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Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Che differenza cogli tra una venerazione wiccan, essere parte d'un monoteismo rivelato piramidale e seguire una rivelazione di un cosidetto filosofo ottocentesco? Si tratta sempre di idealismi, e per di più anche teleologici temo, eppure pare (dato che hai sottoscritto interventi altrui) disprezzi solo il secondo e probabilmente il primo. Boh, ora non so a quale filosofo ottocentesco tu ti riferisca, visto che sono stati nominati sia N che K. Il primo dei due mi interessa solamente, anche se molto. Del secondo invece seguo abbastanza - anche se con chiara evidenza non totalmente - le idee però questo non mi pare abbia nulla ha a che fare con una religione. Tra parentesi, anche del tizio nell'avatar cerco di seguire gli insegnamenti. ( ovvero le loro idee fanno parte del mia filosofia ). Non conosco quelle religioni nominate da te, però l'effetto di affidarsi a una religione per me è palese: - Cosa devo fare nella vita? - Ciò che ha comandato Dio. Fine, in quanto lo ha detto Dio è sicuramente giusto ed il meglio che io possa fare. Niente più problemi morali o filosofici. Però queste sono le fondamenta, io posto qui nella speranza di conversare con gente che ne sia già a conoscenza. P.S. mica per niente, ma sarei anche curioso di conoscere a grandi linee l'etica di Dairon sennò come diceva Socrate qui offre il cibo solo uno -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Per me queste parole sono un complimento Il fatto è che consacrare la propria vita ad una religione o altra roba mi sembra una prova di debolezza, come il disperato che non sapendo più che fare si rifugia nella Chiesa, nel partito [ v. L'Autodidatta nella Nausea ]. Tuttavia i miei giudizi variano, ecco alcuni esempi: vecchia che si fa le messe due/tre volte al giorno, tutta impettita, ingioiellata, con i vestiti a puntino e via così = disprezzo e disgusto. vecchia che va spesso alla messa, ma ormai da anni non compra più vestiti, vive per propria scelta forse anche più miseramente di una suora ( ma son gli altri che fanno caso a questa miseria, lei ci vive comoda e anzi ha quasi vergogna a mangiare ). Insomma fa vita claustrale ma senza prendere il vezzo del velo, che fece chiamare da K i monaci dei bambini che giocano a nascondino. = incomprensione ragazza intelligentissima che va con quei porci schifosi dei preti, ha anche cambiato la sua vita ma si lascia ancora qualche incoerenza e all'accusa di non essere cristiana risponde che Dio non ci vuole perfetti ed ignora deliberatamente il passo che dice: "Siate voi dunque perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste". = disprezzo e un pizzico di odio per un autoinganno fin troppo palese, i deboli-intelligenti che vogliono fuggire dalla nausea esistenziale non li reggo. Devo dire qualcosa su i porci schifosi che " i crocifissi nelle scuole no per l'identità cristiana europea" ma poi vivono da ricchi. Ecco dico solo che quelli non li scanno con le mie mani perchè Giustizia li protegge, ma avessi una potenza maggiore di quella umana che ho ne farei strage. -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Mmmh, però cosi non mi piace mica. 1) Si parla di ideali come cose di cui si può essere preda, può anche essere giusto. Cosi come è follia volere qualsiasi cosa che sia al di là dell’uomo - anche se ci sono gli estremismi e i gesti folli che quasi giustificano questa pretesa … 2) si boccia una morale estetica tacciandola di essere un misto di edonismo e volontà di potenza, attributi, spero Shito lo abbia notato, già affibbiatigli da me. Ciò che spesso vedo è che posizioni del genere portano un nichilismo borghese e, soprattutto, ad una vita pratica vissuta alquanto mediocre* Ovvero io penso che AUT si campa per un ideale ( anche autodeterminato, ed in questo caso ci si espone cmq ad un‘etica del successo, come giustamente dice Shito ma era proprio questo il fulcro del mio primo post e del paradossalmente in quello usato ) AUT si campa per divertirsi. Boh è vero che la vita è per la vita, però vorrei vedere se al momento della vita pratica c’è un’altra via al di fuori delle due di sopra. edit: *mediocre = che non può dare una sua ragion d'essere. E badate che una ragion d'essere vera è anche ragion di morire ( Camus ). Esempio io campo per X nel momento in cui X viene meno, se sono serio, il suicidio è obbligato. L'atmosfera del mio ragionamento vorrei fosse quella che si respira nel finale di questo vecchio post di Shito: http://juste.splinder.com/post/5246511 -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Mi sembra tutto più o meno giusto/sensato avrei da ridire solamente sul seguente: è vero che di una