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Shuji

Troll
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Tutti i contenuti di Shuji

  1. Shuji

    Io non sono un uomo!

    Pur capendo e rispettando sia l'opinione sia il discorso sulla natura, io devo dire che tutto questo 'afflato' ecologista in questo film non ce lo vedo. Vedo invece una notevole dose di malinconia (attenzione, non nostalgia) per un certo periodo della vita dell'autore. Questo quindi di per se' comporta che vi sia un 'ricordo affettato', certamente per i cambiamenti susseguiti, ma anche per il periodo narrato di per se' che non risulta quindi esclusivamente negativo. Noto anche quel sottile velo di malinconia del ragazzo che diventa adulto e si trova catapultato in un mondo 'stretto', rigido, un brusco "risveglio" per il ragazzo che diventa uomo nel mondo del lavoro, come il tanuki a sua volta deve in qualche modo diventarlo per sopravvivere, o per vivere di per se'. Leggo in definitiva un sottesto di malinconia per il cambiamento, che questo sia per l'individuo che cresce, come per un determinato periodo. Sullo sfondo rimane il discorso della natura, ma a mio avviso piu' come 'background' alla vicenda.
  2. Però proprio per questo saprai benissimo che possono esistere "storie" strutturate e sceneggiate bene quanto si vuole, ma che sul piano contenutistico non hanno alcun significato (se non quello che eventualmente gli appassionati vogliono vederci a tutti i costi..). Ed infatti, come si diceva prima, opere di questo tipo, più che raccontare "storie", raccontano "personaggi".. Per mia esperienza ti posso dire che se fai domande su di uno stesso libro/testo a tot persone, avrai tot interpretazioni differenti su cio' che hanno letto. Ma questo a prescindere dal testo stesso. Che poi alla fine non si tratta di dare giudizi sul 'come' una storia e' strutturata; alla fine si tratta di scelte, e si presume che chi scrive sappia quello che sta facendo, almeno a livello basilare. Una storia poi in ogni caso veicola un 'qualcosa'; gli autori di qualunque cosa sono comunque persone, individui, e non e' cosi' difficile "ritrovarli" anche in una singola espressione se non di un discorso nel complesso anche dell'opera meno impegnata che si possa avere. Non sono d'accordo quindi sul 'non hanno significato', tutto comunque ha un contenuto, un qualche tipo di significato, anche se non visibile a livello superficiale, e anche se non 'viene fuori' affatto, qualunque opera si possa fare di qualunque tipo ha bisogno di un 'senso', le migliori a livello di storia sono quelle che tale senso lo fanno emergere, le altre si limitano a fare da sfondo ai personaggi e arrivano 'col fiato corto' alla fine. Il bello poi e' che un po' in tutti i corsi le suddivisioni per gli equilibri tra 'plot' e 'character' sono drasticamente verso i personaggi, sul 40-60% o anche di piu'. Altrettanto interessante comunque che per la codifica ad esempio americana dei tempi e degli equilibri di una vicenda, alla rarefazione del plot, corrisponde di conseguenza anche una minore possibilita' di 'conflitti' dei personaggi stessi, interni, esterni che siano. E questo porta ad una conseguenza un po' particolare, il fatto che si 'tagli' sempre piu' tempo nella caratterizzazione di personaggi, riferendosi in modo esplicito ad (archetipi)prototipi di caratterizzazioni che siano immediatamente comprensibili senza dover lavorare troppo sui personaggi; i vampiri, gli zombies, etc, sono tutti 'character' che appena nominati vengono immediatamente 'classificati' e rapportati a qualcosa di gia' conosciuto. Del resto se abbiamo un "Abramo Lincoln cacciatore di vampiri"... Che questo contenuto sia poi piu' o meno importante o memorabile, alla fin fine, dipende molto piu' dall'autore stesso, che non dal genere di cose che scrive.
  3. Shuji

    Dog Days

    Ahhhhhhhhhhh Il fatto e' che non capisco mica se sono piu' o meno coetanee per via della corporatura (e specie) differente, la leonessa mi sembrerebbe magari piu' adulta specie d'eta' e quindi come atteggiamento, e questo puo' aver portato ad un allontanamento.
  4. Shuji

