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nah, scusami scorrettamente ho cancellato perché ritenevo il post troppo debole e da scriverne uno adeguato non avevo voglia. Pensavo non avesse letto ancora nessuno, cmq la ragione a te per abbandono dell'avversario
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1) Filosoficamente ( = esistenzialismo per me ) parlando è il singolo a decidere tutto sul rito di passaggio. 2) Anche antropologicamente comunque è stato rilevato che la necessità dei riti di passaggio può sorgere spontanea anche nei singoli astratti da un qualsiasi sistema sociali che glieli inculchi ( è stato visto che ne avevano necessità ( = ne hanno dimostrato fenomenologicamente il desiderio ) dei ragazzi chiusi tipo in sanatorio o non mi ricordo che luogo cmq astratto dalla società ) . Quindi fail doppio, ma soprattutto fail 1 che è il fail di un pò tutto il tuo sistema che è, per il poco che t'ho letto, vedo legato a regole non autodeterminate
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Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ne sarei lieto solo 1) la critica al tuo dialogo Asha. se a quello ti riferisci, io l'ho visto più nel post 81 di inizio pagina che nell'ultimo 2) se dialogo deve essere imho sarebbe meglio tramite pm o mail che via msn, cosi, pensando più a quello che si scrive, vengono fuori meno scemenze e più cose ragionate. Poi fai tu -
Beh, attualmente decisamente non lo sono, tutt'al più mi porto dietro qualche strascico. Reputo però di esserlo stato per un certo periodo, in cui, sebbene non abbia fatto cosplay o collezionato roba, giocavo molto ai jrpg e vedevo molti anime ( diciamo la media di 5-6 ore al giorno su tali passatempi ). Questo al di là delle accezioni qualitative che il termine assume per me.
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Bel topic, boh io non so se dirmi Otaku. Ora non gioco più a vg, le serie anime le guardo solo sporadicamente, anche se in tal caso le butto giù in poche notti, quindi boh ... però resta la passione smodata per Evangelion. Al di là delle categorie, uno che fa cose x è necessariamente x. Ovvero se - ad esempio - passo la media di 4 ore al giorno in intrattenimento con roba tra anime/manga e vg non vedo come non debba essere un otaku almeno piccolo piccolo. All'incirca, uno è ciò che fa, tutt'al più ciò che sceglie, se io scelgo di dedicare 2 ore del mio tempo libero ad anime cose random da otaku e metà a roba seria sarò sempre otaku in una certa misura. Diversamente sarebbe come dire: mi piace prenderlo in culo ma non sono gay
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Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Nah, Shito quando passi se ti va dai un’occchiata: Allora, sti giorni m’e ripassata sottomano una vecchia cit., poi ho incominciato a pensare e mi si sono aperti un sacco di percorsi. Vedo di riassumere partendo dalla cit.( che per inciso è tratta da un film che cita a sua volta, solo non so cosa cita ): Solo, con le sue devastanti visioni, Satana correva veloce la sua vita. Poi disse: “coerenza, coerenza.” E se qualcuno gli diceva qualcosa: “incoerente, incoerente”. Poi ho riflettuto che la vita e gli uomini sono incoerenti, e chiedere coerenza è cominciare a dire di no alla vita e agli uomini ( ovvio quando la richiesta è vera e totale, penso che se sia tale emerga fin dall’infanzia ). Poi ho riflettuto che sull’affermazione che le donne e il sesso sono, in un certo senso, la vita [ non parlo di amore con la maiuscola eh ]. Lo dici tu ma lo dicono anche i pooh ahahah E qui ho a proposito di si e di no alla vita mi son ricordato di come finisce l’Ulisse di Joyce, quel Si di Molly Bloom dopo che si è passati per tutto il suo flusso di pensiero, cosi incoerente e cosi caldamente femminile ( femminile davvero, molto più di come mi immagino quello di una Misato o Ritsuko per non dire Asuka ). Poi dal sesso son passato a pensare all’erotismo: e mi è venuta in mente la trilogia della vita di Pasolini, al cui interno si sente proprio incoerenza e caldo erotismo, e per contraltare il sesso mercificato di Salò, che della morte ha non solo le tinte dominanti. Di qui mi è venuta questa intuizione, che è il motivo per cui ho postato altrimenti era tutta roba fritta e rifritta: Gran parte del migliore erotismo si basa sulla trasgressione, però, a ben pensarci, la trasgressione è l’incoerenza fatta persona. Un individuo trasgressivo ( = che si vede come trasgressivo e sente/vede di compiere gesti trasgressivi ) è un individuo che si pone delle leggi/divieti ( dato che tutte le leggi/i divieti vengono posti individualmente, o perlomeno anche i divieti sociali li si sente propri solo per scelta ) che nel tempo stesso in cui li pone non rispetta. Infatti non ci può essere una trasgressione senza che nello stesso tempo e sotto il medesimo aspetto si ponga una legge/divieto e non la si rispetti. -
