Vai al contenuto

Tutte Le Attività

Queste attività si auto-aggiornano

  1. Oggi
  2. E questo è legalmente l'ultimo capitolo di Then che fa ponte tra ND e Tenkai https://championcross.jp/episodes/bc999f427f013/ Dalla settimana prossima linko i capitoli legali di Tenkai che illegalmente avremo già tra un'ora.
  3. (appunti di "metà bassa" di una articolo per il magazine in attesa di completamento da più di un lustro) ---- Il dizionario interno di un'opera narrativa: disambiguazione terminologica In un testo narrativo si possono sempre riconoscere, distinguere e quindi enucleare delle parole chiave elette dall'autore. Sono parole che magari nella lingua d'origine hanno una gamma semantica anche vasta, ma in un particolare testo divengono spiccate, specifiche. In questo senso, per parlare più concretamente, la lingua utilizzata da Miyazaki Hayao è sempre molto, molto più codificata di quella utilizzata da Takahata Isao, per l'ovvia ragione che Miyazaki crea opere di fantasia, e quindi universi con i loro concetti chiave e le loro codificazioni. In verità, lo steso regista ha poi esplicitamente rinnegato questa logica creativa di mondi narrativi (ma erano già i tempi di Howl), ma resta che i suoi mondi fantastici sono universi con delle loro regole, dei loro equilibri, il che è proprio tipico della narrativa fantasy. Al contrario, la difficoltà maggiore nei film di Takahata è la profonda cifra stilistica culturale dei suoi testi. Takahata è stato un artista imperialista del linguaggio quanto e più di Miyazaki, ma lungo strade diverse. la difficoltà maggiore insita nei testi dei film di Takahata è la loro profonda cifra stilistica e culturale, mentre le difficoltà nel lavorare alle localizzazioni dei film di Miyazaki sono legate soprattutto al fatto che lui fa un uso del tutto personale, fantasioso e autolegittimato della lingua giapponese. Del resto persino in un film dedicato a un pubblico per bimbi in età prescolare come Ponyo, non è che Miyazaki Hayao si sia guardato dall’inserire una battuta con arcaismi scientifici presi di peso da un romanzo di Natsume Souseki (ovvero Io sono un gatto, nel caso specifico), dove troviamo un ormai a dir poco desueto concetto di "fattore (genetico ereditario) inferiore" (劣等因子, "rettou-inshi") in luogo del moderno e corrente "fattore (genetico ereditario) recessivo" (劣性因子,"ressei-inshi"), per esempio. Nei testi di Miyazaki Hayao ci sono sempre stranezze del genere, e ci sono sempre state, al punto che nel commentario audio (giapponese) del film Nausicaä della Valle del Vento l’aiuto-regista del lungometraggio Katayama Kazuyoshi e l'acclamato Anno Hideaki, amico e allievo storico di Miyazaki, si chiedono esplicitamente "come mai Miyazaki utilizzi per i suoi dialoghi un linguaggio tanto ricercato" per poi convenire che è proprio Miyazaki stesso a parlare spesso in una maniera vezzosa e infine concludere che "però questo da un sapore particolare ai suoi film". Proprio in questo senso, è Mononoke Hime è persino paradigmatico: come si vedrà in dettaglio più avanti, al suo interno ci sono cose del tutto vagheggiate (un villaggio Emishi in epoca Muromachi, i jibarashi, i kodama rappresentati in quel particolare modo, l’uso della parola "shishi" intesa col significato della sua antica lettura di "shika" in Shishigami, e altre ancora, fino a giungere all’uso di un kanji che in giapponese si considera inesistente nella lingua corrente. Nel testo figurano molti concetti e denominazioni spiccate, anche al di là delle quali tutto il resto è riccamente costellato di usi puntuali e discrezionali di parole precise, di registri lessicali discrezionalmente impiegati per connotare sottilmente vari personaggi, situazioni e rapporti. In altre parole, proprio Mononoke Hime in particolare è una delle opere di Miyazaki Hayao con la lingua più ricca e più codificata al tempo stesso, forse la più connotata fra tutte quelle dello stesso autore, e naturalmente tutto ciò definisce grandemente la cifra stilistica del film stessi e dei suoi dialoghi. In un simile ambito di utilizzo specifico di una lingua naturale all'interno di una narrazione fittizia, una mia tipica idea è quella di "disambiguare" le parole che costituiscono il dizionario specifico codificato dall'autore all'interno della sua opera, ovvero di rispettare e conservare le "variazioni" e le "permanenze" (lessicali, anche se sto usando una terminologia