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Shito

Pchan User
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  1. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Vorrei che li esponessi in maniera più elaborata, così che io potrei comprendere meglio. possa. altrimenti non funziona. Non lasciarti ingannare dalla presenza della congiunzione 'che'. La subordinata che introduce qui può essere una finale o una consecutiva. Ti chiedo qualcosa, così che (affinché, allo scopo auspicato di) io POSSA Ti chiedo qualcosa, così che (caso in cui, così conseguendo che) io POTREI Se è finale, la possibilita conseguente è ipotetica -> congiuntivo Se è consecutiva, la seconda parte è condizionale Nella fattispecie, per me non era 'se mi spieghi spero di capire' (incertiezza/potenzialità -> congiuntivo), ma una consecutiva di certezza: "spiegami, che così capisco". Vorrei chiederti di abbassare il livello del dileggio, (così) (che) (poi) potremmo anche evitare tanta tensione :) L'ipotesi è nella prima parte, la richiesta, la seconda è la conseguenza condizionata. Come dire: se tu facessi X, io così potrei fare Y. Ma hai ragione che era molto fraintendibile e si legge più male che bene. Non l'avrei messa in un dialogo. Torto mio in ogni caso, quindi. In questo caso, davvero pessima leggibilità. Intendo anche dire che, se perdi tempo e cerchi nei miei post, troverai senza dubbio qualche errore genuino di grammatica, sintassi e cose. Questo perché, a parte l'utilizzo del proprio registro linguistico standard, uno su un forum scrive in scioltezza, scrive spesso cavolate ed è anche un po' svaccato. Del resto, è un passatempo. Io per primo non sono mai stato a correggere errori di consecutio temporum o che neppure nelle litl/flames in cui ho partecipato. Un po' come gli slati. Le briglie, su un forum, sono molto sciolte. E vorrei vedere, visto che nessuno è pagato per scriverci, no? :) A rigor di logica, e in questo ti do platealmente ragione, è persino sbagliato che 'traduzione' e 'adattamento' siano stati scorporati. E' una cosa che spiego in tutti i seminari: questo è accaduto in primis perché l'adattamento (nel caso del doppiaggio) è comprensivo anche di una certa competenza tecnica dell'ambito recitativo e ancor più specifico del doppiaggio: il prodotto finale è un ntesto tecnico detto 'copione'. Stante questo fatto, è pacifico che l'adattamento sia e ricomprenda anche quello che nella traduzione letteraria, ad esempio, si chiama 'editing'. La mia idea per trarre il meglio da questo frazionamento di un processo che dovrebbe essere unitario, è che è sensato che si parta da una traduzione molto chiara e molto precisa/netta sui termini. Il primo passo per produrre un adattamento 'corretto' è partire da una comprensione schietta del testo di origine. Fatto questo, quando si tratta di finalizzare la traduzione, ovvero di adattare (scegliendo la RESA del senso, che è stato esplicitato nella frase precedente), allora l'indagine filolofiga va a approfondire, specificare la traduzione, guidando le scelte di adattamento. Cosa pensi di questo processo, partendo dall'idea che -ripeto- avere una sola figura professionale sarebbe meglio (salvo per la non sussistenza di un sistema di contro vicendevole anti-svista, etc)? 1) parecchio. sul dialogo di Ponyo abbiamo discusso molto, e in due riprese: la prima per i sottotitoli di Venezia, e poi per i dialoghi del doppiaggio. Sulle canzoni ho avuto ancora maggiori imput. Anche io sono rimasto sorpreso di un certo pressappochismo nel caso specifico, ma la mia impressione è che il mio referente in primis (che chiaramente non è Miyazaki in persona) non avesse compreso in maniera precisa quella frase. 2) concordo che era un caso molto particolare e borderline, però non concordo sull'idea che "avrebbe potuto' (non 'poteva' :P) essere tradotta in qualsiasi modo, perché oltre che causare una reazione da WTF, come ho puntualmente illustrato, aveva un senso e dei riferimenti più che precisi. Il pubblico può anche non 'doverla' capire, ma chi si mette nei panni dell'autore, ovvero chi mette le mani dietro al sipario, ne ha il dovere. Provo a pensare a degli esempi più opportuni. :)
  2. Shito

    Le DIVICHE

    La differenza è che in giapponese se ne fregano del labiale mentre per gli adattatori e direttori italiani è peccato mortale non starci attenti. Percui hai in originale un "Ry... Ryoga" che balla nel labiale e che in italiano è stato riempito per stare a synch. Garion ha ragione, è tristemente così. Il doppiaggio italiano soffre di horror vacui, ha paura del vuoto. Una bocca non puà muoversi senza emettere suono. Tanto che le battute devono sempre essere innaturalmente abbondanti. Inolte, il synch è da sempre il rifugium peccatorum di tutti i più ingiustificati, malfatti e improvvisati cambiamenti di testo, sia in sala di doppiaggio che già in fase di adattamento. Così purtroppo è.
  3. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    La mia era una semplice e ritengo chiara domanda, non ho proprio voglia di mettermi a parlare di 'sottotesti inerenti gli smilies'; ne ho semplicemente presa una che mi sembrava piu' adatta ad un semplice 'sono curioso'. Siccome spero e mi auguro di non dover parlare di cose del genere nel prossimo futuro, e siccome tu ci hai visto solo dio sa quale misteriosa malizia, semplicemente, reprimo la piu' spontanea e giustificata risposta che potevo darte con 'lasciamo perdere'. Per il resto, ho provato a non far deragliare la discussione, tenendo per me le mie opinioni e parlando sempre e solo del testo nello specifico. E degli spunti interessanti in qualche modo erano anche venuti fuori. Quindi, ora me ne lavo le mani, ne ho abbastanza nel quotidiano di avere a che fare con gente che sclera perche' comprende fischi per fiaschi anche per una semplice domanda. Per la cronaca, manco ho letto la risposta, mi sono fermato a quell'appunto, a me tanto basta per non seguire piu' la discussione, non seguire piu' quanto hai da dire, e, ovviamente dal replicare in qualche modo od a qualche titolo. SI SA MAI COME PUOI PRENDERE ANCHE UN CAZZO DI SMILE. Quindi stammi bene e arrivederci. Ma che sto a perdere tempo con quello che ho da fare... Volevo intanto chiedere scusa a Shuji perché nell'evoluzione del thread mi era sfuggita la sua risposta. Mi scuso per questo. Mi scuso anche se ho interpretato malevolemente lo smiley. Siccome facevi una domanda che mi pareva sincera, mi era solo parso che lo smiley del mangiapopcorn fosse come una chiosa di contraddittorio menefreghismo. Mi scuso anche se ho peccato di malafede, e assumo le tue intenzioni buone di una domanda chiara e semplice a cui ho comunque dato risposta altrettanto priva di provocazione alcuna. Ho recuperato il tuo post cercando il mio per l'autocitazione qui sotto. Scusa ancora. Ripeto che la risposta era del tutto priva di provocazioni o altro, quindi se ti va di recuperarla potrebbe forse interessarti/soddisfarti. Vorrei che li esponessi in maniera più elaborata, così che io potrei comprendere meglio. Per dare un imput a quello che ho sinora capito del tuo dubbio, vorrei dirti che 'ricerca filologica', quando si ha già una traduzione precisa che rende il significato sintattico/morfologico delle frasi di un testo, è una cosa che non si potrebbe fare da zero. Ovvero, la filologica non può sostituirsi alla traduzione sin da principio. La filologia è un'indagine sulle parole, e sui costruitti idiomatici di parole. E' dunque un'indagine principalmente di esegesi semantica. Al contrario, o meglio "prima di ciò2, la traduzione semplice è la resa del significato linguistico globale di uno scritto, su cui va POI a innestarsi l'indagine filologica. Ecco perché la filologia afferisce all'adattamento, ovvero alla parte 'terminale' del processo traduttorio complesso nel suo intero. Ma non so se si capisca qualcosa del pensiero, mi rendo conto che sembra una supercazzola pure questa. :-/ cos'è, in medicina, il fattore somatico inferiore congenito? E' una supercazzola che è assonante col linguaggio medico, che esprime che Ponyo ha come 'fattore congeniito' [fattore genetico ereditario] quello del 'soma umano' (i piedi) e che Fujimoto lo ritiene 'inferiore' (in senso eugenetico) al corredo materno, ovvero 'da pesce'. Mi autoquoto non per sfottere o provocare, ma per riproporti la spiegazione completa, se ti va. Magari, nella furia del thread, non l'hai beccata. O forse prima manco ti interessava, cosa legittima, Comunque nel preciso dettaglio le cose stanno così:
  4. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Ah, ma quel post lì sarà pieno di slati. Pieno pieno. Quello che ne conteneva uno soltanto (record!) era prima.