dottrina ci si deve rendere il primo adepto. Ma se parliamo di filosofia personale - come si faceva - il termine adepto mi sembra improprio, visto che richiama l'idea di voler fare seguaci e tanti. Io credo che tutti abbiano una "filosofia personale" - ovvero un pensiero guida che li indirizza nelle loro azioni - la differenza casomai tra chi ci pensa parecchio sopra e chi no è che il primo è cosciente sia dell'"esistenza" di questo pensiero guida sia delle modificazioni che egli apporta su di esso/il pensiero guida subisce. E se si acquisisce maggiore coscienza delle proprie intenzioni si è anche più coerenti negli atti, immagina uno che deve correre da A a B, chi sa con precisione dove sia B ed è decisamente cosciente di questo "deve correre" andrà spedito a B, chi invece non lo sa farà la strada a zig-zag e senza fretta. Ovvio che il rischio di cancellare B nel corso della riflessione è alto. -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Andrebbe messo come P.S. però te lo dico subito: il post non era su Il Rosso e Il Nero la cit. era solo un appiglio. Ora torno al romanzo: Io non sono un conoscitore di Stendhal, di cui ho letto solo il suddetto e La Certosa di Parma, quindi possibile che ora dica una cazzata ma, anche dando un’occhiata alle date, il socialismo imho non c’entra niente e, sinceramente, mi sembra un delirio vedere qualcosa della favola dell‘agnello in Sorel ( cmq è davvero molto bella e ti ringrazio per averla scritta dato che non la conoscevo ). Il libro lo ricordo sinceramente poco - pensa lo comprai bambino a Roma quando mi portarono in un vecchio parcogiochi ormai cadente dove c’era uno con un telone per terra a vendere libri [ il parcogiochi faceva schifo ma sembrava uscito da un cartone e il ricordo è indimenticabile XD ] - però mi sembra più giusta questa come lettura: Julien prende come padre putativo una specie di bonapartista che viveva li vicino, che gli instilla la passione per l’esercito e la vita militare = rossa, come da classica interpretazione. Poi però, quando arriva alla sua età della ragione, a.k.a. dell’azione, non è più tempo di salire la scala sociale con le belle geste di Napoleone. Ora Julien, che è anticlericale e orgoglioso, accetterà di abbassarsi per tentare questa scalata, metterà il successo davanti alla sua morale, ai suoi ideali? Decisamente si dato che si abbassa fino all’odiato abito nero e agli intrighi. Quindi accetta un etica del successo, però la sorte gli gioca un brutto scherzo e fallisce. Quell’uber lì mi aveva spinto verso N, che dalla lettura di sopra mi pare giustificato. Ed ecco la tua allusione al Rosso e il Nero nel topic politico mi sembrava più un far notare che come allora la scalata con il Rosso è sempre più bella e ammantata di ideale che quella col Nero. Questo invece lo sottoscriverei pure: Ovviamente, il nostro Julien, che si direbbe 'rosso', ha una ruggine contro il 'nero'. Il nero rappresenta ciò che al tempo stesso lui odia (la baronia 'padronale' dell'ancieme regime, con il suo parossistico rituale, la sua falsità), ma al tempo testo qualcosa a cui lui ambisce: quella ricchezza alla quale lui si sentirebbe di accedere di diritto in base al giudizio etico delal sua 'genunità'. Come anche il seguente: Perché, essenzialmente, io credo che ogni uomo abbia una vita, uno stomaco e -se è fortunato- gli Affetti Speciali di una singola vita. Tale è la dimensione di ogni uomo, e chi pensa di trascenderla è un autoingannato pazzo. Gli ideali sono cose dei poveri, per dirla in termini bruti, perché sono la consolazione dei poveri: non avendo beni materiali, ci si consola con l'autoinganno di possederne di spirituali. Ma è un autoinganno, appunto: divenendo ricco, il povero si avventrebbe sul banchetto come il ricco, anzi peggio, avendo in luogo della tradizione, dell'educazione della ricchezza solo una fame regrezza e un fegato colmo di livore. ho sempre avuto questo sospetto verso la snobberia e l’intellettualità della “sinistra” e qui ti rispolvero N anche se casomai mi ridirai che è eccessivo: Sono i potenti che danno i nomi, innanzitutto i forti si chiamarono guerrieri, poi i sapienti, deboli fisicamente ma buoni di cervello, s’accontentarono di chiamarsi sacerdoti. Ed ecco, aggiunta mia, cazzate come la penna ferisce più della spada. Come anche mi fanno schifo frasi, dette da poveri di forza/denaro e forza/intelligenza, che esaltano, non si sa su cosa, la bontà popolana. Però ecco il tuo ragionamento è giusto a metà: si possono disprezzare i vantaggi della ricchezza anche potendone fruire e fruendone, perché ecco, ad esempio, c’è una bella differenza tra il farsi una sportiva vera a 18anni per fare bella figura dinanzi agli altri o cose simili o giusto per il gusto di doppiare i limiti di velocità, ché tanto gli altri son gente con cui si venera i valori spirituali e ai beni materiali ci si bada per quel che sono, ovvero indici della qualità della vita dell‘individuo ma non della qualità dell‘individuo. Anche se pure questa qualità della vita non andrebbe valutata troppo … Intendo, anche buono tutto quel che hai detto tu, non si può apprezzare Evangelion ed essere soddisfatti di estetismo alla About a boy. Questo ad esempio è effetto di Eva sulla vita pratica. -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Shito, non ricordo a che proposito, nel topic politica ha nominato Julien Sorel riferendosi a lui come uber-fallito. Io, leggendo la cosa nel seguente modo l’ho trovata molto appropriata: uber-fallito perché non ha avuto alcun pregiudizio morale ma ha anche fallito nella sua etica vagamente nietzscheana del successo. Ora secondo me esiste un dualismo tra etica dei principi ed etica del successo. Anche esistenzialisticamente parlando! Ora mi spiego. Il dualismo classico è così: Etica dei principi: se rispetto i principi morali sono giusto e degno di felicità anche se difficilmente felice, e, come direbbe Kant, dovrebbe ( si noti il condizionale ) anche esistere un’al di là in cui sarò sicuramente felice. Etica del successo: non esistono principi morali nulla vieta che aspiri al successo. È vero che se non esistono principi morali non esistono neppure valori e quindi neppure fini=successi. In tal caso penso che la cosa più coerente sia successo come una soddisfazione di volontà di potenza mista ad un edonismo, casomai raffinato che contempli anche ma non solo i piaceri del corpo. Ora io la vedo così: a secondo dei principi che ci si pongono, anche esistenzialisticamente, si aderisce paradossalmente ad una delle due morali.Ecco degli esempi: Principio: amare una donna di amore folle o la vita non è degna di essere vissuta = etica dei principi con alte probabilità di fallimento. Principio: fare una bella esistenza, a.k.a. a seconda dei gusti o 1) lo sciapallo single ( tipo Hugh Grant in About a Boy, casomai con una sciapallagine filosoficamente fondata ) 2) il bel maritino ( lavoro borghese, una moglie che si ama [ ma si noti come qui è in mezzo alle altre cose ], tranquillità e relativi piacerucci economici ). Secondo me, anche se entrambe hanno un principio, se ci si sottopone alla prima etica ( parlo delle ultime due ) ci si sottopone forzatamente alla logica dell’etica dei principi. Se ci si sottopone alla seconda a quella dell’etica del successo. Ora c’è un problema: in entrambi i casi si hanno elevate possibilità di subire uno scacco [ aggiungo anche che scrivere o leggere con interesse etico queste cose è segno che lo scacco è assicurato con un’etica del successo ]. Ora espongo i due scacchi ma voglio che prima si tenga presente quest’etica della felicità, che spiega il paradossalmente usato prima: Un essere umano deve sempre ricercare la felicità, che può essere accordo tra corpo e spirito o altro, ma cmq la felicità. Ed è ovvio che vale più una settimana- per non dire un giorno - di felicità che una vita di non felicità, cosi come è ovvio che il principio 2 identifica felicità o con divertimento o con tranquillità. Ecco gli scacchi: Etica esistenzialista del principio: difficile che si riesca ad amare follemente, resta cmq il concetto dell’angoscia a guastare tutto [ nota ad esempio la categoria dell’umorista in K come superiore all’etico, insieme al religioso, per il solo fatto di sapere che nella vita è insita la sofferenza ] Etica esistenzialista del successo: imho se si è seri espone allo scacco. Provato tutto - ovvio tutti i tipi di piacere. Esempio spicciolo: ho goduto al Gods Of Metal 2008 ma devo ancora provare quello 2010, eh no in fondo è lo stesso tipo di godimento - ci si arrende alla disperazione di K. Avete presente come inizia la terza dissertazione della Genealogia di N: è meglio volere nulla che non volere. Poi però scrive altre 60 pagine per il pubblico duro di orecchie, ma Bob aveva capito alla prima pagina. Ecco non si sa più dove indirizzare i propri colpi, si finisce nella contraddizione di quest’etica: se non ci sono valori nulla è eleggibile, sceglibile. I piaceri fisici - che quelli artistici dopo un po’ vengono a disgusto - non reggono a lungo se si ama Evangelion o quei concetti lì. Ora ho finito da poco Camus e, mi pare in uno dei saggi de Le Nozze o de L’estate, dice che trova ingenua l'ambizione di un Julien Sorel ma si spaventa dinanzi a quella di un Nietzsche … E poi la cit. di Pindaro nel Mito di Sisifo : Non aspirare all’immortalità ( all’impossibile ) ma esaurisci il campo del possibile. Ovvero accontentati di un’etica, casomai esistenzialista, del successo - che sia da sciapallo o da maritino non importa. Voi che ne pensate? -
