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Shito

Pchan User
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  1. Sono >>>io<<< che non posso giudicare quello che non ho saggiato in prima persona. Io dei lavori di Giorgio Bassanelli non sono andato a verificare nulla [che quelle due frasi, dietro richiesta esplcita e cortese]. Ho visto come lavora in sala, perché mentre doppiavo Hotaru lui era su Berserk. E lavorava dire 'bene' - ma è ancora una impressione superficiale, passavo di lì di striscio. Ovviamente questo non c'entra con l'adattamento, che viene prima. E non c'entra sulla bontà della traduzione, che viene ancora prima. Hai ragione quando dici che in 15 anni le cose sono cambiate, e forse ora si potrebbe pensare di fare quello che si provò a fare ai tempi di Dynamic. Ma mi sembra che, dal lato della 'committenza', ce ne sia ancora minore volontà, capacità, interesse. Il mercato è del resto ancora più striminzito. Posso dirti che il copione [la prova] scritto da un mio amico/collega che ha studiato giapponese e secondo me ha molto talento per tutte queste cose, con cui ho collaborato a lungo, è stato 'rifiutato' credo per motivi di synch, tecnici. Ma anche queste cose sono difficili da giudicare, perché sono sicuro che io per primo, che ho scritto e diretto ormai quanti? Una quindicina di film? Sottoposto alla medesima 'prova di conformità' sarei stato analogamente bocciato. Nel mondo 'normale' (norma = concetto statistico) dell'intrattenimento tutto il nostro 'giardino' (l'animazione giapponese fatta per gli appassionati) è visto come stranezza. Ed è una cosa sensata che sia così. Perché le persone 'normali', dagli operatori di settore, ai capi edizione, ai clienti, ritengono che sia DOVEROSO coprire un labiale muto, per dire. A me e te pare eresia? Per loro siamo scemi noi, siamo "tutti strani". Per 'La gente normale" è OVVIO che se un marcantonio come Goku parla con la vocetta ovviamente in italiano non si può mica fare, sono giapponesi, sono scemi, chi se ne frega. Questo è il mondo, dico il mondo della localizzazione in Italia. E non sono i doppiatori cattivi e mafiosi. Se consegni un episodio dioppiato a una TV con un labiale muto, TE LO RIFIUTANO, in genere. Se gli spieghi che è così perché così è inteso in originale, NON GLI IMPORTA. Ti prendono solo per scemo. Credo sia il sentire comune. Oh, Elio Vittorini traduceva libri dall'inglese. E non conosceva UNA PAROLA di inglese. PS: Anche io preferirei Garion sopra a tanti adattatori. Apposta dicevo che gli avrei voluto insegnare ad adattare. Anche io preferisco Valerio sopra a tanti adattori. Non avrei nulla da insegnargli, per di più!
  2. Shito

    Addio a Rowdy Roddy Piper

    Se non erro in ITA divenne tipo "Sapete, mi avete proprio strarotto i coglioni!", tipo.
  3. Non mi garantisce nulla, detto così. Le volte che abbiamo provato a collaborare - e sono state poche - l'ho corretto in diverse parti, c'erano errori, talvolta per me impensabili. Non che io stesso non commetta errori. Sono certo della passione di Garion. Sono certo della sua competenza generale sulla materia. Ma non è che il suo nome sia faranzia assoluta di correttezza su tutto. Inoltre, Garion non scrive dei copioni. Avevo anche pensato di insegnarglielo, ma non c'è mai stato modo/occasione. Scrivere un copione significa scrivere delle battute che vadano a synch, altrimenti il turno di doppiaggio non va avanti. Oh, ancora - NON STO difendendo questo ambiente, ti sto solo spiegando com'è, e perché. Il che NON significa che io condivida nulla di tutto ciò. Dai, fa quasi ridere (in senso buono, di simpatia) che mi "spiegi" queste cose. ^^; Del resto, torno a ripetere, provammo quasi vent'anni fa a formare del personale migliore di quello che, a nostro giudizio, c'era sulla piazza. Ma non funzionò, se non in piccola parte. E ancora, ti leggo (seppu velocemente). Ricrdo il tuo esempio sulla piccola azienda che recluta personale. Ma vedi, lo scrivere un copiond è una cosa che non ha un modo di insegnamento, non ci sono titoli in merito, non c'è un cursus, niente. E' una cosa piccola e particolare -per questo continuo a dire artigiana- che non sai dove poter trovare che anche solo sappia di cosa si tratti. Le figure del doppiaggio sono tutte così, sono in qualche modo specializzate sui modi produttivi di un settore piccolo e isolato. Infatti il 'traduttore' non è annoverato tra le figure di doppiaggio. Per quello, certo, i titoli ci sono. Ma il 'traduttore' lo contatta, contratta e paga privatamente l'adattatore. Se viole, se ne ha bisogno. Oppure inventa tutto. Fa lo stesso. L'importante è che alla fine il film 'parli in italano' e che a sentirlo sembri ok. Null'altro interessa ai clienti, o al pubblico. Salvo eccezioni. Di cui io, te e pochi altri siamo espressione. Il mondo in genere va come alla maggioranza della gente, sotto sotto, sta bene che vada. Non credi? In realtà a sentire Kobayashi erano un po' più di un paio di frasi. Ma in ogni caso e a maggior ragione, se erano solo un paio di frasi non dovrebbe essere ancora più facile correggerli anche solo via sub in edizioni future, come quella già annunciata? Per quanto ne so Berserk può essere inventato da capo a piedi, ma io conosco solo i due scambi che un utente qui mi presentò. Non so cosa pensi Yamato sul correggere le cose, in sub o come. So per certo che Dynit di correzioni ne ha fatte, cosa che mi sembra lodevole.