  5. Shito

    Che cosa state leggendo

    Direi che il solco non è manco sottile. Non ho letto il libro in questione, ma la tua mi pare una critica ben argomentata. Sarà interessante leggere la contro-opinione di Bob.
  6. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Con un solo slato in un post credo comunque di avere stabilito il mio record positivo, eh! :goccia:
  7. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    La ricerca filologica non è mai troppa. Semmai, il tuo 'troppo' potrebbe stare nella scelta finale su come rendere i termini su cui si è ricercato. Vediamo se tiro fuori quale esempio per come lo richiedi. Se hai letto i post prima, avrai letto della famosa fase supercapperosa di Fujimoto. Vado a riprendere la traduzione: *rustle*rustle* Fujimoto No! Il gene (fattore) inferiore innato (ereditato) dell'individuo si è risvegliato a causa dell'inquinamento del DNA! Che traduce, in maniera corretta: CUT366~368: いかん!個体の先天的劣等因子がDNAの汚染で覚醒した! Ikan! Kotai no sententeki rettou inshi ga DNA no osen de kakusei shimashita! La ricerca filologica ha permesso di isolare i corretti ambiti semantici di ogni composto, scoprendo che 個体の = somatico 先天的 = innato/ereditario/congenito/ereditario 劣等 = inferiore (c'era poi il dubbio se non fosse 'recessivo', infine eliso come ho detto) 因子 = fattore, gene sarebbe piuttosto 遺伝子 (gene, geni, ereditarietà) 汚染 = inquinamento, contaminazione 覚醒 = risveglio Quindi le scelte sul piano sintagmatico: 1) Dato che 'fattore' era prescrittivo, ho scelto 'congenito'. "Fattore congenito" implicita che sia un fattore genetico, e questo mi ha permesso di non dover aggiungere la specificazione di gamma semantica 'genetico' dopo 'fattore'. 2) Somatico è stato individuato come in uso nei composti di genetica del caso, quindi scalza "dell'individuo". 3) Inferiore, dopo mille metti-e-togli, è la cosa giusta per quello che si diceva della fonte della frase. 4) sicuramente 'contaminazione' meglio di 'inquinamento', la semantica del termine è più appropriata: non parliamo né di prove, né di ambiente, ma di geni 'contaminati' da quelli del sangue di Sosuke. 5) risveglio = termine preciso Quindi venifa fuori, come traduzione filologicizzata: No! Il fattore inferiore congenito somatico si è risvegliato a causa dell'inquinamento del DNA! Quindi si passa all'adattamento sintattico. In primo luogo, la sequela di aggettivi andava riodinata nel modo più sensato, che ho scelto essere: "fattore somatico inferiore congenito" ho fatto le varie combinazioni, e ho trovato che soprattutto 'somatico' non sembrava leggibile in alcun posto che come prima attirbuzione di 'fattore'. Spuntano i piedi, è un fattore somatico. Sono piedi, quindi umani, quindi per Fujimoto è una cosa 'inferiore'. Indi è un fattore somatico inferiore. Ed è congenito, come ultima cosa. Se provi a invertire nelle varie combinazioni noterai che parte del senso 'salta'. Quindi veniva: No! Il fattore somatico inferiore congenito si è risvegliato a causa dell'inquinamento del DNA! Che era corretta e precisa, a questo punto. Ma sbilanciava molto, perché a livello di metrica interna andava tutto a poggiare su 'inquinamento del DNA', che è la causa. Quindi ho infine deciso di 'girare la frase', come si dice, rendendola quindi: No! La contaminazione del DNA ha risvegliato il fattore somatico inferiore congenito! Che mi parve (e mi pare) mettere 'i pesi al posto giusto' (anche nella lettura della recitazione). In questo caso, la modificazione non avviene tramite dislocazioni, ma tramite cambiamento di causa/agente in soggetto. Il risultato è una frase sintatticamente liscia (che 'va verso il fondo' senza cesure interne e segmentazioni), cosa necessaria al fatto che Fujimoto la dice tutta d'un fiato mentre fa un gesto improvviso e contenitivo. Ovviamente, ci sono molte cose da tenere a mente quando si scrive una frasa di un copione. Questa andrà recitata, e recitata in un modo giusto: deve essere scritta in modo che possa esserlo, e la questione 'labiale' è il meno. Su questo, rimando alla precedente spiegazione sulla battuta di Misato che necessitò di dislocazione a destra per mettere in fondo ciò che doveva essere detto per ultima e più pesante cosa. Un dialogo, oltre che di lingua corretta e specifica, è fatto anche di tempi recitativi.
  8. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Provo a spiegati come funziona. L'adattatore è quello che ha la responsabilità finale del testo. In questo mondo/ambiente, il traduttore è concepito come un mero tecnico. E, come si sa, nel mondo del doppiaggio non importa a nessuno che l'adattamento sia anche lontanamente fedele all'originale. Il povero Garion, che fa il traduttore e poi il 'revisore di adattamenti' (se ho ben capito) penso potrebbe facilmente testimoniarlo. L'altra faccia di questa orrenda medaglia è che, ovviamente, il traduttore per il doppiaggio è anche molto deresponsabilizzato. E anche poco pagato. Io lavoro in un modo diverso. Siccome metto al primo posto la fedeltà all'originale, anzi la comprensione di quello, lavoro spalla a spalla con il traduttore. Discuto tutta la traduzione con il traduttore. Riverifico spesso tutti i composti 'da libro' (indagine filologica), per poi portare i risultato al vaglio del traduttore. Faccio un sacco di cose strane, incluso tentare (e spresso riuscire) di far pagare il traduttore di più della 'norma' e far inserire il suo nome nei credits (cosa che mi riesce sempre). Mi è capitato anche di notare sviste di traduzione, sì. I traduttori sono esseri umani, a prescindere da quanto siano capaci e bimadrelingua. Ai tempi della traduzione di Nausicaa, per esempio, 'maigo' era stato tradotto come 'spaventato' invece che 'smarrito'. E' normale, d'altro canto, che chi è bimadrelingua e conosce molto 'sensibilmente' le lingue più che a filologia vada molto 'a sentimento'. Del resto è proprio questo il valore aggiunto che anche la più profonda ricerca filologica non potrebbe mai emulare. Ricordo quando, parlando di una sgridata, Elisa per farmi capire mi diceva "mia madre me lo diceva da piccola in situazioni X e Y", o quando mi diceva "mah, guarda, bambine come Satsuki e Mei in Giappone non sono mai esistite, esistono solo nella fantasia di Miyazaki". Cose così. :) Anche sulla mia comprensione del giapponese, quando lavoro su un testo scritto e professionalmente, credo che sempre Garion potrebbe testimoniare strane anomalie. Ovvero che oltre un certo limite non si capisce se io 'capisca tutto da solo', o 'non capisca niente di mio'. E' una cosa davvero difficile da spiegare, ricordo che ne parlammo quando provammo a lavoare insieme in un progetto purtroppo naufragato. D'altro canto, la ricerca è ricerca. Le traduzioni e gli adattamenti di Eva che mi furono consegnati all'inizio (al tempo li ri-scrivevo soltanto) parlavano di Super Computer Maggie, e questo era seriamente il meno. A proposito: Garion, ma dici che quindi il Meriken Burger non esiste proprio? Io non l'ho trovato, a Kobe. C'era solo un Lotteria. Dici che sarebbe quello? Era anche piccolo. Credo comunque che il Meriken Park sia quasi allo sbando... (il bello di Garion è che fa anche lui parecchia ricerca, molta molta di più di un traduttore standard, anche se non credo sia pagato di più. Ma del resto io stesso ancora oggi faccio infinite cose gratuitamente, nelle lavorazioni che seguo. Suppongo che il coinvolgimento personale nell'etica professionale sia una cosa... senza prezzo.)
