Vai al contenuto

Shuji

Troll
  • Numero di post

    43069
  • Iscritto dal

  • Ultima visita

  • Giorni Vinti

    571

Tutti i contenuti di Shuji

  1. Shuji

    IS - Infinite Stratos

    Questa va dritta nel cellulare :nene:
  2. Shuji

    E' morto Sidney Lumet

    Non ho parole. http://www.ansa.it/web/notizie/photostory/primopiano/2011/04/09/visualizza_new.html_904197688.html
  3. Il primo episodio e' molto bello, e detto da uno che ha interrotto di pija' x-men mesi fa... Speriamo non mandino in vacca col seguito...
  4. (Tra parentesi parlavo di questa serie qua: http://www.youtube.com/watch?v=zLN-9FWXW8U&
  5. Anteprima 'italiana' video del Cr48 di Google.. http://video.corrier...67-aae4bf36a1a3
  6. Shuji

    The Amazing Spider-man

    Up! :nene:
  7. MINI OT-IT Amici, concittadini, pirla saltimbanchi. Dopo aver visto la prima puntata della nuova serie animata sugli x-men, io sono qui proprio perche' mi piacerebbe assai seppellire davvero la Marvel. E Quesada, non era un uomo d'onore. Dove voglio arivare? Voglio arrivare che la nuova serie realizzata in giappoland, e', semplicemente, come i fan volevano fosse fatta una serie tv di qualche genere, ma, soprattutto, inizia in un modo in qualche modo compatibile con la conclusione del secondo (vecchio) film. Francamente sembra anche un po' una presa per il c*lo. Perche' alla fine se con il secondo film, un po' piattello, avessero realizzato quello che tutti si aspettavano, la riduzione SERIA della saga della fenice nera, io penso che il film in questione, del topic, non l'avrebbero manco fatto. Eppero' mi ci fanno una serie animata. Bene. Non della saga di fenice nera, ma sempre con lei. E a uno viene un po' da pensare a: ma ci voleva poi tanto? Adesso stiamo a vede' sto film...
  8. Shuji

    IS - Infinite Stratos

    e allora? picche' tutta sta ritrosia ad immaginare un bell'harem? Picche' nell'ultima scena il tonno e' quasi riuscito a bacia' houki e le altre je volevano fa' la pelle, quindi ho idea che se un harem al massimo se si svegliasse sarebbe cosa buona giusta per il tonno, non lo sarebbe per tutto il genere femminile li' presente.
  9. Shuji

    Edizioni J-Pop

    Quale questa ? (si anch'io sono giorni che cerco il modo di infilarla in qualche post ) e' una delle emoticon di deviantart Ahhhhhhhhhhh :nene:
  10. Shuji

    Hanasaku Iroha

    L'inizio con il monologo sul cibo e sul come mangiarlo m'ha dato und eja vu modello craniata di lacchi star. Ma la scena e' durata poco La protagonista femminile pare non essere una completa deficiente, le situazioni sono al solito un po' paradossali ma non demenziali. Si segue un po' per vedere come l'autore, con la protagonista, cerca di smarcarsi dal canovaccio tipico di queste serie, e per vedere quali vette di sfiga potra' raggiungere la protagonista che alla fine pare in prestito da cenerentola :porcodance: Credo seguiro' la prossima, anche per vedere come usano l'ambientazione scolastica (qua ancora non s'e' vista) edit: gia' che c'ero ho spostato il messaggio di un paio di giorni fa
  11. Ci sta anche se non sono personalmente convinto dell'associazione Il fatto e' che ben mi ricordo come si parlava dell'avvento del sonoro nel cinema, ricordo il parere di un chaplin (e mica uno da poco) abbastanza catastrofista per il suo avvento. Salvo poi darci l'immortale "Il grande dittatore". Io trovo assai vero il fatto che dinanzi a difficolta' oggettive, la maggior parte della gente tira fuori il meglio di quello che puo' fare. Ma lo fa sempre seguendo una propria sensibilita', degli schemi, degli equilibri che riproduce all'occorrenza con i media disponibili. E non assume certi equilibri personali esclusivamente in funzione di un adattamento di risorse: Un michelangelo poteva tirar fuori letteralmente un ragno dal buco, ma non e' che perche' c'era il buco lui affermava sulla materia dsponibile e nell'ambiente i propri equilibri. Un altro chichessia non riuscirebbe a cavare neanche qualcosa di mediocre da un lingotto d'oro. Trovo quindi sacrosanto che vi siano molti autori e registi che dinanzi a poco rendano molto, e che magari si perdono in produzioni miliardarie, ma non credo molto agli automatismi.
  12. Shuji

    Edizioni J-Pop

    Quale questa ? (si anch'io sono giorni che cerco il modo di infilarla in qualche post )
  13. Shuji

