Classifica Utenti
Contenuti Popolari
Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 14/06/2019 in tutte le aree
-
Ti ricordavi male. Sacri guerrieri con Saint in rubi sopra. E' una scelta. Ma almeno è improntata alla correttezza. Meglio quella che metterci cavalieri. Il fatto che io non paghi ciò che ritengo fatto male è esattamente dove voglio essere. Non lo definisco un problema, lo definisco una scelta ponderata. Fotte sega.5 punti
-
Semplicemente, bisogna rispettare l'opera per quella che obiettivamente è. Se l'autore fa un'altra versione dell'opera, revisionata o cambiata, e quell'altra versione viene localizzata anch'essa, allora si rispetterà quell'altra versione. Non sta a nessuno fare processi alle intenzioni della realtà. La realtà è quella dei fatti. Una localizzazione localizza i fatti, la materia. Non le dichiarazioni.3 punti
-
No guarda, la realtà dei fatti è quella materica. Anche in questo caso ti consiglio di cercare su un buon dizionario la parola "realtà". Sto solo dicendo che la realtà di un'opera è l'opera in sé, non le speculazioni, dichiarazioni o elucubrazioni che vi si possono sovrastrutturare. Quanto all'omologazione, lol. Guarda che io ho nella mia "reputazione" vari warning dei moderatori, eh. XD Credo che un paio di volte fui anche bannato a tempo. Va benone.2 punti
-
Io rispetto il suo sbattersene. E' che non me ne frega niente a mia volta. Anche se lui se ne sbatte. Per delle ragioni molto semplici tra l'altro. La prima è che il fatto che lui se ne sbatta (posto che sia vero che se ne sbatte, perchè, again, ci sono tanti e tali di quei fattori se si fa un discorso del genere che auguri) non vuol dire che l'opera cambi il suo essere o diventi altra. Vuol dire solo che altri soggetti più o meno competenti sono liberi di massacrarla per mere ragioni economiche. Ma questo non cambia il fatto che l'opera massacrata non è quel che voglio e quindi non è quello che comprerò. La seconda deriva anche dalla prima: anche il fatto che lui se ne sbatta non cambia i criteri per definire una localizzazione ben fatta in ogni sua parte (titolo compreso). Una localizzazione non è il parto di questo o quell'altro traduttore e/o adattatore, bensì una trasposizione fedele dell'opera originale. Punto e stop. Il localizzatore e il traduttore non sono l'autore, che è libero di revisionare le tavole, aggiungere interi nuovi pezzi o altro, è solo, per l'appunto, un traduttore. Il fatto che lui se ne sbatta non autorizza derive fantasiose di alcun genere, a fronte delle quali io dico "no grazie". La terza ragione è che, a fortiori, se l'autore se ne sbatte e tu, localizzatore, adattatore, editore, salcazzo, hai quindi la piena libertà di scelta, la scelta normale, razionale, corretta e immediata è che tu traduca e localizzi fedelmente (specie, se, again, la spacci per Perfect e non per sottiletta Panini dei tempi andati dove in sottofondo c'era Sakuragi che urlava AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHH mentre tentava la schiacciata e in italiano ti trovi una terza persona, non si sa chi, che urla SEMBRA CHE VOLIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII), perchè, sai, sarebbe anche il tuo lavoro. Se fai l'editore di opere straniere in un altro paese, s'intende. Se devi vendere il pesce come certi fanno in Italia, puoi benissimo venderlo al chilo. Ma non lo venderai mai a me. Non ho un trasporto sessuale per i miei autori preferiti nè sono il loro schiavo. Sono sempre io il centro, in quanto sono il fruitore. Accetto che l'autore stessa metta mano all'opera, per carità, o la riveda. Non che un pincopalla qualunque la snaturi per ragioni economiche che non mi appartengano o che, peggio, tenti di prendermi in giro o farmi ingoiare le varie Imperfect. Lì divento cattivo. Fotte sega. Il mio "cavallo di battaglia" è che le opere straniere vadano localizzate fedelmente all'originale in ogni loro parte (come ad esempio fa J-Pop con Next Dimension), almeno se vuoi i miei soldi o vuoi i soldi che mi chiedi. E quello a oggi non ha ancora perso un colpo. Non è mai valso solo per Saint Seiya tra l'altro. Vale in generale per qualunque cosa io compri.2 punti