  4. Vero. Però due cose: 1) menefreghista ci si diventa per elaborare la rassegnazione e 2) quella frase non era rivolta al "mondo del doppiaggio", che è qualcosa che preesiste e prescinde dalla mia esperienza professionale, ma al ristretto settore dell'animazione doppiata per un pubblico di appassionati, che è un piccolo campetto dove avevo contribuito in prima persona pressoché dai suoi albori. Voglio dire, iniziai a 'rivedere i copioni' ancora ai tempi di Granata Press, prima ancora che si impostasse Dynamic Italia. Quindi verificare come in quel campo si sia persino 'tornati indietro' rispetto a quel pochissimo che si era ottenuto mi causa un po' di mestizia. Ovviamente quando dicevo 'concorso pubblico' era un'iperbole. :-/ Ma anche così, nella piccola impresa privata mi sembra davvero fantasia quello che tu dici. Ovvero, situazione reale: un cliente offre a un'azienda una serie da doppiare, fai tot episodi. L'azienda ha tutti i suoi collaboratori già impegnati. Dove cerca un nuovo collaboratore per una consegna sicuramente già sotto torchio? Secondo te va davvero a vedere le generiche offerte di lavoro per vedere se per caso c'è qualche sconosciuto che conosce tutto il modo di lavoro di un settore piccolo e particolare, così, a caso? Mi sembra irrealistico. L'azienda chiederà a un collaboratore fidato se ha un collega a sua volta fidato. Non se ha un figlio o una sorella, dico. Del resto nel mondo del libero professionismo di questo genere esiste il subappalto. Nessuno rifiuta nessun lavoro, si prende tutto e si subappalta - in genere senza dirlo. Davvero mi pare che stiamo parlando uno di pere e l'altro di fagioli. Infatti tu parli di 'raccomandazioni', ma 'raccomandazioni' in italiano è una parola strana, perché include l'idea che sia una cosa indebita, immotivata. Ma "I reccomend this restaurant', per dire, non vorrebbe in sé significare che il ristorante è di un mio parente, quanto che ci ho mangiato e lo trovo valido. Sarebbe la normale logica dell'endorsement. Quindi no, il settore del doppiaggio non è completamente chiuso. Semplicemente, dato il modo in cui è fatto e dato quello che si fa, i canali di accesso sono tutti 'personali', nel senso di farsi conoscere come persona. Il punto è che tu non ti rendi conto che 'la qualità del lavoro' è una cosa la cui valutazione dipende dai canoni che ti poni. Prendiamo per esempio i 'grandi clienti' del doppiaggio. Ai 'grandi clienti', che so, Mediaset, NON IMPORTA NULLA che le cose siano doppiate dicendo quello che dicono in originale. Importa che 'tutti i movimenti labiali siano coperti', perché così nessuno potrà dire "oh! hanno saltato una battuta!", importa che ci siano delle voci belle e fascinose, importa che tutto sia chiaro e si capisca senza problemi e senza sforzo, cose così. Un analisi di merito sul testo non la fa nessuno. Non la fa il pubblico. Non la fanno i committenti. Non la fanno gli addetti ai lavori. ZERO. Il committente in genere non vede neppure la traduzione, non gliene importa NULLA. Ripeto: la semplice idea che un doppiaggio debba 'ricreare' un originale NON APPARTIENE all'Italia, agli italiani. Neppure nelle traduzioni dei libri, eh. Io confronti di merito ne ho fatti, qualcuno ne ho fatto. --- Quanto alla funzionalità del copione, si tratta più che altro degli aspetti tenici della recitazione del doppiaggio: le 'lunghezze recitative', le pause, i tempi. Il mito è quello, ma lo ricordi un po' male: uno riesce a uscire e vede la luce fuori, vede il mondo reale - dopo che i suoi occhi avvezzi al buio riescono ad abituarsi alla luce. Poi torna nella caverna per avvertire gli altri che il mondo vero è fuori, ma gli altri non lo vogliono sentire, e alla fine LO UCCIDONO, restando a guardare le loro belle ombre proiettate sul fondo della caverna. L'uomo è sempre stato così, Fencer. L'uomo preferisce una bugia a cui è abituato che la fatica di rimettere in discussione il suo sistema. Anzi, alla bugia ci si affeziona persino, ci si attacca, e guai a toccargliela. Che sia l'Aliante Slittante, Lady Isabel, le sigle ritardate, C1P8, quello che vuoi. L'amore per la verità, per il vero, è una cosa faticosa che l'uomo rifugge quanto più. Fin dai tempi di Plato, sì. Sicuramente fare uno studio di doppiaggio ha costi elevati. Come ti dicevo, è un settore in cui il rischio di impresa è tutto a carico della 'società di doppiaggio' (che può essere anche un soggetto ancora diverso dallo 'studio'). Un copione per il doppiaggio non è una traduzione: è un testo tecnico che serve per uno scopo preciso, e consta di un certo numero di fattori tecnici. Formare delle persone scelte per 'competenza di settore' è quello che cercammo di fare ai tempi di Dynamic, e già fu un mezzo fallimento. Ad Libitum, per esempio, era una struttura fondata da una persona a cui io in prima persona 'insegnai a scrivere un copione', ovvero Gianluca Aicardi, credo. Ma anche loro secondo me non avevano capito cosa si trattasse di fare. Ai tempi mi fecero rivedere un bel po' di copioni scritti da loro affiliati (ovvero: la società credo dovesse ancora nascere) e credo fossero grandemente sbagliati. Capisco l'idea che hai di: mi rendo conto se nel giapponese dicono AAAAH! e nel doppiato ita dicono: GUALTIEROOOOH! - certo, ma cose simili sono proprio i picchi dell'iceberg. Non perché i sottotitoli divergono dal doppiato allora significa che i sottotitoli sono corretti. Quando iniziai a fare Eva, e fu un punto di svolta nel mio capacitarmi delle cose, essenzialmente i copioni che inizialmente 'dovevo correggere' erano tutti sbagliati e un po' inventati, e le traduzioni erano tutte sbagliare. In genere i 'sottotitoli fedeli' sono basi sulla traduzione, che in adattamento sarà stata più o meno stravolta, ma anche che la traduzione fosse corretta è una cosa che non verifica nessuno. Quindi è solo fare un 'passo indietro' nella catena dei rischi di mistificazione, non è una garanzia di niente. Non sono i termini, non sono i nomi. Quelle cose non ci vuole niente a farle 'corrette'. Sono i discorsi, sono le parti discorsive. E' il corpo dell'iceberg. Chiedo: come mai sei così convinto che i testi di Gurren Lagann siano fedeli? Io so solo che tutte le volte, dico TUTTE le volte, che ho provato a vedere una cosa doppiata in italiano a confronto con l'originale, era piena di fraintendimenti ed errori. Non è che lo faccia ogni volta, eh! E' un processo lungo, è come ri-lavorare la cosa daccapo. Infatti non lo fa nessuno. Né dal pubblico, né dalla committenza. Per entrambi, è semplicemente "a fiducia". Credi che per te non sia così perché se non ci sono dettagli, ripeto dettagli (nell'ottica del testo) che ti fanno alzare un sopracciglio allora ti fidi pensando di avere un po' controllato, ma no: è sempre fiducia. Del resto questo è quello che si può fare. Prendiamo, per esempio, Mononoke HIme - DEVO parlare di cose che conosco *nel dettaglio*, sennò non sarei diverso da quello che affrescavo. Un certo tipo di pubblico pensa di sapere che "avevano stravolto i dialoghi" perché ha capito che "whoa! avevano cambiato il finale! la battua finale!", ma la realtà dei fatti è che il 95% dei dialoghi era completamente cambiata, più o meno a caso. Nel caso di Sen & Chihiro, la gente crede che il testo del 'vecchio doppiaggio' fosse quello che dicevano i personaggi, ma no, era tutto cambiato. E nessuno controlla. Se lo facesse, si renderebbe conto che dove Chihiro dice 'no' prima diceva 'sì' (davvero), ma anche questo è solo lo spuntare di un piccolo picco. Che Kamaji italiano parlava come se i Susuwatari fossero altro che fuliggine animata? Che tutte le caratterizzazioni dei personaggi erano state stravolte? Nulla sembra essere sensibile, e comunque a nessuno interessa cosa sia il film "in realtà". Quindi sa che Berserk non è un lavoro valido? Per la riedizione annunciata si sa se sistemerà almeno via sottotitoli la cosa? Credo che parlammo solo di un paio di frasi. Non so se questo comporti, per altre persone, l'idea che il lavoro non sia valido nel suo toto. EDIT: ma voi come diavolo fate con i quoting? Qui non funzionano assolutamente, anche a provare workaround c'è solo da impazzire.
