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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Non ci crede nessuno, credo. Il dialogo che incolli (ed è un dialogo da recitarsi e ascoltarsi, non da leggersi come prosa) è sempre perfettamente in italiano [dimostra il contrario], grandemente fedele all'originale [dimostra il contrario] e direi quanto più "nelle caratterizzazioni" dei ruoli dei personaggi, come registro linguistico e espressività sintattica [argomenta il contrario]. Grazie per averlo riportato. :-) Per tutti: ecco la misera pietra del grande scandalo di Maximilian e "Shito che non sa l'italiano". ^^
  2. Shito

    Kimagure Orange Road

    Ho sempre odiato, odiato, odiato Moroboshi Ataru. Non mi è mai importato di quanto fosse simbolo della normalità. Ho sempre puntato al meglio. "Se anche tutti, noi no." ^^
  3. Ricordo sempre con vera gioia, in particolare, quando hai raccontato delle reazioni del tuo bambino alle questioni etiche in Ponpoko. "Chi sono i cattivi?". Ripenso a quel che Tomino diceva sul narrare ai bambini, ripenso a quel che Miyasan dimostra di aver inteso solo ora, infine, e sono molto felice di fare il lavoro che faccio, come lo faccio. Come quando ricevo un PM di un papà che mi ringrazia perché sente la figlioletta usare normalmente certi termini, a tavola, e sa che li ha tratti da Porco Rosso, ma ora sono semplicemente, naturalmente in lei. E non è che l'effetto di un effetto collaterale di un adattamento fedele, senza alcuna intenzione culturalizzante. E' solo l'effetto del *non voler* frustrare la cultura già presente in un'opera. E' solo il voler resistere.
  4. Io mi limito a utilizzare forme esistenti, corrette e correnti della lingua italiana per rendere quanto più precisamente possibile un originale straniero. Se una parola è riportata come dialettale, volgare, antica o desueta DAI DIZIONARI io NON la uso. Tutta la fanfara da sempre alzata intorno alla *presunta* vague arcaica, auilica o quant'altro dei miei dialoghi è una bufala autogenerata dal chiacchiericcio. Cosa sia arcaico o desueto non lo decide il singolo. Non lo decido io, che sono un singolo, e non lo decide alcun singolo commentatore che pur si elegga (surrettiziamente o meno) a 'anima del tutto' di un pubblico, un popolo, una nazione. Ma cos'è, il leninismo originale? "Io non rappresento il popolo, io SONO il popolo"? Follia. Tra le opposte critiche di chi dice "Shito usa un italiano troppo colto" e chi dice (è solo uno ed è ridicolo, ma ok) "Shito non conosce l'italiano", brilla la semplice verità dei fatti: L'italiano corretto, desueto, popolare, aulico o arcaico o dialettale NON sono cose che si possano definire 'a gusto' (personale). Indi, è tutta una bufala. Non ho mai intesi "sovracaratterizzare" i testi che adatto con un uso intenzionale di un italiano di alto lignaggio. Non è così, non l'ho mai fatto e non ho mai inteso farlo. Non lo farò. Questa è sempre stata un errata percezione di una certa parte del pubblico che si sente evidentemente a disagio con il semplice, umile, lineare uso dell'italiano corrente *senza* limitazioni autoimposte di presunta 'comune popolarità' dell'italiano, che è chiaramente un valore percettivo che cambia da persona a persona. L'uso di un vasto dizionario italiano nel mie adattamenti non è che un inevitabile *effetto collaterale* al tetativo di ricerca puntuale della resa *più precisa possibile* di un'originale straniero, condotta e perseguita tramite l'impiego reale del nostro dizionario nazionale. Tutto qui.
  5. Mio dio. E' così bello, così intenso, così emozionale... che fa paura. Mi fa riscoprire il senso reale del termine 'meraviglia'. La catchcopy è: Il perpetrato delitto e la pena di una principessa. Ho i brividi al pensiero delle molte assonanze che mi stanno venendo in testa.
  6. Shito

