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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 22/09/2023 in tutte le aree

  1. Da non trascurare la dicotomia organizzazione stabile/stato e individuo, assai sfumata in oriente rispetto ad occidente, che porta il singolo in posizione sempre inferiore alla collettività, quasi associabile ad essere unicamente ribelle ome tale Per dire, in Cina dove di fatto e' nato in narrativa quello substrato dì organizzazione parallela e più o meno segreta al mondo comune, dove trovano casa le varie storie di personaggi con anche l'equivalente di super poteri, chiamata jianghu, di per sé comunque richiede l'appartenenza dei singoli a sette e alla stretta osservanza delle loro regole. In quest'ottica gran parte della negatività "dell'essere cattivi" e' gia' assorbita nello spiccare che viene visto nella forte individualità in quanto tale, quindi la questione di un personaggio non tanto cattivo e' comunque da inserire in un certo contesto.
    3 punti
  2. Credo che questo sia molto vero, anche se non so quanto di "originale" o di "progresso" vi sia in detta tendenza quanto a HnK. Ovvero, penso altresì che la semplicistica dicotomia tra bene e male appartenga più a ideali di finzione e soprattutto puericultura statunitense (iconica la risposta del protagonista di True Lies, sotto l'effetto del siero della verità, che alla domanda della moglie "Hai mai ucciso qualcuno?" risponde "Sì, ma erano tutti dei cattivi.") - mentre al contrario gli equivalenti sia europei che nipponici mi paiono tutti ben più sfumati, da Esopo, a Basile, a La Fontaine ai Grimm. In Giappone, in particolare, di certo Tomino ci aveva già abituato a totali "sovversioni" dell'idea di buono e cattivo (penso a Umi no Triton, ma anche al più truculento Zambot-3, al tragicamente grottesco Daitarn-3, ecc), quindi ripeto: sulla portata innovatrice di HnK in questo senso alzerei un sopracciglio almeno. "Le ragioni del cattivo" mi pare siano patrimonio dell'umanità senziente, escludo quindi Barbie, le riduzioni Disney classiche, ecc. In particolare, la finzione giapponese propone da sempre la competizione tra diversi "modelli di guida dell'umanità". In questo, Raoh incarna tipicamente la visione del dominatore violento a là Gengis Khan e/o Oda Nobunaga. Per una brillante trattazione di detta questione in ambito fumettistico ti consiglio la lettura di DEAD MAN di Egawa Tatsuya. Ricordandoti che "i quattro grandi della storia", nella lettura tradizionale giapponese del mondo e dell'umanità, se ben ricordo sono Platone, Cristo, Shakamuni Buddha e Confucio. Tutti posti sullo stesso piano, e non a caso.
    3 punti
  3. Al momento non ci sono master troppo degni per un hd. In futuro non si sa...
    2 punti
  4. Certamente. Per di più, io NON sono l'autore di HnK, quindi la mia impressione vale come quella di chiunque altro, è solo una visione personale. Credo sia obiettivo, però, che in HnK c'è sempre stato molto patetismo, a volte anche esasperato ai limiti del grottesco. Si tratta di una cosa non certo esclusiva di questa serie, ma tipica di molta narrativa giapponese in quanto tale, in particolare fumettata: si vedano i tipici flashback di One Piece, ad esempio, dove si spiegano i motivi emotivi dietro alla cattiveria di ogni cattivo.
    2 punti
  5. Secondo gli ultimi report, il set di Aquaman è ststo notevolmente conflittuale, con Momoa sul piede di guerra contro Amber Heard, chiedendone il licenziamento praticamente ogni giorno, e vendendo sul set vestito con abiti e stile tipici di Depp
    1 punto
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