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Shito

Pchan User
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  1. Qualcuno potrebbe solo spiegarmi come "Questo mondo (è) meraviglioso" diventa "Il mondo finisce con te"?
  2. In realtà come dicevo tanto Macross quanto Uruseyatsura e altro sono proprio il "momento di passaggio" tra la prima e la seconda generazione. Da lì a Eva (e oltre) è invero una cosa sola. :-)
  3. Shito

    Che film avete visto oggi?

    Però la kölnishwasser è unisex. Finalmente la scorsa estate ho speso qualche mese a indagarla sul campo, tornando indietro da Köln a Santa Maria Maggiore (il paesino ossolano, non la chiesa di molti paesi e città), e ti dico con certezza (documentale) che dapprima la si beveva come "aqva mirabilis" (cfr. Gian Paolo Feminis -> Giovanni Maria Farina) per l'igiene interna, poi si passò all'uso topico, ma è sempre, e ancora oggi, stata una fragranza unisex - il che come si capisce al volo la rente terribilmente gender-friendly e zeitgeist.. :-) Mi rendo conto che l'hai davvero accusato (non il film, il suo seguito). Quando vari pianeti si allineeranno, se ti andrà, apriamo un topic su Petri! Così mi insegni qualcosa e io faccio saltare qualche pulce nel piattino. "A ciascuno il suo" (<- sarebbe un punto di partenza, giusto?)
  4. Ramo secco, come dicevo. Direi tre anni alla chiusura.
  5. BACK TO PAKUSAN Stavo cercando un posto dove "comporre" questo post, e penso che qui vada bene. Ho mille scritti iniziati e non finiti, ma tra questi uno a cui tengo molto è un mio saggio su Takahata Isao, che covavo in seno (e in HD) da ben prima della scomparsa del regista, e che devo ricongegnare dopo aver ulteriormente collegato il tentativo di Anno Hideaki di Eva (Non si deve fuggire!) con l'opera di Pakusan. Decisamente rilavorare su Eva è stato un gioco che è valso la candela. Parlando di candele, sono lieto che questo "video" sia ancora online_ Mi commuove sempre moltissimo. Nikaidou Kazumi, fervente buddhista amidista, compose e scrisse questa canzone quando era incinta, incidendola poi per Kaguya all'ottavo mese di gravidanza, col pancione. Takahata le aveva chiesto una canzone rasserenante, di amore umano, che qui diventa eterno. Sembra superare la morte. La canzone pensata da una madre di un nascituro ancora in grembo, eppure già rivolta al momento dell'addio. Personalmente penso che siccome il finale del film era intrinsecamente escatologico (lei torna all'altro mondo, da cui pure proveniva), forse il regista che proprio non aveva una sua visione escatologica (se non per dileggiarla) abbia inteso affidarsi a qualcuno che ce l'avesse. La cantante lo conferma, nel dietro le quinte: "di mio ho sempre pensato molto al dopo la vita" - eh beh. Stilisticamente parlando, la Nikaidou venne scelta da Takahata per il suo timbro potente e chiaro, non particolarmente raffinato, molto comunicativo nella semplicità. "Niente vibrato... come Edith PIaf". Era proprio Pakusan. A seguire la mia versione aggiornata dell'adattamento italiano (cantabile) del testo: La gioia che ho provato nel toccare te… profonda, profonda, in ogni angolo di questo corpo, si va propagando. Da tanto lontano… se anche finissi a non capire nulla più… pure in caso che questa vita giungesse al tempo del termine… Ogni cosa di ora è… ogni cosa passata! Senz’altro ci rincontreremo… …in un luogo nostalgico. Il calore che mi hai regalato tu… profondo, profondo, ora, valicando un tempo remoto, mi va pervadendo. Fissa nel mio animo… anche l’ardente fiamma della passione… lieve mi carezza le ferite, anche negli abissi del dolor. Ogni cosa di ora è… la speranza futura! Senz’altro me ne ricorderò… …in un luogo nostalgico. Ogni cosa di ora è… ogni cosa passata! Senz’altro ci rincontreremo… …in un luogo nostalgico. Ogni cosa di ora è… la speranza futura! Senz’altro me ne ricorderò… …nelle memorie di vita. La cosa per me incredibile, a parte lo sforzo di una cantante che tiene le note con la gola rotta dal pianto, è che nel filmato della cerimonia funebre Nikaidou Kazumi sembra cantare la sua canzone come rivolgendola maternamente a Takahata Isao ritratto dinanzi a lei. Non sembra consolarsi pensando "ti rincontrerò", sembra piuttosto voler rassicurare lui dicendogli "ci rincontreremo". "Sii sereno, la vita continua tutt'intorno a noi". Se mai sono stato felice di capire il giapponese, è quando lei canta "kanarazu". Credo sinceramente non vi sia nulla di più umano che "sentire" il significato delle parole. D'altro canto, se in principio fu il logos, o verbo, non è pur vero che dar nomi alle cose del mondo fu il primo compito