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Anime - un mix di minestrone, gelato, arte, cinema e paperelle
un topic risposto a Shito in La tesi dell'angelo crudele
Quindi non è necessario che tu fruisca l'opera che con quelli si esprime. :-) Semplicemente ogni cosa è quella che è nel suo toto. Credo sia brutto apprezzare solo "un pezzo" di qualcosa, e tenere gli occhi fissi sollo su quello, magari reinterpretato e declinato in un altro modo. Un'opera originale è l'originale, una derivata è sempre derivata. Può essere splendida, e capita eccome, ma non può sovrascrivere il suo originale. -
Postmoderno animalizzante - la società giapponese vista dall'otaku
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Dopo un buon sonno ristoratore, aggiungo che tutto il discorso che hai intavolato mi fa pensare molto a quello di Ikuhara in Pingu Drum, soprattutto. -
Anime - un mix di minestrone, gelato, arte, cinema e paperelle
un topic risposto a Shito in La tesi dell'angelo crudele
Ma non è meglio leggere il manga originale e via? -
Anime - un mix di minestrone, gelato, arte, cinema e paperelle
un topic risposto a Shito in La tesi dell'angelo crudele
Beh, anche a me e ad Anno storicamente piacciono soprattutto gli shoujo, nel mondo dei manga. :-D -
Sceneggiatura, testi e curiosità
topic ha risposto a Shito in una Tetsuya nella sezione Libri&Fumetti
Shuji, ho trovato la lettura molto molto interessante. Infatti la ripeterò. Per ora dico solo che tra figure archetipo-prototipali e tecnica narrativa reale, da Jung mi viene da passare a T.S. Eliot. Ma del resto sono più preparato in iconografia e iconologia dell'arte figurativa (Warburg) che di narratologia (si dice?). -
Postmoderno animalizzante - la società giapponese vista dall'otaku
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Splendido post. Aggiungo, o forse ribadisco, che la profilazione commerciale, "dare al cliente quello che crede di volere e non proporgli alcun bivio", è un perfetto meccanismo per far restare ciascuno sul proprio binario, e mettergli dei funzionali paraocchi che sembrano liberissimi scritti, nevvero? La migliore forma di chiusura mentale è quella che ci si è inconsciamente costruiti nell'angusto spazio della propria libertà ristretta, che non si percepisce né si crede ristretta. Mi pare in effetti così. Questo crea, consolida e tiene a portata di profilo ottimi consumatori. Rendere l'intelligenza umana banale (perché tipizzata) quanto una "intelligenza artificiale" è davvero molto conveniente. Mi pare in effetti così. Mi tornano sempre in mente certi discorsi di Huxley. Sarà il periodo. -
Sceneggiatura, testi e curiosità
topic ha risposto a Shito in una Tetsuya nella sezione Libri&Fumetti
Beh, io non ti conosco come accademico – sei misterioso sulla tua identità, quindi di te non so nulla che quello che posso derivare (e col doveroso beneficio del dubbio) – dalla tua frequentazione di questo forum, un forum incentrato su manga&anime – che anche io frequento spassionatamente. Ovviamente non presumerei mai che quel che si vvede qui di qualsiasi persona sia altro che un personaggio, ovvero non è che quel che si vede qui esaurisce o è rappresentativo del toto di una persona. Non posso dire di conoscerti, per dire. Ma se si parla, si parla in base al poco che si ha e si sa l'uno dell'altro. Comunque, non disprezzo aprioristicamente i titoli accademici, le persone che li conquistano, e i corsi che li attribuiscono. Quando si parla di "mentalità accademica", o "ambiente accademico" si fa un discorso ben generale ed astratto. Il particolare e concreto e tutt'altro ambito, e io ho conosciuto molti accademici, docenti e discenti, davvero davvero eccellenti. Le persone si dimostrano quello che sono e quello che valgono. Se parliamo di produzione reale di finzione audiovisiva, io ho davvero scarsa conoscenza. Sono amico di un valente sceneggiatore cinematografico che iniziò da giovane col fumetto, e mi ha raccontato ed educato un po' in merito, ma mai facendomi vere lezioni. Insegna a una scuola che porta il nome del mio attore preferito. Poi ho conosciuto un po' il mondo della produzione giapponese degli anime, diciamo di striscio o di lato, ma mi pare sia alquanto diberso da quello del cinema occidentale. A Tetsuya non davo un consiglio testuale, ma lanciavo un estemporaneo spunto di lettura di tutta la finzione come tale nella storia (della psiche) dell'uomo. Ho tanti difetti, e se l'essere antistrutturalista sia l'ennesimo di questi non so a chi chiederlo. In fondo siamo sempre su un forum di manga&anime, e si parlava nel più deragliato dei thread. Per cui intanto ti dico: ottimo split! :-) -
Anime - un mix di minestrone, gelato, arte, cinema e paperelle
un topic risposto a Shito in La tesi dell'angelo crudele
Rimarcare, nel paragone con la sigla originale, la capacità recitativa dell'interprete, che riesce – anche se ormai anziana – a rendere il tono fanciullesco di una canzone idealmente cantata (declinata in prima persona) dalla protagonista della serie all'inizio della seria – ovvero una bambina. Non si tratta di "fare la vocetta", si tratta proprio di un modo di "recitare" la canzone. La sigla in questione è straordinaria perché musica, testo e voce seguono le immagini, e cambiano all'unisono con quelle. Per questo dico: una sigla non è una semplice canzone. Una sigla è musica, parole e immagini e infine interpretazione canora tutte cucite su misura le une sulle altre, ancor più che in un musical. -
Anche perché di mp3dom ce n'è uno.