  5. E' curioso come il divertissement il tempo dello svago nelle pausette di lavoro (ci sono quei lavori che ogni tanto è meglio se stacchi 5mins, o dopo un po' ti si intrecciano le righe e i timing) appaia ad altri come la bava alla bocca. Da me i pastai non accettano commissioni con prodotti portati dal cliente. XD Comunque, in un ambito totalmente privato e pure ristretto io il concetto di 'raccomandazione' non lo capisco bene. Ovvero, se domani io ho bisogno di un collaboratore, che faccio? Un concorso pubblico? Beh, onestamente io chiedo a una persona di cui mi fidi se conosce qualcuno che sappia fare bene il lavoro che ho bisogno di far fare. Oppure, se domani il mio datore di lavoro mi offre un lavoro che io mi trovo a dover rifiutare (è capitato), per contro dico: però se serve penso di conoscere dei colleghi che potrebbero svolgerlo bene, sotto la mia garanzia. Anche perché dalle mie parti funziona che se presenti una persona ne sei indirettamente responsabile. Oh, forse voi vivete nel mondo bello e moderno dei curricula e di LinkedIN, ma io questo mondo l'ho sentito solo per racconto. Nel mio mondo, e questo include quando ho lavorato a Tokyo, è che ti chiamano per un lavoro perché sei quello che ha fatto un altro lavoro, o che ha lavorato con qualcuno che ha detto bene di te, che ti ha consigliato. Forse è anche una questione di dimensioni delle aziende, non so. Dalle cose mi chiedi mi rendo conto che è difficile 'visualizzare' certe situazioni senza averle viste. I copioni 'che vanno male' sono quelli che sono scritti in modo tale da rallentare la lavorazione. Che sono difficili da recitare. Che fanno 'sforare'. Il mondo del doppiaggio va tutto a preventivo. Sì, si quantifica a monte tutto il costo di una lavorazione, e si firma un preventivo. Se poi le cose vanno male, in genere ci rimette la società di doppiaggio. Spese non previste sono a suo carico. Quindi funziona così: la società di doppiaggio accetta un incarico e svolge tutto il lavoro, paga tutti e aspetta di ricevere il pagamento dal cliente. Aspetta e talvolta spera. ^^; Quindi è ovvio che la società di doppiaggio cerchi di tutelare la bontà dell'andamento dei lavori: non si vogliono intoppi. Per esempio, i miei copioni sono inutilizzabili se non in mano (direzione) mia. Siccome li scrivo molto sull'originale, molte frasi 'hanno senso' solo se lette in quel preciso modo in cui sono state pensate, e inoltre tutte le frasi sono 'lunghe o corte' perché sono già pensate per essere recitare con una data rapidità - quella dell'originale. Ma il doppiaggio standard italiano ha ritmi suoi, il che include modi di recitazione ben più declamati e didascalici, etc etc... quindi tutte le mie battute in mano a un altro direttore andrebbero malissimo. Ovvero, è successo anche questo. Anche gli attori stessi possono fare difficoltà sul testo. "Questo non lo dico, non si capisce", o cose simili. Capita soprattutto con i doppiatori affermati, più adulti. Mi è capitato. In genere resto serafico e spiego perché no, anche se c'è una 'ripetizione che è proprio brutta' no, bisogna proprio tenerla. O anche se "così è recitato così veloce che non si capisce" no, va recitato così. In genere credo di 'prenderli per stanchezza'... ^^; Sulle domande dirette: Sicuramente ho cercato di capire come funzionava l'ambiente. Voglio dire, per netiquette uno dovrebbe lurkare, capire l'ambiente e poi parlare. Credo sia così anche nel mondo, quando ti introduci in un ambiente che ti preesiste. Però io sono entrato proprio con lo scopo di fare le cose in un altro modo. Quindi sì, mi sono scontrato anche con un certo ostracismo, anche poco velato. Sono andato avanti. Voglio dire, un po' ormai lo saprete pure voi che tipo di mentalità ho... ^^; Direi di sì. Per esempio, quando doppiai la prima volta Kiki con BV, usammo le colonne sonore americane. Con tutto che avevo una vertebra fratturata e avevo rifiutato (firmando) l'ingessatura, mi venne da mollare tutto. Poi pensai: "no, lo farò, perché sento che poi lo rifarò ancora una volta, e quella volta sarà tutto giusto". Ma fu un compromesso che mi costò molto. Ovviamente anche quando un film su cui ho lavorato esce con un titolo diverso da quello corretto ci sto male e penso sia un compromesso, e mi sforzo di accettarlo - per determinate ragioni. Ma sono certo che a pensarci mi verrebbe in mente altro. Chiunque, certo. Non penso. Per lavorare come faccio io devi avere una strana competenza e una strana visione delle cose. Non ho mai trovato nessuno, nel mio ambiente, che condividesse queste cose. Dico mai un singolo. Figurarsi uno studio. La parte più difficile sta nella traduzione e nell'adattamento. Perché su quelle cose si va proprio alla cieca, come dicevo. AMMESSO che si potesse avere quindi un copione davvero buono (= fedele e scritto bene per la recitazione), si potrebbe trovare un direttore che lo facesse interpretare bene. Ma sono tutte cose davvero difficili, e ancor più difficili da mettere in fila. Certo, ci sono cose più difficili di altre. Ma voglio dire, se non erro Fabrizio Mazzotta in 'Kami to Kami' ha fatto recitare Kuririn, con moglie e figlia, a Leonardo Caneva, age 18. Se ho ben capito, Fabrizio ha pensato che poiché il personaggio 'aveva ancora i capelli' fosse in versione più giovane. E Fabrizio ha fatto tutti i film di Dragon Ball per Dynamic, eh. L'idea che l'originale sia un referente da seguire, torno a ripeterlo, non appartiene al nostro modo del doppiaggio. L'idea del nostro mondo del doppiaggio è che si debba confezionare un 'nuovo prodotto', il prodotto italiano, doppiato non solo in italiano, ma all'italiana. Non so, io non seguo questi prodotti. Sin quando li seguivo, per me Cowboy Bebop era risibile, per esempio. Credo venisse osannato. Dal pubblico. Per me era risibile. Era il tipico esempio di 'bel doppiaggio' all'italiana. E hai voglia a dire: scusa ma: WAKAMOTO NORIO doppiato da Roberto Chevalier? WTF? Sempre la stessa solfa. Poi facendo i sub viene fuori che, ehi! Anche i dialoghi non erano poi così precisi. Ehi! Come per Shin Getter! Non mi sono sorpreso. Stavano tutti pilotando alla cieca. Credo che anche il buon Garion avesse avuto a dirne qualcosa. O forse era in uno scambio epistolare nostro. Ma di base anche tu pensi che una cosa sia fedele finché non scoppia uno scandaletto, per qualsiasi motivo. Non hai altri strumenti di verifica. Io ne devo ancora vedere una. Scusa se non ti prendo sulla parola, ma il mio concetto di 'fedele' è che se traduci 'nozoku' con 'guardare' è game over. Non credo. Nel senso che ho imparato a non esprime commenti quando non esplicitamente richiesti. Forse se n'era parlato alla lontana. Credo che il problema fosse stato ascritto alla traduzione. Il che è ben credibile, ma non ho verificato. Non sono l'ispettore dei lavori altrui.
  6. No, no, non mi stavo affatto lamentando. Devi avermi frainteso lì. Ti stavo semplicemente affrescando una situazione perché ho pensato che potesse interessarti, e se non te la porta a conoscenza chi la conosce perché l'ha vissuta e la vive non potrai avere degli elementi reali. E non stavo giustificando nessuno, nessun lavoro altrui. In primis non sono io a doverlo fare - non conosco nel dettaglio le cose di cui si parla, indi non potrei esprimere un approfondito giudizio di merito. Stavo dicendo che: per quanto il suo modus operandi sia quasi agli antipodi da me, so per certo che la norma è ben peggiore. Ti dirò: ho ben presente come funziona nelle aziende di un certo tipo. Ho un fratellone (l'unico che ho) che ha lavorato prima in Sun Microsistem e poi in Microsoft come quadro. Ora lavora a Singapore per una firma di consulenza internazionale, credo si chiami 'Bain & Co.' o qualcosa di simile. Abbiamo spesso parlato del lavoro in Francia, in Italia e in oriente. Ho lavorato in Giappone, alla Square-Enix, era un progetto. Ho lavorato con alcuni enti 'pseudo pubblici' (Festiva del Cinema di Roma). E poi, beh, sono stato per lo più sempre nell'ambiente editoria e poi del doppiaggio, sì. Ma il punto è che anche se conosco come funzionano taluni ambienti, questo non significa che l'ambiente in questione funzioni come quelli. Non esistono curriculm. Non esistono TITOLI. E' un ambiente PURAMENTE artigianale. Esistono solo 'le persone'. Esiste solo proporsi, personalmente, come una persona alle persone. E poi c'è un andirivieni di figure professionali che sono entrare in contatto con l'ambiente per un verso, e poi vi entrano magari per un altro - questo è per esempio il mio caso. Credo che chiamare queste cose come 'cartello', o 'mafia' sia la visione idealistica e infantile del mondo di chi non coglie le differenze e crede che se il macellaio mette suo figlio a lavorare al banco, invece che fare un concorso nazionale, allora è un mafioso. E' ovvio che in Microsoft non va così. E' ovvio che nel ristretto mondo artigianale del doppiaggio vada in altro modo. Ti ricordi quando Ivo de Palma, postando qui, parlava di come per un doppiatore, per un professionista del settore, sia più importante il giudizio dei colleghi che quello del pubblico? ^^; Comunque, nella mia esperienza, per esempio l'ambiente accademico è molto peggio. Lì ci sono finti concorsi pubblici del tutto pilotati dalla logica clientelare, l'ho visto da vicino. Ma non serve il Gabibbo o qualche comico dalla forte inflessione regionale per scoprire ancora una volta il negro fumo e scandalizzarsi di nuovo dell'ovvio, come è in uso nel nostro paese. Nel mondo del doppiaggio il commissionario anticipa molti capitali al committente. Il rischio di impresa è alto. Di fatto, le figure professionali lavorano per il commissionario, che è un intermediario sulle cui spalle gravano molti rischi e molti dolori, da tutte le parti. Continuo a dire che la tua visione del mondo del lavoro è molto, molto lineare. Non dico che non sia sensata o veritiera. Dico che no è sempre così. Magari lo fosse! Continuo a dirti che ti sto solo spiegando molto tranquillamente come sono le cose, per permetterti di capire quello che pensavo ti interessasse. Se ho capito male, di prego di dirmelo. ^^; Certo. Sì, la l'adattatore lo paga la società di doppiaggio. E se i suoi copioni 'vanno male' (rallentano i