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silent bob

Pchan User
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  1. Non barare non è altruismo, vuol dire solo competere secondo delle regole. In un certo senso non ha senso, se si compete perché escludere i colpi bassi? è una buffonata, giustamente ci credono in pochi, quelli che vogliono salvare capra=vincere la competizione e cavoli= avere il compiacimento d'essere buoni. tra gli animali c'è selezione naturale e basta. Ci si riempie la pancia senza la pretesa di essere altruista, nella società ( quasi ) tutti vogliono essere i più forti e contemporaneamente sentirsi altruisti se non addirittura cristiani ( le chiese ti dicono niente ? ). Gli animali son rispettabili, il consorzio umano un pò meno. Però ora siamo abbondantemente fuori tema, il che perché tu alla mia accusa alla scuola di essere un metodo per irregimentare l'individuo hai risposto dicendo che questa irregimentazione era mirata all'altruismo. Ti ho smentito.
  2. La società è in fondo e al di là della mera apparenza - perché ricchi e poveri sennò - egoista in quanto composta da gruppi di uomini egoisti per natura. L'unico altruisimo possibile è verso i propri cari, ma quello si chiama amore non altruismo. Un sistema sociale porta l'uomo alla competizione egoistica. Ti faccio un esempio altrimenti non mi credi: test d'ingresso di qualcosa a numero chiuso o ambito. L'individuo A sa il 90% delle risposta, l'individuo B il 70%. Il 10% che manca all'individuo A è incluso nel 70% che conosce l'individuo B. Mettiamo che concorrano solo loro e il posto sia uno ( ampliare il ragionamento a numeri più grandi sarà poi un gioco da bambini ). B chiede ad A le risposte alle domande che egli non sa: - A risponde, ma quando chiede a B la risposta alle domanda che lui non sa B non contraccambia = A viene bocciato, il suo altruismo è punito dalla società - A non dà il suo aiuto = A viene promosso, il suo egoismo è premiato. Tu mi dirai che è giusto che A tenga le sue conoscenze per sé, ma cià è EGOISMO in piena regola. Guarda un discorso uguale si sarebbe potuto fare in termini economici ma se te lo avrei fatto in quei termini ti sarei parso un rosso ipocrita. giusto per la cronaca: ho sempre condiviso le conoscenze, pure quando sapevo che il contraccambio non era neppure da sperare.
  3. boh che altro potrei fare, dimmelo tu. Rubare alla fine è un lavoro come un altro e non sono il tipo da poterci sopravvivere. Resta valida quindi tutta la mia critica alla scuola come strumento della società repressore dell'individuo.
  4. alle superiori sopravvissi ... fare un lavoro da laureato o non da laureato vuol dire sempre essere membro della società, il rifiuto totale è altro. All'uni ci vado perché non sono ricco abbastanza per essere sicuro che non avrò mai bisogno di altri soldi, dovessi andare a lavorare meglio il prof che il muratore. è più leggero e può essere divertente. [ cmq per dire frequento abbastanza a scazzo ... potrei mettermi a raccontare storie ma evito]
  5. -- non c'entra niente col discorso di prima ma già il fatto che essa, a partire dall'asilo e dalle elementari, educhi progressivamente il bambino impartendogli la disciplina fino a prepararlo, tramite liceo ed università, ad essere un buon membro della società è già un buon motivo per odiarla intensamente. Dico è una specie di preparazione al lavoro, pensa al bambino che fa come cazzo gli pare a casa sua ed è bruscamente costretto ad andare all'elementari, tutti i giorni o quasi ad orari fissi e non scelti da lui. Piano piano si asservisce, poi alle medie o se proprio è fortunato al liceo gli sarà insegnata l'importanza di prendere un buon voto ed essere il primo ( tu mi dirai ci sono quelli che non studiano e del voto se ne fregano, ok! ma quelli che studiano e disprezzano il voto alto anche potendolo prendere son rari ) quindi all'università dovrà continuare a seguire le regole del liceo solo dovrà riuscire a farlo con una pressione meno forte di quella precedente e quasi di sua scelta. Per finire sarà pronto a chinare la testa e fare il proprio dovere di sua scelta, sempre contento delle gratificazioni sociali che, se è bravo nel suo lavoro, otterrà.
