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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Mahou Shoujo Madoka ☆ Magica

    Ti ringrazio per la stima, ma onestamente ormai non mi sentirei più a mio agio a guardare animazione di questo genere/tipo. O di molti altri generi/tipi. Il tempo passa, e passando va a scadere... almeno per me. ^^;
  2. Questo è uno splendido discorso. Nel mio caso, ebbi un forte transfert verso Morisawa Yuu e il suo 'mondo', perché l'elemento fantastico era più 'da commedia': voglio dire, Yuu non ha missioni da compiere, non è in contatto con un regno magico. Vuole solo conquistare Toshio. Un altro forte impatto lo ebbi con Macross, la serie. Ricordo che il finale mi colpì molto. Anche lì, le parti 'da commedia' permettevano una forte immedesimazzione di un ragazzino ottantino. Ma parlando di morte, beh, la morte di Faith in Nadia. Perché lì non lo vedi, lo senti solo. Che fa il duro, che poi crolla, poi muore. E te lo immagini, dato che non è mostrato. Quindi il discorso della 'rappresenzatione della realtà che non è realtà' va a farsi un po' benedire...
  3. A Firenze si mangia bene (giapponese) da IyoIyo (Borgo Pinti, 25/R). Il propietario, Mitsubiki Toshifumi, è un cuoco giapponese che ama la cucina toscana e ha aperto, da tanti anni, il ristorante fiorentino lì davanti (Trattoria Accadì). Poi ha aperto anche questo piccolo ristorantino giapponese dirimpetto. Ci si mangai sushi dal sapore molto buono e molto 'vero', e qualche altra cosetta - tra cui l'impensabile "lampredotto-don", un donburi col lampredotto fiorentino. ^^ Se vuoi un ristorante giapponese buono ed elegante, a Firenze c'è il Kome (Via da' Benci, 41r). Consigliato solo a pranzo, per i menù a prezzo fisso. Altrimenti, la sera: ramen. Altro discreto ramen si mangia poco distante da lì: ha aperto questo nuovo locale che fa SOLO ramen, e si chiama: Koto Ramen (Via Verdi, 42r). Se vuoi assaggiare cose giapponesi casalinghe, all'angolo tra Via Ghibellina e Via Michelangelo Buonarroti, poco dopo del museo Casa Buonarroti, c'è un alimentari giapponese che fa un po' di cucina proprio 'da mammina'. Si chiama... KEBAB SUMI. La propietaria, Sumiiko, vive a Firenze da tanto tempo. :-) Aji Tei, che non ho provato, credo sia un finto giapponese all-you-can eat. Anche se mi dicono la proprietà sia italo-giapponese, e che nel 2008/09 era molto buono, ma poi sia scaduto terribilmente su roba finta. Magari è ancora discreto, ma di certo non un 'vero' ristorante giapponese. Un po' fuori città vorrei provare Ramen Girl (Viale Talenti,144), anche questo con proprietà italo-giapponese (la moglie, giapponese, è anche la cuoca). Ma io giro a piedi, indi mi resta un po' fuori mano. Da evitare come la peste Banki Ramen, in Via dei Banchi. Lieto di averti dato una buona dritta per il librone (è proprio grosso, pieno di roba). Per la cucina giapponese senza pesce e senza uova, basta che vai sulla carne non in brodo. Tipo: yakitori, teriyaki e simili, gyuudon e simili, e se i fritti sono OK tutti i piatti della famiglia katsu-whateverbutfish. ^^
