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"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"


Shito

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Darion: sui modellini, fatti spiegare da Garion come mai Tomino prendeva a bastonate un Gunpla. :D

 

Eh, si perde nella memoria dei tempi. Cmq a una conferenza, sotto domanda di un fan su quale sarebbe stata la sua prossima serie di Gundam, Tomino visibilmente contrariato afferrò una penna, trapassò un gunpla che si trovava lì sul tavolo e disse "questa". :ph34r:

:fear::fear::fear::fear:

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C'entra eccome.

 

Credo che Tomino, che è un intellettuale onesto e seriamente responsabilizzato nel suo narrare ai giovani, odiasse davvero che del suo Kido Senshi Gundam i fan avessero colto solo i robottoni.

 

Altro che Anno e Eva.

 

Nel senso che odia i fan, non i modellini.

 

Allora non vuoi capirmi.

 

Odia i fan che vanno appresso ai modellini.

 

Di cosa stiamo parlando, qui?

 

 

insomma avere un hobby e conoscerlo dalle sue radici (magari riconoscerne pure un qualsivoglia valore!) è malsano.

qualcosa nel tuo discorso non quadra...

 

Dato che abbiamo anche Garion, scelgo dal mazzo degli esempi proprio quello che segue.

 

Quando ero ragazzino, mi colpì molto un episodio di Orange Road in cui Hikaru, che veniva tacciata di essere 'ancora troppo bambina', mette su un canottino tutti i suoi giocattoli d'infanzia preferiti e li abbandona alla deriva in un canale.

 

C'è il senso dell'affrancamento dall'infanzia per abbracciare l'adultità, ecco.

 

Voglio dire, potrò essere sano stare ancora appresso agli hobby DELL'INFANZIA/ADOLESCENZA quando comunque NON si è più né infanti, né adolescenti.

 

Oppure è solo un ritardare il propsio sviluppo -sociale, intellettuale, MENTALE- a uno stadio deforme di adolescenza prolungata e reiterata a là Urashima Taro che io qui chiamo 'otakuzoku'?

 

Il punto era questo, ovvero:

 

il fatto che generazionalmente i 'nuovi adulti' stiano ancora appresso ai loro 'miti' di gioventù, financo a portare l'industria dell'entertainment, dal cinema all'anima al manga al comics al giocatto- a deformarsi per rivolgersi specificamente a loro, non è il sintomo di uno psicoritardo diffuso?

 

A me viene da dire di sì.

 

a parte che i girellari non guardano proprio a nulla della propria infanzia con un certo distacco, anzi si parla di venerazione per il feticcio ed è gente che oscilla tra l'identificazione (sì, anche fisica) con quei personaggi e l'assoluta necessità di cibarsene per magari poi trasmetterli ai propri discendenti, questo discorso è imprescindibile da una componente sociale.

'società' è implicito quando si fa un riferimento a nerd, geek, otaku o quel che si vuole, e il perchè *dovrebbe* essere ovvio.

 

Qui mi sa che c'hai ragione. Infatti la penso anche io così, sui girellari.

 

Pensavo forse all'immagine di un onesto girellaro light, che ha moglie, figli, lavoro e con due amici dice semel in annum "però Goldrake era proprio figo".

 

Ma mi rendo conto che questa NON è la fotografia di un girellaro. E' solo una persona sana e normale nata in quegli anni e cresciuta davvero in questi.

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E siamo tornati sempre allo stesso discorso sugli otaku, sempre agli stessi esempi, sempre alle stesse domande, sempre alle stesse risposte.

 

Sarebbe il caso di unire il topic ad uno degli altri che hanno a che fare con gli otaku, il giappone, evangelion, i modellini, gundam, i girellari, goldrake, tanto sono intercambiabili, e' un continuo avvitamento autoreferenziale che illustra molto bene di per se la 'situazione' del fandom giapponese. E dico giapponese perche' tanto solo di quello si parla.

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Ancora catabolico e piccato? Suvvia, non ce n'è bisogno.

 

Il topic veleggia bene da solo, come leggi, e se leggi no, non si sta parlando solo di giappone.

 

Solo nell'ultimo topic ho detto 'miti d'infanzia' come anime, comics, manga, modellini. E potremmo aggiungere fumetti, etc etc etc.

 

Ora, se si parla molto di giappone è solo perché -che lo si voglia o meno- da queste parti (in Italia, nella nostra generazione) in infanzia si è bevuto molto giappone. E' un fatto.

 

Ma i cinema sono pieni di remake dementi di serie televisive americane ottantine per ragazzetti, da Hazzard a non so che, e pure tutte quelle menate in CG sono bambinante sdognale al grande pubblico adulto perché "c'è di mezzo la tecnologia".

