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Visualizzazione di contenuti con la più alta reputazione 17/08/2021 in tutte le aree

  1. Questo è sempre lo scritto di uno che non ha visto i film, eh, quindi prendetelo per quel che è, ma... ...Anno Hideaki ha sempre usato "Evangelion" per raccontare sé stesso al pubblico, facendo un "collage" di narrazioni preesistenti, ma ricombinandole a mo' dei turbamenti e delle inquietudini della sua vita. Questa cosa l'ha dichiarata lui, varie volte e in vari modi. Dalle più sgradevoli ("Evangelion è uno show dove io mi masturbo sul palco e la gente sta a guardarmi" - sic) alle più metacinematografiche ("Quando quelli come me sono contenti di aver creato qualcosa di originale dopo un po' si rendono conto che no, anche quello l'avevano visto da qualche parte, perché il nostro immaginario è fatto di finzione. Quelli come me non possono creare nulla di originale"), e questa la mise poi in bocca a Kaworu in una scena aggiunta dell'ep24, alle più francamente oneste ("Evangelion è tutta la mia vita, c'ho messo dentro tutto quello che sono, tutti i personaggi hanno parte di me"). Il quadro è molto chiaro. Personalmente, dopo un po' iniziai a vedere Evangelion come un'opera fatta con materiali "di spoglio", avete presente, come l'arco di Costantino, che venne fatto in fretta e furia riciclando bassorilievi da opere precedenti "spogliate" dei loro fregi. Nella storia dell'arte non è poi così raro. Torniamo ad Anno e a Evangelion. Quanto ho detto serve solo a enfatizzare il fatto che, questo è ovvio e inevitabile, Evangelion riflette sempre e comunque il modo in cui si sente Anno nel momento in cui la fa. Inizialmente la serie televisiva originale doveva essere la storia di "persone rotte che riescono ad aggiustarsi", e infatti era così. Qualcuno disse che nel corso di quel "concerto live" che fu la realizzazione della serie, l'autore aveva fatto personaggi così tanto "rotti" che aggiustarli era diventato impossibile, ma in qualche modo, anche senza tempo e senza soldi, la serie finiva così: con una "risoluzione" positiva (e metacinematografica). Sappiamo quel che accade, nel breve male e nel lungo bene. Ma quando si fece il remake cinematografico del finale televisivo, lo stato mentale di Anno era molto cambiato. Una forte discomunicazione con quel pubblico di cui lui si sentiva in qualche modo parte, una sorta di "primus inter pares", gli causò un forte rigurgito di depressione. Ne venne fuori un finale cinematografico realmente diverso giusto per quel pezzettino aggiunto (ONE MORE FINAL) che è davvero molto pessimistico, finisce con la ragazza che il ragazzo non riesce ad amare (figurarsi recuperarla) che gli dice "che schifo", ok. A parte quel pezzettino aggiunto, tutto il finale è identico a quello che era stato "decomposto" in TV, il suicidio (il mondo che finisce) è stato comunque rifiutato. Tuttavia, il finale cinematografico ci mostra un protagonista molto, molto più abbietto della serie TV. Ma in realtà è tutto più sordido. Lo è proprio la narrazione. Perché Anno in quel periodo si sentiva così, e chi ha visto le sue telefonate alle enjokousai forse capirà (sono un bonus del BD-BOX jpn, non so se saranno anche in quello italiano). Mille mille volte Anno aveva detto di avere fatto Magokoro "solo per lo staff", "come ringraziamento a chi l'aveva seguito", cose simili. Se ci si pensa, si vede tutto. In ogni caso, l'originale EVANGELION era la storia di un ragazzino traumatizzato dall'abbandono genitoriale e psicologicamente rotto che cercava di risolversi, ovvero di uscire da suo empasse di crescita, esattamente come Anne. Tutto qui. Ovviamente sappiamo che in un intervista del 1993 su Animage (o Newtype? Uff, l'anno scorso avrei saputo dirvelo con certezza) Anno listava Anne nella sua "top ten anime". I più attenti ricorderanno che l'anziano macchinista di colore del Nautilus è un omaggio a Matthew Culberth ("sou sa naaa"). Ormai tutti sapranno che il motto della Nerv passa da Browning alla Montgomery a Takahata per poi arrivare ad Anno. Evangelion è un'opera di spoglio. Tutti a blaterale di "Devilman più Ideon diviso due uguale Evangelion" solo perché Sadamoto scrisse così nell'intervista acclusa alla (sola) versione Deluxe di Der Mond, e solo quella è stata tradotta (in inglese) ma ok, Anno aveva dichiarato cose molto più esplicite molto prima. Cose per lo più sconociute ai sapientoni occidentali semplicemente perché sono fonti coeve all'opera che nessuno ha mai davvero recuperato. Eppure Anno diceva chiaramente (tipo) che dopo avere letto il finale manga di Nausicaä "voleva solo fare quello in animazione". E l'ha fatto, in fatti (sì, le allitterazioni sono tutte volute, ma spontanee). Rei e Shinji nel mare di LCL sono palesemente Nausicaä e Selm nel meta-mondo mentale all'interno del bozzolo di bava di Ohm. Mi pare ci fossero persino delle battute identiche, come è tipico di Anno. E del resto tutto il trauma infantile di Asuka è preso da Kshana bimba. Evangelion è un'opera di spoglio, con le infinite "citazioni" a le cose degli Anderson (UFO e SPACE:1999), e poi tutte le cose che vengono da Clarke e il suo "retelling" di James P. Hogan e beh... sappiamo. Se iniziamo a parlare di Komatsu Sakyo arriviamo alla Rebuild (Voyager, Sayonara Jupiter, ecc). Quando Anno iniziò la Rebuild, aveva inanellato una serie discretamente lunga di progettini giocattolo. Problemi societari gli imponevano quasi di abbandonare la nave GAiNAX, e in più s'era sposato. Quindi, in questa nuova fase, il progetto originale della Rebuild, e dovevano essere solo tre film, parte così. Anno si imbarca nel progetto un po' come occasione commerciale (WEVANGELIWON, lol), un po' come tentativo di "riraccontare quella storia di crescita" ora che era davvero cresciuto un po'. Ed è esattamente per questo che il primo film è quasi un ricalco infiocchettato del "primo nucleo narrativo" dell'originale. Il cambiamento inizia dal secondo, dovendo poi arrivare a nuove sorti nel terzo e ultimo film che non è stato. Quello che accadde, è che nel fare il terzo film, Anno sentì di esserci "ricaduto dentro con tutte le scarpe". E aveva ragione, suppongo, perché aveva fatto prima la stessa bambinanta, e poi una bambinata ancora più bambinata, pur avendo introdotto il personaggio avatar della moglie (l'elemento di cambiamento che cade nella vita) ibridizzata con Haruhara Haruko ("nyan") perché ha chiesto a Tsurumaki di di creargli un modello di "fidanzata sorella maggiore". Del resto, la "Fraternity" viene dal ciclo della Strumentalità dell'Umanità (Cordwainer Smith). In ogni caso, e francamente lo capisco, Anno non ce la fa. A fare il terzo film. Non ce la fa perché intanto sono passati anni (non mesi come per la serie originale) e davvero non è più "sincronizzato" con quel tipo di narrazione, dico a livello di vita. Quindi butta tutto all'aria e fa un terzo film, non ultimo, che è a tutti gli effetti un nuovo film. I legami con i due precedenti sono tanto per non chiamare l'opera incompleta. Pensateci: a tutti gli effetti il terzo film potrebbe essere quello che succede tot anni dopo "che schifo". Tanto anche quello fu un Third Impact abortito, no? Una ricreazione del mondo ad opera del bambino in fase orale che è andata male, il solito coitus interruptus. Quindi? Quindi il terzo film della Rebuild è semplicemente il film che racconta di Anno che si sente ormai "ingabbiato" in Evangelion stesso, che non riesce più a vivere il suo mondo infantilizzato con un minimo di serenità, e che si sente tutti contro. Come dire, Takaya Noriko? Ah, sì, è la stessa cosa. Dopo il terzo film fu ancora peggio. Perché come al solito, mettendo sulla pellicola tutti i suoi turbamenti in una sorta di tentativo autoterapico le cose vengono fuori. Come sappiamo Anno ha dovuto fare parecchie altre cose, ovvero andare ancora un pochino avanti nella sua vita, prima di poterne raccontare un altro stadio. Che è esattamente il quarto e ultimo film che è uscito quest'anno, no? Di nuovo "un altro film". Sì, le trame vengono fatte concludere, ma di fatto si racconta altro, no? Quanti anni erano passati anche solo dal precedente? E un autore che si racconta narrando, potrebbe non essere cambiato? Impossibile. Quindi è del tutto inutile cercare coerenza narrativa: la Rebuild è diventata a sua volta un'opera di spoglio del precedente Evangelion, dove pezzi di trama e personaggi noti servono ad Anno per raccontare "l'adesso" della sua vita - come sempre. Gli otaku come Anno spesso vivono nell'ambivalenza del bisogno di sentirsi capiti e la paura di essere fraintesi. Sono in genere molto taciturni e scontrosi, da vecchi anche burberi, sino a quando non si aprono le bisacce e ne viene fuori un fiume in piena. Tutto molto tipico. Ma perdonatemi, non ho visto i film, non so di cosa parlo, saranno di certo tutte sciocchezze. :-) Ma, occavolo, ho scritto un articoletto serio su Evangelion, come faccio a rimediare? Ah, certo, Team Asuka o Team Rei? Ma secondo voi Kaworu ha un sentimento romantico o solo affettivo nei confronti di Shinji? Chi vincerebbe tra l'UnitàPrima e lo ShinGetter? Ecco, ora sì. Cose grosse.
    5 punti
  2. a proposito di revisioni Q in 4K; la durata è sempre di 96 minuti, però ci saranno scene modificate in qualche modo (potrebbe essere qualcosa alla gits 2.0, cmq nel trailer si mostrano alcune differenze). https://www.evangelion.co.jp/3_0/bd_dvd.html
    1 punto
  3. Vabbè i cambi in corso d'opera rispetto al piano originale sono pane quotidiano. Adesso che mi ci fate pensare ricordo la storia del terzo e del quarto film che dovevano uscire insieme.
    1 punto
  4. le prime reazioni al film sono talmente positive che questo shang chi non può che essere il miglior film marvel mai realizzato (fino al successivo, e a quello dopo, eccetera).
    1 punto
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