  6. perchè gli piace mi sembra un pò troppo semplicistico. A tatto però, son troppo ignorante per argomentare. Vorrei vedere da dove viene questa piacenza verso la scuola. Mi suona come la condizione sociale ( in questo caso NON intesa come economica ma in senso più ampio ) determina/condiziona il pensiero ( della maggiorparte ) degli individui.
  7. A conti fatti sì (ma d'altronde se fai un anime per otaku di che parli? parli di otaku, agli altri argomenti non sono minimamente interessati e il fanservice da solo non può dovrebbe bastare). E' anche però vero che differenti anime hanno differenti approcci sull'argomento, in Abenobashi Sasshi sacrifica la propria giovinezza per la persona amata, a Tsurumaki questo probabilmente non sarebbe piaciuto, come trovava ingiusto che Noriko sola fosse rimasta giovane, mentre la signorina aveva vissuto una vita adulta con il suo amato coach. Argomento uguale, approccio narrativo differente, d'altronde a ben vedere non è che l'animazione giapponese veda questo fiorire di molteplici tematiche, generalmente non si parla di niente, quando si parla di qualcosa tolta la roba "di nicchia" gli argomenti si contano sulle dita di una mano. sottoscrivo, scrissi cose simili in una mia rece di qualche mese fa, anche se infiorettai parecchio e mi persi in una mia riflessione sui testi che allora avevo sottomano. Ora che la rileggo mi accorgo che più che analizzare l'opera la rece sfrutta l'opera come trampolino di lancio per delle mie considerazioni, se perdonate ciò può esserci qualcosa di valido nel capitolo centrale: http://www.everyeye.it/anime/articoli/punta-al-top-gunbuster_recensione_10411
  8. da 1 a 10 giudica tu la tua coglionagine. Quelle sono si scuole occidentali ma americane XD. Endorino, saggiamente, ha parlato di QUI e da quanto detto s'intuiva parlasse dell'Italia. Mi pare che Shito, se non sbaglio nella sua intervista a Nanoda, avesse anche spiegato come l'utente medio sia stato talmente lobotomizzato dai prodotti americani che pensa che la realtà che questi gli presentano sia la sua. Non a caso Endorino ha parlato di scuola occidentale, dicendo QUI, e tu hai risposto citando scuole americane ...
  9. validi tutti gli interventi letti finora Faccio notare però che molto spesso l'evasione c'è anche lì nei seguenti modi: - molte volte c'è un'intrusione del fantastico nel reale della scuola, il che rende quest'ultimo non reale ma fantastico ed evasivo. Il che è quello che ha detto, anche molto meglio, Shuji nel post #10 - altre volte si narra una storia di ambientazione scolastica ma si mettono dentro dei protagonisti che si comportano in modo irreale, il che rende tutto in un certo senso d'evasione ( cazzo un prof come Onizuka, che poi alla fine non è manco irreale, crea già un'atmosfera ben lontana dal grigiore scolastico medio. [ by the way: un mio amico interrogato dalla prof: ma perché fai tutte ste assenze ( tipo oltre 100 l'anno ), dritto dritto risponde: perchè non me ne tiene da veni aessi ] ) Quanto detto da Shito invece mi pare molto giusto - ricordo il detto di Char la cometa rossa - ma anche sbagliato. Chessò Evangelion narra un pò quello che ha vissuto Anno - più a livello di sentimenti che di fatti ovviamente - e mi pare ambientato più o meno su un equivalente della luna.
  10. silent bob