a parte che chiedere il permesso è una forma di cortesia tipo commediola, poi con un morto neppure si può fare. - sul titolo hai completamente ragione. - concordo che libera interpretazione è stupro ma nel caso di molti adattamenti buoni si parla di prendere spunto, prendere alcune situazioni e personaggi. Non mi pare stupro. Ora m'è venuto in mente l'Amleto di Carmelo Bene ( a scanso d'equivoci per me un buffone ) che è uno stupro. Ma non è uno stupro. Mi intendi?
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Cinema e attori, forme espressive e prostitute
topic ha risposto a silent bob in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Molto acuto però di bambini maschi che sorridono o fanno captatio benevolentiae varie per ingraziarsi il padre o il potente di turno ( tipo il prof ma non solo ) mi pare ce ne siano. Come ci sono bambine/ragazze che non sorridono per il gelato. il dubbio te lo lascio però la tua rigida distinzione psiche maschile femminile, pur se per molti versi giusta ( ma lo sai che il numero dei suicidi maschi è x volte superiore a quello delle femmine: logos che schiaccia istinto di sopravvivenza ), in altri punti scricchiola pesantemente. @Dairon: boh io non so che risponderti. Di antropologia so poco e niente. EDIT: aggiungo un fatto che mi è venuto in mente ora pensandoci su: settimana scorsa esame di filosofia morale. io look qualunquista/casual, un mio amico d'università orecchini strani capelli lunghi e look alternativo, un tizio look casual cui ho passato qualche appunto ( o meglio mie note a margine del tutto indipendenti da quanto detto dal prof ) e scambiato qualche chiacchiera. noi novellini del primo anno ( e al primo esame ), lui esperto all'ultimo anno e con parecchi esami da 29-30 alle spalle ( da noi gli esami di filo te li gestisci come ti pare nel triennio ). Lui al mio amico: mmh secondo me se vuoi prendere un bel voto dovresti prendere l'abitudine di toglierti orecchini e piercing prima dell'esame. io lo faccio sempre, non ci crederai ma è una cosa che influisce. Io, oltre a spregiare il voto alto: beh mo ti invidio l'abbigliamento alternativo. Però io che sto contro lo faccio capire cmq, quella d'inglese ad esempio ha chiesto una rece di un libro a scelta tra tot titoli io priao l'ho mandata copincollata poi l'ha richiesta autentica e allora ho scritto una rece piena di insulti. E certo non mi farò sfuggire l'occasione di contestare i prof. [ e cosi ho fatto 2 esami su 2, il contrario di quello che fa vedere Godard in Lotte In Italia dove i comunisti ( = rivoltosi ) ancora da perfezionare contestano a lezione ma stanno zitti all'interrogazione ] Esempio di qualche giorno fa di come anche i maschi sorridano, te ne potrei fare anche di femmine che non sorridono ... -
1) sul punto 1 hai in teoria ragione tu, per quanto la risposta di Shito mi sia parsa estremamente acuta. Si può fare un libero adattamento prendendo solo spunto da un opera, il problema secondo me è che la tristezza ( vera e autenticamente sentita ) di Carroll difficilmente se la immagina un americano, difficilmente la immagina Burton. Io penso che Burton sia da annoverarsi tra le migliaia di lettori che hanno visto in Alice un bel libro di fantasia con qualche scena enigmatica e (sovra)interpretabile. 2) hai detto una cazzata. ma proprio grande eh. Togliendo anche tutte i liberi adattamenti - ma finché è lecito parlare di adattamento perché ecco è già eccessivo parlare de La Cinese come adattamento misto de I Demoni e La Cospirazione attualizzato al presente [ che senso avrebbe la parola adattamento qui? ] - il cinema ha prodotto centinaia di capolavori.