dato al primo uomo? E prima ancora, fu Dio a "dire" (distinguere) le cose: la luce e l'ombra, il cielo e la terra. Il distinguo. L'ordine antientropico. Vita. Vorrei qui ricollegarmi alla questione dell'ipotesi di Sapir-Whorf, che fino a prima di aver gironzolato (il cagnolino che sono) intorno ad Arrival (lo vidi al cinema) non conoscevo affatto. Non ne conoscevo il nome. Ma francamente ne avevo elaborato il contenuto per conto mio, da giovane. Perché in effetti delle tre lingue che conosco, ti direi che l'italiano è "il ragionare" (cit. Sciascia-Volonté), English is about making points and selling whatever, sore de Nihongo ha naa... nanka kou, Nihongo ha kimochi wo kanjiru no koto desu. E mi resi poi conto che a seconda dell'ambito/argomento penso spontaneamente nell'una, nell'altra o nell'altra ancora. Mangiando un cibo appagante non potrei mai pensare "che buoono", penso sempre "oishiii", o "ummeyan!", ma se devo organizzare una presentazione la penso in inglese. Credo sia anche perché il giapponese è una lingua più "originaria", magari se avessi studiato il greco antico userei quello per quel che mi viene in giapponese. Per uno come me, che senza sapere cosa fosse l'ipotesi di Sapir-Whorf pensava da se "no, non è che i giapponesi usano lo stesso nome per due colori diversi, non è che chiamino nello stesso modo due nomi diversi... è che loro percepiscono come due sfumature di uno stesso colore quello che noi percepiamo come due colori diversi"... ebbene per me l'ipotesi di Sapir-Whorf è semplicemente confermata dal fatto che – di fatto – l'atto di "nominazione" di un significante crea una partizione semantica di quel significato, e "spiccandolo" lingusticamente (e quindi concettualmente) dall'indefinito, lo definisce e in ultimo lo crea. Credo che sia per questo che Dio, come dicevo già prima, correttamente non "crea" ma "dice". L'esempio dei colori è lampante. Chiaramente lo spettro cromatico, o l'arcobaleno, è una gamma diffusa, poiché è una realtà analogica. Quindi partizionarlo in sette, in cinque o in diciotto colori "diversi" è semplicemente un atto di nominazione, ovvero di creazione concettuale. Tornando al mio amato Platone, alla lettura che io ne do, il "mondo delle idee" altro non è che il mondo dei concetti verbalizzati in quanto tali. Le idee. E ne esistono tanti quanti i linguaggi o, volendo, quanto i gruppi endemici che condividono un linguaggio. Il che poi porta subito all'etnografia storica, ma questo sarebbe altro. Il fatto è che alla fine tutta la nostra introiezione del mondo, della realtà, è un atto di semantica. :-) "Il vero Platonismo andrebbe letto con gli occhi di un Protagora" – solo questo varrebbe tutto. Perché le "misure umane" con cui interpretare la realtà (mondi delle idee) sono cerchi concentrici che si allargano intorno all'Io joyceiano secondo una logica di insieme pressoché denso, dall'infinitamente piccolo (singolarità solipsista) all'infinitamente grande (globalità ideale, di specie se non più), inclusi tutti gli infiniti livelli intermedi di mezzo. Da cui la difficoltà di intrattenere una comunicazione efficace ed efficiente. Credo che la categorizzazione logica insita nell'atto della nominazione sia la primordiale estrinsecazione della capacità ordinatrice umana. Definire l'ordine delle cose categorizzandole e in questo traendole fuori dall'indefinito caos tramite la nominazione. Una cosa come pulcher - cosmos - mundi. Bellezza, pulizia e ordine erano in principio lo stesso concetto, e ritengo lo siano ancora. Ah, la diletta semantica! Anche la nominazione come affermazione di esistenza ci riporta a Kaguya, ma lì è doversp: lì si tratta dell'esistenza di una persona, viva, di un soggetto - non di un oggetto. Credo di capire la rabbia di Kaguya. Una persona dovrebbe "esistere" anche senza un nome, perché non è un astro del ciel, come si diceva in principio del Principino. Tornando alla cerimonia funebre di Takahata, certo invece che il povero Miyazaki Hayao sembra proprio un manichino, neppure una mummia. Esanime. Qui invece sembra un bimbo, nel migliore dei sensi che io possa immaginare e intendere: E difatti anche Tomino Yoshiyuki, già amico di Takahata e suo collaboratore in Heidi, in un'intervista ha esplicitamente confermato quello che di mio avevo sempre sospettato, dichiarando che Miyazaki regista non sarebbe mai esistito senza Takahata, e che Miyasan ha fatto tutto quel che ha fatto solo nel tentativo di venire "riconosciuto" dal suo maestro Pakusan. Io credo che il loro legame fosse ancora più profondo, viscerale, identitario, ma a me i conti continuano a tornare.
  6. Shito

    Il casino Macross

    ChojikuuYousai Macross + Ai Oboeteimasuka + Flashback2012 = tutto quello che Macross è stato. :-) Ovviamente sappiamo che FB2012 si apre pari pari con la coda di AiOboete 1-2-3-4 e Tenshi no Enogu. Sappiamo perché, ma continua a farmi paura, ovvero tristezza, come un anatema. Come l'entrata in scena delle CHAM con Ai no Tenshi. Angeli per angeli, nulla per gli apostoli che la paura di un'immortalità negata e annegata nella solitudine delle bestie da palcoscenico. (fu davvero crudele mettere subito dopo in scaletta proprio Sunset Beach, con i ricordi d'ingenua gioventù che paiono capricciosi come sulla Orange Road) OMAKE: Il testo (cantabile) lo adattai per un evento canoro a EtnaComics, con Sara Fadda che cantava le sigle originali tradotte fedelmente di anime famosi. :-) Adesso la tua voce posso sentir, che dice “vieni da me”. Io che da sola già mi sentivo sconfitta ormai... Adesso la figura tua posso veder, venire verso di me. Io che in attesa gli occhi miei stavo chiudendo già… Fino a ieri, di lacrime annebbiata ero io... ma l'animo ora è qua! Ma te lo ricordi quando... con gli occhi negli occhi noi ci incontrammo? Ma te lo ricordi quando... mano nella mano ci tenemmo? Quello è stato il nostro inizio, l’inizio del cammino dell’amore! I love you, so!
  7. Shito

