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Shito

Pchan User
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  1. Shito

    Studio half Eye

    Non sò se è Dio ma un suo degno rappresentate certamente; soprattutto il fatto che non ci siano parti mobili/rimuovibili/aggiuntive per la trasformazione (perfect change non a caso) è quello che chiamo dedizione/adorazione (in tal senso si, il Dagaioh è Dio perchè lo stò venerando da quando ho visto il filmato! Non sono degno...) La perfect change (kanzen henshin/henkei?) è proprio la caratteristica dichiarata e intesa dello Studio Half-Eye. ^^ ^^
  2. Io ho messo iOS7 all'uscita su un iPhone4-senza-S, il fanalino di coda della gamma dell'update, che c'era gente che diceva OMG DIVENTA INUTILIZZABILEHH1!!!!1!1, e non ho avuto problemi. NOn andava neppure più lento, forse solo un po' con certe applicazioni Inet, certi browser. Credo che il problema sia che simili dispositivi tecnologici vengono messi in mano a persone che non sono atte alla loro comprensione. Col che non intendo dire nulla della tua segretaria, parlavo di tutte le donne in generale -per esempio- con ovviamente le doute eccezioni che differenziano una seria regola o legge da un ottuso dogma. Ciò detto, che io sappia non c'è modo 'legit' di tornare indietro a un vecchio OS su un dispositivo iOS. Credo ci siano modi truschini o trusconi, ma non è il mio campo. In genere se compro un prodotto mi informo PRIMA sul suo comportamento, modo di utilizzo e dichiarata filosofia di prodotto, e poi, SE mi va tutto bene, allora lo compro. Hai mai provato a tagliarti le unghie con delle cesoie tranciapollo? Lascia stare che sono fatte per tagliare il pollo! Sono comunque forbici, no? E misurare un campo da calcio con un calibro a corsoio? E a lavare in lavatrice una camicetta che richiede "lavaggio solo a secco"? Che significa che NON posso lavare con acqua e sapone una camicetta che HO COMPRATO? Facciamo una class action!!!1!!! (nota: siccome sono un igenista patologico NON compro alcun capo che NON preveda lavaggio in acqua, infatti) XD Oh, se si vuol dire male di Apple lo si faccia sui punti davvero criticabili, che ce ne sono eccome. ^^
  3. iOS7.1 = iPhone 4 che sembra una iPhone4s a livello di performance. Grazie Jony. ;_;
  4. Gara, non scusarti con me, scusati con la povera Gally. :-( Oppure, in questo caso scusa, parlavi del nome del gatto nel sogno/VR?
  5. Shito

    Studio half Eye

    Ne avevo parlato qui sul forum con Garion, quando dicevamo delle nostre differenti visioni concettuali di 'modellino' e 'giocattolo'. Il Dangaioh di Half-Eye è dio. Forse il più bel modellino E giocattolo robotico di sempre, imho.
  6. "Alla fine, il nemico degli esseri umani è l'essere umano" (cit.)
  7. Shito

