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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Si vede che non hai mai visitato molti negozi di dojinshi e simili. Ci sono le commesse che fanno le vocine come negli anime. Irritantissimo Dicevo persone normali. ^^; Voglio dire: ti sei un po' contraddetto in termini: "Commesse che fanno le VOCINE COME NEGLI ANIME". Eh, ci sono anche le maid dei maid café, ma non credo facciano testo quanto a 'realismo relazionale'... ^^; Questo segna quasi un record! °_° Se vuoi ti passo in PM gli adattamenti. :-) Eboshi NON intende affatto "rispettare la natura come gli hanno fatto capire Ashitaka e San". Quella era l'invenzione della vecchia versione, cambiata nel contenuto. "Ricominceremo tutto d'accapo, e faremo di questo luogo un buon villaggio (PER GLI UOMINI)" Eboshi pensa giustamente ai suoi. San torna ai suoi (il bosco). E Ashitaka si mette coi suoi (gli umani). Capisci perché non si può vincere contro gli stupidi? Si illudono che possa cambiare qualcosa! Soprattutto, tu non hai capito il film, direi. XD -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Non darò seguito al deragliameno di onnipotenza onniscenza (banno bunka zio sam) dello zio, ma aggiungo solo un elemento di certo manca a lui, ma magari può interessare anche altri. In giapponese, il "doppiaggio dai cartoni animati" e "il doppiaggio/recitazione cinematografica, televisiva o quant'altro" sono e soprattutto erano due cose molto molto distinte. L'idea di base -dico ancora in Giapponese- è che per "i cartoni" devi "fare le vocette". Una cosa come il realismo, la credibilità, non è mai stata considerata. Al di là della caratterizzazone vocale estrema, fanno parte dell'idea di "doppiaggio dei cartoni animati": -la sovraenfaticità del parlato, ovvero le battute molto 'spinte' in qualche che sia la loro marca stilistica, da quella drammatica a quella ridicola -l'assenza di realismo di età del doppiatore sull'età vocale del personagio -i cliché recitativi, il macchiettismo ora, benché i cartoni animati giapponesi non siano più Atom e Uran, Kimba e Sapphire e Melmo, e benché si potrebbe pensare che simili cose siano superate, non è affatto così. Perché i cliché si sono rinnovati, ma ci sono sempre cliché 'spinti' e 'caricati' in modo del tutto irrealistico. Voglio dire: non è che ci siano ragazze giapponesi che parlino come Suzumiya Haruhi, Asahina Mikuru, o chi volete voi. Ovviamente, nel corso della storia degli anime, ci sono stati eccezioni e tentativi di controtendenza. Siccome, come diceva -o meglio traduceva- Garion proprio Miyasan e Pakusan hanno sempre 'tenuto gli occhi sulla cinematografia', è ovvio che proprio loro abbiano tentato di fare un altro tipo di recitazione, per i loro film. Soprattutto Pakusan, che è un appassionato di cinema neorealisa, ma anche di un sacco di altre cose, già con Hotaru no Haka ha messo attori praticamente 'ad età reale' sui suoi personaggi (la doppiatrice di Setsuko aveva otto anni!). In PoroPoro i doppiatori sono tutti attori di 'trendy drama'. IN Ponpoko attori di teatro rakugo. Ma la verità è che ben presto i film di Takahata non furono più neppure percepiti come 'anime'. MIyazaki l'ha seguito, ma con un po' di ritardo. Ovviamente, seguendolo pestava i piedi - nel senso che faceva gran chiasso per quello che l'altro faceva da sempre, stando zitto'. E' nota l'intervista di Miyasan ai tempi di Totoro, dove dice che il dopiaggio ìdei cartoni animati' gli fa schifo perché è finto, e tutte le ragazzine sembrano dire in ogni battuta "sono carina, nevvero?". In Totoro