    Trollate Random

    ... nun c'e' l'ignore :porcodance: Comunque, a parte che dire che sta serie e' sopravvalutata, quando invece a me pare ampiamente sottovalutata (non ha generato numeri significativi di qualche tipo) e questo gia'... E' una storia che gestisce molto bene pur tutti i numerosi personaggi presenti, in cui ad esempio il personaggio principale di Yoko ha una perfettamente coerente e significativa crescita, non legata a powerup da 'videogame'. Dove per l'appunto Yoko, dinanzi alla scelta se dare il proprio aiuto nello scontro nel villaggio, inizialmente decide di fare la cosa piu' logica, quella di andarsene e di non finire ancora piu' coinvolta. Ma questo moto significativo fa anche in modo che ci si ritrovi sia a capire, ma non ad accettare tale atteggiamento, cosa che poi anche la protagonista non accetta, proseguendo poi sul 'cammino' dell'eroe. Ma non per 'canone', perche' il protagonista deve comunque fare la scelta piu' rischiosa altrimenti l'azione non prosegue, ma per scelta, consapevole, venuta in modo perfettamente coerente con il proprio sviluppo personale. E' quindi una serie molto realistica, non del tutto realistica, nella gestione dei personaggi, dello svolgimento dell'azione, delle interazioni personali, dove i protagonisti crescono visibilmente e non in 'forza', con l'elemento fantastico non adoperato sempre e comunque come deus ex machina costante, la magia esiste ma e' solo uno dei tanti elementi in gioco, da sola o per lei sola la storia non si sarebbe diretta da nessuna parte. Anche la realizzazione tecnica, per i tempi, non era affatto male, anzi, i primi episodi sono stati realizzati con una cura 'insolita' per una serie televisiva oltretutto lunga (pure piu' dei 45 episodi realizzati, poi la serie e' stata stoppata per vari motivi, il principale dei quali la mancanza di materiale per continuare ad imbastire il discorso essenzialmente sulla figura di Yoko, mentre i romanzi hanno importante il fatto che la storia si dipana in moltissime direzioni), come ad esempio nel 'filtrare' la luce attraverso le foglie degli alberi, l'accuratezza delle animazioni. Poi il livello si e' abbassato e di molto, ma e' palese che la produzione dall'inizio sia stata 'conquistata' dalla storia, ma che la riduzione relativa in serie televisiva si sia poi scontrata con l'esigenza di porre l'attenzione sul personaggio di Yoko, e di ridurre fino ad eliminarla, la vera 'forza' della storia incentrata su molti personaggi che seguono varie linee narrative, linee narrative che si 'incrociano' al di fuori della caratterizzazione e preminenza stessa dei personaggi, mostrando come la vicenda stessa sia 'cresciuta' non solo per 'volonta' di un personaggio principale, ma per via di una vitalita' che resta 'tangente' ai personaggi stessi, e che spesso non viene influenzata dalle loro decisioni personali o dalle loro interazioni stesse. Alla fine il discorso, seppur in qualche modo limitato dall'impostazione che e' stata data alla serie tv con mono-protagonista, evidenza una notevole concretezza nell'impianto complessivo della vicenda, pur nella realta' e nel realismo possibili con un setup fantastico. Ma alla fine, specie dopo l'episodio 39 con il quale la serie aveva un finale decente, la coerenza fino a quel momento adoperata, "crea" una tale concretezza a tutta la vicenda, che 'il fantastico' viene a diventare e ad essere sempre piu' una 'decorazione' particolare, rispetto al reale&quotidiano. In un *oceano* di storie che sbarellano tra il ridicolo e il tragico forzatamente tale da risultare grottesco, seguire un'ottima storia, con ottimi personaggi e una realizzazione tecnica piu' che buona all'inizio e che risulta comunque sempre almeno 'discreta' nel prosieguo, fa' sempre piacere. all'incirca concordo, soprattutto con le due righe finali, parlando con amici infatti si disse che era una seria da 6,5 forse 7 nei punti migliori. La sopravvalutazione deriva dal fatto che riscuote gran credito tra utenti affidabili ( per dire per me l'apprezzamento di uno come Bancio è un punto negativo, quello di uno come te un punto positivo, mentre quello di Shito tipo un 2 punti positivi ) -sul grassetto sottolineato: il fatto è che il fantastico, che apparentemente è solo una decorazione gioca invece un ruolo primario. Tutta la storia finisce col fatto che la protagonista ritrova la quiete interiore o comunque si dirige verso questa in virtù del suo essere la regina di quel regno. Alla domanda: devo io governare sto regno o tornarmene a casa ? risponde: si perchè io sono la regina [prescelta dai cieli per mezzo del Kirin ]! [ nota che il si fonda su un perché di natura esterna a se stessa = si perchè i cieli mi hanno scelto] Nell'animazione giapponese è stato fatto davvero di molto meglio. Grazie per non avermi ignorato cmq :goccia:
  11. silent bob

