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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Domanda sullo stile dei manga anni 80

    Veramente Ikeda Riyoko ha più volte dichiarato che il suo 'padre stilistico' è Tezuka Osamu stesso, copiando i disegni del quale lei ha iniziato la sua carriera da autodidatta. Infatti, se prendente i suoi primi lavori (e non dico BeruBara, ma le storie brevi precedenti, come Shoko no Etude) tutti i bambini/ragazzini assomigliano in maniera invereconda a Tetsuwan Atom nelle espressioni, e forse ancor più al piccolo Leo di Jungle Taitei, per non dire ovviamente alla brava protagonista di Ribon no Kishi. Celebre è l'influenza che il teatro Takarazuka ebbe, in Tezuka, su questo personaggio. Se Leo è figlio dello zoo di Osaka (dove a tuttoggi le iene impazziscono in gabbie di due metri per due, a fianco dei simboli 'Approved by WWF' ), si può dire che il Cavaliere dal Fiocco è figlio del Takarazuka. Di cui, manco a dirlo, Ikeda Riyoko era una grande fan. Mi pare peraltro che la versione Takarazuka Revue di BeruBara sia antecedente all'anime, ma potrei sbagliare.
  2. Shito

    L'idiozia della critica cinematografica.

    Nella sostanza la differenza. Sempre. :)
  3. Scena: proiezione del film 'Vincere', con il regista (Marco Bellocchio) e la montatrice (non ricordo il nome) presenti per un dibattito a seguire. Dopo una proiezione rallentata (nel senso che il film, proiettato tramite un pc, scattava ed era in 'ritardo' di 20 min) e tagliata (non hanno fatto vedere il finale), si apre il dibattito. Lo apre il docente di Storia del Cinema e Critica Cinematografica della Seconda Università di Roma. E' imbarazzante vedere come delle persone che non hanno mai fatto cinema non solo non ne sappiano realmente nulla, ma non riescano a capirne nulla. Il professore sproloquiava random mentre Bellocchio faceva facce da antologia. Al contrario, il regista continuava a esprimere con l'umità dell'artigiano la verità della sua pellicola: che dietro molte scelte iperanalizzate c'era solo la suggestione del momento. Bellocchio ha fatto un film sul caso della Dalser, e quindi sul fascismo e su Mussolini, perché era rimasto affascinato dalla figura della Dalser, conosciuta di recente grazie a un documentario. Una suggestione, semplice e genuina. Bellocchio continua a dire 'non sono uno storico, mi sono documentato molto, ma prima di questo non ne sapevo nulla'. Ma questo la critica non lo accetta, ovviamente. Drogata del suo meccanicismo intellettuale vuoto e vacuo, la critica accademica vuole sempre un perché e un percome, come un innamorato deluso. Che non accetta che molte cose non abbiano un perché, e che le ragioni delle cose umane siano spesso incidentali. La stessa cosa l'ho vista tante altre volte, con autori di animazione. L'ultima volta a Venezia, con Miyazaki e la 'stampa specializzata', che non sapeva nulla di Miyazaki (perché non ci documenta nemmeno, prima di fare una domanda!), ma continuava a volergli mettere in testa pensieri e idee che lui non immaginava neppure. Che pena, l'intelletto ipertrofico della gente che finge di voler capiure ma in realtà non cerca che il sé. I momenti topici della giornata: il primo intervento del sottoscritto, che dice -sic- "signor regista, perdoni la critica. La critica è fatta da persona che si credono intellettuali e cercano quindi di intellettualizzare tutto il cinema, perché i critici non hanno mai fatto cinema". Bellocchio concorda, il professore stizzisce. Il professore che dice al regista: "con questo film possiamo dire che lei ha fato una doppia opera di falsificazione storica scenica, in chiave postmoderna, vero?" E il regista: "sì, sì. Che vuol dire?". A questo punto, Shito fa scattare un applauso, seguito da tutto il pubblico. Il professore stizzisce. Il professore che dice "La cosa incredibile è che l'attore protagonista è balbuziente nella vita, ma quando recita parla perfettamente!". Shito: "Pure Luca Laurenti balbettava se non cantava. Considerando la balbuzie come un disturbo logopedistico eventualmente riconducibile nello spettro dell'autismo, è evidente che il balbuziente ponendosi fuori-dal.