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Blockbusters Hollywoodiani; e' vera gloria?
topic ha risposto a Dairon in una Shuji nella sezione Cinema
Sì, però se per un kolossal ci vogliono diciamo 300-400 persone (e mi tengo basso), quante ce ne vogliono a livello "direzionale" per controllare che il risultato sia entro certe linee guida "yankee"? Per questo mi viene da pensare che in sé potrebbero anche provarci (a Bollywood od altrove, comunque in relazione ai costi minori). -
Cazzo endrì, ma il romanticismo e l'amore per le grandi trame e i misteri delle serie, che fine hanno fatto in te? :dramatic:
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Com'è che la crucca OGM è la più vicina nella sigla e la francese "te la dò come vuoi" è la più distante? Gli piacciono in relazione all'ambiguità della relazione?
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Blockbusters Hollywoodiani; e' vera gloria?
topic ha risposto a Dairon in una Shuji nella sezione Cinema
Però quindi teoricamente, se diciamo bollywood, con un costo del lavoro minore, volesse sostituirsi a hollywood... Comunque ripeto, stante cosa ci dà e cosa non ci dà il blockbuster della settimana, dubito che un ridimensionamento drastico ci tolga molto. -
Blockbusters Hollywoodiani; e' vera gloria?
topic ha risposto a Dairon in una Shuji nella sezione Cinema
Mi sembra sensato, ma quel che mi sfugge è perché dovrebbe importare molto della morte di tale "genere". -
In questo caso, e dopo un esempio che speravo chiaro del contrario (ed uno della differenza tra categorie e dati e la loro rispettiva incontrovertibilità), mi ritiro in buon ordine. Non credo d'aver altro da aggiungere, stavolta.
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Quindi tu credi che basti avere delle misurazioni incontrovertibili per cui una categoria debba essere accettata? In pratica stai dicendo che quelli che misurano i campi "bioelettrici" e ne ricavano delle "diagnosi" dicono il vero. (almeno credo in alcuni casi le variazioni misurate esistano, per quanto ovviamente non hanno senso. Prendi questo esempio) Stai forse dicendo che non esistono? Bel discorso. (O se preferisci, elegante. Romantico, quasi. Così si capisce dove vado a parare)
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Ma guarda, il tuo esempio mi è perfettamente indifferente: è ovvio che non siano categorie univoche. Duh. (a parte che le categorie di marketing non sono proprio quelle di movimento storico, ma ok) Esistono categorie misurabili oggettivamente che vengono rifiutate da alcuni; però tu implichi che esistano categorie universali. Non mi pare questo implichi una differenza tra categorie soggettive e oggettive, quindi deduco se affermi esistono categorie oggettive universali (ma rifiutabili in alcuni casi) similmente dovrebbero esistere categorie soggettive universali (rifiutabili anch'esse, ovviamente; ma dire che il singolo non è in categoria A non implica l'inesistenza della categoria A). (soggettivo l'ho sempre pensato un termine un po' così per categorizzazioni come quelle di cui stiamo parlando, visto che è un termine culturale, una soggettività che attinge al comune, ma vabbè)
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Davanti alla negazione dell'evidenza (ovvero, che tali categorie veicolino del senso e servano a ciò), mi ritiro in buon ordine. Preciso però che: no, ovviamente non stavo parlando di categorie riguardo al fatto che comprendiamo l'italiano di circa un secolo fa (perché dovrei? Non mi pare di avervi nemmeno accennato, a categorie tipo "italiano corrente", forse ti confondi con chi l'ha fatto, tu in primis), sto dicendo che l'italiano del genere viene capito -dato fattuale, come potrei dire che se uno sa l'inglese può aprire la pagina CNN e leggervi le notizie del giorno là. Vi possono essere eccezioni? Forse, ma non ha senso prenderle a modello. Sarebbe come dire che i gabbiani non volano perché ci sono gabbiani con le ali spezzate, penso.
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Può essere per te, anche se naturalmente dal mio punto di vista la cosa è totalmente diversa. Comunque a parte gli scherzi, se ho errato sull'entropia sarei davvero felice di sapere in cosa: sui c. l. è anche possibile, su di essa speravo di no.
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Forse, quando vediamo la tonna francese* per terra, se le era già tolte per cambiarsi e stava finendo di mettersi in mise da notte, ma inciampa sui pantaloni della tuta (neri) che usa come pigiama. Il tonno nipponico vede, sclera, inciampa, di tutti gli indumenti ordinatamente raccolti sulla di lei sedia per essere messi via/a lavare casualmente trova le mutande. Sì, ho perso tempo a pensarci. Però è più tonnaggine che la aiuta, debbo dire. *=no, che mi pare ci sia un'ittiofauna di diverse nazionalità ma stesse facoltà mentali, eh.
