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    • Eh già, probabilmente negli USA questo tipo di storia nacque con la serie di John Carter di Burroughs, dopo la quale ci fu un fiorire di storie simili con i protagonisti trasportati (più o meno involontariamente..) in mondi fantastici. Certo, questi protagonisti all'inizio erano comunque persone non comuni, in qualche modo "eroi" già da prima di finire nei relativi mondi fantastici. Ma ad un certo punto qualcuno deve essersi chiesto: "E se su Barsoom invece che uno come John Carter ci fosse finito un John Smith qualsiasi? Grazie alla bassa gravità di Marte avrebbe avuto comunque dei superpoteri ed in un personaggio del genere il pubblico potrebbe più facimente identificarsi..".
    • Direi che @mtpgpp abbia già risposto ottimamente: la scelta del medium è stata un insieme di moda e coincidenze storiche; tipo quella che la Toei, a suo tempo, era il miglior luogo di esordio per un aspirante regista alle prime armi (assieme forse agli studi specializzati in pinku eiga? quelli de "l'importante è che ci sia una scena di nudo/sesso ogni quarto d'ora e che tu riesca a lavorare con un budget basso, poi fai ciò che vuoi"). E infatti, da ieri in poi, chi vorrà mandare un messaggio si metterà semplicemente a studiare l'IA e ad applicarvisi e realizzerà il suo film, in pseudo-cinema dal vivo o in pseudo-animazione; ovviamente trovandosi sommerso nel mare di contenuti di qualunque provenienza, di multinazionali e non. (Segue probabile stupidaggine, aspetto vostri spunti!) Per il pubblico poco tecnologicamente avvezzo e dall'occhio critico poco aggiornato la cosa sarà/è abbastanza disorientante, poiché i criteri estetici diventano, credo, più "indiretti". Nel cinema/animazione il talento si vede nella capacità di costruire un mondo, dei personaggi, uno stile grafico caratteristico ecc. "dal nulla" o da risorse limitate; la "bellezza" e la fonte di stupore è in ciò che si vede sullo schermo, vale a dire l'inquadratura, la scenografia, la sceneggiatura, la recitazione, il disegno ecc... E, a volte, il semplice fatto che qualcuno sia riuscito a realizzare un film. Nell'IA le risorse sono un dato (quasi e sempre di più) scontato; un potenziale risultato, nel senso di prodotto commercialmente valido, si ottiene (quasi e sempre di più) già con i primi tentativi; il talento si vede perciò nella capacità di allontanarsi dai primi risultati per ottenere una diversa estetica e consistenza narrativa. Paradossalmente la "bellezza" da apprezzare sta, molto di più che nel cinema tradizionale, in ciò che si è scartato; il che è molto meno visibile al pubblico generale; mentre il risultato sullo schermo viene tendenzialmente guardato con sufficienza ("è solo ricombinazione dell'esistente, lo può fare chiunque"). Quindi credo diventi più difficile capire cos'è interessante, almeno sotto certi punti di vista... Poi ci saranno (semi-citando un animatore basco) i ricchi un po' cretini, un po' esteti secondo i criteri pre-IA e con molto tempo libero che faranno, o si faranno fare, tutto in maniera tradizionale anche in una produzione indipendente: bene per loro, se farò i soldi cercherò di appartenere a questa categoria in futuro  Tutti gli altri sinceramente interessati apprezzeranno giustamente la "democratizzazione", così come apprezzarono il fatto di poter realizzare le proprie animazioni colorando/disegnando al computer anziché trafficando per anni con i rodovetri da dipingere e lasciar asciugare!
    • Allora, madoka, Magical Girl Raising Project: Restart 4-5 Cominciano i frullati di pucce o no? Fate la vostra puntata Cosa brutta e cosa bella Parlano ancora davvero un sacco ma si comincia a vedere del sangue. L'azione è ok ma non se ne è vista ancora molto, comunque c'è stile da vendere, magical girls di davvero ogni tipo.
    • In realtà credo che ci sia un equivoco di fondo. Non è che agli americani piacciano gli anime isekai  agli americani, piace il tipo di storia  Questo sarà uscito, che so, nello stesso periodo di Dunbine in Giappone, tanto per fare parallelismi del periodo,ne non mi sembra che il genere fosse già codificato come lo conosciamo oggi. E questo tipo di storia non è presente solo qua, ma in libri e' molto altro
    • premesso che ormai seguo sempre meno. Le "mode" sono sempre esistite, forse oggi è un po' peggio ma anche l'epoca dei robottoni mangiava parecchio il mercato. E poi è davvero diverso come setting dal "ragazzino normale/sfigato che di botto scopre di essere discendente di un'antica razza aliena/figlio o nipote di un grande inventore segreto/cavia di un padre pazzo che lo trasforma in cyborg/ecc e gli regalano un robottone con cui sconfiggere il male" ? La vera differenza per me oggi sono i social. In questo caso non in senso negativo, un tempo se volevi mandare un messaggio dovevi farlo attraverso un media esistente e questi erano "centralizzati". Certo potevi partire col giornaletto scolastico/fanzine/sarcazzo ma se volevi raggiungere un numero considerevole di persone dovevi raggiungere i media classici tra cui una generazione in giappone ha scelto manga/anime. Oggi è diverso il messaggio può essere veicolato da solo via social non ha bisogno di essere impacchettato dentro un altro media per raggiungere le persone. Da un lato è un bene perchè si può essere diretti e privi di conoscenze "artistiche" per farsi sentire, dall'altro fa si che le opere senza tutti questi messaggi "impacchettati" siano un po' vuote.
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