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Deodato vs Boselli!!!


Boyd

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Le mail allegate all'articolo di Bleeding Cool lasciano pochi dubbi su chi dei due si sia comportato da solenne stronzo. :nono:

E' vero che non conosciamo il contenuto della telefonata intercorsa tra i due, ma comunque scripta manent.

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É davvero un peccato, da questa collaborazione poteva nascere qualcosa di mostruosamente figo ma fargli disegnare un Tex normale o anche il Color (Boselli parla anche di colorarsi le pagine) sarebbe stato assurdo, visti anche i tempi di realizzazione. Sarebbe stato piú sensato fargli fare 48 pagine oversized a colori in cartonato Deluxe per la collana Tex d'Autore nata a febbraio, che tanto é annuale.

Un sacco di lettori di comics l'avrebbero comprato, a 6,90 € poi.

Edito il titolo va!

Ps Sergio Bonelli andava di persona a parlare con gli autori che voleva convincere a disegnare Tex!

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Ps Sergio Bonelli andava di persona a parlare con gli autori che voleva convincere a disegnare Tex!

E li strapagava senza discutere.

Ma quelli erano altri tempi, dove con la milionata di copie che facevano Dylan e Tex poteva permettersi di fare il mecenate.

E questa cosa che alla Bonelli non pagano royalties per le storie mi pare nuova, perché io ricordo interviste ad autori che affermavano il contrario.

Ma forse scese le vendite, sono cambiati anche i compensi.

Cmq, lo stile Bonelli è morto con Sergio, in questo Deodato ha ragione al 100%

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Io in tutta questa vicenda vedo Boselli che fa un passo falso stupidotto e Deodato che flamma come un principiante, né più né meno. Da qui a farne un caso internazionale ce ne passa, è roba da angolino. :asd: Poi possiamo stare a misurare al millimetro chi abbia fatto la figura più grama ma ce ne vuole per far passare uno dei due nel giusto. 

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Deodato ha scritto che Boselli gli é sembrato "rude" nelle email ma quello credo dipenda da un inglese non proprio fluente...:°_°:

Perché ha tirato fuori la storia delle interviste dev'essere stato il nervosismo dovuto alla frustazione di dover comunicare in inglese penso, visto che hanno entrambi rapporti con Panini tanto valeva usare uno dei loro "editor" come intermediario.

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Deodato ha scritto che Boselli gli é sembrato "rude" nelle email ma quello credo dipenda da un inglese non proprio fluente... :°_°:

Perché ha tirato fuori la storia delle interviste dev'essere stato il nervosismo dovuto alla frustazione di dover comunicare in inglese penso, visto che hanno entrambi rapporti con Panini tanto valeva usare uno dei loro "editor" come intermediario.

 

Da quello che mi hanno raccontato è Boselli nella sua modalità standard più che ingenuità nell'esprimersi in un'altra lingua che comunque c'è, anzi forse è accomodante rispetto al solito. E' un Les Grossman Bonelliano.

Modificato da Kamisama
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:°_°::lolla: 

 

http://www.mangaforever.net/198593/scontro-deodato-jr-boselli-il-commento-di-roberto-recchioni

 

Roberto Recchioni interviene nella polemica tra Mike Deodato Jr. e Mauro Boselli che in queste ore sta infiammando il mondo del fumetto. Lo fa con un post sul suo blog (qui) nel quale mette anzitutto in evidenza il carattere difficile di Boselli, senza però tacere le sue straordinarie capacità e il suo impareggiabile impegno.

«La prima volta che ho incontrato Mauro Boselli, mi ha chiesto se io i fumetti li volevo fare davvero o se mi servivano solo i soldi per comprare il motorino. All’epoca mandavo in edicola ogni mese John Doe e Detective Dante. E avevo venticinque anni. La seconda volta mi ha bocciato una trentina di tavole di Zagor e ha messo seriamente in discussione le mie velleità di sceneggiatore. Questo per dire che Mauro Boselli non è un carattere facile. È spigoloso. È brusco. E non te le manda a dire» scrive Recchioni sul proprio spazio web personale».

Detto questo, Recchioni passa alle lodi di Boselli: «Mauro è anche il miglior professionista del settore che conosco. Uno sceneggiatore bravissimo e, ancor di più, un editor di rara competenza, capace di gestire, ogni mese e da solo, una mole di pagine mensili pari a quante un editor USA gestisce in due anni. Esigente allo sfinimento, Mauro tiene in piedi da solo la produzione di uno dei personaggi a fumetti più venduti del mondo. Mauro è anche l’artefice del rilancio di Zagor e della creazione (insieme a Maurizio Colombo) di Dampyr, un personaggio che vive nelle edicole da quindici anni. Se siete degli esterofili, cerco di spiegarvelo con un esempio: Boselli sta alla Bonelli come Bendis sta alla Marvel. Forse di più».

