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La satira in giappone non esiste? [LOL?]


ryoga

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Non è che è espressamente vietato, è che se lo fai rischi di subire atti di terrorismo o di protesta da gruppi di estrema destra. La gente ne è consapevole e preferisce evitare di creare discordie.

 

http://en.wikipedia.org/wiki/Chrysanthemum_taboo

http://ja.wikipedia.org/wiki/%E8%8F%8A%E3%82%BF%E3%83%96%E3%83%BC

 

C'è una cosa da tenere conto comunque: l'imperatore del Giappone è il capo della religione Shinto, e soprattutto veniva ritenuto un dio vivente in quanto discendente da Amaterasu. L'imperatore non ha mai contato così tanto come politico; nei fatti il vero governo la maggior parte del tempo è risieduto in giunte militari, se pur ufficialmente sotto l'approvazione dell'imperatore. Questa è una grande differenza rispetto ai reali europei.

 

Tra parentesi, un giapponese non può nemmeno chiamare l'imperatore per nome. E anche dimenticarsi la patta aperta quando passava l'imperatore è stato storicamente considerato una mancanza di rispetto degna di punizione.

 

Se vi interessa comunque il titolo "Encyclopedia of Humor Studies" a cura di Salvatore Attardo ha delle pagine dedicate al Giappone. Io ne ho letta qualcuna su Google Libri.

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Non è che è espressamente vietato, è che se lo fai rischi di subire atti di terrorismo o di protesta da gruppi di estrema destra. La gente ne è consapevole e preferisce evitare di creare discordie.

Come quando lanciarono la bomba all' editore di  quella rivista satirica  , come si chiamava , Gamo ?

Stè cose le leggevo su Yamato fanzine più di 20 anni fa....... come passa il tempo.

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Tanto la 'sensibilità' per l'argomento varia da nazione a nazione, quindi una definizione non e' che sia impossibile, ma diventa inutile appena data.

 

GENERALMENTE la satira e' tutto cio' che mette alla berlina usi/costumi/consuetudini; se non c'e' qualcuno che si incazza, diventa pura piaggeria.

La satira per me deve sbeffeggiare il potere, l'autorità, deve cercare di demolire pezzo a pezzo l'aura di santità, di forza che emanano i potenti. Se non ha il coraggio di farlo è altro, magari sempre divertente, ma è altro. Modificato da Godai
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Garo. Ma non era una rivista di satira, quanto di fumetto underground / controcultura.

Si quello lo so, dicevo satirica tanto per dire .

Se non ricordo male ha chiuso pure da più di un decennio.

 

 

Poi per la faccenda dell'attentato, a me pare che fu a un autore specifico, Yoshinori Kobayashi. E il mandante fra l'altro era l'Aum Shinrikyo...

Ah bo, dovrei andare a recuperare lo Yamato in questione per ricordarmi bene della faccenda...

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http://www.japantimes.co.jp/community/2015/01/26/issues/nous-ne-sommes-pas-charlie-voices-mock-authority-japan-muzzled/

 

Non è che la satira non esista in Giappone o i giapponesi non siano capaci di fare satira. Semplicemente c'è un clima mafioso al riguardo, derivato probabilmente anche dalla cultura creata dal fascismo del secolo scorso.

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Garo. Ma non era una rivista di satira, quanto di fumetto underground / controcultura.

Si quello lo so, dicevo satirica tanto per dire .

Se non ricordo male ha chiuso pure da più di un decennio.

 

Poi per la faccenda dell'attentato, a me pare che fu a un autore specifico, Yoshinori Kobayashi. E il mandante fra l'altro era l'Aum Shinrikyo...

Ah bo, dovrei andare a recuperare lo Yamato in questione per ricordarmi bene della faccenda...

 

 

Non so se ho il numero di Yamato corretto sottomano, ma in un articolo in cui si cita anche Kobayashi si parla di qualcuno che sparò nell'abitazione del direttore di Takarajima 30, rivista rea di aver pubblicato pettegolezzi poco lusinghieri sulla famiglia imperiale.

Garo si limitò a pubblicare una vignetta di Kobayashi Yoshinori in cui si ritraeva la futura imperatrice Masako lanciare bombe nella folla durante il proprio corteo nuziale al grido di "abbasso il sistema imperiale!". La vignetta sarebbe dovuta apparire sulla rivista Spa!, dove venivano pubblicati regolarmente i lavori di Kobayashi, ma la rivista al posto della vignetta incriminata pubblicò invece una pagina bianca e un comunicato di scuse, spingendo l'autore a rivolgersi altrove (Garo, per l'appunto).

Dell'attentato all'autore ho invece trovato traccia solo su Wikipedia.

 

 

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