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Film 2000 - 2010


Shuji

Plus Film 2000-2010  

17 utenti hanno votato

  1. 1. Secondo te, quale tra questi è il film maggiormente rappresentativo di questi anni?

    • "Gran Torino" (2008) regia di Clint Eastwood
      3
    • "Kill Bill" (2003-4) regia di Quentin Tarantino
      7
    • “Se mi lasci ti cancello” (2004) regia di Michel Gondry
      4
    • “Non è un paese per vecchi” (2007), regia di Etan e Joel Coen
      2
    • “4 mesi, 3 settimane e 2 giorni” (2007), regia di Cristian Mungiu
      0
    • "La trilogia de “Il signore degli anelli” (2001), (2002), (2003), regia di Peter Jackson
      4
    • “Memento” (2000), regia di Christopher Nolan
      4
    • "Social Network" (2010) di David Fincher
      3
    • “Wall-E” (2008), regia di Andrew Stanton
      2
    • "La città incantata” (2001), regia di Hayao Miyazaki
      2


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non è quello che fa già tutti i giorni? (e intanto scrive sui forum dal tablet)

 

Bè, ma presumo anche che faccia una pennichella di prima mattina e dopo pranzo, altrimenti come diavolo farebbe a stare sveglio tutto il giorno? :handi:

 

P.S.: Surreale la direzione che ha preso 'sto thread! :°_°:

Modificato da AntonioLongani
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  • Risposte 58
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mi astengo dall'iniziare già adesso con il dibattito sui film che non apprezzo ma poi mi spiegherete alcune scelte (queste in particolare: Rocky Balboa, Iron Man, the incredibles, kick-ass) che a mio parere sono proprio filmetti-etti-etti.

 

 

Dato che le tue osservazioni critiche sui film mi paiono spesso condivisibili, mi permetto di elaborare in merito a quello che considero un vero capolavoro.

 

Per intenderci, credo che la Pixar di capolavoro ne abbia sfornato più d'uno. E tieni presente che io detesto la CG. Glissai su tutti i film Pixar finché non venni invitato a una proiezione privata di presentazione di Monster Inc. E allora fu una doccia fredda: era un film straordinario.

 

Era denso di significato, atmosfera, sensibilità. Aveva una trama perfetta, un intreccio perfetto, un ritmo e una sceneggiatura perfetta.

 

Personaggi perfetti, squisitamente caratterizzati, credibili, sensati.

 

Ed era così culturalmente onesto e genuino!

 

Diventò subito uno dei miei film preferiti di sempre. In barba al mio odio per la CG, che non scemò affatto.

 

Pur senza correre a recuperare i film precedenti, alcuni dei quali non ho ancora visto, da allora non ho più perso un film della Pixar al cinema. Il primo che non ho visto è stato Toy Sotry 3, odio i sequel e in più ero reduce dalla terribile delusione di UP.

 

I film più significativi di Pixar sono a mio dire:

 

Monsters Inc

The Incredibles

Wall-E

 

Ovviamente anche Finding Nemo è un film perfetto, forse il 'più perfetto' di tutti quanti, ma quei tre sono davvero più affini al mio palato.

 

Di Monsters ho detto.

Wall-E è un film troppo intelligente, su troppi livelli.

 

The Incredible è entrambe le cose.

 

Riesce ad essere una sagace critica di un certo tipo di amercanismo con la sovversione di un cliché tutto americano.

 

E lo fa con infiniti, infiniti tocchi, trovare, e idee memorabili.

 

E con grandissimo stile.

 

L'eroe 'cool' (Frozone) che crea ghiaccio.

 

La mamma di casa che deve essere 'elastica'.

 

La ragazzina timina che 'vorrebbe sparire'.

 

Il ragazzino energico 'sempre di corsa'.

 

Il papà che per la sua famiglia sarà sempre un 'uomo invicibile'.

 

E il neonato che, poiché è ancora tutto in potenza, è un mutaforma che può fare di tutto.

 

Ma questa è la punta dell'iceberg.

 

La favola è una favola sulla riscoperta dei legami familiari, e di quanto sia speciale la normalità, o viceversa.

 

E' una storia molto attuale, davvero molto.

 

Ed è stilisticamente magnifica, per mille motivi.