turni) ci rimette la società di doppiaggio. Aspetta, provo a farti un esempio: domani vai da un pastificio di quelli 'pasta fresca', hai presente.P Porta le tue uova, la tua farina e il tuo ripieno. E dì: fatemi gli agnolotti con questi: PAGO IO. Vediamo se te li fanno. Non so perché io ti appaia frustrato. Invero, gli altri non lavorano male. Lavorano in un modo totalmente diverso dal mio, perché sono io a partire proprio da presupposti di base del tutto diversi da quelli 'normali'. E va benissimo così, per me. Nel senso: sono responsabile di quello che faccio, non di quello che fanno gli altri. Non è che gli altri debbano fare le cose come le intendo io, no? Piano piano mi sono inserito nell'ambiente, come tutti. Dapprima facevo 'revisione di copioni', perché come ti dicevo ai tempi di Dynamic volevamo dei doppiaggi almeno un minimo fedeli. Così ho imparato a 'fare il synch', dato che poi stavo in sala a seguire i turni. Questo è durato anni. Ovviamente nessuno mi ha voluto insegnare mai niente. ^^; E così, pian piano, credo di essermi più o meno ritagliano uno spazio di accettazione. Certo, dapprima c'è stato anche chi diceva "Io con quel ragazzino no ci lavoro!" -sic- e forse chissà, aveva pure ragione. Del resto gli attori sono tutti liberi professionisti, e nessuno è obbligato a lavorare con nessuno. Come tutto il mondo 'dello spettacolo', il rapporto tra clienti, intermediari e prestatori d'opera è abbastanza complesso. Del resto il mondo dello spettacolo non è l'IT. Il direttore è un prestatore d'opera. Decide nei limiti che la società di doppiaggio e il committente (entrambi) gli permettono. E anche questo non è altro che un'espressione del rapporto di forze tra parti di lavoro. A questo non ho mai pensato. Non so, suppongo che dipenda da quello che si è visto in vita. Per esempio, se vieni dall'impiego pubblico o dal mondo accademico, l'ambiente del doppiaggio sembra la meritocrazia assoluta, e in buona parte lo è: se un attore 'non funziona', non funziona. E non importa se sia il figlio anche di chi vuoi tu, alla lunga -ma neppure tanto lunga- non si affermerà. Al contrario, se un attore è bravo, è bravo. E funziona. Alla fine il doppiaggio è un lavoro di cottimo, e tutti vogliono completare il lavoro 'presto e bene'. Beh, io non stavo parlando squisitamente di Giorgio Bassanelli, parlavo più in generale della reltà produttiva di un ambiente, ma giustamente nessuno si danna l'anima. Io per ultimo me la danno. Io mi danno l'anima quando faccio un errore, e ne faccio, e allora metto in croce tutti i miei superiori per poterlo correggere. ^^; Capisco quello che dici. Se la tua esperienza di vita ti ha fatto vedere sempre e solo cose più lineari, capisco che possa sembrarti tutto molto pernicioso. Quanto al risultato, come dicevamo, si tratta di valutare sempre caso per caso. Interessante quello che diceva Kobayashi sui risultati del lavoro di Aldo Stella.
  7. Fencer: whinando? A me non importa niente. ^^; Io vivo nel mio cantuccio. Faccio le cose come ritengo giusto farle, se me lo permettono. Se no, non faccio niente. Either is good to me. Continui a non renderti conto che no, non è che puoi far scrivere un copione a chi ti fa i sub. In sala te lo rifiutano. "Non è un adattatore conosciuto." "Non mettiamo in sala un copione così." Ripeto: è una ambiente di lavoro, con le sue regole, i suoi usi, le sue convenzioni. Non è che siccome paghi tu allora ti sei comprato il mondo. Onestamente la tua visione delle cose mi sembra molto bianco/nero tipo maglia della Juventus, e mi pare molto semplicistica. Per far 'accettare' alle società di doppiaggio dei copioni scritti 'in house' a tempi di Dynamic ci volle un sacco in termini di tempo, di consolidamento di potere contrattuale, etc etc... tutte cose normali, *credo*. Poi non so. Tu pensi che si possa dire: "Ehi, pinco pallino mi fa dei sub per lo streaming che sono molto migliori come fedeltà dei copioni per il doppiaggio che mi passano arroma! Quindi faccio scrivere i copioni a pinco pallino!" Ma non è così. Non funziona così, semplicemente. Mi stranisce, perché sei una persona intelligente -ti stimo tale- ma adesso anche tu sei lì a fare il menù senza sapere come funziona la cucina del ristorante. Il che è tipico del fandom, ma non delle persone intelligenti/adulte/realistiche del fandom. Detto questo, oh, davvero non me ne frega niente. Ho smesso di dannarmi l'anima per le cose 'storte' (a mio giudiozio) che vedo intorno a me ai tempi dell'adolescenza. Quindi solo poco tempo fa, ok. -.- Ma davvero ho capito che pensare di poter "imporre il giusto, il logico, il sensato al proprio prossimo" è solo vanità giacobina. Ma di certo non sono riuscito, neppure adesso, a esprimere il mio pensiero sincero. Mi scuso per la mia cattiva comunicazione. :-/ Lasciatelo dire: sei tutto scemo. E con Valerio non è che non abbia avuto screzi, eh! Spesso causati da soggetti terzi, ma ok, è un'altra storia. Ma se solo mischi Valerio Manenti con Ivo De Palma sei tutto scemo. Chi sia meglio potrebbe anche dirsi un'opinione. L'obiettiva distanza, differenza tra i due è obiettiva.