  9. Shito

    La scomparsa di Haruhi Suzumiya

    Speravo proprio in una tua risposta, ma speravo in una risposta più confortante. :( E' un peccato, del resto quell'ultimo escamottage non era affato necessario. Tanto sarebbe bastato che Nagato, nel vedere Kyon assassinato, avesse una crisi di risveglio/rigetto, o qualsiasi cosa. O si potevano pensare altri millemila paradossi temporali che funzionassero. Per esempio, la Nagato del passato avrebbe potuto prevedere che la sé stessa del futuro, conoscendo le contromisure da lei stessa prese nel passato, le avesse counterate: chi arriva dopo ha un vantaggio, conosce il prima. Quindi avrebbe potuto disporre una stratagemma preordinato in modo che fosse poi ignoto a sé stessa. Le soluzioni erano molte (sì, sono il fanboy dei paradossi temporali). In ogni caso si tratta di un film di grande atmosfera e riuscita: anche il particolare delle stagioni e delle temperature è molto palpabile, e trovo sia una cosa bellissima. Al cinema deve essere stato ancora più forte.
  10. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Mi fa piacere che tu apprezzi il mio sforzo, ma hai scritto un altro messaggio glissando sul fatto. Hai definito scorretta la lingua usata in un testo, e non sei in grado di provare questa scorrettezza. Quindi sei falso, e pervicamente. Sarai tale sino a quando non farai -in merito a questa sola cosa- un atto di verità: dimostrare/argomentare o ritrattare/negare. --- mp3dom: Eh, mi ero impegnato. Ma mica per niente avevo usato il condizionale. :( No, intendo dire che il risultato di una traduzione-adattamento, che come ho più volte ribadito sono in un processo contiguo e intrecciato, è solo uno. Quindi è ovvio che se ognuno fa la sua parte, si lavora insieme. La traduttrice può chiedermi di fare ricerca su un termine tecnico, e poi si confrontano i risultati. I testi vengono reciprocamente controrivisti anche alla fine. Del resto, non credo che un traduttore -anche molto onesto- faccia tutto quel lavoro di documentazione che spetta a me. Non potrei certo pretenderlo. Molte volte ho sottoposto io stesso materiale di ricerca a tutti i traduttori con cui ho lavorato.
  11. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Bene, indi dimostralo, dato che la scorrettezza linguistica è una questione oggettiva. Ci sono regole scritte su libri di testo e riferimento. Se non lo dimostri, ti provi un falso e un buffone. Tutto qui. Hai scritto un altro post da buffone, infatti, poiché continui ad avanzare un giudizio oggettivo (scorrettezza linguistica di un testo) che non ti dimostri in grado di provare. Questo è un fatto, non un opinione. Delle altre baggianate non so nulla, e non vi do seguito. --- NOTA: In questo post non dovrebbero esserci slati. Ma anche questa tua scusa per sottrarsi alla questione reale è risibile, perché nel tuo sciocco svicolare dimostri comunque di avere inteso il contenuto dei miei post, quindi nascondersi dietro alla presenza degli slati è comunque palesemente strumentale, puerile e fallace: mette ancora più in evidenza la tua manchevolezza sostanziale. Più eludi, più rendi evidente il vuoto di contenuto della tua critica che pure (suppongo) per orgoglio non hai cuore di ritirare. E ostentando un tono retorico di superiorità divertita e iperbolica non occulti la cosa, la rendi ancora più evidente. Anche per anni, sarà sempre così, sempre più evidente, sempre più ridicolo, perché la realtà è questa. Credo lo capiscano tutti, perché la realtà del caso è semplice e palese.
  12. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Di questo poi se vuoi possiamo parlare, certo. Lì in effetti parlavo con Taro, ma ok. Prima di parlare di ogni cosa opinabile con te, però **** stai continuando a fare il buffone, come hai fatto nelle pagine precedenti. Sappiamo che sai fare il proofreader e che il miei testi scritti su un forum sono un campo di battaglia di proofreading. Lo sappiamo io, te, tutti, da anni. Perché tutti quelli che non me l'hanno mai detto, l'hanno sempre notato. Non sono mica scemi. A fare lo scemo sei tu, che continui a usare simili argomenti collaterali, retorici e puerili per eludere una questione semplice, obiettiva, che non puoi eludere se non al prezzo di fare il buffone come stai facendo. Con il solito attegiamento da superiore che hai assunto da un tot di pagine. Sono certo che anche chi non scrive l'abbia notato. Dopo ogni tua buffonata, continuerò a riportati al punto: Hai definito la lingua italiana nei testi del film Ponpoko 'scorretta' e 'non italiano'. Se sei in grado di dimostrarlo, fallo. Oppure ammetti che hai detto una cosa falsa, che è ciò che io sostengo, e rimangiala. Altrimenti SEI un buffone. SEI un buffone perché HAI DETTO una cosa falsa e continui a fare finta di nulla dinazi al fatto: NON lo neghi (perché non hai prove) e NON lo ammetti. Che è un comportamento da buffone. Buffone vero. Non importa se ti diverti a fare il buffone o meno, o se pensi che in questo modo salvi la faccia o meno. Sono pagine e pagine che non do seguito alla tua retorica puerile. Non lo farò. Continerò sempre e solo a riportarti al punto, e a rimarcare che tu lo eludi, così che tutti notino cosa e fai e come lo fai. E continuerò a farlo, ripeto, finché o proverai che l'italiano usato nel dialoghi in discussione è scorretto, come hai più volte detto, o finché non lo rimangerai. Ti anticipo che tentare la strada della rimangiata fasulla come la ragione che si da per finta non servità. Ti riporterò anche in quel caso al punto, semplice, di QUELLO CHE HAI DETTO E NON SAI PROVARE, anche se è una questione obiettiva, e NON di gusto/stile. Le retorica non servità. L'insulto non servirà. Tornerai sempre al via. O dimostri, o rimangi, o continui a fare il buffone perché svicoli. PS: Comuque mi sa che non conosci il senso della parola 'buffone', perché hai scirtto 'Buffone? Sì mi diverto." Il buffone non è quello che si diverte, è quelo che facendo cose ridicole fa ridere il prossimo, dai tempi del 'buffone di corte'. Io che ti leggo, non mi diverto, anche se ti rendi ridicolo. Quindi non credere che stia portando avanti la discussione perché io voglia ridicolizzarti, ci mancherebbe. Sarei una persona meschina se traessi divertimento da una cosa simile, e così non è. Non capisco il tuo edit2, che è una contraddizione violenta con il tuo comportamento da pagine e pagine. Io non ho mai detto 'non faccio slati qui' e non ho mai detto che non si possa parlare delle scelte stilistiche dei miei adattamenti, che difendo sì, ma discuto come cose discutibili. E' davvero ridicolo che tu, che svicoli l'unica questione obiettiva, abbia scritto quello che hai scritto nell'edit2, anche questo è evidente. **** Che era la parte a te destinata. Posso solo aggiungere che anche tentare la strada del glissare non servità. Tirnerai sempre al via. O dimostri e confermi. O neghi e rimangi. O sei un buffone per come sinora ti sei dimostrato. Non c'è via d'uscita ulteriore. Ovviamente il semplice silenzio conta come negazione implicita, ovvero non meno vera di un'ammissione di torto esplicita, ma in più anche vile. Questo per dire che dopo aver svicolato, dato che hai provato a glissare, forse puoi anche arrivare a pensare di iniziare a 'fare finta di nulla', ma sarebbe peggio. E ovviamente più vai avanti e più sarà difficile per te derogare all'accumo di buffonata che hga creato, e che accresci di volta in volta.