Uno con tutti quei riconoscimenti e titoli non è manco degno di leggerli i Canti, giusto perché l'apriorismo rulla Cmq fa piacere trovare un interlocutore, quando lo hai letto ne parliamo
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Boh se per me non è la prima volta che sento solingo - sicuramente mi sarà già capitato - è come se lo fosse dato che come termine è estraneo al mio vocabolario. Quindi pur essendo come un adolescente - tra l'altro anche d'età stiamo lì eh - dal contesto e per "intuizione" ho ben capito solo--solingo che è tipo solitario, ma con una leggera sfumatura di senso, chessò solitario mi evoca più tristezza, solingo "solità" al di là delle determinazioni qualitative di questa, forse c'è anche un pò di aristocraticità nel termine. La quale col falco s'intona a meraviglia. Quindi pollice alzato per Shito. p.s. le cose di prima le sento e andrebbero sentite a senso, senza fermarsi a riflettere due minuti. Come ho detto il cervello ci arriva da solo immediatamente solo-solingo = non solitario, quindi senza la tristezza insita nella solitudine più che altro, data anche la rarità del termine, un poco aristocratico. Ma ste reazioni so automatiche, come se senti uno bestemmiare tra urla poco comprensibili o parlare raffinatamente con accento francese [ tanto per, io so più il primo dei due ): nel tuo cervello si scatena subito un percorso di associazioni ... Quindi scelta davvero ottima p.p.s. la tristezza io la sento aggiunta dopo e non insita nel termine, in quel modo non sento la frase tautologica. E in più cè la sfumatura di aristocraticità. Pensate: sempre solitario volando il falco di certo si sentirà triste Bph, casomai ora Shito ha scelto solingo per i motivi opposti a quelli che me lo fanno piacere. Però io a leggere ora la frase ci sento quello.
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beh, ti poni delle domande, non è che un libro puo' influenzarti cosi' tanto, perlomeno, se cosi' fosse avrebbero ragione quanti puntano il dito contro i videogiochi violenti dicendo che e' colpa di questi se la gioventu' di adesso e' molto piu' violenta di quando erano giovani loro scusa se rispondo tardi ma ti ho letto solo ora. Innanzitutto io reputo valide formule del tipo: Vale solo il pensiero che sia pericoloso per il pensatore ( ce ne staranno 10mila di ste frasi fighe, penso hai capito quel che intendo cmq . Ora se vai al topic Otaku No Thread vedi come secondo me un pensiero/opera può essere "pericoloso" = influenzare, anche pesantemente il pensatore. Da tali modalità vengono esclusi appunto i videogiochi perché praticamente privi di contenuto.
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Immaginavo, cmq ho detto che l'avrei letto e lo leggerò.
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Devo ( .... ) straleggermi Profumo di Suskind, che non mi ha mai attirato ... ora visto che parto un pò prevenuto se qualcuno mi enuclea qualche contenuto mi fa un favore. In particolare se Shito lo ha letto e mi scrive due righe gliene sono grato, mica per niente ma potrebbe togliermi qualche paraocchi. Riassunti e roba varia non servono. Se casomai i contenuti sono evidenti fa niente - ora che scrivo lo devo leggere ancora - scrivete un pò comunque
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Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento
topic ha risposto a silent bob in una Roger nella sezione Anime & Manga
sè è sta roba qua: http://www.ibs.it/code/9788884514349/norton-mary/sotto-pavimento-saga.html devo dire che l'ho incredibilmente letto, incredibilmente perché selezionavo già da bambino. Me ne resta una buona impressione, anche se dovendone parlare a livello di contenuti non saprei che dire. Sul titolo: mi pare che più che prendere in prestito sgraffignassero anche se ciò non giustifica granché ed io potrei sbagliarmi ( l'avrò letto tipo a 7 max 8 anni ) -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh, ammetterai che è un po' labile, no? Qui si parla spesso di utilità in rapporto all'estetica stessa, quindi magari avrò pensato male e fatto peccato io. No no davvero niente estetica qui o almeno davvero poca EDIT, mi spiego: ho detto che nel ragionamento ci sono tre fattori: Ora, se hai presente la concezione estetica di Shito ( tanto per dire un pensiero che conosci ) l'estetica presente nel ragionamento inerisce solo alla presenza di un contenuto nell'opera. Per esempio Sin City non potrà mai avere quel tipo di utilità perché manca del pizzico d'"estetica" necessario. Al contrario in Evangelion c'è un contenuto che forza lo spettatore a mettersi in quel determinato rapporto con l'opera - ed io vedo l'ostinata negazione del contenuto di Eva come il non volere accettare che esista una verità davvero dura, che casomai riguarda pure l'utente stesso. Ergo Evangelion ha alte probabilità di essere "utile". -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