    La volpe e il palinsesto

    Caro Garion, ho come un deja-vu, nel leggerti. Anzi, come una decina di deja-vu...
  7. Shito

    Kimagure Orange Road

    Wario: proprio per questo trovavo che il pianoforte andasse in splendida caratterizzazione 'di contrasto' con la condotta pubblica di Madoka: teppista per strada, pianista in privato. Inoltre, il pianoforte è uno strumento straordinario per esprimere e sublimare il tormento come la quiete: a seconda di come lo si suona è tutto diverso. E ancora, è lo strumento del distacco o della partecipazione al tempo stesso. Ikeda Riyoko (Julius Von Arhensmayer) insegna! ^^ Il sassofono, bah. Negli anni '80 mettere 'la sassofonista femmina' nelle band era abbastanza noto come stratagemma da innuendo sessuale per i live, non è una mia visione. Può darsi, certo, che questo non fosse nella testa degli autori dell'anime di KOR che hanno operato il cambio di strumento suonato da Madoka, ma il cambio c'è stato. E non dico che l'abbiano fatto per efantizzare l'aspetto sensuale di Madoka, dico solo che io l'ho sempre 'percepito' in questo modo - senza proiettare la mia percezione sull'intenzione degli autori, in effetti. Cmq capisco quello che intendi tu sull'aspetto più "blues" del sassofono rispetto al piano - nella percezione del volgo (molto azzeccato il romanesco che hai usato per esprimere il concetto, non a caso!) Ah, in quel senso sì. Era voluto. Solo che pensavo ti riferissi all'episodio e mi chiedevo dove ce lo vedessi. ^^; Mi pareva una coincidenza eccessiva. Da te, poi! ^^ A me Yusaku piaceva proprio perché non ha nulla della mediocrità di Kyosuke. La cosa più bella di Yusaku è che vuole bene a Hikaru non solo al punto di proteggere i suoi sentimenti per Kyosuke, ma al punto di amare anche i difetti di Hikaru. :-) E' tutto molto cliché da commedia adolescenziale, certo, e va tutto bene. Ma Yusaku è un modello molto positivo. Kyosuke, no.
  8. Shito

    Kimagure Orange Road

    What to do with Ayleen? Fiori per Algernon è perché avevi scritto "i miei veri sentimenti, per te" che mi ha fatto pensare a "Magokoro wo, kimi ni" ^^; Ah, dimenticavo: io ho sempre apprezzato molto Yusaku. :-)
  9. Shito

    Kimagure Orange Road

    Fiori per Algernon? °_°
  10. Shito

    Nespresso...

    https://www.youtube.com/user/nespresso/whatelse/?x=IT/zh-IT/ Chi mi spiega perché Matt Damon qui fa Dio Brando? C'è un in-joke che non colgo, vero? Aaaah, le wasteland! Aaah, povero Eliot!
  11. Il fatto che scrivi cose come "di converso", ovviamente. XD
  12. Io credo di essere davvero ormai allergico al sensazionalismo holliwoodiano. Questi crescendo musicali, questa drammaticità spiattellata con one-liners ad effetto che seguono un montaggio concitato, tutto questo mi da un senso di voltastomaco. Dico proprio fisiologicamente. Mi si stringe lo stomaco e viene una specie di desiderio di conato liberatorio.
  13. Shito

    Yamato Video - News

    E' un dio prodigo di interpretazioni autentiche delle sue rivelazioni. ^^
  14. Shito

    Yamato Video - News

    Eh, ma io "non vedo nessuno al di sopra di me. Né più in alto." (cit. colta XD) Shu: temo che il live di Saikano nasca da qualcuno che ha preso troppo alla lettera Maeda Aki quando diceva "buki wo mottete" (portare/avere delle armi) in Battle Royale di Fukasaku Kinji... °_°
  15. Shito