  13. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    E' un ottimo riassunto dei due punti focali che esprimo sempre, ovvero: 1) le sfumature di registro linguistico esistono, tra film e film e personaggio e personaggio, fintanto che un pregiduzio di cattiva fede nell'ascoltatore non impedisce di coglierle, e 2) resta che per rendere quanto più precisamente una lingua straniera si rende necessario un uso di un vocabolario quantomeno ampio della propria lingua, e 3) fintanto che una lingua è corretta e i termini usati sono corretti, benché a seconda della percezione del singolo e del suo 'particulare' sociolinguistico l'italiano resta italiano, e 4) c'è anche da considerare che lingue straniere possono usare una ricchezza di vocaboli media più ampia di quello che si può considerare l'italiano 'medio' (ma dipende dalla percezione individuale, ancora). Sono i quattro punti cardine. Per esempio, e faccio un esempio di peculiarità di registro ancora più precisa, Fujimoto parla in giapponese come un allampanato, come uno chiuso nel suo mondo, uno che 'si capisce da solo'. In particolare, c'è UNA frase che in giapponese suona veramente come una supercazzola. Quando Ponyo inizia a mutare manifestando i caratteri somatici umani, Fujimoto dice: "Oh no! La contaminazione del dna ha risvegliato il fattore genetico somatico inferiore!" Questa cosa mi ha fatto strabuzzare in più modi. Voglio dire, non è Anno Hideaki o un otaku first-gem è Miyazaki, un otaku zero-gen. Ho fatto ricerche per tradurre e adattare puntualmente la frase, e già non è stato facile. Per esempio, 'somatico' è 'kotai no', che letteralmente -e per come l'aveva tradotto la traduttrice *bimadrelingue- vuol dire "dell'individuo", e quindi, anche rendendo la genitiva come una attribuzione, "individuali". Facendo un po' di ricerche sono giunto all'uso pecuiliare di 'kotai' nel registro specifico della genetica, in giapponese, e questo era infatti perfettamente pertinente alla scena: Poyno manifesta *i piedi*, che sono senz'altro un carattere genetico di soma / somatico. A parete questo, mi colpiva molto quel 'inferiore'. In giapponese è -se mi ricordo bene- 'rettou'. La prima cosa che ho pensato, da figlio di biologo batteriologo che sono, è che fosse un modo giapponese per dire 'un fattore genetico *recessivo*', che come sappiamo è semantica corretta nel linguaggio della genetica italiana. Ma no, recessivo si dice -in giapponese- in un modo diverso: ressei -se mi ricordo bene-. Il primo kanji è uguale, il secondo è diverso. Ho allora indagato tutta l'aria semantica di 'rettou', il termine usato, ed è proprio 'inferiore'. In medicina si usa piuttosto per il 'complesso di inferiorità'. A questo punto, un po' stranito, ho chiesto direttamente a Ghibli. La risposta è stata: "Non preoccuparti, nessuno in un cinema Giapponese capirebbe il singificato di quella frase, quindi l'importante è che suoni come medical-babble". Il che ovviamente non mi ha tranquillizzato neppure un po'. Perché l'autore ha scritto quelle e solo quelle cose, non altre. Dovevo andare ancora più a fondo. Ermeneuticamente, continuavo a non spiegarmi da quale contaminazione Miyazaki Hayao, che tra i suoi interessi non annovera la genetica, avesse pescato quella terminologia. Allora, cercando cercando, ho scoperto che 'rettou inshi' (geni inferiori) era una terminologia un po' eugenetica usata in Giappone ai tempi della prima metà del novecento. Come poi ho scoperto anche in europa, in particolare si ritenendo che misurando il volume della scatola cranica, valutato dall'arco tra osso nasale e sutura frontale-occipitale, si posse individuare un individuo con 'geni superiori' da uno con 'geni inferiori'. Mh, era un indizio. Ma poteva essere un caso. La cosa fittava: Fujimoto è razzista nei confronti degli umani, li considera esseri inferiori a paragone delle forme di vita acquatiche al punto di aver abbandonato la sua umanità, con non dette grandi fatiche. Inoltre, Ponyo è una mezzosangue, e ha preso da lui il corredo genetico umano, quindi quando lo manifestra è plausibile che Fujimoto li consideri "geni inferiori", in senso derogativo. Ho spiegato di nuovo questo a Ghibli. La risposta è stata la stessa, con aggiunta la sorpresa della mia scoperta. Quindi a questo punto la patata era in mano mia. Il copione ha variato almeno dieci volte tra 'fattore genetico recessivo' e 'fattore genetico inferiore'. Tra una maggiore domesticazione ad sensum a dizionario specifico nostrano e una traduzione maggiormente filologica. Non riuscivo a decidermi, era una caso davvero boderline. Poi, fortunatamente, ho scoperto il quid. Ovvero, stavo leggendo i libri di Natsume Souseki -che Miyazaki aveva dichiarato avere letto tutti durante il planning di Ponyo e sono tra le fonti di ispirazione dell'opera-. Quella frase, col 95 delle stesse parole e terminologia, viene da 'Io sono un gatto'. Lo stavo leggendo in italiano, e a un certo punto diue personaggi parlando della futura sposa di un terzo, che è figlia di una donna con un grosso naso. E qui parlando di genetica, e dell'ereditarià dei caratteri. Sono andato a ricercare il testo originale di quel passo giapponese, ed è lo stesso lessico usato da Miyazaki. Natsume Souseki visse e scrisse tra la fine dell'800 e l'inizio del '900. Così la decisione era presa: "fattore genetico inferiore". E' una storia divertente? E' l'unico modo in cui so lavorare. Le parole hanno un significato, se chi le ha usate -prima ancora di chi è supposto ascoltare in origine- ha usato QUELLE parole, uno o più motivi, consci o inconsci, ci saranno. Non ci si può fare quel che si vuole. Ora, in italiano come in giapponese, la frase è medical-babble che una persona comune non capirebbe e direbbe "wtf"? In italiano come in giapponese, in particolare c'è una parola che 'sembra errata', ma 'fitta'. Ora è la stessa cosa. Equivalente. Ora va bene? A ma piace come suona? Onestamente no. Sono il figlio di un biologo batteriologo, e sento parlare di genetica e cose simili da quando ero piccolo, a tavola. Ma a chi importa se a me piace come suona, o meno? A me non importa. A me non deve