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"Sociologia otaku a giudicarsi dal consumo di intrattenimento infantile anche da adulti"


Shito

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A parte il fatto che la discussione e' poi proseguita, non mi stare a fare puntualizzazioni inutili su cose che sanno anche i sassi.

 

Si parlava di connotazioni socio-culturali; non di 'roba giapponese' ma di contesti sociali e anche nazionali.

E secondo questi, non troverai 'otaku' negli USA, anche se semanticamente puoi chiamare tutti 'fissati', non per questioni di 'roba giapponese' ma di contesto.

 

Contesto che del resto vuole che geek e nerd 'vivono' il loro contesto sociale e culturale in modo anche differente dai compagni giapponesi, e, ripeto, il discrimine NON e' che otaku sia legato a 'roba giapponese', ma al contesto specifico.

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Mah, personalmente questa discussione mi fa venire in mente di quando la Fantascienza, almeno fino agli anni 40, era generalmente considerata "roba per ragazzini", e le idee da essa propagate (tipo bombe atomiche, navi spaziali e robot..) "assurde fantasie".

Alcuni di quei ragazzini appassionati di fantascienza, probabilmente la maggioranza, crescendo finirono per pensarla in questo modo anche loro; ma pochi altri, invece, realizzarono o contribuirono a realizzare le bombe atomiche, le navi spaziali, i robot..

Modificato da EYMERICH
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Se invece di pensare alla 'bellezza' della liberta' di espressione, avessimo PRESO A CALCI IN CULO le nuove generazioni, avremmo avuto molti, molti, molti meno problemi di adesso.

 

 

Quando vedo al TG che un professore è stato aggredito, ma anche solo a male parole, dai genitori dello studente che non ha voglia di fare niente, in quanto giustamente è stato bocciato, mi trovo a pensare che la nostra generazione forse non è stata presa abbastanza a calci nel culo dalla vecchia.

Questa estate ho visto cose abberranti, vedi il negozio estivo delal mia famiglia si trova presso uno stabile adibito solo a residenze estive, cui a fronte si trova un campeggio.

Durante la sera lì davanti si riunivano frotte di giovinastri che facevano un casino bestiale, con tanto di loro genitori a guardarli dal cancello del campeggio.

Ora a fronte dei reclami dei condomini dello stabile soprà, vabbè i giovini se en infischiavano, ma la cosa grave pure i genitori, che sarebbero dovuti intervenire a ricacciare i propri figli casinari in tenda a suon di calci in culo.

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Eymerich: la fantascienza per se è un discorso a parte, sui cui vado ora ad aprire un topico apposito. :-)

 

Veramente io volevo dire che la passione per la Fantascienza, un tempo, era considerata ESATTAMENTE come quella per fumetti, cartoni animati e similari "passatempi infantili" in tempi più recenti..

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Proviamo a recuperar la discussione :baffi:

 

Al di la' dei paletti dell'allora famigerato Comics Code (http://it.wikipedia...._Code_Authority ) ai tempi l'uomo ragno ha avuto un'impennata di 'crescita' come personaggio con la morte di gwen stacy, e proprio in quel ciclo di storie (tra sciacallo e compagnia varia) era nato anche il 'La' per tutto il delirio dei cloni (e il refrain poi di quell'abominevole ciclo di storie con il 'ritorno' 'again' di gwen stacy), in quello che piu' che crescita io chiamerei 'avvitamento' del personaggio su se stesso.

uhrrr :lolla:

concordo che con la saga del clone ci sia stato un avvitamento del personaggio; d'altra parte, però, imo si dovrebbe considerare che l'egocentrismo (aka crisi a manetta) è praticamente alla base della caratterizzazione di ogni super eroe. è una licenza con la quale certi personaggi nascono e diversamente non potrebbe essere; l'esasperazione concettuale ed effettiva portata ai limiti non canonici, come quella rappresentata nel suddetto arco narrativo (ormai rinnegato?), è probabilmente il 'di più' sul quale il fandom si è spaccato e talvolta si anima a posteriori.

ma in tutto questo, di qualunque eroe marvel si parli, c'è un elemento che ciclicamente subentra nella narrazione: la rinascita.

nel caso di peter, la sua "morte" in quella storia, per quanto complessivamente fantozziana, è molto forte, concentrata e vissuta interiormente: tutto, senza eccezione, crolla rovinosamente se non peggio perchè c'è una perdita totale del suo io e del mondo esterno (sia come lo concepisce che come altri lo hanno plasmato).

