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Ready Player One: end and beginning of an era


Schrödinger's cat

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Visto ieri sera nella gloria dei 70mm di cui parlerò in chiusura di post.

 

Fare un film non è troppo diverso dal comporre un pezzo musicale: esiste il ritmo, la melodia e l'armonia.

Se la melodia e l'armonia sono cose che si possono studiare e acquisire nel tempo, il senso del ritmo è un po' una dote innata, o ce l'hai o non ce l'hai.

Lo stefanone hollywoodiano ne ha a bancali che tipo ne potrebbe vendere un tanto al kilo.

Come detto dagli altri sopra, ma è lapalissiano a chiunque abbia un minimo di senso critico, la vicenda di Ready Player One è risibile, inesistente, l'ambientazione a stento esiste, i personaggi hanno lo spessore di un foglio di carta e la trama è di una banalità sconcertante, però ecco, dai in mano una roba del genere a uno come Spielberg e ti restituisce un prodotto che non ti fa staccare gli occhi dallo schermo dai titoli d'apertura a quelli di chiusura... L'avesse fatto chiunque altro sarebbe uscita una porcheria inenarrabile o una trashata che probabilmente faceva il giro del brutto per poi essere rivalutato come capolaworo postmoderno tra vent'anni tipo il film di Street Fighter.

E invece no, invece Steven ci restituisce qualcosa che non faccio fatica a definire come il The Goonies dei 2000 che probabilmente tra venti, trent'anni ci saranno sti regazzini che non coglieranno una sega di tutti i riferimenti agli anni 80-90 ma lo incenseranno come L'Avventura con la L e la A maiuscola, chè alla fine sto Ready Player One non è che questo, l'avventura in senso stretto dove c'è il gruppo di ragazzi che si allea con l'adulto cattivo e con il potere della cioventù e del volemosebbene trionfa.

Easy as fuck... Eppure difficilissimo da rendere senza scadere nel filmaccio stupido da domenica pomeriggio su Italia 1, le citazioni meta sono solamente degli enormi eyecandy, potevano pure non esserci e il film avrebbe funzionato perfettamente lo stesso (ok la scena di Gundam con la doppia citazione carpiata è qualcosa da lacrime agli occhi e viva Dio che c'è stata però appunto, sono cose messe lì così per fare WOOOOW).

 

A caldo ieri sera sto film m'è sembrato una grossa L sulla fronte con le dita fatta a sti scavezzacolli di Hollywoo un po' come gliel'ha fatta Miller con Fury Road, la differenza tra i Led Zeppelin e i Greta Van Fleet, tra dei professionisti e una cover band che suona il sabato sera in un pub.

 

Bella Stefano, pure a sto giro l'hai fatta volare sta bicicletta.

 

Ok ora il post-scriptum del 70mm.

Sostanzialmente il 70mm è un po' il disco in vinile del Cinema: in un mondo che ormai viaggia con file lossless c'è il tipo col pantalone di tweed e i baffi arricciati che si mette il suo bel vinile su un giradischi Technics degli anni '70 e se lo ascolta sullo stereo vintage perchè la qualità della sorgente analogica è insuperabile, lo stesso è sta cosa della pellicola 70mm di cui vi riporto un piccolo estratto qua sotto:

 

http://www.ilpost.it/2017/12/08/melzo-arcadia-70-mm/

 

Il risultato finale è a mio avviso una immagine meno crispy della proiezione digitale, esattamente come con il vinile tutto è più soft e "amalgamato"; ho notato però in alcuni momenti alla fine una perdita di definizione abbastanza significativa che non so se sia imputabile alla strumentazione che a un certo punto ha toppato oppure allo stato di conservazione della pizza (che però dovrebbe essere nuova di pacca ergo non mi capacito).

Insomma, una cosa che è figo fare così tanto per dire di averla fatta, non mi pareva che lo schermo fosse più grosso, ci farò più caso per Infinity War.

Modificato da Lord Gara
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Ok, tutto chiaro e sono contento (davvero) che il film ti sia piaciuto.

L'unica frase su cui mi sento di fare un supponentissimo "Mmmhh... no.", scuotendo la testa in senso di evidente diniego è questa:

 

 

le citazioni meta sono solamente degli enormi eyecandy, potevano pure non esserci e il film avrebbe funzionato perfettamente lo stesso

 

Ecco: mmhh... no.

Non nel senso che il film non avrebbe funzionato lo stesso. Quello è evidente.

Nel senso che non sono solo enormi eyecandy.

C'è una ragione, c'è un significato.

Però se non lo vedi, amen.

Modificato da Maximilian
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Ok, tutto chiaro e sono contento (davvero) che il film ti sia piaciuto.

