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Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
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Originariamente era proprio "mi sono reso conto che non abbiamo mai fatto un film per bambine di 11 anni" ^^ -
E Streethawk? Il MotoGP è di gran voga, oggidì. Pare.
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Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
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Ok, ma intendevo dire: se così fosse, non dovrebbero per analoga logica piacerti TUTTI i suoi film? XD -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Dopo la 'notizia' sull'uscita della nuova edizione di Mononoke Hime, ecco l'atrettanto centrata recensione di BadTaste, sempre a cura di Gabriele Niola: http://www.badtaste.it/recensioni/la-principessa-mononoke-la-recensione Qui concentrandosi giustamente sul contenuto reale e lo stile del film, e rimandando all'articolo precedente per la questione della 'riedizione', Gabriele ci fa davvero vedere come il 'succo' del film si renda ora ben sensibile a chi ha orecchie per intentendere, e occhi per vedere... tutto 'non offuscato'! :-) -
Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
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Beh, potrei sempre riscoprirmi in grande torto e cambiare idea a seguito delle tue osservazioni. Di base, quello che di cinema ne sa e ne capisce tra noi due sei tu, non certo io. Anche quanto osteggio fortemente il tuo pensiero, perché divergente dal mio, non è che non stia riconsiderando il mio. Anzi. Tipo quando parlavi di recensioni. Oppure quando hai scritto di fantascienza. O in altre occasioni. :-) Effettivamente hai ragione. Non posso negare che proprio lavorando ora su Sen to Chihiro, pian piano, se da un lato mi rendo conto di *quanto* il film sia piuttosto genuinamente 'per bimbe', dall'altro capisco come mai proprio questo film di Miyasan abbia raccolto grande approvazione a livello mondiale. In questo senso, è davvero molto interessante. Sarebbe interessante parlarne con te. Queste sono obiettive questioni relative al mercato in cui tu, onestamente, puoi solo erudirmi. :-) (PS: fare quoting preciso sul forum è sempre piacevole come sbattere la testa contro il muro - con la rincorsa. Quando la netiquette diventa endurance! Almeno da qui. ;_; ) ----- Ryoga: ma quello non vale per tutta la produzione di Miyasan tranne poche eccezioni? (Mononoke Hime) -
Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
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Sì, in effetti è come tu dici, giriamo sempre intorno a questo punto. Tuttavia, è un punto sempre molto interessante, sicuramente un punto focale. Ultimamente ne ho parlato molto anche con Alessandro Bencivenni, di cui sono diventato un po' amico, che è stato molto in contatto con molti registi e professionisti del settore cinema (lui principalmente è uno scenggiatore, ha lavorato molto nell'ambiente). Mi spiace che tu non abbia intenzione di riprendere il tema. Perché, anche riconoscendo che non è una cosa originariamente destinata a noi (italiani), anzi PROPRIO riconoscendo questo, ci si può comunque sforzare *da stranieri* di avvicinarsi a un diverso che ci interessa. Non è una cosa molto diversa che andare a visitare un paese staniero con la giusta umiltà: sei a casa d'altri, e devi sforzarti di capire il diverso, SE ti interessa. Se non ti interessa, resta pura a casa tua. Quello che tu chiami provincialismo, qui, non è che l'onesta umiltà della cognizione del sé e del non-sé. Il vero provicinalismo, al contrario, è credere egoticamente che tutto sia per tutti, ovvero anche "per me". Non è così. Non capisco bene cosa tu intenda per 'collocazione'. Chiramente un film esce al cinema e lo vede chi vuole. Tuttavia, resta nella pellicola l'intezione di chi quel film l'ha pensato, da zero, e l'ha creato. Non intendo dire che il film sia 'vietato ai maschietti' o 'vietato ai maggiori'. Intendo dire che senza voler capire qualcuno, non si può capire nessuno. Quindi, senza riconoscere a chi il regista stesse parlando, come si potrà capire cosa stesse dicendo? Infatti. Forse tu non riesci a immaginare che per qualcuno (me) delle cose che per te hanno un valore imprescindibile (dei premi cinematografici di sorta) non significhino nulla. Eppure è semplicemente così. Quando mi pongo dinanzi a un'opera, intendo l'opera come il mezzo di una ideale comunicazione intentata tra l'ideale autore dell'opera e l'ideale pubblico, ovvero me medesimo, in quel momento. Tutto il resto non conta. Non conta niente. Sono cose accessorrie, e anzi parassite. Io devo capire l'opera per quello che è, non per quello che terzi hanno inteso. Cosa me ne importa dei terzi? Tipo cosa? :-) -
Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
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Beh, il giorno in cui la parola di un autore sulla sua opera avrà meno significato delle idee di un gruppo di stranieri a cui quel film non era neppure rivolto, davvero il mondo sarà alla rovescia, no? Oh, wait... ^^; Cmq, sciocche statuette orate aside, Sen to Chihiro no Kamikakushi resta un film per bimbe di dieci-undici anni. In effetti solo questo conta, al di là di quando venga collocato e dove. Che lo veda il pubblico a cui l'autore stava "parlando". Mi viene in mente cosa disse Miyasan a Venezia su Ponyo: "E' normale che il film sia piaciuto a un festival, ma quello che i interessa è se piacerà ai bambini." Giustamente. -
Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
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Ah, certo, in quel senso. Beh, è comunque un film animato per bambine di 11 anni (Miyasan said) - tutto sommato la programmazione pomeridiana direi che non sia sballata. Ok, forse meglio anche il primo spettacolo serale, perché magari i genitori ci portano i figli... vedremo stavolta col re-run come lo tratteranno, anche se trattandosi di un 'evento per pochi giorni', dubito che la cosa fara testo. -
Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
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ah, dici? Io ai tempi ebbi la sensazione che "bene o male l'avevano distribuito sul serio" - voglio dire non come "Pincess Mononoke" (sic.) prima, o "Paprika" poi, per capirci. -
Non l'avevano annunciato? Forse era un fake di inet. Ma in effetti anche i remake cinematografici da serie TV vanno forte. Mi sorprende che non abbiano ancora riesumato Knight Rider, automobili e computer vanno forte (ah, la polisemia!) - specie con le voci femminili, che so, S.I.R.I. L'acronimo sarebbe senza dubbio più credibile di L.I.S.A. XD Cmq: "K.I.T.T., inject the turbo boost!" "I'm afraid I can't do that, Micheal" -tipodicosa. Sarebbe sempre meglio del remake di Robocop, no?
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Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
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Ma la cosa interessante è che per un dodicenne l'uscita cinema non c'entra: avevano tipo 1 (un) anno! ^^ Quasi tutti avevano visto da piccoli Howl, e poi recuperato Sen to Chihiro in home-video. :-) Il due più grandicelli del gruppo, che l'avevano visto al cinema da piccoli piccoli, mi dicevano di esserne stati inquietati. Eccicredo! -
Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"
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Il tempo galoppa e ieri abbiamo eseguito i provini per il ridoppiaggio di Sen to Chihiro no Kamikakushi. :-) Cosa buffa 1: tutti i provinanti (meno una) per i due protagonisti, età media forse 12 anni, alla visione delle immagini hanno avuto una gamma di reazioni che andava dal "ah, ma l'ho visto!" a "Ehi, ma è il mio film preferito!" -- Cosa buffa 2: più significativamente, tutti i provinanti per Haku, età media sempre intorno ai 12 anni, erano così sorpresi nel rendersi conto di essere stati convocati a provino su Haku. Chissà perché, eh? Poi sentivano l'originale giapponese e capivano al volo. ^^ -- Cosa buffa 3: Perché tutti i giovani interpreti sentiti sui protagonisti non avevano ALCUN problema a pronunciare le H aspirate sia in ChiHiro che in Haku? Misteri intergenerazionali! ---- Nota: ritengo Emiliano Coltorti uno dei migliori e più interessanti doppiatori del panorama del doppiaggio italiani. Non ho mai avuto modo di lavorare con lui, ma spero di poterlo fare presto - lo spero davvero e per precise ragioni! Tuttavia, che nel caso di Haku fosse stato distribuito su un personaggio con circa quindic'anni in meno di lui è anche un fatto obiettivo, di cui il buon Emiliano pure non ha alcuna responsabilità. -
Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Anche quello che dici è vero. L'unico momento più duro di Hii-sama è in un fuori campo: quando fa notare che "se non così [essendo stata martoriata], una bestia diverrebbe mai un dio maligno?" Miyazaki chiese espressamente un tono più arrabbiato per quel pezzettino. :-) Inoltre, è da notare che in generale le traduzioni anche più scrupolose del film contestualizzano il tutto al solo Nago, come dire: "se non così [essendo stata martoriata], quella bestia sarebbe mai diventata un dio maligno?" - ma no, il verbo a ben vedere è al presente, Hii-sama sta parlando in assoluto, come dire: se tu umano non vai a devastare la natura, la natura volgerebbe mai al male? Da cui la sua compartecipe, empatica rabbia. :-) -
Parlando di Eva e Ultraman... conosci 'Pulsion', dal gioco "Choukosenki Kikaioh", con il design di Kawamori?