    Dog Days

    Il rapimento?
  5. Shuji

    Dog Days

    Concordo.
  6. Vox clamantis in deserto... (Anche se, parlando seriamente, non è che neghi la possibilità di una analisi seria e a volte perfino scientifica della letteratura. E' molto rara, però.) Esistono degli str*nzi che la fanno (il prossimo anno mi danno il mongolino d'oro per 12 anni che scrivo articoli a riguardo e devo cambiare tesserino perche' non ho piu' spazio per i timbri del piffero), oltre che conoscere i meccanismi produttivi non per sentito dire, ed a realizzare sceneggiature e varie da anni.
  7. Su questi "principi" sarei anche d'accordo MA mi sorge un dubbio.. Non sarà che la valutazione del "contenuto" di una storia sia di solito meramente soggettiva? Ovvero che tutti in fondo siano capaci di trovare intelligenza, senso ed insegnamento in ciò che piace loro? E che tale operazione spesso non sia altro che sovrainterpretazione solo per giustificare i propri gusti? Troppo spesso mi è capitato di trovare insignificanti sul piano contenutistico "storie" che altri esaltavano e così pure il contrario.. Del resto, come diceva scherzando (ma forse non troppo..) non mi ricordo chi su questo forum: ""Il vero otaku è capace di sovrainterpretare BIBLE BLACK". Una storia di per se' e' un'espressione artistica di tipo strutturale e strutturato; storia e sceneggiatura dividono il loro essere 'organizzazione' di pensiero, scansione di tempi, realizzazione di equilibri. Quindi tutto quanto non sia irrazionale. Tale struttura e' palese, riscontrabile, con l'esperienza chiaramente identificabile e delineabile; le sovrainterpretazioni sono date unicamente da coloro che, innamorati dei propri pensieri spesso e volentieri basati su intendimenti irrazionali, materializzano invenzioni, questo e' vero. Ma una struttura esiste; anche solo per esigenze produttive, per via del fatto che una rappresentazione scenica o televisiva non e' espressione diretta dell'autore, ma mediata attraverso vari livelli e passaggi fino alla forma rappresentata. E' questo il punto principale di una storia orientata a questo tipo di rappresentazioni, il fatto di riuscire a mostrarsi, di essere latrice di un tema o di un messaggio, e non si stemperi unicamente e solo in 'scusa' per dar motivazione d'essere ad un personaggio.
  8. Shuji

    Green Lantern

    So' bei momenti http://www.youtube.com/watch?v=kNGC8_hLaZU&
  9. Shuji

    Smallville

    Ufficiera' il matrimonio, e dopo tutti giu' addosso a fargli la festa; si unisce l'utile al dilettevole
  10. Shuji

    Dog Days

    Domanda: ma gli endrini quanto hanno pagato pe fa' fa sta serie? :porcodance:
  11. Shuji

    Camelot

    Bella la variazione del mito, creando un 'dietro le quinte' della leggenda della signora del lago...
  12. Shuji

    Camelot

    Il quarto episodio ha a che fare con la 'lady of the lake', il titolo e' davvero tutto un programma, mo' vediamo che succede... (se si immignottisce pure la signora del lago... )
  13. Shuji

    Smallville

    La 17 prende la Medaglia d'Oro come puntata piu' inutile degli ultimi 10 anni Che poi non riesco a capire, hanno tutta la menata di Darkseid da sistemare, e piazzano sti riempitivi come se piovesse.
  14. Shuji

    Gosick

    http://www.youtube.com/watch?v=FbPtvFxUb60
  15. Shuji

    Hanasaku Iroha

    Si accettano scommesse sul tempo che qualcuno ci impieghera' per disegnarci su una doushinji
  16. Shuji

