Sì.
In realtà, questa tendenza di magnificare il ruolo e spettacolarizzare la presenza dei doppiatori è una cosa che esiste, e sempre più, anche in Giappone. Sono cose su cui mi sono documentato a dovere. Dai tempi dell'originale anime boom, è ovvio che le voci di personaggi molto amati come – che so – Asakura Minami [CV: Hidaka Noriko] o Otonashi Kyouko [CV: Shimamoto Sumi] fossero già celebri. Parliamo in questo caso di serie animate televisive che uscirono di certo dalla più ristretta cerchia dell'otakuzoku.all'interno del quale erano ovviamente già molto amati anche interpreti vocali di opere più di nicchia. Nei '90, con il consolidarsi del modello di business noto in Giappone come "mediamix", la tendenza ebbe un primo grosso balzo in avanti: molte seiyuu iniziarono anche a rendersi interpreti delle sigle di anime di grido (in realtà la cosa era già accaduta per l'antesingano Maho no Tenshi Creamy Mami, CV e Shuudaika: Oota Takako), ma molti vedono il capostipite di questa tendenza in Shinna Hekiru, la protagonista di MashouSenshi Rayearth. Questa tendenza investì serie di grande successo dei '90, come Bishoujo Senshi SailroMoon o SLAYERS, fino a culminare in quei prodotti televisivi con l'abito da sera (significa: congwgnati quasi come degli OVA) quale Shinseiki Evangelion, Tenkuu no Escaflowne, Kidou Senkan Nadeshiko. IN queste serei, iniziò la tendenza a proporre un doppiaggio più "realistico" per l'animazione giapponese, anche seriale. Per intenderci, se Mitsuishi Kotono faceva la "vocina" di Usagi Tsukino, quando doppiava Katsuragi Misato usava la sua voce da donna. Fu una rivoluzione che culminò nei primi 2000, quando uscì al cinema Sen ti Chihiro no Kamikakushi – dove la bambina a età reale Chihiro era doppiata dalla giovane Hiiragi Rumi, il cui estremo realismo interpretativo fece letteralmente uscire di sala taluni pur paganti spettatori – e poi beh, FLCL, con un cast di doppiatori pressoché bambini. Cose che prima di allora aveva fatto solo Takahata Isao (cfr. Hotaru no Haka, 1988), ma lui è sempre stato un vero unicum nel settore. Con la continua esposizione su internet e non solo dei sempre più giovani interpreti, si è vista una socializzazione dei seiyuu praticamente a livello idol, che diventano un vero punto di richiamo pubblicitario (questo si è visto prima con l'animazione cinematografica, Ghibli in testa, poi anche in quella televisiva), al punto che non soprende come l'ambiente lamenti che gli animatori sono sottopagati, i doppiatori strapagati.
Beh, è una bella storiella, però...
...però parliamo del Giappone. Che è il paese originali, ovvero di produzione, dei prodotto di cui diciamo: animazione giapponese.
Le interpretazioni originali, quindi anche l'opera vocale dei seiyuu originali, sono parte integrante della creazione dei personaggi e delle opere.
Al contrario, e non mi stancherò mai, mai di dirlo, il doppiaggio straniero, la localizzazione straniera, è un falso di servizio. Si tratta di un artifizio che serve (qualora ben realizzato).
Ovviamente si può avere grande stima professionale per i bravi interpreti di detta opera di doppiaggio straniero, e questo vale in primis per me medesimo, che nutro una sincera ammirazione per non pochi miei "colleghi" (oltre alla gratitudine per aver prestato la loro opera su lavori da me concertati), ma la loro spettacolarizzazione a livello pubblicitario, forse affine a quella – tutto sommato comprensibile – che vediamo in patria, mi pare invece un deragliamento social declinato secondo un certo provincialismo nostrano.
Un po' come guardare la manicure dell'unghia del dito che indica la luna.