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Shito

Pchan User
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  1. Beh, sì. E' necessario per fare un discorso 'sui massimi sistemi'. L'avevo detto, che era un discorso molto maschile. Mentalmente onanista. Inutile. Artistico ovvero filosofico. Lascio la valutazione di eccezioni e scala di grigi all'acume dei lettori, su cui ho buona fiducia e stima. :) E credo sia una perla davvero. Per me senza dubbio non vi è differenza tra la filosofia e la teologia, dato che per me 'tutto è fede' (nell'ottica dello scettico radicale). Lasciati dire che difficilmente mi sono sentito più capito che in quella tua riga, giudizi di valore divergenti a parte. Lo sapevo che avevo fatto bene a scommettere su di te.
  2. Darion wins qui. Cmq se proprio vogliamo spiegare il non-spiegabile, è semplicemente l'istintuale esternazione di una insoddisfazione, che per istinto induce a un conflitto che si apre senza la reponsabilità di aprirlo, ovvero negandolo, nell'incoscia cognizione che un atteggiamento muto sarà notato. Ovviamente la donna non pensa questo: lo pratica istintivamente. Ma questa è ancora psicologia101, dai, non è neppure psicodinamica della sessualità umana. E' ancora gioco delle parti. :)
  3. gli stessi spunti che avevi fatto deragliare verso i soliti mantra? Non irretirti, ti prego, non era mica una stoccata. Invero se trovo che tu non abbia colto bene gli spunti potrei averli espressi maldestramente io in prima istanza. Mi spiego, comunque: No, non si era proprio messa in campo questa immagine. Nerd/geek/otaku = uno che è adulto ma ancora sta appresso a storie nate per ragazzini, di quando lui era il ragazzino che ora non è più. L'immagine era questa. L'idea dell'apparire socialmente come un qualcosa non era stata messa in campo. In ogni caso, sì, i film di Miyazaki sono generalmente per bambini e al massimo per adolescenti. Lui per primo lo dice. In secondo luogo, credo che Bob abbia espresso bene il concetto di 'dipende dalla posizione intellettuale che assumi nei confronti delle cose che consumi'. Ovvero, potrò anche leggere La Pimpa, ma lo so che è una cosa per bambini. Se c'è questa distanza -onestamente valutata- nel modus di fruzione dell'opera infantile, forse (e dico forse) è ancora OK. Ma se fruissi La Pimpa come se La Pimpa fosse per me OMG THE SHIT? Credo sarei un ritardato, ancora, nel senso proprio del termine. E' questo che mi fa riflettere. Forse sono più a posto i girellari, allora, che guardano gli eroi dell'infanzia per quello che erano (eroi di infanzia), e indi con un certo distacco, piuttosto che chi segue ancora a trent'anni l'animazione e i fumetti con VIVO interesse? Comunque, tornando al 'non ti irretire', sono sincero. Non voglio mica avere ragione. Nessun e-penis qui. Sto riflettendo, insieme a voi. Perché qui mi trovo bene. Lo dico anche a Shuji, che leggo sempre un po' sul belligerante andate, e di cui devo ancora eviscerare bene l'interessante lungo post. A cui voglio sentitamente rispondere. EDIT: Bob, ritengo il tuo contributo prezioso, ma non ha senso se ti scaldi, no? biggest fail evar Asuka è in piena misogina femminile, rifiuto del sé mestruale, etc. Self denial on the go. Trova 'ridicolo' il coito tra Misato e Kaji, e non sopporta il suo ciclo mestruale. Ripensaci. Ok per 'la psiche femminile', ma Asuka è proprio kore. Ferita, ma kore. Darion: sui modellini, fatti spiegare da Garion come mai Tomino prendeva a bastonate un Gunpla.
  4. E' una cosa davvero preziosa. Sortisce su di me un effetto al tempo stesso di grande ispirazione e terribile anatema. Una cosa tipo 'Twilight' degli ELO, se hai presente.