-
Ma l'autore può anche sbattersene e far pubblicare le sue opere con tavole mancanti o tagli delle vignette. A quel punto io non compro perchè il prodotto che vuole offrire nel mio paese fa cagare2 punti
-
Un po' di pagine fa scrivevo... Faccio un altro esempio del mondo reale? I sommergibili classe Typhoon come quello di Caccia a Ottobre Rosso li conosciamo col nome in codice che gli ha appioppato la NATO ma non è il loro nome, per i russi sono la classe Akula che vuol dire squalo non certo tifone. Vale per quasi tutti i mezzi bellici russi a cui la nato ha affibbiato nomi che nulla c'entrano con quelli originali. Quindi in caccia a ottobre rosso hanno cannato? no, perché noi vediamo la storia raccontata dalla parte degli americani quindi si usa il nome scelto da loro. Fosse stato un film russo avemmo dovuto chiamarla classe Akula dato che un russo non userebbe certo il codice NATO Tornando a Eva la divisione americana li chiama Angel? e 'sticazzi? noi sentiamo parlare i giapponesi quindi è giusto tradurre quello che dicono i giapponesi, quindi apostoli.2 punti
-
Boh, non so. Io credo che delle pippe mentali dell'adattatore te ne debba fregare se sai che nel tuo paese lavorano male, per evitare di sprecare soldi. Mi sembra un ragionamento molto basilare, come quando ti informi su un determinato prodotto tecnologico o dal fruttivendolo per cercare di massimizzare la spesa di acquisto1 punto
-
Nah. Il fatto che l'autore se ne sbatta è una sua questione. Non mia. All'autore può anche star bene che in un paese che, nella maggior parte dei casi, come rispetto dell'originale e capacità di traduzione e adattamento fa parte non del terzo ma del quarto mondo (Kurumada una volta postò la foto dei vari volumi delle edizioni di Saint Seiya che aveva in casa, e mancava quella italiana, non so se magari semplicemente era altrove, boh), ma non vuol dire che io debba accettare i suoi standard per la traduzione estera, specie considerato che magari a lui frega solo del Giappone (anche se sapevo che invece alcuni autori, come quello di Moyashimon e quello di Slam Dunk, sono invece abbastanza severi da levarti la licenza se non gli garantisci un certo standard, e si fanno ritradurre la roba). Il soggetto non è l'autore, non è l'editore, non è Copernico (inteso come il cane di Doc Brown), non è il Great Scott o altro: il soggetto che scientemente sceglie cosa vuole e come lo vuole sono io, e io voglio roba fatta bene, non solo per rispetto dell'autore ma dell'opera stessa e, soprattutto, di me stesso, che non sono la cavia o il tordo o il fesso di nessuno. Poi per carità, magari non mi rendo conto che qualcosa non è fedele o ben fatto come penso (spesso i miei mezzi sono limitati quando parliamo di opere giapponesi) ma se mi sbatti in faccia una "perfect" (imperfect al massimo, ma transeat) con titolo girellaro, beh, no grazie. Specie dopo che il pizzo alla girella te l'ho già pagato anni prima. Là stai proprio cercando di infierire. Quando uscirà davvero una Perfect eventualmente ne riparleremo. Ma non succederà mai quindi sto sereno e col portafogli chiuso. E? Certo. E anch'io penso al soldo. Nello specifico, a fare del mio meglio per non darli a chi a mio parere non li meriti. E' sempre la stessa storia: io non mi devo preoccupare di quello che vuole l'editore, nè mi devo per forza tappare il naso e fare compromessi. Sono io che sulla base dei miei canoni decido se vale la