in conclusione, quello che imo doveva importare maggiormente non è solo cosa è stata quella storia, ma a cosa conduce, ovvero cosa sarebbe diventato peter CON e DOPO essa. e su carta non c'è stato, perchè per vari motivi quel bagaglio di nozioni (vecchie e nuove) lo si è voluto annullare; ma idealmente quella crescita del personaggio, in quel momento, alla fine il lettore l'ha potuta immaginare, o intuire, quindi c'è stata comunque; e probabilmente, vedendo cosa c'è stato dopo quel "massimo punto di rottura", per la delusione ha smesso di leggere "UR".

se invece il lettore ha continuato (come me, nonostante tutto) ci possono essere tante spiegazioni quante il numero dei suoi lettori.

ah, sempre considerando che si parla di punti di vista ma soprattutto di 'fiction', perchè anche il fumetto è giocoforza tale, e senza negare l'avvitamento al quale giustamente accenni che cmq imo (sì ok sono pesante) c'è da quando morì zio ben.

 

 

E' alla fine quasi singolare che spesso qualcosa di buono possa poi partorire i semi del "male".

 

Alla fine io ritengo che tutte le esperienze siano positive, in quanto se vissute come tali permettono di crescere.

Il fatto e' che nessuno puo' avere una vaga idea di cosa ha necessita' in un dato momento della vita, tranne che quando gli si para davanti un'esigenza o anche una necessita'.

 

Al di la' della gerarchizzazione di natura commerciale, tutto puo' realmente essere significativo nella vita di tutti, magari si sta pensando ad una cosa, si legge un commento o un post su di un forum che parla di tutt'altro e quello in qualche modo si potrebbe rilevare cio' di cui si aveva bisogno, per capire o mettere in prospettiva le cose in un determinato momento.

 

Il fatto e' che la gente e' molto meno complicata di quanto magari da giovane e' tenuta a credere, e la comunicazione puo' avvenire sotto infinite forme.

 

Qui si crea un primo spartiacque; chi magari aveva bisogno in eta' adulta di un 'qualcosa' che gli mancava per qualche modo e lo ritrova in una storia, in una vicenda, in un personaggio, magari puo' essere portata ad empatizzare in modo eccessivo per la stessa: vedere gli esagitati alle prime proiezioni di harry potter, che venivano con tanto di cappello a punta e Sacro Testo a fare le pulci al film ed andarsene sconsolati dopo la visione del film. Mica me lo sto inventando.

 

Poi magari ci puo' essere invece chi quel libro l'ha semplicemente distratto da una situazione pesante o particolare, non lo prende come Sacro Testo, ma comunque magari ne richiede su supporto l'ottico una Fantasmagorica edizione del film su DVD o BR.

 

Ci puo' poi essere semplicemente colui al quale e' piaciuto l'argomento ed e' curioso.

 

E poi ci sono i bambini.

i bambini sono facilmente suggestionabili, non perche' del tutto idioti, ma perche' (al di la' di altre considerazioni di natura piu' o meno pedagogica), se un adulto e' attirato da un personaggio o da una storia, a maggior ragione per il bambino tale argomento ha quasi valore di imprinting.

 

Ed ecco la curiosita' a mio avviso dell'argomento; gli adulti di allora, dei tempi dell'introduzione dei comics, consideravano quegli albetti come cazz**e, del tutto poco consapevoli che personaggi e situazioni come raccontate in quegli albi avevano ben presa nell'immaginazione dei bambini di allora. C'e' stata quindi una sottovalutazione spaventosa a livello educativo personale dei genitori di allora dell'argomento, per il semplice motivo che appunto liquidavano l'argomento come 'inutile' o 'merda'.

 

Mentre, da adulti o presunti tali e con ben altri strumenti per comprendere e rapportarsi con il mondo e la realta', avrebbero dovuto atteggiarsi e capire meglio la cosa.

 

Quei bambini di allora poi, sono cresciuti ANCHE con quel bagaglio di immagini e personaggi, si sono fatti delle vite, e hanno fatto un assurdo e ahime' comprensibile ERRORE.

 

Si sono messi in testa (la generazione e' anche la mia) che la liberta' di espressione specie per i figli, dovesse essere molto superiore a quella in cui gli anziani di allora consideravano 'inutili' determinate cose.

 

Ci siamo messi in testa che, a fronte dell'esperienza personale, i figli dovessero essere maggiormente tutelati da quello che noi ben sappiamo avere penetrazione facile nell'immaginazione dei bambini.