L'unica frase su cui mi sento di fare un supponentissimo "Mmmhh... no.", scuotendo la testa in senso di evidente diniego è questa:

 

 

le citazioni meta sono solamente degli enormi eyecandy, potevano pure non esserci e il film avrebbe funzionato perfettamente lo stesso

 

Ecco: mmhh... no.

Non nel senso che il film non avrebbe funzionato lo stesso. Quello è evidente.

Nel senso che non sono solo enormi eyecandy.

C'è una ragione, c'è un significato.

Però se non lo vedi, amen.

 

E' chiaro che tutta la roba riferita ad Adventure non poteva mancare in quanto è un po' il fondamento su cui è stata costruita la quest ma mi stai dicendo che non sarebbe stata la stessa cosa senza la Delorean, senza Master Chief, Tracer, Blanka ecc.?

Ripensavo molto anche a tutto quello che avevi detto dei Twisted Sister, la trovata della colonna sonora integrata nel contesto della scena è una cosa di vista e già vista, si, funziona un casino quando è fatta bene (altro esempio che mi viene in mente è Sabotage in Star Trek Into Darkness) però appunto è una cosa che è sempre stata fatta, ok qua c'è pure il citazionismo perchè il citazionismo permea tutto il film però non ci ho visto questo valore aggiunto determinante.

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ma mi stai dicendo che non sarebbe stata la stessa cosa senza la Delorean, senza Master Chief, Tracer, Blanka ecc.?

 

Sì, sto dicendo proprio questo.

Magari non tanto nelle comparsate da uno/due fotogrammi (per quanto, anche lì...) quanto in quelle -anche di poco- più corpose ed evidenti.

Un esempio: le TMNT.

 

 

ok qua c'è pure il citazionismo perchè il citazionismo permea tutto il film però non ci ho visto questo valore aggiunto determinante.

 

Ripeto: se non è scattato il meccanismo di sovra-decodifica, c'è poco da fare.

Tra l'altro è quello di cui parlavamo prima: è molto difficile che questo film riesca a essere giudicato più di un semplice "collage di citazioni" (fatto bene o male è di importanza secondaria).

Il che, detto tra noi, per me è il vero, grosso, difetto di RP1.

 

Il "terzo livello" passa, ma non del tutto e non a tutti.

Era una roba difficilissima e purtroppo, secondo me, il Buon Vecchio Zio Spielberg c'è riuscito solo in parte. Onore al merito, comunque.

 

Specifico per amore di chiarezza: non c'è nessuna componente "elitaria" in quanto dico.

Non è che perché io riesco a vederci una sovrastruttura sono più figo di te, ecco.

(Cioè, sì: sono più figo, ma il film non c'entra 8) )

 

Per capirci: non è la trovata della colonna sonora integrata nella scena (quello che dici su Star Trek è giustissimo, appunto).

Quello che cambia in questo caso è la stratificazione successiva: in ST è citazione (canzone) integrata nel contesto.

In RP1 è citazione (canzone) NELLA CITAZIONE (posa da Say Anything.../Non per soldi ma per amore) integrata nel contesto.

Modificato da Maximilian
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Proviamo cosi'.

 

Hai un tot di piante.

Prendi delle parti da ciascuna, e fai degli innesti.

Dopo vari passaggi, qua banalizzati, ottieni una nuova pianta, che non e' soltanto la 'somma' delle piante usate per averla.

 

La mera citazione, invece, e' quella che ottieni prendendo varie parti e facendo un Frankestein; Frankestein e' una somma di varie parti singole.

 

Mutatis mutandis; la scena del sangue negli ascensori di Shining, e' piu' una questione simbolica in Shining stesso, in RPO diviene una scena sia che prende 'vita' in quanto concreta, sia lo fa venendo inserita in un contesto narrativo differente. (non parlo del fatto che le scene successive siano a loro volta un 'usare' e non sterilmente 'citare')

 

Creando qualcosa di nuovo.

 

Quindi, non e' piu' una citazione, non ha piu' quella funzione 'simbolica' in quanto tale che ne presume l'inserimento come 'ricordo' (ed in quanto tale immutabile e ininfluente in un contesto diverso dal suo e che anzi tale suo a sua volta 'porta' dietro).

La Delorean di cui si parla qua sopra; verso la fine della sua 'scena', si vede che si ferma prima di arrivare in quel punto, con una sterzata e mettendosi di lato come faceva la Delorean in qualche occasione in Back to the Future. Quindi anche in questo caso si riprende quello che e' diventato un 'simbolo' e lo si 'usa' non soltanto lo si 'riporta' in quello che diventa un nuovo contesto narrativo.

 

'riportare' un simbolo in quanto esso stesso tale, e 'usare' un simbolo in nuovo contesto in cui si innesta e prende parte, e' tutta la differenza tra 'citare' o no.