 

Quindi puoi stare tranquillo e non fare altri 123764517236541827564 post piagnucolando che boo-boo si parla solo di Giappone, signor user con un nick proveniente da SaishuuHeikiKanojo. :flowers2:

 

Vengo ora, infine, al tuo post interessante:

 

 

Alla fine io ritengo che tutte le esperienze siano positive, in quanto se vissute come tali permettono di crescere.

Il fatto e' che nessuno puo' avere una vaga idea di cosa ha necessita' in un dato momento della vita, tranne che quando gli si para davanti un'esigenza o anche una necessita'

 

Questo mi pare onesto e veritiero, ma pure mi pare esulare dall'idea del naturale evolvere delle 'età della vita'.

 

Ovvero non si potrebbe, nel tuo discorso, dire che se un adulto (anagraficamente) ha ancora 'bisogno' dei fumetti allora è un ritardato?

 

 

Al di la' della gerarchizzazione di natura commerciale, tutto puo' realmente essere significativo nella vita di tutti, magari si sta pensando ad una cosa, si legge un commento o un post su di un forum che parla di tutt'altro e quello in qualche modo si potrebbe rilevare cio' di cui si aveva bisogno, per capire o mettere in prospettiva le cose in un determinato momento.

 

Il fatto e' che la gente e' molto meno complicata di quanto magari da giovane e' tenuta a credere, e la comunicazione puo' avvenire sotto infinite forme.

 

Qui si crea un primo spartiacque; chi magari aveva bisogno in eta' adulta di un 'qualcosa' che gli mancava per qualche modo e lo ritrova in una storia, in una vicenda, in un personaggio, magari puo' essere portata ad empatizzare in modo eccessivo per la stessa: vedere gli esagitati alle prime proiezioni di harry potter, che venivano con tanto di cappello a punta e Sacro Testo a fare le pulci al film ed andarsene sconsolati dopo la visione del film. Mica me lo sto inventando.

 

Va ancora tutto bene, ma sembri sempre prescindere da una cosa basilare: il cammino della crescita.

 

Ovvero, è regolare che il fanciullo consumi esperienze 'predigerite', quali la finzione, e ne tragga 'materiale mentale'. Questa è la fase 'passiva' dello sviluppo intellettuale del fanciullo.

 

Ma la crescita umana vorrebbe poi andare incontro alla vita reale, ovvero non raccontata.

 

Sicuramente le letture, come tu giustamente dici da quelle più estemporanee a quelle più impegnate, potranno ancora essere foriere di spunto. Ma trovi davvero sano/normale per un essere umano 'restare' nel modulo fruitivo proprio di un fanciullo che, in effetti, non ha ancora iniziato a vivere, ovvero continuare a consumare QUELLE opere in QUEL modo e in QUELLA quantità?

 

 

 

Ed ecco la curiosita' a mio avviso dell'argomento; gli adulti di allora, dei tempi dell'introduzione dei comics, consideravano quegli albetti come cazz**e, del tutto poco consapevoli che personaggi e situazioni come raccontate in quegli albi avevano ben presa nell'immaginazione dei bambini di allora. C'e' stata quindi una sottovalutazione spaventosa a livello educativo personale dei genitori di allora dell'argomento, per il semplice motivo che appunto liquidavano l'argomento come 'inutile' o 'merda'.

 

Concordo.

 

Mentre, da adulti o presunti tali e con ben altri strumenti per comprendere e rapportarsi con il mondo e la realta', avrebbero dovuto atteggiarsi e capire meglio la cosa.

 

Questo mi pare indifferente.

 

 

Quei bambini di allora poi, sono cresciuti ANCHE con quel bagaglio di immagini e personaggi, si sono fatti delle vite, e hanno fatto un assurdo e ahime' comprensibile ERRORE.

 

Si sono messi in testa (la generazione e' anche la mia) che la liberta' di espressione specie per i figli, dovesse essere molto superiore a quella in cui gli anziani di allora consideravano 'inutili' determinate cose.

 

Ci siamo messi in testa che, a fronte dell'esperienza personale, i figli dovessero essere maggiormente tutelati da quello che noi ben sappiamo avere penetrazione facile nell'immaginazione dei bambini.

 

SIAMO STATI UNA MASSA DI IMBECILLI.

 

Se invece di pensare alla 'bellezza' della liberta' di espressione, avessimo PRESO A CALCI IN CULO le nuove generazioni, avremmo avuto molti, molti, molti meno problemi di adesso.

 

Anche perche' poi arriviamo al MOSTRUOSO paradosso di leggere 'bambini' che OGGI si riferiscono a quegli argomenti come i NOSTRI GENITORI ALLORA NE PARLAVANO.

 

Quello che dice bobo, ad esempio, lo diceva mia nonna.

 

 

Non sono riuscito a seguirtii.