  8. Roger, credo che tu proprio non riesca a 'sentire' (leggere) il mio nichilismo. E' *ovvio* che A ME piace diciamo SOLO quello che faccio io. Perché per me un livello di fedeltà di traduzione (indi: obiettiva) inferiore a quello non mi piace.E spesso sono deluso anche da quello che faccio io. Ma del resto, è ovvio: ho iniziato a fare quello che faccio perché, dopo un po', ci eravamo resi conto che volevamo una cosa "tutta diversa" da come si faceva, da come facevano tutti. Prima mi misero a correggere gli altri, sai? E' una posizione di schifo. Ti fai odiare ancora di più. E poi, alla fine, ho iniziato a fare le cose direttamente da me, come pensavo che fosse giusto/bello/corretto. Anche il synch, che so. Il doppiaggio italiano syncha con "attacco in ritardo e una sillaba fuori in coda", Io faccio il synch 'naturale': attacco preciso e ultima chiusura di bocca persino semivuota. Ed è il contrario della norma. E' meglio? Beh, PER ME sì, e ovvio. Faccio così perché ritengo sia giusto, e ho elementi logici alla base di questo giudizio, ma ancora devo trovare delle colleghe assistenti (addesse al synch, tra le altre cose) a cui non si rizzino i capelli. Una volta mi fecero addirittura firmare una 'dispensa di responsabilità', per questa cosa. Sul serio. Ma ho smesso da un sacco di anni di voler cambiare il mondo, o gli altri. Che ognuno sia quel che sia, faccia come fa, finché mi si permette di essere quello che sono. Oh, intendiamoci: Giorgio Bassanelli è tipo la mia nemesi. Lo conosco da tanti anni, e siamo sempre stati agli antipodi. Ma conosco abbastanza il mondo del lavoro in cui mi muovo per sapere che c'è di molto, molto peggio. Il che non vuol dire che a me piaccia il suo modo di lavorare. Infatti lavoro in tutt'altro modo, e chiaramente a me piace il mio, di modo (sarei bipolare, altrimenti). Non so perché tu ti irretisca tanto. La semplice verità è che il 'mondo del doppiaggio' è molto, molto autoreferenziale. E che no è vero che per 'imporsi' nel mondo del lavoro basta essere quello che paga. Non è così. Ci sono, in ogni mondo del lavoro, usi consolidati, reticenze, abitudini. O semplici diversità che fanno sì che quello che si chiede non si riesca ad ottenere, anche pagando. Non so che mondo del lavoro viviate voi, ma questo è quello che ho sempre visto. Cose come: "sono io che pago, fa' come dico io e sta zitto!" Mi sembrano piuttosto il mondo delle favole, o dei fumetti. Il mondo del lavoro è un mondo di rapporti di forza, di crediti e debiti di gratitudine, in mille modi. Non credete? Quindi: boh. Mi passarono una volta degli 'errori di traduzione' di Berserk per farmeli verificare. Un utente qui, dico, in PM. Li verificai. Erano errori. Ma tanto la gente chiama errori anche la correttezza più bruta (vedi Mononoke), e strilla, e tutti strillano, e alla fine QUALE DIRIGENTE PAGHERA' UN ALTRA PERSONA PER VERIFICARE UN LAVORO GIA' FATTO E GIA' PAGATO? Ancora: io non so di quake mondo voi parliate. Deve essere un sacco migliore di quello dove ho sempre vissuto io. :-(
  9. Roger: no, non ci intendiamo. Il 'doppiaggio' è una cosa che fai in un settore professionale che ha i suoi standard. La Polonia non c'entra, parliamo di Italia. Quindi che tu lo voglia o meno, il 'doppiaggio' viene fatto nel modo in cui 'si fa il doppiaggio'. Perché a farlo sono *quelle* persone. Non parlare a me do oggettività: ovvero fallo -ti prego- perché è balsamo per il mio cuore. E' solo che quelli non sono i canoni di chi fa quel mestiere. E no, non è che sono bravo, ripeto. E' che faccio proprio tutto secondo una logica *inversa* al doppiaggio italiano. Solo che la gente/pubblico non lo può sapere/capire. La gente è in buona fede. Crede che il doppiaggio traduca, che un film sia sempre lui. Non è così. Ai tempi di Dynamic, dietro mia influenza, si provò a "forzare" il modo di lavoro verso questi diversi canoni. Funzionava a stento, era una cosa costosa, e comunque nessuno lo fa più. Ripeto: il doppiaggio è doppiaggio. Lo fanno nel settore del doppiaggio, con persone di quel settore e di quella mentalità. Sono vent'anni che mi ci scontro, in diversi modi e da diverse posizioni. Stai proprio missando il punto, Alex. Non esiste "il doppiaggio degli anime", non è un mondo a parte. Esiste "cosa di volta in volta si è riuscito a fare nel doppiare questo o quello". Ai tempi di Dynamic un pochino si era ottenuto. Ora si è tornati indietro.
  10. Chi gli spiega che Lupin III è "terzo" in quando nipote di Arsene Lupin di Leblanc? ^^; Ma più che altro, cosa ha di "gentiluomo" Lupin III ? E' quello di Leblanc il 'ladro gentiluomo'. Dicevo appunto quello, che non avevano capito.
  11. Adattatore cinetelevisivo = "mondo del doppiaggio". Sub per streaming = altro ambiente professionale. Non dubito. Ma come dicevo prina, ci vorrebbe la capacità reale di valutare la competenza obiettiva delle cose, il valore delle traduzioni prima e degli adattamenti poi. Non c'è. Ho davvero un buon ricordo di Aldo Stella. Sicuramente non mi ha mai fatto discorsi, come invece me ne ha fatti una sua collega direttrice, tipo: "Ho aggiunto un narratore sul muto perché io sono una direttrice di doppiaggio e so quando è il caso di aggiungere sul muto" - sic. Non so quanto buone fossero le traduzioni del titolo che citi, per cominciare. Non so quanto buoni gli adattamenti derivati. Ma sì, come dicevo ho un buon ricordo professionale di Aldo Stella. Non so la situazione interna a Yamato, ma in genere funziona come dici non per 'cumpa' o che, ma perché per imporre un'idea devi avere l'autorevolezza, la COMPETENZA per farlo. Non c'è. Ah, non dico il contrario. In effetti pensavo soprattutto al doppiaggio di Roma. Valerio è a tutt'ora un appassionato con un interesse e in genere una conoscenza dell'originale del tutto impensabile per il normale "mondo del doppiaggio". Nel quale non era un dio ma, esattamente come me, un outsider. I cartoni sono per bambini. Non contano un cazzo e ci si può sbizzarrire. Non fa una piega. Se non che per 'sapere dove sbaglia', dico sul singolo merito, devi saperlo davvero. E come fai se non sai la lingua? Non dico come personalità, eh. Ti ricordo che la media è: A bug's life -> Microminimondo e non sto citando uno dei casi peggiori, o più ridicoli. Intervista COL vampiro V PER vendetta Vogliamo davvero parlare di tutto ciò?