    Edizioni J-Pop

    Mesi di polemiche per i vari mokkori per poi tornare sull'argomento 10 anni dopo dicendo che pur allora 'essendo una traduzione/adattamento di serissima professionista madrelingua yadda yadda bla bla, confermata da iddio in terra', alla fine era vero il contrario di quanto affermava.
  14. Shuji

    Edizioni J-Pop

    Uhmmmmm... sti discorsi qua poi finisce che prendono una piega tutta particolare, eviterei il 'non sai chi sono io'.
  15. Shuji

    IS - Infinite Stratos

    Che diventerà sua kohai il prossimo anno... quindi sempre peggio Ma sai che pensavo che sarebbe fighissima sta cosa in un prosieguo? Della serie, mi trovo una ragazza FUORI dalla scuola, cosi' sono a posto e zompiamo insieme per bene. Qualche mese dopo se la ritrova a scuola in una classe inferiore, perche' voleva tanto stare con l'ammore suo anche se non glene fregava gnente degli IS Cosi' deve evita' pure questa con tutte le conseguenze del caso
  16. Shuji

    Thor - il prossimo film della Marvel Studios

    Ai tempi erano soliti fare suddivisioni di circa 90 minuti per poter fare piu' spettacoli in sala, poi la cosa mi par di capire e' man mano diventata piu' aleatoria
  17. Sulla necessita' che crea virtu', io sarei d'accordo fino ad un certo punto. Tutto vero quanto detto, ma una mancanza o una difficolta' sono piu' inerenti ad una cifra di adattabilita' dell'uomo in se', che non rappresentare qualcosa di 'arte'. Un regista che deve ingegnarsi per creare un certo tipo di effetto, non e' poi cosi' differente da qualcuno perso nella foresta che accende un fuoco.
  18. Shuji

    IS - Infinite Stratos

    Le 5 sono le psicotiche e psicolabili di riferimento, se citi la scuola devi mettere in conto che se ne scegli una non sono solo le 5 di prima che te fanno la pelle, ma tutta la scuola in ogni ordine e grado Stai ingigantendo il problema
  19. Shuji

    IS - Infinite Stratos

    Riflessioni pirla della sera; immaginate di non essere tonni ( ) come il protagonista della serie. Sapete che un gruppo di 5 psicotiche e psicolabili armate volendo ve la darebbe su molto meno che un piatto d'argento. Vi potete 'mettere' con una, pero' le altre 4 vi farebbero la pelle. Che fate?
  20. Riprendendo il filo del discorso di prima, non e' un cas che abbia chiamato il tpic sintetizzando qua e la' talune posizioni. La narrativa in se' e per se', come del resto la saggistica, ritengo anch'io che non sia da prendere in considerazione, MA lo e' in quanto mezzo di comunicare qualcosa. Ma cosa? E' vero quanto si afferma che alla fine le storie, le favole, le fiabe, erano un mezzo per tramandare prima tradizioni, poi creare miti e tra i due ambiti identificare se non archetipi puri, prototipi degli stessi che legati ad un contesto socio-culturale potessero comunque raccontare un qualcosa di correlato al presente del narratore, pur basandosi su esperienze codificate in precedenza. In quest'ultimo caso si continua a tramandare, raccontando con diversi punti di vista e modi quali sono quelli dell'autore 'contemporaneo', e anche in questo caso in qualche modo recupera una valenza. E' quindi vero che le storie hanno una valenza importante quando si tratta di tramandare esperienze codificate in storie, in modi che lezioni 'impartite dall'alto' da anziani non potranno mai riuscire a fare; del resto la stessa codificazione delle avventure porta da qualunque parte la si guardi ad un meccanismo di 'crescita', indicando che e' necessario porsi un obiettivo, e' giusto fidarsi di qualcuno in tale processo, che si devono affrontare varie avversita' e difficolta' prima di raggiungere quanto ci si propone. Un percorso che porti sia alla vita adulta, sia all'accettazione nel gruppo. Le storie hanno quindi una qualche funzione sociale, propedeutica. Ma solo questa? Si dice che il diavolo stia nei dettagli; io direi che sta nel modo in cui un autore puo' infilare in un contesto preparato appositamente, determinate riflessioni personali in modo che trovino in quel contesto un 'humus' intaccabile o meno. E' li' che l'autore comunica. Non in infiniti voice over, che spesso scivolano via come l'acqua, ma anche in singole battute che possano raggiungere quasi senza mediazione personale chi sta leggendo. E quindi comunica. Ci troviamo dinanzi quindi ad un tipo di narrazione tutta particolare, nonostante noi insistiamo sulla morte delle storie, che mette panchetti di verdura per vendere pesci, in modo che sia perfettamente plausibile che questo accada. Forse quindi a ben guardare, la progressiva accentuazione del lato 'character' sul lato 'plot', deriva anche e non solo da una esigenza comunicativa anche pur vagamente repressa, perche' e' con i personaggi che l'autore puo' "parlare". Ma un qualcosa di legato ad un personaggio e con poco e nulla impianto di storia, pur se asservita ai personaggi, che cosa realmente puo' comunicare? Abitudini, impressioni, considerazioni, creare nuovo linguaggio modificandone elementi precisi con battute, sottotesti e similari. Cio' che manca in quel caso e' il 'porre' un ambito preciso, delle 'regole' in cui riconoscere e farsi riconoscere, perche' tutti si parlano addosso. Manca quel 'gusto' per la vicenda, che invece viene delegato e relegato a uno scambio di battute. Mancando il 'gusto' per la storia viene a mancare quel gran lavoro che l'autore realizza per creare un contesto preciso, ed e' in quel contesto preciso che la funzione propedeutica riprende ad esserci. Per dire, molti autori della Golden Age della fantascienza (quasi tutti) erano ricercatori, studiosi, e nelle loro storie mettevano un elemento particolare di cui volevano parlare e con la 'scusa' della storia di avventura ne facevano divulgazione. In quale altro misterioso motivo saremmo venuti in tal modo in contatto con la scienza ed avvenimenti di natura scientifica se non con la 'vulgata' delle storie? Piu' o meno tutti sanno che roba siano i 'naniti', ma se la cosa fosse stata relegata all'ambito accademico non lo sarebbe certo stato. Comunicare Ed insegnare, alla fine le due cose non sono poi cosi' distanti anni luce (appunto) come si possa pensare, le due cose sono molto bidirezionali. Raccontare storie ha la particolarita' che creando un contesto preciso riesce a far passare direttamente concetti senza mediazione intellettiva. Una storia puo' quindi sia soltanto comunicare, che soltanto insegnare (anche se limitatamente a tradizioni e usanze) qualcosa. Con i mezzi di comunicazione semrpe piu' diretti, ci rendiamo sempre piu' conto che trovato il mezzo, cio' che c'e' da dire e' ben poco. Insegnare... non saprei piu'. Non saprei dire se sia minore la voglia di imparare qualcosa o la voglia di comunicare qualcosa. A volte mi viene da pensare al mondo come ad un immenso spazio vuoto sempre piu' bianco, in cui tutti parlano, nessuno ascolta, e a volte qualcuno, strillando piu' degli altri, attira l'attenzione di tutti che gli battono le mani per poi subito dopo tornare a parlarsi l'uno sopra l'altro e poi ripetere il ciclo. Forse alla fine, se le storie stanno morendo, e' anche perche' siamo noi i primi a non riuscire a dare un senso concreto a cio' che ci circonda, figurarsi stare a pensare ad altri contesti.
  21. Shuji