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Sceneggiatura, testi e curiosità
topic ha risposto a Shito in una Tetsuya nella sezione Libri&Fumetti
Le sincronie. Altrove, proprio oggi, dialogavo con un giovane studioso di nome Michele che mi citava gli stessi due dotti, proprio loro due, dicendo: Sono sempre discorsi interessanti. Io avevo parlato di sistemi mitologici e teogonie pieni di sincronie tanto distanti non potersi pensare come frutto di contaminatio. Si era partiti da Mononoke Hime e Tolkien, in giro per il bosco. -
Sceneggiatura, testi e curiosità
topic ha risposto a Shito in una Tetsuya nella sezione Libri&Fumetti
Certo. Non avevo citato Aristotele apposta. Parlavo della mia propria idea e lettura delle cose, ovvero del "secondo me" anche nella lettura di te (quel che hai scritto), e di tutto (il mondo). -
Anime - un mix di minestrone, gelato, arte, cinema e paperelle
un topic risposto a Shito in La tesi dell'angelo crudele
Mio privilegio aver avuto la tua attenzione. :-) -
Sceneggiatura, testi e curiosità
topic ha risposto a Shito in una Tetsuya nella sezione Libri&Fumetti
O tutti e due. Una cosa tipo Huxley ai tempi della mescalina e delle spalancate porte della percezione? L'esperienza intellettuale, oltre a un certo segno, sfocia inevitabilmente in quella che si percepisce come "mistica". Qualcuno poi non ha bisogno di assumere sostanze psicotrope, per giungere a quello stadio. Una sorta di misticismo lucido. Non è per tutti, però, infatti in genere chi vi assurge poi ne tace. Il mistero, i misteri. Una cosa che è esistita quasi dall'inizio dell'uomo, senz'altro dall'inizio della civiltà. Proserpina ad Eleusi stringe in mano il suo melograno. Euridice resta in Ade. Psyche si pente e si redime. Kaguya torna sulla Luna. Tutto ancora scorre con la corrente, ciclicamente. :-) -
Sceneggiatura, testi e curiosità
topic ha risposto a Shito in una Tetsuya nella sezione Libri&Fumetti
Io l'Introduzione alla psicanalisi di Freud, Il mondo come voglia e rappresentazione di Schopenhauer e La nascita della tragedia di Nietzsche. Credo che dall'incrocio funzionale di questi tre testi, si abbia essenzialmente tutto quello che serve. Ovvero, quello che Shuji ha scritto come meccanica di sceneggiatura di finzione altro non è che ciò che già i greci antichi avevano intuito, e "messo in scena", come finzione di utilizzo catartico e sublimativo del funzionamento della psiche umana: l'esperienza del trauma e lo sforzo riparativo in elaborazione di quello. Il cosidetto "ordine" non è che la "rappresentazione" (della realtà) che il superego non può evitare di proiettare sulla realtà immanente delle cose, che in invero l'es subisce. Tutta la narrativa, la finzione, l'uso di quelle, la produzione di quelle, altro non sono che meccanismi di difesa autoterapeutici della psiche umana. Da cui anche il loro più recente utilizzo in ambito psicoterspeutico, almeno da Berne in poi. Si sapeva già tutto ai tempi di Edipo e Medea, due presi (quasi) a caso. La mente umana è fatta per sopravvivere. A se stessa, che sopravvive in un corpo che vive nella realtà. Ovvero l'uomo subisce l'esperienza della realtà, passivamente, e ha bisogno di raccontarla ovvero ricreala, attivamente. Ne ha bisogno come un modo di debolezza. Insuperabile. Gli esseri medi e mediocri che siamo. E così facciamo figli e arte, parti carnali e parti mentali. Non possiamo evitarlo (credo ci fosse arrivato anche Sartre). -
Bruci la città, e altre cose del Bianconiglio
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Live from the past: Nel di lui caso (l'idiozia di questi anni): Nel di lei caso (piove su immondizia e tamerici): -
A leggere il titolo, dico solo il titolo, viene da pensare che il regista si sia pentito di avere rifatto, con il primo film della serie, il primi sei episodi della verie sedie (fin all'ekonte riciclato). Ma probabilmente è solo che siccome aveva detto della struttura classica jo-ha-kyu gli seccava fare un"4" in assoluto. :-)
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Certo che 155 minuti per un fil m di animazione è proprio tanto. Quanto durava Kaguya? Credo di meno. Qui siamo oltre le due ore e mezza. A ridosso della durata complessiva di di 8 (otto!) episodi televisivi in formato standard da 20mins senza single. Notevole.