 

Ovvero fino a un certo punto seguivo un discorso che poi mi è parso invertirsi.

 

In pratica dici che siccome noi siamo stati figli di bacchettoni allora come genitori abbiamo voluto essere supertutelanti e superlibertari e come risultato la generazione dopo torna bacchettona?

 

Magari!

 

Però davvero non credo di avere capito bene, quindi ti chiedo onestamente lumi.

 

Purtroppo, la mia generazione, per 'pagare' un debito di scarsa comprensione e di ridotta liberta' dei nostri tempi, ha fatto in modo di 'alleggerire' il carico di responsabilita' sulle nuove generazioni.

 

Allora forse non ho capito male. In sostanza una generazione non solo viziata, ma anche piagnucolona.

Che non paga di aver avuto i fumetti, voleva anche essere CAPITA DAL PAPA' boo-boo.

 

E che quindi ha voluto diventare una generazione di padri-amici dei figli?

 

Sicuramente questo ha fatto un danno EPICO.

 

Ma resta solo, se ci pensi, la debolezza di una generazione viziata che è debole anche come nuova generazione genitoriale.

 

 

Ci troviamo forse ad essere la generazione piu' liberale di sempre, ma credendo nella bellezza dell'assoluta liberta' e presa di coscienza individuale, ci ritroviamo ora ad avere a che fare con bambini che o non sanno cosa farsene di quella liberta', o paradossalmente si riferiscono alla stessa come facevano i nostri nonni o parenti che dir si voglia.

 

PerchéP questa libertà è una cazzata, è un falso mito di propgresso.

 

E' la debolezza di chi non ha il coraggio di imporsi anche quando dovrebbe farlo, per ruolo e per posizione, e allora dice "sei libero di scegliere".

 

E' la debolezza di chi non sa dare uno schiaffo per un buon motivo, e da mille carezze senza ragione.

 

E' la negazione dell'amore, ed è giusto che ai deboli che hanno 'educato' così torni solo odio.

 

 

In quest'ottica complessiva, noi ce ne freghiamo e ci divertiamo a cazzeggiare con determinati personaggi e storie che in qualche modo fanno anche parte del nostro background, per chi non ha una vita da vivere, o per quei giovani attuali che non sanno cosa farsene, e' facile rifugiarsi in essi.

 

Ma chi non sa ancora che farsene della propria vita, spesso si trova a voler fare l'alternativo; solo che lui e l'otaku sono la stessa faccia della medaglia.

 

Sono comunque alienati dalla realta'.

 

Insomma noi siamo dei dementi ritardati che non avendo fatto nulla di buono continuano a fare 'giri in giostra' ad libitum a danno di chi è nato dopo, che non capisce il senso della giostra e semmai ci sale solo per farsi venire le vertigini e vomitare il suo nulla?

 

Sì, mi pare un'ottima analisi finale delle cose.

 

Il benessere ci ha viziato e ritardato, e da ritardati abbiamo incubato l'odio dell'insensatezza nella generazione che segue.

 

La penso anche io così.

Modificato da Shito
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insomma avere un hobby e conoscerlo dalle sue radici (magari riconoscerne pure un qualsivoglia valore!) è malsano.

qualcosa nel tuo discorso non quadra...

 

Dato che abbiamo anche Garion, scelgo dal mazzo degli esempi proprio quello che segue.

 

Quando ero ragazzino, mi colpì molto un episodio di Orange Road in cui Hikaru, che veniva tacciata di essere 'ancora troppo bambina', mette su un canottino tutti i suoi giocattoli d'infanzia preferiti e li abbandona alla deriva in un canale.

 

C'è il senso dell'affrancamento dall'infanzia per abbracciare l'adultità, ecco.

 

Voglio dire, potrò essere sano stare ancora appresso agli hobby DELL'INFANZIA/ADOLESCENZA quando comunque NON si è più né infanti, né adolescenti.

 

Oppure è solo un ritardare il propsio sviluppo -sociale, intellettuale, MENTALE- a uno stadio deforme di adolescenza prolungata e reiterata a là Urashima Taro che io qui chiamo 'otakuzoku'?

 

Il punto era questo, ovvero:

 

il fatto che generazionalmente i 'nuovi adulti' stiano ancora appresso ai loro 'miti' di gioventù, financo a portare l'industria dell'entertainment, dal cinema all'anima al manga al comics al giocatto- a deformarsi per rivolgersi specificamente a loro, non è il sintomo di uno psicoritardo diffuso?