    AVATAR 2 & 3

    (La discussione precedente prosegue qui: http://www.pluschan.com/index.php?/topic/3476-storytelling-e-comunicazione-al-cinema-come-nei-media/ )
  22. (prima parte) Io penso che l'epoca della massima estensione delle possibilita' e dei mezzi di comunicazione, abbia evidenziato una cosa importante; che se ci sono molti modi di comunicare, non ci sono cose da dire. Prima il microverso individuale si spegneva spesso e volentieri con il progredire dell'eta', della pochezza relativa dello scambio di opinioni con il prossimo, si accumulava invidia nei confronti di quelli che invece ce l'avevano fatta, per poi questa divenire rancore che piu' o meno si portava poi nella tomba. Oggi le possibilita' di esprimersi esistono, la comunicazione specie via internet e cellulari e' ampissima... e alla fine scopriamo che in realta' non c'era niente da dire. Per la maggior parte dei casi quei canali poi sono occupati da vari tipi di promozione pubblicitaria. In quest'ottica cio' che come mi pare dicessi anche tu, cio' che conta e' piazzare personaggi, che a loro volta vendono e si vendono per le figures e non solo. Poi ci raccontiamo un po' tutti la storia auto assolutoria che cio' che conta non sono tanto le storie, quanto il come vengono raccontate. Non che in fondo quest'affermazione non sia vera, anzi, ma il fatto in qualche modo taciuto dall'affermazione precedente, e' che di per se le storie stanno "morendo"; A questo si aggiunge la convinzione che 'il nuovo' sia l'originalita' a tutti i costi. Il risultato e' un maelstrom in cui c'e' una quantita' di storie che si basano su personaggi, e picchi ed eccessi di originalita' che sconfinano e superano il confine del grottesco. E parafrasando full metal jacket; 'la prima vittima' e' il "dire qualcosa" da parte di personaggi ed autori. Ma, considerando quanto detto all'inizio, ci sono veramente delle 'vittime' in tal senso?
  23. Shuji

    IS - Infinite Stratos

    Solo io trovo inquietante sto quadretto?
  24. Shuji

    L'Angolo degli Endrini

    Non che la tipa...
×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo