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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    "Kigeki" (Comedy)

    Mh, per quanto riguarda il mio, molto semplice è intanto l'idea che 'lui' stesse cercando, in una vita probabilmente immortale e di potere soprannaturale/sovrumano, qualcosa che potesse farlo sorridere. Il 'pagamento' dei suoi servigi sarebbe stato questo. Come dire, quando l'immortalità ce l'hai già più dei libri alchemici sulla Lapis Sapientiae e cose ti serve un libro di 'commedia'. Qualcuno ha inteso leggere nel 'viaggio & esperienza' della piccola la metafora di uno spulzellaggio, ma mi pare un po' forzato/estremo/eccessivo. Forse solo una generica metafora di crescita? PS: I sottotitoli italiani nel video linkato sono sematicamente 'appesantiti' che manco Shitarello 1997, btw. :(
  2. Not that I really care, but... well, just wow.
  3. Shito

    "Kigeki" (Comedy)

    Parlando di Kigeki, è assai OLD, ma se da queste pagine non era mai passato, credo tu abbia fatto benissimo a postarlo. E' un corto interessante, dove lo stile sopperisce alla limitatezza di budget. Insomma, come piace a me: di necessità virtù. Mi piacerebbe conoscere la tua lettura interpretativa dell'opera. Non so perché, ma credo sarà più sensata della mia.
  4. http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=59fUhOhGHVA
  5. Shito

    Io non sono un uomo!

    La lettura di Shuuji è a mio avviso corretta al 100%, credo sia compatibile e concorde a quella che anch'io cercavo di dare. Soprattutto, la cosa è vivida nel paragone che suggerivo a Darion. La 'gestione' di quel sentimento nostalgico di cui dice Shuuji è a mio giudizio l'unico limite di Takahata narratore, ma d'altro canto è umano ancge lui.
  6. Shito

    Soul of Chogokin

    interessante :) certo anche a Kawamori disero che il Valkirye sarebbe stato impossibile da realizzare come modellino trasformabile, ma in realtà era 'possibile e complixato', dato che lui l'aveva progettato ingegneristicamente. credo che ciò che hai scritto sia vero, insomma
  7. Shito

    Io non sono un uomo!

    Quello che ti ho consigliato ha un senso che tu non conosci, non si tratta solo di vedere e capire i due film.
  8. A otto anni (1984) mi vestii da Dirk the Daring a Carnevale. On a quest to rescue a fair princess from the clutches of an evil dragon. Yaaaa-na kanji! Nigecha dame da, demo... kimochi warui.
  9. Shito

    Io non sono un uomo!

    Darion, credo che con questi sentimenti dovresti vedere e considerare in parallelo Omohide Poroporo e poi Mononoke Hime. Questi due e in quest'ordine, però. Io ci sto ancora riflettendo, magari poi ne parliamo.
  10. Shito

    Io non sono un uomo!

    Ovviamente le mie critiche non si rivolgevano a te, e ovviamente sì: interrogarsi con onestà sul sentiero intrapreso fa sempre bene. Quale che sia la direzione imboccata, una barca andrebbe governata, e vorrei sempre vedere dove sto puntando la barra del timone. Non è che ogni comodità, ogni piacere anche effimero valga ogni azione bruta, no. Infatti dicevo "per come è venita Tama, devo dire da umano che ne valeva la pena". Ma Tama è splendida, e ce n'era davvero bisogno. Non è sempre così. Noi italiani lo sappiamo bene, vero? Essere umanamente onesti e onestamente umani non significa -per contro- essere finti tonti di comodo. Sì, ci si potrebbe, dovrebbe sforzare. Concordo. E credo che sul lungo termine questo sarebbe conveniente per l'uomo. Quindi sarebbe una strada umanamente sensata. Ma la massa ha la vista corta, arrriva fino a dopodomani, non più in là. vede soltanto il proprio angoletto di vita. Per andare oltre ci vuole un isprato. Ma anche Machiavelli, sant'uomo, è stato *sovvertito* nel suo pensiero dall'edonismo più crasso. Solo una cosa: 'giusto' in che senso? Il concetto di giusto è umano: non credo che alla natura sia fregato dell'estinzione dei dinosauri, quale che sia stata la causa, e noi piangiamo nel sentirci causa dell'estinzione di -che so- *una* sottospecie di uccello? E' egocentrismo. Ache l'uomo è in qualche modo parte di un tutto, non ne è il divin artefice. Anche il fatto che l'uomo sia assurto autocoscienza è successo da sé. Come nascere: nessuno lo decide. Più che cosa sia 'giusto', con umiltà l'uomo dovrebbe pensare a cosa sia 'opportuno' per sé, come singolo come gruppo e come razza che vive su questo pianeta. Come dire: con la testa scevra dall'Ego e i piedi per Terra. :)
  11. Shito

    Soul of Chogokin

    Cultura anche in questo campo!
  12. Grande post di grande onestà. Se posso, forse la cosa migliore che ho letto a tua firma. Impossibile oppugnarne alcunché. Solo elalborare. Credo che tu abbia ragione, e credo soprattutto che -come al solito, in democrazia/liberomercato- sia la domanda a determinare l'offerta. Il pubblico non vuole che evasione. Mezzi di escapismo. Da cosa poi? Dalla propria coscienza, credo. Dalla coscienza della propria vita, che alla fine, ubriaca di liberta, rischia di rivelare il vero volto di quella: la solitudine. Mazzarò o Schopenauher, molte cose o molti amici, sempre molta solitudine è. "Soli in compagnia". E a far finta di non essere cresciuti non funziona mica. Ci vuole sedazione. Di vuole evasione. E' sicuramente così. La ricerca di evazione, l'ho sempre pensato, è la sconfitta umana definitiva. Certo, è pacifico che l'infanzia sia 'il momento delle storie da capire' perché in infanzia *c'è tutto il tempo per capirle*, e la voglia, e l'energia. Va da sé che la cosa non può essere eternizzata. Ma la fuga, proprio non vorrei. Ho sempre creduto che un libro o vale la pena di leggerlo due volte, o neppure una. Un film o vale la pena di vederlo due volte, o neppure una. Un luogo o vale la pena di visitarlo due volte, o neppure una. E tutto così. Bisogna sforzarsi continuamente. I passatempi? Il tempo che passa mi avvicina alla fine del mio tempo. NON LO VOGLIO SPRECARE! E' la più limitata delle mie risorse. Ovviamente capiamoci, io parlo da viziato. Da privilegiato. Da fortunatissimo. Anche se altri nelle mie situazioni si lagnerebbero e si direbbero sfortunati. Ma davvero io ci provo giorno per giorno, mi ci sforzo proprio, a combattere la naturale indolenza umana. La spinta all'abulia. L'astenia rampante. Il post-modernismo non l'ho inventato io, e alla fine la chiave di lettura è anche semplice. Così nelle storie, quelle da fruire come quelle da raccontare, così nella vita ci vuole forza di volontà, autocontrollo, disciplina. "Solo cose intelligenti" "Solo cose con un senso" "Solo cose che mi diano qualcosa" "Solo cose che mi lascino qualcosa" Se esco dal cinema e non ho in me qualcosa in più di quando sono entrato mi sento arrabbiato. Non mi importa se le poltroncine erano comode, il popcorn buono, la fascinazione tanta e la straniazione mentalmente riposante. "Se una cosa non fa educazione, fa diseducazione" "Il vuoto è il brutto" "L'insensato è nemico dell'umanità" "Lo stordimento, in ogni sua forma, è venefico" "O sto imparando, o sto disimparando" Ma su tutte, la frase di oggi vuole essere senz'altro: Solo nella disciplina, l'unica vera libertà. Eloisa diceva al suo amore che i filosofi d'un tempo altro non erano che monaci laici, prima di Cristo. E credo fosse molto intelligente, lei. E' un po' una mia idol, eh. Su tutto, grazie a Shuuji per lo splendido post, e per le riflessioni che mi ha fatto rifare, e soprattutto vergare. Questo è stato, nell'ottica che ho espresso qui, del tempo ben speso.
  13. Shito

    Io non sono un uomo!

    Però tu dimentichi che quello di Ponpoko è un resoconto storico, sono cose che sono successe, magheggiamenti a parte. A me pare che i momenti più significativi siano quelli rappresentativi di un'umanità che ha perso il senso della parola 'meraviglia' (i due ubriachi, le due mammine dopo la parata degli spettri) e ha perso il contatto con la naturalità dei propri *Sentimenti* (l'ultimo inganno dei tanuki, la regressione bucolica). Oltre a questo, non riesco a vedere una preso di campo di Takahata tanto schietta. Che le cose siano andate come siano andate, è un fatto. E nella narrazione finale persino Shoukichi non ha rabbia, ma una pacifica accetazione delle cose. Certo poi quando si 'spoglia degli abiti della civitltà' il simbolismo è forte, sembra che il ritorno alla comunità passi per l'abbandono -anzi il rifiuto- della modernità. Credo che l'interesse di Takahata sia sempre sociologico, mai ecologista.
  14. Shito

    Io non sono un uomo!

    E' ancora uno splendido post. Tuttavia, ti lascio un pensiero che forse ti sorprenderà Durante il mio ultimo viaggio sono stato a Tama. Ci volevo andare da tanto, dopo averla vista 'costruire' in Ponpoko prima, e 'costruita' in Mimi wo Sumaseba dopo. Dopo esserci stato, posso dire che a mio giudizio è veramente un posto splendido. Un'area urbanizzata meravigliosa, dove automobili e persone sembrano vivere su piani separati, piena di spazio e verde. Pieno di bambini e famiglie, anche di questi tempi (che non sono più gli ottanta, eh!). La prima cosa che ho pensato è stata: "beh, se bisognava sterminare un po' di tanuki per questo, è stato ben fatto". Ho sempre creduto che per essere umani, bisogna anche averne il pelo sullo stomaco. Mi spiace per i tanuki, ma anche no. Io non sono un tanuki, e devo vivere onestamente per quello che sono, con la mia barba e il mio stomaco oltre che ai nobili ideali di comodo. Mi fanno più arrabbiare gli ecologisti, che si atteggiano a 'bravi solo loro', ma tanto quando si ammalano vanno in ospedali a sperare nella guarigione, ospedali che consumano energia elettrica importata da centrali nucleari oltralpe, e consumano farmaci chimici, tutto trasportato su strade di cemento con mezzi a benzina e cose. Non ci si può sentirsi 'migliori' con un po' di marchette all'ego, perdipiù tutto secondo la moda del tempo. L'obolo alla beneficienza. Il pensiero dello schiavo nella pelle del padrone. Mi fa schifo. E' un'ipocrisia buonista che per me dovrebbe valere la pena di morte, o quasi. E lo stesso vale per l'ecologismo contemporaneo pret-a-porter. Non si può negare il sistema che ci ha partoriti. Come non poteva farlo Julien Soriel, o l'elefante in Jungle Taitei. Io credo lo sapesse anche Takahata. Alla fine, il suo punto di vista non è schierato, ma cronachistico. Forse si sente un certo retrogusto fascinato per la civiltà giapponese pre-industriale (di cui i tanuki nel film sono simbolo, ricorda!), ma non si sta a fare l'apologia della natura con l'industria cattiva. Non è mica il semplismo trasognato del primo Miyazaki (Conan, Nausicaa film, Laputa...), è l'intellettualità vera di Takahata, checcavolo! E alla fine Takahata è un uomo, e lo sa. E' un uomo che si interroga sulle strade imboccate dai suoi contemporanei, ma non ti da una verità buonista tirando fuori un tanuki dal cappello, ecco.
  15. Shito

    Soul of Chogokin

    Kanzen Henkei. E cmq vedo spesso che i fan italiani non riescono a capire questa meraviglia. Molti preferiscono lo stacca e attacca se serve a garantire una silhoette migliore. BTW, Kawamori si è lamentato che nei film live dei Transformers quello che compiono i robot non è un henkei ma un henshin (gliel'avevano chiesto in quanto progettista del Convoy della linea Diaclone, e così ha risposto). Sigh, non hai colto il mio fine giuoco di parole (平気)... solo una trasformazione 'perfetta' è safe e tranquilla libera il vero model otaku da ansia e disperazione. BTW, who cares silouette. Cambiava da sakkan a sakkan, per non dire da gengamen a gengamen, o illustratore e illustratore. Il concept è quello che conta. Cmq capisco Kawamori. Infatti, per contro, il Kanzen Henkei Getter-1 era una cosa sbagliata a livello concettuale. Quella è Henshin, e NON si fa nel model. Salvo inventare plastilina mnemonica. Personalmente ho sempre considerato God Sigma tra i più kakkoii, ma il nuovo 'modellino' è per me troppo 'modellino'. Questi robot sembrano personaggi umani più che robot, sembrano volersi mettere in posa come culturisti. No grazie. :( Infatti il GunBuster di Studio Half-Eye è tutt'altra cosa.... :snob: Quello era un errore di principio, come dicevo.
  16. Shito

    Soul of Chogokin

    Studio Half-Eye > tutti Kanzen Heiki > posabilità e altre menate modellinesche (teste da cambiare, WTF?) Voi non capite il fascino del modellino unico, dove si stacca solo quello che si stacca in animazione, e nulla si cambia.
  17. Shito

    EVE no Jikan - Gekijouban

    Sì, c'è da principio il plot di base per un'altra miniserie. Sicuramente il film sembra costruire la testa di ponte verso una 'seconda parte' molto di più della serie di ONA originali, che alla fine infatti tendo a preferire. :)
  18. "Estroproiezione" mi pare un bel neologisimo, costruito con tutti i crismi della nostra linguistica. L'unico dubbio resta con la polisemia potenziale tipo "proiezione dell'estro [femminile]", che farebbe un po' psicanalisi, ma dato il piano semantico su cui ci muovevamo, direi che era chiaro. :)
  19. credevo che ciò che citi fosse perché si tratta di un filmato dello schermo, e il filmato è ovviamente monoculare, ma potrei probabilmente sbagliare.
  20. Non e' stereoscopia, e' un movimento su piu' piani in parallasse, con fuoco sul punto di vista di chi osserva. Credo che anche il 3DS fosse appunto la stessa cosa, infatti l'effetto parallattico funziona solo se sei perfettamente centrale al video e a una data distanza (dovuta alla distanza oculare di ciascuno). Nel caso di questo soft per iPad, la telecamera frontale segue il viso dello user, e il sistema interpreta il dato correggendo in tempo reale la visualizzazione, quindi il punto di vista di chi osserva può muoversi.
  21. Come il 3DS ma più evoluto?
  22. Shito

    Saint Cloth Myth

    La prima cosa che posti è roba di Araki, dannati bishounen. La seconda cosa che posti è chiaramente amore fraterno e manly tears. Non mischiamo le sete frufru con dei nobili stacci sporchi di sangue. Se poi vuoi dirmi che anche Joe raccoglieva la saponetta per Rikishi, be, ti saluta kitty.
  23. Shito

    Saint Cloth Myth

    Araki = un passo dallo yaoi lo sappiamo tutti
  24. Sì, la figurazione è quella che poi la pittura chiaroscurale/plastica cerca di richerare. Infatti la pittura di M. nasce dal basso/altorilievo (madonna della scala = sibilla, centauromachia = giudizio).
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