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    • Quindi, ieri sera ho visto Nosferatu.    In breve: buon film, da 7,5 per me.  In lungo: buon film, Una prima parte stupenda, ma una seconda parte  che cede un po' troppo il passo. Attori bravissimi.  In dettaglio: prima parte stupenda, una tensione crescente e inquadrature particolari che forse volevano richiamare il film originale (non l'ho visto, quindi non so). Qualcuna mi è sembrata addirittura di ispirazione videoludica. Forse un po' troppo ripetitivo nello sfruttare gli svenimenti di Hutter, utili a creare senso di smarrimento, ma dopo il ventesimo perde di mordente. Una seconda parte invece un po' troppo blanda che si perde un po' troppo in chiacchiere e non sfrutta la tensione creata nella prima. Si riprende abbastanza dal ritorno di Hutter, ma ormai il clima si è affiievolito e procede a tentoni, imho. Invece un plauso a tutti gli attori, in particolare a quella di Ellen, davvero davbero inquietante. Il film non è un horror, ma lei ci si è messa di impegno per dargli quel tono. Hoult in pratica avrà 7-8 espressioni facciali che riesce a riusare in qualsiasi genere di film e risultare un ottimo attore in qualsiasi ruolo tu lo metta. Mi è piaciuta anche la gestione dei colori delle scene e dei personaggi. Ad esempio, il contrasto tra Anna ed Ellen è perfetto. Il film si fa un po' confusionario sulle vicende che legano Orlok alla protagonista, ma tutto sommato mi è piaciuto molto. Prenderò il br sicuramente.   
    • Sì, capisco cosa intendi (credo). Difatti, ho sempre pensato a Traumnovelle come a una migliore contestualizzazione moderna dell'Odissea rispetto all'Ulysses di Joyce. Ma potrebbe essere una cosa tutta mia, che tendo sempre al freudiano classico. A dire il vero, vedo il divino nell'Odissea molto, molto diverso dal divino nell'Iliade, però. Nell'Odissea mi pare che Poseidone, Athena e Hermes abbiano ruoli più strumentali all'umano, quasi intrinsecamente metaforico-allegorici. Ancora, magari sbaglio. Ma mi pare che Poseidone sia l'autore del castigo divino, ovvero della sventura attratta su di sé dall'umano vizio, che Athena sia la saggezza divina, che ispira l'umano senno, e Hermes sia il divino consiglio, ossia lo strumento di una buona stella.
    • Chiunque ha escluso dall'equazione il divino per poi parlare al proprio secolo di umanità dolente, vedi l'Ulisse di Joyce Ma questo non è Omero
    • Ed è anche complicato per quello che diceva T.S.Eliot. Credo che, per noialtri mediterranei, De Chirico lo capisse: fatti di un'accozzaglia di modernità, ma arrangiata in foggia di classicità. Forse è buffo dirlo, ma T.S.Eliot ci spiega il successo di Zerocalcare: a fare Ettore e Andromaca oggi, lui avrebbe il casco di Vader.
    • E' complicato parlare dell'Odissea oggi perché è la storia dell'hybris di un uomo, ma oggi senza il contesto divino, in una storia dalla connotazione epica
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