  4. Sì, è assolutamente secondario/superficiale/estetico ed è stato bello leggerti averlo scritto. :-)
  5. A Firenze che ristorante giapponese hai provato?
  6. Per la mostra: sì, è un vero peccato. Per l'occasione sprecata in sé. Le opere vengono tipo dalle Hawaii. Suppongo siano state esposte troppo e male, e molte sono davvero scolorite/deprecate, che è la cosa più grave. La pochezza e faciloneria dell'allestimento non aiuta. :-( Ah, se cercate il catalogo della mostra bella del 1999, intitolato come la mostra stessa "Hokusai, il vecchio pazzo per la pittura", lo si trova ancora. A Mantova, nella sede fisica di IBS, era pure al 50% di sconto. Una pila di copie nuove e incellophanate. Merita, se chiedete a me. Per il ristorante: il primo cuoco giapponese a mettere piede e bottega in Italia si chiama Hirasawa Minoru. Era un giocane studente alla scuola/liceo culinario Tsuji di Osaka (!), quando il signor Tsuji gli disse: c'è un imprenditore romano che vorrebbe aprire un ristorante giapponese in Italia, va' a far conoscere la nostra cucina in Italia! Erano i primi Anni Settanta, credo. Non ricordo il nome del ristorante in cui lui lavorava in Piazza di Spagna, ma quando dopo alterne peripezie è arrivato ad aprire un suo piccolo locale a Milano (dove aveva frattanto lavorato come cuoco, credo dallo storico Endo), lo chiamò: Poporo-ya, ovvero 'Negozio/Bottega Popolo'. Il simbolo sono praticamente lefamose "Chiese Gemelle" di Piazza del Popolo. ^^ Il localino ino ino, ma vero vero, è sempre in Via Eustachi. La qualità del sushi e del sashimi sono supreme. Soprattutto il chirashizushi fatto 'alla Shiro' (soprannome di Hirasawa Minoru), nonché i poporoyamaki (involtini arricchiti di pelle di salmone) sono WOW anche per chi, come me, ha mangiato sushi e sashimi sinanco nei localini di Tsukiji (il porto di Tokyo). :-) Ah, ho trovato questo: http://acquavivascorre.blogspot.it/2010/05/langelo-bianco.html
  7. Shito

    Nespresso...

    Sto provando un po' di caffè in capsule compatibili con le macchine Nespresso. Ormai c'è veramente un grosso mercato di questo tipo di prodotto! Chiaramente, il punto non è un possibile risparmio -che comunque non è sgradito- ma una possibile scoperta di un caffè ancora migliore di quelli proposti da Nespresso. Il primo tentativo che ho fatto è con Vergnano, e mi ha disgustato. Ora sto provando le capsule del caffè Castroni, storica torrefazione e importatore di cibi internazionali di Roma. Le capsule sono in plastica, e questo aiuta con la macchina di tipo U, che a volte 'mangia' (schiaccia) le capsule originali in alluminio. Il caffè è buono, come so essere buono il caffè di Castroni. Ha sempre un po' quell'aroma da caffè torrefatto artigianalmente, che al mio palato e naso ricorda un po' il caffè fatto a filtro, o alla napoletana, un po' i caffè d'orzo. Ci sono comunque diverse varietà di capsule modello Nespresso di caffè Castroni, io sto provando la Arabica. Il prezzo è più basso di circa il 25% rispetto alle "originali". :-) A seguire, ho scoperto che anche Julius Meinl fa le capsule di caffè compatibili con le macchine Nespresso. E questo segna la mia fine.
  8. Su Gendo: ciò che di questo manca del tutto nella versione animata è la sua debolezza. Manca il flashback di quando va a *implorare* (in ginocchio, lacrime) Ritsuko di prendere il posto della madre suicida "aiutami, solo tu mi puoi aiutare" - che è una frase potentissima ed è anche il chiodo finale destinato sulla bara di Ritsuko: essere vittima della madre non perché la madre la tradisca 'come donna' (Casper), ma perché lei è una donna identica alla madre: schiava dell'unico uomo che ha avuto bisogno di lei come persona. Allo stesso modo, il confronto diretto da Gendo e Shinji in "Air" (versione fumetto) spiega tutto il personaggio nella sua pochezza, che è umana: da reietto che era, si è riabilitato grazie alla Kannon/Yui, ma poi lei gli è stata sottratta. E sto parlando della nascita di Shinji, non della scomparsa di lei nello Shogouki. Quindi Gendo non può accettare Shinji, e lo Shougoki continua a proteggere il figlio. Questo da senso fin a Gendo che nell'episodio 19 dice "mi rifiuti?". Alla fine è una banale, misera competizione e gelosia affettiva verso una donna che è moglie e madre. E' molto umano, quindi