    Trollate Random

    mmh, imho una delle cose più sopravvalutate degli ultimi tempi ( sopravvalutato perché ben valutato da utenti di solito affidabili ). La parte migliore è quella iniziale in cui la rossa è dubitosa, poi tutto si risolve nella boiata immane che ciascuno deve fare il proprio dovere/seguire il proprio destino :goccia: Ok, questa a chiosa di qualcuno che evidentemente non ha nulla a che vedere con l'animazione giapponese. Inauguriamo l'ignore e viviamo felici e contenti. beh effettivamente non ho poi tanto a che vedere con anime e similia, cerco di averne a che vedere per quel che vedo ci sia di buono ( qualche volta, ovviamente, sbaglio la presa ). Però boh occhio e croce penso che la tua opinione sia che questo sia uno svolgimento tipo( = tormenti all'inizio per il ritrovo di se stessi alla fine ) quindi perché lamentarsi? però boh, non ne so molto quindi spiegami tu
  12. silent bob

    Trollate Random

    mmh, imho una delle cose più sopravvalutate degli ultimi tempi ( sopravvalutato perché ben valutato da utenti di solito affidabili ). La parte migliore è quella iniziale in cui la rossa è dubitosa, poi tutto si risolve nella boiata immane che ciascuno deve fare il proprio dovere/seguire il proprio destino :goccia:
  13. silent bob

    Otaku no Thread

    Guarda questo io non lo vedo nè nell'ep 42 né in Beautiful Dreamer, anche se nel film qualcosa del genere si potrebbe anche leggere. Però tu mi parli di ciò a proposito dell'ep 42. Ora ho io non ho capito per nulla quel che hai scritto oppure tu non hai per nulla presente l'ep 42 o boh ... per rivedersi il film ci vuole tempo ma l'ep 42 dura 10 minuti, dacci un'occhiata. Io nell'ep 42 la ricerca dell'infanzia perduta in logica di casalinga gretta giapponese non ce lo vedo proprio, forse nel film, ma sucsa se lo ripeto, nell'ep 42 proprio no. Guarda è anche sul tubo te lo linko: http://www.youtube.com/watch?v=1-0lwp2Q3so http://www.youtube.com/watch?v=bx4kvRlXY3M
  14. silent bob