Miyasan ha sperimentato Shigesato Itoi (pubblicitario, producer poliedrico) sul personaggio del padre delle bimbe. Ma non è che Satsuki non fosse Hidaka Noriko, eh! ^^ Anche con Porco Rosso si ebbero voci 'poco da doppiaggio', tra cui l'indimenticabile Kato Tokiko su Gina - in primis. Su Kiki c'era piuttosto la faccenda del doppio ruolo, ma era cmq un doppiaggio anime. Proprio con Mononoke Hime, Miyazaki ha "rotto" col doppiaggio anime. Dalla protagonista, Ishida Yuriko (giovane attrice televisiva e cinematografica), alla voce di Eobshi, Tanaka Yuuko (atrrice di teatro apprezzata sui ruoli shakespeariani), alle voci di Moro e Okkoto (Miwa Akihiro, nota drag queen e intellettuale, e Morishige Hisaya, storico attore televisivo)... erano perlopiù tutti interpreti "fuori" dal "mondo dei cartoni". E da allora in Ghibli non si è tornati più indietro, ma lo 'scandalo' fu proprio con Chihiro, quando c'era la bambina protagonista doppiata da una ragazzina, e Haku doppiato da un ragazzino ancora più giovane. Ricordo che ai tempi molti fan giapponesi dissero che "era insentibile", etc. In effetti anche a me fece "molto strano" quando sentii per la prima volta Chihiro, nel 2001. Ma il sentiero era tracciato, e come si sarebbe visto sarebbe stato un sentiero sempre più seguito non solo dallo Studio Ghibli. Chiaramente, nel mondo anime, anche altri hanno avuto i loro tentativi. Per dire di Anno, mettere "la voce di SailorMoon" (vocetta demente) a doppiare Misato "con la sua voce" fu qualcosa che lasciò ai tempi molti fan (giapponesi) stupiti a dir poco. Non che tutto Eva fosse dppiato così. Oppure, Kawamori o meglio Akane Kazuki volle una liceale vera per Kanzaki Hitomi, fecero le audizioni nei licei e 'scoprirono' Sakamoto Maaya. E in fondo, anche MInmay, ai suoi tempi, era stata una bella sperimentazione. Di Tomino, nel merito, non so. Ma sono certo che in caso Garion saprebbe drici. Quindi, Sam: ogni cosa è fatta in un modo, e quello bisogna seguire. Se mi dici di doppiare DragonBall, io ti dico che lo devo fare 'uguale', quindi tutte vocette più o meno dementi, e spinte al limite del parossistico. Più nel concreto: seppur doppiati a distanza di mesi (in Italia), in Ponyo hai protagonisti bambini ad età reali, in Totoro no: indovina perché? Un localizzatore, adattatore, traduttore NON deve 'criticare' col suo gusto il prodotto su cui lavora. Lo deve capire, seguire e riprodurre quantopiù fedelmente. Poi, sedendosi in platea come chiunque del pubblico, potrà dire se gli piaccia o meno. Ma non conta niente. :-) -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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lol XD Tipo San che se la prende con Ashitaka per aver salvato Eboshi (ma quando?) inveche che per l'aver salvato LEI (San stessa)? Semplificazioni, eh! ah, dove parlano in dialetto o in modo popolare in giapponese, così fanno in italiano. Forse non l'ho scritto abbastanza volta che non cerco mai di sovraimporre uno stile: Se la sciaman dice 'Saa, komatta koto ni narimashita..." metto "le cose si sono inguaiate" - è in origine una battuta molto popolare. Se i mandriani dicono cose come 'doushitandee' o 'ikitottanka!' o "yanakotta!", uso fraseggio popolare - per rendere quello che è sin dialettale nell'originale. :-) -