    Yamato Video - News

    1) a me 2) ma sei impazzito?
  16. Shito

    Kimagure Orange Road

    Ah, certo. L'omosessualità/transessualità in giappone è sempre pubblicamente dipinta come qualcosa di 'simpaticamente grottesco', almeno a quanto ho visto io nella mia esperienza.
  17. Shito

    Kimagure Orange Road

    Allora sono un figo quando ho citato Giuliano come modello per Jingoro senza sapene nulla. X° A leggerti credo ci sia un link con Sheera/Sheila dei Kiss Relish? In ogni caso, credo che con la Shueisha fosse sempre: fai uno one-shot. Se piace, fai tre volumetti. Se piacciono, vai avanti. Così Den'ei Shoujo. Così Bastard!!. Così anche Hokuto no Ken, IIRC, no?
  18. Shuji, devi metterti il custom rank di 'virtuoso dell'ASCII ristretto'. ^^ oppure: &943 master XD (il numero l'ho messo a caso). Anche "azerty elite" sarebbe molto chic, ma più ermetico. (scusatemi, io con queste scemenze ci vado a nozze)
  19. Ciccio, e va bene che non sai più usare l'italiano, ma qui la cosa si fa ridicola. Mi spieghi come faccio a trovare "slati" tipo l'uso del verbo invece della congiunzione in un testo recitato e non scritto? Te l'ho chiesto, il testo scritto, e la tua risposta è stata "Sorry, segreto professionale...". E allora non dovresti accomunare cose diverse, tu per primo, e 'dedurre' che siccome produco slati nella scrittura privata di un forum allora il testo di un doppiaggio "non è italiano". Fino a "se A=B e B=C allora A=C" ci arrivo, tutto sommato, ma non mi pare sia in alcun modo un caso logico da te correttamente applicata. L'italiano credo di sapelo usare a dispetto degli slati e strafalcioni conseguenti che puoi sempre divertirti a mettere in grassetto nei quote, ma chiaramente su questo si può discutere. Roger: come vedi non sono io a citare accademici più o meno a caso, e sproposito. Se richiamato a farlo, potrei spiegare la differenza tra 'langue' e 'parole' per il buon Ferdinato, ma oh, non credo servirebbe. Però davvero quanto al tuo intervento tra il 'dico e non dico' non trovo davvero molto da capire. Non mi sembra un buon modo di discorrere. Parmi piuttosto un modo per lanciar sassi e nascondere mani. Nulla di dialogicamente educato. :-( Quindi, Max, si deciderebbe 'a proprio gusto' se un qualsiasi scritto in una data codificata lingua sia corretto o meno? Ah beh, allora di che metalinguismo parliamo? Shuji e Roger: ottima idea lo split del topic. Anche il titolo non mi sembra male, a dire il vero. ^^
  20. Shito