analitico piuttosto matematico, come si vede). Dunque una delle mie "bizzarrie" è enucleare il contenuto semantico preciso "per aree" del testo originale, e cercare una corrispondenza idealmente biunivoca di resa interlinguistica dei termini chiave così individuati. Questo tipo di "univocità e disambiguazione" lessicale, volta a creare una corrispondenza precisa sull'originale, mira a preservarne la cifra stilistica: ciò che è uguale nell'originale (permanenza) tale vorrebbe restare nell'adattamento italiano, ciò che è diverso (variazione) così si vorrebbe preservare. Tuttavia, questo tentativo non è mai perfettamente realizzabile. Anzi, non è mai perfettamente possibile, perché la semantica non parte da una radice interlinguistica comune, le aree semantiche delle parole non combaciano mai perfettamente tra una lingua e un'altra, quindi non si riuscirà mai a trovare una perfetta corrispondenza biunivoca tra le parole di due lingue diverse. E naturalmente anche la forzatura a cui si può sottoporre un testo tradotto, adattato, localizzato dovrà per forza trovare un suo limite, perché anche questo intento, questo 'puntiglio semantico terminologico filologico' (o come dir si voglia) deve essere sempre un mezzo per la fedeltà di resa del testo del suo contenuto e del suo stile, non un fine in sé stesso. Di conseguenza, la ricerca di disambiguazione terminologica è innanzitutto un qualcosa che viene condotto e attuato internamente a ciascun singolo testo, ovvero copione, non già in toto su una data lingua straniera di partenza. In altre parole, non esiste una mia "tavola delle disambiguazioni del giapponese", ma soltanto le "tavole delle disambiguazioni" di ciascun film su cui ho lavorato. Perché, come dicevamo, ogni ogni film è diverso e fa un uso della lingua diverso, specifico del suo autore e di quella specifica creazione di quell'autore. In secundis, anche all'interno di una stessa opera, la disambiguazione lessicale non sarà mai totale, assoluta, completa, perché questo intento comporterebbe in nefasto deragliare della resa linguistica di base. Difatti, se si analizzano profondamente i testi che ho prodotto negli anni per i diversi copioni dei vari film Ghibli – e qualcuno l'ha fatto e lo fa seriamente, tipicamente per scrivere tesi e tesine, in vari ambiti e a vari livelli – si noterà che non esiste mai una "quadratura perfetta della terminologia" neppure all'interno di un dato copione. Volendo cominciare ad esemplificare un po': nel lungometraggio intitolato Mononoke Hime c'è un villaggio e un protagonista di etnia emishi, che nella dinamica della narrazione fungono da ideali 'buoni selvaggi' del tutto ricollocati in un'epoca storicamente impropria dalla fantasia dell'autore, e solo nel loro villaggio per indicare le ragazze viene usato il termine un po' arcaicizzante "otome" (donzelle). Per contro, solo il protagonista Ashitaka usa in tutto il testo del film il termine più comune, ma comunque un po' elegante, di "shoujo" (fanciulla). Tuttavia, a latere di simili specificità, restano ovviamente anche usi meno specifici della lingua, che non possono essere univocamente spiccati, come tipicamente 'ko', che indica genericamente il concetto di bambino/cucciolo/piccino. Quanto sopra esposto sta a significare che sì, anche se quella che considero una mia linea di pensiero fondamentale mi pare comunque un po' troppo netta per essere rigidamente applicata come una regola di pratica generale, che invece risulta nei fatti costellata, e quindi intaccata, da mille eccezioni particolari. Più semplicemente, penso che una qualsiasi regola anche di brillante logica e buon senso non sia comunque un dogma. Altrimenti, dovendo una giusta regola volersi finalizzata a un assennato scopo, la regola perderebbe la sua stessa ragion d'essere diventando – per l'appunto – fine a sé stessa. Si tratta di una cosa che mi sono sempre sforzato di evitare. E difatti, un'altra cosa che mi sono sempre sforzato di evitare, contrariamente a quello che dicevo essermi talvolta imputato dai detrattori del mio operato professionale, è sovrascrivere una presupposta connotazione stilistica alle opere su cui opero. E per andare infine a specificare queste tediose note introduttive, chiudo nuovamente e definitivamente una solfa già sin troppo reiterata, per addentrami nell'effettivo merito della resa linguistica del film i oggetto, a cominciare da... ...la Principessa