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In realtà, credo che la fonte di ispirazione di Anno per gli Eva siano chiaramente i Kyoshinhei (soldati titani) di Nausicaaä su tutto. E quelli a loro volta sono i tipici 'giganti dementi' di M. - come in Shuna no Tabi, come in Mononoke Hime, come sempre nelle sue cose. Però è verissimo (e evidente) l'impatto che non solo la torre del sole, ma tutte le architetture 'futuribili' di Osaka'70 ebbero sull'immaginifico della generazione di Anno. Credo che l'apostolo 'ispirato' dalla Torre del Sole sia Sachiel, il terzo, ovvero il primo che compare in scena. Con la sua maschera da civetta (cfr il mio avatar). ^^
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Colgo occasione qui per esprimere il mio apprezzamento per lo staff di BadTaste. Naturalmente devo ringraziarli per l'attenzione rivolta verso il mio operato. Ma c'è qualcosa di molto, molto più importante e significativo: l'onesta comprensione non solo del mio operato, ma del film su cui opero. E' la seconda volta che noto questa grandissima qualità in una recensione di BadTaste. La prima, chi ha il masochismo di leggermi con attenzione forse lo ricorderà, era in merito alla loro recensione di Kaze Tachinu (Si Alza il Vento) a Venezia, sottotitolato sempre a cura del sottoscritto. In quel caso, fui così felice di vedere come i due recensori di BadTaste, e probabilmente solo loro, avessero PERFETTAMENTE colto l'atmosfera, il punto cruciale del film: piuttosto che sproloquiare su poesia del regista e blahblah, i due giustamente erano entusiasti perché notavano come tutti i giovani ingegneri ritratti nella pellicola, Horikoshi Jirou in testa, fossero "dei perfetti nerd". Ed è proprio così: in Kaze Tachinu, tutti i tecnicismi aeronautici, da me faticosamente rintracciati e scrupolosamente tradotti (ho consultato un paio di manuali universitari di ingegneri aeronavale - e poi i dizionari tecnici!) sono lì proprio a farci capire l'animo di questi giovani che si esaltano per dei profilati in duralluminio estruso. Vedere due recensori italiani così centrati sul punto del film mi ha riempito di gioia. Io sono un adattatore, anche il doppiaggio -in senso lato- altro non è che un adattamento linguistico, e così ho pensato: "il mio lavoro è stato utile, perché queste due persone, che volevano capire, hanno potuto capire": Il mio lavoro è dare la possibilità al pubblico italiano di capire i film stranieri su cui lavoro. A chi abbia voglia di capire, si intende. La volontà di capire è una questione personale. E non va data per scontata. Ma d'altro canto "dare la possibilità di capire" non significa: semplificare, spiegare. Chi intende così una traduzione, un adattamento, un doppiaggio, non si rende conto che proprio questa tendenza è distruttiva. Ciò che un doppiaggio "toglie" dall'originale, tipicamente nell'idea di "semplificarlo per il pubblico locale", è perso per tutti: per chi non l'avrebbe capito, e anche per chi avrebbe voluto capirlo. E quindi è terribile: non si possono sacrificare proprio i disposti alla comprensione sull'altare del crasso compiacimento dei meno volenterosi a quella. Citerò Eboshi, che non interrompe la sua missione per tornarne in aiuto delle donne della sua cittadella, sotto assalto dei samurai: "Alle donne è stata data tutta la preparazione possibile. A ciascuno sta proteggersi da sé." Allo stesso modo, io credo che una localizzazione non debba spiegare niente a nessuno, ma debba solo preservare fedelmente quanti più contenuti dell'originale in un suo adattamento linguistico. Chi vorrà capire, così, *avrà la possibilità* di