 

SIAMO STATI UNA MASSA DI IMBECILLI.

 

Se invece di pensare alla 'bellezza' della liberta' di espressione, avessimo PRESO A CALCI IN CULO le nuove generazioni, avremmo avuto molti, molti, molti meno problemi di adesso.

 

Anche perche' poi arriviamo al MOSTRUOSO paradosso di leggere 'bambini' che OGGI si riferiscono a quegli argomenti come i NOSTRI GENITORI ALLORA NE PARLAVANO.

 

Quello che dice bobo, ad esempio, lo diceva mia nonna.

 

Purtroppo, la mia generazione, per 'pagare' un debito di scarsa comprensione e di ridotta liberta' dei nostri tempi, ha fatto in modo di 'alleggerire' il carico di responsabilita' sulle nuove generazioni.

 

Ci troviamo forse ad essere la generazione piu' liberale di sempre, ma credendo nella bellezza dell'assoluta liberta' e presa di coscienza individuale, ci ritroviamo ora ad avere a che fare con bambini che o non sanno cosa farsene di quella liberta', o paradossalmente si riferiscono alla stessa come facevano i nostri nonni o parenti che dir si voglia.

 

In quest'ottica complessiva, noi ce ne freghiamo e ci divertiamo a cazzeggiare con determinati personaggi e storie che in qualche modo fanno anche parte del nostro background, per chi non ha una vita da vivere, o per quei giovani attuali che non sanno cosa farsene, e' facile rifugiarsi in essi.

 

Ma chi non sa ancora che farsene della propria vita, spesso si trova a voler fare l'alternativo; solo che lui e l'otaku sono la stessa faccia della medaglia.

 

Sono comunque alienati dalla realta'.

uhm. in linea di massima concordo; ho solo qualche dubbio sui vari gradi di responsabilità degli individui, e quindi delle generazioni in riferimento... in fin dei conti ti relazioni alla tua, di generazione, come se quella precedente fosse scomparsa e pertanto avesse passato lo scettro del potere. non sono così sicuro di questo taglio netto col passato...

però secondo me, pian piano, la libertà a tutto sta passando attraverso un multi-filtro che la ridimensionerà. l'equilibrio perfetto non si raggiungerà mai, ovvio, ma potrebbe trattarsi di un giusto processo. purtroppo a occhio e croce se ne saprà qualcosa in più solo tra un paio di generazioni :°_°:

 

Roger non ha a mio avviso colto bene gli spunti.

gli stessi spunti che avevi fatto deragliare verso i soliti mantra?

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Guarda, la saga del clone avrebbe avuto tutto un altro sapore ed impatto nella vicenda, se si fosse scoperto che 'quello vero' era in realta' Ben Reilly; avrebbe avuto un impatto incredibile sulla storia, praticamente azzerando quanto fatto o detto prima e 'settando' quasi un nuovo inizio. La gente avrebbe sicuramente odiato fin nel profondo la cosa, probabilmente sarebbe stato un disastro a livello economico perche' sicuramente moltissimi avrebbero lasciato la testata, ma chissa' cosa sarebbe potuto venir fuori dalle ceneri di quell'uomo ragno.

:messicano:

 

(In quella saga poi c'era stata anche la morte di Zia May, e il suo 'recupero' e' stata un'altra bella mazzata sui denti :°_°: )

 

Per la 'divisione' generazionale, ovviamente vado a 'spanne' facendo comprendere nella mia anche quelle 'adiacenti' e di poco successive, volendo potrebbe essere anche la famigerata 'generazione x', ma io comprenderei solo quelli tra il '65 e il '75 in modo che possano essere stati un minimo adolescenti durante gli anni 80.

 

Gli anni 80 sono stati un 'unicum' irripetibile, solo chi li ha vissuti coscientemente puo' capire quello che hanno rappresentato.

Quindi direi che mi riferisco alla generazione di circa una decina d'anni tra la seconda meta' del 60 e la seconda del 70.

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Guarda, la saga del clone avrebbe avuto tutto un altro sapore ed impatto nella vicenda, se si fosse scoperto che 'quello vero' era in realta' Ben Reilly

 

Che poi è quello che fu fatto per un certo periodo salvo poi innestare brusca retromarcia dopo feroce levata di scudi. Comunque, originariamente, la storyline del clone avrebbe dovuto durare solo 1 anno ma l'abnorme successo commerciale costrinse la Marvel ad andare avanti per anni e anni con i risultati disastrosi che tutti conosciamo (la resuscita di Norman Osborn per es., che a tutt'oggi non ho ancora digerito).