 

A me viene da dire di sì.

a me invece viene da dire che se si prende l'esempio di hikaru come rappresentazione effettiva di una certa mentalità, non necessariamente giapponese, arrivati a quel punto quel che servivano per crescere erano i cosìdetti calci in culo dei quali si è letto qualche post addietro e non un gesto (rito?) poetico ma estremamente illusorio; certo romanticame è come il fumo sugli occhi.

poi sì, si può stare appresso agli hobby della propria infanzia a seconda dell'approccio che si ha. mi pare perfino assurdo scriverlo...

il fanboy si beve tutto, e infatti stabilita questa ovvietà (bastava un post per farlo) tra le varie si cercava gettare uno sguardo lì dove esiste anche un fandom che, pur non essendo perfetto ed omogeneo, dispone di una sensibilità critica e quindi sulle motivazioni che lo spingono ad allontanarsi o liberarsi dei propri interessi.

inoltre c'era in ballo una questione generazionale i cui perchè e percome erano serviti su un piatto d'argento... in giappone c'è stata l'atomica, l'evoluzione dell'industria automobilistica, una società chiusa che però quando ha deciso di aprirsi non è che si sia trovata davanti un mondo tanto disponibile, quindi ci sono tezuka, tomino, anno, l'otaku prima e seconda generazione eccetera fino al giorno d'oggi. ma, appunto, il resto del mondo ed il suo entertainment non sono mai nati? sarebbe strano affermarlo, anche perchè è proprio quello che alla fine influenza gli hobby dei giapponesi. ormai si può dire che tomino non lavora più per questo :dance:

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Ancora catabolico e piccato? Suvvia, non ce n'è bisogno.

 

Il topic veleggia bene da solo, come leggi, e se leggi no, non si sta parlando solo di giappone.

 

E come no, e' sotto gli occhi di tutti l'evidenza dei fatti, qua con roger e anche boyd siamo gli unici che stiamo cercando di dare un senso di alterita' ai sempre soliti e triti discorsi che si fanno e sentiamo da anni, che hanno la base in Giappone, negli otaku, nei modellini, in evangelion, etc etc

 

Ora, se si parla molto di giappone è solo perché -che lo si voglia o meno- da queste parti (in Italia, nella nostra generazione) in infanzia si è bevuto molto giappone. E' un fatto.

 

Io non sto criticando il fatto che se ne parli, ma che in questa sezione ci sono 'mille mila' topic contenenti gli stessi argomenti a riguardo; a cosa serve uno 'nuovo', a un 'refresh'? Parlo di questo non di altro ne' nel contesto specifico ne' degli argomenti trattati.

 

Quindi puoi stare tranquillo e non fare altri 123764517236541827564 post piagnucolando che boo-boo si parla solo di Giappone,

 

Qui chi piagnucola di otaku non credo di essere io, basti vedere la sezione dedicata.

 

signor user con un nick proveniente da SaishuuHeikiKanojo. flowers2.gif

 

Che pensa un po' come serie conosco pure a prima di te, ma lasciamo perdere; la genesi del nick e' tutta particolare, mi serviva un nick per il plusnetwork e avevo sottocchio i dvd originali in questione. L'altra possibilita' era Lolita.

 

 

Vengo ora, infine, al tuo post interessante:

 

(faccio gentilmente e cortesemente presente che non sei tu a dare mercede del genere, ma vediamo)

 

Questo mi pare onesto e veritiero, ma pure mi pare esulare dall'idea del naturale evolvere delle 'età della vita'.

 

E' enigmatico che tu ti rivolga al tuo interlocutore prima dando mercede di 'interesting' e poi sentenziando che una parte di cio' che dice tutto sommato e' onesto e veritiero, ovviamente sempre secondo i tuoi canoni.

 

Per quanto riguarda la risposta:

 

Ovvero non si potrebbe, nel tuo discorso, dire che se un adulto (anagraficamente) ha ancora 'bisogno' dei fumetti allora è un ritardato?

 

Io parlo di SINGOLI nel mio discorso, punto primo.

Punto secondo, non parlo della copertina di Linus, ma sempre di singoli accadimenti; un essere umano non ha mai bisogno di una categoria o di un insieme di cose categoricizzate, ma di singoli stimoli, impulsi, spesso irripetibili e sempre legati ad un particolare evento ed accadimento. Io a questo mi riferisco, a cose come leggere una frase e trarne spunto per comprendere meglio un particolare evento, non, appunto, alla coperta di Linus.

 

Esiste anche chi si attacca e sugge dalla copertina, ma il mio discorso non si articola o basa solo su di costoro.

 

Va ancora tutto bene, ma sembri sempre prescindere da una cosa basilare: il cammino della crescita.

 

No, vedi, stai cercando di spostare il fuoco dell'argomento, quello e' il tuo discorso, non il mio.

 

Ovvero, è regolare che il fanciullo consumi esperienze 'predigerite', quali la finzione, e ne tragga 'materiale mentale'. Questa è la fase 'passiva' dello sviluppo intellettuale del fanciullo.