farlo. Chi non vorrà capire, non avrebbe comunque voluto. E comunque non possono essere i volenterosi, ovvero i virtuosi, a fare le spese della pigrizia dei pigri, dei poco interessati. E meno che meno il film stesso, in quanto tale. Quindi, ancora molti applausi e ringraziamenti per lo staff di BadTaste: col vostro intendimento del film voi date senso ai miei sforzi, al mio lavoro. Grazie! Tra l'altro il caso di Mononoke Hime, e qui torniamo al caso di oggi, è di per se piuttosto complesso - nel senso proprio del termine: ci sono più fattori. Il vecchio doppiaggio italiano di Mononoke Hime, oltre a essere tutto sballato, e questo è dato obiettivo a chi conosca l'originale giapponese e la lingua giapponese, è anche una perfetta espressione dell'idea base del "doppiaggio italiano": venire incontro il gusto (presunto) del pubblico italiano. Compiacerlo. "Far piacere" agli italiani un film straniero avvicinandolo ai (presunti) gusti del nostro pubblico. Quindi, il pubblico incolpevole che fosse stato ingannato da una simile malevola mistificazione avrebbe facilmente potuto trovarla sinanco piacevole. Chi più di noi sa quanto la comoda piacevolezza di un errore compiacente possa appagare lo spettatore meno arguto, e come possa essere duro e faticoso scollarsi, emanciparsi da *nostalgico* ricordo di un errore pur conclamato, ma così ben sedimentato e cementato nella nostra memoria? Di girelle è pieno il mondo, e tutto il mondo è paese. Chi vedrà "con pupille non offuscate" Mononoke Hime in italiano col il suo nuovo doppiaggio potrà ben accorgersi della differenza che passa tra la semplicità di un doppiaggio all'italiano, "fatto per far piacere", e la difficoltà della ruvida verità di un film straniero - il che implicita l'idea che sia qualcosa di per noi strano, estraneo. A parte le innumerevoli alterazioni del testo, è proprio l'intendimento dei personaggi, nella loro presenza scenica, che è tutto diverso. Per esempio: il personaggio di Hii-sama (la somma Hii), ovvero l'anziana sciamana del villaggio emishi da cui Ashitaka. E' stata interpretata dalla signora Graziella Polesinanti in entrambi i doppiaggi: Graziella è un'attrice che ho felicemente confermato sul ruolo perché era perfetta, davvero la migliore che potesse interpretarlo. Nel 'vecchio doppiaggio italiano' la sentirete sempre greve e solenne. Perché è una sciamana, quindi c'è questa sovrastruttura apriorisitica - è una sciamana anziana e antica, deve parlare con grevità! Invece, nell'originale giapponese ha una voce molto amichevole, familiare. Dice cose senz'altro importanti, ma spesso parla come una nonnetta di quartiere, con quel sorriso. E' una cosa che, guardando il "dietro le quinte" giapponese del film (Mononoke Hime ga Koushite Umareta -> "Così è nato Mononoke Hime") lo stesso regista spiega chiaramente all'interprete originale: "è la sciamana di una piccola comunità, di un villaggio quasi familiare - ci deve essere questo affetto di una brava nonnina, anche gioviale, che conosce personalmente tutti". E in effetti la cosa si sente bene anche nel doppiaggio giapponese in quanto tale, figlio di quelle indicazioni di Miyazaki Hayao. E quindi, io ho cercato di replicare la stessa cosa nel ri-doppiaggio. E quindi, nel ri-doppiaggio la somma Hii spiega ad Ashitaka il suo destino, e lo fa con parole anche importanti, ma a tratti dice cosa da paesana ("le cose si sono inguaiate..."), e nella voce ha sia l'affetto di una brava nonnina, sia la grevità di colei che sa che "il destino non lo può cambiare nessuno". Io credo che questa "complessità" di un personaggio sia il suo spessore, e che insieme