bello, ma nell'animazione non c'è. Cosa c'è in animazione? Lo spietato, il freddo, il badass, il macchinatore: una macchietta, con i suoi occhiali e le sue pose e le sue frasi lapidarie. Siamo ai livelli del suo modello, il comandante Striker in UFO degli Anderson. Sul finale: chissenefrega se Asuka fosse morta o lì lì per morire alla fine di Air. Tanto tutta la scena non serviva ad altro che a fare la citazione di Akira che trova Miki fatta a pezzi, e infatti nel manga non c'è. ^^; Il punto è che Shinji, nel film, alla fin fine pur dopo la riunione con la madre sua e di tutta l'umanità (Yui/Rei/Lilith), ovvero pur dopo il confortante ritorno all'utero, al ventre materno, che tanto aveva desiderato, alla fine sceglie il ritorno al mondo delle diversità, delle distinzioni, delle frizioni, dei conflitti, della sofferenza. Della discomunicazione, soprattutto. Alla fine Evangelion è un anime che parla di tentativi falliti di comunicazione emotiva, ovvero discumunicazione. Ricordo il dialogo tra Kaji e Shinji la notte, nel salotto di Misato. D'altro canto solo la madre è, per un figlio maschio, un essere dell'altro sesso (alia per antonomasia) con cui la comunicazione è possibile, e l'accettazionme incondizionata. La compagna, no. E nel finale cinematografico, fortemente non è possibile comunicazione tra Shinji e Asuka, quindi: Io ti strozzo (mi aspetto che tu mi combatta) Tu mi accarezzi (ovvero mi dimostri affetto) Io invece di ricambiare il tuo affetto piango (vorrei la tua compassione) Ti mi rifiuti perché ti faccio schifo, e me lo dici (invece che suscitare la tua pietà) Un'amante non è una madre, e l'amore di un'amante non è quello di una madre. Un uomo ha bisogno di crescere da A (figlio) a B (marito). Tipo Sasshi, ecco: "Per Arumi, a cui voglio tanto bene... SMETTO DI ESSERE UN BAMBINO!". Quello che non è mai riuscito a fare Gendo. Gendo è un bambino, è un'otaku. E Fuyutsuki il suo tutore, adulto, che lo eredita per amore della stessa donna. (Mentre per una donna, beh, in lei A e B conviveranno sempre, dopo la nascita di B dentro di lei. ^^ )
  9. Shito

    Mantua

    Ahah, il fatto è che essendo sempre in coppia, in genere prendiamo portate diverse e poi assaggiamo entrambi quelle dell'altro/a, e così raddoppiamo. :-) La Sacher Torte: mi piacerebbe parlare con la signora che mi dicevi. Amo molto parlare con gli anziani. Per esempio, in piazza la Domenica c'era una bella fiera di vendita di coltivatori diretti della provincia mantovana, e mi sono messo a parlare con un signore anziano della Sbrisolona, degli ingredienti originali (solo strutto), della sua nobilitazione (burro) e del suo imbarbarimento (margarina e persino olio di palma). Sulla Sacher Torte mi sono molto, molto dedicato. Da anni. E ovviamente sono un ortodosso integralista sui dolci, sulle ricette, come sulle traduzioni. Quindi 'Sacher Torte' si pronuncia rigorosamente 'Zakha[r] Torte', o tipo che per me si dice rigorosamente "Tarte de Madame Tatin" e non "Tarte Tatin", oppure potrei parlare dei frollini, o meglio galette, al fleur de sel. :-) Sono proprio scemo, eh? XD
  10. Se vuoi posso farti una lista di ristoranti consigliati, tra cui quello del primo cuoco giapponese che approdò in Italia da Osaka. :-)
  11. Cmq Asuka più che in coma era in stato catatonico. Uno stato traumatico più psicofisico che fisico in senso stretto. Concordo che il suo risveglio e pacificazione con la madre sia uno dei picchi più alti toccati da Air, forse il più alto. Certo anche la morte di Misato. In entrambi i casi, la Miyamura e la Mitsuishi furono superbe. Sono scene che ho sentito solo in giapponese, in effetti - come la totalità dei film. Sicuramente Ritsuko è un personaggio davvero tragico, nel senso proprio del termine. Più di tutti Gendo è rimasto purtroppo un personaggio poco più che abbozzato, generalmente una macchietta (tutt'altra cosa nel manga). Roger: su quel testo (a parte che nel codice binario c'è un 4 random): se guardi nella serie classica, noterai che i documenti 'classified' su Adam e il SI hanno come testo una brochure della DAICON FILM e GAiNAX. Lì è la stessa cosa, solo che con cerca-trova hanno sostituito i soli nomi propri, come avrai notato: Daicon, General Product, Gainax, e i titoli dei film, tra cui Kaittekita Ultraman.
