Io ultimamente sto maturando un altro pensiero (che potrebbe essere una grande stronz**a, però interagendo con una gamma molto vasta di persone, che comunque rappresentano un qualcosa di infinitesimo, mi è sorto il dubbio). Viviamo in un'epoca in cui il prodotto più forte del mercato audio-visivo sono sicuramente le serie tv. Dato che gli anime si configurano come tali e le metodologie di accesso sono più comode, più rapide e più...piratabili di film stand-alone, se il problema degli anime al cinema fosse che sono film? Tolti determinati fenomeni, i prodotti più di successo si inseriscono comunque come parte di una "serie" ( DB, MHA, SAO). Forse è anche l'andamento dei gusti generalizzati a non premiarli. Oltre al fatto che sono una roba di nicchia in una nicchia.
Ma infatti anche secondo me sono un fenomeno piccolino amplificato da casse di risonanza. Conosco persone che guardano AoT come se fosse una serie tra le tante, ma non sono appassionati di animazione (giapponese o non). Semplicemente, sono interessati a AoT. Finita quella non guarderanno altri anime.
Scusami Garion, ma tu, Shito e qualcun altro ci siete più dentro di noi. Per l'amor di Dio, non ci vuole la sfera di cristallo per capire che gli editori vogliano soldi su soldi, indipendentemente dal prodotto. Però imho prima di fare il passo più lungo della gamba, uno dovrebbe anche mettere da conto il peso del prodotto che vende. Ora Animefactory/Dynit/Lucky Red/Mr. X può venirmi a dire che comunque il prodotto in questione è un film di Hosoda Mamoru, regista famoso ecc...però i suoi film, in Italia almeno, al cinema non hanno mai generato chissà quali introiti(in realtà mi aspettavo anche io una sorta di fenomeno a questo giro). Io sono un Sig. Nessuno, non vengo pagato da nessuno e forse ne so meno di tutti, ma per sapere che il mercato italiano degli anime sia uno sputo e che ogni prodotto deve ringraziare Dio che superi le 10 unità (che siano esse presenze al cinema, copie hv vendute o visualizzazioni) non penso di necessitare di uno stipendio a 3-4 cifre. Non sto dicendo che ne debbano essere soddisfatti, eh. Sono comunque investimenti e soldi persi, ma continuo a non capire le modalità in cui vengono pubblicati i prodotti:
-Per capire in che sala il film sarà proiettato bisogna aspettare il giorno prima (al più, la settimana prima)
-Non si usa un minimo di pubblicità: sono prodotti che comunque non hanno un chissà quale impatto, a meno di fenomeni (e questo non era un fenomeno).
Capisco le difficoltà del caso, del prodotto ecc..., che l'investimento potrebbe non rientrare nelle spese, ecc... però alle volte mi sembra che gli editori si mettano il bastone tra i raggi della bicicletta e poi si lamentino che qualcuno li ha fatti cadere. Ogni tanto la ruota va anche oliata, non ci si può aspettare che funzioni tutto per caso o per culo.
Ma io sono d'accordo con tutto, non dico di no. Dicevo che al di là di parallelismi e situazioni attuali, il mercato degli anime, che fosse esso hv, cinema o fotoromanzi, non ha mai funzionato bene nemmeno prima della pandemia. Che poi ci si sia messo anche il diavolo, ok.