Shito Inviato 4 Marzo Share Inviato 4 Marzo (modificato) On 3/3/2026 at 4:25 PM, Lord Gara said: Il fatto di lanciare un canale a pagamento senza nessuna novità mi pare veramente l'ultima mossa di un disperato Non voglio fare il disfattista, davvero chiedo a chi segue questo mondo e mercato come io non faccio, ma l'animazione giapponese è ancora un medium usato per veicolare contenuti interessanti? Intendo: come Anno Hideaki ha argomentato in un luuungo dialogo/intervista con Hilawa Ryuusuke su un recente numero di Neppuu (il giornalino di Studio Ghibli), essenzialmente l'anime boom nacque con Uchuu Senkan Yamato, e non con Kidou Senshi Gundam, per una semplice ragione: fu il primo dei due a rivolgersi per primo a un nuovo pubblico non infantile con una narrativa animata che non era intrattenimento infantile, ma una space opera romantica e volendo revanscista, che cambiò completamente la "società giapponese" in merito ai terebi-manga e manga-eiga, facendo nascere quelli che si sarebbero detti gli anime. Di lì, il boom, che essendo appunto esplosivo porto a un'evoluzione rapida ed esplosiva. C'erano autori che non aspettavano altro che la possibilità di esprimersi con l'animazione. Poi arrivò quasi subito l'home-video, e anche questa innovazione cadde a fagiolo. In più, in Giappone si gonfiò presto l'economia bolla, con una diffusione consumistica impensabile. L'animazione giapponese trovò nuovi spazi e si fece subito scollacciata, pruriginosa, ma anche intellettuale, nonché patinata. Non che questo cancellasse quella propriamente per l'infanzia, ma il mercato si era allargato e variegato. Nei Novanta c'era voglia di provocazione e tinte forti. Alla metà dei Novanta si era a un momento di ritorno di un intellettualismo quasi esasperato, ma grande libertà creativa e personale era lasciata agli autori. Questo rese l'animazione giapponese interessante anche oltre l'onesta infanzia, secondo me. Ma cosa resta, oggi, di questo? Perché se parliamo di mero intrattenimento, davvero c'è dell'interesse? Chiedo. Modificato 5 Marzo da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato Autore Share Inviato On 3/4/2026 at 7:42 PM, Shito said: Non voglio fare il disfattista, davvero chiedo a chi segue questo mondo e mercato come io non faccio: ma l'animazione giapponese è ancora un medium usato per veicolare contenuti interessanti? Intendo: come Anno Hideaki ha argomentato in un luuungo dialogo/intervista con Hikawa Ryuusuke su un recente numero di Neppuu (il giornalino di Studio Ghibli), essenzialmente l'anime boom nacque con Uchuu Senkan Yamato, e non con Kidou Senshi Gundam, per una semplice ragione: fu il primo dei due a rivolgersi per primo a un nuovo pubblico non bambinesco con una narrativa animata che non era intrattenimento infantile, ma una space opera romantica e volendo revanscista, che cambiò completamente la "società giapponese" in merito ai terebi-manga e manga-eiga, facendo nascere quelli che si sarebbero detti gli anime. Di lì, il boom, che essendo appunto deflagrante portò a un'evoluzione rapida ed esplosiva. C'erano autori che non aspettavano altro che la possibilità di esprimersi con l'animazione. Poi arrivò quasi subito l'home-video, e anche questa innovazione cadde a fagiolo. In più, in Giappone si gonfiò presto l'economia bolla, con una diffusione consumistica impensabile. L'animazione giapponese trovò nuovi spazi e si fece subito scollacciata, pruriginosa, ma anche intellettuale (la cosiddetta "otaku elite"), nonché patinata. Non che questo cancellasse quella propriamente per l'infanzia, ma il mercato si era allargato e variegato. Nei Novanta c'era voglia di provocazione e tinte forti. Alla metà dei Novanta si era a un momento di ritorno di un intellettualismo quasi esasperato, ma grande libertà creativa e personale era lasciata agli autori. Questo rese l'animazione giapponese interessante anche oltre l'onesta infanzia, secondo me. Nei 70-80-90. Ma cosa resta, oggi, di tutto questo? Perché se parliamo di mero intrattenimento, davvero c'è dell'interesse? Chiedo. Chiedo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Godai Inviato ieri alle 09:18 Share Inviato ieri alle 09:18 14 ore fa, Ete® ha scritto: Mi devo essere perso qualcosa, ma nel post non si parla di home video né tantomeno di Haruhi in BD, sto avendo un'allucinazione? È stata una risposta di Cavazzoni ad una domanda 12 ore fa, Shito ha scritto: Chiedo Dai una tua definizione di contenuti interessanti, ma dovresti essere tu a vedere qualche serie per darci risposta Rispondendo dal basso del poche serie che riesco a vedere negli ultimi anni, probabilmente al tuo concetto di interessante ben poco si allinea. Sicuramente c'è una produzione di massa di anime di genere isekai che appiattisce l'offerta e drena le risorse. Quindi da quel che ho imparato sul tuo pensiero nella frequentazione on line dello stesso spazio virtuale credo che oggi l'animazione stia tendenzialmente mantenendo in caldo un tipo di messaggio consolatorio per gli otaku per cui c'è un mondo alternativo dove sei tu l'eroe, c'è sempre una ragazza bellissima che sotto sotto è otaku quanto o più di te e con cui puoi essere te stesso e così via. Gli otaku spendono, tengono vivo il mercato, non sono neanche più dei pària sociali quindi va bene che se ne stiano buoni buoni nella loro situazione sociale (così magari sto art 9 lo modifichiamo prima o poi, riflessione mia naturalmente) Il mio parere è che sì, esiste questo appiattimento, ma esce ancora qualcosa di più profondo. Forse perché ne ho una visione fresca ma Jaadugar è una serie estremamente interessante, ma per tiare fuori un titolo famoso, Frieren, che è riuscito tramite sottrazione di elementi a raccontare una storia semplicissima, in un mondo fantasy ma ricca di significato. 1 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Chocozell Inviato ieri alle 09:25 Share Inviato ieri alle 09:25 North American Fans Are to Blame for Anime's Isekai Obsession, Producer Says https://www.cbr.com/isekai-anime-north-america-fans-obsess Questo risponde da sé 1 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Godai Inviato ieri alle 09:33 Share Inviato ieri alle 09:33 (modificato) Questo ne spiega sicuramente la diffusione, ma quelle storie esistevano già come novel e per me se questa tendenza esiste è perché racconta un desiderio di fuga. Comunque mettiamoci pure le romcom dove lui è lo sfigato e lei bellissima se ne esce che è otaku. Bisque è una serie carinissima ma parte da quel presupposto eh Siamo OT in modo vergognoso però Modificato ieri alle 09:34 da Godai Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 21 ore fa Autore Share Inviato 21 ore fa (modificato) @Godai: grazie per la risposta. Si tratta di un argomento che vorrei provare ad approfondire, mettendo insieme alcuni pezzi. Incomincio riportando stralci d miei dialoghi con alcuni corrispondenti giapponesi. Che si collegano all'interrogativo da me qui proposto, a cui tu hai gentilmente risposto. There has been a time when a young generation of "otaku elite" really used the anime media to convey social meaning to youngsters. It has been a very short moment, starting from Macross and possibly spanning to the late '90. Of course, I am very fond of true old generation intellectuals such as Takahata Isao and Tomino Yoshiyuki. Nonetheless, we can see a following generation of young intellectuals such as Kawamori Shouji or Yamaga Hiroyuki. This is what I refer to with "otaku elite", children of OSAKA70 who spied the dead-end of consumerism in early '80, and started to self-criticize their own leisure even before the burst of bubble economy, right? DAICON-III and IV are just the same as Oshii's Uruseiyatsura2. Oppure, parlando con un regista: The greatest art achievement in animation is not to just make movement as "realistic", like many great animators did with different techniques, nor just "vibrant", which is often pursued by exaggeration (which I personally dislike), but "humanly meaningful". I think this is a subtle expressionist touch of animation as a pseudo-surrealism, as Takahata Isao-kantoku used to say. And that is also the true potential of animation as a narrative tool I think. Credo che il punto sia proprio questo potenziale espressivo e l'uso che se ne fa. Naturalmente, partendo dall'idea di "non si deve fuggire!", qualsiasi uso della narrativa quale diversione o fantasia escapistica è male. Anzi, è il male. Anche la consolazione fittizia è sedazione ed è male. Credo che il Signor Gnam pensasse questo, e lo condivido. Si tratta di una cosa che mi sta molto a cuore ed è la ragione per cui ho sempre detestato la metanarrazione á la Oshii Mamoru o Kon Satoshi. La finzione, essendo finta, non vale nulla in sé. Mai, mai, mai. NON esiste valore formale che sia reale. La realtà è solo nella sostanza ed è l'unica cosa di reale valore. Si