importare. Questo è il senso. Ora, chiaramente, questo vale per questa particolare battuta di Fujimoto. E tutto Fujimoto parla in un certo modo. Risa, come Taro faceva notare, parla in tutt'altro modo. Anche Sosuke e Ponyo parlando in modi diversi. Hanno età e caratterizzazione diverse. Ancora, però, anche a Ponyo capita di usare qualche termine preciso, tipo "Vedetta". "Miharu". Dice proprio "vedetta", il termine giapponese preciso per "vedetta". Non so se in italiano sia "normale" o meno che una bambina di cinque/sei anni sappia cosa vuol dire "vedetta". Parliamo chiaro: dipende semplicemente dalla lingua che si parla a casa sua, perché l'intrattenimento mainstream di oggigiorno non insegna una parola che sia una. Ora, tralasciamo il fatto che Ponyo è una bambina mezza pesce figlia di una dea del mare e uno stregone marino, eh! Quindi "normalità", eh! Ma dico, anche traslasciando questo, io NON DEVO chiedermi se il termine "vedetta" sia "normalmente usato" dai cinquenni italiani. Perché Ponyo, di sicuro, NON E' e NON PARLA come una cinquenne italiana. Ponyo, in verità, non sappiamo neppure se parli come una cinquenne giapponese. Ponyo è solo un personaggio di un giapponese ultrasettantenne di nome Miyazaki Hayao, che per primo non fa sondaggi su quale sia la "lingua normalmente usata". Fa parlare i suoi personaggi come vuole, e punto. Come ogni autore. Io non posso processare le sue intenzioni. Io devo STUDIARE, CAPIRLE, RENDERLE in italiano corretto. Punto. Quidi Ponyo dice 'vedetta'. Punto. Io non capisco, è così semplice! Come si può non capirlo? **** Maxmilian: (parte ricollocata per continuità dialogica)
  14. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Maxmilian, io non pretendo nulla da te. Io continuo solo fare, e continuerò a farlo, notare che tu hai definita *scorretta* la *lingua italiana* da me usata, e non la sai/puoi/vuoi provare tale. Quindi o ti rimagi ciò che hai detto, o lo dimostri, o sei un buffone. Cosa che in effetti stai facendo (il buffone) in forma (come ti esprimi) e contenuto (elusione della questione) da credo ormai più pagine. In tre righe. Tutto qui.
  15. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    No, no. Se tu ritieni il mio *lavoro di adattamento* scorretto, benone. Questo può essere opinabile. Tu hai dichiarato la *lingua italiana* in cui sono formulati i dialoghi di Ponpoko *scorretta*. Non "il mio modo di lavorare". Ma "la lingua italiana utilizzata". Hai detto, più e più volte, che è *scorretta*. Hai detto "non è italiano". Ora, cosa sia italiano corretto non lo decido io, e neppure tu,. è una cosa obiettiva, non opinabile (salvo casi iper-borderline). C'è una grammatica, una morfologia, una sintassi. Continuo a chiederi sempre e solo questo. Di mostrare, citare, le *ragioni obiettive* per cui tu affermi una cosa *obiettiva* come la *scorrettezza della lingua* nei dialoghi del caso. E anche questa volta hai scritto un post di drama pieno di retorica strafottente, eludendo la semplice questione che ormai è chiara e limpida anche ai tasti del tuo computer. Figurati a chi legge. No, erano i tempi di Howl (la canzone che citavo con 'fattoti' è la ending, "Sekai no Yakusoku" -> "La promessa del mondo"). Non conoscevo ancora Bob. EDIT: Piacere, Gualtiero. Frequento Pluschan dalla sua fondazione, ovvero prima della migrazione. All'ennesima svicolata, assumo quindi dalla tua palese mancanza di argomentazioni/prove, anche dietro reiterata esplicita richiesta, l'assenza di quelle. Quindi il tuo giudizio di 'scorrettezza' sull'italiano usato nei dialoghi che criticavi persino come 'non italiani' era una sciocchezza. Ok, assodato l'obiettivo, ora possiamo tornare a parlare dell'opinabile, se vuoi, ovvero delle scelte stilistiche e delle loro motivazioni.
  16. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

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  17. Shito

    La scomparsa di Haruhi Suzumiya

    Bump per le domande agli Haruisti del forum. Inoltre: non trovare che il doppiaggio inglese di Haruhi sia sorprendentemente buono almeno dal punto di vista vocale/recitativo? Sono rimasto esterrefatto.
  18. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Sono serio, certo. Rinnovo l'invito a mostare *scorrettezze* (il che, ripeto, significa cose errate per la grammatica, sintatti, mofìrfologia) di lingua italiana nel testo del film. Che lo stile dei dialoghi non ti piaccia lo so e lo sanno tutti, che io faccia slati a profusione qui sul forum lo so, lo sai e lo sanno tutti. Ma non hai ancora dato un minimo si solidità, di realtà alla tua critica di *scorrettezza di lingua italiana* dei dialoghi del film. Oltre a questo, delle questioni *opinabili* (stile, gusto, filosofia di adattamento) si può discutere. Ma se dici che una cosa 'non è italiano', dimostralo. Cita. Le parti che violano regole di italiano, e le regole che violano. Sennò, puoi anche dire "dico che è scorretto per enfasi, ma non intendo scorretto realmente". Cosa che il suo continuare a eludere la semplice questione implicitamente continua a confermare da varie pagine. Sono serio, certo. Serio e tranquillo.
  19. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Scusa Maxmilian, ma sclero di Bobo a parte, se sai bene che ti ho chiesto di mostrare le presunte incorrettezze nel testo di Ponpoko, che senso ha che citi gli slati sul forum? Ancora: puoi dimostrare che ci sono scorrettezze di lingua italiana nel testo del film, e tante da definire il testo esso stesso 'scorretto in italiano'? Se non puoi/vuoi/riesci, che tu ugualmente continui a dire che quel testo è scorretto, è del tutto insensato/ridicolo. Anche con qualsiasi slato che puoi trovare su questo o altri forum, anche se trovi un mio tema di italiano in cui io abbia preso 4, quel che vuoi. Stiamo parlando di una cosa: Ponpoko. Tu hai definito 'scorretto' l'italiano dei testi DI QUELLA COSA (quel film). Indi, se vuoi sostenere questa tesi, argomenta quella. Non usare argomenti laterali, facezie, arzigogoli. Perché si vede che sono solo modi di eludere l'unica, vera, cosa che continuo a dire del tutto falsa tra quelle che hai detto.