    Retrogaming

    Seiken Densetsu 3 è imho molto sopravvalutato, come del resto il suo predecessore. Al contrario, per restare nel genere, sempre sfavillanti sono Gaia Gensouki (Illusion of Gaia) e Tenchi Souzou (Terranigma) di ENIX. :-)
  8. E' la sindrome degli shounen tipici delle ultime decadi, scritti da autori giovani che si sentono in qualche modo "cani bastonati a prescindere", reietti senzafamiglia di una società violenta e cattiva, che rifiutano, ma al tempo stesso sono deboli e vorebbero 'spaccare tutto col loro ego', ma poi è solo ego. Se ci pensi, è una vague molto "emo", in un modo tipicamente giapponese (= shakaifuan, ansia sociale, somatizzata in moto feroce). In fondo, è così One Piece. E' così Naruto. E' così -gira che ti rigira- anche un Death None. Stronzi o paladini che siano, sono tutti poveri disgraziati che vogliono la loro rivalsona contro la società che è fatta "tutta di cattivi". Salvo ovviamente le rori, certo. Quelle, anche se con drammoni alle spalle, restano "le madonne", c'è poco da fare. Oh, quando stracciavano il vestito di dosso a Sonoko e lei gridava a Kano Asuka "noooo, non guardarmiii!" (voglio dire, mica "ti prego salvami la vita, no. "Non guardami". [minaideeee]) era qualcosa. In effetti poi si mordeva la lingua per suicidarsi per dissanguamento, se ben ricordo. Ci si poteva ancora credere - in quel livello di finzione - voglio dire, non è che le nudità di Juliette possano essere salienti per alcuno, ci vuole una Justine, ok. Ma anche quando Gohan *si arrabbia davvero* è qualcosa. Trovo che il picco massimo di emotività in DB sia quando Gohan vaporizza, infine, Cell - con lo spirito del padre alle spalle, e col senso di colpa dalla morte del padre nel cuore. Ma Gohan non ha drammoni. Neppure Goku li aveva. Né Videl. Ognuno ha il suo carattere messuno ha i drammoni, lì, tranne Vegeta, che ha i drammoni a causa del suo orgoglio. Ok, c'è un bilanciamento. SnK fa un po' l'effetto di quelli shoujo in cui il protagonista "bello e maledetto no tu ragazza normale e un po' tonta evitalo che è pericoloso" (presente il tipo?) ce le ha tutte. Tipo, è orfano. Abusato da piccolo. E aveva un gemello. Che magari gli è morto tra le braccia. Magari l'ha ucciso lui stesso. E poi magari allora la madre si è sucidiata. E lui è stato in coma. Ed è diabetico. E comunista. E juventino. Presente? Come dite? Soryo Fuyumi? Ma no, come vi viene in mente?
  9. Sicuramente questi elememto di trama sono gestiti bene, del resto anche la famosa chiave della cantina è stata introdotta da principio e ancora deve svelarsi. Tra i tanti, sicuramente questo manga non soffre della sindrome di Bastard!!
  10. Shito

    Retrogaming

    Kamigami no Triforce (La divina triforza), anche noto come "A Link to the Past", è originariamente un gioco per SuperFamicom/SuperNES, sì, e quella resta la versione dalle resa migliore. Sono certo sia stato poi pubblicato anche pe GameBoy Advace, una buona conversione. Non so se sia mai stato rilasciato per la Virtual Console del Wii - ma suppongo di sì. Yume wo Miru Shima (L'isola che sogna), anche noto come "Link's Awekening", è originariamente un gioco per GmeBoy (B/N). Venne poi convertito 'a colori' per il GameBoy Color, aggiungendo al titolo "DX". Credo che la versione originale, in bianco e nero, sia assolutamente superiore alla versione posticciamente colorata - del resto, è lo stesso per i film in B/N poi colorati a posteriori.
  11. Non so, dopo un po' dato che *tutti* hanno i traumi nel passato e *tutti* hanno i drammoni e *tutti* hanno le turbe, beh... diventa un polpettone iperdrammatico e patetico che induce assuefazione. Quante scene di "bamino/bambina inerme con la madre che viene sgozzata/uccisa/sbranata di fronte a lui/lei" ci sono? Non appena introducono Christa/Historia, sai istanteamente che anche a lei avranno sgozzato mammà dinanzi. Infatti.
  12. Shito

    Retrogaming

    Kevin, se hai modo e tempo e voglia, credo sinceramente che dovresti far provare a tuo figlio maggiore Kamigami no Triforce, ovvero "A Link to the Past". Non credo che potrai fargli giocare la versione originale (giapponese), ma non è che sia stato trattato troppo meglio di Star Wars in Italia. Basti dire che in originale il protagonista del gioco non è neppure chiamato "Link". ^^ Ma credo davvero che sia il gioco più bello nella ormai gonfia saga di "Zelda no Densetsu". Il suo seguito, ovvero "Yume wo Miru Shima" è un'altro capolavo. Già solo il titolo "L'isola che sogna", ti uccide. E quando scopri perché il gioco si chiamava così ri-muori. Credo che quella coppia di titoli rappresenti uno dei più alti picchi delle produzioni di Miyamoto Shigeru, e Nintendo as a whole.
  13. Credo di essere arrivato stasera al punto attuale. E' un manga parecchio ripetitivo che dopo un po' sembra una telenovella, puoi saltare pagine e capisci lo stesso la storia. C'è Mikasa che sembra GUNNM, poi la rori bionda che è ovviamente una principessa. Tutti i personaggi hanno sempre gli occhi OMG sgranati, si passa da scene di violenza più o meno gratuita (dopo la terza persona divorata diviene 'oh beh') a scene da "salvato all'ultimo minuto" - arrivano i nostri. In un modo o nell'altro, occhi estrusi per quanto sono sgranati, che è molto *yawn*. La cosa che mi interessava, da principio, è che i giganti sembrano delle caricature sociali di giapponesi. Tipo dei grossi dementi che popolano la società contemporanea, in realtà pronti s sbranarsi l'un l'altro per nessuna ragione. Speravo in una metafora interessante, ma poi è diventato lo shounen che mischia gli pseudoninja con Berserk con i megaborg/Ultramen, quindi molto *yawn* anche se fossi ancora il ragazzino che fui. Guyver, tutto sommato, era più intrigante. ^^; Almeno c'erano gli alieni invece del fantasy 'pulp' stile "ho visto Lord of the Rings, la trilogia cinematrografica. Soooo deeeeep.". :-/ Ognuno ha un passato terribile, tutti allucinati, tutti con lo sguardo da dissociati. Oh, che noia. Sembra Berserk senza la componente porno (anche se a volte i giganti sembrano darsi a orge tipo stupri di gruppo). Per la cronaca, anche Berserk mi ha sempre fatto schifo, l'ho sempre trovato molto sciatto. Non sono mai risciuto a leggerlo davvero. Ma ooooh so deep. C'è da dire che fino a l'altro ieri, quando un mio amico mi ha detto "è interessante" (peste lo incolga), pensavo che SHingeki no Kyojin fosse un manga/anime sul baseball. ^^
  14. Ancora per gli interessati, la terza parte del mio dialogo con Animeclick: http://www.animeclick.it/news/38334-ghibli-dal-vento-allaeroplano-allo-studio-parte-iii qui si spazia un po' su tutta l'opera del regista. :-)
  15. Shito

    The Amazing Spider-man

    E: cliffhanger per capitolo seguente
  16. Sì, sono arrivato fino alla scoperta del gigante 'murato vivo', letteralmente, e il tutto mi ha annoiato e ho chiuso lì. Come sensazioni e spunti sembra davvero un ottimo cocktail di un sacco, dico tante, cose. Ci vedo un certo tipo di disegno classico tipo 'studio del corpo umano' rinascimentale, che poi passa nelle incisioni/stampe europee fino a Gustave Doré. Ci si vede un certo gusto per il catch. E per un certo tipo di fantasy da 'strategia militare'. Come caratterizzazioni dei personaggi siamo sul crinale de "il mondo dei senza famiglia" e "il mondo dei reietti", cose che impazzano da One Piece a Naruto a tutti gli shounen dell'ultima decade. Credo che l'autore debba essere abbastanza giovane e pure un lettore di manga, anche lì si vedono molte influenze. Ma il bello è che è proprio uno stile 'da manga', non pare un anime disegnato. Credo che se fossi stato ragazzino oggi mi avrebbe appassionato. Mi pare che gli ingredienti ci siano tutti, e ben mescolate. :-)
  17. Ho letto qualcosina - fino a quando il gigante che sembra "il corvo" rilascia il pilota. XD Sembra un po' DevilMan + Nausicaa (manga). Tipo i giganti saranno una creazione umana? All'autore del manga mi sa che piacciono i disegni dei corpi di Leonardo/Michelangelo/Rinaschimento, il wrestling 'classico', e un sacco di manga dell'ultima decade. ^^ E ovviamente, l'innominabile, che è una rielaborazione di DevilMan e Nausicaa (manga). Ovviamente qui manca la parte di Ideon. ^^ Caruccio però. ^^
  18. Shito