    Otaku no Thread

    dall'intro alla rece che sto aspettando finisca questa discussione per scrivere interamente: Il tutto sembra un inno all’eternizzazione dell’adolescenza e ciò parrebbe confermato dal fatto che Oshii - stando a quello che dicono i più esperti e al senso di solitudine da ostinato eterno bambino che si respira nelle sue opere ( l’ultimo film The Sky Crawlers ne è un ottimo esempio ) - ha sempre tenuto ciò come suo tema prediletto insieme alla ricerca dell‘Io, classico tormento adolescenziale che egli adorna con le sue aspre meditazioni. A nostro parere però, forse a causa del fatto di un Oshii giovane che non aveva ancora abiurato l’idea dell’Amore, in Beautiful Dreamer si celebra si la bellezza dell’adolescenza ma la si presenta come inferiore alla sublime abnegazione dell‘Amore, il che verrebbe confermato - oltre che da fattori interni all’opera che analizzeremo nel corso della recensione vera e propria - dalla piega del precedente film di Oshii su Lamù, Lamù: Only you. È infatti noto che Oshii sperava di riuscire a dire la sua su Lamù già in questa prima pellicola, solo che poi ne rimase insoddisfatto e cosi si rifece con Beautiful Dreamer. Qual'è ora la sostanziale differenza tra Only You e la serie tv di Lamù se non che nel film troviamo - si veda il finale - un Ataru che soffre vere pene d’amore per la sua Lamù? Tutto chiaro fin qui, non resta che precisare, per i più sbadati, che con questa lettura si elimina anche l’idea che vorrebbe che precursore di Beautiful Dreamer sia l’episodio 42 della serie, nel quale, facciamo notare noi, si tratta a ben vedere solamente del mondo onirico, presentato come rimodulazione della realtà, e non dell’idee di eternizzazione dell’adolescenza o abnegazione amorosa che costituiscono invece il cuore di diamante di Beautiful Dreamer. Ovvio sarebbe opportuno che si rispondesse tenendo ben presente anche Lamù: Only You
  15. silent bob

    Otaku no Thread

    mmh... negli ultimi tre periodi l'ho descritto in termini impropri ( non inesatti, diciamo altrui ) però quanto scritto nel primo lo ritengo completamente valido. O almeno cerco una confutazione in piena regola, ovvero che analizzi e spieghi l'ultima mezz'ora del film perché tutta la cosa dell'eternizzazione dell'adolescenza vale per la prima ora e non più ( ma qui rimando al 4° periodo del post precedente ). Per rinvigorire la mia tesi ti rammento anche che nel parallelo con Urashima Taro Sakura fa notare che a portare Urashima Taro nel Palazzo del drago fu una tartaruga ( = Mujaki/Ataru e qui risottolineo il pezzo dell'appuntamento con Sakura in cui Mujaki arriva il pomeriggio in pieno stile Ataru mentre l'Ataru invitato aspetta fino alla sera [ cmq in seguito ci sono anche altre prove ad avvolorare Mujaki=Ataru che protegge il sogno di Lamù ] ) Cmq mi rendo conto che è una tesi originale, praticamente Bob contro tutti gli otaku dell'ultimo quarto di secolo per quel poco che ho potuto vedere sul web però chiedo una puntuale e argomentata smentita ( stile quella che fa Shito quando qualcuno male interpreta Eva ).
  16. silent bob

    Otaku no Thread

    visto Beautiful Dreamer, in breve: Mujaki è Ataru che sogna che Lam§ sogni e quindi - nel suo sogno - fa di tutto per proteggere il sogno di Lamù. Innanzittutto crea un falso Ataru più conforme ai desideri di Lamù ( = maritino e non Don Giovanni, per questo all'appuntamento con Sakura ci va PRIMA [ = il pomeriggio ] Mujaki e non l'Ataru del sogno ) però va tutto a puttane in quanto nell'Ataru da lui creato - che è sempre Ataru - non è riuscito a sopprimere del tutto l'istinto don giovannesco e quindi i due si scontrano. In sintesi il beautiful dreamer è colui che passa in secondo piano le sue preferenze per accontentare la sua donna. Ed è anche chiaro come nel primo caso uno realizzi il suo sogno più bello=ESTETICO, mentre nel secondo il suo sogno più impegnato/amorevole=ETICO. il fatto che tutti pensano che sia Lamù il Beautiful Dreamer perch* sogna l'adolescenza eterna mentre è Ataru il Beautiful Dreamer che, in abnegazione di se, sogna che Lamù sogni nota a margine: quanto scritto sopra è in un certo senso scorretto dato che per Lamù eticità ed esteticità non si escludono a vicenda mentre per Ataru esse sono contrapposte e si crea quindi un conflitto
  17. silent bob

