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"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"


Shito

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(Mini OT)

Per l'animazione credo che si dovrebbe trovare un modello produttivo differente dall'attuale.

All'incirca negli 70 se ne era trovato uno vincente ad esempio con il riciclo di intere parti di animazioni; sia all'interno di una stessa serie tv, con i 'super robot', sia riciclando intere parti di animazioni in serie differenti (cosa che poi hanno anche continuato a fare).

 

Credo che l'inceppamento sia dovuto principalmente al paradosso che le tecnologie che dovevano abbattere i costi (la CG essenzialmente 3D) poi nel tempo abbia generato 'mostri'; se chi realizzava gli intercalari e metteva i colori faceva un lavoro sostanzialmente poco redditizio e anche poco gratificante poteva comunque essere sostituito "abbastanza" facilmente. Chi realizza invece la CG assume una qualifica molto specializzata e specialistica ed e' piu' complicato 'sostituirlo' (specie per via di eccesso di richieste), poi si somma il fatto che l'investimento in quel tipo di software e' praticamente 'costante' (i programmi ricevono ^N aggiornamenti ciascuno da pagare e per ciascuna macchina in cui sono installati durante l'anno, cosi' come i plugin, cosi' come i nuovi plugin etc), poi gli upgrade dei computer (se va benissimo in circa 5 anni) e si arriva ad un modello produttivo che sempre di piu' vede lo 'specialista' al lavoro, con tutte le conseguenze del caso.

 

Fintanto che le cose erano semplici, la CG poteva essere un toccasana per gli studi di animazione (Vd. Gonzo che ci ha campato su fin da Gate Keepers), da un po' di tempo (anni ormai) e' diventata un qualcosa di 'molto' singolare. E questo non fa bene ai modelli produttivi attuali, specie nella crisi generalizzata attuale, e non parlo di crisi economica piu' o meno globale, o almeno non solo di quella.

 

Lo stesso diminuire drasticamente il numero di puntate per serie tv e' un palliativo, ed ha anche influenzato paradossalmente il marketing nei paesi tradizionalmente importatori di animazione; se in Giappone e' Ok una puntata alla settimana o quasi, ad esempio in Italia servono serie lunghe e che possibilmente possano andare in onda una volta al giorno, per generare interesse su determinati prodotti legati piu' o meno all'oggettistica; e infatti credo che moriremo tutti prima che i vari uanpis, naruti, blicci, etc, finiscano le serie tv, anche perche' di lunghe e longeve ce ne sono davvero poche. Ora poi che da qualche tempo si e' unito pure Dragon Bol Kai, bona notte.

 

(/Mini OT)

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Beh, veramente io mi riferivo ai "creativi" e non alla "bassa manovalanza",

 

 

Lo sai, vero, che l'arte è atigianato (non sempre vero il contrario), e che nell'artigianato creativo e manovale hanno da essere la stessa persona per avere un buon risultato?

 

Vallo a dire a Miyazaki padre. O a Michelangelo, se proprio.

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Lo sai, vero, che l'arte è atigianato (non sempre vero il contrario), e che nell'artigianato creativo e manovale hanno da essere la stessa persona per avere un buon risultato?

 

Vallo a dire a Miyazaki padre. O a Michelangelo, se proprio.

 

Mah, penso che prima di tutto bisognerebbe dirlo a quei giovani e promettenti disegnatori giapponesi che al giorno d'oggi preferiscono andare a lavorare nel campo del design ed in quello dei videogiochi, piuttosto che in quelli del fumetto e dell'animazione..

Mi pare comunque che nel suo ultimo post Shuji centri l'effettivo problema tecnico/produttivo dell'attuale animazione giapponese.

Modificato da EYMERICH
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La società dei 'normali' tesorizza e studia i prodotti degli 'storti'.

 

 

http://www.youtube.com/watch?v=4oAB83Z1ydE

 

Non parlo dell'opportunità pubblicitaria.

 

Dico che se non sei storto, non hai che da vivere consumando pacificamente.

 

E' la 'stortura' che porta all'impeto creativi artistico.

 

L'arte non è mai pacifica, per chi la fa.

 

SASSHI: "Sono gli otaku che muovono il mondo"

 

Nota: quelli di terza generazione non si qualificano come 'otaku'.

Modificato da Shito
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