pena comprare qualcosa e a quanto vale la pena comprarla. Valore che diventa tranquillamente zero in casi come "Rocky Joe" (una riedizione Perfect con titolo farlocco è qualcosa che per me non ha senso, quindi resta lì e questo è quanto, non vado oltre come ragionamento perchè non ha senso farlo). Stai travisando i ruoli. Me ne sbatto di cosa pensa questo o cosa pensa quello, i miei canoni da cliente sono oggettivamente giusti e sensati. Nessuno mi ha mai dimostrato il contrario, al massimo si è trincerato dietro un "se non piace non comprare", che puntualmente è quanto è avvenuto. Personalmente vorrei pure vedere qualcuno che cerca seriamente di convincermi che volere un'opera fatta oggettivamente bene dal punto di vista della localizzazione in ogni sua parte, titolo compreso, è diventato qualcosa di così abnorme e assurdo da pretendere; anche perchè se lo è diventato, beh, non è un problema mio da nessun punto di vista ma di chi si accontenta di prodotti difettosi. Non ho problemi a cercare prodotti migliori anche fuori dal mio limitato paese. Quello che scrivevo per Choco e altri è che aspettarsi qualcosa di diverso da quello che hanno tirato fuori non ha molto senso a mio parere. Tutto quel che si può fare è, se non si riesce per qualche motivo a inghiottire il rospo, cercare di non farsi danneggiare non comprando quel che non si ritiene all'altezza. Tutto lì. Inutile farsi il sangue amaro, il 90% degli editori italiani è così (ora come ora sembra salvarsi J-Pop e basta, ma perchè non ricordo se è lei che ha fatto uscire Judo Boy o quel che era) e amen. L'unica cosa che si può fare è far partire l'istinto di autoconservazione.1 punto
-
No, no, no. Quello che sto dicendo è appunto che quando si tratta di un singolo termine, preciso e specifico, NON C'E' CONTESTO NON C'E' METATESTO (non sto gridando, è per enfasi in lettura) Ovvero: sono tutte stronzate non so se col francese è più chiaro. (ho intenzionalmente evitato il congiuntivo che sarebbe stato dovuto nell'oggettiva retta da principale negativa, sì) Non sono io, è Ockham (Occam?). “Entia non sunt multiplicanda praeter necessitatem” Non si deve mistificare una cosa semplice (un singolo termine, univoco e specifico), con simili paroloni e complessità NON NECESSARIE. Questa cosa è orrenda, e più di tutto l'ho invisa. " peccato che di mezzo ci sia un indiscutibile misinterpretation dell'autore. " No, NESSUN PECCATO. NON SONO CAZZI NOSTRI. La realtà è la realtà, a prescindere da quale sia la sua causa efficiente. La causa è una "ministerpretation dell'autore"? Ma sti cazzi? Così è. Quello che è (realtà, ontica) NON CAMBIA per motivi di ragionamento (questione, ontologica). Fosse anche "ho detto A ma volevo dire B" (e non è il caso, eh), rimane sempre sticazzi: hai detto A. L'intenzione a posteriori non cambia l'azione già compiuta. La realtà passata non cambia. Per me non si tratta di me, o di te. Si tratta di qualcosa di molto, molto più importante. Il senno. Di base. Cosa sulla quale mi troverai sempre oltranzista. Quindi io proprio NON SONO ARRIVATO, e intenzionalmente, a tutto il costrutto fondato sulla mistificazione. Questo vuol dire questo. "Ma se..." No. Non si fa. Non si specula a quel modo mistificando la realtà semplice. La vedi la differenza stilistica tra questo mio post e quello tuo subito sopra? Dici che non avrei saputo scrivere con uno prosa ampollosa, arabescata persino, scegliendo di periodo in periodo se usare uno stile retorico asiano, atticista o rodiese persino? Dici che è un caso? Back to basic, davvero.1 punto
-
