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Quando Tomino voleva essere notato da Miyazaki


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Un po' complicato capire dove inserirlo, quindi topic apposito(con titolo bait):

Citazione

Gundam creator Yoshiyuki Tomino and Ghibli director Hayao Miyazaki are two of Japan’s most well known and legendary anime directors. Both are known for their fiery words and outspoken opinions, as well as their disdain for otaku. Yeah, both iconic anime directors really hate otaku. However, it seems that there was a low key rivalry between the two of them. In a speech to students wanting to enter the animation industry, he told them that even with all his success and how big Gundam has becomem he’s still not happy. In fact, he told them “Even when I think I’m going to be able to crush Hayao Miyazaki, I can’t. This is the thing that makes me the most unhappy.”

https://sgcafe.com/2019/05/gundam-creator-yoshiyuki-tominos-biggest-career-regret-not-able-crush-hayao-miyazaki/

https://www.animenewsnetwork.com/interest/2019-05-06/gundam-creator-yoshiyuki-tomino-expresses-thoughts-on-spider-man-into-the-spider-verse-film/.146439

https://mantan-web.jp/article/20190505dog00m200046000c.html

https://mantan-web.jp/article/20190505dog00m200044000c.html

 

Modificato da Chocozell
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Com'era che disse, ai tempi dell'uscita di Brain Powerd? "I want to crush Eva"? Non gli riesce benissimo "schiacciare" (umiliare, distruggere, asfaltare...) gli altri, forse sbaglio ma ho sempre intuito in lui più grandi ambizioni autoriali mai del tutto soddisfatte.

Se non sbaglio non è nuovo a trollate comunque, quindi ocio.

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Citazione

Even when I think I’m going to be able to crush Hayao Miyazaki, I can’t. This is the thing that makes me the most unhappy.

Già mi immagino gli studenti che scoppiano a ridere insieme a lui. E quasi sicuramente anche lo stesso Miyazaki a leggere certe cose.  Roba da meme, male che vada.

p1VmS9J.jpg

E poi le vere frecciate di Tomino sono sempre state verso Sunrise e Bandai :°_°:

Modificato da Kuro no Kishi
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La questione dei rapporti artistici tra Takahata Isao, Miyazaki Hayao e Tomino Yoshiyuki è per me sempre interessante. Credo che Garion abbia correttamente linkato le due parti di quell'intervista che avevo tradotto (dall'inglese) per Nanoda, quindi assumerò che chi fosse interessato l'abbia anche letta. Questo estemporaneo articolo vuole un po' intendersi come un commento ai contenuti di quell'intervista.

