Dedicato a Joe e Jigen (gran coppia di J).
Dopo averci passato tutte le vacanze, insieme con la GAMILAX siamo giunti alla versione 1.0 dei sub. Credo che il film uscirà in BD a Febbraio.
Tre cose: 1) Le sincronie. Qualche giorno fa ho sentito un altro collega che sta lavorando a trailer, contenuti extra, etc. Questo mio collega apprezza il mio modo di adattare, doppiare, lavorare, anche se ogni tanto mi trova "troppo estremo" in certe scelte. Il che è onestissimo. Solo che l'altro giorno mi ha chiamato dicendo che, avendo visto il film in italiano e poi avendo avuto a che fare con trailer e spezzoni originali, "sentiva le stesse battute", le riconosceva in giapponese, perché "erano proprio le stesse, lo stesso film". Questo collega non conosce il giapponese. Parlava dei toni, dei ritmi, dell'atmosfera generale della recitazione, dei tempi, delle pause. Ma si può fare solo a partire da un testo davvero fedele, e a continuare. È ancora la stessa identica cosa che accadde quando, nell'estate del 1997, chiesi di fare quel grosso gruppo di rifacimenti sul primo blocco di episodi doppiati di Eva, e mi diedero fiducia quasi alla cieca (o meglio "alla sorda", dacché loro "non sentivano" i problemi che relazionai), ma a posteriori dissero "sì, adesso suona proprio come l'originale, adesso è Evangelion in italiano".
2) I sottotitoli. Non riesco a non curarli tanto quanto tutte le altre cose. Non lo faccio meccanicamente, ogni singolo taglio (degli attuali 3432) lo guardo e lo riguardo, da solo, con gli altri, nello scorrere della scena, basandomi su studi di percettivismo audio-visivo che mi sono divertito a condurre privatamente (si può studiare, e approfonditamente, anche senza il bisogno di timbri e firme di docenti), e su una percezione dello "scorrere delle scene" che mi viene dalla mia formazione professionale soprattutto al mixage audio. Ragiono così anche sui sottotitoli. E come spezzare le frasi? Le andate a capo? Le pause a seconda del ritmo del dialogo? Tutto questo perché per me poter fruire il film nel toto del suo originale è una cosa bellissima e importante. A parte l'integrazione di quanti più "cartelli tradotti", a parte la precisa traduzione sottotitolata della canzone (molto impegnativa, come sempre e più di spesso). A parte tutto, nell'annosa questione doppiaggio/sottotitoli, continuo a pensare che un (buon) doppiaggio (fedeli) sia l'ideale per una "prima visione immersiva". Un falso di servizio. Ma l'originale è il vero. Poi si deve sempre passare da quello. E dopo restano tutt'e due, a gusto e preferenza di ogni re-visione.
3) Il film. Facendo i sottotitoli come li faccio, ho ancora visto e rivisto ogni scena, con infiniti fermo immagine, cut per cut. Verso per vero, fiato per fiato, annuita per annuita, cosa sottotitolare e cosa no, e perché e per come. Questo mi ha portato, di nuovo e se possibile ancor più, ad approfondire il dettaglio del film – mio grande privilegio. Sono sempre più convinto che questo sia uno dei film più belli su cui io abbia mai avito la fortuna di essere chiamato a lavorare, e ricordo che ho lavorato su molti film davvero importanti e acclamati. Fare classifiche non è il mio stile, ma sicuramente questo film animato mi pare superiore a tutti i film di Miyazaki Hayao meno uno. I contenuti, importantissimi, e la perfetta sceneggiatura, la perfetta rappresentazione, lo rendono così completo e compiuto. Certo è difficile paragonarlo ai film di Takahata Isao, che sono tutti così perfetti nella loro vivida diversità. Eppure in questo film c'è una delicatezza (a dispetto della violenza pure presente) davvero unica, forse merito del fatto che parliamo di un soggetto originariamente autobiografico femminile. In ogni caso, per me è un film perfetto. Continuo a notare dettagli sottili ma sempre significativi, ma autoindulgenti, mai autocompiaciuti. È quasi incredibile, ma quelle che sembrano "delicate citazioni" e "sensati richiami" alla produzione Ghibli aumentano di visione in visione, soprattutto stili e contenuti fanno sembrare questo film un mix tra Si alza il vento e La storia della Principessa Splendente... che sono usciti entrambi dopo di questo film.
Chissà se avrò mai modo di parlarne col regista Katabuchi Sunao. Certo è che nel recente documentario su Takahata Isao che abbiamo recuperato e postato anche qui, a parlare del grande regista c'era proprio lui.
Sic et simpliciter.