  12. Shito

    Mantua

    La prossima volta che vengo, se non ti avviso mi taglio io gli attributi. Perché mi è spiaciuto. Avrei amato incontrarti, ma ripeto: dovevano essere appena 24 ore, poi abbiamo dovuto raddoppiare causa imprevisto. C'è da dire che io detesto, o meglio disprezzo, l'arte fiamminga. Vero è che Rubens è tra i migliori, in ogni senso. Ma pure io la penso come la pensava Michelangelo prima, e Dante Gabriel Rossetti poi, e citerò un bel pezzo di una bella fiction RAI, ottimamente tratta dalla biografia "ufficiale" del Buonarroti redatta da Ascanio Convidi, non da Vasari, quando Michelangelo spiega a Vittoria Colonna la sua opinione sul tema (nota: VIttoria Colonna, sventurata moglie di Ferrante D'Avalos, marchese di Pescara a e Vasto). https://youtu.be/4YoTzxvyYLA?t=1702 (Io ritengo Gian Maria Volonté forse l'unico vero grande attore italiano, BTW - e quando scoprii che nel 1964 la RAI produsse uno sceneggiato sulla vita di M. -quasi giocando- dissi "ah, solo GMV avrebbe potuto interpretarlo. Infatti, manco Jung.) Avrei molto da argomentare su questa visione dell'arte, del superamento dell'iconoclastia, che pure comprendo e ritengo giusta, e tante cose. Lo faremo se vorrai dinanzi a una sbrisolona. Tornando dunque a Mantova, dunque, ho trottato parecchio, visto molte cose e mangiato troppo (lol). Cosa ho provato: Torta Sbrisolona (x6-7 versioni diverse) Piadine random Riso alla pilota (x2 versioni diverse) Bigoli all'uovo con le sarde Bigoli all'uovo con salamella mantovana Luccio in salsa con polentina Ravioli alla zucca (x2 versioni diverse) Mostarda e grana Stracotto al lambrusco mantovano con polentina Torta Elvezia/Helvetia (x2 versioni diverse) Torta Sacher Salame al cioccolato Torta di Tagliatelle Bignolata mantovana Torta delle Rose In vari ristoranti e panetterie e caffetterie in giro per la città. :-D Devo commentare un po' questa cucina. ^^ Ma sui natali della Sacher Torte, ho dubbi. Ho molto studiato, provato a Vienna sia la versione dell'Hotel Sacher che quella di Demel, da cui il contenzioso e tutto. Sono un fan di Julius Meinl, di cui amo il design fatto da Matteo Thun nel 2005. Sono sempre un otaku, eh! XD
  13. Shito

    Mahou Shoujo Madoka ☆ Magica

    Ho letto un bel post. C'è da dire che, se ben ricordo, la serie di Madoka Magica non inizia 'in media res' ma inizia 'poco prima della fine'. E non parlo dell'anticipazione del finale, ma proprio del fatto che prima del primo episodio ci sarebbero 'cronologicamente' tutti i timeloop voluti da Homura: dapprima, e lo scoprirermo nel flashback, Homura [occhialuta] era la sprovveduta, mentre Madoka era la 'consumata'. La tosta Madoka salva la sfigata Homura, che la idolatra. Ma i ruoli si invertono gradualmente, di timeloop in timeloop, perché in primis Homura diviene mahoshoujo per salvare Madoka che inesorabilmente alla fine si sacrifica contro la Walpurgis, e poi ripete il tutto ad libitum. Fino alla fine della serie, dove Madoka si sacrifica coscientemente e volontariamente, come un Cristo, diventando una sorta di Kannon. Chiaramente, fin dall'inizio Madoka è "colei che da amore", e Homura è "colei che riceve amore". Anche quando vediamo Madoka 'sfigata', risultato dell'inversione dei ruoli originali, Madoka vuole salvare gli altri. E anche quando vediamo Homura 'tosta', è solo finzione: a lei non interessa altro che l'amore che vuole ricevere da Madoka, è ossessiva. Essenzialmente l'inversione di ruolo non ha invertito le psicologie con cui i due soggetti vivono ruoli anche opposti, invertiti. Dei film non so. ^^
  14. Acromio, difatti scrivevo (rispondendo a Garion):
  15. Tornano a più serie critiche verso Apple: https://discussions.apple.com/thread/7665942?start=0&tstart=0 Che è il mio punto preciso per cui IOS10 è deal breaker assoluto. Oh beh, finché i miei iPhone con iOS7 campano, bene. Poi, pace. :-)