  20. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Maxmilian, di nuovo, quelle che tu puoi chiamare le 'peculiarità' del linguaggio usato sono peculiarità linguistiche, non scorrettezze. Mi hai messo di fronte a scelte stilistiche che io ti ho motivato. L'ambito della correttezza/scorrettezza è altro. Ti prego di indicare un errore di grammatica, sintassi o morfologia nel testo in questione. Dato che dici di conoscere le regole relative, potrai farlo. Io dico che non c'è errore. E finché non se ne prova uno, indi, non ce ne sono, no? Nel senso che l'errore è il punto di discontinuità da dimostrare, come la colpevolezza. Del resto non posso citare tutte le regole per dimostrare che il testo non ne viola alcuna. Dovresti piuttosto tu citate quelle che vìola. Quanto al discorso sulla traduzione, il tuo giudizio d 'monca per quelle scelte' è un tuo giudizio di valore. Che del resto almeno io conoscevo da prima di questo stesso thread. Ovviamente io ho un mio pensiero maturato a seguito di un mio percorso di esperienza, di esercizio intellettuale e di studi (in quest'ordine) e tu hai il tuo maturato in base al tuo percorso. Ovviamente io agisco in base al mio pensiero, che esprimo nel mio operato come fatto e in simili dialoghi come teoria. E naturalmente, questo tu puoi discutere legittimamente. Io ho espresso anche le ragioni che mi portano a un certo pensiero. Credo di averle ripetute alla nausea, e credo che tu stesso le abbia bene intese. Non ho capito le ragioni che invece portano al punto opposto. A parte l'insistere su una *scorrettezza* linguistica che non c'è, che non dimostri, e mageggiare tra questa e la sua dissumulazione di un tuo gusto sotto di quella. E all'aggiunta di retorica fatta di maiuscole, corsivi-italici, sparate iperboliche di divinità che pernodano e tu invece no (etc flame) che -francamente- non mi paiono portare solidità alle tue tesi. Per il fatto che io possa sbagliare: so per certo che è accauduto, indi è reale, indi è possibile. Non che sia modestia. Non che sia altro che realtà e logica.
  21. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Non intendevo dire che tu lo pensi cod', infatti ho usato il condizionale. Dicevo che se era per fare un paragone tra situazioni di culture diverse, dato che il mio presupposto era già stato espresso, tanto sarebbe valso negarlo semmai a priori. E' la ragione del mio primo reply: non capivo il termine di paragone. Detto questo, va anche detto che già qui qualcuno ha trovato quel linguaggio ben dimensionato alla situazione. Qualcuno ha tratto -senza avere visto la scena- delle sensazioni immagifiniche perfettamente aderenti alla scena. Solo dal registro del dialogo. Cosa che mi rende felice. Una cosa che ho capito ben presto è che ciascuno, non per presunzione ma per onesta semplicità, tende a sopravvalutare la propria percezione della 'normalità' della lingua. Ho ricevuto ringraziamenti per aver usato forme enclitiche. Cose come 'fattoti nebbia sottile' (in una canzone), con mail tipo "qualcuno conosce ancora l'italiano, grazie". Altri l'avranno odiato, ne sono pressoché certo. Altri non ci avranno fatto caso. Altri non l'avranno proprio capito. E' sempre così. Di mio, verifico spesso il significato preciso anche di termini che uso quotidianamente. Tendo a non fidarmi di me stesso nella percezione comune della lingua. Resta il fatto che -senza scomodare Joyce- ognuo ha in testa una sua idea dell'Italiano, e parla una varioazione personale di quello influenza da mille mille cose. Quindi io mi rifaccio sempre al canone assoluto: l'originale, riguardo al quale voglio ottenere la massima aderenza (cosa più oggettiva di criteri quali 'naturalità) nei confini della correttezza linguistica del punto d'arrivo (cosa ancor più oggettiva a fronte di libri di grammatica, sintassi, etc).
  22. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Quale tv? Hai in casa una tv di giapponesi ottantini tradotti in italiano? °_° In quella italiana, dato che citavo il testo italiano. Per inciso, non era così nemmeno vent'anni e qualcosa fa. Ora, invece in Giappone alla tv parlano in maniera notevolmente distante (per lessico) da quella di tutti i giorni/lo facevano? E ciò emerge nel dialogo di cui sopra? Sul primo punto di paragone: Ah. Ma scusa, tu hai risposto a un mio asserto, quindi pensavo che rispondessi sulla linea che avevo chiaramente tracciato nel dialogo, ovvero: "la mia idea di traduzione è che si traduce il contenuto linguistico, non il canone espressivo". Ovvero che non si deve 'domesticare'. Quindi non pensavo che proponessi un paragone 'parallelo' tra ambiti culturali diversi, dato che faresti prima a dire "non condivido il tuo presupposto, per me le traduzioni in italiano di testi stranieri dovrebbero suonare come testi pensati ab inizio in italiano da italiani", ovvero nel caso tu vorresti un giappone degli anni ottanta (quello che è oggettivamente rappresentato nel video), popolato da giapponesi degli anni ottanta che -al di là del 'parlare in italiano' in quanto tradotti- si *eprimono* come facevano gli italiani, degli anni ottanta o di oggi. Il che mi pare francamente non solo assurdo, stupido e folle, ma anche impensabile. Perché il primo fascio di caraterizzazione culturare è quello implicito della cultura nazionale d'appartenenza, direi. Per la seconda domanda: Per mia cognizione, abbastanza. Nel senso che in genere indago sui registri linguistici utilizzati tramite il consiglio dei traduttori madrelingua. Non è che ricevo la traduzione e stop. Tipo, per valutare il peso della variazione linguistica del narratore, mi sono fatto spiegare come 'suonasse' alle orecchie di persone giapponesi. Ho già citato la spiegazione datami dalla responsabile Ghibli. Ma ne ho parlato molto di più con la traduttrice. Come in genere faccio per verificare la mia lettura di ogni caratterizzazione, di ogni personaggio, di ogni registro linguistico che adatto. Altrimenti non avrei mai approfondito tanto il manzai e l'Osaka-ben per Abesho, i rakugo ora per Ponpoko, e varie altre cose. Che è uno degli aspetti belli del mio lavoro: mi obbliga a studiare. :) Nel caso del politico, a parte avere indagato un po' (eufemismo) sullo stile televisivo giapponese, ovviamente ho chiesto anche lì. Ciò ovviamente non eliminando quanto ho già detto, e ribadisco: per una resa semantica precisa è necessario comunque un uso abbastanza vasto del dizionario della lingua in cui si traduce (la lingua d'arrivo della traduzione). Max: stai continuando a imbrodarti da solo. :( E tu credi di essere in grado di giudicare una cosa del genere? Tu? E in base a cosa, di grazia? In base al fatto che ti ho invitato a citare una scorrettezza linguistica che tu voglia (indi sia grammaticale, che sintattica, che morfologica o che) nel testo del film in esame. E continui a non farlo, e a fingere di con capire cosa voglia dire 'italiano scorretto'. Che come sai non significa 'italiano giudicato da Max improprio/inadatto/aulico/brutto', ma errato secondo le regole della lingua detta 'italiano'. Solo questo. Cosa che ovviamente è anche fail, perché se pure trovassi una incorrettezza, dato che posso fallire, questo renderebbe vera la frase "nel copione c'è una incorrettezza di italiano", e non già la ben più generica asserzione "il testo è espresso in italiano scorretto", cosa che sarebbe vera se la presenza di incorrettezze fosse -se non preponderante- quanto meno 'importante da punto di vista quantitativo'. Ma ad oggi, non ne ho vista citata ancora una, di incorrettezza di lingua italiana, nel testo del copione.
