Allora, visto che ho spostato questa parte della discussione, parliamo un attimo di questa cosa.
Anch'io ho dei punti di vista personali sulle cose, che mi sono costruito in anni e anni di lavoro, realizzazione di sceneggiature, correzioni di qualunque cosa etc.
MA se qualcuno mi chiede un qualcosa per approfondire anche solo per curiosita', io cito Sydfield e Cerami, per poi magari approfondire nel caso; potrei citare il solito McKee, ma per quel testo, che e' la trascrizione di un ciclo di lezioni 'live' che il tipo tiene in conferenze in tutto il mondo, c'e' il concreto problema questo si' che si prenda per istruzioni per l'uso, e questo e' un Male.
Quel ciclo di lezioni di McKee ad esempio e' stato seguito dai vari Spielberg, Lucas, ma non e' che quello che loro fanno dipende da quel testo, lo dicono pure, e' un testo che puo' essere molto utile per venire a capo di problemi che si possono avere nella stesura di una sceneggiatura, e che di converso si basa, come il testo di Vogler che a sua volta ha delle aderenze con Campbell, su studi compiuti su un buon campione di sceneggiature.
La famosa questione dell'incidente, ad esempio, non e' come molto probabilmente tu pensi (in abbinamento alla critica e all'accademia tutta per la critica) sovrastruttura, ma semplice e fattuale realta' del come si fanno le cose.
In questo caso e' utile per capire le cose che sono fatte tutt'intorno.
Per dire, tu probabilmente saprai che le mille revisioni ad una sceneggiatura, quelle che gli americani evidenziano con tab di colori diversi sulla carta o direttamente con colori diversi di carta, esistono non tanto per questioni artistiche, che pur ci sono, ma anche e soprattutto in quanto oltre ad una certa percentuale di proprio testo presente sulla sceneggiatura, si entra a far parte del novero degli sceneggiatori del film, con tutti i benefici di immagine ed economici del caso (mi pare sia il 30% ma ho idea che sia molto piu' basso)
Questo nel caso qualcuno si fosse chiesto come molte volte ci sono liste anche di quasi una decina di nomi in riferimento allo screenplay.
Si tratta di 'revisioni' aggiunte.
Cio' detto, e' perche' bisogna sempre muoversi all'interno del contesto specifico di un argomento, specie se ci si muove con i primi passi all'interno dello stesso, perche' poi si rischia di fare passi errati.
E questo lo dico anche perche' tu a chi chiede informazioni nello specifico contesto della sceneggiatura, citi 'Introduzione alla psicanalisi di Freud.
La metto cosi', anche e non solo detto dalla stampa a riguardo di altri temi inerenti l'intrattenimento, si sente parlare di chi realizza contenuti di 'questioni di familiarita' nei riguardi della realizzazione, di un qualcosa di importante per favorire la circolazione e la promozione delle opere stesse.
Ho idea che ti sfugga che anche questo e' un elemento da me ponderato e presente nell'excursus Propp-Vogler per un semplice motivo.
Perche' Vogler, in riferimento anche all'approccio junghiano della figura archetipa, realizza ed evidenzia circa 12 archetipi narrativi, uno nello specifico in relazione a quello del se' di Jung; quindi porre l'accento sulla necessita' GENERALE di aver presenti gli studi di psicologia e' anche qualcosa afferente alla propria cultura, ma in questo caso quanto citi e' fortemente fuorviante.
Io non faccio copia incolla da cose prese qua e la' su internet, io ho esperienza sul campo dalla realizzazione dei contenuti video, dall'animazione a passo uno, alla computer graphic, ai video in se', al montaggio, da qualche tempo al color grading e similari.
Per questo, quanto ad esempio accenno a Tetsuya alla NECESSITA' di prendere cum grano salis i testi di sceneggiatura e NON prenderli come manuali, non cito me stesso.
Ma l'amico Ade Capone.
Forse l'unica figura decente che c'e' mai stata nello specifico ambito fumettistico.
Parlo di Esperienza.
Non di Accademia, come spesso e volentieri tu pensi, nella peggiore connotazione negativa possibile; mentre per me, come del resto non solo, e' solo tutta roba da cui imparare.