le "complessità" dei personaggi facciano lo spessore di un film. Per esempio, Mononoke Hime è indubitabilmente un film d'azione. E questo a molti farebbe subito pensare a qualcosa di avvincente, divertente. Invece, Mononoke Hime è un film serio, spesso greve, spesso lento. Molti sviluppi della trama sono appena accennati, poco spiegati, o lasciati deliberatamente nell'ombra dall'autore. E' un film d'azione che ha tempi spesso dilatati, ed è pesante. E' un film cupo e pesante. Si penserebbe che un film d'azione sia una galoppata di spettacolarità che trascina il pubblico verso un grandioso finale, ma Mononoke Hime è un film che si fa fatica a reggere fino alla fine - o almeno io. Chi conosce il cinema più di me potrà forse rivenire un certo stile da "historical drama" giapponese, forse a là Kurosawa Akira, ma non ho io la cultura di settore per dirne. Vedo però che abbiamo Ashitaka, che è l'ideale "buon selvaggio" che viene espulso da un ideale eden (il villaggio segreto degli emishi), dove l'uomo e la natura vivono in rispettosa armonia, ed è 'lanciato' nel mondo dei vivi, dove la gente sembra ammazzarsi senza un motivo, dove il caos sembra farla da padrone. E' il nostro mondo. Ma Ashitaka ha il compito di "discernere con pupille non offuscate", in senso lato - deve toccare con mano ogni realtà, le istanze di ciascuno, deve giudicare senza alcun pregiudizio, e poi decidere. E' quello che farà per tutto il film. Quando Ashitaka ripete ad Eboshi le precise parole della sua "missione personale", ovvero "discernere con pupille non offuscate", Eboshi esplode in una fragorosa risata. A parte il livello di retorica anticheggiante inteso in "discernere con pupille non offuscate", sembra proprio una cosa troppo ingenua, troppo pura, troppo retta per poter essere umana. Eboshi è in effetti il personaggio forse più "complesso" del film. Una donna che ha sofferto e patito tanto da essersi spinta oltre ogni limite umano, e lucidamente. La sua caparbietà ha questa radicale spregiudicatezza che ci fa capire l'inteso paragone con Lady Macbeth. Eboshi è l'umana che vuole il bene dei suoi, che anzi non disdegna di andare a caccia e uccidere un dio. Il rapporto tra Eboshi e Ashitaka è bellissimo. Quello tra Eboshi e San pure. Nonostante tutto, Eboshi ha in se della dolcezza, il rispetto per questi 'giovani poverini', anche se poi la sua violenza e il suo sprezzo spesso traboccano. Eboshi è davvero la perfezione del personaggio di Kshana, quando tristemente si rammarica di non aver avuto occasione di parlare con Nausicaä e muove guerra, dicendo "Peccato. Avrei voluto parlare per bene con quella ragazza almeno una molta. Ma d'altronde, è una strada cosparsa di sangue." Anche il bonzo Jiko è un personaggio complesso. Anche Moro è un personaggio complesso. E i loro rapporti con gli altri personaggi lo sono altrettanto. Sono complessità che vivono di sfumature, cenni che compongono un tutto sempre non facile da cogliere. Mi sono davvero sforzato di comprendere io stesso quanto più possibile, e -cosa ancora più difficile- di preservarlo nel corso di tutto il mio lavoro. Ancora ringrazio tutti coloro che darrano senso ai miei sforzi sforzandosi nella comprensione di qualcosa che, come ogni reale diversità, è realmente in grado di arricchire il nostro animo. -
E' una questione di karma, di balance, di cose. Chi troppo ha gioito in infanzia, dovrà soffrire nell'adultità. Esiste un bilanciamento universale. :-) Ritrovarci imbrigliati in merda infantile e demente dopo i trenta è chiaramente il nostro contrappasso, cari coevi. ^^ Quanto ai free-french-kisses: Boddicker disse.