  23. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Senza flame, continuo a dirti che tu NON stai usando il concetto di 'italiano corretto' in modo 'corretto'. Dato che l'italiiano che tu chiami 'cannarsese', anche non volendone vedere la variazioni, è sicuramente, obiettivamente, oggettivamente 'italiano corretto' da tutti i punti di vista che afferiscono alla 'correttezza' di una lingua: morfologia, sintassi, etc. Ovvero qualcosa che *stilisticamente* non piace a te, tu lo chiami 'scorretto' come lingua, cosa che è falsa e insensata, e lo ritieni indatatto da un punto di traduzione, cosa che non è insensata per sé, ma che pure non controargomenti in alcun modo reale. Salvo che ripete, con sfottò, iperboli, e retorica, che "non ti piace" perché "non ti piace". Il che è del tutto pointless. Solo una cosa: No, no, non capisci. Non sarebbe comodo. Ovvero, non lo è. Scrivere le cose serie, come io faccio e tu no, è più faticoso. Spiegare quello che ho spiegato costa un po' di tempo e sforzo. Al contrario, flammare come fai tu è semplice, per me come per te, non costa nulla. E' questo quello che è 'comodo', in questo caso comodo per te. Non è che cercando di essere decente io faccia captatio benevolentiae verso di te o nessun altro, non fraintendermi. E solo che avvero un limite all'insesatezze, e dopo un certo limite 'quit'. Tutto qui. Ovviamente leggo il tuo atteggiamento di superiorità, ma non te lo faccio neppure notare. Ripeto, non continuo la flame. Ma non perché non si possa. E' che non voglio. E non per comodo. Per voglia di sensatezza. Parlando dunque dei film, credo questo sia il giusto posto per esprimere una cosa che sono riuscito a mettere davvero a fuoco solo di recente, ma che mi ronzava in testa già da molto tempo. A rendere tutto chiaro come il mattino e trasparente come il diamante è stato, manco a dirlo, Otsuka Yasuo. La cosa che ho finalmente messo a fuoco è: "perché Miyazaki ha tanto successo"? Non è una domanda tanto banale, eh! Alla fine se lo chiede(va?) anche Tomino. Perché Miyazaki ha successo di pubblico e critica, in Giappone e all'estero, al punto di aver sdoganato l'animazione giapponese come mai nessun'altro prima o dopo di lui? La risposta è semplice ma al tempo stesso geniale, tipo uoovo di Colombo. Per comprenderla, bisogna tornare ai tempi in cui Miyazaki e Takahata erano giovani davvero, dico ventenni, e Otsuka Yasuo era già un affermato animatore. Quando si trattò di fare Hols no Daibouken, fu Otsuka -che era già dentro il progetto- a chiamare Takahata alla regia. Racconta Otsuka che dopo un po' lui stesso e Miyazaki non capivano più niente di cosa Takahata stesse facendo o volesse fare del film. Ovvero, Otsuka racconta che lui e MIyazaki, animatori, volevano da animatori fare le cose fighe, le cose wow, mentre invece Takahata si concentrava su cose per loro insignificanti, tipo il sacrificio di Hilda, etc. Alla fine, Otsuka e Miyazaki furono tagliati fuori dalle riunioni creative del film. Cosa che li rattristò molto. Otsuka, con una onestà incredibile (o forse del tutto naturale, cos'altro dovrebbe esserci in vita?) racconta che quando vide il film completo si mise a piangere, semplicemente, perché "realizzò i suoi limiti". Ovvero, realizzò (sono sempre parole sue) che i suoi limiti di artigiano erano la semplicità di volere fare delle scene divertenti, punto. E che quel giorno rinunciò per sempre all'idea di poter fare il regista, si dedicò alle sue 'stupidate' e fu felice così. Per intenderci, anche il pilota e la serie animata essa tutta di Lupin nacquero a seguito di ciò: nessuno tranne Ootsuka voleva fare una cosa così stupiuda, sboccata e volgare. Lo so che capire ora questa prospettiva è difficile, ora che Tarantino si considera un intellettuale, ma a quei tempi c'era maggiore onesta, e Lupin era visto per quello che era: una cosa stupida e volgare. Così, quando alla fine Ootsuka, che nella sua semplicità da otaku (dei suoi anni) pensava "wow figo pistole e tettone e ci metto anche le mie amate Jeep!" riuscì a far partire la serie di Lupin, fu un fiasco assoluto. Per rimettere le cose su un binario anche solo possibile, Ootsuka chiese a Takahata e Miyazaki di entrare nel progetto, e loro lo fecero solo per lui, ma si vergognavano tanto che chiesero di NON essere creditati con i loro nomi. Incredibile, eh? Ma sto saltando la parte importante. Torniamo alle lacrime di Ootsuka di fronte a Hols. Al suo riconoscere e accettare i suoi limiti di otaku che ama le locomotive, le jeep, e cose. Come reagì, invece, Miyazaki? Miyazaki rosicò ABBESTIA. Ora, Miyazaki era un otaku tale e quale a Ootsuka. Ootuska da piccolo era stato un freak delle locomotive e le disegnava 24/7 come se non ci fosse un domani, Miyazaki era il freak degli aeroplani che costruiva il padre. Ovvero la gente moriva negli aerei e Miyazaki pensava a quanto fossero fighi come design. Il seme dell'otaku al 100%. Ognuno è un otaku dei suoi anni, come si capisce. Ma a differenza di Ootsuka, Miyazaki era troppo giovane, troppo moderno, troppo chissacosa per accattare semplicemente "ok, Takahata è un intellettuale e io un bambinone, amen" come Ootsuka. Miyazaki capì l'intellettualità di Takahata (dice: "lui non stava più facendo cartoni animati... quello era stava facendo era Edith Piaf... era Prevert! - sic.) e rosicà. Quindi cosa fece? Per X anni fece 'il braccio' della mente di Takahata. Ora, vi ricordo che Takahata è un regista d'animazione che NON disegna. E' un regista d'animazione che NON viene dall'animazione. Quindi ha bisogno di qualcuno che disegni quello che lui ha in testa, ma non sa disegnare. Questo fu Miyazaki. In quegli anni, quando Takahata fece la regia di Heidi la ragazza delle Alpi e di altri classici come 30000miglia alla ricerca della mamma, MIyazaki gli stette così appresso che invento la fase dei 'layout' nel processo produttivo dell'animazione giapponese, prima non c'era e forse ancora oggi lo fanno solo allo Studio Ghibli e da poche altre parti. Nelle parole di Ootsuka, Miyazaki disegnava da solo tutti i layout per le cose di Takahata, il che -sempre nelle parole di Ootsuka- è una mole di disegno quasi inumata. Voglio dire, se Ootsuka dice 'una mole di lavoro quasi inumana' è una cosa davvero spaventosa, è come se Tezuka dicesse di qualcuno "ha disegnato una quantità di manga inumana". Sappiamo che la scala di queste persone è forse 'inumana' tanto per cominciare! Ootsuka dice senza mezzi termini che, dopo quel periodo, quando rincontrò Miyazaki, ebbene 'Miyazaki era cambiato'. Alla mente dell'animatore-otaku-semplicione si era affiancata una componente di interesse intellettuale, una contaminazione di Takahata -che era ed è un intellettuale vero-. Quindi è nato questo mostro: Miyazaki Hayao, un otaku animatore toccato dall'intellettualità di un regista intellettuale. Una alchimia quasi unica. Perché, in questo modo, Miyazaki regista da un lato ha fatto cose assolutamente otaku, con mondi fantasy (= quello che per la generazione dopo sarà la SF), con le rori, con le avventure, le scene fighe e insomma UN SACCO DI ESCAPISMO in mondi infantili, dall'altro -mentre faceva questo- ha comunque messo nel piatto anche un po' di interessi intellettuali da favolista 'buono'. Quindi, come risultato, i suoi film sono ibridi così: da un lato sono 'sensuali' come i mondi da otaku di Sasshi, ti ci puoi 'perdere dentro con la fantasia del bambino', dall'altro lato puoi cercarci 'seri significati', ma senza esagerare. Quindi, i suoi prodotti sono il PERFETTO PUNTELLO per l'escapismo dell'uomo postmoderno: guardandoli fai l'otaku chiamandoti intellettuale. Volendo, o anche non volendo, è proprio una cosa orribile, una cosa davvero ipocrita a livello dell'autore, e soprattutto scalino della massima ipocrisia del pubblico. Per tutti coloro che fossero più interessati all'argomento, consiglio seriamente di vedere -tra le altre cose- il documentario su Ootsuka Yasuo. E' da lì che i pezzi, i molti pezzi raccolti nel corso di centinaia di frammenti tra interviste, making of, film stessi, hanno incominciato ad andare a posto.
  24. Shito

    La scomparsa di Haruhi Suzumiya

    VIsto pure io. Wow. cosa scrivere? A parte che avevo DAVVERO ragione a tracciare il parallelo tra Nagato e 'il progetto originale della caratterizzazione di Ayanami Rei', credo che il punto del film sia -di fronte alla banalità del fatto- cge se Haruhi crede che tutta la follia sia divertente, ma in realtà ama 'così normalmente Kyon' (ed si autoinganna del contrario), Kyon crede di essere una persona così normale, ma in realtà ama 'così pazzamente Haruhi' e la sua follia. Quindi sta volta era il suo turno di fare autonalisi, sì. Peraltro l'autoanalisi di Kyon in teatro sulla sedia fa molto ep25-26 di Eva, versione televisiva. E alla fine la scelta di Kyon è quella di Shinji in Magokoro: scegli di fuckupare la soluzione di quello che hai sempre lamento e tornare a quello che di cui ti lagnavi. Ovviamente ci sono svariate differenze, la 'depressione' di Shinji è semplice 'autoinganno' di Kyon: non ammette a sé stesso i suoi veri sentimenti. Ora, visto che a differenza di quel baraccone di retcon di Eva qui la trama fila, non c'è un fail epico nell'incapsularsi dei paradossi temporali? Ovvero, al punto in cui Kyon viene accoltellato da Asakura, non avendo ancora ripristinato Yuki -che si è ri-creata in una Yuki oblivia- teoricamente il 'futuro' da cui viene ancora l'altro Kyon non dovrebbe esistere. Quindi non capisco dove si generi la 'terza' linea temporale, dove Kyon viene spinto giù dalle scale e va in coma. Capisco che questo deve ancora accadere alla fine del film (Kyon, Nagato e Mikuru torneranno indietro nel tempo), ma quel futuro non dovrebbe esistere, e indi non dovrebbe poter tornare indietro nel tempo per generare sé stesso. Qualcuno che è più erudito di me può illuminarmi? Al momento in cui Nagato cambia la timeline, il Kyon normale è quello che si risveglierà nel mondo cambiato, e vivrà tutto quello che si vede nel film (salto indietro e poi avanti nel tempo inclusi), Il Kyon che ha già vissuto tutto quello è quello che viene accoltellato. Quindi un 'futuro alternativo' NON dovrebbe esistere, no? Quale Kyon viene spinto già dalle scale? Non quello che ha vissuto il film: non lo si vede accadere. Etc etc etc :( -- Edito del giorno dopo: il paradosso non torna proprio. Nella linea temporale alterata, Kyo fa tutta una serie di cose prima di premere 'enter' e tornare al passato. Dal passato, torna al futuro al momento dell'alterazione. Quindi, in questo momento, ci sono due Kyon. Ma innanzitutto la Nagato che il primo Kyon incontrarà (nella linea temporale) ovvero ha incontrato (nella linea narrativa), non ricordava affatto del tentato omicidio. Inoltre, il futuro da cui provengono il terzo Kyon con Mikuru ragazza e credo una seconda Nagato, non dovrebbe esistere sin quando Nagato non viene 'curata'. Se qualcuno ha una spiegazione, gli sarò grato. Sono il fanboy dei paradossi temporali. Detto questo, ancora sul film. c'è da dire che è davvero "un episodio lungo mandato al cinema". Non è neppure come Eva, dove tra serie e film lo scarto non solo qualitativo, ma proprio di stile, di uso della camera, di tutto era proprio evidente. Anche la dimensione dei soggetti inquadrati, qui, resta del tutto televisiva. C'è ancora una maggiore cura nelle cose che erano già così curate nella serie, soprattutto certe espressioni significative senza essere esasperate, e chiaramente è oro puro, ma sembra proprio un episodio speciale. Forse per questo han messo la opening? Ma c'era anche al cinema o è home-video only? In ogni caso, quello che più mi è piaciuto in tutto il film è la capacità degli autori di farti davvero sentire, empatizzare tu stesso con i sentimenti interni alla narrazione. Cavolo, manco fossi Bastian che legge di Atreyu! Il senso di smarrimento, poi di follia, poi di vuoto e poi di *tristezza* di Kyon è intenso quanto la noia di chi ha visto Endless Eight messo in onda once a week. Straordinario. Ovviamente la 'scorrettezza' sta nel fatto che la pena per Nagato, per i suoi sentimenti 'errati' e tutto, si può capire -e indi empatizzare- solo conoscendo giàù tutto il resto. Ma del resto, come dicevo, questo non è che un lungo episodio di una serie. E -avevo torto marcio- valeva assolutamente la pena farlo. E valeva la pena anche fare tutta la serie per poter poi fare questo. Ah, qualcuno mi spiega come mai la Mikuru adulta ha sempre remore nei confronti di Nagato? Che avesse remore nei confronti di Haruhi prima si sa perché: a cusa della gelosia inconfessata a sé stessa che Haruhi prova nei confronti dell'interesse sensuale di Kyon per Mikuru ragazza, succede il 'primo' patatrac. Ma in questo caso? E' solo che la Mikuru adulta, da donna adulta, ha pena adulta per la 'Nagato ragazza normale', a cui non è dato avere sentimenti e deve essere rivertita a un'entità di dati senzienti per l'equilibrio di un mondo di cui lei -la Mikuru adulta- è parte, indi la sua soppravivenza? Come chi non vuole svegliare il Pesce dei Venti in "L'isola che sogna" (di Miyamoto, non il prossimo postumo di Kon)?
  25. Shito

    Porco Rosso e Ponpoko

    Max, non ritorno sulla flame, non ti quota nessuno, non ride nessuno. Non è che prendi centimetri in alcun modo, dai. Ed è sempre lo stesso disco, a cui ho già dato seria e onesta risposta. E l'ultima parola nella flame te l'ho già lasciata, eh! Non è che io non volessi il flame, non che l'abbia realmente voluto, ma non è che sia stata una punizione. Non è che ti chieda nulla. E' solo che poi anche basta, no? Ho semplicemente detto 'quit' per mia parte, droppando la sequela di sbeffeggiamenti, e provato a rimettere le cose sul sensato. Se vuoi parliamo di Ponpoko, sennò così parli da solo, e non credo che si potrebbe dire che facendolo in questo modo fai una gran figura. Ossennò molliamo anche il discorso reale, e se qualcuno vuole parliamo pure di Porco Rosso (cfr topic). Ossennò, boh, fa' un'altra battuta di una flame estinta.
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