Nulla, è solo che gli autori hanno ufficialmente dichiarato che tutta la questione della Blue Water viene da lì.
Quando Dybex pubblicò, anni fa, il cofanetto, vi accluse anche la versione tradotta del corposissimo booklettone originale. Contiene molte informazioni. Fui contattato come collaboratore per supervisionare varie parti. Tra le varie interviste, trascrivo qui un brano di quella al producer Kubota, che gestiva il progetto di NHK da prima del coinvolgimento di GAINAX. La traduzione è diretta dal giapponese e venne scrupolosamente verificata.
Ovviamente questa è solo una risposta tratta da una intervista. Se ben ricordo, solo ad Anno Hideaki ce ne sono tre: prima, subito dopo e un anno dopo la produzione. Oltre a quelle higuchi Shinji e Masayuki e altri ancora del Gropu TAX. E poi glossari di citazioni, soprattutto di decine di battute prese di peso da altre opere (com'è tipico di Anno, stessa cosa in GunBuster e Eva), liste di elementi sociali del Giappone del 1990 per come hanno influenzato la produzione di Nadia, un sacco di cose così.
tipo:
Queste sono il tipo di cose che al tempo andai a studiare, per verificare le traduzioni. In realtò, questo genere di informazioni sono quele che mi interessano di più, perché mi rendono la sensazione di una congiuntura spaziotemporale dove ero assente (Giappone, 1990 - in questo caso). Ora, "Odoru Ponpokorin" ce l'avevo sull'iPod, a causa della ricerca fatta su ChibiMarukochan per l'omonimo gioco del NEO·GEO, ma tante altre cose no. Eppure per me questo è l'unico modo per capire il tessuto mentle di un autore, ovvero approfondire il suo temo nel suo spazio come un percorso ermeneutico. Si scoprono tante cose interessanti. Poi capisci che Misato ama dire "Sharakusai!" perché lo diceva sempre quella tal protagonista di quel tal shoujo manga che spopolò quel tal anno, oppur che Touji dice "matanki!" per quell'altro manga, eccetra eccetera eccetera. Per me non si tratta di "curiosità", ma di un tessuto diffuso per capire le cose in una profondità che non p fatta di dati, ma di sensazioni. Ovvero, i dati apparentemente più frivoli sono in realtà l'atmosfera diffusa, e quindi il veicolo, delle sensazioni. Si tratta del mio modo di studiare e capire le cose.
Del resto, io sono il tipo che si è andato a cercare Flower for Algernon in giapponese, e se l'è visto tutto in giapponese (oltre che nell'originale inglese, ovviamente), solo per capire la sensazione di Magokoro wo, Kimi ni. E solo dopo, dopo molte riflessioni e confronti lingiistici, è arrivato a decidere come fosse più corretto adattare il titolo, anche solo il titolo, di quell'episodio. Ma anche con questo, poi sto sempre a parlarne con le persone che stimo, perché non si tratta di chi ne sa di più. Si tratta delle intuizioni umane. E le persone intellettualmente oneste ne hanno sempre, e ne forniscono sempre.