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    • Majo si sta piazzando come la top serie stagionale appassionati jap dopo il comitato perversi, il potere di internet è davvero immenso. Allora, l'inumana tragedia, FX Senshi Kurumi-chan 4 E conosciamo la quarta, l'oca Già lì subito avvolta nella ragnatela Ma ecco che arrivano le conseguenze delle proprie azioni male male male male Adattamento magistrale. Si delineano le tipologie gioco di azzardo dei personaggi e molto bene non abbiano tirato per le lunghe quella cosa lì della protagonista.
    • Prima mi proponevo di "rispondere suk serio" perché prima ancora avevo risposto – io – da stupidino. Per mea culpa. Ovviamente non conoscevo il concetto di "post-verità", che tu mi hai spiegato. Ho assunto la tua spiegazione, definizione, e te ne ringrazio. Mi hai spiegato un concetto che ignoravo. Il fatto che io disprezzi quell'idea, quel concetto, per le ragioni che ho espresso, non ha nulla a che vedere col mio apprezzamento per te che mi hai fatto la gentilezza di spiegarmelo. Te ne ringrazio! Non è la prima volta. Ad esempio mi spiegasti anche il concetto di "appropriazione culturale". Sono tutti concetti contemporanei che faccio miei, e che poi elaboro e magari critico in quanto tali, ma soprattutto sono elementi la cui cognizione mi è stata fornita da te. Questo è prezioso, specie per un eremita come il sottoscritto. Te ne ringrazio ancora.  
    • In tutta franchezza shito,ne ho abbastanza. Ne avevo già abbastanza quando la prima volta quando dicevi 'per rispondere sul serio ' o com'era scritta, forse leggerò il seguito probabilmente no.   Saluto tutti.   Arrivederci
    • Dunque, per me è difficile rispondere per bene. Faccio del mio meglio. Ok, ti seguo. Senza citare Russell, è una questione di definizione. Indi salto al tuo post successivo e riparto da lì.   Dunque se partiamo da questa definizione di "post-verità", ci troviamo dinanzi a un concetto di – diciamo – sociologia descrittiva. Di tale branca dello scibile discussi con esimi sociologi dottorati et alia, dato che personalmente non ritengo una scienza umana meramente descrittiva in alcun modo utile, forse nemmeno sensata. "Le cose stanno così", ok. Ma se da questa componente deduttiva non discende un comparto induttivo, "quindi dobbiamo fare cosà", qui valet? Dall'interpretazione della realtà contemplata credo debba discendere una linea d'azione reale e presente. Come di mi diceva un docente di filosofia a Tokyou sono forse un pensatore mediterraneo "vecchio stampo", ossia come un filoso greco, ossia un religioso ascetico. Forse. Mi rendo conto di stare un po' dirottando l'argomento della discussione, am del rest il valore della finzione credo possa essere al massimo fornire spunti sulla realtà. Il che risponde implicitamente al tuo ultimo interrogativo: come siamo arrivati a questa situazione. La mia risposta è: dando valore indipendente alla finzione. Presumendo che la finzione possa avere valore in sé stessa. Per me questo è un assunto di pazzia che genera psicosi. La finzione, essendo finta, non vale nulla in sé. Mai, mai, mai. NON esiste valore formale che sia reale. La realtà è solo nella sostanza ed è l'unica cosa di reale valore. Pensate a Kaguya che ha un attacco isterico, distrugge il suo "giardinetto a plastico del passato" gridando "è falso, è falso, è falso! E anche io... sono falsa." Ecco. Questa per me è la basa di TUTTA l'iconoclastia. Il falso è male in sé. E siccome ogni rappresentazione della realtà è un falso, ogni rappresentazione è male. Che si parli di condanna platonica dell'arte imitativa, o di iconoclastia religiosa ebraica/islamica radicale (non costruirti idoli!), per me è lo stesso. Quindi per me tutta l'arte si giustifica e si ammette SOLO se può SERVIRE ad AVVICINARSI alla VERITÀ. Ne consegue che ciò che si diefinisce "post-verità" è solo un nome elegante per una pazzia, o psicosi, dilagante. Il fatto che sia dilagante non la rende una realtà meno pazza o psicotica che dir si voglia. Torno al punto: No, non ci sono tante verità. Usare il termine "verità" in questo modo è un magheggio retorico. Non va bene. È un inganno. Una causa di confusione. La verità o è verità in sé o non deve essere appellata tale. E una persona a cui non interessi ciò, ma chiam a verità una sua percezione, ebbene o è un decerebrato o è una persona in preda alla psicosi. C'è una ragione se ogni visita psichiatrica si apre con un rapido esame di realtà.Non so se avete realmente presente la cosa. Nessuna narrazione ha senso se diviene un simulacro. Non voglio citare Baudrillard, ma davvero. Ogni finzione che diventi inganno è MALE: fa divergere lo sguardo dalla realtà, che è l'unica verità. La meta-narrazione è ancora più rischiosa. Ogni fizione è accettabile solo quando serve per riflettere sulla realtà, con onestoe  positivo nichilismo (Lacan per la sopravvivenza). Non esiste un escapismo positivo mi spiace. E voi come vivrete? MALE. O si vive nella verità o si impazzisce. La finzione escapistica conduce alla pazzia. Bisogna restare svegli, attenti e soprattutto onesti. Il vero è vero, il falso è falso, poco altro conta. Da Seita a Kaguya, lo sappiamo. Quella era finzione buona, perché utile alla vita resale e vera, nel vero e nel reale.    
    • Credo ci saranno tutti quelli vivi presentati finora... 
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