 

ma io comprenderei solo quelli tra il '65 e il '75 in modo che possano essere stati un minimo adolescenti durante gli anni 80. Gli anni 80 sono stati un 'unicum' irripetibile, solo chi li ha vissuti coscientemente puo' capire quello che hanno rappresentato. Quindi direi che mi riferisco alla generazione di circa una decina d'anni tra la seconda meta' del 60 e la seconda del 70.

 

:fash1: :fash1: :fash1: :fash1: :fash1: :fash1: :fash1: :fash1: :fash1: :fash1:

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è come ci si approccia ad essa. Dairon, ti ricordi almeno tu ?

 

No, in effetti...

Del resto sono in disaccordo col culto del "significato", ma penso si sappia.

 

 

 

Al tempo sostenevo che ciò che conta non è solo se l'opera sia pregna di significato o meno, ma anche se l'utente ci si appresta principalmente volendo cogliere questo o attratto dalle parti intrattenente di essa.

 

I modellini di eva nascono dalla parte intrattenente di eva, giusto per farti vedere come l'otaku si riconosca a un miglio di distanza e non sia casuale.

 

 

Poi boh mi viene solo da insultare a vuoto, perhcè penso che in sè ognuno abbia questa verità e che qui si parli solo a vuoto.

 

Potrei fare un discorso teorico, ma te ne farò uno pratico.

Quale sarebbe per te il/uno dei significati di EVA? L'interrelazione tra i personaggi?

 

Il discorso di Shuji mi ricorda troppo i discorsi dei "giovinastri" perché riesca a prenderlo sul serio, mi spiace (visto che i lamenti sull'inettitudine e la troppa libertà delle nuove generazioni credo vadano avanti dal Primo Regno Intermedio). :happy:

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è come ci si approccia ad essa. Dairon, ti ricordi almeno tu ?

 

No, in effetti...

Del resto sono in disaccordo col culto del "significato", ma penso si sappia.

 

 

 

Al tempo sostenevo che ciò che conta non è solo se l'opera sia pregna di significato o meno, ma anche se l'utente ci si appresta principalmente volendo cogliere questo o attratto dalle parti intrattenente di essa.

 

I modellini di eva nascono dalla parte intrattenente di eva, giusto per farti vedere come l'otaku si riconosca a un miglio di distanza e non sia casuale.

 

 

Poi boh mi viene solo da insultare a vuoto, perhcè penso che in sè ognuno abbia questa verità e che qui si parli solo a vuoto.

 

Potrei fare un discorso teorico, ma te ne farò uno pratico.

Quale sarebbe per te il/uno dei significati di EVA? L'interrelazione tra i personaggi?

 

 

 

 

Un significato concreto: le donne ( = Asuka ) non vogliono i ragazzini ( = Shinji ) ma gli uomini ( = Kaji ).

 

Tra l'altr visto che si parlava di ragazze, un'amica mi raccontava che una sua amica, dopo aver sverginato uno sfigato peggio di Shinji giusto per gioco, ci si affezionò ed impietosi cosi ci stette insieme per parecchi anni.

 

Il tizio nel tempo crebbe un poco, ma rimase sempre sfigato alla Shinji. Lei alla fine lo lasciò.

 

 

Del tipo lei lo insultava in pubblico, lui faceva il muso e cose del genere. Lei chiaramente avrebbe voluto fosse autorevole.

 

 

p.s. spiegai alla mia amica che si lasciarono perchè le donne non vogliono i ragazzini ma gli uomini. E glielo spiegai con l'esempio di sopra ed i tre personaggi di Evangelion, la mia amica capì subito.

Modificato da silent bob
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Quindi non ti andrebbe bene il modellino dello 01 che per te non significa nulla, ma uno di Asuka e Shinji con la prima che esprimesse il suo disprezzo, sì.

 

 

Ora cominci a fare il coglione.

 

è il modellino in sé che non ha senso.

 

Ma cazzo guardati intorno, mica ci sono i modellini di Antonius Bloch de Il Settimo Sigillo di Bergman, come scrissi anche in una mia recensione.

 

 

I modellini sono per otaku/rincoglionti.

 

 

p.s.

i modellini di bloch no ma le magliette di arancia meccanica si, col tempo forse ci saranno anche quelli.

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è il modellino in sé che non ha senso.

 

Il tuo esempio non ha senso: è chiaramente una ragione non cogente.