No no, è proprio girella. Senza quella malattia a nessuno con un minimo di rispetto per l'opera che sta trattando sarebbe venuto in mente di fare un'edizione di lusso, pubblicizzarla come di lusso, ultrafedele e metterci però un titolo farlocco, per giunta non rispecchiante il contenuto (giacchè Rocky Joe altro non è che la versione stuprata da Mediaset dell'anime, il manga non ha niente a che farci nè ce l'ha mai avuto). Potevano bellamente ristampare l'edizione spazzatura dei kappa ( che tra l'altro non pare avesse grossi problemi se non appunto nella confezione) senza cercare di prendere per i fondelli con una replica più "grossa", più "figa" ma con lo stesso problema. Solo che c'è la girella, e rispetto dell'opera e della normale intelligenza umana passano in secondo piano. Non la si può chiamare evoluzione più di quanto si possa chiamare l'orango un'evoluzione dell'homo sapiens. Oh, vedo che siamo alterati. Comunque io capisco benissimo perchè l'hanno fatto. Ma sono abbastanza intelligente da fregarmene. Io sono il semplice fruitore del bene di lusso chiamato "Ashita no Joe", delle presunte esigenze dell'editore (di cui non mi risulta di avere azioni) non me ne può importare di meno. So cosa voglio e come lo voglio, e, grazie a Dio, sono in condizione di non farmi ricattare dagli editori nostrani. Ehi, sei libero di pagare per mangiare cacca e godertela anche. I gusti son gusti. Ma non vedo perchè dovrei farti compagnia con il mio sudato grano.1 punto
-
Boh, l'importante se non si è soddisfatti è non buttarci soldi sopra. Non è che me ne deve importare qualcosa delle esigenze dell'editore o presunte tali o di fare la crocerossina per gli altri. Le opere che m'interessavano le ho già lette come andavano lette, per il collezionarle si aspetta la prossima edizione sensata dove la fanno. Per il resto beh, vada come vada, non è che cambi qualcosa. Basta che il mio portafoglio non sia danneggiato dalle girelle altrui. Fortunatamente della roba della Takahashi diversa da Maison Ikkoku devo dire che non mi importa granchè, quindi in questo caso non si parla nemmeno di boicottaggio, quanto di proiettile evitato.1 punto
-
Quanti errori in una sola scelta, eh? Perché sapete, come titolo italiano, anche "Uruseiyatsura" non ha alcun senso. O lo si traduce, o non ha senso. Poi, ovviamente, Lum. Che, ovviamente, non è parte del titolo comunque.1 punto
-
Infine dinanzi a un computer (un vecchio iPhone non è molto agevole all'uopo), provo a fare un post più serio. In realtà già molti interventi lo sono stati, non dico i miei, ma sono andati per lo più nello sciacquone del chiacchiericcio. Bisogna essere chiari. Bisogna essere precisi. 使徒 (しと) [shito] Vox populi: https://ja.wikipedia.org/wiki/使徒 Il testo introduttivo della pagina: 使徒(しと)は、狭義にはイエス・キリストの12人の高弟を指すが、それに近い弟子(パウロ、七十門徒など)にもこの語が用いられる 。広義には、重要な役割を果たしたキリスト教の宣教者(「遣わされた者」)および、その宣教者の称号である。 使徒 (しと) [shito] in senso stretto indica i 12 discepoli principali di Gesù Cristo, ma è utilizzato anche è per riferirsi ai discepoli a loro vicini (Paolo, i Settanta Discepoli). In senso lato, sono anche i missionari ("inviati") del cristianesimo che hanno giocato un ruolo importante, nonché il titolo di quei missionari. --- Il che direi mi pare chiaro. L'immagine nella pagina è chiaramente l'Ultima Cena. La pagina essa stessa è nella categoria "Cristianesimo". Ora vi consiglio un'ulteriore, forse interessante verifica: provate a fare una ricerca testale su quella pagina con: 天使 (tenshi, angelo). ZERO occorrenze. In tutta la lunga, dettaglia pagina di 使徒 (shito, apostolo) il termine 天使 (tenshi, angelo) NON COMPARE NEPPURE UNA VOLTA. Si parla dettagliatamente persino degli apostoli (shito) nella tradizione islamica, ma no, "tenshi" (angelo) non compare neppure una volta. Dizionari: https://kotobank.jp/word/使徒-74339 (occorrenze interne di 天使 "tenshi": ZERO) https://dictionary.goo.ne.jp/jn/99027/meaning/m0u/ (occorrenze interne di 天使 "tenshi": ZERO) https://www.weblio.jp/content/使徒 (occorrenze interne di 天使 "tenshi": ZERO) https://ejje.weblio.jp/content/使徒 (con traduzion inglesi, anche esempificazioni d'uso) Quindi, se non si fosse capito: "shito" in giapponese è una parola univoca, specifica, e precisa: significa esattamente, esclusivamente e precisamente proprio "apostolo" nel senso più cristiano e definito. Non ha NULLA A CHE VEDERE col termine "angelo", che esiste in giapponese, ma non ha NULLA A CHE SPARTIRE col termine "shito"(apostolo). Questa è la semplice realtà linguistica. Poi se si vogliono fare ragionamenti semantici capestri per i quali in fondo il rosso è anche un po' il blu, perché i nobili hanno il sangue blu, e il sangue è rosso, quindi il rosso è blu... beh, così si può giustificare qualsiasi IDIOZIA. A chi ha problemi a farsene una ragione, consiglio di sforzarsi e farsene una ragione. L'altra strada è solo la ridicola pazzia. LA REALTA' è che un autore ha chiamato un elemento della sua narrazione "shito" (apostolo), e poi ha deciso che NELLE SOLE SCRITTE A MONITOR (e derivate), fatte per dare un senso di internazionalità dentro alla sua narrazione, le stesse entità sarebbero state indicate come ANGEL (sempre tutto in maiuscolo) - la stessa logica verrà infatti applicata per altri vari "concetti specifici" della serie. NO, quando ci sono "cartelli narrativi" sugli "shito", questi NON sono chiamati ANGEL. Episodio 14 - lista degli apostoli apparsi sino ad allora, con numeri e nomi propri. Sono indicati come 使徒, "shito", NON come ANGEL. La stessa cosa nel successivo report che si vede nell'episodio 24, se ben ricordo - quando mancherà poi solo il nome del diciassettesimo apostolo, Tabris. Ancora: questa è la realtà. IN TUTTO "Evangelion" NESSUNO pronuncia mai, neppure UNA volta, la parola "angel". Al contrario, come qualcuno ha già riportato, ci sono dialoghi in cui i protagonisti (Shinji, in verità) si interroga sulla natura di questi "nemici" chiamati "apostoli" (shito) che recano il nome di "angeli" (tenshi). Il dualismo è persino rimarcato nei dialoghi, quindi. Sempre la realtà. Una sola. Chiara. Univoca. C'è un dualismo. Inteso. Costante. MAI rinnegato. ------ Com'è accaduto che il sottoscritto, me medesimo, moi, nel 1997 scelsi di "adattare" il termine "shito" (giapponese) in "Angeli" (italiano)? Semplicemente: AVREI POTUTO FARE QUALSIASI COSA. NESSUN CONTROLLO, né prima né durante né dopo. NESSUNA INDICAZIONE, né prima né durante né dopo. NULLA DI NULLA. Quindi, liberamente scelsi, e liberamente SBAGLIAI. Molto semplicemente, per il ventenne che ero, assetato di storie belle quadrate in cui tutto torna, DELIBERATAMENTE CAMBIAI il termine giapponese, il suo significato, per farlo "combaciare" con quanto scritto "all'inglese" nell'animazione dei monitor. FU UNA COSA INDEBITA. Avevo la possibilità di farlo, non ne avrei avuto in reale "diritto", ero troppo ingenuo per ragionare su ciò, e scelsi per la mia puerile soddisfazione. FU L'ERRORE DI UN RAGAZZINO, commesso con ingenua semplicità, quando con molta leggerezza si cambiavano titoli a interi film e serie. La stessa scelta sbagliata fu fatta in molti altri territori? A questa scelta sbagliata si sono affezionati in molti? Questa scelta sbagliata compiace ora molto del pubblico come compiaceva me al tempo? NON CAMBIA NULLA E' solo un errore, un INGIUSTIFICABILE ERRORE. Non c'è ALCUN FONDAMENTO per perpetrare questo errore. Cercarne ragioni e motivi è solo ridicolo, ridicolo, ridicolo. :-) (ps: "berserk" fu un'altra mia idiozia, sì)1 punto
-