  12. scusa ma non capisco. visto che l'oggetto in questione sono le serie toei dei robottoni (in realtà solo la serie maziger z, gli episodi inediti), si può dire che si tratti di un adattamento discreto se non buono probabilmente sopra la media? La media del "doppiaggio italiano", non dello storico dei lavori di settore anime. ^^;
  13. E' stata un'intenzione reale che, dinanzi ai miei occhi, è iniziata con Dyamic ed è durata fino a Shin Vision. Il punto, secondo me, è che anche se le intenzione erano buone poi molto presto sono mancate le competenze *reali* per metterle in pratica. Sicuramente mi pare che al giorno d'oggi tutto questo sia quanto più 'nominale'. Onestamente, già dai tempi di Dynamic io mi ero sempre più ritirato in un guscio. Ai tempi di Shin Vision ancor più. Ero giovane e anche un o' ingenuo. Mi fecero fare dei 'corsi interni di adattamento' per tentare di formare degli adattatori 'come me', ma era impossile. Ora che ho fatto il docente professionale nel settore lo so. Le persone pensano di voler fare mestieri come il traduttore perché sembrano creativi e divertenti. E' tutto il contrario. La tecnica per "mettere a synch" è nulla, si insega in dieci minuti: il punto è la mentalità di dedizione a un originale. Le persone venivano proprio con l'idea di: "leggo la traduzione [che non sono in grado di criticare], capisco quello che capisco e poi lo riscrivo con parole mie, come più mi piace, aggiungendo o togliendo pezzi a gusto". E questi erano gli appassionati, eh! Per contro, io andavo avanti a sviluppare una sempre maggiore comprensione dell'originake, e volevo mettere in italiano quello e solo quello. Quindi mi rinchiusi nel mio buco, sempre di più. La realtà è che la frase finale di Finding Nemo è "Be safe!", e in italiano è "Ciao, figlio!". Questa è la nostra idea di traduzione e adattamento. La realtà è che, in questo ambiente reale, Giorgio è probabilmente un discreto adattatore. se non buono. Probabilmente sopra la media, sapete? Lasciate perdere me. Io non sono migliore. E' che io faccio proprio UN ALTRO lavoro, quello che gli ingenui CREDONO che sia la norma. E il fatto è che sono l'unico. Esatto. Quindi peggio dei tempi di Dynamic, sì.
  14. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Ti sbagli, sai? La Hidaka, dato che il suo personaggio strilla e 'spinge' la caratterizzazione, regge. E' Oneesama che non si può sentire. E' vecchia. Parla come la madre di Noriko, in timbrica E in intonazioni, soprattutto. A partire dal "gattaishimashou!" è tutta fuori, e continua ad esserlo peggio.
  15. Ma tanto in questa nuova serie Lupin si occupa dei problemi del calcio italiano. E di zombie.
  16. E' assolutamente come dici. Ricordo bene gli sforzi che facemmo, e non sto dicendo solo io, ai tempi. Per cercare di fare un salto qualitativo verso un livello di aderenza all'originale. Il primo step fu: attenzione, c'è un problema. Gli adattatori inventano tutto, non seguno la traduzione. Il livello era questo: Traduzione: Li stiamo sbaragliando! Colpiamo insieme? Adattamento: Mi sta venendo fame! Vorrei una bistecca al sangue. E' un esempio vero, reale. Viene da un episodio di SFIIVIctory. Quindi la prima cosa che venne 'istituita' in Dynamic Italia era la figura del 'revisore dei dialoghi'. Ovvero un interno che prendeva gli adattamenti, prendeva le traduzioni, e 'rimetteva' il testo degli adattamenti sulle traduzioni. Almeno. Ovviamente però, come dicevo si era tutti alla cieca. Ed è per questo che io ho iniziato a imparare il giapponese, eh. Come ogni cosa che ho imparato: a fare gli adattamenti, a dirigere il doppiaggio, a fare la sincronizzazione, a fare i sottotitoli, tutto. E' semplicemente perché "qualcosa non mi tornava", dapprima. ^^; Ma la verità è che credo si sia persino fatto un passo indietro. Ovvero, già in Dynamic ero solo io che dopo un po' iniziavo a poter andare oltre a "controlla con la traduzione". Ma ora credo che neppure più quello si faccia, in genere. Se da un lato il canone dell'adattamento del doppiaggio è forse migliorato un po', un pochino, il livello di controllo interno alle aziende di settore si è piuttosto abbassato.
  17. Info di servizio: ieri notte ho notato che sul sito di Lucky Red sono disponibili un paio di clip di "Quando c'era Marnie" (intendo quindi doppiate in italiano).
  18. O i liberi professionisti con consegne in scadenza. ^^ Chi gli spiega che Lupin III è "terzo" in quando nipote di Arsene Lupin di Leblanc? ^^;
  19. Proverò a essere chiaro, perché voglio essere onesto. Ai tempi di Dynamic, tutti pensavano che le traduzioni, gli adattamenti, i doppiaggi Dynamic fossero molto fedeli. Dico all'interno dell'azienda, eh. Ma: cattive notizie. Non era così. Ci si era provati a scollare da un livello di 'invenzione totale' dei dialoghi in fase di doppiaggio, l'intento era stato genuino. Ma il problema è sempre quello: se tanto non conosci il giapponese, se non lo capisci almeno un po', anche il tuo livello di controllo sta a zero. Sta a ZERO. Non puoi neppure renderti conto se la traduzione che ti hanno consegnato sia corretta o meno. Quindi, che ne sai? Non ne sai niente. Inoltre, se un adattatore non sa il giapponese, può solo fraintendere la traduzione. Figurarsi correggerla. Faccio degli esempi. Reali. Quando mi chiesero di rivedere tutto il primo volume di Kodomo no Omocha, la prima cosa che mi fece alzare le antenne fu che la protagonista Sana, svegliata da una 'martellata' (di gomma) della bislacca madre, in italiano diceva -in piccolo- "Ah, anche oggi mal di testa...", ma la sua espressione era piuttosto quella di sufficienza, non di dolore. Allora, vedo cosa dice in giapponese: "今日も頭がスゴイね". Sarebbe: "Anche oggi una testa pazzesca, eh?" Si sta riferendo alle assurde capigliature della madre. La traduttrice aveva tradotto, correttamente: "Anche oggi testa tremenda...", ed è giusto, perché "sugoi" vuol dire "tremendo" nel senso di "terrific" inglese, per intenderci. Ma ecco cosa succede. Altre volte capitano -con traduttori madrelingua- cose buffe come "Rovine del vecchio falò" - ma era "Rovine del vecchi faro" (Blitz Royale). Altre volte la traduzione è tutta sbagliata. Per