  16. Torno su quanto avevo già scritto. Per chi non conosce il giapponese: capiamoci. In "Ore ha iya da" NON c'è il verbo 'volere'. NON c'è l'aspetto verbale volitivo. NON c'è una forma in negativo. Tutto questo NON c'è. C'è un pronome personale di prima persona singolare 'ore', c'è la particella TEMATICA 'ha', c'è il rema 'iya' retto dal verbo basico e presente 'da'. Tutto qui. E' un costrutto perlopiù idiomatico. "Iya" è una parola basica di rifiuto. E' quello che si grida quando si rifiuta, si respinge, si rigetta qualcosa. In senso fisico e astratto. Il "da" (verbo) serve ad attaccare il "iya" ha un soggetto espresso. Ora, il punto è la costruzione. La costruzione è tematica pura. Il che vuol dire che il tema ore (io) è quasi un complemento di limitazione (riferimento circoscritto) del tema 'iya'. Ovvero è come dire: "Io, no." Tutto qui. Certo che si presta a varie letture, ma escludo categoricamente che possa leggersi come "io non avrei voluto (fare quello che ho fatto)". Questo mi pare morfologicamente impossibile. Cercando sulle pagine giapponesi, sulle discussioni giapponesi, l'opinione comune è che Banjo stia dicendo "Io non ci sto / non ci stavo a diventare un meganoide". Anche se voi sì, io (ha) no (iya da). Il semplice concetto di rifiuto, demarcato per tema. Io, no. Non è su questo che negli scambi online tra giapponesi si appunta il dubbio interpretativo. Questo è per lo più dato per chiaro, limpido. Il punto che ci si chiede è: perché rimarca ciò, e verso chi lo rimarca. Verso i suoi parenti che ha "ucciso", si sta "giustificando con sé stesso", cose così. Quindi, per paradosso, "io non volevo" andrebbe anche bene. Però, va bene perché NON significa quello che intendeva Garion. Garion intendeva "io non avrei voluto [fare quello che ho fatto]". Siccome l'ha fatto, intendendolo così l'uso dell'imperfetto sarebbe errato in italiano. Per come la intendeva Garion, si sarebbe dovuto dire "io non avrei voluto". E sarebbe a mio dire errato come traduzione, in questo caso. "Io non volevo", in italiano, rimanda a una non-volontà di Banjo nel passato non legata a un azione compita, ma a una NON compiuta, quindi si riferirebbe a "io non volevo (diventare un meganoide, e infatti non lo sono diventato). La lingua e la traduzione giocano scherzi bizzarri. Un errore di traduzione e un errore di resa italiana diventano una involontaria correttezza, tipo - x - = + ^^;
  17. Perché è uno schifo. Chi scrive visitò in quello stessissimo luogo una delle prime mostre italiche dedicate alla materia, ovvero "Hokusai, il vecchio pazzo per la pittura". Correva l'anno 1999. Chi avesse presente la biografia dell'artista capirà che il titolo era meno sciocchino di quel che potrebbe apparire. La mostra del 1999 era molto buona. Una gran copia di opere esposte, tutte in buono stato, di diversa fattura (stampe ma anche pitture), un buon percorso che illustrava l'arte e l'evoluzione dell'artista, supportato da informazioni biografiche. C'erano anche dei giovani studenti di Ca' Foscari che offrivano gruppi guidati gratuiti, continuamente. Una cosa sensata, bella- La mostra di oggi, negli stessi identici locali, è una cagata. Le opere, di tre autori (Hokusai, Hiroshige, Utamaro) sono molto, molto scolorite e cromaticamente virate. In pessimo stato di conservazione. Alcune davvero da buttare. E già questo chiuderebbe il discorso: l'esposizione rende un'immagine falsata delle opere e degli artisti, end of the story. la selezione è pessima e mal gestita. Non c'è alcun passaggio sulle influenze verso l'arte europea dell'ottocento (Japonisme francese), come c'era invece nel 1999, e anche in una mostra nella prima decade del 2000 a Roma, che pure visitai. Credo nel 2008, dato che la visitai prima di andare a vedere Ponyo al cinema. Anche quella mostra non era male, con allestimenti più da theme park, ma i contenuti erano onesti. Inoltre, in questa nuova mostra l'apparato critico è pessimo. Pedestri traduzioni DALL'INGLESE di haiku e tanka, una stanzetta con in proiezione un filmato AMERICANO SOTTOTITOLATO IN ITALIANO su cosa sia la stampa litografica classica giapponese, roba da ricerca su YouTube. Ho avuto la fortuna di conoscere e colloquiare con un artista di ukiyoe durante il mio primo viaggio a Tokyo, stava facendo delle stampe e me ne regalò una (un'altra la comprai). Non sono un esperto ma un pochino so di che si tratta. Evitate questa mostra. Pessima.
