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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 30/06/2020 in tutte le aree

  1. Ho finito Plunderer! Credo che mi aspetti una medaglia, un riconoscimento, un premio....qualcosa! Questo mio supplizio auto imposto deve pur avere un significato!
    3 punti
  2. Nessun problema reale per l'imprecisione, figurati, è solo che mi preoccupo per chi (non te, non chi scrive qui) magari legge con distratta rapidità e poi magari ricorda e sedimenta e ripete solo quello che fa più comodo al suo subconscio. È una cosa del tutto umana, ma che sortisce effetti spiacevoli (come molte cose del tutto umane), e per questo ti chiedevo di cercare di evitarla. :-) Sì, siamo d'accordissimo, in giapponese il primo significato del forestirismo "pinchi" è quello metaforico, cosa che in effetti accade spesso proprio con i forestierismi, il cui prestito diretto spesso si associa a un uso idiomatico del prestito stesso, che magari nella sua lingua d'origine avrebbe un senso primario più comune di quello idiomatico. Dunque, che il significato dell'espressione idiomatica giapponese di provenienza anglista "pinchi" sia "una situazione angusta, problematica, in cui si è stretti tra le difficltà" credo sia abbastanza assodato. Che si tratti di un'espressione idiomatica credo lo sia altrettanto. Nel mio adattamento ho cercato di preservare entrambe queste istanze: il significato, e il fatto che non sia espresso in maniera semplice/piana, ma tramite un'espressione idiomatica-metaforica. Per quanto riguarda la scena dell'episodio8, con il "gyakumodori", capisco quello che dici e soprattutto ricordo la questione della costruzione col NI, che ci ponemmo anche noi (io, traduttrice, un paio di consulenti da me importun... ehm, consultati alla bisogna) in maniera esplicita. Non credo che "gyakumodori" sia ben reso e inteso semplicemente con "indietreggiare", ovvero "arretrare". C'è proprio il senso dell'inversione di qualcosa, di un tornare (modosu) al contrario/inverso (gyaku). Per capirci, ma proprio per capirci, se uno "fa un giro e torna nello stesso punto" è un "tornare", ma non un "gyakumodori". Ovvero, nell'esempio te citato, il "gyakumodori" di "riportare indietro il tempo" è che le lancette dell'orologio, ovvero lo scorrere del tempo, abbia proprio invertito il suo moto. Nel dire, che so "siamo tornati al punto di partenza", si userebbe "gyakumodori" solo se si fosse ripercorsa a ritroso la strada, non se si fosse "tornati" al via facendo un giro. Inoltre, talvolta nei composti verbali con "modusu" quel verbo apporta il senso di "rendere", tipo "torimodosu" (riprendersi [qualcosa] -> "prendere indietro", come nel "take back" -> "retrieve", per triangolare con una lingua terza qui di mero comodo esemplificativo. In effetti con "gyakumodosu" può cogliersi anche un certo senso di una cosa che ti torna indietro al contrario, anche tipo pan per focaccia, contrappasso, quelle cose lì. Da questo, e dal senso visivo/reale della scena, quello che abbiamo inteso e ancora intendo è che Shinji alluda al fatto che se prima "a essere alle strette, preso nella morsa del nemico" era l'apostolo, ora sono loro, perché la situazione di "stringente morsa di cristi" è tornata indietro a parti invertite. La schiettezza semmai la plaudo, cosa mai ci sarebbe da perdonare? Per contro credo che la frase lo sia [italiano, e italiano corretto e sensato] nell'utilizzo metaforico che se ne fa, e se guardi la scena anche un po' ironico, del senso metaforico del concetto di "stretta della morsa". E nota che tutto corre sulla metafora della scena: tra i due momenti c'è un periodo di latenza, quando l'apostolo "si stacca" dalla presa dell'UnitàDue, e si allontana - per POI *tornare* ad agguantare lui l'UnitàDue, invertendo le parti della situazione critica. Non mi stancherò mai di dire che non si può sperare che dei dialoghi reali/realistici "abbiano senso" fuori dalla loro scena, perché nel dialogo parlato molto viene dall'autoesplicazione, dal riferimento visivo. Oltre che dalla lettura enfatica (recitazione) delle parole. Un dialogo parlato, insomma, non si intende essre didascalico come la lingua scritta per essere letta. Un dialogo trascritto, decontestualizzato, staccato dal suo contesto complessivo, può e spesso perde completamente di senso. Se posso fare un discorso ancora più ampio, perché lo spunto lo permette e credo possa essere interessante, spesso trovo necessario sforzarmi di interpretare il testo di un dialogo con grande attenzione per il visivo, dico in fase di interpretazione