 

Io provo a invitarti a riguardare il film. Sono convinto che tu possa apprezzarlo appieno.

 

Soprattutto, parlando di Eastwood, ma non trovare che Million Dollar Baby sia molto meglio di Gran Torino?

 

Gran Torino ha un finale idiota e del tutto fuori personaggio.

 

Million Dolla Baby è impeccabile.

 

Con MDB (visto in aereo, non gli avrei dato un bottone) ho pianto per davvero.

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Dato che le tue osservazioni critiche sui film mi paiono spesso condivisibili, mi permetto di elaborare in merito a quello che considero un vero capolavoro.[cut]

Io provo a invitarti a riguardare il film. Sono convinto che tu possa apprezzarlo appieno.

 

lo farò,

ho il dvd in casa, appena mi viene voglia...

la mia opinione, o meglio gusto visto che non sono un critico cinematografico, è che wall-e sia l'opera meglio riuscita dello studio, per la poesia e l'incredibile capacità di comunicare così tanto senza parole.

 

a me up non è dispiaciuto comunque, non so perché parli di delusione.

 

Soprattutto, parlando di Eastwood, ma non trovare che Million Dollar Baby sia molto meglio di Gran Torino?

 

aspettavo il momento che qualcuno lo scrivesse,

di solito è opinione comune che MDB sia un classico contemporaneo.

ma non saprei, non l'ho mai visto. :snob:

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Lascio per il prosieguo il discorso du Gran Torino, parlando invece di un tema che mi e' stato a cuore per anni.

 

Certo che Wall-E e' un film magnifico, ma essenzialmente lo e' non per meriti peculiari, quanto per motivazioni a parte.

 

Il 'dominus' e anche "l'animus" della Pixar e' Lasseter.

Lasseter da sempre "anima la realtà".

Anche se il suo nome non e' indicato, la Pixar e' essenzialmente quella che 'anima oggetti'.

Non e' un caso se nella 'sigla' della societa', viene fuori Luxo Jr a 'sistemare' il nome.

 

Punto successivo.

La poesia, per me, e' quel qualcosa che resta per un attimo tra le pieghe della ripetizione, dei mantra vitali, del quotidiano suonato con uno strumento scordato. E' un po' per questo che ritengo che cio' che una persona abbia realmente da dire, non si esaurisca con cio' che vuole comunicare, ma si celi negli angoli e nelle pieghe del ripetere, continuamente, a mo' di respiro, cio' che vuole comunicare.

Ed e' per questo motivo che anche se pare che un autore dica 'tutto' in una o due opere, cio' che dice continua a 'colpire' entrambe la coscienza e l'immaginazione degli altri.

Perche' e' tra quelle pieghe del suo pensiero che lo stesso matura, si diversifica, si presta ad essere rapito e fatto proprio dagli altri.

 

La preghiera e' identica da secoli, eppure cio' che comunica non e' se stessa. Le religioni chiamano questo come divinita'.

Per me e' semplicemente poesia.

 

Le stesse persone alla fine si trovano a ripetere all'infinito quella che chiamano vita.

Ma quanta differenza tra una persona e l'altra.

 

La prima parte di Wall-E e' meravigliosa, in quanto, primo, quello e' cio' che E' la Pixar; animare la realta', secondo, a furia di farlo, tra le miriadi di ripetizioni, si vedono con chiarezza tra le pieghe delle stesse, che vi sono elementi che brillano senza essere evidenziati, e dietro ciascuno di essi, vi e' quella poesia narrata e infusa nel quotidiano che e' la sintesi dell'opera di Lasseter.

E da quella prima parte poi, purtroppo c'e' un calo considerevole con la 'controparte umana' rappresentata.

 

UP, di converso, e' stata la sfida piu' audace per la Pixar; in quanto i protagonisti da animare erano 'uomini'.

Animare la realta', paradossalmente, esclude l'uomo; l'uomo vive nella realta', per quanto ne sia parte effettiva, basta chiedere alla gente; quanti hanno dei sogni? Quanti hanno aspirazioni?

Gli oggetti non hanno 'sogni', quindi gli oggetti 'vivono' grazie alla pixar il mondo che contribuiscono a fare, di cui sono parte effettiva e concreta.

 

Ma le persone?