pensi a Kaguya che ha un attacco isterico, e distrugge il suo "giardinetto a plastico del passato" gridando "è falso, è falso, è falso! E anche io... sono falsa." Ecco. Questa per me è la basa di TUTTA l'iconoclastia. Il falso è male in sé. E siccome ogni rappresentazione della realtà è un falso, ogni rappresentazione è male. Che si parli di condanna platonica dell'arte imitativa, o di iconoclastia religiosa ebraica/islamica radicale ("non costruirti idoli"!), per me è lo stesso. Quindi per me tutta l'arte si giustifica e si ammette SOLO se può SERVIRE ad AVVICINARSI alla VERITÀ. Parimenti, ogni fizione è accettabile solo quando serve per riflettere sulla realtà, con onestoe positivo nichilismo (Lacan per la sopravvivenza). Nessuna narrazione ha senso se diviene un simulacro. Non voglio citare Baudrillard, ma davvero. Ogni finzione che diventi inganno è MALE: fa divergere lo sguardo dalla realtà, che è l'unica verità. Non esiste un escapismo positivo mi spiace. E voi come vivrete? MALE. Bisogna restare svegli, attenti e soprattutto onesti. Il vero è vero, il falso è falso, poco altro conta. Da Seita a Kaguya, lo sappiamo: quella era finzione buona, perché utile alla vita reale e vera, nel vero e nel reale. Perché o si vive nella verità o si impazzisce. Quindi la finzione escapistica conduce alla pazzia. Oh, Michael Ende! In senso psichiatrico/freudiano classico, si tratta del "principio di realtà", ovvero l'onesto riconoscimento della realtà fattuale esterna al soggetto come reale, anche se spiacevole. Ad esso si contrappone il "principio di piacere", dalla cui dominanza derivano essenzialmente tutte le psicosi, innescate come meccanismi di difesa psichica. Chiaramente, le opinioni sono opinioni. Sono giudizi di valore. NON sono verità oggettive. Ho sempre trovato ridicolo il noto adagio "sulle opinioni non si discute", perché credo il contrario: le opinioni sono relative e quindi discutibili, al contrario i fatti sono indiscutibili, se ne può solo prendere atto oppure impazzire. Indi, o la realtà/verità è una/unica, oppure non esiste (grazie, Kant). Oltre al che credo ci sia solo la confusione degli ambiti in cui la verità esiste e quelli in cui una verità non esiste. Credo noi si viva oggi in un'epoca di confusione, idiozia e psicosi diffusa. Anche saperlo non aiuta, ma tant'è. Un abbraccio a tutti voi, cercherò di mettere insieme i pezzi in un luogo più consono. Modificato 9 ore fa da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Lord Gara Inviato 8 ore fa Share Inviato 8 ore fa Ho splittato il thread perchè 1) la netiquette lo impone, questo è un forum non una chat 2) non capita ormai spesso di fare una discussione interessante su un forum, e anche qua dovremmo interrogarci ma sarebbe una discussione trita. Continuate pure, se ho tempo elaborerò anche i miei 2 inutili cents Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 3 ore fa Autore Share Inviato 3 ore fa Hai fatto bene e meglio a splittare, mi scuso e ringrazio. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
mtpgpp Inviato 47 minuti fa Share Inviato 47 minuti fa premesso che ormai seguo sempre meno. Le "mode" sono sempre esistite, forse oggi è un po' peggio ma anche l'epoca dei robottoni mangiava parecchio il mercato. E poi è davvero diverso come setting dal "ragazzino normale/sfigato che di botto scopre di essere discendente di un'antica razza aliena/figlio o nipote di un grande inventore segreto/cavia di un padre pazzo che lo trasforma in cyborg/ecc e gli regalano un robottone con cui sconfiggere il male" ? La vera differenza per me oggi sono i social. In questo caso non in senso negativo, un tempo se volevi mandare un messaggio dovevi farlo attraverso un media esistente e questi erano "centralizzati". Certo potevi partire col giornaletto scolastico/fanzine/sarcazzo ma se volevi raggiungere un numero considerevole di persone dovevi raggiungere i media classici tra cui una generazione in giappone ha scelto manga/anime. Oggi è diverso il messaggio può essere veicolato da solo via social non ha bisogno di essere impacchettato dentro un altro media per raggiungere le persone. Da un lato è un bene perchè si può essere diretti e privi di conoscenze "artistiche" per farsi sentire, dall'altro fa si che le opere senza tutti questi messaggi "impacchettati" siano un po' vuote. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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