-sé come nell'interpretazione scenica supera il problema. Per questo, è noto che la recitazione è persino utilizzata come terapia per il distrubo in questione. Psicanalisi 101". Vari interventi di studenti che, abbandonandi i cellulari dove stavano scrivendo SMS, leggono domande preparate presumibilmente col professore, presumibilmenter "per fare bella figura", ovviamente una più idiota dell'altra. Tipo: "come mai la matta che fugge dal manicomio è proprio la ballerina? C'è una simbologia, vero?" Il regista: "beh, no, è solo che è matta. Una balla, una parla sempre, cose così..." oppure "Come mai proprio nella scena di sesso iniziale non c'è accompagnamento musicale? E' una scelta precisa, vero?" Regista e montatrice si guardano increduli, tipo "wow, non ce n'eravamo manco mai accorti", e dicono "credo che semplicemente nessuno ne abbia sentito il bisogno, e quindi non sia stata usata musica". E' una cosa terribile, ma in questi casi viene persino da citare Oscar Wilde. Che è chiaramente una cosa terribile.
  4. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    Non so se a tutti i dendi piacessero le quellochevuoi-mimi, ma la retrogiustificazione psedofilosofica.estetica.decadente della 'bella merda' non nasce certo con Eco, sai. :) Personalmente rimetto nella categoria dei suddetti 'debosciati' almeno tutta la gente che parte dalla corrente detta 'neoterica' della poesia latina. Ma a ripensarci, forse nell'antica Grecia stavano ben più avanti nello stesso culo-di-sacco. Anzi, sicuramente. E' solo che uno sente sempre più vicini i suoi compatrioti, capisci. Per tutta questa gente ho sempre pensato che il suicidio sia una buona opzione. In fondo vivere non è obbligatorio ed è una gran fatica e dolore, come con la loro 'arte' continuano a spiegarci. Mi sono sempre domandato cosa abbiano aspettato a fare il gran salto. :)
  5. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    A volte si parla anche di trasposizione, o di adattamento. Sbaglio? In ogni caso le categorie a posteriori stanno, come sempre, a zero. Il punto è che se da un lato non c'era certo bisogno di 'dimostrare' qualcosa che avevo apertamemente, onestamente e chiaramente dichiarato, dall'altro è opportuno sottolineare come detta dichiarazione fosse (e resti) ben sottoscritta da motivazioni altrettanto chiare e precise. Non ci si può prendere la violenta libertà di operare sull'opera altrui, financo a utilizzarne il preciso titolo, stravolgendone il contenuto ancorché il significato finale e ultimo. Damnatio memoriae, pliz. Non c'è nulla di "chiaro" nel dire "solo roba originale O sii fedele", dato che la fedeltà in una riduzione in ultima analisi è soggettiva e slegata dall'unico scopo di un'opera d'arte (la bellezza). A meno di non dire che Dante è una merda per via del Libro della Scala. Ciò che tu (e altri debosciati) chiamano 'unico scopo dell'arte' io lo chiamo 'inverecondo alibi'. Stante poi che nulla vi è di più soggettivo che la 'belllezza', l'argomento è risibile anche per stare in bocca a dei debosciati che con la pancia piena senza fatica non hanno null'altro a cui pensare che alla loro reale inutilità. E con pretese intellettuali, poi. Non fa neppure ridere, e già non faceva ridere neppure in epoca vittoriana, pensa. :) Non sono il primo fan di Dante, ma questo richiederebbe digressione di tipo esegetico ermeneutico per la quale non credo sia luogo qui, né voglia o intenzione reale nella mia mente.
  6. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    Perché sono le cose vere, sensate e giuste da dirsi su un film simile. E sono cose che afferiscono direttamente alla palese natura della pellicola, ovvero della sua stessa creazione, a prescindere dalla sua realizzazione. Esistono livelli successivi di giudizio. Se non si supera il primo: 2dignità di esistenza", ovviamente e giustamente non si deve neppure pergiungere al secondo (presenza di contenuto), o al terzo (validità del contenuto), figurarsi a quelli successivi. Non è mai al di là. No. Io non so se il film sia una mezza boiata. So che è una pellicola indegna di esistere, per i motivi a lungo e credo chiaramente esposti. Questo è del tutto insignificante.
  7. Shito

    Alice In Wonderland - di Tim Burton

    E questo, ovviamente, è il meno. :) Oggi camminavo per andare a ritirare una raccomandata, vedevo il manifesto e pensavo di dire al regista: "Of course, it's pretty clear you do not understand a jot about a man called Charles Ludwig Dogson and his love for a girl-child who was named Alice Liddell, and of course you don't understand a jot about the meaning of the literary works he dedicated to her, and yet you dared to use those names and those titles and those characters as i they were your own, in this very deformed boatload of hollywoodian clichés of yours, and thus I despise you. Deeply." Il mio apriorismo non ha a che fare con bubbole tecnologiche delle quali, sinceramente, non potrei interessarmi meno. La mia è e resta una questione concettuale. Voglio dire, Burton potrebbe benissimo fare la sua merda visionaria blahblah senza rompere le scatole alle cose serie di gente che, chiaramente, non ha niente a che fare con lui. Così come gli Stati Uniti non avevano bisogno di rompere all'Iliade per farci vedere un po' di Wrestling in peplos. Quanti di voi rimasero *sorpresi* che Achille non gridasse il nome della sua trademark move in Troy? Io sì. Avevo già finito le bestemmie.
  8. Shito

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Questo assolutamente no. Benché siano cose che ho vissuto relativamente da vicino, sono cose che non c'entrano affatto col NeoGeo in quanto tale. :) Quanto al microcomputing giapponese, non avrei neppure la cultura per parlarne. E comunque è una cosa abbastanza distante dal settore arcade, la vera patria del NeoGeo. :)
  9. Shito

    Amiga World

    Personalmente, non credo che abbia senso paragonare un home computer come l'Amiga con una console come il NeoGeo, comunque. A mio avviso, già solo il farlo denota una scarsissima conoscenza di uno dei due, o di entrambi. Non si tratta, chiaramente, di una questione tecnologica. L'interesse tecnologico, per quanto mi riguarda, sta sempre a zero. Si tratta al contrario di una varianza di estrazione, di finalità e di collocazione subculturale che determina una differenza tanto profonda da rendere le due entità del tutto imparagonabili. A cosa varrebbe dire che il NeoGeo nasce da una board arcade della ADK? A cosa varrebbe disquisire sulle diverse modalità di accesso alle memorie, e a ciò che queste comportavano? A niente. La varianza è sempre quella subculturale. L'immagine sottostante, che non viene da un libro della GAiNAX ma dalla mano di 'NeoGeoHakase' (impiegato alla SNK), descrive il NeoGeo meglio di mille parole. E' nelle atmosfere abuliche ma cariche di entusiasmo di una Osaka di questo tipo che c'è l'anima del NeoGeo. E non provatevi a dire che sia girella questa, perché da bambino Osaka manco sapevo cosa fosse. E ci sono stato la prima volta che avevo poco meno di trent'anni. Ma sapete, quando andai ad Abenobashi, dopo aver trovato il tempietto di Abe no Seimei a Abenosuji, dopo aver fotografato quelle scritte di 'sicurezza innanzitutto' sulle cancellate della 'ristrutturazione urbana', poi andai di filato fino a Esaka, dove la NeoGeoLand era stata rasa al suolo per fare posto a un parecheggio. Lo spirito di Sasshi era con me, il demonietto è chiaramente l'avatar di Billiken, "The god of things as they ought to be". Questo è il NeoGeo. (trad: "Portiamoci a casa i giochi tosti.") Suppongo che l'Amiga abbia a che fare soprattutto con un'Inghilterra che tentava di ritagliarsi una fetta di mercato nell'ambito del microcomputing che stava diventato personal da un lato, console dall'altro (a sua volta, a latere del mercato arcade). Come dicevo, non esistono 'periodi' per queste cose, ma 'luoghi e tempi'. La globalizzazione è una balla recente, del resto.
  10. Shito

    Amiga World

    Il fatto non è la questione diacronica, ma diatopica.
  11. Shito

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Non credo che abbia senso paragonare un home computer come l'Amiga con una console come il NeoGeo, comunque. Solo il farlo denota una scarsissima conoscenza di uno dei due, o di entrambi.
  12. Shito

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    La parte biografica c'è, certo, ma è soprattutto una compilazione completa di TUTTO lo scibile relativo alle 'realtà del NEOGEO', che focalizza sul materiale come oggetto fisico (e indi oggetto di collezione). :) I capitoli che credo ti interesseranno di più sono quindi quelli iniziali, anche se in tutto il testo permane una sottotrama da 'ricerca storica' che è come biografia diffusa.
  13. Shito

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    Per gli slati ho due proofreader davvero supercorazzati, attenti e straordinariamente sensibili. Infatti li crediterò per un a 'revisione testi' che va ben oltre il proofreading. :) Per l'Amiga: tu hai tutto il diritto di amarlo, e ci mancherebbe altro. Ma la mia posizione omnicomprensiva sulla nascita e l'evoluzione del microcomputing -> home computing & videogames -> personal computing resta quella che eprimevo là da dove questo thread è stato gentilmente generato per talea (grazie, Shuji. Troppa considerazione al mio divertissement. :) ) PS: occhio che avevo editato l'altro post con un PS per te.
  14. Shito

    (Free) Libro sul NEO•GEO

    kevin: tu non sai. :) Per la versione inglese, ho un traduttore. Ma non so quanto interesserebbe: alla faccia del girellismo, nel libro si tratta solo del NG giapponese, quando un intero capitolo liquida tutta la produzione occidentale come fasulla. Alla faccia del girellismo, ci sono due decadi di passione intelligente, e una decade di ricerca autentica che mi ha portato din dentro al palazzo della SNK, a parlare con l'aministratore dell'azienda (e i più fanatici developers). Ricordate: la ricerca filologica, ermeneurica, l'amore per la realtà distante e la capacità di criticare, scardinare ed emaciparsi dai ricordi d'infanzia in quanto tali sono la *nemesi* del girellismo. Più che superare gli idoli di infanzia, smacherarli nella loro verità. Che non è demitizzazione, ma ricerca del mito vero. :) Mi sia permesso di citare un pezzo del capitolo 06) LE VARIE TIPOLOGIE DI COLLEZIONISTA DI NEO•GEO AES ovvero: B) Il collezionista nostalgico Si tratterebbe in effetti di una sottospecie di collezionista appassionato, tipicamente rintracciabile al di fuori del Giappone, dove l’immagine del NEO•GEO giunse originariamente in modo parziario e distorto, a causa sia della distanza dal suo paese e mondo d’origine, sia della scarsezza a tutti i livelli delle distribuzioni ufficiali nei territori extra-nipponici. Va infatti rimarcato come il vero collezionista appassionato, divenendo sempre più un cultore del NEO•GEO stesso, sia anche un avido studioso della sua storia e della sua verità filologica, ovvero un ricercatore e un collezionista di informazioni e dati relativi al sistema. Proprio questa connotazione permette di distinguere il genere dell’appassionato nostalgico, che al contrario si denota negativamente per una conoscenza assai poco documentata e onesta in merito del NEO•GEO AES. Capita infatti che degli appassionati di vecchia data, originariamente venuti a contatto con il NEO•GEO AES durante la loro giovinezza per poi essersene eventualmente separati nel normale processo di crescita, si ritrovino improvvisamente trascinati in un gorgo di regressione nostalgica adolescenziale, così adoprandosi a recuperare materiale NEO•GEO AES nella ‘versione conosciuta nell’infanzia’, quindi tipicamente quella occidentale. Benché motivati alla raccolta della loro collezione in modo più o meno sincero, questi nostalgici si dimostrano ancora una volta degli appassionati di scarsa cultura e deformata conoscenza del mondo e della realtà del NEO•GEO, nei confronti del quale non si dimostrano né intenzionati né in grado di approfondire le loro conoscenze, e compiacendosi piuttosto della loro superficiale, sterile e ottusamente infantile cognizione del sistema si rivelano di fatto più interessati alla cieca ricerca di frammenti dell’immagine della loro stessa infanzia dorata che del NEO•GEO in quanto tale. ---------- PS: non che lo ritenga in alcun modo significativo, ma il NeoGeo è stato un successo commerciale per cinque lustri. Nelle sale giochi giapponesi e in tutto l'indotto domestico nipponico. Di tutto il resto del mondo, al NeoGeo interesava così poco... perché dovrebbe interessare a me, che mi interesso di NeoGeo?
  15. Shito

    L'Uomo Annoiato dalla Scuola

    In battuta avevo pensato anch'io a un topic di Bob, o Bancio. :)
  16. Shito

    Retrogaming

    Sì, oggi c'è il sole anche qui. :)
  17. Shito

    Retrogaming

    Il brutto di essere nati in Europa è il dover credere che l'home computing di Commodore abbia significato qualcosa. In assoluto, e in particolare nell'ambito del videogame... :goccia: E nel contempo, avere perduto il momento del vero entusiasmo del personal computing (Apple][ forever!) e il passaggio del testimone dall'America al Giappone sul videogioco (1984). Il mondo del 'Gruppo Editoriale Jackson' (e dello show televisivo che sponsorizzava dalle nostre parti) è una girella brutta e tipica. In compenso, parlando di home computing, c'erano nel contempo certe cose della Sharp davvero interessanti. In effetti la CPS1 era quasi identica a un X68000, dove giravano le migliori conversioni di titoli quali Strider Hiryuu, Daimakaimura e altro.
  18. PICCOLO - SPAZIO - PUBBLICITA' Una preview sulla grafica del mio libro sul NeoGeo, in uscita prevista (digitale e gratuita) per il 26 Aprile di quest'anno. Se avete capito la ragione della data, siete miei amici. Una versione cartacea autoprodotta dovrebbe comparire in vendita il 1 Luglio 2011. Se avete capito la ragione della data, siete miei giga-amici. Il formato è A4. Come un mook giapponese, o giù di li. E la grafica che vedete è tutta vettoriale in qualità da stampa professionale. Il numero di pagine finali è difficile da calcolarsi prima dell'impaginazione effettiva, ma potrebbe aggirarsi tra le 150 e le 200. E se la grafica vi ricorda, oltre che ai vari design del NG, anche quella di un certo volumetto noto come EE, beh... stesso progettista grafico, sapete... Aggiornamento: Sono ora presenti i layout di tutti i 'tipi' di pagine del libro Dopo i doverosi ritocchi, si inizierà con l'impaginazione effettiva del testo. le immagini in ultima pagina
  19. Plauso per: Bancio che ha fatto una domanda seria. Garion che ha risposto per primo con un po' di serietà (ma I spy un po' di acredine) Shuji che ha risposto seriamente e in modo direi sottoscrivibile. Il discorso di Shuji è assai chiaro. Personalmente lo riassumerei in due punti: 1) Tutto nella cultura umana è 'contaminatio -> 'variatio' (Bancio, eventualmente googla e approfondisci). 2) La fruzione onesta dei prodotti nattativi stranieri anche solo d'intrattenimento vale sempre l'occasione di contaminazione intellettuale. Sono due cose vere e giuste, e credo che le si debba tenere sempre ben chiare nella mente. Come si evince dal discorso di Shuji, molto è nel modo in cui si leggono/recepiscono/fruiscono le opere. Infiniti spunti si possono cogliere anche nell'opera di intrattenimento. Ma cogliere sta all'occhio di chi guarda, e seguire gli spunti sta alla sua mente. Bancio: torniamo al discorso della pigrizia intellettuale. Per riconnetterci al discorso di Garion, poi: sì, l'animazione è mezzo espressivo prettamente d'intrattenimento e principalemente infantile (quindi per bambini veri e bambinoni finti, aka otaku). Anche qui, molto sta nel modo di porsi dinanzi alle cose. Ovvero, va da sé che da ragazzino giocavo a King of Fighters come se non ci fosse domani, o quasi. Va da sé che anche se K.O.F. occupa un posto speciale nel mio cuore, non potrei/saprei/vorrei più fare altrettanto. Va da sé che vidi Majou no Takkyubin in un modo da ragazzo, e ora lo vedo in un altro. Il film non è cambiato, è cambiata (cresciuta) la mente che lo guarda. Bancio, mi pare di capire che tu sia in fase di crescita. Il che è ottimo. E' ottimo anche che tu ti interroghi su certe cose, sulla correttezza di certe cose. Dragonball è una buona narrativa per bambini, è pieno di buoni sentimenti (senso di famiglia, di amicizia, di giustizia, di impegno e sacrificio) e lo farei vedere a mio figlio. Se mi capita di rivederlo, sorrido divertito. E ho anche un occhio tecnico/clinico sul prodotto. Sarebbe sano/sensato che per me fosse ancora *seriamente importante* se un SaiyajinII sia più o meno forte della coda di un SaiyajinIV? No. Sarebbe -per come la vedo io- un grave sintomo di ritardo psicointellettivo. Quindi va bene che crescendo tu ti renda conto che c'è narrativa e narrativa, persino animazione e animazione, cose di mero (o quasi) intrattenimento e cose di grande contenuto, tipi di autori e tipi di autori, e che tu diversifichi le tipologie di opere che fruisci e fruirai, eventualmente emancipandoti in parte o totalmente da taluni idoli e trastulli infantili. Fa parte della crescita intellettiva, qualora questa venga intentata. E con questo potrai comunque fruire ogni cosa, solo saprai porre ogni cosa nella sua dimensione. :)
  20. Shito

    Otaku no Thread

    Svelato l'arcano: parlavo di un altro episodio. Mijime! Ai to sasurai no haha!? Troppo pigro per recuperare il numero. :)
  21. Beh, il mio Mac mini, con due OS attivi, ora sta intorno ai 55° sul processore, e la ventola resta sui 1500rpm stabili. Molto silenzioso. Quindi un MacBook mini potrebbe essere una cosa analoga. :) Tuttavia, davvero sarebbe un piccolo sogno un MacNetBook elegante e sottile come Apple sa fare, senza tanti fronzoli e con buona sostanza. :)
  22. Shito

    Ghostbusters 3

    Il tema GB mi fa pensare: ma perché Egon in originale aveva una normale voce da essere umano e in italiano da pupazzo/caricatura? Ah boh!
  23. Shito

    Ossessione per la scuola

    I spy psicoanarcoidismo esistenzialistic-decadente. :goccia:
  24. Allora, dopo varie ricerche e documentazioni (sono il tipo che prima di fare un acquisto tecnologico deve capire per bene), ho fatto prendere alla mia sorellina un Netbook Samsung. Sorprendentemente, io che non ho mai amato i Notebook essi tutti, ne sono rimasto incantato. Capiamoci: non ho mai gradito l'esperienza di computing mobile. Da un lato i notebook sono ingonbranti (subivo un certo fascino solo dal Macbook Air), dall'altro gli Smartphone sono quello che Jobs definiva 'strumenti per il baby internet'. Alla fine, anche l'iPhone è così. Ovvero Internet sarà anche quello vero, ma sullo schermino è uno stress pazzesco. Anche leggere un forum è così faticoso che passa la voglia di usare inet for fun, e lo si fa solo per serio bisogno. Quindi per me fail. Questo piccolo Netbook Samsung, invece, WOW! E' piccolo e leggero, sembra davvero di tenere in mano un quaderno. Il video consente una risoluzione dignitosa, ed è bello, luminoso e dannatamente *opaco* come ogni LCD dovrebbe essere. :) Ed è un computer vero. Monta Windows7, che mi pare ottimo, e lo fa girare bene. Posso installare le cose che mi servono, avere i miei file e tutto. LìHD è da 250gigabyte, il che è fracamente anche sovradimensionato. Il che vuol dire che non dovrò rimpiangere nulla. La tastiera è comoda. E la batteria dura tipo otto ore. Quindi mi viene da pensare che alla Apple sono dei matti, ora come ora, a lasciar perdere questo segmento e questo mercato (i Netbook) per fare l'iPad, che alla fine non è un computer, ma un gadgettone. Che tutto sommato ingombra quanto un Netbook, ma non è un computer, non ha cartelle file e applicazioni ma solo Widgets e dio sa cosa. Ora come ora sono sempre più perplesso. Perché oh, sul piccolo Samsung iTunes è splendido, e allora perché Apple non avrebbe potuto semplicemente fare un 'iBook Mini', magari sottile come un Air (il lettore di dischi non c'è comunque...) e fare tutti felici? Vedo di nuovo l'effetto boomerang della necessità di differenziazione a tutti i costi di Apple. :/
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