    Yamato Video - News

    Magari vedesse la luce. ;_; E Saikano, anche. ;_;
  21. Che è quello che è successo, infatti. Quel mio "non è italiano", nato da un commento a caldo durante la visione con la mia compagna, che ti ha fatto tanto inalberare -e ci credo- è esattamente quello. Per te quello è italiano perché "funziona" secondo regole di costruzione sintattica "formalmente valide". Io ho cercato di spiegarti che il "formalmente valide" (ammeso sia così. Cioè: in quel caso è così, in altri no) non implica che siano effettivamente e fattualmente valide. Quello che per te è italiano corretto, in quel caso non lo è (se vuoi posso anche aggiungerci un "per me", ma sai benissimo che si tratterebbe solo di un contentino) perché non raggiunge l'effetto comunicativo sperato. Max, non esite un italano 'corretto per me' e un italiano 'corretto per te'. Il concetto di 'correttezza linguistica' *non* è soggettivo. Il punto è che tu, per esprimere un legittimo giudizio *soggettivo*, ovvero: "il tuo italiano non è per me sufficientemente funzionale perché io possa dirlo valido" hai usato una locuzione che ne statuiva un dato presunto *oggettivo*, ovvero: "non è italiano". Le due cose NON si equivalgono. Puoi scrivere strali in merito, e posso crederti assolutamente in buon fede quando dici che con la locuzione B tu intendevi il senso della locuzione A, ma questa improprietà linguistica ha invevitabilmente dato luogo a una situazione in cui tu, non volendo ammettere semplicemente cosa intendevi nello scrivere quel che avevi scritto, hai contitnuato in modo ottusamente cocciuto a voler difendere lo scritto in luogo dell'inteso, cosa che era come è indifendibile. Infatti: E' esattamente quello che ho fatto. Ma se per te la forma (costruzione sintattica formalmente accettabile) sopravanza la sostanza (immediatezza ed efficacia comunicativa) non è che possa farti cambiare idea. Il concetto di 'correttezza' di una lingua è *solo* formale. Questo non per me, ma per quello che una lingua è. Non esiste nulla come un concetto di 'correttezza sostanziale' di una lingua. Questa è una baggianata che stai introducendo tu qui, ma non significa nulla, davvero. Ovvero torniamo all'inizio: per te innopportunio? Inadatto? Non comunicativo? Disfunzionale? Tutto quel che vuoi. Scorretto? Non dipende da null'altro che dall'obiettiva corettezza morfosintattica (formale) del testo in base alle regole grammaticali e sintattiche della lingua in cui è scritto. Ti piacerebbe non fosse così, eh? No, non è che mi piacerebbe. E' che A = A e A =/= B sono un po' il fondamento della logica. Ovvero, io sono io, un testo che ho scritto è un testo che ho scritto, le due cose non sono la stessa cosa. Tutto qui. Questo è un altro concetto, un altro punto, e va benone. E' chiarissimo, nessun problema. Tu sei assolutamente intitolato a esprimere un simile giudizio, un simile dubbio, su di me e sul mio operato linguistico, personale e/o professionale. Ancora, se tu dici "per me Gualtiero Cannarsi non sa usare bene la lingua italiana" non ho nulla da eccepire, se non il chiederne esplicazione e discuterne. Se dici: questa frase (segue citazione) non è in italiano, si vede la grammatica, la sintassi, e o lo è, o non lo è. Dato obiettivo. Una lingua è lessico, grammatica, sintassi, certo. 'Comunicariva, uso, invenzione' mi paiono concetti molto vuoti e molto buttati lì per far scena. Ti invito sempre a portarmi casi in cui in un mio dialogo tu ragguagli scorrettezze di lessico, grammatica e sintassi. Quanto al resto, non vedo nulla di obiettivo/oggettivo per giudicarlo, e si parlerà allora di gusto. Quanto agli 'slati', ti pregherei sempre di mostrare un caso in cui, in un mio testo prodottosi in un doppiaggio da me curato, se ne ragguagli la presenza e l'influenza, grazie.