 

Per essere uno che predica l'apertura mentale a volte mi dai da pensare.

 

Veramente tu pensi che nella vita ci siano dei cerchi perfetti e concentrici, una volta varcato uno dei quali sia poi impossibile avere influenze da tutti gli stimoli di altro tipo avuti in precedenza? Che l'animazione possa dare stimoli intellettuali a qualunque eta' e non solo quella sulla scatola delle action figure? Che ci siano dei vincoli cosi' stretti per l'evoluzione intellettuale che impediscono ipso facto di fruire col prosieguo dell'eta' di stimoli esterni di un certo tipo?

 

Il problema sta sempre nello stesso punto, e nello stesso fatto.

Tu hai una percezione 'particolare' della comunicazione.

Comunicazione non e' cio' che tu ti aspetti e pianifichi e susciti in qualche modo, ma e' cio' che ricevi e rielabori e fai in qualche modo tua. Non tutto quanto che deve essere conforme alla tua forma mentis.

 

La tua concezione della comunicazione, e' di per se stessa non evolutiva; di per se quindi e' anche scontato che tu rifugga da evebtuali stimoli che possano venire anche da un romanzo 'per gli anni 14'.

 

Ogni opera di ingegno e' costruita per venire incontro alle esigenze non dell'autore, ma di tutta la catena produttiva successiva; cio' non toglie che l'autore in qualche modo 'vive' sempre dietro le proprie opere, cerca di comunicare qualcosa di per se, per 'esistere'. Taluni di questi elementi possono essere utili anche solo per come mettono in prospettiva determinate cose.

 

Nessuno puo' sapere cosa effettivamente gli possa essere utile o servire nell'arco della vita; magari un problema puo' essere risolto o quasi semplicemente parlando con un perfetto sconosciuto, parlando anche di tutt'altro.

 

Io non sto facendo un discorso pedagogico (o para-maieutico come fai tu) od evolutivo, io sto parlando di esperienze e motivazioni di livello singolo e singolare.

 

Ma la crescita umana vorrebbe poi andare incontro alla vita reale, ovvero non raccontata.

 

E io di vita reale sto parlando.

 

Sicuramente le letture, come tu giustamente dici da quelle più estemporanee a quelle più impegnate, potranno ancora essere foriere di spunto. Ma trovi davvero sano/normale per un essere umano 'restare' nel modulo fruitivo proprio di un fanciullo che, in effetti, non ha ancora iniziato a vivere, ovvero continuare a consumare QUELLE opere in QUEL modo e in QUELLA quantità?

 

Qua mi servirebbe un esempio, perche' ho conosciuto negli anni centinaia di nerd etc ma nessuno rientrava in questo 'tipo', sto iniziando a pensare che qui si stia parlando di un 'archetipo prototipo' che esiste piu' che altro alla base dell'etichetta sociale in questione.

 

Cioe', se mi parli di un caso 'limite'... nel mio discorso citavo il fissato di harry potter col cappello a punta, ma iniziamo davvero a 'spostarci' dal discorso otaku etc verso qualcosa di piu' particolare ed estremo.

 

Non vorrei che tu poi abbia presente il tipico nerd che 'gioca' con tali elementi e li scambiassi invece per essenziali.

Se cazzeggio da trekkie non e' che penso realmente di vivere nella federazione; quella al massimo e' un'istanza di tipo sociale a creare un gruppo comune di interesse, anche se con forme inusuali.

 

Se poi un trekkie va per strada con la divisa integrale della federazione e augura long live and prosper invece di dare la mano per salutare, non stiamo piu' parlando di nerd o di otaku.

 

Ma di qualcosa perfettamente fuori tema.

 

Ovvero fino a un certo punto seguivo un discorso che poi mi è parso invertirsi.

 

In pratica dici che siccome noi siamo stati figli di bacchettoni allora come genitori abbiamo voluto essere supertutelanti e superlibertari e come risultato la generazione dopo torna bacchettona?

 

Puo' succedere.

Mi capita di parlare con ragazzi che sono piu' vecchi di mia nonna, ed escludo del tutto una mia personale sfiga relativa, visto anche che mi capita e mi e' capitato di parlare dell'argomento con un docente.

 

E che quindi ha voluto diventare una generazione di padri-amici dei figli?

 

Quanti padri 'giovani' conosci che si comportino come padri e non come amici?

Ancora meglio per i rapporti madre/figlia.

 

Anni fa andava per la maggiore i tivvu' 'una mamma per amica', dove il nome originale era 'Gilmore girls'.

E' l'ottica perfetta con la quale viene vista ad oggi l'educazione dei figli

 

PerchéP questa libertà è una cazzata, è un falso mito di propgresso.