    Il casino Macross

    O i vantaggi, lolú.
  8. Beh, dodici anni e un mese sono un bel po' di tempo per trovare un po' di tempo... :-/ Dunque l'altro giorno ho tenuto questa lezione universitaria seminariale in inglese sulla nascita dello "stile anime". A parte l'ovvia ansia da prestazione che mi strangolava per il timore di parlare col mio inglese mezzo rotto e povero a una platea ricca di madrelingua, essenzialmente potremmo dire che nella disamina, dai primi esperimenti pre-bellici e poi propagandistici, sono passato per la Toei degli inizi (Hakujaden), la Mushi degli inizi (Tetsuwan Atom) per poi arrivare all'evoluzione stilistica della Nippon Animation (Heidi, Marco, Anne) che "punta" a Ghibli. Ovvero, sono arrivato proprio sul limitare di anime boom e otakuzoku, che poi sono la stessa cosa vista da due prospettive diverse (merceologica e sociologica, rispettivamente). Il che mi riporta al punto di partenza di tanti thread interessanti aperti negli anni, molti anni, su queste virtuali pagine soprattutto in questa apposita sezione. Mi ricordo soprattutto un interesse (e una conoscenza) da parte di Alfex, che sarebbe qui il topic starter, e poi ovviamente Garion, ma anche AkiraSakura non difetta né dell'una né dell'altra. Riprendendo dunque dal mio quote d'una dozzina d'anni fa (argh), la mia segmentazione temporale del fenomeno (che pensa anche a quella fatta da Okada Toshio e altri) sarebbe la seguente: Generazione Zero (Reisei): è una generazione di proto-otaku. Ovvero persone con un'organizzazione di pensiero affine a quella tipico del soggetto che si definirà poi "otaku", ma in effetti non realmente riconducibili, per motivi anagrafico-sociologici, a quel tipo di endemia psicosociologica detta "otakuzoku". Compongono questa "protogenerazione" dei fanciulli che, tutto sommato, se la passarono "abbastanza bene" durante le ultime tragiche fasi della Seconda Guerra Mondiale in Giappone e del susseguente durissimo dopoguerra, e hanno potuto godere di una alveolo familiare-nucleare in cui proiettare i loro sentimenti e le loro idee e le loro passioni infantili. Il modello di questa Generazione Zero è ovviamente Miyazaki Hayao, ma lo stesso Tezuka Osamu, che si dice vide Bambi sessanta volte, e taluni altri "figli fortunati" della WWII, che poi eventualmente divennero a loro volta creatori artistici, ricadono ciascuno a suo modo nella categoria. Prima Generazione (Issei): si tratta della "vera" generazione degli otaku, quelli che Okada Toshio definisce otaku "forti". Beh, quello che si chiama in Giappone "otakugaku" (otakuologia) vede varie correnti di pensiero, ma tutti concordano nell'indentificare la "prima generazione" dell'otakuzoku in quei giovani che sono stati bimbi all'EXPO di Osaka70, hanno poi vissuto da giovani (veri) lo scoppio dell'anime boom con Uchuu Senkan Yamato (cfr. il "famoso" speciale sulla rivista OUT e la nascita di Animage), e si sono assestati con il primo Gundam. In effetti questo genere di consumatori esistevano già, ma non erano venuti allo scoperto come "gruppo sociale" fino a Yamato>Gundam. Fino ad allora erano solo strani soggetti con una passione per cose infantili. Questi otaku avevano una mentalità da hobbysti fattivi, creativi – forse proprio perché "ricercavano" i loro interessi e feticci in prodotti non fatti specificamente per loro, fossero letteratura (tipicamente SF) o anime veramente per bambini (o bambine). Per la prima cosa, sono otaku considerai "colti", per la seconda sono gli originatori dello stile lolicon. E sono anche gli otaku che hanno vissuto la loro passione come una forma di sociopatia lucida. A parte quello che accadde col caso di Miyazaki Tsutomu, il killer otaku, negli '80 l'otakuzoku era visto come un branco di reietti (cfr. l'originale