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Tanto per smentirmi un po' (ma anche no) su quando dicevo altrove: Dario Moccia, che ho conosciuto recentementea Katagames, e di cui in tutta onestà non avevo mai sentito dire, ha fatto un commento su Mononoke Hime: https://www.youtube.com/watch?v=-pxsU-8EoSU secondo me qui ci sono onestà e un buon pacco di contenuti. Dico sul film - non parlo del passaggio in cui parla della faccenda "nuova animazione fedele". Dico proprio di quando parla del film in quanto tale, del suo stile, dei suoi contenuti, del suo impatto. Non bisogna mai dimenticare che una localizzazione italiana non è che strumentale alla comprensione di un'opera che esiste a prescindere dalle sue localizzazioni straniere - e mi pare che Dario su questo non si confonda proprio. Direi che Dario ha anche una proprietà di linguaggio secondo me molto valida (non ho capito solo in che senso il Dio Bestia è "fatiscente", o voleva essere "enfatiscenmte"? (?) ), anche la ricchezza dei vocaboli, e la parlantina sciolta, sono secondo me cose buone. Lo stile disimpegnato ed estemporaneo - di questo format Dario mi parlava a Catania - secondo me è parecchio buono, perché non è enfatico, ed è anche anti-protagonisatico. Non puoi atteggiarti mentre stai già guidando, e parlando sensatamente di un film. Quindi dico: I Like. XD Anche il messaggio del video secondo me è valido. Mononoke Hime come un film d'impatto e di significato. Direi che per un medium così divulgativo, è ben più buono! Invece che bischerate, battute e èparolacce sciolte: divulgazione di contenuti. Solo, devo parlare con Dario di Eboshi, maccome infantile? °_° Dario, non mi leggerai mai, ma dobbiamo parlare di Kshana, di Lady Macbeth, del climax della donna che ha già superato ogni limite, travalicato ogni freno... che è un po' il topos di Medea, già che noialtri siamo italiani. ^^ -
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Grazie di cuore, oh Aretino! :-) La mia felicità è che tu, come tutto il pubblico, abbiate potuto vedere Mononoke Hime e sentire Mononoke Hime (in italiano). Dio mio, giro il 'chapeau' ai bravi attori che mi hanno seguito nel seguire quanto più fedelmente l'originale. Abbiamo davvero cercato tutti di fare del nostro meglio! E ovviamente, un pensiero va anche a Lucky Red, che distribuisce e investe con serietà su Ghibli da ormai quanto? Mmmh, tipo otto anni? E con un lavoro continuo è arrivata a poter ridoppiare un film non solo vecchio, ma anche già uscito al cinema! Questo secondo me merita una lode. Ho visto troppe buone intenzioni, in questo settore, capitolare miseramente. -
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Forse è appunto più sensato dire che tratta (anche) di 'ecologia' che di 'ecologismo', mi sa. Direi che qui ci siamo, pensando a come Miyasan sottolinea l'impatto ambientale della fucina sul territorio (ci sono scene apposite che mostrano l'incanalamento delle acque, il raschiamento dei pendii, le carbonaie, etc). IN effetti, ha dichiarato di avere scelto l'epoca Muromachi proprio perché fu foriera di molti cambiamenti, tra cui quelli in simili modi di impatto ambientale umano. Però le parole si ammalano, nel senso che deragliano dal loro significato originale/etimologico... :-( -
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Credo che, come Laputa, sia del resto un film destinato a essere più "pesante" a casa che al cinema, perhcé in sala la fascinazione immersiva delle immagini stempera la pesantezza della narrazione. Per me, con Laputa, è stata una rivelazione! Non mi era mai capitato. -