 

 

 

Per capirci: non è la trovata della colonna sonora integrata nella scena (quello che dici su Star Trek è giustissimo, appunto).

Quello che cambia in questo caso è la stratificazione successiva: in ST è citazione (canzone) integrata nel contesto.

In RP1 è citazione (canzone) NELLA CITAZIONE (posa da Say Anything.../Non per soldi ma per amore) integrata nel contesto.

 

 

Infatti.

 

Per inciso, la colonna sonora da sempre e' considerata un'istanza extra-diegetica nella narrazione filmica.

Come in questo caso invece diviene un'istanza diegetica, quindi facente parte del contesto narrativo.

(La prima che io ricordi simile e' come e' stata usata parzialmente in Birdman)

 

Ma, in questo caso, non e' questo il punto.


p.s.

 

qualcuno aveva proprio a cuore l'argomento:

https://lamusicanelcinema.wordpress.com/174-2/

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Ok con il discorso di Shuji io mi trovo perfettamente allineato ma allora questo USO della citazione sostanzialmente esiste unicamente (unicamente il cazzo, Spielberg qua c'ha calato l'asso di briscola della maestria) nell'uso di Adventure e di Shining perchè faccio fatica a vedere nel 180° della Delorean o nella sgummata in derapata della moto di Kaneda un USO, ma un riportare un'icona che fa qualcosa per la quale è diventata iconica, idem le varie markettate Blizzard sono un riporto, non un uso proprio perchè ridotti a meri eyecandy che colorano un'ambientazione ma funzionalmente non aggiungono niente.

 

In Shining poi l'uso è ulteriormente marcato persino a livello registico, non solo scenico, basti pensare che non appena entrano all'Overlook la regia inizia a far uso della steadycam proprio come in Shining, cosa che fino a un momento prima non c'era, chicchetta che però per essere colta e apprezzata presume un certo livello di conoscenza che secondo me è ciò che rende RPO un prodotto apprezzabile a tantissimi livelli da una audience molto variegata e per questo un prodotto a dir poco geniale.

 

Va sicuramente aggiunto alla lista degli USI invece il Gundam ma non perchè MINCHIA UN GIAPPONESE CHE TIRA FUORI L'RX-78 ma per come lo fa (o almeno per quello che dice facendolo, rimandando a sua volta a Gundam 00), ecco queste cross-citazioni multilivello mi hanno mandato proprio in brodo di giuggiole, giuro che sul Gundam mi stavo tirando su dalla sedia in estasi estatica.

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Spielberg qua c'ha calato l'asso di briscola della maestria

 

Sì, è più o meno quello che stiamo dicendo. :dance:

 

 

ma allora questo USO della citazione sostanzialmente esiste unicamente [cut] nell'uso di Adventure e di Shining

 

No, è parecchio più esteso. Shining è il caso più lampante, ma se lo ritrovi anche in elementi più "piccoli" sorge il legittimo dubbio che, appunto, non si tratti di un "caso" (che è proprio improbabile) o di un "occasionale tocco da maestro" (che già è più ammissibile), ma di un vero e proprio stile.

O, per tornare alla terminologia precedente, di un nuovo linguaggio.

Prima citavo l'esempio dell'Incantesimo del Fare di Merlino: se ti rivedi Excalibur, l'uso che fanno dell'Incantesimo per "bloccare", per creare e disfare la barriera in RP1 è meraviglioso.

(Come per l'esempio dello stereo con We're not gonna take it: l'incantesimo è la citazione, il livello successivo è l'uso dell'incatesimo nel contesto, Citazione di citazione con contesto).

 

E ancora: il Gundam (tirato fuori IN QUEL MODO) e contro Mecha-Godzilla (idem).

 

E ancora: la posa finale del Gigante di Ferro.

 

E ancora: le TMNT e le loro controparti reali (quattro ragazzini che giocano a fare i ninja per strada, ma che in realtà non stanno giocando... anche se in effetti stanno giocando).

 

E ancora: hai fatto caso all'avatar che usa Nolan Sorrento? Non è che "per caso" :giggle: ti ricorda il Superman di Injustice (ovvero il Kryptoniano che diventa il "malvagio" Padrone del Mondo? -Di nuovo: uso della citazione in contesto).

 

And this is just the beginning.

 

Il che spiega perché io e Shuji (più un discreto numero di altri in giro per il mondo) stiamo più o meno così:

 

:yaoiste::mindblown: :mindblown: :mindblown:

Modificato da Maximilian
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Io per Sorrento pensavo più all'ipertrofico Bruce Wayne del ciclo Arkham a dire il vero però non riuscendo a contestualizzarne l'USO non ne ero sicuro.