  18. Acromio: dici oggi come oggi? Dici per (ri)doppiare i film "in linea" con il doppiaggio che realizzai quasi vent'anni fa? Beh, voci come quelle di Oliviero Dinelli e Massimo Corvo si potrebbero certamente mantenere. Allo stesso modo, è pensabile che un'attrice come Stella Musy potrebbe alleggerirsi sul personaggio. Anche Francesco Bulkaen, direi, e anche Vittorio Guerreiri, o Barbara DeBortoli. Sono tutti attori di grandissima bravura artistica e 'tecnica' (interpretativamente parlando). su personaggi comunque adulti. Diverso discorso per i children. Mi viene difficile pensare alle voci di vent'anni fa ancora su dei quattordicenni, oggi. Ma sarebbero cose da provarsi con dei provini mirati, magari.
  19. A parte il fatto che hai ragione a dire che nel Second Impact Box i materiali cinematografici non erano presentati come in Revival of Evangelion, ma come nei classici BOX (ovvero i due film separati), mi chiedo se tutte le differenze che citi tra Rebirth cinema e Rebirth HW siano reali. Io avevo una VHS registrata da WOWOW, e le uniche differenze che notai tra quel Rebirth e quello messo nei movie box furono... nessuna. Però il doppiaggio mi pare che venne rifatto per Air, ovvero per il minutaggio di Rebirth ri-incluso in The End of Eva (e 25'). Quanto alla domanda su cosa avrei fatto per il doppiaggio italiano dei film: non saprei dirti. E' una cosa che si sarebbe dovuta valutare caso per caso, doppiatore per doppiatore su ruolo per ruolo, al tempo. ^^
  20. Cmq credo sia: Evangelion: Shi to Shinsei | Death & Rebirth The End of Evangelion | Air / Magokoro wo, Kimi ni Evangelion: Shi to Shinsei | Death(True) & Rebirth [messa in onda su WowoW] Genesis 0:13 (contiene: episodio 25esimo: Air / EPISODE:25' Love is Destuctive) [LD, VHS e poi DVD originale] Genesis 0:14 (contiene: episodio 26esimo: Magokoro wo, Kimi ni / ONE MORE FINAL: I need you) LD, VHS e poi DVD originale] Evangelion: Shi to Shinsei | Death(True)^2 & Rebirth + The End of Evangelion | Air / Magokoro wo, Kimi ni [box di LD e VHS e poi uscita dvd originale] Revival of Evangelion: Death(True)^2 + The End of Evangelion | Air / Magokoro wo, Kimi ni (riuscita cinematografica) Second Impact Box (box di DVD, i materiali cinema sono come in Revival of Evangelion) Renewal of Evangelion (box di DVD rimasterizzati e fuckati, nuovo audio fake, i materiali cinema sono come in Revival of Evangelion) Rebuild of Evangelion (i nuovi film)
  21. Ho pensato a lungo su dove aprire questo topic forse anomalo. Alla fine lo metto qui perché tanto la mia forma mentis è sempre quella. ^^; Quindi sono stato a Mantova. Ora, io sono ignorante in tante cose, e la geografia è tra le prime aree per cui sono negato. Credevo che Mantova fosse in Lombardia. In realtà si trova *nella codina* del territorio lombardo, ma come terra mi è parsa evidentemente "tra l'Emilia e il Veneto". Tipo nelle facce e nelle parlate della gente, nei modi di fare di cucinare, mi sentivo sempre tra Reggio e Verona, più o meno. Ho trovato Mantova davvero incantevole. La cosa che mi ha travolto è come una cittadina sotto la magica soglia dei 50.000 abitanti, come la mia (Vasto, provincia di Chieti), abbia COSI' TANTO in termini di spazi e di patrimonio artistico. Intendiamoci: sono anche abituato, perché Vasto è un insediamento preromano, un Municipio Romano poi, abbiamo quindi avuto i Marchesi D'Avalos (con Vittoria Colonna!) con un Palazzo d'Avalos e un Toson d'Oro, e gli Aragona, con un loro castello. In epoca moderna siamo stati la patria dei Palizzi (i pittori) e dei Rossetti (i Preraffaeliti). Non è che non sappia cosa sia una città d'arte. Ma Mantova, wow, è