O non capisci o vuoi non capire Nel primo post della serie non ho per niente tirato in ballo l'opera ( d'arte ) in sé ma ho parlato solo dell'utente e del rapporto che questo ha con determinate opere. Da fare una megadiscussione su cosa sia arte o meno non me ne tiene proprio ... La mia utilità, oltre ad essere davvero minima, non dipende dalla sola opera né dal solo utente ma da questi due fattori uniti al modo in cui l'utente si rapporta all'opera. Ed è l'utilità ad un miglioramento pratico dell'esistenza del fruitore. Ti dirò: l'unico modo per mettere nel sacco questo ragionamento è il seguente: che ne sai che la concezione di vita AA successivamente allo studio di x autori modificata in ABA sia davvero peggiore ( per te). Un giorno, in futuro, potresti tornare a pensare - casomai in seguito ad altri studi ed esperienze - che la concezione AA sia la migliore e rimpiangere i 20 anni di vita - tipo dai 20 ai 40 - vissuti secondo la concezione ABA, e 20 anni sono pesanti ( inconsapevolmente il sotteso a ciò è che il fattore che dà valore alle mie scelte è il fatto che io sia mortale ed abbia una vita limitata ) Ok, però abbastanza spesso io devo fare delle scelte, cerco di farle al meglio ( vivere la mia vita al meglio [ per me ] )e quindi mi sembra giusto che usi l'arte - moderatamente - come insegnante. Ovvio non è la sola insegnante. -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Il mio discorso trascende chiaramente l'estetica. Anzi il mio primo post non la tocca proprio l'estetica. -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
beh, convieni che il contenuto di un cartello stradale sia più complesso di quello di Eva? se no, o sei rincoglionito o vuoi giocare sulle parole, senza offesa eh Non è che è migliore in virtù della complessità però una rappresentazione troppo semplice, chessò, dell'amore o dell'amicizia non tiene conto della reale difficoltà che si ha ad instaurare questi rapporti nella vita pratica ergo per me è inutile. Ed io darei tutti gli anni di vita che mi restano , per vedere solo vedere e non parteciparvi, una cosa tipo Gurren Lagann in cui lo spirito trionfa e trascende le regole del mondo. -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Tutta la scienza è speculazione, nel senso proprio del termine. Un po' come tutta la letteratura "migliore", mi verrebbe da dire. Curiosamente è meno vero per la letteratura "d'evasione", volgarmente e stupidamente detta. Comunque molto semplicemente un contenuto, parlando in italiano di segni, non è certo un weltschaaung. E' il cartello stradale che ti dice qualcosa (sinonimo di significato). A meno che non ricordi molto, molto male. beh, si sono i tuoi soliti giochi di parole e il voler non capirsi. Si parlava di contenuti un pò più complessi -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Cercare significati maggiori nelle opere "giuste" (e non in quelle "d'intrattenimento")? Porca puttana se ci viene insegnato! Questo è ovvio, e da sempre. Semioticamente insensato, scusa. E se non vedo come il contenuto non potrebbe essere argomento di semiotica. Allora uno può leggere qualunque cosa sperando di trovare quanto chiedi, eh! 1) e 2) tutto un discorso, citandolo spezzato 1) tu non lo hai compreso, 2) hai dimostrato la sua giustezza. Non è ovvio che l'ideale - quando con questo s'intende un progetto di esistenza, e prima questo intendevo - sia raggiungibile solo concettualmente. è una grande cazzata con cui i mediocri giustificano la propria mediocrità. Date le condizioni - e molti le hanno - nulla impedisce ad individuo di fare la vita di Don Lope di Tristana o quanto narrato ne La Carne di Marco Ferreri ( cito due tipi di vita che apprezzo ). Peri dire di due modelli di esistenza che apprezzo, forse io come molti, ma a molti piace solo osservarli ... 3) di semiotica non so nulla, spiegami meglio. Tra l'altro scorciando un pò la voce di wiki ho visto facce che m'ispiravano diffidenza, diffidenza che si potrebbe riassumere o volgarmente in grandi fappatori o più finemente in distrazione speculativa e non vado avanti citando gente seria che auspicò roghi di biblioteche per il troppo sapere inutile 4) boh, più la persona ha cervello più pretende nella ricerca di quei valori. -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