 

E' la debolezza di chi non ha il coraggio di imporsi anche quando dovrebbe farlo, per ruolo e per posizione, e allora dice "sei libero di scegliere".

 

E' la debolezza di chi non sa dare uno schiaffo per un buon motivo, e da mille carezze senza ragione.

 

E' la negazione dell'amore, ed è giusto che ai deboli che hanno 'educato' così torni solo odio.

 

Intendiamoci, non rinnego ne' penso lo facciano gli altri, i valori che abbiamo portato avanti e le basi sulle quali abbiamo costruito vite intere. Quella e' evoluzione.

 

Il problema e' il 'modello' fornito, specie gia' 'metabolizzato' ma non dai 'fruitori'.

 

Arrivare a conquistare determinate cose per determinati motivi, e' una cosa.

Pensare che questo di per se' costituisca un modello, una tappa nell'evoluzione di per se', ha indotto un po' tutti a dare per scontati i motivi dell'arrivo a quella tappa, e a non riconoscere che le nuove generazioni debbano per forza di cose ripercorrere tutte le tappe, anche mettendo in discussione cio' che per noi risulta una conquista.

 

Insomma noi siamo dei dementi ritardati che non avendo fatto nulla di buono continuano a fare 'giri in giostra' ad libitum a danno di chi è nato dopo, che non capisce il senso della giostra e semmai ci sale solo per farsi venire le vertigini e vomitare il suo nulla?

 

Sì, mi pare un'ottima analisi finale delle cose.

 

Il benessere ci ha viziato e ritardato, e da ritardati abbiamo incubato l'odio dell'insensatezza nella generazione che segue.

 

La penso anche io così.

 

Nel mio discorso specifico e identifico casi di vario tipo, non parlo di un mazzo unico di rose con o senza spine.

 

Nello specifico, ripeto:

per chi non ha una vita da vivere, o per quei giovani attuali che non sanno cosa farsene, e' facile rifugiarsi in essi.

 

Ma chi non sa ancora che farsene della propria vita, spesso si trova a voler fare l'alternativo; solo che lui e l'otaku sono la stessa faccia della medaglia.

 

Sono comunque alienati dalla realta'.

 

il 'Noi' non c'entra nulla.

E che nei due 'tipi' citati qui sopra si parli effettivamente ancora di otaku o di nerd, e' veramente tutto da dimostrare.

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Questo perché ogni generazione ha i suoi hobby, e sono loro a invecchiare con quella.

 

questa frase è molto interessante e piuttosto vera.

complimenti anche per la capacità di sintesi. :sisi:

Modificato da AndRe
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Ma anche Bob non ti parlava certo dei modellini in quanto tali, ma del fenotipo psicologico del loro estimatore/collezionista, individuato per retrosintomatologia.

 

"Dimmi cosa ti piace e ti dirò chi sei", tipo,

 

(fine dell'intervento di Shitarello come glossatore di Bob)

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In tal caso, non gli dovrebbe importare nulla dei modellini (anche perché non sono nulla di discontinuo nella storia delle collezioni dell'umanità, e dubito si possa sostenere le wunderkammer fossero una "bambinata"); ma non è così.

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a me invece viene da dire che se si prende l'esempio di hikaru come rappresentazione effettiva di una certa mentalità, non necessariamente giapponese, arrivati a quel punto quel che servivano per crescere erano i cosìdetti calci in culo dei quali si è letto qualche post addietro e non un gesto (rito?) poetico ma estremamente illusorio; certo romanticame è come il fumo sugli occhi.

poi sì, si può stare appresso agli hobby della propria infanzia a seconda dell'approccio che si ha. mi pare perfino assurdo scriverlo...

il fanboy si beve tutto, e infatti stabilita questa ovvietà (bastava un post per farlo) tra le varie si cercava gettare uno sguardo lì dove esiste anche un fandom che, pur non essendo perfetto ed omogeneo, dispone di una sensibilità critica e quindi sulle motivazioni che lo spingono ad allontanarsi o liberarsi dei propri interessi.

inoltre c'era in ballo una questione generazionale i cui perchè e percome erano serviti su un piatto d'argento... in giappone c'è stata l'atomica, l'evoluzione dell'industria automobilistica, una società chiusa che però quando ha deciso di aprirsi non è che si sia trovata davanti un mondo tanto disponibile, quindi ci sono tezuka, tomino, anno, l'otaku prima e seconda generazione eccetera fino al giorno d'oggi. ma, appunto, il resto del mondo ed il suo entertainment non sono mai nati? sarebbe strano affermarlo, anche perchè è proprio quello che alla fine influenza gli hobby dei giapponesi. ormai si può dire che tomino non lavora più per questo :dance:

 

Il ciclico andiriviniei di influenze mediatiche ha sicuramente forgiato l'otakuzoku prima, in modo sincretico molto tipico della cultura giapponese, e poi influenzato chi l'influenzò (l'occidente, America in primis).