    Essere Otaku

    c'è chi si fa di oppiacei e chi cerca di cambiare la vita. Ma è un discorso che ti feci anche in un altro topic, alla fine siamo sempre lì. edit: oh a scanso di equivoci cambiare la vita non significa fare cazzate eh, quelle tutt'al più possono fare da condimento. è ovvio ma lo scrivo cmq.
  18. silent bob

    Essere Otaku

    A parte che per come l’hai messa tu nel primo caso lo squalo è vicino, nel secondo è lontano e il tizio scappa quando si avvicina. Ergo non corre rischio reale, mettendo entrambi in una situazione di rischio reale la differenza è questa: 1- gli capita uno squalo ( o medusa ) addosso e lui scappa. Cos’è che rende la sua giornata da raccontare ? Una casualità, il fatto che gli sia capitato uno squalo addosso. Lui è scappato, non ha fatto nulla di particolare: è il caso che gli ha reso speciale la mattinata. Di cosa si dovrebbe vantare, di grazia ? 2- egli SCEGLIE coscientemente di fare una cazzata. È lui che ha messo se stesso nella situazione di rischio, non il caso. Cmq non era questo che intendevo col rendersi degni dei personaggi di anime e manga ( o almeno non solo questo ). Nelle situazioni della vita, quelle dove la scelta è qualcosa che conta e con le sue conseguenze in un certo senso impegna, si fanno delle scelte. La maggiorparte degli appassionati di anime, per quel che ne so, scelgono sempre per la vita quieta e sottomessa e relegano l’incerto e la rivolta al cervello … Non mi va di andare sul personale ma qui mi si provoca, facciamo il sondaggio su quale vita conducono gli animefan e quali somiglianze concrete esse abbia con quella di un Monkey D. Rufy - per dire un personaggio solare ? E sono loro che hanno i pupazzetti nelle stanze, io in casa mia non tengo idoli di nessun tipo ( li tenessi non sarebbero Rufy o Light cmq ).
  19. silent bob

    Essere Otaku

    Secondo me l'esempio è serissimo. Tu dici che una "recita" di qualunque fiction, come il penetrare nella fabbrica abbandonata, probabilmente meno attinenete all'argomento del softair d'esempio rispetto alla guerra (!), è una simulazione concreta delle scelte e dei rischi di un personaggio della narrativa (d'orrore nell'esempio). Io ti dico che non c'è niente da capire, non c'entra niente e basta, non più (in quantità non trascurabile, almeno) dal saltare sulla sedia giocando a Silent Hill. A meno che non pensi sbucciarsi le ginocchia e sporcarsi la fronte di ragnatele sia quello che rischiavano a Stalingrado o ne Le Notti di Salem. Forse su Scooby-Doo o su Asterix. Se invece vuoi dirmi che pensi di dimostrare a te stesso di avere balle a fare queste prove di coraggio, buon per te; se dici che l'esplorazione urbana è fica, perché no? Ma non c'entra con il mio argomento. Non penso il problema sia l'esempio scelto, sinceramente mi pare chiaro. Al massimo mi pare un problema si pensi qui ci si voglia "battere" per vedere chi ha l'argomento più lungo... PS.: The Colour Out of Space (esempio come un altro) boh una nuotata in mezzo a un gruppo di meduse ti sembra un rischio reale o meno ( io sono un buon nuotatore e nulla più, nessun dottore o esperto in assistenza tra quelli sul pedalò ). Vantarmi delle cazzate mi dà un certo compiacimento, non lo nego Poi oh, non è colpa mia se i fantasmi non esistono e "non ci sono più avventure", si fa il possibile. E altra differenza un conto è farsi una corsa in Need For Speed, un conto è farsela per davvero ( o anche fare il giochetto ti sbatto in faccio sull'altra corsia con davanti una macchina della polizia, farlo fino al punto da vedere la faccia del poliziotto più o meno allibita ).
  20. silent bob