esempio, quando ho rivisto per Panini il libro di Kiki (Majo no Takkyuubin) traduzione e adattamento continuavano a ripetere, nella descrizione delle scene 'Kiki mostra il sedere'. Ma tante, tante volte. Era: "cut oshiri ni", che signica: "in coda alla sequenza...", dato che "testa" e "coda" di qualcosa in giapponese sono "testa" e "sedere". E' sempre così. E' sempre così da quando, me lo ricordo bene, ancora di giapponese ne masticavo poco ma capivo che in Orange Road, quando Komatsu e Hatta non riconoscono Hikaru truccata da cretina e le dicono "anata ha tenkosei desu ne?" non stanno dicendo "Quanto sei carina", come il testo italiano proponeva. Ora, non voglio essere brutale ma: E' SEMPLICEMENTE TUTTO A QUESTO LIVELLO ^^; Non ci sono traduttori *davvero* capaci E scrupolosi E minuziosi. Anche con i migliori con cui collaboro ci sono sempre sviste, inezie ('nsomma), o cose da correggere. I migliori traduttori con cui ho lavorato sono Elisa e Giorgio Nardoni, ma non è che qualcosina non sfugga pure a loro. :-) Ma in genere non mi trovo a quel livello. Per esempio, per Yumekyou e Marnie ho collaborato con un nuovo traduttore. Che è assolutamente capace, nel senso che capisce il giapponese. Ed è una persona deliziosa E dedicata, davvero. Ma io non lo so, non so davvero perché se si sa il giapponese per bene (ed è il caso) e si fanno un sacco di ricerche, ovvero si è chiaramente volenterosi (ed è il caso), un "mo, nozokanaide yo, ecchi!" di una ragazza, che significa "Ma insomma, non sbirciare, pervertito!" diventi un "Ma insomma, non guardare, pervertito!". Perché la seconda cosa si può dire, in giapponese. Si dice "Mo, minaideyo, ecchi!". Miru e nozoku sono due verbi diversi, e sono rispettivamente "guardare" e "sbriciare" e qui finisce il discorso. Oppure, spesso si volatilizzano i 'kudasai', o pezzi del genere saltano. Sempre. A volte frasi vengono proprio fraintese. E sto parlando delle traduzioni migliori, eh. La sensazione è che esistono due tipi di traduttori: quelli che 'capiscono il senso', e quindi non riescono a fare altro che spiegarti quello, ma non è una traduzione, è una spiegazione con altre parole. E quelli che 'seguono le parole', ma si perdono il senso, o non si rendono conto di non averlo proprio colto. Per quanto mi riguarda, la traduzione è capire molto profondamente il senso, in quante più sue sfumature, e POI renderlo restando quanto più vicino in quanti più dettagli al modo in cui quel preciso senso è precisamente espresso nell'originale. Quindi essenzialmente il mio 'adattamento' è ben presto diventato una verifica/indagine/controllo di conformità e puntualità delle traduzioni stesse. Ma onestamente, non ho mai visto un mio collega che fosse meno che un pilota cieco e privo di mappa, ovvero manchevole di capacità di interpretazione di un testo la cui correttezza iniziale non è affatto in grado di verificare, o cogliere. Questo è quello che ho visto in vent'anni di lavoro in questo campo. E il risultato non può che essere quello che avete dinanzi agli occhi.
  20. Dopo il punto esclamativo l'ortografia italiana prevede la maiuscola, eh! ^^; Vai! Pedante Shitarello!
  21. Indagando su ricette rigorosamente scritte in greco, vedo che si usa anche un po' (poco, come la cipolla) di peperone verde tagliato sottile. Poi: l'origano sulla feta. Poi: la cipolla bianca o viola? Entrambe sono ammesse. Poi: olive sarebbero le kalamata. Poi: la versione isolana aggiunge anche dei capperi. :-)
  22. Stavo spiegando appunto a pesce che non poteva esservi dubbio proprio da un PDV linguistico.
  23. Credo che in italiano "mettere a fuoco" non significhi 'dare fuoco'. Esiste "mettere a ferro e fuoco", "mettere sul fuoco", "dare fuoco", "appiccare il fuoco a", ma "mettere a fuoco" mi sa di no.
  24. E' per questo che se vai nel topic di EtnaComics trovi una conferenza PUBBLICA con Ikeda Riyoko-sensei dove lei chiaramente racconta come Versailles no Bara sia nata come la biografia animata di Marie Antoinette, da quale suoi spunti emotivi, e come vedi è pubblico a cosa si riferisca 'lA rosA di Versailles'. Chiave: domande mirate, ottima interprete. Wow. Non cazzate per sentito dire: PAROLE IN PUBBLICO, FILMATE! Per la cronaca, l'intervista che citava Colpi (sì, non era una sua esclusiva, è pubblicata almeno su un libro giapponese) ha una domanda in cui, non già a discutere sul titolo dell'opera, ma ad allargare il discorso, le si chiede tipo: "Eh ma questa Rosa di Versailles... in effetti nel manga di personaggi femminili a Versailles se ne vedono molti..." e l'autrice, seguendo il ragionamento giocoso, dice quella cosa lì delle varie rose. Ma era una boutade. Il punto è sempre uno: la realtà è la realtà. Ovvero: Triela si chiama Triela. Gioseffo si chiama Gioseffo. E Versailles no Bara è scritto su ogni prodotto giapponese come "La Rose de Versailles", al singolare. Questa è la realtà. Se uno col ragionamento vuole *deformare* o *alterare* la realtà io dico che è pazzo. Come chi con l'ontologico vuole deformare la percezione dell'ontico. Non si può fare. Altro esempio: in Laputa -dico l'originale giapponese- ci sono due, non una, battute MUTE. Sono in campo, eh. Si vede un personaggio, manco sul fondale, che muove la bocca e non si sente fiato. E gli rispondo pure! Sul copione soprattutto, una di queste due era scritta eccome, ma... NON MI IMPORTA nel film completo, finito, quelle battute NON ci sono. NON MI IMPORTA perché non ci siano. Cancellate per sbaglio? Cancellate per intento registico? Una scommessa del cavolo? NON IMPORTA La realtà non cambia a seconda delle sue stesse ragioni. Le cose sono quelle che sono. Ovviamente quelle battute sono mute anche in italiano. E se Miyazaki in persona mi avesse chiesto di ripristinarle? Non l'avrei fatto. Non l'avrei fatto lo stesso. Perché io sto facendo l'edizione italiana DI UN FILM, per quello che quel film E', non per quello che l'ature avrebbe voluto. Miyazaki può fare una nuova edizione giapponese con quelle battute. E allora, facendo l'edizione italiana di quella nuova edizione giapponese, allora io parimenti le inserirei. Semplice, no?
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