davvero impressionante da questo punto di vista. I Gonzaga sono stati davvero una signoria paragonabile forse a quella medicea, quanto a mecenatismo. Il Palazzo Ducale è a tutti gli effetti una cittadella. Tutti vanno a vedere La Camera degli Sposi, di Mantegna, e certamente è il pezzo più raffinato, ma pensare solo a quella è un po' come andare ai Musei Vaticani solo per vedere, o dire di avere visto, la Cappella Sistina - dimenticando che lì affianco ci sono le Stanze di Raffaello, per dirne una. Al Palazzo Ducale di Mantova, architetture a parte (!), ci sono affreschi e affreschi, Giulio Romano, collezioni su collezioni. E' davvero un percorso che passa attraverso secoli di storia. Lo stesso può dirsi per Palazzo d'Arco, che ho amato intensamente. Lì è come essere stati invitati a casa di una dinastia privata con quattro secoli di storia, di nuovo. Una meraviglia. Il tipo di esperienza artistica che apprezzo di più. Un po' come la reggia di Schonbrunn a Vienna. Palazzo Te è una villa data all'otium, e la sua architettura è proprio "romana" in questo. I giardini ricordano piuttosto quelli delle Terme di Diocleziano (!), ma chi conosce le architetture e gli allestimenti delle ville rinascimentali, manieriste e barocche nell'agro tuscolano avrò qualche reminiscenza. Beh, c'è poi il Palazzo della Ragione, e altre architetture dell'Alberti, e le case di Mantegna e di Giulio Romano, e le due basiliche "concattedrali", e altro. Davvero un tour de force. Dovrò ripeterlo (a partire da Palazzo d'Arco). Dopo il cibo per l'animo, c'è il cibo per il fisico. La mia consorte sostiene che il mio potere mutante sia trovare i migliori posti per mangiare in ogni luogo, senza apparente ragione. Quindi, next to come: Helvetia e Sbrisolona, due golose sorelle d'una nutrita schiatta.
  22. In effetti la cosa più normale da pensare è che il marito di Kyouko non sia neppure il vero padre (biologico, genetico) di Asuka, ma solo il marito della madre e poi il tutore della figlia della moglie. Del resto, la sua amante è il medico che ha in cura Kyouko quando lei impazzisce, e quindi direi che è proprio tutto 'intra Nerv'. ^^
  23. Che Kyouko fosse interna alla divisione tedesca della Nerv, come 'proponente e vittima' dell'esperimento di contatto col Nigouki, viene però detto chiaramente. E' secondo me evidente come la nascita di Asuka sia un qualcosa del tutto orchestrato in seno al progetto E. Come del resto ci viene più chiaramente esplicitato da Sadamoto.
  24. Per stringere il discorso, la bob-menata era per dire che uno scherzo scemo (goliardico apprezzamento del vandalismo), con faccine e tutto, resta quello che è a prescindere dal suo estensore. :-)
  25. Quello che scrivi è puntuale e vero, e mi compiaccio della viva attenzione da te riservata alla visione dell'opera. :-) C'è da dire che Sadamoto ha esplicitamente inteso seguire il progetto originale di Eva, soprattutto nelle prime parti, laddove il progetto era più definito. Nel fare questo, ha inteso anche dettagliare cose che erano rimaste poco chiare nelle sceneggiature degli episodi televisivi, dalla sistemazione di Shinji prima della richiamata paterna alle origini di PenPen. Se ci pensi, queste erano cose che nella serie restavano tra l'accennato e il taciuto. Credo sia lo stesso per Asuka: l'uomo che citi non viene mai chiamato papà dalla bimba. E' evidente l'assenza di rapporto genitoriale reale. Benché la questione nella serie non sia dettagliata, la sensazione è molto quella di padre biologico, donatore del seme, tutore legale, piuttosto che di un papà di una bimba.
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