 

Tuttavia volevo focalizzarmi su quello che mi pare il cuore del tuo post, assai prezioso, nonché forse il punto nodale del mio interesse.

 

Ovvero, come si chiedeva Anno:

 

"E' possibile, crescendo, conservare il proprio interesse adolescenziale per certe forme subculturali senza diventare dei ritardati?"

 

ovvero:

 

"Può esistere un VERO adulto REALMENTE interessato a certe subculture?"

 

ovvero ancora:

 

"Certi interessi adolescenziali possono in qualche modo CRESCERE insieme alla CRESCITA del soggetto appassionato, oppure è sempre e solo deroga alla crescita reale?"

 

Che poi sarebbe quella che io chiamerei "antitesi dell'angelo crudele", ovvero la ricerca di una 'terza via' per cui la crescita non debba significare il tradimento dell'infanzia, e il non tradimento dell'infanzia non debba significare il ritardo, se non piscoattitudinale, quantomeno sociale.

 

Ora son tutti bravi a parlare di giusto mezzo, e fanno bene a farlo (dico davvero, niente sarcasmo), ma alla fine io vedo e studio gli artisti, i filosofi, insomma quelli che si sono 'pienamente dati' alle loro ideali passioni... ed erano tutti degli otaku ritardati.

 

Da Michelangelo, a Dante Gabriel Rossetti. Dai migliori filosofi ai migliori letterati.

 

C'è una parte del carteggio tra Eloisa e Abelardo, in particolare una missiva di lei -mi fa venire da piangere ogni volta in cui la rileggo- in cui lei, innamoratissima, dice a lui che "preferibbere essere chiamata la sua amica, la sua amante, o se non si scandalizza persino la sua prostituta piuttosto che sua moglie, perché ai filosofi e ai sapienti non sono date mogli". Segue il racconto dell'episodio di Socrate con Santippe. In soldoni è come dire: "uomo, o ti dedichi all'intelletto -e sarai un handicappato sociale, in qualche modo- o ti dedichi alla vita. Scegli."

 

Questa cosa per me è un tantino anatemica, ma più cerco di esorcizzare del demone, più comprove ne trovo. In tutti i campi.

 

Quindi continuo a riflettervi ringraziando tutti del contributo. :)

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Ora son tutti bravi a parlare di giusto mezzo, e fanno bene a farlo (dico davvero, niente sarcasmo), ma alla fine io vedo e studio gli artisti, i filosofi, insomma quelli che si sono 'pienamente dati' alle loro ideali passioni... ed erano tutti degli otaku ritardati.

 

Da Michelangelo, a Dante Gabriel Rossetti. Dai migliori filosofi ai migliori letterati.

 

Mah, sinceramente io trovo certe figure spesso ammirevoli ed in genere degne del massimo rispetto (il fatto che non fossero esattamente "persone normali" non lo vedo affatto come un difetto, soprattutto quando erano "superiori" alle persone normali..).

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Ora son tutti bravi a parlare di giusto mezzo, e fanno bene a farlo (dico davvero, niente sarcasmo), ma alla fine io vedo e studio gli artisti, i filosofi, insomma quelli che si sono 'pienamente dati' alle loro ideali passioni... ed erano tutti degli otaku ritardati.

 

Da Michelangelo, a Dante Gabriel Rossetti. Dai migliori filosofi ai migliori letterati.

 

Mah, sinceramente io trovo certe figure spesso ammirevoli ed in genere degne del massimo rispetto (il fatto che non fossero esattamente "persone normali" non lo vedo affatto come un difetto, soprattutto quando erano "superiori" alle persone normali..).

 

 

Vedi nell'altro topic il mio concetto di otaku come diversamente abile :giggle:

Modificato da silent bob
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Ora son tutti bravi a parlare di giusto mezzo, e fanno bene a farlo (dico davvero, niente sarcasmo), ma alla fine io vedo e studio gli artisti, i filosofi, insomma quelli che si sono 'pienamente dati' alle loro ideali passioni... ed erano tutti degli otaku ritardati.

 

Da Michelangelo, a Dante Gabriel Rossetti. Dai migliori filosofi ai migliori letterati.

 

Mah, sinceramente io trovo certe figure spesso ammirevoli ed in genere degne del massimo rispetto (il fatto che non fossero esattamente "persone normali" non lo vedo affatto come un difetto, soprattutto quando erano "superiori" alle persone normali..).

 

Il che va bene, nel senso che io per primo non sto qui formulando uno schietto giudizio di valore tipo X è meglio di Y.

 

La questione che ho sollevato, che cerco di dipanare da un sacco di tempo ormai, è un po' quella di Thomas Mann.