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Osservazioni sul Cinematografo: La tipa in studio dice: è un film del 1999. No, è del 1997. Il tipo in studio dice 'Howl' come 'oul' inceve di 'aul'. Più onesti -e anche corretti- gli intervistati: grande la tipa che dice che rispetto ad altri film si segue meglio (infatti, dopo questo film Miyasan ha mandato del tutto a quel paese il meccanicismo narrativo - l'intervistata ha ben motivo di dirlo), che è più semplice da cpire, quando l'anziano critico poi dirà che è difficile/complesso. Forse è che sei vecchio tu? XD Ah, e il ragazzo pronuncia 'Howl' nel modo corretto. :-) L'osservazione sulla lunghezza del film è secondo me del tutto onesta. Il film è lungo e 'stancante': il ritmo altalenante, ora serrato, ora dilatato, lo rendono sicuramente sino pesante da seguire. Thou shalt repent! Sul serio, va' a vederlo al cinema. Per la prima volta. Non perché c'abbia messo mano io, ci mancherebbe. Perché [ora] è il film che è. E se lo merita, e te lo meriti. -
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@Lonelywolf Sicuramente non lo trovo 'ecologista' nel senso becero del termine, ovvero "boo boo la natura buona viene martoriata dagli umani cattivi". Di certo c'è un interesse per il rapporto tra uomo e natura, per l'evolversi di questo, una riflessione su come il benessere umano abbia un impatto sulla natura, e la cambi. Se questo è "ecologia" (e credo che nell'etimologia del temrine in effetti lo sarebbe), beh, allora è qualcosa di buono. La riflessione ela coscienza delle cose sono sempre buone. :-) Quanto a 'poetico', mmh... ci sono di certo momenti epici, solenni e altamente intesi. Nelle musiche, a tratto maestose, nell'apparato grafico e scenico, davvero d'impatto e 'ampio', nonché nei dialoghi, talvolta davvero incisivi. C'è violenza e crudezza. Poesia non so, non mi pare di aver rivenuto dialoghi in rima né nell'originale, né nell'italiano. ^^; Sì, lì hai i soli tre 'cattivi da buttare nel cesso e tirare lo sciaquone'. Li riconosci perché sono repressi e bruti con le fanciulline. E Miyasan non gliela passa. XD Tuttavia, mentre 'non avere un cattivo' certo non lascia perplessi in film come: Totoro, Kiki, Porco Rosso, etc... Mononoke Hime è cmq un film d'azione! La mancanza di un 'cattivo', o meglio di un ì'antagonista', si nota di più - credo-. E' proprio vero che Mononoke Hime è una rivisitazione di Nausicaa. L'equazione è quasi perfetta. Ashitaka = Nausicaa (calma) come Yupa (aka: Arren come Ged) San = Nausicaa (unleashed) (aka: Therru) Eboshi = Kshana Jiko = Clothowa Calcaterra = Addomesticatori di vermi Deidarabocchi = Soldato Titano -
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Mmmh, beh, come scrivevo commentando il bell'articolo di BadTaste, c'è il fatto che pur essendo un film di avventura, un film d'azione, non abbiamo la linearità di un buono e un cattivo. Chi conosce il cinema, e non sono io, a giusto titolo troverà esempi e referenti analoghi, ma di certo qui non abbiamo la semplicità di "principe buono: ammazza il drago cattivo e salva la principessa". Qui ci sono varie parti in gioco, ognuna con le sue istanze, e lo spettatore è messo accanto a Ashitaka nel giudicarle in maniera onesta (le famose "pupille non offuscate"). E non si arriva a una risoluzione. Dal punto di vista narrativo, tutto sommato una certa 'complessità' -in senso proprio- la si ragguaglia. Sam: sì, nelle parole del regista è un film dedicato "a chiunque abbia finito le scuole elementari" (ok, in Giappone finiscono un anno dopo che qui). Ma parlando di bambini propriamente, strettamente definiti, Miyasan disse "non è necessario che lo vedano" - sic. -
Ricorda di andare sulla retro tower a grattare i piedini di Billiken-sama! ^^ Io ce l'ho in casa (ok, è un peluche). Ho messo ai suoi piedi un porcospino di schiena (ok, è un altro peluche). Ma la simbologia resta.