E' precisamente questo il discorso. Trarre simboli arcani, grandi ritratti psicologici ideali o altro non è più importante di distrarsi se non perché "ci è stato insegnato" (o meglio, perché io e te lo preferiamo... di solito). Sei tanto sicuro che ci sia stato insegnato ? io vedo un pò il contrario, davvero poca gente all'altezza del proprio pensiero. Mi sento più spesso ripetere frasi beh questo si fa solo nei film/libri, etc. etc. ciò che viene insegnato, oggi. è che l'ideale/utopia si può raggiungere solo sul piano concettuale e non su quello pratico = EVASIONE. P.S. aggiusto il post precedente: 1)un insegnamento pratico si può trarre solo da opere con contenuto, ci si rifaccia quindi a tutti i discorsi di Shito sul contenuto 2) questo contenuto per me è la presenza di una ( almeno quella dell'autore ) o più visioni del mondo ( tramite i personaggi ) all'interno di un opera. 3) se è difficile che una visione del mondo dia istruzioni pratiche precise è certo che se influenza veramente la nostra - il che può accadere solo se l'utente si mette in rapporto con ciò di cui fruisce in modo critico - influenzerà anche le nostre azioni pratiche. - spetta dipende ancora come si legge Licia Troisi ( mai letta, ma sentita nominare ) e Platone. Se uno legge Platone sapendo che non ci sono delle essenze allora non vale niente, se uno legge Platone sperando davvero di trovare l'essenza di bene, piacere, amore, amicizia etc. etc. allora cambia tutto. Dirai chi legge Platone in quel modo ? io lo lessi ( tutto + parecchi studi critici ) in quel modo, certo non avevo neppure 15 anni. -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh diciamo che qui dipende dallo spettatore: se il tizio è una mezzasega può usare anche un capolavoro per evadere ( con Evangelion però non funziona perché è troppo avvilente e cosi gli otaku frignano ), se il tizio è uno serio trarrà anche dalle opere meno pregiate degli insegnamenti concreti per la sua vita pratica. Poi sarei curioso di conoscere questa realtà quotidiana del DOVERE", imho in buona parte dei casi c'è un fondo di malafede che pone dei doveri quando si tratta solo di scegliere contro ciò che hanno insegnato sia meglio. -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
La crescita è adottare nuovi principi che si ritengono migliori dei vecchi, la coerenza è sempre in relazione al nuovo pensiero. Altrimenti diventa palla al piede della crescita come hai detto tu. La coerenza corretta invece diventa palla al piede ma solo per impedire di fare la cosa più comoda, non quella che, al momento della scelta, ritengo buona. [ Un esempio di incoerenza è la vicenda del figlio nel racconto centrale di Una Donna Spezzata, di non incoerenza l'impegno di Matteo o anche Boris e il disimpegno del comunista in La Morte Dell'Anima ] -
Otaku no Thread
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Beh, grazie sinceramente per l'apprezzamento. Sulla coerenza: - Io ho dei valori e certo non giudicherò ME in base a quelli dato che se io dico è giusto buono uccidere/violentare-bambine/ingannare-sulla-fiducia tali cose sono giuste e buone ( per me, nota il tra parentesi ). Io posso solo giudicare GLI ALTRI in base a quei valori. È triste ma è cosi. [ questo però già lo sai, probabilmente anche meglio di me ] e se cambio valori tutt’al più potrò giudicare il mio io passato ( = pentimento ). La coerenza serve per giudicare ME , tale giudizio è un po’ la consolazione del perdente ma, distinta la vita, in base ai miei valori, in: vita felice, vita infelice ma degna ( di felicità, di “onore“ o perlomeno di un minimo di rispettabilità), vita indegna, potrò almeno dirmi di condurre una vita infelice ma degna. È ben poco e va bene per gli sconfitti che il vincente ci farà poco caso [ uso tali termini perché s’adattano molto ] ( per inciso, tra i miei valori è fondamentale che un uomo che non si impegni ad essere felice conduce vita indegna ) ma giustifica l’attaccamento alla coerenza. EDIT: allora perché ho giudicato l'escapista secondo coerenza? 1) perché il ragionamento è vecchio, come ho anche scritto, ed è dei tempi in cui meditai sull'escapismo e lo praticai ( non a livelli massimi ma cmq per le modalità si poteva ben chiamare escapismo ), quindi lo concepii per me stesso 2) per giudicare dal suo punto di vista, il che mi sembra l'unico modo per criticarlo. Su K. anche se non penso d'averti capito completamente: Non so fino a che punto l'inganno di K PER restare nello stadio estetico, perché K stava male nello stadio estetico. Forse si può vederla così: nello stadio estetico non si ha niente da perdere di importante; non dico che si può ridere, casomai con rabbia e disperazione, in faccia alla sorte ma insomma ... L'angoscia nello stadio etico ti uccide ergo meglio stare nell'estetico. K per parlare dell'angoscia usa ripetutamente la frase "trovarsi a 70.000 piedi di profondità nell'oceano", in Colpevole-Non Colpevole per una sola volta dice che se avesse sposato Regine si sarebbe trovato a 140.000 piedi. Io emenderei con 210.000 tendente ad infinito ( Lui, Regine e una vita felice ). CERTO ritengo che se avesse sposato Regine quasi sicuramente sarebbe riuscito a dimenticare l'angoscia e tutta la sua filosofia ( ma in L'Istante ironizza sopra su ciò deridendo, forse un pò a denti stretti, il marito che trova la quiete nelle "soffici braccia di Julie" [ un nome a caso ] ), forse sarebbe diventato felice. d'ora in poi non t'ho capito proprio per niente. Non t'ho capito su Ulisse anche perché ho letto l'Odissea una sola volta e parecchio tempo fa, non t'ho capito sul principe completamente per mia carenza. se ti spieghi forse capisco -