Totalmente indebito a riguardo del casus. le risposte stupide """probabilmente""" ti arrivano quando è chiaro che, dopo numerose volte che si torna sullo stesso specifico caso, per via di qualcosa che si può paragonare ad una autoimposta cecità infine decade totalmente la speranza di un confronto sensato volto al chiarimento. attenzione: è anche stato specificato, più volte, che non si stava imponendo 'angel' quale unica verità. nemmeno se degli apostoli hanno nomi di angeli. sono state parecchie le precauzioni del caso ma qualcuno le ha ignorate vivendo il dibattito come un affronto (per certi versi anche personale; ma questa è una banale, anche se per qualcuno evidentemente scottante, parentesi sulla quale ci si arriverà più avanti). era un discorso strutturale e ne sono state spiegate le ragioni; testo, contesto e metatesto, ma anche significati, significanti e dunque segni (nella linguistica) senza sovrainterpretazioni personali. nel linguaggio basilare, ma quello sono, perchè mi interessava che la tematica fosse accessibile a chiunque e pertanto per coinvolgere apertamente l'utenza. tutta robaccia, e ce ne sarebbe pure altra (ad es. coesione e coerenza, dal pdv dell'autore, ma probabilmente di questo ce ne occuperemo tra qualche giorno perchè forse le incongruenze sono meno di quelle che si crede qualora il testo venga affrontato con un determinato approccio), che esiste ed è noiosa per i più, ma di riferimento per chi si occupa sia di scrivere un'opera e di riflesso di chi la traduce e adatta con l'intento di raggiungere un risultato qualitativo importante (in riferimento a: massima fedeltà all'opera originale). a tutto questo, lasciando perdere le varie accuse di girella e inutili menate come la continuità con un doppiaggio passato o di metterci delle pezze soggettive (almeno per quanto mi riguarda, se rivoltemi, sono ampiamente certo che si tratta di argomenti completamente fuori luogo), come argomentazione è stata opposta una mera traduzione dei termini considerati; una scelta indubbiamente corretta sul piano prettamente logico, essendo ciò che la lingua di origine impone. peccato che di mezzo ci sia un indiscutibile misinterpretation dell'autore. dici che è un discorso indebito, ma infatti il caso è stato fatto presente allo stesso autore di tale bizzarra dicotomia e questi non ha (volutamente?) chiarito la questione; in compenso ha creato un problema quando per un determinato doppiaggio (che poi tutti, ma proprio tutti gli altri localizzatori stranieri nello stesso identico arco temporle si siano adeguati alla medesima scelta resta un mistero) ha acconsentito all'unificazione dei due (diversi) termini citati. anche ammesso che anno ad un certo punto abbia detto "fate come vi pare, a me non interessa", nei decenni ha tranquillamente perseverato, dunque aggravando il caso, con il medesimo utilizzo dei due (vedasi tutto il materiale ufficiale giapponese passato e presente direttamente controllato da gainax e anno prima, da anno e la sua compagnia successivamente). è un caso linguistico nel quale ci sono quindi fin troppi dubbi per risolverlo con la semplicità di chi riduce ai minimi termini la questione, cioè un dizionario alla mano. tutto andava spiegato, per essere credibile, con qualcosa che non fosse, perchè questo è, il tuo sistematico e perentorio NO ogni opinione diversa dalla mia (dizionario) è fuori luogo punto. e, guarda, qui non è nemmeno (di chi ti sta scrivendo) un rifiuto ad ascoltare, capire o accettare un concetto diverso da quello formulato personalmente. da qui i miei post della minchia, ovvero in linea con la medesima risposta ricevuta ad oltranza, e quel riferimento alla precedente dichiarazione sull'enciclopedia di eva per la quale tutto è verificato eccetera. che ne so io che non si stiano facendo ulteriori errori? non sto di certo interloquendo con un dio. oggi come allora CHIUNQUE può fare degli errori, in buona fede, nonostante si asserisca direttamente o meno (come allora) che si possono escludere. fine del pippone. ognuno la pensi come vuole, per me la solfa finisce così.-1 punti
Questa classifica è impostata su Roma/GMT+02:00