    La Grande Bellezza

    Senza dubbio è come dici. Nella realtà dei fatti narrativi è assolutamente così. Quindi il mio rifiuto del tutto, anche qui deve essere di nuovo una cosa mia. In effetti sono molto molto razzista su queste cose. Del tipo che l'unica volta che la mia prima fidanzatina mi trascinò a una "festa di classe" (una di quelle evenienze umanamente umilianti in cui un gruppo di liceali fanno un fondo comune per comprare alcolici da bere in una casa libera), io non ero sbigottito -tutto sommato tutto previsto- ma impietrito, e quando una compagna di classe mi chiese: "ti stai divertendo?", risposi: "sì, a me piace tanto andare allo zoo". Nel senso che per me chiunque non trovi categoricamente repellente quel tipo di situazio e sensazione, ovvero non la eviti a propri e a prescindere, è automaticamente, istantaneamente e probabilmente irreversibilmente (per me) un idiota, un subumano. Quindi l'idea di un protagonista intellettuale che vive quelle cose per me è un contrasto insuperabile. Capisco quello che dici e mi pare molto vero. Per conferma: parli di quando la vita non è più non dico neppure un'inerzia, ma una mera reazione a stimoli esterni pure non ricercati dal soggetto in quanto tali, questo genere di passività nel senso proprio del termine, giusto? Tipo inanità, direi. Una forma depressiva e depressa dell'atarassia piacevole di cui diceva Epicuro. Forse credo di capire, qui - correggimi se sbaglio. Non capisco quanto la cosa possa essere problematica a livello individuale, ma deve essere di nuovo una cosa mia: qualcuno disse che il mio status mentale medio è quello di un depresso che non soffre di depressione (era uno psichiatra, non l'amico che mi dava del boddhisatva - lol). Forse il punto non è il credere, ma l'avere anche mai solo una volta creduto, che potesse esservi scopo, fine, o senso nella vita umana, magari anche nella propria. E poi "ricadere" nella cognizione dell'ineluttabilità del nonsenso. Ma credo sia un'esperienza che non ho mai provato, mancandomi la necessaria prima credenza per una successiva caduta. Capisco. Nel mio caso mi viene piuttosto da dire che sparire o non sparire non fa differenza. ^^; Capisco. Per come la vedo io (non nel film, dico nella vita) si tratta di una forma di imbruttimento che viene con la vecchiaia a seguito della debolezza umana, nella mia lettura delle cose. Tipo: vedendo qualcuno che ti appare inferiore a te, non riesci a fare nulla di meglio che *usarlo* per statuirti *A te stesso* migliore di lui, per riuscire a sopportare un altro giorno la tua stessa miseria. Ho presente, è una cosa molto molto squalificante -nel mio autodeterminato sistema valori- e mi causa profondo disprezzo, ma credo sia come dici tu. Questa mi sembra una frase molto vera, direi "di realtà". In effetti mi pare che la società del benessere porti molte persone, tra cui probabilmente il sottoscritto, a "saltare" l'età adulta/matura, passando da quella adolescenziale a quella senile. Che è un po' quel che fece Kierkegaard, no? Dico: dallo stadio estetico a quello etico, la fase del marito persa per strada. E questo mi fa pensare che sia proprio quello a cui conduce la via dell'otaku, ovvero di questo tipo di individualismo consumistico e idolatra e isolatra a cui la società postmoderna induce. Ai vecchi bambini di Akira, tipo. In effetti da un po' di tempo la mia domanda, che è quella di Gorou, del "come riuscire a crescere in un adulto decente?" è diventata "come riuscire a invecchiare in un anziano decente?". Ti ringrazio infinitamente per il bel dialogo che sta venendo, anzi è già venuto, da questo film. A tale proposito: tu hai visto "La migliore offerta"? Ci ho pensato tanto, a quel film. Se l'hai visto e ti va di parlarne, apro thread. :-)
  19. Shito

    Che cosa state leggendo

    Mah, io allora ti consiglierei di leggere (se non l'hai già fatto..) "The Bicentennial Man", il racconto di Asimov del quale "The Positronic Man" costituisce solo l'ampliamento: ampliamento che a mio parere non aggiunge niente all'originale e che probabilmente è opera del solo Silverberg. Ti ringrazio per il consiglio. Avevo già messo in contro di leggere anche il racconto originale. Ma siccome ho visto prima il film, mi sono detto che si imponeva un processo del tutto a ritroso, a passo di gambero. ^^ Resta che la prosa in "The Positronic Man" è deliziosa. Siccome sono un ignorante in fatto di SF non so se sia tipicamente Asimoviana o, come tu dici, più opera di Silverberg...
  20. Shito

    La Grande Bellezza

    Quello che dici è sensato è lo capisco. Direi che lo condivido altresì. La difficoltà per me è convincermi di quanto di quel che dici sia nel tuo intelletto, e quando sia davvero nel film. Di mio ho trovato molto rilevante il rapporto del protagonista con la sua badante, ma si sa che sono uno ossessionato dalla dialettica servo-padrone di cui Hegel. Tuttavia, il nostro protagonista, da principio, con tutta la sua vecchiaia esperienza e vissuto, non si sottrare al marasma festaiolo. Quindi? Quando poi vai dalla cretina che prende a craniate l'acquedotto, invece di sentirti bravo e figo usando lei come i fratelli della Haniwa usavano i pali della porta, perché non sai fare nulla di meglio? Sarà che soffro l'esistenza dell'intelletto senza la responsabilità dell'intelletto. Un mio amico dice che ragiono da boddhisatva.
  21. Shito