Spettro, gli spettri, i loro affini (e non) Finalmente arrivati a parlare dell'adattamento e del doppiaggio italiano da me curato di Mononoke Hime, ovvero giunti al vero punto di svolta di questo lungo approfondimento in due parti, il discorso riprende le sue più intime e precise fila proprio dal titolo del film. A tale riguardo, per quanto concerne la puntuale, genuina e corretta traduzione, ossia il reale significato, della parola もののけ ("mononoke"), si è già specificamente detto e credo esaurientemente elaborato nell'introduzione di questo stesso articolo, proposto in apertura della metà alta. Pertanto, il discorso procede qui con la susseguente tematica dell'utilizzo di quel termine all'interno del testo dello specifico film originariamente intitolato もののけ姫 (Mononoke Hime), che si connota più propriamente come una questione di adattamento, e che in tale ottica dev'essere dunque affrontata. Ebbene, è innanzitutto palese che la parola もののけ ("mononoke"), che in sé significa "spettro, spettri" è stata usata dal regista quanto più estensivamente in questo suo film. Naturalmente Miyazaki Hayao ha impiegato questo termine un po' arcaico e letterario in un modo tutto suo, ridefinendolo un po' secondo le visioni e le intenzioni sue proprie, come ci si può tipicamente aspettare da un autore sovrano assoluto della sua opera, ma anche nella sua creazione narrativa la parola "mononoke" resta in sé un nome comune, non un nome proprio, così come nella lingua giapponese standard. Dunque bisogna innanzitutto rilevare che nel lungometraggio in oggetto questo nome comune indica non un personaggio, non una singola creatura, ma tutto un genere, una classe di creature. A farne parte ci sono innanzitutto i piccoli "kodama", ovvero gli innocui, simpatici e iconici spiritelli del bosco, che sono definiti come "spettri" ("mononoke"): vengono esplicitamente chiamati così per prima cosa dal personaggio di Kouroku, che si riferisce terrorizzato proprio ai kodama solo come "mononoke" (genericamente: "spettri"), e sarà invece Ashitaka, di antica cultura emishi, a chiamarli propriamente "kodama". Altrettanto, nel film sono genericamente riferiti come "spettri" (sempre "mononoke") anche tutte le enormi bestie divine che risiedono nei boschi: cani selvatici, cinghiali, oranghi – che all'interno del film compaiono tutti come animali parlanti. E naturalmente la protagonista femmminile San viene chiamata dalle persone che le si oppongono come "la Principessa Spettro", ovvero proprio quel "Mononoke Hime" che fa da titolo al film stesso. Quindi la protagonista si chiama propriamente San, ma viene chiamata dai suoi avversari umani con la denominazione di "Mononoke Hime", ossia "la Principessa Spettro". E attenzione, quando viene così riferita per la prima volta all'ignaro protagonista, la sua comprensibile incomprensione conduce a una spiegazione chiara e tonda a beneficio di lui e del pubblico tutto: verrà detto da una serafica Eboshi che: "È una povera ragazza a cui i cani selvatici hanno sottratto l'animo...!". Si noti che nella battuta in questione Eboshi parla proprio di "Principessa Spettro", non di "Principessa degli Spettri", ovvero intende e si intende che la fanciulla in questione sia lei stessa [diventata] uno spettro. E a conferma di ciò, la medesima Eboshi chiosa poi lo stesso dialogo dicendo esplicitamente che "Se gli antichi dèi scomparissero [...] anche la Principessa Spettro tornerebbe umana". Si noti inoltre che quando sarà Ashitaka a chiamare San usando un "titolo" (perché ignora ancora il vero nome della ragazza), userà invece la forma genitiva "principessa dei cani selvatici" (in giapponese: 山犬の姫, "Yamainu no Hime", dove il kana di "no" [の] è proprio la particella genitiva), così non risultando offensivo o spregiativo. Anche questo fa notare come le due forme di denominazione (apposizione e specificazione) della protagonista siano entrambe presenti e accuratamente discriminate nel testo originale giapponese del film, e così parallelamente in quello da me adattato. Quindi, innanzitutto, "spettri" (iniziale minuscola) e "Principessa Spettro" (iniziali maiuscole): procedendo da questi primi chiarissimi punti fermi si può senza dubbio convenire sul dato di fatto oggettivo che, all'interno di una sua propria opera, Miyazaki Hayao ha deliberatamente ridefinito il termine arcaico もののけ "mononoke", il quale da dizionario indicherebbe propriamente "lo spirito di un defunto che tormenta, possiede, perseguita i vivi, eventualmente conducendoli alla morte", mentre nel film in questione è genericamente riferito, attribuito, utilizzato a significare "gli spettri", nel senso degli spiriti di vegetali e animali, o animali di antica stirpe dalla stazza e dalle capacità che oggi diremmo sovrannaturali, che abitano e animano la natura ancora incontaminata degli inviolati boschi montani nel Giappone dell'epoca Muromachi. Si tratta di una ridefinizione da nome comune a nome comune, con deliberata e schietta variazione di significato. Per questa ragione, è opportuno se non doveroso che la parola "mononoke", sempre e comunque un nome comune, venga tradotta all'interno di una traduzione del testo che la contiene, e che in questo caso sia tradotta semplicemente come "spettro, spettri", per il suo significato originale e per il modo in cui è stata ridefinita ed utilizzata all'interno del testo in questione. Come si accennava, proprio tale precisa resa linguistica potrebbe considerarsi la pietra fondativa dell'intero adattamento fedele e corretto in lingua italiana del film Mononoke Hime. Si tratta del caso primario, più importante e più rappresentativo, che per di più era stato mortalmente travisato e mistificato nel primo adattamento italiano, nel cui testo la parola "mononoke" era non solo stato mantenuto in lingua giapponese, ma usato come ulteriore nome proprio della protagonista San. La corretta traduzione, e quindi il corretto adattamento, del termine "mononoke" è quindi un caso più che mai esemplare e paradigmatico, anche perché la sua unicità non significa affatto che nella stessa opera non vi siano altri casi linguistici del tutto analoghi, e infatti sono numerosi i termini comuni che vi figurano utilizzati per definire concetti affini a quello di mononoke/spettro ma tutto sommato meno precipui, sempre e comunque situati al crocevia (fantasizzato) degli ambiti del naturale, soprannaturale, storico e folkloristico. Anzi, a ben vedere ce ne sono persino molti, il cui uso nel testo originale è sempre precisamente discriminato, e che ho quindi inteso riprodurre con scrupolo altrettanto preciso nel mio adattamento italiano. Per esattezza e completezza, nel film si parla distintamente di: spettri [ もののけ mononoke ] fantasmi [ 幽霊 yuurei ] spiriti [ 精 sei ] demoni [ 夜叉 yasha ] mostri [ 化け物 bakemono ] mostruosità [ おばけ obake ] orchi [ 鬼 oni, usato nel testo solo in senso metaforico ] dio, dèi [ 神 kami, talvolta reso come "divinità" nei costrutti ] dio maligno [ タタリ神 tatarigami ] divinità furiosa [ 荒ぶる神 araburu-kami ] maledizione [ 呪い noroi ] nume [ 主 nushi, usato anche come suffisso ] essere sovrannaturale [ 鬼神 kishin ] kodama [ コダマ kodama ] individui, creature [ 物 mono ] animali [ 生き物 ikimono ] belve [ 獣 kemono ] scimmie [ 猿 saru ] oranghi [ 猩々 shoujou ] cani selvatici [ 山犬 yamainu ] dèi-cane [ 犬神 inugami ] cinghiali [ イノシシ inoshishi ] dio-cinghiale [ 猪神 inoshishigami ] cervo [ 鹿 shika ] bestie [シシ shishi ] bestia rossa [ アカシシ akashishi ] dio-bestia [ シシ神 shishigami ] dio della morte [ 死に神 shinigami ] Deidarabocchi [ ディダラボッチ Deidarabocchi ] Come si vede, si tratta di una prima lista terminologica "tematica" che è già piuttosto nutrita, eppure riferita a una sola delle "area semantiche" del "dizionario specifico" impiegato dall'autore all'interno di questo suo singolo lungometraggio: si tratta infatti della sola lista di termini specifici relativi ai nomi e denominazioni di creature, sovrannaturali o non proprio tali, presenti e riferite all'interno del testo della narrazione. Dietro alla resa di adattamento italiano di ciascuno di questi termini, dal più complesso al più banale, sono state condotte e coordinate lunghe ricerche e molta analisi, riflessioni, a volte più ripensamenti e in ogni caso specifici confronti tra vari soggetti coinvolti nel lavoro. Detto ciò, di certo non sarebbe pensabile, né interessante, riportare in questa sede la totalità dei ragionamenti e delle motivazioni che si celano nell'ombra di ciascuna delle voci riportate anche solo in quella prima lista, tuttavia varrà forse la pena di affrontarne almeno qualcuno dei casi più particolari, più noti, più significativi o comunque esemplari, così da rappresentare un'idea generale della mole e del livello di studio che vi è stato dietro a ogni singola scelta terminologica di adattamento linguistico.
  4. Chocozell

    Anime Factory - News in progress

    Durante la 2ª giornata di proiezione al cinema Millennium Actress ha incassato 74.805€ al botteghino con 8.840 presenze. Totale attuale: 135.950€ al botteghino con 16.103 presenze.
  5. Il musicista Yuji Ohno, compositore delle colonne sonore delle serie e film di Lupin III, è venuto a mancare il 4 maggio per cause naturali all'età di 84 anni.
  6. Se non avessero mandato proprio due settimane fa Porco Rosso con il doppiaggio di Shito, avrei detto una questione di diritti. Per Hotaru no Haka era sicuramente questione di diritti.
  7. MakkuDonarudo (hint: credo SOLO gli italiani pronuncino "MAc" come "Méc", tipo "Macintosh" sarebbe "màk'intòsh", ma gli italiani pronunciano "mék'intosh", o "MacDonald's" che invece ci "makdònadz" diveien "mec-donald", ma in fondo anche "Harry Pòtter" (hàrri pòttaa) che diventa èrri pòtter. Per qualche ragione, in Italia c'è la vague di approssimare le "a" delle parole anglofoni di in delle "e", come anche "cat" -> "ket".)
  8. https://x.com/i/status/2054396212355199218 Mecdonaldo...
  9. Ieri
  10. Tufio

    Stagione Anime Primavera 2026

    Ok è martedì e non la scampate, My Ribdiculous Reincarnation 6 Quali straordinarie cacchiate avremo questa settimana? Ok reincarnato in una buccia di banana che fa la permanente esplosiva a chi ci scivola, ed io questo chara l'ho già visto... E vabbè poi l'epica battaglia tra i castori di pongo ed i pupazzi alberi Puntata meglio del solito, si comincia anche a vedere una parvenza di trama con le altre divinità perplesse.
  11. Il primo doppiaggio è uscito al cinema nel 2000, sì. Non mi sarei aspettato proprio questa mossa. Quindi "Mononoke" diventa il secondo film Ghibli ridoppiato post-2016 dopo "La tomba delle lucciole", se non sbaglio... ora la Lucky Red si metterà a rifare tutto il catalogo, o solo quello miyazakiano? Sulle polemiche, è soltanto curioso notare che quando erano al loro "massimo" i distributori le ignoravano o le contrastavano; ora che sono "passate di moda", si ridoppia tutto quasi alla chetichella. Sicuramente sono solo tempi tecnici, ma è comunque il contrario dell'atteggiamento che sembrerebbe più comune in questi casi (dare un contentino nell'immediato, aspettare e poi tornare parzialmente sui propri passi / non cambiare nulla di fatto).
  12. Mah! Mi pare che nelle due volte (o forse più? Non ricordo se il primissimo doppiaggio sia andato anche al cinema) precedenti il film sia andato molto bene in sala (l'ultima volta sono andato a due proiezioni). Non voglio dare adito alle solite polemiche, ma non capisco il perché di questo terzo doppiaggio...
  13. Chocozell

    Anime Factory - News in progress

    Durante la 1ª giornata di proiezione al cinema Millennium Actress ha incassato 60.743€ al botteghino con 7.218 presenze. Totale attuale: 60.743€ al botteghino con 7.218 presenze. 🔎 Fonte: Cinetel (https://cinetel.it/homepage)
  14. Ultima settimana
  15. Tufio

    Stagione Anime Primavera 2026

    Allora, la serie che non dico sia al livello degli opposti, MA... The Klutzy Class Monitor and the Girl with the Short Skirt - Ponkotsu Fuuki Iin to Skirt-take ga Futekisetsu na JK no Hanashi 5-6 Si procede con le altre coppiette Ep 5, mamma mia che chad Miglior personaggio maschile Ep 6, il gran consiglio delle fujo mi ha ucciso Lolololololol stracotta Ora, non dico che questa serie possa persino SUPERARE degli opposti, MA... Il prossimo episodio al mare può consacrare la serie.
  16. Chocozell

    Anime Factory - News in progress

    Scoproo solo ora che Millennium Actress andrà con un nuovo doppiaggio EDIZIONE ITALIANA: ANIME FACTORY (2026) DOPPIAGGIO ITALIANO e SONORIZZAZIONE: MOLOK STUDIOS - Milano TRADUZIONE: GIULIA MAGNI REVISIONE: GIOVANNI BALLARIN DIALOGHI ITALIANI: ELENA ROVATI DIREZIONE DEL DOPPIAGGIO: PATRIZIO PRATA FONICI DI DOPPIAGGIO: ANDREA DALL'Ò, NICOLÒ DI BERARDINO, PIERO MOSCHIONI, GIONA ZANARELLI SINCRONIZZAZIONE: ANDREA DALL'Ò, NICOLÒ DI BERARDINO, PIERO MOSCHIONI, GIONA ZANARELLI FONICI DI MIX: SAMUELE DACCÒ RESPONSABILE DI PRODUZIONE: ANDREA "DEK" DE CUNTO ALCUNE NOTE SUL FILM https://www.antoniogenna.net/doppiaggio/film/millenniumactress.htm
  17. https://x.com/i/status/2053797395797066196 Spoiler Capitolo 1 22 pagine, 8 a colori Annuncio mostra per il 2027 Alpha e Beta di Asgard speciale 40th anniversary come già visti al Tamashii
  18. Shito