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Mi pare evidente che trolla: sono le cosiddette elite di merda, snob e trinariciute, e troppo chic per la "pop-culture": a loro la gente fa da sempre orrore perchè suda, puzza, prende i mezzi pubblici per andare a lavorare e non discetta di socialismo nei bei salotti di Via Veneto... è permesso essere elitario e non discettare di socialismo in un bel salotto di Via Veneto ? è permesso che la pop-culture mi faccia orrore,cosi come mi facciano schifo le calche di gente che s'affollano per vedere un misero film, per partecipare all'orgia visiva, tutti convinti tutti borghesi, senza che però mi dia arie e mi ritenga superiore agli altri/alla media PER LA MIA CULTURA ( non che non mi ritenga superiore, ma è per latri motivi ). Il vero disprezzo per la pop-culture, un disprezzo davvero elitario, disprezza anche qualsiasi genere di commediola per darsi tono ed importanza. Quindi la tua critica è fail.
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Cinema e attori, forme espressive e prostitute
un topic ha aggiunto silent bob in La tesi dell'angelo crudele
premesso che di Avatar non me ne frega una minchia né ho la minima intenzione di vederlo, saresti in grado smontarmi il cinema come forma espressiva? Sulla prostituzione dell'attore lascio perdere, anzi te ne parlo poi qui sotto. Se consideriamo i risultati artistici degli ultimi 100 anni di cinema e degli ultimi 100 anni di letteratura, imho il primo non ha molto da invidiare alla seconda. Le porcherie si producono da ambo le parti, le belle cose pure. Sull'attore o meglio sull'attrice. Ho il sospetto che tutto derivi dalla tua filosofia maschio femmina. Mi pare tu dica che un’attrice che sorride è un’attrice che si prostituisce, tipo vende un pezzo di se. A maggior ragione, secondo questo schema, una prostituta che ti sorride mentre la scopi ti vende un pezzo di se/della sua anima ( mmh ne dubito ... ) . Quindi corpo femminile = anima femminile Mi pare anche tu non attribuisca valore al corpo maschile. Ma non sarà perché attribuisci al maschio un’interiorità maggiore che alla femmina? O, dicendo meglio, un'interiorità più intellettiva che riesce a separare corpo e anima ( mi pare di aver letto, ma non sono sicuro, che per te una donna che concede il suo corpo concede anche la sua anima ). C'ho preso? p.s. mica ti offendi se ti chiedo con ironia ma anche curiosità perché hai comprato la prima edizione di Alice senza avere intenzione di leggarla. -
beh Burton non è che sia proprio la classica mezzasega hollywoodiana ma aspettarsi un bell'Alice dall'America mi sembra un'ingenuità. Dico Alice è quella di ostriche, carpentiere e tricheco ... Cmq penso che lo vedrai e aspetto di leggere il tuo commento p.s. piccolo hint: Alice è un libro senza compiacimento estetico. Io odio i tizi che ricamano con le frasi, che godono nell'uso della retorica. Capito il tipo? alla Pasolini. [ pure Kubrick e Antonioni non mi sono per niente simpatici mentre mi è simpatico Almodovar, soprattutto il primo, che filmava con evidente entusiasmo e divertimento ] Che insomma so più interessati a fare un bel film/opera che ad esprimere i loro sentimenti. è vero però che se si fa un'opera d'arte la si fa in quanto artisti e quindi quello dovrebbe essere lo scopo principale. Si salvano da questa categoria gente come i surrealisti che vogliono la fusione vita-arte e quindi l'arte diventa un testo testimone di verità e gli artisti malati a morte. Ovvero che non sopportano la propria condizione. Tentano di fare un'opera bella, diversa dai loro tetri pensieri ma questi scivolano nell'opera. Vedi Anno con Eva che dice che gradisce di meno le parti di Eva in cui parla di sé. Vedi Carroll prof di matematica e autore, mi sembra, di testi matematici che scrive il primo Alice dove tutto è strano e soprattutto "curioso" ed il secondo Alice molto depresso. Vedi ad esempio, non so se lo conosci, Marco Ferreri, che t'ho già nominato, di cui il Morandini scrive, descrivendolo perfettamente, a proposito di un suo film per niente importante adattamento da Bukowski: Dall'incontro tra due poeti scellerati, l'americano Charles Bukowski (1920-94) e l'italiano M. Ferreri (1928-97), è nato un film tenero, struggente, tristissimo: il primo film d'amore di un romantico che negava di esserlo, il suo più semplice e trasparente, pur con punte grottesche e crudeli. Una frase che imho è la migliore descrizione possibile di Ferreri tutto e non solo di quel suo adattamento, che certo nella sua filmografia non svetta.
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Il nostro anime prende le mosse appunto da queste tre leggi e dalla considerazione che in esse non ci sia nessuna prescrizione relativa alla regolamentazione della personalità in un robot, cosa che a prima vista porta a pensare alla inesistenza di questa ma che in questo titolo conduce ad ammettere che i robot possono di certo farsi una propria coscienza, e dunque sperimentare i vari movimenti passionali di una normale psiche. Quindi quello che scrivi tu riguardo un suo punto debole c'entra ben poco e la legge zero non va considerata in quanto non presente nell'universo narrativo di Time Of Eve. Ogni mondo-narrativo ha le sue leggi in quello di Time Of Eve la legge zero non c'è. -2 gli androidi come individui discriminati mi sembra una boiata ma non saprei dimostrarti in modo incontestabile che lo è
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Io ci scrissi su una breve rece tempo fa dove 1) penso di aver bene inquadrato, a differenza tua, il modo in cui sono proposte le leggi di Asimov 2)penso anche di aver inquadrato bene l'anime nel complesso, sebbene ciò si riveli più leggendo la minidescrizione sottoriportata che l'intera rece: Descrizione: In un futuro poco distante, forse in Giappone, la scienza si è perfezionata nella costruzione degli androidi al punto di renderli del tutto uguali agli umani, a marcare la differenza resta solo un anello sopra la testa. Ma questa simiglianza è solo fisica, o s’estende anche alla psiche, ai sentimenti ? Ponendo la questione in termini molto meno rigorosi che Ghost In The Shell, Time Of Eve ci porta dentro un grigio futuro in cui i robot stanno rimpiazzando l’uomo non solo in campo lavorativo ma anche in quello affettivo. Leggete la recensione per scoprire con noi quello che non esitiamo a definire un piccolo capolavoro! Link alla rece: http://www.everyeye.it/anime/articoli/time-of-eve_recensione_10295 p.s. forse sarebbe il caso di mettere nel topic di time of eve
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I promessi sposi e la comicità demenziale
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Se una persona se ne frega del suo ruolo socioeconomico non significa che non lo abbia. EDIT: e aggiungo che più se ne frega, più se ne può fregare, più è in malafede fregandosene. Ed Epicuro era tutt'altro che anarchico o ribelle, se interessa recupero le cit. di prova. Diciamo che a uno schiavo ubbidiente e diligente difficilmente mancheranno le condizioni per coltivare il proprio orto, il che se quest'ultimo merita non è a mia opinione un disonore . -
I promessi sposi e la comicità demenziale
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Penso sinceramente che la migliore e al tempo stesso 'maggiore' ribellione a questa nostra società conteporanea sia vivere nascosto a modo proprio amando una persona speciale e cercando di renderla felice. :) E fottendosente di tutto il resto. E non sentirsi fighi per questo, o per nulla altro. Vivere nel nichilismo reale del sé e nell'amorosa valorizzazione dell'amata. Tutto qui. Nah, te lo devo di: non può essere la maggiore forma di ribellione. Senza dilungarmi troppo, hai presente La Carne di Marco Ferreri - li fanno in modo simile, pensa finisce addirittura con l'amante maschio che cannibalizza la femmina venerata come Dio/Madonna - e davanti alla loro casa sulla spiaggia hanno una bella bandiera pirata. Anche a casa mia starebbe bene, casomai anarchica e non pirata visto che non è al mare , a sventolare alta e ben visibile sul tetto - soprattutto darebbe alquanto in culo a vicini e passanti - però non l'ho mai messa per una vergogna, dei cui motivi, spero per te ovvi, ti risparmio la lettura. Se invece fossi parte di un gruppuscolo di quasi inoffensivi bombaroli, non mi vergognerei ad andarmene in giro con una maglietta con una A di Anarchia. E fidati, per la vita che conduco e ho condotto, dubito che anche ora qualcuno mi direbbe che ne sia indegno. -
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Imho è un problema di stili di vita diversi che si riflette sul pensiero. Deliro o fu Derrida a dire che ogni filosofia è un'autobiografia? p.s. Godwin è William, padre di Maria poi Shelley non Shelling ( errore di battitura credo ). Un mio amico a riguardo Godwin fece il free finché non si trattava di sua figlia mi sembra un'ingenuità, nella pizza si può vedere, ad esempio, tutto il marito geloso che chiede alla moglie dove sei stata. Per me la fede che sia verso un Dio o una persona è sempre la stessa, diversamente verso un ideale che non può tradire, anche se lo puoi semrpe tradire tu con effetti cmq disastrosi. -
I promessi sposi e la comicità demenziale
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Io per fugare i dubbi sulla consistenza della realtà sensoriale, o perlomeno per allontanare il pensiero da queste speculazioni inutili utilizzerei questa tecnica: Bob: dubiti? il dubitante: sequela di robaccia scettico-pirronica Bob: pugno dritto sul naso, e quindi dubiti ancora? -
I promessi sposi e la comicità demenziale
topic ha risposto a silent bob in una Endrius nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ma questa è un'istanza storiografica, antropologica persino, non appartiene alla mente del singolo. Almeno non alla mente del singolo emancipata abbastanza per capire che non è che io 'non possa' -che so- uccidere dei passanti. Posso farlo eccome. Solo, se lo faccio incorro in data sanzione. Quindi non è che non sia libero di farlo. Solo, è un atto che -in questa realtà geografico-temporale- comporta date conseguenze. Quindi, si tratta di valutare nel caso le proprie motivazioni e il deterrente, fare un conto da allibratore, e decidere. Questo un poco lo capisco, ma ancora lo capisco come analisi globale, non singolare. E' la descrizione di una certa forma di 'angst' esistenzialista che ha anche fatto la fortuna di certi narratori da due soldi (penso tipo a Salinger, Keruak, quella robaccia là) ed è stata cavalcata, più che espressa, da certe tendenze giovanili. Ma alla fine sono solo fregnacce da wagamama (bambino viziato/piagnone). Perché la libertà di mettere una bomba c'è eccome, di suicidarsi pure, quindi anche la 'ribellione' come atteggiamento non ha senso. Alla fine è solo una rivendicazione di attenzione, come il vagito del neonato o meglio il pianto del bambino. Alla fine è solo debolezza esistenziale. Verissimo ma se si mette una bomba le probabilità che ti prendano e che tu ti sia rovinato la vita sono alte, e cosi, mutatis mutandis, il suicidio. Personalmente mi son sempre dilettato a rubare e fare piccoli danni alla proprietà, e chiaramente ho sempre detto che si trattava di buffonate senza mai vantarmene troppo ( diversamente per le ribellioni individuali pagate di persona ). Al di sotto dei piccoli sfregi al sistema c'è la sfida estetica di chi si veste in modo particolare, fa sfoggio della sua diversità. Io questo non l'ho mai fatto e lo chiamo buffonata vera e propria perché non costa proprio niente, però gli hippie di oggi metallari sono forse la categoria di persone che mi è più simpatica, tra l'altro son sempre brave persone. C'è poi la categoria di chi: o si lancia la bomba o niente e cosi accetta la società in toto e si ritira nel quietismo borghese. A me questa calma non piace proprio, se non si ha il coraggio di lanciare la bomba e minare veramente la società almeno qualche sgraffigniolo glielo si può fare. Ovvio la mia categoria di valore: 1) bombarolo, ma forse è un pò autoingannato perché per fare un piccolo danno sociale distrugge se stesso ed OGGI quando una rivoluzione è impensabile mi pare follia 2) il graffiatore come sopra delineato, che si accontenta di fare piccoli danni le cui conseguenze possa sopportare 3) la rivolta estetica, che è dei piagnoni che non vogliono rischiare proprio niente 4) il quietismo di chi, molto intelligente, non ha scelto però neppure la seconda via. -
Otaku no Thread
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è interessante far notare che l'insegnamento di K - che però non credeva e quindi hai ragione tu - era così: 1) credere ingenuamente, entusiasmo immediato 2) pensare e ritenere di fare la cosa più saggia 3) tornare a credere pur sapendo di non fare la cosa più saggia, entusiasmo intensivo. Questa cosa è super fail. Ovvero, è lo status del 'non credente redente', ma non funziona. La verginità non si riconquista, e il Vaso di Pandora non si richiude. Indi, no. Si crede finché si crede. Non appena anche solo si realizza che 'si potrebbe non credere' (primo dubbio), già non si crede e non si potrà mai più credere. Quel pattern vale per la fede tra uomini. Sembra il pattern di una donna che si rimette al suo uomo come dio-vivente, semmai. Che scelige (una volta sola) al non-libertà rimettendosi nel mancipio di un'altro. La scelta di schiavitù (vengono in mente la Sindrome di Stoccolma e la psiche della 'Vittima Volontaria dal Cannibile', anche, da cui -per la raggine moderne- tutta la fascinazione del vampirismo emo). Detto questo, ricordo cosa porta scritto sul retro il mio iPod SHUFFLE Choice is Knowledge is Damantion e cosa quello della mia sorellina No Choiche but Faith is Love Dio è colui che non ha un dio, non ha alcuno che gli possa dare perdono e assoluzione. Federe è colui che crede nel perdono di un dio che dà l'assoluzione. E Cristo morì per questo. Il grassetto: è cosi non neghi forse l'amore? ricordo l'interpretazione di un disegno di Breton che diceva: "è giunto il momento in cui ci si deve lasciare andare nelle mani dell'altro". A carte scoperte, ognuno risponda a se stesso, se non si è capaci di farlo dopo che si è persa - una sola volta basta dici tu - la fiducia nell'Uomo [ perché XD frasi come l'uomo è cattivo/meschino significano in primis che i cari sono cattivi/meschini ... ] come si può credere che si possa amare. Il pensiero della tua sorellina ti sovrasta. Il corsivo: ma forse il tuo è per l'uomo e il suo per la donna. Cosi tu neghi di poter mai amare però, tutt'al più ti lasci l'assunzione di responsabilità tipo Piccolo Principe/Gunslinger, per quanto soffusa di tenerezza possa essere. è un pensiero da padrone secondo la tua dottrina dom/sub, il padrone esercita solo potere attivo - la fede tributatagli dalla donna - la quale però gode di un grande potere passivo - la responsabilità suscitata nel padrone. Tu però non c'hai capito un cazzo, imho davvero e dalla mia inesperienza. Nel pensiero schiavo-padrone hegeliano il padrone è più debole dello schiavo in quanto egli ha necessità di lui. Resta però che lo schiavo è schiavo per sua scelta e può sempre ribellarsi. Allora: 1) Nel tuo pensiero lo schiavo - che è donna - non si ribellerà/abbandonerà il padrone perché legata dalla sua promessa. Però ora sei tu che credi nella saldezza della promessa della donna. 2) nel bdsm classico come da te esposto nel tuo post sul blog il padrone deve essere noncurante dello schiavo. Perché secondo te questo? Per dimostrare che non ha bisogno di lui. Perché se lo schiavo esercita potere passivo sul padrone è questo che ha bisogno di lui. Che si sia uomo o donna si ha sempre bisogno di un altro cui affidarsi, almeno cosi mi piace credere. Si dovrebbero riconoscere le affermazioni di quando parte Komm … , è fin troppo giusto il pensiero che può amare profondamente solo chi sa di non bastare a se stesso. Anche se non si ha padrone/dio. Il fatto che uno scelga da se, che non abbia alcuno che gli dica cosa fare che lo assolva o perdoni non vuol dire che egli sia un potente padrone. Io sono allo stesso livello dell’altro - perché nella mia grande libertà ho trovato la solitudine che non è bella. Vorrei vedere - e qui sbuca Sartre - un padrone che si senta dire dalla sua schiava: sei un po’ presentuoso, o pensavo fossi più intelligente ( prima di ridurlo a quegli aggettivi lo riduce a oggetto, gli fa capire che se ora lo ha giudicato 99 e quindi cmq degno di lei non lo giudica cmq infinito e domani potrebbe giudicarlo 56 e quindi indegno di lei ). Troppo stanco non ce la faccio più a tenere il filo del discorso, cmq la mia interpretazione del tuo pensiero penso di averla esaurita il mio non so se sia comprensibile abbastanza. -
Otaku no Thread
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A me? Comunque non è ciò che dicono gli autodefinitesi credenti, o almeno, non tutti (certo che in ogni caso detto basandosi su una auctoritas è piuttosto... notevole). Anzi! Quindi osservazione nulla. stronzo a parte che quando t'ho risposto c'avevo gli amici sotto casa ad aspettare da 10 minuti , PER ME Dio è una questione di fede, tra l'altro il problema me lo son posto in questi termini già prima della lettura di K. Anzi se ci pensassi in termini puramente logici di certo cadrei vittima dei vari teologi ( come posso non disprezzarli, come posso dire che non sono meschini, ragionare su Dio è dubitare di lui [ ora confesso che c'è K dietro di me, ma la gente che dimostra l'esistenza o la non esistenza di Dio non m'è mai piaciuta. Il discorso è sterile XD ]. Dici di no? Quando cominci a ragionare se una ragazza, ma anche un amico, siano sinceri verso di te non è il momento in cui il sentimento scricchiola ? ). Non è vero, ci sono anche gli agnostici che non si pronunciano in merito (come me..). Razza che disprezzo abbastanza, che senso ha non pronunciarsi? A differenza di quanto si può pensare parlando con Dairon - ma anche con altri - la gara di sapienza non è una gran cosa. Si abbia il coraggio di dire Io non ci credo, o anche, il che è forse maggiore dato che se ne devono accettare le conseguenze, Io ci credo e credo in tale Dio. è ovvio che non posso sapere se esiste, l'agnosticismo cos'è se non il movimento dei codardi. Edit: cmq mi ritiro dalla discussione, ogni volta che parlo di Dio mi sento sempre più stupido. Tra l'altro penso che sta roba su Dio abbia decisamente sporcato il topic se qualche mod la sposta forse fa anche cosa buona e giusta. -
Otaku no Thread