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Lingua Giapponese: traduzioni, traslitterazioni, convenzioni, riflessioni
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Personalmente, nel primo caso l'uso discreto del kana "nu" in luogo del più banale "n", già oggi considerabile come contrazione della terminazione completa "-nai", secondo me da un leggero tocco di retoricità all'espressione nella sua concisione quasi letteraria. Ovviamente "yurusanu!", non è "yurusanai ha!", non è morfosintatticamente articolato. Io personalmente userei "Imperdonabile!", con un giusto tono perrenotiro a far cogliere la possibile ammonizione diretta intesa in quell'espressione (dipende dalla situazione). Per il tuo messaggio pregresso, tocchi una questione a cui ho già risposto molte volte. Se vuoi posso cercarti dei link. SI tratta di un "effetto collaterale", ovvero "se solo una persona guida dritto, la norma è la guida scomposta, e quindi la guida dritta sarà riconoscibile come un tratto di quella sola persona". Se già in ambito accademico e/o letterario c'è chi la "pensa più o meno come me", ma è in netta minoranza, nell'ambito del più "vile" intrattenimento è possibile che io sia quasi unico e solo, più che raro. Può darsi, non so. La cosa non mi tocca comunque. Non faccio nessuna cosa che faccio perché altri, siano essi tutti, molti, qualcuno, pochi, nessuno, la validino. Faccio quel che faccio perché lo reputo giusto "in quanto tale" in base al mio pensiero. Questo non significa che io non consideri il pensiero altrui: lo considero in quanto tale, ma non gli attribuisco alcun valore assoluto. I ogni caso, anche la "riconoscibilità dell'adattatore" (nel caso: effetto collaterale dei fatti) è per me un elemento del tutto insignificante affine quasi al gossip. In un mondo in cui tutte le traduzioni fossero semplicemente corrette, neppure varrebbe citare il nome del traduttore. Egli è solo l'interprete linguistico del contenuto autoriale primo, vero il lettore secondo. Tertium non datur. Che il mio lavoro "spicchi" è – per me – solo il trisate segno di quanto l'ambiente in cui opero sia – a mio dire – tutto sbagliato a livello di mentalità. Non è un problema, è solo un peccato. Me ne feci una ragione molti molti anni fa. Anche l'esistenza di un oceano non cambia la natura di una goccia che vi si ponga dentro, quando il liquido di cui è composta non è solubile in quell'altro. -
Comprendo che a te non da fastidio che nella vocalizzazione scene e rapporti interpersonali altamente significativi ed emotivi, i personaggi parlano come parlassero di terzi sconosciuti. A tale proposito, se ascolterai ancora un po' anche il primo doppiaggio di Conan, alla lunga potrebbe piacerti
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Ingrippati. Ma soprattutto "guarda che c'è qui, GUARDA!" battendosi la mano sul sedere (orig: se volete prendermi provate a mettermi il sale sulla coda – IIRC)
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Ho già raccontato come ai tempi si decise di ridoppiare Zanbot, vero?
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@Shuji: Giusto, vero, chiaro. Per Conan e Lana replicarono, non insensatamente, la prima versione di Pazu e Sheeta. :-)
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So che aveva un cast di prim'ordine.
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Anime - un mix di minestrone, gelato, arte, cinema e paperelle
un topic risposto a Shito in La tesi dell'angelo crudele
(c'è un senso se posto questa performance)