La mela, tema portante di Pingudrum, è la mela di cui Ginga Tetsudou no Yoru di Miyazawa Kenji. Viene citato esplicitamente nell'episodio 1, in un discorso d'apertura in sottofondo tra i due fratelli ("No, la mela, per il signor Kenji rappresenta...") è chiaramente il fulcro di Giovanni no Shima, che è tutto un contraltare dello stesso racconto di Kenji. La mela in Pingudrum/Ikuhara rappresenta il tema della predestinazione, un sintomo di carità/affetto/amore che si può avere ricevuto o meno, in maniera del tutto casuale, e che se non si è ricevuto non si puà dare o spartire a propria volta. Si tratta di un pensiero molto triste, oserei dire quasi manicheo, poiché è come dire che "la grazia" o l'amore (l'essere amati e la capacità di amare) ci viene casualmente donata o meno, e se no è no, punto. Non sono un grande fan di Ikuhara, che trovo troppo melodrammatico per i miei gusti, ma talvolta nel suo simbolismo un po' baraccone non posso evitare di scorgere temi assai sensibili, e anche importanti. Questo è uno di quelli (un altro era quello del padre-pigmalione, e poi beh, il karee-raisu e i programmi da seguire, urgh). Secondo me. Qui potrei aprire tutto un discorso sul valore della mela" in Kenji in quanto Kenji, transitando per la contaminazione cristiana del suo buddhismo amidista, ma oh, si parlava di cartoni animati, no? Mi fermo quindi qui.