I "modellini" di un altro artista visivo (conclamato e storico, non parlo di anime) possono avere perfettamente senso anche se la cosa non era stata realizzata in vita e non era intesa per esserlo. Io sono andato di recente a vedere la ottima mostra del Piranesi, dove la riproduzione dei suoi oggetti di design restituiva davvero la completezza dell'artista come i meri progetti degli stessi (spesso non pensati per venir concretamente realizzati) non potevano fare. Pensa anche alle follie architettoniche, forse anche più chiare: a meno di non sostenere che in generale il vedutismo (origine delle suddette) non abbia senso, impresa piuttosto ardua.

 

Ma possiamo anche affrontare la cosa più a monte. Sostituisci "modellino dello 01/di Asuka" con "poster", e noterai come non vi sia differenza se non di soggetto tra uno che s'appende una riproduzione di un Bocklin e chi s'appende Asuka - con la differenza che, tu m'insegni, Asuka ha più "significato" (a tuo avviso) dato che esprime una tipico rapporto intrapersonale che ti sembra probabile.

Modificato da Dairon
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Roger non ha a mio avviso colto bene gli spunti.

gli stessi spunti che avevi fatto deragliare verso i soliti mantra?

 

Non irretirti, ti prego, non era mica una stoccata.

 

Invero se trovo che tu non abbia colto bene gli spunti potrei averli espressi maldestramente io in prima istanza.

 

Mi spiego, comunque:

 

uhm.

quindi un nerd=otaku=rincoglionito fagocita i propri eroi (li consuma) in qualsiasi forma essi si presentino ed a prescindere dal pubblico per il quale sono (ri)pensati.

 

No, non si era proprio messa in campo questa immagine.

 

Nerd/geek/otaku = uno che è adulto ma ancora sta appresso a storie nate per ragazzini, di quando lui era il ragazzino che ora non è più.

 

L'immagine era questa.

 

non vedrò più un film di miyazaki. è robba fatta pe' bambini. rischierei di essere scambiato per un otaku=nerd=rincoglionito eccetera.

 

L'idea dell'apparire socialmente come un qualcosa non era stata messa in campo.

 

In ogni caso, sì, i film di Miyazaki sono generalmente per bambini e al massimo per adolescenti. Lui per primo lo dice.

 

In secondo luogo, credo che Bob abbia espresso bene il concetto di 'dipende dalla posizione intellettuale che assumi nei confronti delle cose che consumi'.

 

Ovvero, potrò anche leggere La Pimpa, ma lo so che è una cosa per bambini.

 

Se c'è questa distanza -onestamente valutata- nel modus di fruzione dell'opera infantile, forse (e dico forse) è ancora OK.

 

Ma se fruissi La Pimpa come se La Pimpa fosse per me OMG THE SHIT?

 

Credo sarei un ritardato, ancora, nel senso proprio del termine.

 

E' questo che mi fa riflettere.

 

Forse sono più a posto i girellari, allora, che guardano gli eroi dell'infanzia per quello che erano (eroi di infanzia), e indi con un certo distacco, piuttosto che chi segue ancora a trent'anni l'animazione e i fumetti con VIVO interesse?

 

Comunque, tornando al 'non ti irretire', sono sincero. Non voglio mica avere ragione. Nessun e-penis qui. Sto riflettendo, insieme a voi.

 

Perché qui mi trovo bene.

 

Lo dico anche a Shuji, che leggo sempre un po' sul belligerante andate, e di cui devo ancora eviscerare bene l'interessante lungo post.

 

A cui voglio sentitamente rispondere.

 

EDIT: Bob, ritengo il tuo contributo prezioso, ma non ha senso se ti scaldi, no?

 

le donne ( = Asuka )

 

biggest fail evar

 

Asuka è in piena misogina femminile, rifiuto del sé mestruale, etc.

 

Self denial on the go.

 

Trova 'ridicolo' il coito tra Misato e Kaji, e non sopporta il suo ciclo mestruale.

 

Ripensaci.

 

Ok per 'la psiche femminile', ma Asuka è proprio kore. Ferita, ma kore.

 

Darion: sui modellini, fatti spiegare da Garion come mai Tomino prendeva a bastonate un Gunpla. :D

Modificato da Shito
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Darion: sui modellini, fatti spiegare da Garion come mai Tomino prendeva a bastonate un Gunpla. :D

 

Eh, si perde nella memoria dei tempi. Cmq a una conferenza, sotto domanda di un fan su quale sarebbe stata la sua prossima serie di Gundam, Tomino visibilmente contrariato afferrò una penna, trapassò un gunpla che si trovava lì sul tavolo e disse "questa". :ph34r:

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C'entra eccome.