Otaku no Kenkyuu di Nakamori Akio, da cui l'uso stesso del termine "otaku"). Da lì, già con Macross inizia un turn-over. Macross, Uruseyatsura ealtre opere coeve sono già opere "di passaggio", che mostrano una prima autocritica generazionale del consumismo postmoderno. Macross soprattutto aveva due "giovani otaku" come creatori principali (Kawamori Shouji, Mikimoto Haruiko), ma frattanto nelle fiere di SF dei creatori ancora più giovani stavano compiendo il loro percorso (DAICON su tutti). Con l'uscita del film di Macross, ovvero Ai Oboeteimasuka (1984), il turn-over generazionale è pressoché compito, è anche l'anno di Nausicaä, il DAICONIV era stato l'anno prima, e i primi otaku passano da lato dei creatori. nel 1985 viene fondata la GAiNAX, scoppia davvero il mercato degli OVA (Top wo Nerae! è del 1988) e così inizia la "seconda generazione" di otakugaku (al consumo), con la prima passata alla produzione, e si arriverà così direttamente fino a Evangelion (1995-98). La GAiNAX di Okada Toshio ricorderà questa già passata generazione otaku (per Okada: l'unica) nell'OVA Otaku no Video: Graffiti of an Otaku Generation. Seconda Generazione (Nisei): si tratta della generazione della seconda fase dell'anime boom, quello ormai consolidato, quando tanti investitori giapponesi /da BANDAI a Pioneer, a case editrici come la Shinchousha) si gettavano sugli anime come new venture lucrosa. È anche la fase del boom dei supporti home-video, e quindi della produzione degli OVA, la cui libertà di autofinanziamento lascia garnde spazio alla libertà creativa degli artisti.... otakuizzati. L'animazione comincia a diventare sempre più autoreferenziale. Questo perché gli otaku di prima generazione, passati alla produzione, hanno dato luogo a una produzione "da otaku per otaku" (vedi GAiNAX) da cui l'indebolimento della generazione successiva che diviene puramente "di consumatori". Gli otaku "di seconda generazione" (sono quelli che Okada Toshio chiama "otaku molli/deboli") non hanno infatti mai segnato a loro volta una propria "svolta generazionale" come creatori. Il che non vuol dire che non ci siano stati autori giovani che venivano da questa generazione, ma la cosa non viene rilevata come generazionale. Terza Generazione (Sansei) e Quarta Generazxione (Yonsei): In genere le generazioni successive alla seconda si marcano con i media di riferimento: la prima generazione registrava VHS della televisione, era una generazione di home-video "fatto in casa". La seconda generazione come dicevamo è quella della fase VHS/LD, che poi tracolla alla fine degli anni '90 (i tempi del mediamix, di Evangelion, della fine di Giant Robo e di altre serie televisive "importanti" presentate come fossero OVA sul modello di Eva) si passa al digitale con i DVD e con il primo Internet. Questa è la terza generazione dell'otakuzoku. A questo punto il mercato OVA va a estinguersi venendo ricompreso in un nuovo modello di produzione televisiva indirizzata alla nicchia (è frattanto nata la fascia oraria notturna). La crisi di vendite dell'home-video, con la fase calante dei DVD, aprirà le porte a una rivalutazione del medium cinematografico, come vetrina internazionale per l'animazione ormai pensata come prodotto giapponese tradizionale di lusso anche per l'estero (a seguito dei successi festivalieri di alcuni registi e studi di animazione). Per contro, l'anmazione televisiva si fa sempre più indirizzata a una nicchia autoreferenziale. Le light novel sono sempre più spesso fonti di sogetti per l'animazione. Con l'arrivo del New-Media Blu Ray, la vague del remastering in HD, e quindi con lo streaming si arriva alla quarta generazione (quella attuale), le tendenze che si erano mostrate alla fine della terza vanno esacerbandosi.
  9. Shito