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Ok, ma proprio per questo mi pare che se non sono in grado di sapere "molto" la struttura di un cristallo per le sue imperfezioni (qui particolarmente), e al contrario in questo caso esiste una struttura (irregolare, per carità) in forma liquida, che non sia necessariamente maggiore l'entropia del secondo caso; a meno di non dire che visto che il liquido è fluido, l'entropia/tempo sia maggiore, però mi pare l'entropia sia considerata per sé a prescindere dal tempo. Ora, se l'idea era che si passasse da uno stato con delle regole ad uno senza regole (casuale, perfino più che caotico), mi pare non sia tanto questo il caso, sia per la reversibilità dei cristalli liquidi sia perché vivaddio le aggregazioni nella forma liquida non mi sembrano molto meno "regole" della cristallizzazione. Accetto stavolta che possa essere pignoleria, per carità, però la metafora seppur non da buttare (come detto) mi pareva perfettibile... e in effetti però possa essere utile per parlare dei linguaggi (quelli "vivi" e quelli "morti", che non credo siano invece simili a uno stato cristallino perfetto ed uno stato casuale/caotico).
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Riconoscibili universalmente, eh! Ma sono categorie universali: chiunque sappia un po' di storia ti dirà del barocco etc. Ed è da notare che si riconosce il barocco (o quel che sia) anche se non si è d'accordo sul fatto che alcune opere siano più barocche che altro. Certo, sono categorie culturali, ma non so che altre categorie potremmo usare per fare un discorso sull'arte con del significato (anche solo dire che un abito è più elegante di un altro è cultura appresa). Dovremmo fare come quel personaggio di Se una notte d'inverno un viaggiatore che misurava di ogni opera (letteraria) la frequenza di certe frasi o parole per teorizzare sull'opera? Però non mi pareva usasse categorie, non a caso. Mi sfugge se stai semplicemente cercando di dire che non si dovrebbe categorizzare per le opere artistiche perché non ritrovi categorie oggettive, o che trovi delle categorie oggettive e vuoi usare quelle (ma dovresti dirci quali). Non vedo perché dovrebbe essere un p. m.: siamo in grado di capire come parlavano durante la Prima Guerra mondiale, mi pare. Semplice.
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No guarda, la metafora andava pure bene, solo che Dairon si è messo a delirare (e no, non esiste proprio che l'entropia di un liquido sia minore di quella di un solido ). Se intendi che i cristalli liquidi in forma liquida non abbiano mai aggregazioni, dovresti provarti in citazioni. A me risultava che le cristallizzazioni dei c. liquidi in forma solida non siano sempre regolari, è scorretto? Nessuno lo ha mai fatto: ho usato il si impersonale per intendere "noi italiani", sostanzialmente. Questo è ininfluente: tu escludevi che esistessero simili categorizzazioni come riconoscibili, non che fossero utili, oggettive o che.
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Nel post 453 rispondo a te, non a Kant.
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Tra l'altro che funziona anche sull'inerzia dei raggi.
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No, quello è stato smontato totalmente, molto più della metafora dei cristalli liquidi.
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In realtà la mesofase del cristallo liquido è reversibile e ha aggregazioni su basi (di solito) regolari, e la fase cristallina non implica -mi pare- una periodicità perfetta, quindi non è che siamo di fronte a due stati di entropia totalmente diversa... e che sia quella solida necessariamente quella meno entropica (e certamente quella liquida non è inconoscibile o caotica). Potrebbe essere ispirante come metafora linguistica anche questo
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A dire il vero, si è escluso dapprincipio che le categorie d'esempio siano altro che non-oggettive.
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Fattualmente, lo sono, nel senso che in generale vengono condivisi: sono metri condivisi da più persone. Proprio te che ne crei parecchi di volta in volta, non dovresti aver problemi del genere. Né (ancora, se posso) si capisce che c'entri con il fatto che esistono i generi un discorso sul metodo di adattamento.
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Ho già citato esempi del contrario, semplice.
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Ed è fattualmente falso, semplice. Né si capisce che c'entri il terzo principio della termodinamica.
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A meno di non pensare non si possa sentire come più "vecchie" forme linguistiche di cent'anni fa. E' da notare che ovviamente, sono forme presenti anche su dizionari di oggi. Senza che esista una classifica di "arcaicità". E' da notare che usiamo come universalmente valide (anzi, alcuni si spingono a definirle scientifiche!) categorie non oggettive come per esempio, i movimenti artistici.
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Gurren Driver: Kiss me Fabulous Takuto of the Rebellion
topic ha risposto a Dairon in una Roger nella sezione Kyodai Robotto, hasshin!
Sono un po' perplesso. -
Non è che perché una cosa non è riassumibile a parole non esista.