 

Se Lasseter puo' infondere la 'vita' ad una lampada, e muoverla secondo dei percorsi precisi, un uomo ha mille percorsi da seguire, e altrettanti di piu' sono quelli che si e' trovato a percorrere anche solo per caso.

 

Certo, anche in The Incredibles ci sono 'uomini', ma li' hann forti componenti simboliche, da eroi anche 'iconiche'; paradossalmente quindi sono quanto di piu' simile ci possa essere a degli 'oggetti'.

 

Ecco perche' ritengo e ribadisco UP essere un capolavoro Pixar, perche' e' quanto di piu' lontano potesse esserci dalle tematiche ripetute da anni e anni, incastonando forse la perla piu' rara nella produzione Pixar, quella che ha elementi che brillano snza essere evidenziati, e tra le pieghe di ripetizioni fatte nuove.

 

 

Per la questione del 'medium'.

 

Diversi anni fa, renderizzando una primitiva a forma di pesce con texture particolari di colore blu radiale e variando indici di rifrazione come il 1.33 ad una superficie comunque non liquida (1.33 e' l'indice di rifrazione dell'acqua, 2.00 quella del diamante, etc, parliamo di piu' di 20 anni fa) ricordo di aver sentito commenti che a me suonavano 'strani'; "ma perche' non lo fai piu' reale?".

 

Ed e' da allora che mi chiedo per quale diavolo di motivo, avendo sistemi per 'ricreare' realta' altrimenti impossibili, e solo parzialmente immaginabili, si dovessero adoperare per scimmiottare la realta'.

 

Da allora ho visto con sempre maggiore rammarico che quelle potenzialita', tutte quelle possibilita', si sono sovrapposte o cerchino di prendere il posto di eventi reali, sempre piu' realistici. Praticamente un surrogato degli effetti speciali.

 

Ma la CG3D e' un medium, non cio' che poi rappresenta di per se'.

Ecco perche' reputo errato 'prendersela' con il medium, quanto piuttosto con chi la adopera in particolari modi.

 

In talune occasioni alla fine e' un medium che ben si e' prestato e si presta per far fiorire l'immaginazione dell'autore in relazione alla rappresentazione visiva.

 

Ma, e questo e' il mio rammarico, nessuno, eccetto Lasseter, lo adopera in se' non come 'medium', ma come pennellate di colore in una realta' che grigia forse non e', ma che ha davvero bisogno di colori per vivere.

E vivere, indica anche che tra quelle pieghe famose delle ripetizioni, i momenti piu' brillanti siano in se' brillanti, ossia rilucenti di quel 'fascino' discreto di una sottile ilarita' in una battuta di spirito.

Ecco lo 'spirito' 'vero' della Pixar.

 

Come lo si e' visto fin dalle prime battute:

 

http://www.youtube.com/watch?v=3HgG3pgR9gY

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  • 2 weeks later...

 

Sento solo la mancanza di 'Babel', secondo me un capolavoro assoluto.

 

 

Visto dovendo recensire Biutiful, ultima pellicola di Inarritu.

 

Davvero molto bello, soprattutto la storia della ragazza giapponese che da un regista messicano hollywoodiano proprio non mi aspettavo.

 

Da ridere due righe lette su wiki a riguardo:

 

l finale, che lega tutte le storie, vede gli americani ed i giapponesi uscire dalla vicenda rinsaldando i vincoli famigliari e con una prospettiva di una rinnovata speranza nel futuro, mentre per i rappresentanti delle culture meno occidentalizzate non può che esserci la tragedia ad attenderli: in Marocco, durante un conflitto a fuoco coi poliziotti venuti ad arrestare il padre, viene ucciso Ahmed, il figlio maggiore, mentre la tata messicana viene espulsa dagli Stati Uniti e non può neppure rivedere per un attimo i bambini che erano stati buona parte della sua vita.

 

 

degno di jabba.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Al sondaggio di sopra votati Il Signore degli Anelli e The Social Network, perché si chiede del film più rappresentativo ed è normale ci siano un blockbuster idiota che fa il pienone agli oscar e un film americano sull'incomunicabilità e la stupidità aumentate nei giorni nostri da un mostro di internet.