    Star Comics After Kappa Boys

    Condividere "passioni otaku" con la propria consorte, dici? Sì, è quanto di peggio, da non farsi mai.
  10. Grazie per il feedback! L'oggetto reale non sembra malaccio!
  11. Wow, grande amazon! Facci sapere dell'edizione! :-) Se puoi, "divertiti" a switchare orig-ita. ^^
  12. Credevo ramo secco per piattaforma tecnologica obsoleta. Molto presto le parabole semplicemente spariranno, suppongo. Come è scomparsa la telefonia su doppino di rame. O le trasmissioni radiotelevisive non digitali terrestri. Poi i costi della piattaforma saranno irrecuperabili e verrà semplicemente tagliata, no?
  13. Infatti, ma Sky esiste ancora? Credo si tratti di un ramo secco, no?
  14. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Io per uno non ho mai diretto un doppiaggio di cartoni animati senza assistente, né a Roma né a Milano. ^^;
  15. Shito

    Dynit - Novità e discussioni

    Sì, lo "shinigami" è tipicamente "la morte" intesa come mietitrice d'anime. Difatti in inglese adattarono il termine con il funzionale e assontante "soul reaper". Questa associazione la imparai ai tempi di Escaflowne: quando Hitomi pesca dal mazzo dei tarocchi l'arcano maggiore de LA MORTE dice proprio "shinigami no kaado...!" Inoltre, nel caso di BLEACH il concetto è del tutto ricontestuallizzato e ridefinito, un po' come accade va in Mononoke Hime con il concetto di "kodama". Tant'è che gli Shinigami in BLEACH sono esseri abitanti di un'altra dimensione sì, ma mortali a loro volta.
  16. Shito

    MANGA&ANIME Sul Serio

    Il giorno dopo mi disse una delle cose più belle che un uomo adulto può dire a un altro uomo adulto. "Sai, ho ripensato a quel che mi dicevi ieri, e..." Subito mio migliore amico. :-) Però, come ho accennato anche in live mi sa che mi sono confuso. Forse Soldier Dream credo fosse cantata da Kageyama Hironobu, forse Pegasus Gensouki no. Mi sarà confuso con, magari, Cha-La Head Cha-La? Boh!
  17. Shito

    MANGA&ANIME Sul Serio

    Siamo on air su twitch, per unQ&A x2 (ep6+ep7). :-)
  18. È incredibile cosa si può trovare in questo forum cercando con le virgolette i titolo di una serie non proprio recente. A quale mia intervista si facesse riferimento non lo ricordo più. :-(
  19. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Mah, sai, io non so quanta esperienza abbia tu alla base della tua ide si "libertà recitativa" nel doppiaggio originale di un anime. Invero, è sempre altissima. Questa è anche la ragione per cui in Giappone i doppiatori originali sono così stimati. Potrei elaborare parecchio, ma non so perché sono troppo assonato per comporre di anche solo vagamente limpido. Magari ci riprovo domani. :-)
  20. Shito

    Yamato Video - News

    Ho scoperto stasera che il doppiaggio italiano di Paranoia Agent è parecchio buono. Sono sempre sul pezzo, eh?
  21. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Ma nel caso di "kimochi warui" non fu libertà data ai doppiatori. Fu epifania del regista a seguito di disperazione.
  22. Posso aggiungere anche Elio Petri alla tua giusta lista di autori? :-) Pretty please? Giuro che non è perché nel suo ultimo film il morituro si chiama Gualtiero. (molti complimenti per le righe piccole in sign, btw)
  23. Shito

    Rebuild of Evangelion

    3) Le dichiarazioni di Miyazaki e Suzuki sono di catalogo. :-) 4) la traduzione che hai letto deve essere tutta sballata. Se cerchi sul forum troverai un post, in non so quale thread, dove Miyamuu racconta tutta la stirua nei dettagli (un video) e io che l'avevo spiegata. :-) EDIT: ecco a te: la traduzione della parte rilevante è nella pagina seguente, in un mio più corposo post. Sulla figura di Anno, sì, vederlo scorrazzare panzone e infantile, ciondolare al lavoro e fare cretinate a sessant'anni è francamente patetico. Alquanto imbarazzante. Personalmente nel documentario mi è sembrato un vecchio capriccioso come un bambino che non gode di vera stima da parte dei suoi colleghi. Magari è un'impressione sbagliata.
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