QUI RIDO IO
Fantastico affresco di un'era che non c'e' piu', che non solo non e' dimenticata, ma che e' stata fondamentale per lo sviluppo culturale italiano.
Con una sorta di invisibile grimaldello, la rappresentazione passa dalla scena teatrale alla vita reale, divenendo inevitabilmente una farsa.
Strepitoso Toni Servillo che sembra 'costruito' per questa parte. O forse questa parte esiste per lui e lo stava aspettando al varco da tempo.
In quale altro film potrete incontrare Eduardo Scarpetta, Titina, Eduardo e Peppino de Filippo, questi negli anni piu' veri, prima di essere consegnati alla leggenda, insieme a Benedetto Croce, e ahime', Gabriele d'annunzio.
Ahime' perche' non facevo d'annunzio cosi' str*nzo.
Cio' detto, se volete recuperare un buon rapporto col cinema, non avete scelta; sia chiaro, NON pensate di trovarvi di fronte ad un film Marvel, con botti e strabotti, ma anche i tempi di questo film sono molto piu' che cadenzati considerato il soggetto.
Per chi non e' napoletano (tipo appunto io me) il film e' in parlata ma con i sottotitoli. E meno male direi, c'e' cosi' tanta poesia anche solo in questa parlata, che non si puo' non innamorarsene, ed e' anzi essenziale nella narrazione.