  5. Sono discorsi concordi. Perché l'apprendimento mnemonico è il più pratico, l'analisi è al contrario uno sforzo astrattivo e indi teoretico, indirizzato a quella 'comprensione profonda delle cose' che alla femmine non interessa. :) No, è che l'uomo ha un 'concetto' di praticità, come di ogni cosa. La donna non ne ha un concetto, la donna pratica la praticità, come ogni cosa. Siamo solo noi che abbiamo bisogno di 'ordinare', ovvero rappresentare, il mondo. Le donne, più semplicemente, lo vivono. Tuttavia, la cosa veramente 'buffa' (non in senso spregiativo) è che voi, da maschi che siete, state speculando maschilmente delle presunte logiche della psiche femminile. Alla femmina il discorso del viola importa fin tanto che lo fa. Cinque minuti dopo, potrebbe valere il contrario e esserci un solo viola. Il discorso femminile è sempre finalizzato all'hic et nunc. Per questo le donne appaiono 'incoerenti', ovvero 'illogiche' agli uomini, da cui grande discomunicazione. Perché gli uomini si ostinanano a voler 'ragionare' con le donne come se quelle fossero uomini.
  6. Ryoga, anche dal tuo ultimo esempio deduco che non hai inteso cosa è 'teoretico' e cosa 'pratico'. Ricordare i colori dei vestiti in una vetrina è praticità, metis pura. Speculare se i colori esistano o meno, o se li vediamo tutti allo stesso modo o mischiati credendo di vederli uguali nel gioco dei significanti-significati è teoretico. In genere le donne trovano la teoretica 'stupida perché inutile', ovvero praticamente inutile. Cose come la logica, la teoria del diritto, le religioni rivelate (la teologia!), la filosofia e la matematica pura sono ad esempio tutte schiettamente maschili. Anche questo discorso è molto maschile.
  7. Ryoga: ovviamente esistono delle eccezioni. A parte il fatto che non esiste un uomo psicologicamente maschile al 100% (100% logos) e una donna piscologicamente femminile al 100% (100% metis).+ E a parte il fato che tutto questo è stato recentemente squassato dal fatto che: -l'emancipazione femminile ha stupidamente (nella sua parte idiota) esautorato le femmine umane del loro valore intrinseco, indi: -i maschi umani non hanno più abuto bisogno di 'maturare a forza' per prendere, e così: -i maschi restano bambinoni, le femmine o eterne figlie represse o madri del marito inane. Ma a parte tutto questo, ci sono eccezioni, certo. Il deragliamento non è una femmina su centomila maschi che trovavi al Comiket. Il deragliamento sono il cosplay divenuto una professione, gare e competizione ovunque, lo show-bix entrato in una cosa stupida e divertente nella stupidità consapevole quale il cosplay, piuttosto che le fujoshi. Ricordate le mie parole: quando sono le femmine a derogare alla crescita, l'umanità è sul crinale dell'estinzione. Nooooooooo! Dameeeeeeee! Yameroooooooooooo! Con tutte le femmine che sento lamentarsi che il proprio uomo non è mai passato da bambino a uomo, mah non so... Era una citazione biblica. La lettura sociologica del mito della mela è l'emancipazione umana dal 'padre', ovvero la capacità di giudicare da sé. E' Eva che induce Adamo al peccato che è la crescita fuori dall'alveolo paterno, in quel mondo in cui lei partorirà con dolore e lui lavorarà con sudore (= l'adultità di lei, mother-to-be, e di lui, worker).
  8. Ed ecco a voi la versione in lingua inglese rieditata in HTML, con link dinamici e cose: The Notenki Memoris Ora, a parte scoprire la vera identità di Amano Kazumi, che non divenne Outa Kazumi ma Okada Kazumi, qui c'è davvero tutto. Tutto quello che è stato la nascita dell'otakuzoku. E' una cronologia dal valore sociologico inestimabile. Per ora non aggiungo altro, se non che quando mi ritrovai a cena con Takeda e Yamaga sapevo qualcosa (ma poco) del secondo, nulla del primo. Voglio una macchina del tempo per tornare al 2003 e prendermi a schiaffi da solo.
  9. Eymerich: la fantascienza per se è un discorso a parte, sui cui vado ora ad aprire un topico apposito. :-)
  10. ...che non ci sono femmine sulla board. Dico davvero. Ora inizio un discorso sulla fenomenologia dell'otakuzoku di impronta sessista, e Darion impazzirà, ma io credo davvero che ab inizio, per natural cagione, l'otakuzoku fosse una cosa solo maschile. Come la filosofia, no? Le femmine umane, dio le benedica, sono esseri troppo 'pratici' per perdersi in quell'onanismo mentale prettamente logotico che è la filosofia, certo, ma nella sua forma deteriore anche le passioni inconcludenti di un otaku. Avete presente Arumi e Sasshi? Io dovrò ri-incontrare Yamaga per dirgli in faccia che è un genio. Voglio dire, lui -da principio- pensa alle sue perdute (nel traslogo) 'gioie dell'otaku' (figurine, collezioni, etc). Lei tranquilla dice di non capirlo e sentenzia "per le persone quel che più conta è restare in forma", come dire: pensa alla salute. Wow, Kierkegaard riassunto in un singolo scambio tra due bambini, beccati questa, Anno-kantoku! Poi Sasshi evaderà (portandosi Arumi appresso) nelle sue fantasie da otakum concretizzate dalla sua libido (ed ecco Freud), che poi è quello che ha fatto il giovane Miyazaki chiudendosi in uno studio a disegnare i mondi e le rori della sua fantasia, no? Ok, poi allora Arumi entra in conflitto con Sasshi. Viene infine fuori che Sasshi fuggeva per proteggere Arumi dalla 'dannata realtà', per proteggerla dal dolore della perdita (del caro nonnino), e in più Sasshi fuggiva dal dolore della crescita come perdita dei luoghi della propria infanzia. Ma quando Sasshi vede che Arumi già sapeva, quando Sasshi vede le lacrime di lei, versate con un 'grazie' che da solo (UNA parola!) dimostra e palesa al logos di lui quella comprensione sensuale e profonda di cui le femmine sono capaci, allora Sasshi dà di testa. Rifiuta la sua infanzia, la rigetta e cresce. Si rende autore del suo mondo (come volontà e rappresentazione?), ed infine cresciuto quando una Arumi sciocchina dice "ah che peccato volevo proprio andare nell'Hokkaido", il Sasshi creciuto invece di piagnucolare da bambinone "ah, allora ecco, vedi che non mi vuoi bene?!" gliela lascia passare e sentenzia a sua volta "per le persone quel che più conta è restare in forma". Wow. Torniamo all'otakuzoku. Era una cosa solo maschile, così doveva essere. No, no, non dico ghey. Dico 'solo tra maschi'. Se ci pensate, l'otakuzoku vive del periodo di etorofobia preadolscenziale (Shinji si masturba dinanzi ad Asuka, mica la stupra -> "che schifo" di Miyamuu) ovvero di conflitto maschietti-femminucce. Sono serio. Le rori, gli idoli puri, si mettono sugli altari e alla loro IMMAGINE si sparge seme. Come le kore, le vestali, come Nausicaa (omerica). Sono idoli di femminilità come il logos la vuole: un idolo. le idol. Avete presente Perfect Blue? Mima danza sulla mano dell'otaku. Nessuno vorrebbe una idol sporcata. Asuka, in piena misogina femminile da shock del menarca, piange nell'entry plug dicendo 'sono stata sporcata'. Ok, l'otakuzoku come circolo dei fanciullini pascoliani andava benone. Se ne può anche fare una scienza, che è sempre logos, quindi otaku^2. Le femmine tutto ciò lo devono giustamente schifare. Qualcuno si riguardi Otaku no Video, che è tutta roba sana. FOR MEN ONLY Il problema è che, è stato che, quando l'otakuzoku ha incominciato a debordare, la proiettività delle femmine ha inziato a notarlo. "Ehi, fatemi capire, ma se mi metto uno stronzo costumino da cretina divento più appettibile per COSI' TANTI maschi? Wow! Best deal evar!!11!!!" Fine dei giochi. Entrano le femmine dell'otakuzoku e tutto si rompe. Tutto diviene palco, ostentazione. Le femmine si mettono in mostra, come la loro natura rivendica. Si formano le file, i desideri di conquista, va tutto in vacca. E la passione giovanile diviene mercato. Il naturale meretricio consuma tutto. Ancora una volta, le femmine hanno portato ai maschi l'adultità. Bye bye my children. Qui riposa l'otakuzoku. Sì, mi piace questo posto, perché siamo tutti cretini. CretinI. Le cretinE sono altra cosa.
  11. Infatti l'idea di base è che 'otaku', lo ripeto per l'ennesima volta, NON significa esclusivamente 'appassionato di cose giapponesi'. Questa è infatti una semantica impropria. Otaku significa, in Giappone in primis, un fissato con roba da adolescente pure se ormai è adulto, ovvero un caso umano. Ora, casi umani si può essere per ogni idolo adolescenziale. Giapponese, americano, quel che l'è. Quindi sì, l'idea era quella di una discussione trasversale alle nazionalità di hobby vari. Voglio dire che mi pare difettoso, in età adulta, sia essere un super geek del NeoGeo che essere un otaku della roba Marvel. Spero che il chiasmo terminologico qui sopra sia stato compreso, se non apprezzato. Detto questo, vedo se riesco a tornare a bomba. E resta inteso che se qualcuno fa partire un 'mio' thread per una tangente, beh, io ci sto. Se la tangente è interessante, partirà. Detto questo, torno a leggere il topic. Il post ghostato di Boyd era interessante. Roger non ha a mio avviso colto bene gli spunti. Bob e Darion stanno sulla questione. L'ultimo post di Shuji mi pare prezioso e devo leggerlo con maggiore attenzione. Se mi date un momento, provo a fare un recap. :)
  12. Beh, come autore del deragliamento che poi è stato opportunamente smembrato, ne rivendico l'intentio auctoris originale. Parlavo di quel che dicevo, ovvero di 'sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantire anche da adulti' - dove per otaku si intende uno che ha certi atteggiamenti a prescindere dalla nazionalità del suo hobby. In questo, i comics erano -sì- lo spunto, passando in particolare dal cinema come 'sdoganamento all'adultità' dei soggetti. :-) Ma ho parlato anche di giocattoli fattisi modellini per invecchiamento di pubblico, e così pure di morte del videogioco come lo si intendeva una e due decadi fa. L'idea era appunto approccriare la figura globale su più fronti.
  13. Shuji: invero il branch del thread originale (su l'uomo ragno) era un binario deviante sulla sociologia tardoadolescenziale-otaku (senza nazionalità a dispetto del termine), quindi dire ok per tutti gli argomenti. Non credo proprio che i manga in giappone siano quello che erano: un mezzo di espressione popolare, nel senso proprio del termine. Credo piuttosto che i manga in giappone si siano involuti nell'autoreferenzialità proprio per mancanza di ricambio generazionale reale, sia a livello creativo che a livello di pubblico. Questo almeno dalla seconda generazione dell'otakuzoku. Quindi ora chi di giovane produce manga, chi di giovane li consuma, è già cresciuto 'a pane e manga'. Mostly fail. Non c'è nuova linfa. A suo modo lo diceva Miyazaki, a suo modo lo diceva Tomino. I conti mi tornano.
  14. Shito

    Hokuto no Ken

    Sai qual'è la differenza tra noi due Kenshiro? IL CARATTERE! La rabbia... LA RABBIA PER LA MORTE DI GGGIULIA ha superato la forza del carattere,,, :muro: EDIT: mentre postavo, proprio mentre postavo questo post, lo shuffle di iTunez mi regala 'The Raven' di Alan Parson's Project, tratto dall'omonima opera del Divino Edgard. NEVERMORE! :ph34r:
  15. Ringrazio il buon moderatore che ha avuto la voglia di operare lo spostamento dell'interessante spin-off di discussione. (lol 'sezione dedicata a Shito')
  16. Tutto questo è permeato di grande e genuina sensatezza. Ti ringrazio per il contributo, su cui voglio riflettere. Sicuramente il senso della misura è la chiave. Mi pare lo dicesse anche Sant'Agostino.
  17. Ciò che tu dici è fisiologico. Ciò che io trovo anomalo è che nel passaggio da ragazzini ad adulti, queste persone -tanto i creativi ne 'la stanza dei bottoni' quanto i membri del mero pubblico- non siano realmente cresciuti da bambini ad adulti. Non dico che siano rimasti uguali. Dico che la maturazione è fallata, più ancora che incompleta. Flawed. It's just as the 'fanciullino pascoliano' is still residing with our brain, like as an ominious bug rotting or brain out. Mi domando come reggeranno il mondo questi bambinoni, un domani che è sempre più prossimo. Quando i veri vecchi saranno infine morti.
  18. Questo perché ogni generazione ha i suoi hobby, e sono loro a invecchiare con quella. Per questo oggi i manga sono roba da otaku: perché erano gli hobby dei ragazzi di ieri, diventati ragazzoni oggi nel loro fallimento di crescita. Lo stesso con i giocattoli. Oggi i bambini veri hanno altro. E i giocattoli si fanno 'modellini da collezione' per bambinoni cresciuti nel fisico ma non nella mente. Allo stesso proposito, scrivevo su un forum di videogiochi dove ci si interrogava su come mai i videogiochi della corrente generazione a noi non sembrino neppure più videogiochi: Se ci pensi, l'idea che gente adulta vada al cinema a vedere i 'supereroi' in pellicole girare per il loro target è del tutto anomalo, ma proprio da principio. Lo scenario è quella di una generazione di ritardati, nel senso proprio del termine. Effetto del benessere diffuso e gratuito, tipico della generazione dei nipoti della guerra. Happy days to us all, I guess. :(
  19. Shito

    Hokuto no Ken

    Domanda da ignaro: ma con tutti questi remake e reprint ancora non si sono spogliati dei nomi fake? Perché vi leggo ancora parlare di Raol e Julia (anzi, Ggiulia), quindi...
  20. Info di servizio per tutti gli utilizzatori di Apple Wireless Keyboard: Attenzione, la WK *trasmette* i comandi pre-boot, ma a differenza di una tastiera wired bisogna premere i tasti DOPO il dong. Altrimenti non va. Io con la wired riavviavo bellamente e stavo con i tasti premuti da prima dello shut-off and shut-on, e con la wireless mi attaccavo al piffero. Pensavo non funzionasse e stavo smadonnando di brutto. Poi ho risolto il busillis. Volevo solo sharare questa utile banalità con voi tutti, mai vi potesse servire
  21. Allora non mi hai inteso. Parlavo di 'football' e 'cheerleaders' riferendomi al tipico ambiente highschool/college americano. Insomma il target primario dei comics. A quello la 'nerditudine' di Peter Parker faceve riferimento, si capisce. Se tu sei un italiano che ha avuto successo sociale pur essendo un lettore di fumetti non fa testo in merito, è un ambiente e un casus differente.
  22. Shito

    Nintendo 3DS

    La cosa dell'XL non l'ho capita. Capisco che se lo schermo è più grande sul medesimo ingombro totale sia cool. Ma è ovvio che se mi fai un DS grosso come una televisione 29', poi lo schermo è grosso. Devono decidesi: "piccolo e portatile è bello", o "grosso è meglio"? A me ste cose fanno un po' tanto ridere. Il Lite mi pare l'equilibrio migliore. Schermi sublimi, compatto, pile che durano tanto, retrocompatibilità GBA. Il DSi per me era già una boiata emo.
  23. Shito

    Nintendo 3DS

    Non ho ancora capito come mai uno avrebbe dovuto comprare qualcosa di 'DS' dopo il Lite. BTW, 'Kid Icarus' è il nome fake random nonsense di 'Parthena no Kagami' aka 'Lo specchio di Parthena'. :)
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