  22. Se tu potessi, te ne sarei grato. :-) Del resto, chiedevo su cose scritte da te. mica da altri. ^^; Max: che tu cosideri la lingua italiana da me usata in una o più frasi del tutto peculiare, inopportuna, sgradevole, o tante altre cose soggettivamente negative è qualcosa di cui io potrei discutere volentieri con te. Puoi anche dirmi "il tuo italiano non è per me sufficientemente funzionale perché io possa dirlo vakido", ed è ancora un tuo legittimissimo giudizio di valore. Ne discuterei ancora volentieri con te. Nel senso che partendo chiaramente dall'idea che le cose che usato siano opportune (altrimenti sarei stato un pazzo a usarle), potrei semplicemente trovare nelle tue critiche parti logiche, condivisibili, sensate. Potrei farle mie in parte o in tutto, cambiando idea. E questo spiega il mio 'discuterne *volentieri* con te. Ma se tu scrivi "non è italiano", sprimi quello che è (in italiano) un dato obiettivo, un giudizio obiettivo. Quindi, se esprimo un simile giudizio, devi avvalorarlo con dati obiettivi. Tipo: il mio slato che hai citato prima in modo pure sciocco e strumentale comporta uno strafalcione obiettivo. La frase che ne risulta "non è italiano", non discuteremmo su questo. Ma sono cose molto diverse. Benché tu stia strumentalmente cercando di mettere sullo stesso piano l'una affermazione e l'altro cado (che pure non hai mai mostrato riprodursi nell'ambito in cui scrivevi "nonb è italiano"), sono cose *fattualmente* diverse. Non è che puoi convincere qualcuno che "siccome Shito fa slati da svarione sui forum, allora i suoi copioni che non mi piacciono non sono in italiano". Non è così. Sono cose diverse. Finché non dimostri che *un mio copione* non è in italiano, non puoi dire che *i miei copioni* "non sono in italiano". Più che altro, così dimostri soltanto che in effetti *non* conosci il testo che criticavi, probabilmente. Ti vchiedo: hai visto Ponpoko in italiano? O commentasvi solo una frase trascritta sul forum? E da ciò scrivevci 'giudizi a effetto'? Ti sei impelagato in un roveto di giudizi uno più infondato dell'altro, e per orgoglio non riesci a divincolartene. E' inevitabile. Più puntelli in effetti "esteriori" porti a sufragio della tua tesi infondata, più la sua reale, puntuale infondatezza è destinata a mettersi in evidenza. A prescindere da quanti slati e conseguenti strafalcioni tu saresti di certo in grando di ragguaggliare anche in questo stesso mio post. Sul fatto che esiste materialew interno, idem. Nel caso, si parlava del testo del doppiato di un film -non del copione, materiale interno soggetto a cambi e aggiustature in corso d'uso. Un copione non nasce per venire pubblicato, non viene dato alle stampe, salvo eccezioni - e anche così resta un testo cmq tecnico. Non è 'comodo', è solo 'la realtà dei fatti'. Non stiamo parlando di 'Shito', ma del 'testo del doppiato di Ponpoko'. Non puoi riferirti all'altro tramite l'uno.
  23. Volentieri. Passa i tuoi copioni originali così gli faccio un po' di proof-reading. Anche se avevo colto la citazione da The Untouchables, non è che debba venirti dietro, o meglio giù, nel basso livello della tua cagnara, no. Tu hai detto che Ponpoko non è in italiano. L'hai scritto così. Indi, se l'hai scritto, avrai basato questo giudizio espresso come dato obiettivo ("nbon è italiano") su qualcosa, no? Mi basta che spieghi anche solo questo. Non mi serve proofreadinf. Inoltre, no: i copioni sono materiale interno. I prodotti finiti (il doppiaggio) sono quelli a cui tu devi riferirti per avvallorare il giudizio che hai giò espresso: quando si parlava di Ponpoko si parlava del doppiato del prodotto finito. Roger, a cosa ti riferisci? Sul fatto del trito, beh, verissimo. Su tutto il resto, o non colgo io, o non cogli tu: il secondo link parte da una disamina puntuale di un caso specifico: vecchio copione di Laputa vs. nuovo copione di Laputa. Inoltre, a chi imputi i metodi da apprendista/stagista? Non credo a me, che di linguistica ho studiato più dopo che prima il mio proprio di destrutturazione percettiva praticata sul campo, che continuo ad avere sempre invisa una certa vague sclerotizzata dell'accademia (cuto DeSaussure solo quando qualcuno porta il dialogo su quel piano, non lo troverai certo in quei link), ma non mi pare neppure gli altri partecipanti alle ahimé 'tipiche' discussioni sempre sulle stesse questioni (e ancora: qui hai ragione, ma a medesima critica segue medesima spiegazione, del resto - mica se ne inventano di nuove: la realtà non cambia). Sicuramente quello in cui si inizia a fare uso di CG in modo dichiarato (la scena del tatarigami all'innizio del film). Quanto al digital paint, iirc se ne parlò molto con Sen to Chihiro.
  24. Shito

    Kimagure Orange Road

    Credo proprio Garion abbia citato che l'ABCB si trova su 'Orange Street' qualche post fa.
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