Partendo (ovviamente, inevitabilmente) dal rapporto Pakusan-Miyasan, sempre Garion una volta mi disse al telefono quello che credo resti il primo punto fondamentale di ogni analisi sul tema, ovvero (cito): "Miyazaki fa animazione, Takahata usa l'animazione". Ed è proprio così. Se il giovane Takahata, laureato il lingua e letteratura francese, s'era invaghito delle potenzialità simboliste, surrealiste, espressioniste di un film animato quale "La Bergere et le Ramoneur", del duo Grimault-Prevert (!), per contro il giovane Miyazaki, che voleva fare il mangaka perché gli piacevano i manga, s'innamora dell'animazione con due favole animate per bambini come Hakujaden e La Regina delle Nevi (quella russa). È spaventoso, ma in questa primigenia differenza c'è tutto lo scarto tra i due autori. Takahata Isao, un intellettuale che usa l'animazione per fare le sue opere simboliste, pseudosurrealiste, che parlano a tutti, che parlano all'uomo come la più alta letteratura sa fare, e Miyazaki Hayao, un bambinone che disegna i suoi mondi ideali e sensuali  dove si rifugia in un moto di escapismo dissimulato da puericultura consolatoria. In effetti Miyazaki l'ha sempre detto, che si considera un narratore per l'infanzia, che il suo fine è emozionare i bambini, come lui fu emozionato da "Hakujaden", per sollevarli dalle durezze della vita reale, ma... quando Miyazaki di emozionò con "Hakujaden" lui non era affatto un bambino. Era un bambinone, semmai, perché era un universitario sfaccendato (per sua ammissione), che si era iscritto al club universitario di letteratura per l'infanzia in quanto era "quando di più vicino ai manga si potesse a trovare". Secondo Ootsuka Yasuo fu l'incontro con Takahata a portare un punto di crescita, di responsabilizzazione intellettuale in Miyazaki. Ootsuka dice proprio: "Non fosse stato per Takahata, Miyazaki avrebbe passato tutta la vita dedicandosi a cose infantili come i manga". Questa è una frase abbastanza difficile da interpretare, perché bisogna prima capire che per un giapponese, specie dell'età di Ootsuka Yasuo, i "manga" non sono cose serie. Sono fumetti, ovvero cose frivole, sono bambinate, sono baggianate. Di base la letteratura è cultura, l'arte è cultura, il cinema è cultura – i manga no di certo (lo stesso Tomino, non a caso, dirà delle sue difficoltà a riconosce i manga come parte della cultura). E infatti il punto è proprio che Takahata, con Hols, aveva fatto cinema animato, non un "manga eiga" (film a cartoni animati). Lo dirà poi lo stesso Miyazaki: "Pakusan non stava facendo i cartoni animati, lui stava facendo Prevert, stava facendo Edith Piaf!". Credo che Takahata sia stato davvero un'anomalia, come talvolta gli intellettuali e gli artisti sono, e così lui abbia involontariamente creato "gli anime", ovvero uno strano e deforme ibrido tra infantilismo e adultità narrativa. Ancora Anno Hideaki si chiedeva perché mai lui, che era un adulto e non un bambino, avesse usato l'animazione come mezzo espressivo. La risposta è sempre la stessa: la necessità surrealista di rendere la sua rappresentazione "più vera del vero". Ma la questione non cambia: Takahata è stato un regista che ha (ab)usato l'animazione per creare le sue opere, Miyazaki è un animatore che fa muovere, e con gioia, i mondi della sua fantasia. Da Takahata avrà tratto una goccia di responsabilizzazione pseudosocialista che lo porterà a voler sempre giustificare, legittimare le sue creazioni nei confronti del suo pubblico ideale, al punto che un esistenzialista depresso ai limiti del solipsismo come Oshii Mamoru dirà che lo Studio Ghibli "è il Cremlino", ma ancora la sostanza non cambia.

E Tomino Yoshiyuki, quindi?

È strano. Da un certo punto di vista, credo che lui sia un po' nel mezzo, per certi versi. Perché Tomino Yoshiyuki, che voleva fare il regista e non è mai stato un animatore, ha sempre avuto una presenza intellettuale adulta nel suo operato. Ma poiché il caso l'ha voluto regista d'animazione, con lui si è avuto un raro esempio di narratore per l'infanzia non infantile. In genere chi è un narratore per l'infanzia è innamorato dell'infanzia. Per le donne è in genere un dolce spirito materno (Johanna Spyri, tipo, o la Montgomery - per dirne due "a caso"), per maschi è per contro bambinoneria proiettiva (Miyazaki stesso), ma Tomino si è trovato ad essere un narratore per l'infanzia "suo malgrado". Anche Takahata, volendo, ma solo a tratti: Hols era per ragazzi come lo era Hotaru, Heidi per bimbi come Marco, Anne per ragazzine, ma si vede che l'estrazione non è mi stata monofocale. Tomino invece prima alla Mushi e poi alla Sunrise fa "cartoni animati" per bambini. Come un bravo mestierante, deve fare i robottoni, perché quello richiede spirito del tempo (e i finanziamenti degli sponsor). Essendo però un intellettuale, in questo più vicino a Takahata che a Miyazaki, invece che sguazzarci Tomino subito si responsabilizza, ma per davvero. È un adulto che parla ai bambini, non un bambinone che vuole giocare con i piccoli veri. Quindi Tomino, memore delle sue esperienze in Mushi Pro, diventa una sorta di kamishibai (delll'animazione in quanto tale non gli importa nulla) dell'animazione giapponese che racconta la sue favole moderne alle nuove generazioni di un Giappone all'alba della postmodernità - e proprio in questo scarto generazionale sarebbe rimasto strangolato, di fronte all'abuso attuato dal pubblico sulle sue opere. 

