No, no. Funziona così: dopo il diciamo 2000, GAiNAX, che ai tempi non era ancora così malmessa, incominciò a implorare Anno affinché permettesse di fare qualcos'altro a tema "Eva". Anno era molto contrario. Era ancora, in qualche modo, "giovane". Usava l'animazione per esprimersi e raccontarsi. Certo, una componente autoterapica c'era già, ma forse meno autocosciente. Eva nacque per "orgoglio", l'orgoglio di quella generazione di bambinoni che grazie a Yamato poterono dire, per la prima volta, che "guardavano cartoni animati anche se non erano più bambini". A tale proposito vi rimando al dialogo con Hikawa Ryuusuke recentemente pubblicato su Neppuu. Non è un caso che nella "celebre" intervista doppia col futuro autore di Aoi Honoo, ne 1993 Anno metteva al primo posto dei suoi anime preferiti Yamato, mentre Gundam era al secondo (al decimo, come sappiamo, la nostra Anne pel di carota). Dopo Eva anno fece i primi live-action in ossequio a Murakami Ryuu, fece KareKano forse in ossequio alla sua fidanzatina delle medie che lo "creò otaku", uso qui verbi cardinalizi, lei si chiamava Ritsuko. E lo sappiamo. Di lì indietro tutta ai tokusatsu dell'infanzia. Fino a quando, con GAiNAX in odore di esplosione, Anno lascia il sommergibile che si inabissa, e novello sposo fonda KHARA. Rebuild.
Aveva ragione quando non voleva riprendere in mano Eva, come lo aveva consigliato uno dei suoi due dichiarati "maestri".
Ma l'adultità impatta.
La cosa più bella che abbia mai fatto, secondo me, è sempre l'ekonte dell'ultimo episodio di Abesho.
Chissà s ci pensa ancora, chissà se quella caffetteria di Oosaka da cui la Regia Astronautica esiste ancora.
Bukimi-Hakase e Nahaha sono ancora lì.