Ecco per l'incantesimo spiegami un attimo da dove esce che all'inizio io pensavo all'Armata delle Tenebre ma non essendoci stato il KLATUU VERATA NICTU l'avevo scartato...

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Pronti.

 

Cito da Wiki:

 

 

Anál nathrach, orth' bháis's bethad, do chél dénmha. The Charm of Making, an incantation repeatedly uttered by both Merlin and Morgana, is in an Old Gaelic dialect that translates to "Serpent's breath, charm of death and life, thy omen of making."

 

Nel film di Boorman (sempre sia lodato), questo è l'Incantesimo di base, diciamo.

Nella fattispecie -eccoci- viene usato da Morgana (dopo essere stato "carpito") per rinchiudere Merlino in una bara di cristallo, e dallo stesso Merlino -con l'inganno- per liberarsi.

Quindi: incantesimo usato per creare una barriera, lo stesso incantesimo viene poi usato per distruggerla.

 

Edit: come specificato da Shuji, Excalibur è dichiaratamente anche il riferimento di base per ParZival, ovvero il Cavaliere puro di cuore che recupera il Graal.

 

Edit:

riferimento diretto:

 

https://www.youtube.com/watch?v=ttq_4FwvLJo

Modificato da Maximilian
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Io per Sorrento pensavo più all'ipertrofico Bruce Wayne del ciclo Arkham a dire il vero però non riuscendo a contestualizzarne l'USO non ne ero sicuro.

 

No no si capiva che era Superman dal ricciolino sulla fronte che faceva molto Reeve (l'unico vero Superman, meno male che non si sono ispirati a ciocco di legno)

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Lo diceva pure Artemis... Ma chi cazzo poi ha deciso di porre l'accento tonico sulla A?

 

Ni.

 

Cosi' come forse il concetto piu' 'antico' di Quest e' legato alla ricerca del Sacro Graal, e qua il protagonista della ricerca anche e non solo per la vulgata incompiuta di Sir Chretien de Troyes, e' sempre Perceval, specialmente nelle ultime battute anche se occasionalmente insieme ad altri, cosi' Aventure per Atari 2600 e' stato il primo videogame di questo genere, contenente appunto una Quest, per cercare un Calice e tre chiavi di diverso colore in varie zone, anche qua 'recherche' (cosi' ci infiliamo in mezzo pure Proust) condotta da Persifal.

 

La frase per la precisione era la 'magia del fare', ove la sacra spada Excalibur (e qua siamo nei dintorni del riferimento di Malory nella Morte di Artu) era la spina dorsale del Drago: in Adventure di draghi ce ne sono 3

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  • 2 months later...

Riporto qui l'edizione VHS(si chiama così) che propone Amazon per il film, visto che potrebbe interessare a più persone.

https://www.amazon.it/gp/product/B07F24SBWL/ref=s9u_simh_gw_i4?ie=UTF8&pd_rd_i=B07F24SBWL&pd_rd_r=8bc7e4dc-81bf-11e8-99fa-f7bd76f6fec3&pd_rd_w=wh6fw&pd_rd_wg=9AHC1&pf_rd_m=A11IL2PNWYJU7H&pf_rd_s=&pf_rd_r=MEBV71FYYX390GN2XP4J&pf_rd_t=36701&pf_rd_p=36fa4a69-84d8-4fe0-81dd-b696574370ac&pf_rd_i=desktop

 

Io non ho ancora visto il film ma l'edizione è sicuramente figa

Modificato da Chocozell
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A parte la bella confezione.

 

La cosa per me un po' deprimente e' che di certo ci sara' almeno una generazione che non ha mai visto dal vivo una VHS.


Lo adoro anch'io, Excalibur. Da piccolo mi ha impressionato fortemente. Ho il BD, ma la presenza

dei soli sub per non udenti >_< mi ha finora impedito di guardarlo in originale.

Mi sa che devo decidermi cmq.

Riguardo RPO, devo proprio vederlo...

 

me l'ero perso; in ogni caso, e' quasi d'obbligo vederlo in inglese, in quanto la recitazione italiana di Merlino ha lo stesso difetto di quella del doppiato  Gareth/David Bowie in Labyrinth.

 

Entrambi, da bravi inglesi, recitano anche con differenti scansioni della voce, accelerando ad esempio, ma mai sovra enfatizzando, cosa che invece viene fatta dagli italiani; c'e' insomma la differenza tra lo sentire un testo teatrale inglese recitato sul palco, e lo stesso doppiato da babbo natale che ogni tanto fa ohohoh.


Il risultante, e' che i personaggi inglesi hanno costantemente una certa 'dignita' del ruolo, mentre i due sopracitati ogni tanto suonano come macchiette o dei semplici imbecilli.

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