Non possono averle, perché non ci sono. E loro non c'erano, in nessun modo, quindi cosa potrebbero fare se non riportare cose sentite dire?
I fatti, scritti e super partes, sono quelli che ha scritto Francesco Di Sanzo nella sua lettera aperta. Non perché lui sia "mio amico", ma perché ai tempi lui era il direttore dell'azienda che assegnava il lavoro e finanziava, tra gli altri, me come Fabrizio Mazzotta. Francesco Di Sanzo, se si parla di "amicizia", conosceva e collaborava con Fabrizio Mazzotta da BEN PRIMA della mia "entrata in scena". Quindi semmai ai tempi la carta "amicizia" non stava dalla mia parte, ma dall'altra. E' con le buone ragioni proposte e con i fatti che io convinsi ai tempi Francesco Di Sanzo della mia linea di analisi delle cose, e fui messo alla prova, e la prova fu superata, e Fabrizio Mazzotta FU ESTROMESSO DALLA LAVORAZIONE. Questi sono i FATTI OBIETTIVI. Al contrario, io che già mi occupavo praticamente di tutto sulla serie, continuai a farlo e sempre più. Ma era così fin dall'inizio. Ho in casa i copioni cartacei originali dei primi 6+4=10 episodi. Con le sbianchettature, e sotto le versioni di Fabrizio delle battute. So a quanto ammonta la riscrittura, posso provarlo. E sarebbe umiliante, non per me. Del resto, lo "stile" del contenuto di quei dialoghi è palesemente quello che era il mio. Persino le traduzioni dei tempi furono quasi cestinate e sostituite (anche se lì c'era correttamente Apostoli, mannaggia a me!). Davvero la gente non sa di cosa parla, inventa fandonie e ci crede per propria convenienza o futile compiacimento.
Oltre a questo, CHIUNQUE abbia vissuto l'epoca dell'uscita originale di Eva in Italia (le VHS, NON la messa in onda su MTV) sa che nelle fiere, sulle fanzine, sulle riviste, sul manga, tutto quello che era Eva era curato da me in prima persona. Dalla pubblicità agli eventi ai testi a tutto. Chiedere al Prode Alex, in caso. :-)
Realisticamente, per qualcuno la vera distopia dev'essere proprio che ciò che amano di più (Eva MTV Italia) è proprio il frutto del lavoro e della passione e dell'opera di colui che apparentemente odiano di più (il sottoscritto).
Dev'essere dura.
Comunque erano stati invitati. Perché è palese che amano l'opera, e hanno fatto belle cose per la loro passione, e allora che spreco. Con un po' di onestà, avrebbero dovuto essere i miei migliori amici, e avremmo dovuto parlare di Eva e delle mie mancanze e dell'ulteriore ricchezza dell'originale.
"Che spreco." [ conclusione concisa tipo "kimochi warui"]