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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 29/10/2025 in tutte le aree

  1. Poveri Gatchaman, che stupro. Purtroppo per quanto certi estremi non si raggiungano più (speriamo) il principio alla base di certe scelte la fa ancora da padrone nell'adattamento. Comunque per me i Gatchman ormai sono rappresentati da lei
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  2. Vabbé il riferimento che contava era cmq l'audio della sigla, dato che comunque il tutto era preso paro paro dagli americani. Vedi una marea di altra roba, per non tacere delle tre serie conosciute sempre anche qua come Robotech. E ringrazia che la Saban non e' andata avanti col delirio delle guerriere Sailor sulle vele spaziali/solari
    1 punto
  3. Ti ringrazio profondamente, infinitamente, per la considerazione che hai riservato ai miei umili sproloqui e alle mie vane elucubrazioni, in realazione al grande merito che arrivi a tributarmi. Essenzialmente, tu stai dando una dignità reale ai miei vaniloqui. Grazie, grazie, grazie. Parlando della tendenza ad "accumulare dati" come caratteristica descrittiva della metà otaku, a teorizzarla ed esprimerla fu Azuma Hiroki (vedi threat in merito), e di mio non mi sento di contraddirla, anzi la porto avanti con due elementi: 1) più che accumulare dati, gli otaku tendono a raccoglierli e catalogarli, ossia a collezionarli. Una mentalità da archivista, e questo perché: 2) gli otaku hanno un problema con l'impermanenza, ossia col fatto che le cose da loro amate siano destinate a svanire nel tempo, e quindi: 3) tutto si ricollega alla paura della crescita (cfr Ejisonta), come un "lasciar andare" l'infanzia, e i suoi feticci, da cui: 4) la tipica mentalità totemica dell'otaku, che tesorizza la solidificazione simbolica dei suoi ricordi, da supporti fisici ai modellini. Seguono due conclusioni: A) Quando quella dinamica si fa cieca, diviene quello che diciamo "girellismo". B) Credo che la radice del tutto sia una delle due paure radicali dell'uomo, ossia non quella della morte, ma quella dell'abbandono – la cui estrema versione è la paura della morte dei propri cari. C) Come si vede, il tutto è possibile solo a fronte di una passata infanzia di relativo benessere e gioia.
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  4. Go, go, it's time to go! E non ci indurre in tentazione.
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