    Smallville

    La 17! Ecco che dovevo fa, vedere la 17
  17. Shuji

    Trollate Random

    Ma e' davvero una trollata... si?
  18. Shuji

    Ronin Manga

    Ma sto Big Robot non e' ancora uscito?
  19. Stavo pensando da un paio di giorni a questa cosa, e sono arrivato ad una conclusione che contraddice in realta' quanto alla fine penso dell'argomento, basandomi su varie esperienze. Il fatto e' che... spesso quelle serie sono quelle che riesco a vedere, per questioni di stress. Non che serie con storyline migliori (o che ci siano, non come nei casi citati) siano di per se' stressanti, e' solo che il quotidiano, lo stress ripetuto, relegano l'interesse per cio' che circonda ad espressioni di natura sporadica, che non solo che non richieda grande attenzione, ma che si possa anche vedere o sentire 'a salti', anche mentre magari si fa altro, o, specialmente, si pensa ad altro. In questo la sala cinematografica e' sempre qualcosa di molto potente; al cinema, la vita scorre sullo schermo, e non altrove. Il problema di tutto questo e' che le serie televisive, le serie animate come il resto delle produzioni similari, e anche qualunque cosa non sia cinema, o limitatamente libro, risente di un problema tutto particolare inerente il periodo, l'epoca. Non c'e' piu' spazio per le storie. Purtroppo chi racconta storie sa bene una cosa, che la storia che racconta per se stesso e' la quintessenza di tutto, per tutti gli altri no. Per raccontare una storia che sia un minimo elaborata quindi ci vuole tempo, tanto tempo, inserire con calma nel tempo elementi, farli fiorire nelle vite dei personaggi tramite i dialoghi, prendere pause parlando e facendo accadere tutt'altro mentre gli elementi hanno tempo di far frutto, e col tempo, tanto tempo, creare interesse per una vicenda e non solo per dei personaggi. Quel tempo prima le produzioni lo avevano; le serie tv e l'animazione non metteva in cantiere serie della durata brevissima o troppo rarefatte col tempo; e col tempo c'era la possibilita' di interessare e intrigare abbastanza da raccontare storie. Ad oggi un po' tutte le produzioni televisive dall'oriente all'occidente se durano piu' di una stagione e' un successo, se arrivano a fine stagione si parla di buone serie. Come diavolo si puo' fare con i tempi, lo stress, la vita quotidiana, a raccontare storie, avere lo spazio necessario per farlo (che non e' mutato negli anni, il bello e' questo), per raccontare? K-On e le altre serie o le guardo per staccare, o mentre faccio altro, si ferma con il tasto di pause e si riparte, in modo tra l'altro che non esistendo nei fatti neanche una qualche costruzione di tensione psicologica nei personaggi, si puo' fare senza perdersi proprio nulla. E' anche un discorso un po' triste, da 'resa' condizionata, ma alla fine... La difficolta' di raccontare storie non e' poi granche' cambiata negli anni e nei secoli, e' cambiato, un po' mutato cio' che sta dietro questa difficolta'; ad oggi e' un curioso mix tra dover allargare i tempi di fruizione e rappresentazione per poter meglio aver spazio per i ritmi della vita quotidiana, e l'esigenza contraria di dover realizzare serie dalla durata e spesso dai tempi inferiori per questioni economiche e di gigantismo produttivo. Chissa' se un giorno si trovera' il giusto compromesso tra le due cose, senza che ci sia quasi l'obbligo di dover tagliare uno dei due elementi. Fino ad allora, se prima con le serie dalla durata maggiore c'era spazio per raccontare storie, ad oggi ho la sensazione che le storie si possano raccontare solo al cinema, o sui libri.
  20. Shuji

    Smallville

    http://www.serialmente.com/2011/04/14/smallville-%E2%80%93-the-tragedy-so-far-2314159/
  21. Shuji

    Sequel Mania

    Uhmmmmm dunque, sto pensando. Penso ad una cosa assai specifica. Ma non credo di avere una risposta univoca. Anzi, non la ho proprio. La domanda e cio' a cui sto pensando e': "Esiste un film che ti stia piu' sul cu*o del pianeta delle scimmie?" Poi penso al remake fatto da poco, e la mia soglia di fastidio fisico si innalza a mo' di sedia che diventa grill per le chiappe. Poi leggo di un qualcos'altro su questo AFFASCINANTISSIMO TEMA, di qualcuno che ci deve fare un qualche c***o di PREQUEL. E finalmente ho la risposta alla mia domanda-dubbio originario. QUESTO prequel e' la cosa che piu' mi sta sul c*lo. Ever.
  22. Shuji

    Marvel's The Avengers

    Really, Really GAR ©
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