 

Credo che Tomino, che è un intellettuale onesto e seriamente responsabilizzato nel suo narrare ai giovani, odiasse davvero che del suo Kido Senshi Gundam i fan avessero colto solo i robottoni.

 

Altro che Anno e Eva.

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Credo che Tomino, che è un intellettuale onesto e seriamente responsabilizzato nel suo narrare ai giovani, odiasse davvero che del suo Kido Senshi Gundam i fan avessero colto solo i robottoni.

 

E' deprimente se pensi come invece era rimasto colpito dal fatto che Gundam avesse avuto successo presso un pubblico di universitari, tanto da fargli pensare che stava per iniziare davvero una nuova era. Poi quando lo costrinsero a fare Zeta però odiò tutto e tutti.

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C'entra eccome.

 

Credo che Tomino, che è un intellettuale onesto e seriamente responsabilizzato nel suo narrare ai giovani, odiasse davvero che del suo Kido Senshi Gundam i fan avessero colto solo i robottoni.

 

Altro che Anno e Eva.

 

Nel senso che odia i fan, non i modellini.

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Roger non ha a mio avviso colto bene gli spunti.

gli stessi spunti che avevi fatto deragliare verso i soliti mantra?

 

Non irretirti, ti prego, non era mica una stoccata.

 

Invero se trovo che tu non abbia colto bene gli spunti potrei averli espressi maldestramente io in prima istanza.

ma quale irretirsi.

c'è solo da capire che questa non è iniziata come l'ennesima discussione otakucentrica. se invece lo deve essere o divenire, benissimo: non si fa altro che accodarla ad una preesistente e bona lì senza tanti arrampicamenti.

 

Mi spiego, comunque:

 

uhm.

quindi un nerd=otaku=rincoglionito fagocita i propri eroi (li consuma) in qualsiasi forma essi si presentino ed a prescindere dal pubblico per il quale sono (ri)pensati.

 

No, non si era proprio messa in campo questa immagine.

 

Nerd/geek/otaku = uno che è adulto ma ancora sta appresso a storie nate per ragazzini, di quando lui era il ragazzino che ora non è più.

 

L'immagine era questa.

insomma avere un hobby e conoscerlo dalle sue radici (magari riconoscerne pure un qualsivoglia valore!) è malsano.

qualcosa nel tuo discorso non quadra...

 

non vedrò più un film di miyazaki. è robba fatta pe' bambini. rischierei di essere scambiato per un otaku=nerd=rincoglionito eccetera.

 

L'idea dell'apparire socialmente come un qualcosa non era stata messa in campo.

 

In ogni caso, sì, i film di Miyazaki sono generalmente per bambini e al massimo per adolescenti. Lui per primo lo dice.

 

In secondo luogo, credo che Bob abbia espresso bene il concetto di 'dipende dalla posizione intellettuale che assumi nei confronti delle cose che consumi'.

 

Ovvero, potrò anche leggere La Pimpa, ma lo so che è una cosa per bambini.

 

Se c'è questa distanza -onestamente valutata- nel modus di fruzione dell'opera infantile, forse (e dico forse) è ancora OK.

 

Ma se fruissi La Pimpa come se La Pimpa fosse per me OMG THE SHIT?

 

Credo sarei un ritardato, ancora, nel senso proprio del termine.

 

E' questo che mi fa riflettere.

 

Forse sono più a posto i girellari, allora, che guardano gli eroi dell'infanzia per quello che erano (eroi di infanzia), e indi con un certo distacco, piuttosto che chi segue ancora a trent'anni l'animazione e i fumetti con VIVO interesse?

 

Comunque, tornando al 'non ti irretire', sono sincero. Non voglio mica avere ragione. Nessun e-penis qui. Sto riflettendo, insieme a voi.

 

Perché qui mi trovo bene.

a parte che i girellari non guardano proprio a nulla della propria infanzia con un certo distacco, anzi si parla di venerazione per il feticcio ed è gente che oscilla tra l'identificazione (sì, anche fisica) con quei personaggi e l'assoluta necessità di cibarsene per magari poi trasmetterli ai propri discendenti, questo discorso è imprescindibile da una componente sociale.

'società' è implicito quando si fa un riferimento a nerd, geek, otaku o quel che si vuole, e il perchè *dovrebbe* essere ovvio.

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