Ma se Takahata è stato un vero artista intellettuale, con tutto l'assoluto nichilismo di quella figura, e se Miyazaki è a tutt'ora un vero artista escapista, un artigiano che crea a tutti i costi i suoi mondi per nascondersi dalla realtà, Tomino è sempre stato troppo un uomo vivo nel mondo dei vivi per potersi chiamare un artista. Non ne ha la pazzia. L'intelletto sì, la follia dell'arte no. E credo che infine l'avesse realizzato lui stesso. Non credo quindi che Tomino invidiasse, né desiderasse il riconoscimento, di Miyazaki. Forse, e dico forse, diventati tutti anziani ormai, è in Tomino il riconoscimento del valore dell'altrui pazzia, e dei suoi risultati. Nel bene e nel male. Credo che come otaku ZeroSei (di "generazione zero", polisemia intesa), Miyazaki Hayao sia stato anche un NewType ante litteram, in fondo. Da cui il suo grandissimo successo nel mondo attuale, no? I conti tornano eccome.

Modificato da Shito
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1 ora fa, Shito ha scritto:

Essendo però un intellettuale, in questo più vicino a Takahata che a Miyazaki, invece che sguazzarci Tomino subito si responsabilizza, ma per davvero. È un adulto che parla ai bambini, non un bambinone che vuole giocare con i piccoli veri.

Nell'intervista esclusiva che ha concesso per la recente edizione italiana di Daitarn 3 in bluray guardacaso affronta questo argomento. In sostanza dice che non c'è nulla di male nel proporre ai bambini del cinema dal taglio adulto. D'altronde chi da bambino non ha mai visto un film con i propri genitori? Un film che magari non aveva i bambini come target? E in proposito dice che i target sono un'invenzione dei commercianti. Ma lui come autore non commercia. Se deve fare storie di robottoni per vendere giocattoli non c'è problema perché tanto poi la storia la gira come vuole lui, non avendo alcun timore di proporre a un pubblico di bambini qualcosa che ha anche dei contenuti adulti.

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Direi che i conti tornano, sì. :-)

Se Takahata è stato un artista intellettuale che ha (ab)usato il medium "animazione" alla sua personale maniera per esprimere i suoi messaggi, potremmo dire che Tomino ha (ab)usato non il medium, ma il mercato dell'animazione per attuare la sua idea di puericultura popolare. :-)

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  • 4 weeks later...
On 5/10/2019 at 8:42 PM, Garion-Oh said:

 

Mi sono accorto che quella che ti ho linkato è la seconda parte dell'intervista.

Era nella prima che toccava l'argomento Miyazaki, tra tante altre cose.

http://www.nanoda.com/yoshiyuki-tomino-conferenza-stampa-fccj/

Mi scuso per il ritardo ma ultimamente sono un po' assente. Letta la prima parte dell'intervista(appena posso recupero la seconda parte ed il resto del topic).

Interessante il punto in cui parla di una nuova serie che avrebbe in mente. L'ha effettivamente poi realizzata? E' pre o post Reconguista l'intervista?

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43 minuti fa, Chocozell ha scritto:

Interessante il punto in cui parla di una nuova serie che avrebbe in mente. L'ha effettivamente poi realizzata? E' pre o post Reconguista l'intervista?

Pre.

E sì, si riferiva a Reconguista. Solo che non doveva essere un Gundam.

 

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