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Shounen ahi! ?
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"Get laughing boy out of my station!" in ita era: porta questo *sacco di merda* fuori dal mio distretto! ed era il minore dei problemi. -.- "In a world... where potatoes rule the Earth... one carrot.. WILL RISE!" E a tal proposito: la Hologram di colore, iirc "Raja", credo fosse la quinta - che si univa alle originali 4 nel tipico allargamento cast da 2nd season starter. Per esempio, il quarto Centurion era un pellerossa con L'X-o-Frame trasparente, ma fortunatamente lo ricordiamo solo io e pochi altri sventurati. Crystal era sempre da sola con la scimmia. Volevo anche ricordarvi che tutte queste merdose recrudescenze sono il nostro meritato castigo per il perpetatro delitto di avere speso un'infanzia troppo leggera, lieta e consumisticamente appagante. Le orecchie d'asino del Paese dei Balocchi, laggate. Il colpo di coda degli Ottanta. Nel nostro teschio. Ah, e i film di supereroi che vi piacciono tanto (o poco) non sono nulla di diverso, btw. ;-)
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Post(s) e thread avvero molto interessanti. :-) Se non fossi così infognato nel lavoro vorrei tuffarmici. Credo ormai che intorno alla fantascienza, ovvero intorno alla sua ascesa e al suo declino, giri l'avvicendarsi tra modernità e post-modernità - sociologicamente parlando. E' una cosa che negli ultimi mesi ho tentato di approfondire più di un po'. Per ora, lasciatemi far saltare questa pulce nel piattino: Il "tradimento" del tema dell'Expo do Osaka'70, con un piede dell'uomo da poco sulla Luna (e qualche roccia lunare in esposizione), che f dato dalla susseguente crisi petrolifera mi pare davvero un punto notevole. o meglio un flesso. della curva che si va qui tracciando. Sull'umanità (natura umana) come vizio dell'umanità (comunità umana) concorderò sempre. Tutti i grandi errori umani della storia sono figli dello stesso umano vizio: sopravvalutarsi. D'altro canto, l'uomo è l'essere imperfetto che non può evitare di sognarsi perfetto [dio]. Ed è questo il suo più grande difetto, no?
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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)
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Miyazaki Hayao scriveva, nel proporre il progetto di Mononoke Hime: -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
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In ogni caso, "Chiechan ha meccha omoroi yan!" XD -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
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certo che con 'janriko' tradotto come 'mocciosa' si incomicia bene, eh... -.- (sarebbe "la discola", direi) -
Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
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Ripensandoci, do ragione a Taro. :-) Però non metterei il passato prossimo, che scolpisce il 'tempo dell'ipotesi' in modo troppo istantaneo. Forse meglio: "(proprio) quando pensavo che fosse un paradiso harem, era un inferno yandere". :-) -
Un po' è vero, un po' sei tu scrubbone, zio. GarouDen2 lo 1creditavo regolarmente a 15 anni. ^^; Ryuuko2 non mi è mai piaciuto, preferivo il primo, che 1creditato anch'esso (anche se con Mr. Karate era a volte del tutto a caso, ok). La logica di base è quella del kusogee, ovvero che cmq devi imparare dei pattern merdosi. Tuttavia, i veri kusogee non sono quelli. Sono roba come Sengoku Denshou. Ho visto (in filmato) che lo 1credita. Cose dell'altro mondo. Dipende dai gusti, sulla questione grafica. Se mi dici: "la versione SegaSat è programmata mediocremente", io ti rispondo: "sì, è fatto oggettivo/obiettivo". Se mi dici "la versione PSX è l'originale e tale resta", io ti rispondo: "sì, è fatto oggettivo/obiettivo". Se mi dici "quesgto è più bello di quello", io ti rispondo: dipende dai gusti. Come ho scritto, la versione SegaSat è a schermo pieno (l'originale PSX no), ha una palette cromatica più 'solida', non ha effetti poligonali-merda-trasparenti che odio. Graficamente, io personalmente preferisco la versione SegaSat, ma sono i miei gusti. :-) La fatina su PSX non sono sicuro che canti, anche se nel CD la traccia c'è. :-)