 

Per il resto rivedendo la classifica di inizio pagina: è chiaro che è fatta da casual users che hanno visto i film più mainstream e qualche titolo di nicchia finito sulle luci della ribalta.

Da utenti inesperti per utenti lobotomizzati.

Modificato da silent bob
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Puo' essere interessante integrare alcune di queste voci del sondaggio con il parere di Roger Erbert ( http://rogerebert.suntimes.com/ ) (se non sapete chi e', google e' vostro amico), che ha messo online la propria classifica di fine anno all'indirizzo:

 

http://blogs.suntimes.com/ebert/2010/12/the_best_feature_films_of_2010.html

 

In sintesi;

1. "The Social Network"

2. "The Kings Speech"

3. "Black Swan"

4. "I Am Love"

5. "Winter's Bone"

6. "Inception"

7. "The Secret in their Eyes"

8. "The American"

9. "Kids Are All Right"

10. "The Ghost Writer"

 

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  • 3 weeks later...

Credo sia un po' tempo di bilanci per questo sondaggio.

 

E' interessante vedere Kill Bill in testa; ovviamente tenendo in considerazione e in conto anche una 'certa' preferenza per il tema e il genere in se' del film in un ambiente comunque ben disposto verso l'oriente, e' interessante in quanto questo elemento e' effettivamente vero.

 

Ancora piu' che il film in se', e' indubbio che negli ultimi 10 anni e poco piu', una certa 'estetica' orientaleggiante si e' fatta strada nell'immaginario collettivo, anche nei film.

 

Dopotutto sono anche gli anni di Ring, come nella 'riedizione' americana del 2002, e di tutto quel filone di film horror orientali che fino a solo 3-4 anni fa sembrava non finissero di essere o proiettati, o mandati direttamente in home video, o le major ne realizzavano degli adattamenti.

 

Quindi, una certa componente orientaleggiante e' innegabile.

 

Da qualche tempo non e' piu' cosi', in quanto il recupero in qualche misura filologico e lineare di tale cinematografia e' sempre piu' legato al circuito dell'home video, di per se qualcosa in piu' di nicchia specialmente legato a questi film che sono quasi solo lanciati sul mercato.

 

Ad esempio, Save the green planet, non mi risulta abbia avuto un'edizione italiana, eppure e' un bel film; ma non e' di 'genre' (non e' un refuso) ne' ha nomi di richiamo, ed e' solo del 2003. E purtroppo se mi chiedessero se ne vale la pena di realizzarne un'edizione italiana direi senz'altro di no.

 

Andando oltre la Corea, ci sono film come a Chinese Tall Story, un po' di piu' di un cinepanettone di lusso ma comunque divertente e scanzonato, una produzione certamente 'importante' ma che a malapena si e' affacciata al di la' del mercato asiatico.

 

Dovrei capire meglio perche', ma pare che la 'spinta' propulsiva, nei confronti dell'occidente, delle produzioni orientali, sia man mano scemata. Puo' anche darsi che sia per il motivo che le produzioni orientali vedono sempre piu' adoperare elementi realizzativi sempre piu' autoreferenziali e soprattutto senza quella diciamo cosi' 'verve' divulgativa degli elementi della propria cultura, che ha contribuito non poco alla diffusione di molte opere asiatiche.

 

La stessa hong kong, ad esempio, realizzava tonnellate di film l'anno, spesso con budget ridotti, taluni sotto i 5milioni di aollri e pure molto meno, ma 'erano sul tema', in qualche modo cercavano di essere quello che dovrebbero rappresentare come prima istanza a livello produttivo; opere di intrattenimento.

 

Forse l'autoreferenzialita' sempre piu' imperante, ha contribuito alla realizzazione di opere sterili anche su questo punto di vista.

 

Fatto sta che da qualche anno c'e' una corsa (ora mi pare un po' rallentante) ai personaggi dei Comics.

 

Chissa' cosa riservera' il futuro.

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Analisi tutt'altro che peregrina. Difficile immaginare i futuri trend ma se il 2010 è indicativo, sarebbe lecito aspettarsi un lentissimo ma inesorabile declino del cinema maintream ed una ripresa vigorosa di materiali originali con una sensibilità indipendente. Quasi un ritorno agli anni '90 per certi versi. Corsi e ricorsi storici.

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