Otaku no Thread
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Escapismo, jrpg e libri d'avventura - frustrazione, mediocrità è una questione su cui riflettei tempo fa: quanto può essere valida una scelta di vita del genere? In che modo renderla coerente, è possibile ? Ora espongo in punti: - L'Escapismo è la fuga dalla realtà, perché troppo crudele, dura, impura, cattiva etc. etc. ERGO chi fugge tramite escapismo, per coerenza, dovrebbe essere/ritenere di essere puro, buono etc. etc. Oppure ritenersi troppo debole per vivere, troppo debole per uccidersi ( ma per quanto è possibile, realmente, andare avanti pensandosi tale ? ). - In che modo attuarlo ? per fuggire penso che il meglio sia immergersi in jrpg e romanzi d'avventura/fantasy insomma tutto quello che trasporti in un mondo bello, lontano etc. etc. [ è chiaro che Kierkegaardianamente siamo in pieno estetismo artistico ( esempi nel 2° tomo di Enten-Eller edizione Adelphi; teoria in Scuola Di Cristianesimo sull'arte cristiana e in Postilla Conclusiva dove: ogni volta che si celebra un'individualità si fa il suo funerale, l'estetica infatti vuole degli osservatori/ammiratori non imitatori. Ammirando si rischia spesso di sigillare la bara d'un glorioso cadavere. Similmente anche Breton nel 2° Manifesto quando parla delle celebrazioni del 100° anniversario del romanticismo ] - Frustrazione e mediocrità, Clash with the reality: 1) già in superficie è chiaro che per fare roba del genere decentemente serve un pò di denaro ( ma, diciamolo, una buona dose di palle se il denaro è poco; il che decreta intanto la superiorità dell'escapista sul piccolo borghese ). Che cavolo di fuga della realtà è se son costretto dentro un'appartamento o ho vicini e non posso accendere musica e fare i miei comodi giorno e notte? ergo serve una bella villa ( ah ma in una villa campando senza lavorare che cazzo c'è da fuggire ? ma si dovrebbe fuggire perché si vogliono i draghi, le principesse da salvare e lo spirito vince sempre e da solo e "con lo spirito giusto non mi pongo limiti", come dice forse la migliore, ma un pò ingenua, persona che conosco ) . Che cavolo di escapsimo è se ogni giorno mi sbatte il mondo in faccia e devo andare a lavorare, sbattendo contro un mondo da cui tento da fuggire? ergo servono anche un pò di soldi con cui sostentarsi e non temere di morire di fame ( perché l'escapista è un codardo e quando vedrà parlare la statua del Commendatore non la inviterà mai a cena, godendo fino all'ultimo, ma scapperà il più lontano possibile ). Bon, non è granché con un piccolo capitale ce la si può anche fare, fatto sta che questo capitale 1) non lo hanno tutti ------- = frustrazione si va a lavoro dividendosi tra entusiasmanti avventure e le melme della fredda palude del calcolo egoista. 2) la maggiorparte di gente che si sfonda di jrpg e romanzi (del genere) avrebbe, almeno se senza famiglia, la possibilità economica di fare escapismo ma tiene i piedi in due parti così viene il buffo: li vediamo alle prese con grandi eroi, gente che non china mai il capo, draghi e principesse da salvare, avventure per lande oscure mentre percorrono ogni giorno i soliti km verso il posto del lavoro e devono frenare gli isterismi dell'animo, ché gli animi inquieti non son permessi o tutt'al più li si tollera solo di rado.------ = mediocrità 2) ammesse le condizioni verrà pure il fottuto momento in cui uno si confronta con i propri eroi: e di nuovo frustrazione e mediocrità. Per di più la consapevolezza che se io trattengo un minimo di spirito ribelle, rifiutando le leggi del branco, in realtà mi faccio foraggiare da i più raffinati produttori di oppio dei popoli, peggio dei preti, la razza che meno tollero che nulla hanno a che fare con i miei eroi, il cui pubblico è quanto di più lontanto da un eroe. = frustrazione per quel che sono , mediocrità per continuare ad esserlo. Un uso moderato di questi oppiacei: io sono per odi et amo, non mi piacciono le mezze vie tanto più se sono inutili. Questi jrpg e romanzi e anime, di cui si nutrono gli otaku ( mettici i film americani al posto di anime ed hai la mediocrità piccolo borghese odierna ), mi sembrano alquanto meschini se usati a piccole dosi. Un escapista completo può avere cmq un pò della mia simpatia, fare metà e metà non mi attira proprio. Non hanno contenuto - o se lo hanno è secondario - e servono principalmente a dimenticare se stessi e la realtà. I compromessi non mi sembrano belli, dovrebbero sembrarlo ancor meno a chi bazzica per le lande dell'avventura e dell'impeto. Tuttavia, ogni tanto, mi concedo riposo e uno stupido anime alla mia mente. Avete presente quando Asuka in NGE si sfonda di vg a casa dell'amica? ecco quello anche è escapismo, ma l'unico rispettabile, perché pieno di disperazione e il suo movimento principale non è il gusto estetico di goduria estetica d'intrattenimento ma la fuga disperata verso l'intrattenimento come grande oblio di sé. Però in questa fuga cosciente l'animo urla a ogni passo, è la lacerazione completa, non ci si scorda per nulla di sé. Quell'escapismo lo posso rispettare, altri no. -
Sessantotto anni dalla Seconda Guerra Mondiale
topic ha risposto a silent bob in una Dairon nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Bon, vi butto giù due righe su una considerazione che mi frulla in testa sti giorni. Presente il Camus de Lo Stato D'Assedio, in cui ci si ribella alla Peste (personaggio parlante) e questa viene anche sconfitta - a differenza della condizione umana i cui ingranaggi la rivolta può solo far stridere ma non intaccare. L'odio particolarmente intenso contro la Peste viene in pratica giustificato così ( perdonate il poco fascino ma son parole mie ché la cit. precisa non la ricordo ): il caso talvolta, anche se raramente, risparmia le sue vittime tu invece sei metodica ( non a caso, non è un personaggio "cattivo" il Caligola camusiano che non fa nessuna atrocità eccetto assumere, se si può chiamare atrocità, l'aspetto del caso, risparmiando infatti Cherea quando brucia la lista dei congiurati e mostrando così che la sua crudeltà non è altro che la crudeltà della sorte cui l'uomo, cosi come come non può ottenere la Luna, non può opporsi ) e perciò la nostra rivolta riesce a divenire rivoluzione ed eliminarti. In pratica la Peste incarnava anche tutto il casino che fece Hitler, come ogni grande disgrazia che s'abbatte sull'umanità metodicamente/razionalmente ( a.k.a. per mano di uomo in quanto il caso è irrazionale [ non assurdo ché assurda è la pretesa de l'uomo di mettere ordine nell'irrazionale=mondo ] ). Questa ora è la mia considerazione, anche avendo compreso il punto di vista di Camus. La vera disgrazia degli ebrei fu di nascere, ogni uomo nato patisce probabilmente sofferenze più o meno grandi sul piano individuale. Già la morte, salvo che non sia istantanea, può condannare a mesi di agonia e se oggi si può agonizzare confortevolmente tra anestetici e altro non così era 70 anni fa: probabilmente gli ebrei morti dopo un anno di campo avrebbe sofferto egualmente morendo dopo un anno di tumore, e avrebbero perso la stima dell'uomo vedendo forse la scocciatura e l'indifferenza crescente sul volto dei cari. Quindi, al di là della colpa indiscutibile di Hitler che, come la Peste, diede spietata meccanicità d'ufficio ( imho lo stato d'assedio è pesantemente influenzato da Kafka ) alla crudeltà della sorte, la vera disgrazia degli ebrei fu di nascere, e questa è una disgrazia che si perpetua giornalmente. So che so stato molto confusionario, ma chi avrebbe compreso appieno se avessi scritto bene, il conoscitore di Camus, probabilmente capirà ugualmente. Se volete buttare giù le vostre opinioni potrebbe nascere una discussione interessante e un filino più in linea con lo spirito del sottoforum. -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a silent bob in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Stopped reading right there. 1 - va bè, a parte che la mia risposta di prima era aggressiva e stupidamente scritta però come fai a dire che le psiche di Eva so irreali, l'unica che è io vedo fuori dagli schemi e anormale è Rei. Shinji e Asuka sono realistici al 100%. Mica Rei è le persone di NGE. 2 - Le riflessioni che fa Shinji in quelli che vengono chiamati suoi trip ( ma anche quelle di Asuka, Gendo, Kaiji etc. ) sono più che legittime, dire che sono anormali ( = non averle mai fatte ) se non mi concedi di definirlo borghese lo definirò lobotomizzato. Cosi messa ti piace di più ? Oppure aspé le hanno fatte un pò tutti però non le hanno prese con serietà, poi so andati oltre più lobotomizzato di così, tipo ti sbattono le cose in faccia, te le fanno anche entrare in testa e ripetere a qualche prof e ancora non ci rifletti seriamente sopra a.k.a. ti disperi almeno un pò