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Così copia di una copia di una copia, che non è più una forma di espressione © Mamoru Oshii
topic ha risposto a Shito in una Garion-Oh nella sezione Anime & Manga
Però tutto quello che ha scritto è buon materiale. Ricordavo di Kafuin Nikochin, infatti, anche se lo spazio tra i sue prodotti (ShinSamu e Juubei Ninpouchou) è davvero breve. Quando a Kubikiri Basara, non avevo pensato a quel chara. In effetti potrebbe essere. Volendo, nell'ultima saga di KOF c'è anche la tipa che controlla la gente con i fili di seta [nome: Botan], ma non ricordo che aspetto avesse l'analoga in Juubei Ninpouchou) -
Così copia di una copia di una copia, che non è più una forma di espressione © Mamoru Oshii
topic ha risposto a Shito in una Garion-Oh nella sezione Anime & Manga
Ah, chiaramente non posso ipotecare l'onorario di terzi. ^^; Ma almeno nel campo della traduzione, potrei forse trovare altri volontari. Lo sai però che Samurai Shodown 2 & 3 devono almeno un paio di caffè a Kawajiri , vero ? Direi forse solo il secondo capitolo della saga, ovvero Shin Samurai Spirits - Haohmaru Jigokuhen, che era il più baraccone, giocattoloso. Ma forse neppure tanto, perché ShinSamu costruisce molto sul setting dell'originale, che era uscito prima di Jubei Ninpoucho. Voglio dire, che Gen'an sia ispirato a quel film, per esempio, è impossibile. Magari un po' Kafuin Nikochin, forse. O pensavi a Kibagami Genjuro? Forse mi è sfuggito qualche cosa di ispirato a Jubei Ninpouchou nel terzo episodio, ovvero Samurai Spiritsi Zankuro Musouken? -
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Io spero di riuscirci all'inizio della prossima settimana. Purtroppo da me non lo danno, e dovrò arrivare fino a Roma. Ma tanto, avrei davvero voluto comunque vederlo con la imouto - peccato solo per i miei genitori che non potranno vederlo al cinema. :-( Attendo con ansia i riscontri degli amici pchanners! Allo stato attuale, sia nella stampa di settore che tra i primi spettatori il film (o meglio, per quanto mi 'compete', la sua localizzazione italiana) stanno riscuotendo grande consenso e plauso. Si dirà che con la precedente versione a far da sapuracchio era un po' come rubare in chiesa... ma del resto, quanti anni abbiamo atteso per vedere lavata l'onta che fu? Quanti anni ho atteso per vedere al cinema, in santa pace, questo film? Ah, sì: 17. Meno qualche mese, per essere precisi. -
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Come provavo a spiegare, è entrambe le cose. E' un nome proprio, con un significato preciso e contestaulizzato, indi significativo. Ovviamente, tutti i nomi propri hanno in nuce un significato. Per esempuo, pare che Gualtiero, Walter, venga da "conduttore delle truppe". Tuttavia, alcuni nomi sono molto "denominativi" nel solo significato comune: l'esempio classico sono i nomi dei pellerossa Lacota ("Sioux"): Balla coi Lupi, tipo. E di mezzo, trovi tutta la gamma. Ovviamente, quanto hai a che fare con leggende e folklore, scegliere se favorire "il fatto che il nome è un nome proprio", o il fatto che "è un nome dal contenuto lessimico rilevante" è sempre difficile. Anche con i nomi degli animali è molto difficile. Un cane giapponese si chiama Shirokuro, perché è a macchie bianche e nere. Lo chiami Shirokuro, perché è un nome proprio, o traduci in Bianconero, perché significa quel che significa, e denomina in questo? E' un dilemma, in genere. Se c'è, al momento mi è ignota. ^^ -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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No, è che かぐや (Kaguya) è cmq un forte rimando a 輝 (splendere). La principessa nella storia è nota per la sua 'splendente' bellezza. Spesso anche nel racconto traduzionale 'principessa Kaguya' è reso come 'principessa splendente' (in inglese: Shining Princess). E' il tipico caso di nome proprio con un significato interno molto caratterizzante nei termini della storia. La cosa è altresì tipica delle storie folkloristiche classiche. Per esempio, nel nostro caso, l'anziano tagliatore di bambù si chiama 'Okina', ovvero... 'Anziano'. ^^; Piuttosto, mi spiace che sia scomparso "La storia della"... :-( -