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BONK! BONK! C'è un esercito di fantasmi degli scolastici che ti sta venendo a prendere, Bob! Ed è solo la prima ondata! FUGGI SCIOCCO! Ma sul serio ci crediamo che la religione sia sempre e solo irrazionale? Ma da che bizzarro mondo venite, ragazzi? Guardate che essa è nata come risposta razionale (forse non logica, ma razionale), ed è cresciuta con... lo stesso abito per molto, molto tempo. Srtonzo sugli scolastici t'ho già risposto ariecco: Chi si mette a parlare di definizioni o roba del genere, sulla precisa natura di Dio etc. etc. come sempre dice K non dimostra niente se non la MESCHINITà DELLA SUA ANIMA. -
Otaku no Thread
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Potrei dire: non bisogna essere Cesare per capire Cesare, più umilmente dico che è una mia opinione personale. D'accordissimo con te. Ogni rapporto, anche negativo, con Dio si instaura sulla fede e null'altro. Però io dovevo spiegare a Dairon che il rapporto ( positivo ) con Dio si instaura sulla fede, mentre quello con un pensatore/maestro-scelto si instaura sulla ragione e sulla scelta -
Otaku no Thread
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è interessante far notare che l'insegnamento di K - che però non credeva e quindi hai ragione tu - era così: 1) credere ingenuamente, entusiasmo immediato 2) pensare e ritenere di fare la cosa più saggia 3) tornare a credere pur sapendo di non fare la cosa più saggia, entusiasmo intensivo. è esposta nello scrittarello estetico Una Recensione Letteraria sotto la forma di dottrina dell'entusiasmo, e in Scuola di Cristianesimo e Postilla quando insiste sul tornare bambini. è memorabile questo passaggio: facevano meglio i pagani che proibivano ai bambini l'accesso ai campi elisi che i cristiani che venerano l'innocenza del bimbo. Cristo infatti ha detto voglio che siate come bambini, non bambini. Quindi che vi comportiate PER SCELTA come bambini. Come dire ricordo che l'anno scorso mi dissero che in una lezione all'uni uno si era masturbato davanti ad una ragazza durante la lezione. Oltre alle risate iniziali per un gesto cosi sconsiderato poi dissi se non era pazzo ha tutta la mia stima, altrimenti fail. O anche a Natale ricordo sempre di uno che gli suonano al campanelllo: Nomerandom, ti ho portato gli auguri di Natale ( che però non sono corporei ). Riportateli e sbatte la porta in faccia al conoscente/amico. Visto che il tizio di mente ci stava è un mito. @Dairon, quelli che nomini tu non sono cristiano. Sempre per restare a parlare con K per me o si è cristiani, e quindi cavalieri della fede, o non lo si è. Chi si mette a parlare di definizioni o roba del genere, sulla precisa natura di Dio etc. etc. come sempre dice K non dimostra niente se non la MESCHINITà DELLA SUA ANIMA. -
Otaku no Thread
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Sì, certo, e il Libro (o la Tradizione) non lasciano interrogativi da discutere, finanche che parti accettare o meno. Ma per piacere! Ma per piacere tu, se io credessi nel Dio cristiano saprei bene cosa fare. Piuttosto che mettermi a ricercare le sottigliezze e cazzate simili donare tutto e fare carità. Immagino che per altre divinità, anche se gli imperativi possono essere del tutto opposti, valga lo stesso discorso. E poi pensa anche a questo: Il credente segue Dio in quanto Dio e perciò segue anche i suoi insegnamenti. Io reputo buoni gli insegnamenti di X quindi li seguo e stimo X ma tutto parte dal fatto che io reputo buona la sua dottrina. Che la reputo buona ora, pur sapendo che un giorno potrò benissimo cambiare idea - non che sia un cambio indolore eh! - e gettarlo nella spazzatura. Il credente non pensa mai di potere un giorno cambiare idea su Dio e gettarlo nella spazzatura - il credente secondo me può un giorno ritrovarsi a gettare Dio nella spazzatura ma egli, finche crede, non lo penserà mai.