 

Ovvero Michelangelo, come D.G. Rossetti, come tanti grandi che ho or ora in testa, erano persone attanagliate da un complesso orfico che la metà basterebbe, non sono riusciti a vivere la loro vita in un modo che si direbbe normale, e spesso neppure dignitoso, eppure si sono 'dati' alla creazioni di grandi opere che -io credo a giusto titolo- vanno conservate nella nostra memoria come 'patrimonio dell'umanità'.

 

Di fatto, dietro alla creazione di un'opera immortate c'è quasi sempre il sacrificio di una vita mortale (sto usando detti termini in senso assai lato).

 

E' questa una delle facce della medaglia su cui mi interrogo.

 

L'altra faccia, chiaramente, è quella del consumatore viziato delle altrui opere che pur nulla giungendo a produrre pure finisce a barcamenarsi in una vita dallo sviluppo deforme.

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Che non a caso un 'artista vero' come Foscolo detestava?

 

Manzoni si potrtebbe dire una psiche molto femminile, tra crisi religioso, complesso materno e cose, e non a caso ha fatto scritti il cui valore è per lo più scolastico nel senso educativo-materno del termine (<- la mia rivalutazione dei Promessi Sposi, di cui si noti l'evoluzione femminile dal finale più maschile della prima stesura).

 

Cmq mi stai senz'altro cogliendo, Ryoga. Grazie per la lettura. l'intendimento, le risposte e gli spunti.

Modificato da Shito
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Insomma "l'artista vero" è non definibile o falsificabile.

Anzi, peggio: l'artista che sembra vero ma non lo è (perché non è un maudit, o un otaku, non si sa bene la differenza) è una donna, in pratica (ovviamente, questa è una non contraddizione di stato, un'artista od un artista non è le sue gonadi).

 

Ma :furioso:

Modificato da Dairon
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E' più grave che non sembri esserlo della logica, direi. Lo stato di "vero artista" come lo definiamo? Come uno che ti piace? Che mi piace? Che piace a Foscolo?

Serve a qualcosa questa terminologia?

Modificato da Dairon
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Non lo definiamo. Qui giochiamo a capirci.

Siccome debbo convenire con tuoi detrattori storici che tu invece stai giocando a non capirci

e me ne dolgo

così sia.

Quando cambierai gioco, sarò sempre qui. :)

Modificato da Shito
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a me sembra invece che tu inverta causa ed effetto.

Non "siccome è femmina e pensa in tal modo allora da questo traiamo una conclusione" ma "siccome pensa in tal modo allora deve essere femmina, e se non è femmina biologicamente lo è nell'anima".

 

Salvo poi invertire quando nimue ti ha detto che sei femmina dentro e tu hai creduto che ti desse ragione sul fatto che le pippe mentali sono rabo da uomini.

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O più probabilmente, non c'è nulla da capire, dato che usi parole senza un significato (a tuo avviso, eh, mica mio, non lo tiri fuori tu).

 

Il vantaggio è che non servirà portare ad esempio le altre tonnellate di artisti non nerd.

Modificato da Dairon
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Il vantaggio è che non servirà portare ad esempio le altre tonnellate di artisti non nerd.

 

Non solo ti invito a farlo, te ne prego.

 

Tu sottovaluti davvero la mia onestà intellettuale dietro al compiacimento del formalismo.

 

Sono in gioco, e mi indago per primo.

 

Ogni contributo fruttifero sarà non solo accettato, ma benedetto. :)

 

a me sembra invece che tu inverta causa ed effetto.

Non "siccome è femmina e pensa in tal modo allora da questo traiamo una conclusione" ma "siccome pensa in tal modo allora deve essere femmina, e se non è femmina biologicamente lo è nell'anima".

 

Salvo poi invertire quando nimue ti ha detto che sei femmina dentro e tu hai creduto che ti desse ragione sul fatto che le pippe mentali sono rabo da uomini.

 

In effetti sto cercando di esprimere una logica diffusa, non meccaniscica. Il che, sì, è un po' femminile.

 

E non parlo quasi mai di sessi schiettamente biologici, dato che ho già detto che non esistono i 100%, quanto piuttosto di 'psiche maschile' e 'psiche femminile'.

 

No, avevo inteso Nimue, ma siccome IO ritengo che le pippe mentali siano roba da uomini ho intenzionalmente ribaltato la sua retorica 'per assurdo' sul piano del reale.

 

"Vedi, ciò che hai detto per scherzo è la verità"-tipodicosa.

 

:)

Modificato da Shito
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Non porrò esempi che vadano a contraddire il non definito, perché il non definito non si può contraddire. E' fatica sprecata, ne faccio già troppa in altri ambiti di discussione.

D'altronde ha dimostrato Ryoga che non servono, questi esempi.

Modificato da Dairon
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