minutes ago, Anonimo (*lui*) said:

tra regia e montaggio: se la prima decide quanto sopra, il montatore dà una consulenza? O capita che sia """"solo"""" il tecnico che un tempo armeggiava in moviola con pellicola, taglierina e colla e oggi con i software?)

 

tipicamente e' solo una suddivisione di ambiti lavorativi nell'ambito di una produzione; in teoria il regista, il direttore di fotografia, il montatore, conoscono l'argomento in toto, ma si affidano l'un l'altro per suddividere un lavoro che e' comunque molto complicato per tutte le cose da tenere in considerazione; poo sono tutte figure che si' sanno fare senza che gli si dica cosa e come, ma sono ben consapevoli di lavorare in un team.

Ci sono registi che ad esempio hanno solo un'infarinatura base tecnica (vd. chi si mette dietro la camera partendo da attore); allora se si presenta un Vittorio Storaro o un Roger Deakins, si prostrano e stanno zitti e buoni (cite)

Diciamo che a livello tecnico, SE non c'e' qualcuno nello staff che faccia da buon direttore della fotografia (DOP) il film se si fa si fa male, a prescindere dal regista coinvolto (appunto salvo che il regista non sia un semidio anche in questo ambito)

 

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1 hour ago, Anonimo (*lui*) said:

cut

Ti faccio un esempio concreto altrimenti sembrano tutte supercazzole.

nel'immagine qua da qualche parte c'e' una camera in configurazione da studio; e' solo UNA delle innumerevoli configurazioni possibili, e dietro il perche' e' cosi', da operatore/direttore della fotografia, dovrei stare giorni a dirti perche' e' cosi'; al che tu regista se conosci l'argomento (mica e' raro non lo si conosca) potresti obbiettare, al che dipende dal rapporto che abbiamo potrei anche solo mandarti a cagare, in quanto si presume che se mi affidi un lavoro SAI che lo posso svolgere e non mi rompi l'anima, oppure ascolto gli appunti e vedo di fare altro.

Ad es. questa configurazione da studio si mette su un cavalletto con una testa fluida; ove serva riprendere a mano, sotto (qua non si vede) c'e' un meccanismo di sgancio rapido per togliere la parte superiore della camera e usarla sia a mano, sia usandola con il manico qua sopra per delle riprese ad angolo basso.

Te avevi una vaga idea che esistessero ste cose? Fai bene, perche' non sono cose che ti competono.

Allo stesso modo qua non sono presenti un monitor esterno per il controllo di istogrammi e focus peaking, in quanto dovevo scegliere se usare un monitor da mettere sull'apparecchio, in prospettiva di usarlo con un gimbal, oppure usare un trasmettitore di segnale in modo da avere meno peso, problemi di bilanciamento e poter far avere al regista il segnale da vedere; tu potresti obiettare c'e' pero' ho usato un mattebox pesante di alluminio e non in fibra di carbonio come va anche di moda per avere minore peso. Non lo fai perche' non ne avevi idea.

Io invece mi curo che sia presente un filtro IR-UV, che la ripresa abbia la maggiore gamma dinamica possibile, che non risulti sovra esposta o sottoesposta, specie in relazione al tipo di ripresa fatta, controllo quindi l'uso se e di quali filtri ND, ti dico che ti do le riprese in RAW e di non rompermi le palle col ProRes.

Ecco, possiamo stare letteralmente giorni su sta roba. O fare le cose. Come preferisci dovendo fare un film? ^_^

Insomma, e' un po' piu' chiaro il mio punto di vista?

20210910_055300.jpg

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Ah dimenticavo, qua sopra manca manco a farlo apposta anche il follow focus, una manopola laterale per la messa a fuoco della lente; questa non c'e' solo perche' mi copriva tutto (in genere al cinema il fuoco di una lente si cambia appunto stando a lato dell'apparecchio e con mezzi del genere)

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Sì, so che occorre collaborazione fra diverse figure (salvo casi di regista ultra-accentratore) e capisco i contrasti possibili. Non ho pensato molto alle domande "quale tipo di telecamera?" ecc., intuivo ci fossero particolarità di configurazione che mi sfuggivano.

Riguardo alla fotografia, avevo in mente un'intervista a Paolo Taviani per il film "Una questione privata" (credo, ma sono abbastanza sicuro) in cui diceva qualcosa del tipo: "Ho chiesto al direttore della fotografia di tagliare tutte le cime [dei monti], perché lo spettatore non sia distratto dalla loro bellezza". Probabilmente il direttore della fotografia in quel caso riprendeva direttamente qualche scena particolare.

2 ore fa, Shuji ha scritto:

Come preferisci dovendo fare un film? ^_^

Telecamera semiprofessionale standard, all'aperto e luce naturale col sole a picco, che tendenzialmente viene bene, no? :grin: Altrimenti, riprese di prova con varie illuminazioni e vari tentativi di correzione colore: quando il risultato non sembra più il filmino amatoriale ma qualcosa di "decente" a giudizio del regista (e dell'amico intelligente ma ignorante di cinema da cui ci si aspetta un parere imparziale), si tiene quella configurazione. :grin::grin::grin:

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28 minutes ago, Anonimo (*lui*) said:

Ho chiesto al direttore della fotografia di tagliare tutte le cime [dei monti], perché lo spettatore non sia distratto dalla loro bellezza

Appunto il regista che si occupa di cosa va in campo, il dop segue quelle indicazioni, salvo ricevere anche picche come risposta

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2 hours ago, Anonimo (*lui*) said:

Telecamera semiprofessionale standard, all'aperto e luce naturale col sole a picco, che tendenzialmente viene bene, no

Ah naltra cosa, l'immagine che ho postato è di una configurazione non di "tipo" di telecamera, cerca "camera rigs" e vedrai, e no, con molta luce si usava quando gli asa delle pellicole fisiche a colori erano bassi e si bagnavano praticamente di luce le riprese, a seconda dei parametri di esposizione, e la terna per il cinema è anche abbastanza rigida, hai bisogno di alcuni filtri o sovraesponi

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  • Shuji changed the title to Della realizzazione e della produzione video
  • 2 weeks later...

La prima e' la Krasnogorsk 3, una 16mm modificata al super16 di costruzione Russa, e' ancora molto conosciuta ed apprezzata specie e non solo nell'est europa, sia per la costruzione solida e senza fronzoli, sia per la qualita' complessiva, sia perche' usata non solo per vari insert in produzioni da 35mm, ma anche perche' adoperata ad esempio nel passato da Krzysztof Kieślowski' in 'Camera Buff'

 

sia per continuare ad essere apprezzata nelle scuole di cinematografia qua e la' per il mondo, sia per il revamp del 16mm che qasi cicnlicamente avviene grazie ai tempi ad esempio ad autori come Kieslowski,

"oggi" ad esempio con

1*o1jOvYQmtez_oJGbNGKevg.jpeg

Spike Lee, che appunto continua ad usarla.

 

Ed e' una camera importante anche per l'assonanza con contraltari occidentali, dato che un po' da sempre la Krasnogorsk e' considerata come la 'Bolex Paillard' d'oriente; nata circa nel 1924 (i modelli 16 e 8mm in seguito) con la "Cinegraphe Bol" che in pratica rappresenta la prima 35mm 'di massa' sul mercato

Tutte adoperavano rotoli di pellicola standard in bobine da 30mt.

 

Se non si conosce il passato, non si puo' distinguere bene il futuro; 

 

continua

 

 

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Un aneddoto curioso di questa camera, e' che il case a volte non chiudeva bene, lasciando una piccola fessura nella zona dove si metteva la bobina, motivo per il quale se vedete dei filmati sul tubo girati con questa camera, puo' capitare di avere come dei 'flash' di microsecondi in campo; era le pellicola che veniva impressionata per un istante anche dall'esterno del case.  Per non correre rischi, si metteva intorno del nastro isolante.

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La seconda camera, si capisce Panasonic, va invece in una direzione quasi totalmente opposta.

Tanto analogica la Krasnogorst3, quanto piu' e' digitale la Panasonic

Difatti la Panasonic AG-DVX100(b) e' stata la prima telecamera, sempre non di fascia cinematografica, ma ad avere la possibilita' ad un prezzo abbordabile (non da utenti normali. cmq) di poter registrare in PROGRESSIVO, e quindi usando 24fps si poteva emulare perfettamente il look and feel cinematografico.

E' ancora oggi conosciuta, ma e' stata straconosciuta ed usata un po' per tutti i contenuti possibili, come macchina da ripresa per la tv (si, anche), sia per documentari, corti e medio/lungometraggi. E' stato con questa macchina che tanti hanno iniziato a proporsi sulle varie piazze di manifestazioni e varie.

 

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  • 7 months later...
Quote

 

"Tom Holland does a ton of his own stunts." Kelly Port, the Visual Effects Supervisor for 'Spider-Man: No Way Home,' gives his in-depth analysis and insider's look at the CGI and VFX in the scenes leading up to Doctor Octopus's introduction during the "bridge fight."

Il video è davvero interessante, ma anche sconcertante ò.ò

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