dell'originale. Su EVA ci sono stati vari casi, il più eclatante nell'ep22, in cui il senso di una battuta era stato precedentemente inteso AL CONTRARIO di quello che era, e dico da me medesimo ai tempi del primo doppiaggio, e da tutti i traduttori coinvolti al tempo, e credo anche da tutte le traduzioni inglesi disponibili: la frase che pronuncia Asuka uscendo dall'ascensore dove a schiaffeggiato Rei: "Yappa ningyou ja nai!" Ma come la intendono tutti, e come l'avevo intesa io per primo, davvero non ha senso. Sulla scena, dico. Crea un non-sequitur. La regia ne scolpisce il senso reale, la cui ambiguità corre sull'intendere una farse negativa come interrogativa negativa retorica o meno. Incredibile. Quando ebbi, in questo caso io stesso, la "illuminazione" di invertirne il senso sino ad allora inteso, ne parlai con alcuni corrispondenti giapponesi che mi dissero "certo, è come dici tu, chi penserebbe il contrario?", e "tornando" da vari (tipo: quattro) diversi traduttori, a corretta spiegazione esplicativa tutti hanno istantaneamente cambiato la loro interpretazione, con l'atteggiamento di "ma certo, come ho fatto a non pensarci?". La lingua è una cosa davvero interessante. Casi simili mi sono capitati varie volte, non solo su EVA. Il caso più eclatante fu sul film di EVE no jikan (ahaha, EVE, non EVA, sembra una burla), dove essendo in contatto diretto con gli autori chiedemmo esplicitamente a loro. La cosa proprio buffa è che in quel caso il contatto diretto che avevamo, interno allo studio, la pensava nel modo A, che poi era quello inteso da tutti, e presente nella traduzione inglese ufficiale fatta direttamente in Giappone dallo studio originale. Ma insistemmo, il contatto poi chiese all'autore e no, era nel modo B, come aveva intuito un nostro collaboratore, e allora il contatto giapponese/inglese ci ringraziò e cambiò la traduzione in tutte le lingue, a partire da quella inglese ufficiale. Ma in quel caso, l'intuito, l'illuminazione, non era stata mia – quanto di un ben più attento collaboratore del gruppo del tempo. Per contro, in EVA ci sono cose di cui ancora non mi sento sicuro, nonostante i consulti con sei, otto diversi consulenti traduttori e appassionati, tra Italia e Giappone, e la consultazione di un corpus di fonti originali alquanto cospicuo (eufemismo). :-(
    3 punti
  3. Dì pure in tre ... certo però che Hina che, alla fine con la storia che voleva dei figli da lui, si spogliava appena ne aveva l'occasione è diventata davvero insopportabile ... come Licht a inizio serie insomma
    2 punti
  4. Congratulazioni. Da uno che s'è sciroppato tutto Listeners...
    1 punto
  5. Siamo in due!^^ Ma la prova del nove sarà vedere anche la S2 (se la faranno)!
    1 punto
  6. Prima di tutto un mea culpa. Andavo a memoria (da gasteropode, ma questa devo tenermi) e non avevo voglia di rispulciarmi tutto un topic per ricercare la frase esatta. Ad ogni modo il monolingual mi da gyakumodori come "l'atto del tornare alla situazione o al luogo originario, muovendosi in senso contrario slla direzione che si dovrebbe avere", dando come esempio "byojuou ga gyakumodorisuru" che tradurrei con "le condizioni del malato sono regredite/tornate normali" . Altro esempio è "jikan ga gyakumodorisuru" riportare indietro il tempo. Detto questo, visto il "ni" attaccato a pinchi usarlo come soggetto della frase è a mio avviso se non sbagliato impreciso. Volendo tenere per buono ol significato di rivolgimento di fronte la traduzione sarebbe dovuta essere "adesso (la situazione) è indietreggiata nel (in un) pinchi [lo lascio in originale per praticità]" Ovvero "adesso la situazione ci si è ritorta contro" oppure "ora siamo noi ad essere nei guai". Ma "la stretta della morsa ci è tornata indietro",perdonami la schiettezza, non è italiano. P.s. il monolingua giapponese mi da come primi significati di pinchi, ovvero quello di uso prevalente, "危機" (crisi/situazione critica) e "窮地"(guaio/impiccio/situazione difficile). In seconda battuta il significato di pizzicotto, molletta da bucato etc.
    1 punto
  7. Bene, ci avevo azzeccato, direi. Ah, nella scena immediatamente successiva c'è una battuta (me la sono riguardata ora) divertente che si perdeva nel vecchio doppiaggio: Asuka dice a Shinji (appiccicato a lei) di staccarsi immediatamente. Proprio in quel momento Misato intima ai due "Non staccatevi assolutamente!" (dall'Apostolo)^^. Nel vecchio doppiaggio Misato parlava esplicitamente dell'' 'Angelo' facendo perdere il senso della battuta.
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