Esaurita la premessa Roberto Recchioni arriva il punto, lo scontro tra il curatore di Tex e l’autore brasiliano in forza alla Marvel. «Mauro ha largamente torto, perché nello scambio di mail avuto con Deodato Jr. sbaglia quasi tutto lo sbagliabile nei modi: non usa le rituali formule di cortesia nei saluti tanto care agli americani (a conti fatti, Deodato lavora da così tanti anni con gli USA che si sarò abituato ai loro salamelecchi), usa il caps-lock, usa l’imperativo, è brusco, è diretto, e prende un abbaglio quando chiede a Deodato Jr. di non rilasciare ulteriori interviste sul suo desiderio (puro e non legato a questioni economiche) di disegnare Tex, visto che le interviste rilasciate dall’autore, erano vecchie».

Recchioni prosegue: «Modi a parte, la questione è molto semplice: Deodato Jr. ha detto ovunque che aveva il desiderio di disegnare una storia del ranger, in quanto fan del personaggio. Ha anche realizzato, di sua sponte, delle illustrazioni a riguardo; La Bonelli, venendo a sapere di questo interesse, si è messa in contatto con l’autore; Non si è trovato un accordo economico perché Deodato ha chiesto una cifra non ragionevole per gli standard della casa editrice».

«Che c’è di strano in questo? Dove sta il dolo? Perché, oggi, Deodato Jr. chiede la testa di quest’editor che (a suo dire) avrebbe offeso lui e il buon nome della casa editrice per cui lavora? Perché tira per la giacchetta Sergio Bonelli, facendo finta di conoscere quale sarebbe stato il suo pensiero a riguardo? Perché diffonde lettere private tra lui e un possibile datore di lavoro, fregandosene che è una cosa illegale? Perché continua da due giorni a rilasciare interviste in cui dice cose ben oltre il limite della diffamazione? Perché i siti USA che riportano le dichiarazioni di Deodato non si sono presi la giornalistica preoccupazione di sentire anche l’altra campana?».

Recchioni poi spiega cosa lui vede nelle mail private tra Boselli e Deodato Jr. divenute pubbliche: «Vedo il carattere difficile di Mauro. E vedo un autore che prima ha detto che il denaro non era un problema e poi ha chiesto un pagamento per delle tavole (a matita) che non solo era superiore a quello del più pagato autore Bonelli, ma che era anche parecchio sopra gli standard del 90% degli autori USA».

Di qui la conclusione: «Tutto il resto sono le chiacchiere inviperite di un autore che era convinto che avrebbe trovato un tappeto rosso davanti a lui in quanto (discutibile) stella del fumetto americano, e che invece si è trovato davanti un editor che non si è lasciato impressionare. Del resto, Tex non è fumetto per signorine… o per primedonne. Quanto agli autori italiani che, a detta di Deodato Jr. sono stati trattati ugualmente male da Mauro ma che sono troppo spaventati per parlare, varrebbe la pena di fare un elenco dello stuolo interminabile di straordinari disegnatori, nazionali e internazionali, che per la Bonelli ci hanno lavorato, ci lavorano, e ci lavoreranno, gente come Pratt, Toppi, Kuber, Bernet, Magnus, Liberatore, Manara, Breccia, Parlov».

 

In pratica ricorda Bonelli Padre o un incrocio tra Tex e Carson se preferite! :gcompagnone:

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Io non so perche' si debba continuare col solito giochino di parlare di tutt'altro quando il fatto e' davvero evidente e risalta chiaramente dal carteggio che c'e' stato tra i due.

Lasciate perdere il folclore, lasciate perdere che comunque Deodato ha oggettivamente fatto un errore a pubblicare tutto lo 'scambio' epistolare.

Il punto e' un altro, ed e' molto, molto, molto piu' semplice, ed e' il motivo per cui poi Deodato ha comunque oggettivamente 'esagerato'; MA oggettivamente e' solo una costatazione di fatto, NON che non avesse i motivi per farlo.

E IL MOTIVO e' semplicemente questo:

 

nell'ultima email mandata dall'editor prima di febbraio, si legge *chiaramente* che il tipo e' impegnato, che avrebbe mandato qualcosa di sceneggiatura (primo errore), ribadiva il discorso sul compenso e rimandava il tutto ad un successivo contatto.
L'interlocutore si dice d'accordo.

 

Nel successivo contatto, non solo non si e' affrontato alcunche' di quanto detto nell'ultima precedente, ma l'editor ha addirittura chiesto (sommariamente detto) all'altro come stavano le cose.

L'interlocutore gli ha ribadito di quanto dovevano parlare, tra le cose c'era anche il compenso, e l'editor ha sbottato.

(tralascio il discorso dell'intervista, perche' plausibilmente avra' visto quell'intervista come un modo di fare pressione; questo puo' portare a pensare il fatto che a riguardo abbia detto che era una cosa non leale (fair mi pare ci sia scritto), etc.

 

Ecco, il punto e' semplicemente questo, e questo e' il motivo 'economico' di cui si parla, perche' poi l'editor ha detto in una successiva intervista (che ha contribuito a creare il pandemonio) della questione economica, posta agli occhi di chi la legge come di disegnatore del tutto preso da questo da eliminare praticamente ogni possibilita' di portare avanti il lavoro.

Poi, ribadisco, Deodato ha esagerato, ma non e' che non avesse il motivo per farlo.

 

Non tutto il resto del folklore, di quanto si paga, blabla, la dinamica della questione che ha portato il disegnatore a sbottare e' veramente, molto, molto, semplice. E la si legge chiaramente da quel carteggio, in quel punto specifico.

 

Il resto, e' folclore.

(e atteggiamenti, relazioni ed altro sono comunque altro ancora, e di certo non mi metto a parlarne)

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Sicuro di aver letto quanto ho scritto sopra?

Io parlo di quanto c'e' palesemente scritto in lingua inglese.

 

La cosa e' di una banalita' assoluta; l'editor doveva ricontattare il disegnatore verso febbraio, e tra le cose di cui parlare c'era appunto la questione economica per la quale chiedeva al disegnatore di pensarci, ed e' stato messo all'inizio anche qualcosa di inviare di sceneggiatura. (questo come dicevo e' gia' di per se' un errore, 'suggerisce' qualcosa all'interlocutore).

Quel contatto non c'e' stato e l'editor quando l'ha ricontattato non ha parlato di niente ma anzi chiedeva come erano messi.

 

L'altro gli ha ribadito come erano messi, e l'editor ha sbottato.

Non c'e' ombra alcuna neanche di voler parlare di nulla.

Questi sono i fatti.

Nient'altro.

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tutto quello che volete... altrove leggevo anche di royalties sulle ristampe alle quali deodato avrebbe rinunciato (ma non sono certo dell'ufficialità della cosa, nel caso fosse vero significa che c'è stato un passo per raggiungere il compromesso), sulla forma della comunciazione (un inglese scritto come lo si parla in italiano, e lì boselli ahimè sono pienamente d'accordo che c'è cascato arrivando, sicuramente involontariamente e imo solo un italiano lo capisce, ad intimidire l'interlocutore con le maiuscole e gli imperativi), che deodato vuole il tappeto rosso perchè in ammmeriga si fa così (mah. deodato non è propriamente una leggenda ma poco ci manca, quindi almeno data la fama internazionale un po' di precauzioni si dovevano prendere... ciò si ricollega più alla forma della comunicazione che ad altro. e vai di lasciato ad intendere e misunderstandig a piede libero), e tanto altro che è, proprio come dice shuji, folklore o roba buona per tifoserie ma che in sostanza ha iniziato una spirale che ha esacerbato gli animi dei diretti interessati.

sul talento artistico di deodato credo non ci sia da discutere. certo, piace o non piace come ogni cosa, ma oggettivamente quelle illustrazioni di tex che l'autore ha rilasciato non sfigurerebbero su un albo italiano.

è anche partita una carrellata di autori "backup" il cui scopo era "noi abbiamo questi, di certo non ce ne facciamo nulla di deodato". e giù altri insulti più o meno diretti. a parte che un manara su tex... MEH. degli altri ho potuto vedere proprio in questi giorni la breve storia di serpieri, il cui talento (again) è una gioia per gli occhi... ma tex capellone, un po' incicciottito, non mi pare adeguato. eppure esiste. e quindi ripenso a deodato, alle sue illustrazioni, a che se ne può dire e fare. possibile che non si sia parlato nemmeno di illustrazioni di copertina, magari per una miniserie disegnata da altri?! una collaborazione con l'editore brasiliano, dove tex (fonte wikipedia, alè) vende(va?) come in italia? davvero è una questione di soldi?

 

cmq forse in tutto ciò c'è un lato positivo. se ascoltata, potrebbe essere suonata la sveglia per chi si occupa di tex. per dirla con frasi fatte: le generazioni passano, o ci si adegua o si muore. niente è eterno. c'è il mercato globale. no, non intendevo affermare che si potrebbe inserire tex nel marvel universe... ma fare le cose un po' più in grande di quel che succede ora "affittando" un metro quadro del proprio orticello a chi vi sta al di fuori, e farne crescere i frutti, non mi pare una cattiva idea.

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ma fare le cose un po' più in grande di quel che succede ora "affittando" un metro quadro del proprio orticello a chi vi sta al di fuori, e farne crescere i frutti, non mi pare una cattiva idea.

 

Concordo con Roger: è esattamente quello che sta facendo Max Bunker con Kriminal affittato alla Mondadori. Del resto, mi risulta che la Bonelli navighi in cattive acque. Tolto Tex, sta andando tutto a scatafascio.

Modificato da FantasmaDeiNataliPassati
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