    La Grande Bellezza

    Capisco cosa intendi, il punto è che in qualche modo non riesco a capire davvero se il protagonista fa il ruolo dell'osservatore illuminato esterno, il pesce (tutto sommato) fuor d'acqua - come il gatto che pensa sugli umani, il robot che pensa sugli umani, sai, "l'ingenuo" di Voltaire, quel che vuoi - oppure si intende anche lui essere proprio grottesco come gli altri, pur avendo un intelletto e un autocoscienza maggiore. :-/
  22. come dicevo, sono due diverse scritture di una 'vocale lunga'. Tieni presente che in italiano abbiamo sette vocali (a i u è é ò ó), mentre il giapponese ne ha solo cinque, che ovviamente non corrispondono a cinque delle nostre sette, ma "alla grossa" possono essere approssimate nelle nostre (a i u é ó), ovvero 'e' e 'o' esistono solo nella loro forma 'chiusa'. Indi ō / ou è una ó 'lunga', simile alla nostra ó quando è vocale tonica di una sillaba aperta, per esempio in: odore -> /ó'dó:re/ (l'apostrofo segna l'accentazione tonica, i due punti sono il 'crono' che segna la vocale lunga)
  23. Shito

    La Grande Bellezza

    Me ne sono ben reso contro. E poi OMG OME la citazione del quadro impressionista blahblah, sì. la cosa atroce, per me, è che in quella scena vedevo una macchietta che prendeva in giro una metamacchietta, e alla fine la seconda era meglio della prima. Perché la seconda, per il regista era ridicola. La prima, no, per il regista / la macchiana da presa, non era ridicola: ma lo era vivissimamente nei miei occhi. In ogni singola battuta, atteggiamento, sguardo, era peggiore della cretina con la falce e il martello dipinta sul pube. Ovvero quella mi faceva pena, l'altro mi faceva schifo. E' tipo quando vedo il giornalista provocatore tipo che si sente migliore del politico merdoso di turno, hai presente? Non so tu, ma io sparerei *prima* al giornalista. Che si credere migliore, no? LoL. Era tutto, tutto, tutto così macchiettistico ma senza la vera farsa che per me era osceno. Tipo, avrei detto al regista: "aspetta, fammi capire, ma tu credi davvero che questa bale stronzata abbia più senso della goccia di senso che ha? e te la tiri tanto? dai, sul serio, smettila" Voglio dire, in confronto a questo film Compagni di Scuola ha la durezza del miglior Dino Risi, ed è un dire. IMHO IMHO IMHO. Anche senza mettere la nana che fa molto l'idiota sapiente, anche senza le strizzate d'occhio stilistiche, la rori violata che se va dicendo "non voglio diventare come voi" è un vero calcio nelle palle, dico.
  24. Shito

    La Grande Bellezza

    Un'altra cosa del film che mi ha infastidito (tornando al film), è quella che io chiamo la "pretesa di intellettualistà". Ovvero, una cosa come: "Quando, da giovane, mi chiedevano: cosa c'è di più bello nella vita? E tutti rispondevano: "la fessa!", io solo rispondevo: "l'odore delle case dei vecchi". Ero condannato alla sensibilità!" E' un one-liner tanto banale che mi fa vomitare. Sì, ne capisco il senso, ma per me è uno di quegli atroci cliché che stanno bene vergati nei diari (blog) devi giovani vecchi che da giovani veri pensavano di atteggiarsi al liceo perché OMG leggevano Baudelaire, o magari persino Nietzsche, tipo hai presente, ciò, Zarathustra? -tipodicose. Sono quelle frasi che ti apsetti di trovar ein un romanzo d'appendice contemporaneo di un autore che pensa di aver capito il classici. Che nascondo dietro una retorica apparentemente profonda qualcosa di tremendamente banale, nel senso dispregiativo del termine. Nei film, diventano quelle cose atroci tipo "il momento di dialogo esistenziale nel postcoitale con la prostituta", o altre cose così. Alla chiosa "ero condannato alla sensibilità", istintivamente mi viene la risposta desolata: "mi si spezza il cuore, faccia di merda" (dico il personaggio, non l'interprete). Ho questa urticaria per l'insignificanza agghindata da significanza. Ancora una volta, sarò un problema mio. Capitemi, sin da giovane, quando mi chiedevano cosa fosse la cosa più triste che si potesse pensare, tutti dicevano "la morte", e io invece "le rughe sul viso anziano di Dannunzio"... -tipodicosa.
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