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Direi che la vocalità di Francesco Pannofino -straordinario doppiatore- è molto lontana da quella di Kobayashi Kaoru e del Jiko-bou originale, quindi no, non ci sarebbe stato affatto bene. :-) -
Dubito che si possa dire lo stesso per gli altri, però! Intendi gli altri film di Kon Satoshi? Beh, ovviamente lavorerei su ciascuno di essi con pari impegno, pari devozione. Al mio solito 'minimo sindacale da contratto collettivo' + extra sempre gratis (è quello che faccio da sempre ^^ ) Il caso di Perfect Blue per me è speciale perché ritengo sia un film dal supremo significato. Ma il mio gradimento del prodotto su cui sono chiamato a lavorare NON inficia l'impegno che vi profondo. :-)
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Piaceva anche a te? A parte la colonna sonora notevole, un classico della letteratura è sempre un classico! Lo trovavo interessante. Penso ci fosse un grande stacco stilistico tra un primo e un secondo gruppo di episodi: produzioni diverse, iirc. Ma in cumune con i lupi busoni... "E piovve per tre giorni" (altra classe - scusate solo i versi/dub US/fake)
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I like rock'n'roll Garion. My 2 cents.
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Gh, fai te la traccia sub, io dell'italiano ne faccio anche a meno/me li ricompero in br senza pensarci mezzo secondo (Paprika no che lo ho già in BR e vabbè... era dovere all'epoca prenderlo...) Per Perfect Blue sarei pronto a lavorare gratis a un nuovo doppiaggio Idem. Ma in fondo trovavo ributtante tutto il catalogo Pioneer, mi sembravano cose plasticose fatte tanto per farle, per sfruttare un medium/mercato che al tempo "tirava". Nulla di significativo, né di bello. Facevano forse eccezione *un pochino* The Hakkenden e il primo film proprio di Tenchi Muyo! Kawajiri non l'ho mai retto in assoluto, invece.
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topic ha risposto a Shito in una Taro nella sezione Anime & Manga
Per la cronaca, Kobayashi Kaoru, il doppiatore originale del bonzo Jiko, aveva 46 anni ai tempi della sua performance sul personaggio. Il nostro Pino Insegno invece 54. Fa un po' tu, dunque, se il Jiko italiano può considerarsi "troppo giovane" vocalmente... ;-) Cmq non sono scimanzé, sono "oranghi" (e pure una razza particolare, cinese, nota in giapponese come 'shojo'). ^^ In realtà non si accavallano mai, salvo per due (due) battute che dicono proprio in coro. Ma sono molto effettati proprio come in originale. Solo, in giapponese è sempre più facile percepire i fonemi... :-/ -
Ovviamente pensare a una contestualizzazione del testo de L'elisir d'amore con l'intreccio di Von Vogler e soci è al tempo stesso facile ma pericoloso. Si potrebbe dire che, come nella romanza del Donizetti, anche Vogler patirà per il suo "amore", in questo caso per l'umanità. In effetti Vogler, nella storia, è veramente un martire di fatto e di nome. Ma chiaramente, è facile sconfinare in una sovrainterpretazione basata su una facile sincronia rinvenuta a posteriori. Quindi, direi semplicemente che "L'elisir d'amore" aveva un brano proprio struggente e drammatico come faceva comodo a Amano. ;-)
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Se consideri che poco dopo Osaka '70 ci fu appunto la prima crisi petrolifera, ovvero energetica... l'associazione non è così peregrina.
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Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Impossibile: tu apprezzi sinceramente (e direi correttamente) Eva! ^^