    Gunslinger Girl

    E' incredibile quanto velocemente sia cambiato lo stile dell'animazione giapponese. E anche quello del doppiaggio italiano.
  19. Tufio

    Stagione Anime Primavera 2026

    Allora, la serie che si è svegliata... tardi, Rooster Fighter 8-9 E si completa il cast, e arriva la trama Ep 8, ancora tanto scazzo e alla fine arriva... Ep 9, e finalmente inizia il confronto E qui la svolta, chiaramente succederà qualcosa che... Lol l'upgrade alla pollastra. La trama è un po' quello che l'associazione dei mostri doveva essere per one punch man. Ora, il punto è che se se non continua in estate o massimo autunno, qua viene tutto a perdere. The Classroom of a Black Cat and a Witch 5 In attesa dell'esame per la licenza hunter, c'è... assoluto scazzo La straordinaria amicizia femminile Lollo
  20. Eymerich

    Gunslinger Girl

    Io si, ma non ho ancora trovato il tempo per vederla..
  21. Shito

    Gunslinger Girl

    Tra l'altro, la versione doppiata in italiano della serie è poi stata diffusa in streaming da Yamato. Qualcuno se n'è avveduto?
  22. Tufio

    Stagione Anime Primavera 2026

    Allora, Shiboyugi seconda stagion-, ah no è Needy Girl Overdose 4-5-6 Giro di boa, la serie è diventata comprensibile? HA HA HA HA NO Ep 4, fine flashback, puntata di varie ed eventuali, molto eventuali Ep 5, e si forma finalmente il gruppo streamers/idol, puntata di slice of life QUASI normale Ep 6, quanta pazienza bisogna avere... Tra schermate verdi di tizi che trascinano una portantina misteriosa, credo ci sia una qualche metafora sulla chilurgia estetica o critica sociale sugli standard estetici, non lo so Siamo davvero vicini al disastro della battle royale cosplayer della scorsa stagione. Chiaro c'è maggiore budget ma almeno l'altra aveva una sorta di trama/struttura/filo semplice da seguire, perchè qua onestamente più che pipponi mentali artistici in formato metafora disagio idol/adolescenziale non c'è molto.
  23. Chocozell

    Stagione Anime Primavera 2026

    Tadaima 5 carinisimooooooooolooooooo e rom scontatissima. Anche se il quattrocchi è ancora misterioso. Black cat 4 simpatico Tizia con lo sguardo di ghiaccio invece c'è la romcom telefonata ma inaspettata.
  24. Nuova gnocca in ReZero e cade per Subaru, ovviamente. Ed è enormemente fastidiosa, ovviamente. E parla strano così perché così non dirà un cazzo di nulla, ovviamente. Anche il nuovo tizio mi dà fastidio. Ma perché lo guardo se mi danno tutti fastidio?
  25. Tufio

    Stagione Anime Primavera 2026

    Allora, è arrivata la trama, Snowball Earth 6 E arriva il flashback E arrivano i pokemon impasticcati giganti Praticamente la via di mezzo tra i titani e kaiju 8 Vabbè, ma se lo sta smanettando tutto il tempo o cosa Non fosse per la vg questo pazzo sarebbe il top villain della stagione. Ok, le carte sono in tavola e adesso dipende tutto dall'azione dei prossimi episodi. Il robot si muove benissimo, ipokemon mica tanto... Spero lo abbiano preparato bene.
  26. John

    Panini's counterattack

    Intendo che fanno schifo tutte e tre. Non c'è ne una intera. Interessante che se ne trovano a 90... ha già un botto di numeri esauriti... tra poco iniziano a piangere di nuovo che non ai trova... come fanno puntualmente con i DVD classici
  27. Chocozell

    Panini's counterattack

    No, beh, ad esempio l'ultima si trova su per giù intorno ai 90. Trattando un po' o cerando bene arrivi anche a 70. Son 40-50€ in meno.
  1. Carica altre attività
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo