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Anime - un mix di minestrone, gelato, arte, cinema e paperelle
un topic risposto a Shito in La tesi dell'angelo crudele
Ciao Majere, per me è un piacere rileggerti. Mi ricordo distintamente di te. -
E il file video apposito per la soffittovisione.
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Dipende. Se sfruttando la frivola occasione hai poi goduto del tuo viaggio in una città comunque molto significativa, sei stato solo intelligente. Se no, se sei arrivato - visto il concerto - ripartito, non saprei. Ma nel mio libro, palco per palco, meglio che sul palco non si esponga una persona viva. Quindi...
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Grazie dell'avviso, Andrew!
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Vanno ancora di moda i "kigurumi"? Il cosplaying credo fosse un tipico modo feticistico giapponese da prima che "cosplay" volesse dire "cosplay di manga & anime". Ai tempi di Cutey Honey, insomma, quando il "cosplay" era mettersi l'abito di un determinato mestiere/ruolo sociale. :-) L'infermiera, la poliziotta, la OL, la studentessa...
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Anime - un mix di minestrone, gelato, arte, cinema e paperelle
un topic risposto a Shito in La tesi dell'angelo crudele
Prova anche questo: -
Vorrei anche sottoscrivere Shuji.
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Tanto per essere schietto, io da piccolo (alle elementari) guardavo molti anime "per bambine" e non seguivo il calcio. Trovavo quasi offensivo che i miei compagni presumessero che io dovessi tifare per una squadra come avere un segno zodiacale, cosa che pure mi sembrava ridicola superstizione, perché mentre la seconda è legata a una datat di nascita, tifare per una squadra di calcio non è implicito nell'esistenza. Ebbi un fortissimo "nijikon" (innamoramento per un disegno animato) per Morisawa Yuu, credo a otto anni. Le bambine erano per me spesso affascinanti e misteriose, avevano ai miei occhi un modo tutto diverso di relazionarsi con la loro fantasia, mii era palese. Giocavo spesso con le bambine, e le trovavo carine. Venivo spesso preso in giro per questo, ma mai nessuno mi ha epitetato come "omosessuale" o sinonimi. Ancora durante le medie, durante l'ora di educazione fisica (non promiscua) giocavo a pallavolo con le bambine e non a calcio con gli altri bambini. Onestamente era più interessante. Avevo anche un'amichetta che mi piaceva molto. Non ho mai – sino ad ora – avuto interessi omosessuali, né intrattenuto rapporti omosessuali, se col termine omosessuale non si vuole indicare (e io lo troverei giusto) anche una semplice amicizia, rapporto intellettuale, con una persona dello stesso sesso. Ma ancora nessuno mi ha mai canzonato per una mia presunta omosessualità. Del resto avevo anche questi interessi tutti maschili come i videogiochi, o il pugilato (praticato al liceo), però ero astemio e non giocavo a calcio. Nel tempo ho avuto molte conoscenze omosessuali, e anche alcuni amici strettissimi. In effetti, riesco con difficoltà a immaginare (considerare) l'omosessualità, intesa come condotta di vita, altro che una condotta di vita. Ovvero, lo stesso per l'eterosessualità, credo che si "sia" eterosessuali in pratica di condotta eterosessuale, e lo stesso per l'omosessualità. Per questo dico: sinora non ho avuto interessi o comportamenti omosessuali, solo eterosessuali. Domani non so, ovvero tutto mi fa pensare che le cose per me resteranno come sono (sono anche molto molto legato alla mia consorte), ma il futuro è ipotetico per definizione. Bisogna fare pace con questa componente di ignoto, credo, della nostra vita. Al liceo un intelligente (e assai vituperato) professore di scienze ci fece delle lezioni sulla sessualità, sulle malattie sessualmente trasmissibili, sui metodi anticoncezionali – una cosa normalissima – e nessuno ne fece neppure umorismo. Certe cose erano interessanti. Ma la cosa più interessante fu "alla vostra età si parla solo di scopare, scopare, scopare, ma sono tutte sciocchezze". Credo che avesse ragione, a tutt'ora. In effetti vedo intorno a me una sorta dfi "mitologia del sesso", in tutte le sue declinazioni, che mi sembra patetica. Per contro, ho avuto le mie naturali esperienze a partire proprio da quello stesso liceo, ma guarda un po' non ho mai rischiato alcuna gravidanza indesiderata. Per carità, ero pur sempre un bimbo che alle medie andava in biblioteca a studiare l'etologia umana, le dinamiche sociali del corteggiamento delle scimmie nude, e il giorno dopo le verificava nelle voci di amichette e amichetti in classe ma oh, le persone sono diverse. Solo per dire che le persone sono diverse, appunto. E sono diverse in molti ambiti diversi. Esistono norme statistiche evidenti agli occhi dell'osservatore onesto, ed esistono minoranze che ne divergono. Credo che il problema sia sempre farsene un problema da principio, ovvero sentire il bisogno di ricadere in una categoria per definirsi. E lo dico pur essendo stato un bimbo non battezzato nel meridione d'Italia dove dapprima le mamme dei miei compagni sconsigliavano ai figli di giocare con me. Non è una novella del Verga, è la banalità dell'Italia del Sud, in provincia, in paese, nei primi '80. Niente scandalo, niente drammi. Avevo uno strano interesse per la bambola parlante "Bebi Mia" e per i Transformer altrettanto, con la prima giocavo con un'amica a casa sua, con i secondi a casa mia. Ancora al liceo trovavo gli shoujo manga quelli che mi piacevano – terribilmente più interessanti, perché psicologici, degli shounen – quelli che mi piacevano. Adachi Mitsuru fa eccezione, si capisce. :-)
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Grazie, dunque chiedo scusa. Si vede che ho svagato spesso e tanto, il che pure non sorprende.
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Dove si vedono i postatori del singolo topic? Perché mi stupirebbe davvero che fossi io il maggiore, ma anche solo essere tra i primi cinque.
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Sull'opera non vista credo che questi siano i miei primi post, in effetti. Se è non vista è perché non mi interessa, da cui, almeno sinora, la mancanza di desiderio di vederla. Magari se la vedessi mi piacerebbe da matti, ma non provo alcun desiderio di farlo. Oh beh, esatto. :-)
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Se ho ben capito (ma non li ho visti): Wewangelion1 = ep1-6 fino al riciclo dell'ekonte ma con CG stupida per fare gli Apostoli come i padiglioni di Osaka70, più o meno. Wewangelion2 = rivisitazione degli ep fino a 19, con più Kaworu e l'arrivo di Mari/Moyoko novità nella serie/vita di Anno, finisce con Shinji che batte Zeruel ma la sua battaglia da uomo è "verso Rei" (commento tipico del fandom ammerigano più edotto: "omfg Shinji grew ballz1!!!1!2) Evangelion3 = dopo il recupero del titolo vero, e la crisi creativa di Anno dovuta all'insensatezza della produzione dei primi due Wewangelion, e uno scrpt buttato nel gabinetto, è tutto diverso: salto temporale con futuro in cui i Children non crescono in stile piloti di GunBuster e gli adulti sono arrbiiati, il contrattacco dell'impero degli adulti antispiral contro i mezzi-adulti di ieri ormai spira. Forse. It's a kind of magic. Talvolta riesco ad avere punti più interessanti di altri anche su cose che appassionano gli altri e a me non mi interessano neppure. Mica per niente mi detestano così in tanti (lol), e in parecchi altri intrattengono conflitti irrisolti con l'idea di me (pare). Avanti Savoia! :-)
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> Oltre a questa chiave di lettura che trovo giusta, io ci ho sempre visto anche un'allegoria della società giapponese anni 80/90. Involontariamente. Ovvero, Anno – che a tempi di Eva si definiva "ancora in fase orale" – aveva quel tipo di psicologia adolescenziale. E descriveva quel tipo di "palcoscenico sociale", ma non era quello l'oggetto della sau rappresentazione. L'oggetto della sua rappresentazione era il sé dell'autore. Per il resto, leggo molto strutturalismo forzoso. Asuka è "solo" una idol, e la idol è per definizione "kawaisou", è "poverina...", perché più del "kawai" c'è solo il senso di "karen"– "una ragazza coperta di ferite (kizudarake) è ideale", nedasi anche il fetish medico a là entrata in scena di Rei. Solo che Anno ha esagerato nel dare metasostanza alla sua libido con la creazione narrativa, e si è invaghito della sua stessa creatura. Del resto è tipico che persone che si sentono ferite cerchino inconsciamente persone ancora più ferite di loro per "ripararsi" nel tentativo/sogno di "ripararle", un meccanismo di identificazione proiettiva, come dicevo, che eventualmente può sfociare in formazione reatttiva. È del tutto probabie che Anno annia cambiato nome prima e sfregiato poi Asuka nella "rebuild" proprio per questo. In realtà è tutto molto semplice e banale, terminologia spicciola da "Introduzione alla psicanalisi" di Freud e Anna Freud e Klein a parte. Rei è semplicemente l'accettazione materna ideale fatta a coetanea, e un punto di complesso di Edipo (dapprima) sostanzializzato nel figlio: la singola scena dell'ep5 in cui Rei parla tutta "girlish" con Gendo e Shinji che li guarda non visto da dentro l'entry-plug è tutto l'inizio del personaggio, che si completa alla fine dell'ep6 - per (mai fosse stata necessaria) ammissione dell'autore. Poi viene dimenticato. Poi viene ripreso e riscritto fino al suicidio della madre che vuole tornare a unirsi col figlio, un ritorno all'utero rovesciato. E poi c'è la riscrittura finale, da Aum Shinrikyo e Kannon in stile ani,me.
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Qui non ho bisogno di mettere spoiler, perché parlo della serie classica, dove era evidente (nonché dichiarato), che soprattutto Shinji e Misato, i due protagonisti originali della serie, fossero una proiezione di Anno. Rei era un avatar materno, poiché la figura materna è sempre negata e santificata in quello che fa Anno, mentre la figura paterna è sempre conflittuale ed edipica – come è anche tipico della generazione giapponese di cui parliamo. Il personaggio di Asuka, notoriamente e dichiaratamente, venne dapprima pensato come il contrappunto "idol" a tutta la grevità della serie. Non è un caso che la sua introduzione coincida con un periodo di episodi con Higuchi Shinji alla regia. In ogni caso, Evangelion era nato come un Akage no Anne al mastichile, dove Shinji si sarebbe dovuto riuscire a risolvere come Anne, per dire infine "God in His Heaver, All's Right With the World" (nota: Anno non sapendo che in Browning la frase è del tutto sarcastica/parossistica sull'ingenuità di Pippa, temo, dato che lui la trae dall'anime di Pakusan). Ma la cosa "scoppiò in mano" al regista proprio perché, essenzialmente, lui fece di nuovo una ragazza ferita ed emotivamente pesta, che poi è la sua proiezione di libido, peggio di Nadia. Con shinji che, essendo un suo avatar, non può essere lo Jean che salva Nadia. Da cui, tutto Evangelion va verso la dinamica relazionale sentimentale "rotta" di Shinji e Asuka, che tiene banco nel finale cinematograifoco, dove Rei che aveva già ritrovato il suo ruolo materno, prima sacrificale (ep23), finisce poi a fare la madre "astante" delle liti dei ragazzini/coppietta (Magokoro). Pare che Anno ebbe un transfer sulla Miyamura, come pare (molto insistitamente) che l'avesse avuto su Hidaka Noriko. E' davvero evidente che la "ragazza Asuka" fosse finita a diventare un avatar di tutto quello che il regista provava per quella sua opera, un feticcio [yorishiro]. Del resto, in Asuka era stata da lui ricreata la piccola K'shana. Aska dai capelli rossi. In una tipica logica di identificazione proiettiva a scopo riparativo, era davvero troppo per non innamorarsene (dico per Anno) e non andare a sbattere sulla propria [dico Anno-Shinji] inutilità/insufficienza/manchevolezza del sé per lei. Kimochi warui... Mi pare evidente che Mari, introdotta con la Rebuild, sia in qualche modo l'avatar di Moyoco, indi la redentrice che Yui - madre negata - non poteva essere.
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Gara: davvero non ho mai seguito la "scena" musicale, ma di recente ho scoperto la prima Kate Bush è l'ho trovata molto interessante. :-)
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Mai sentito, se non per qualcuno che me la menava con questo nome e con OMG il video col design di Matsumoto (che non avevo mai visto, e stavo meglio prima). Non ricordo però chi fosse che me la menava. Oh beh.
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ElBarto: 1993?
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Credevo semplicemente che Anno si fosse infine un po' accasato, e fatto pace col suo essere onestamente infantile, e col suo fare animazione per questo. Ovvero, fine dei conflitti che erano alla base di Eva, un tempo. :-)
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Giusto. Ti seguo e capisco. In effetti il genere "giallo" o "spy story" che dir si voglia non mi ha mai conquistato, anche se ammetto la genialità di Agatha Christie quasi nel "giocare" col lettore. In questo senso, i migliori "gialli" sono quasi dei "librigame", o meglio una sorta di "Cluedo" da giocarsi in solitario, non trovi? :-)
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Chiedo venia per l'off topic (se lo è), è una cosa di cui parlavo poc'anzi con la consorte. Ho cercato di regredire con la memoria all'età giovanile per la passione per la narrativa, ma niente, non mi è mai importato nulla di sapere "come vanno a finire" le storie. Se penso a storie che sono state significative per me, da Nadia a Maison Ikkoku (parliamo di anime), oppure lo stesso Evangelion (in topic!) a me non interessava sapere se Nadia si metteva con Jean o se Kyouko si metteva con Godai, se Shinji si suicidasse o meno. Perché tanto erano cose finte. L'idea di una loro esistenza è quindi falsa e peggio ancora frivola. Quello che mi interessava è un certo tipo di spunto, emozionale o intellettuale, che traevo dalla narrazione in corso. Da quello che i personaggi e le situazioni esprimevano in itinere. Quindi sapere come una storia finisce prima di fruirne il primo minuto non mi cambia nulla, anzi, mi permette di concentrarmi meglio sulle cose narrate, e sul loro significato. Per contro, ed è una cosa altrettanto lontana da me, riesco onestamente a capire la tensione per un evento sportivo: è una competizione reale, che avrà un esito reale, determinato dal dispiegarsi cronico di fatti reali. Quindi la speranza che le cose (della realtà) vadano in un certo modo mi pare comprensibile, o meglio "relazionabile". Con la finzione, ovvero con l'idea dell'emozione sul suo dipanarsi, non ci riesco. La finzione è "make-believe", no? Non amo essere ingannato, da un narratore come da nessun altro, no.
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"avatar animato di Moyoco Anno": la portatrice di gioia (Khara), alla fine la crescita di un uomo è solo prender moglie per averne cura, come insegnava (fallendo) K. :-)
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Il fatto che esistano persone adulte e intelligenti che sono interessate a sapere come va a finire una storia mi colpisce sempre. Deve essere una mia totalmente perduta capacità di coinvolgimento nella finzione. Sarà per questo che non capisco tutta la faccenda degli "spoiler".
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Verissimo. Infatti lì rimane. Però...
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Wow, la bella Cunegonda! :-D
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Infatti lo era. Quello cinematografico. Dalla masturbazione iniziale allo strangolamento finale. Tutto fanservice, Rei gigante inclusa. Tutta sublimazione. Malriuscita, ma sublimazione. Una cosa 100% otaku, insomma. L'unica cosa vera ce la mise Miyamuu: "che schifo".