    Essere Otaku

    tra Socrate e i porcellotti che ingrassano mentre si dichiarano a favore del crocifisso nelle aule ( http://www.pluschan.com/index.php?/topic/1423-sentenza-della-corte-di-strasburgo-via-i-crocifissi/page__hl__crocifisso%20nelel%20aule__st__20 ) la mia stima va tutta al primo ... Guarda che sul 90% dei post scritti in questo forum c'è da lollare per giorni infiniti se uno volesse sfottere eh, quindi fai tu
  21. silent bob

    Essere Otaku

    Il problema e' proprio che al di la' di storie particolari, gli eroi narrativamente sono tali *anche* e non solo proprio perche' compiono scelte che noi non faremo mai. Eroi neanche nel senso di cavalieri in scintillante armatura che ammazzano draghi, ma anche con un esempio pure diverso, come nei vari film horror con ambientazione una casa persa nel nulla piu' buio, dove la gente ci entra e una volta dentro, garrula, la esplora pure. E una volta capito che non e' aria non solo non scappa a gambe levate ma persiste pure a capire le cose. Il confronto lo si puo' fare, ma e' un po' viziato in partenza per costruzione. Ed io di posti tipo case abbandonate o luoghi un pò pericolosi vado sempre in cerca, certo il rischio massimo è qualche cane o serpe o animale random però sono intrepido anche in quel campo. Per scelta, non per armatura. E' come dire che giocare a softair un paio di pomeriggi è l'equivalente di aver svolto la Campagna di Russia in prima linea. Nelle scelte, e non solo. Allora non mi hai capito per niente. Io soft air l'ho sempre disprezzato e, nel mio giro, l'ho detto a chiare lettere. Lo disprezzo perché trattasi di simulazione senza rischio reale. E argomentavo il disprezzo così: se devo divertirmi a fare la guerra lo faccio per davvero non con questa cazzata simil vg. Che poi è la stessa differenza tra affrontare il Colore Venuto dallo Spazio (no perché di protagonisti di fiction si parla) ed entrare in una fabbrica abbandonata IRL. O poco meno, vedi te. Non credo di doverti spiegare le conseguenze sul tuo ragionamento di tale fatto. no non so sto colore però per me è essenziale che ci sia qualche leggenda riguardo il luogo. O anche la certezza di un vecchio col fucile che, si dice, spari a chiunque veda ... Ma NON si parla solo di avventure alla Haruhi Suzumiya, Shuji ha voluto capire, tu non vuoi. Da batterti facendo esempi pratici riguardo roba più seria non ne ho voglia.
  22. silent bob

    Essere Otaku

    Il problema e' proprio che al di la' di storie particolari, gli eroi narrativamente sono tali *anche* e non solo proprio perche' compiono scelte che noi non faremo mai. Eroi neanche nel senso di cavalieri in scintillante armatura che ammazzano draghi, ma anche con un esempio pure diverso, come nei vari film horror con ambientazione una casa persa nel nulla piu' buio, dove la gente ci entra e una volta dentro, garrula, la esplora pure. E una volta capito che non e' aria non solo non scappa a gambe levate ma persiste pure a capire le cose. Il confronto lo si puo' fare, ma e' un po' viziato in partenza per costruzione. Ed io di posti tipo case abbandonate o luoghi un pò pericolosi vado sempre in cerca, certo il rischio massimo è qualche cane o serpe o animale random però sono intrepido anche in quel campo. Per scelta, non per armatura. E' come dire che giocare a softair un paio di pomeriggi è l'equivalente di aver svolto la Campagna di Russia in prima linea. Nelle scelte, e non solo. Allora non mi hai capito per niente. Io soft air l'ho sempre disprezzato e, nel mio giro, l'ho detto a chiare lettere. Lo disprezzo perché trattasi di simulazione senza rischio reale. E argomentavo il disprezzo così: se devo divertirmi a fare la guerra lo faccio per davvero non con questa cazzata simil vg.
  23. silent bob

    Otaku no Thread

    ok, mi riesco a loggare con sto imo, poi dimmi tu che io non ci capisco niente di sta roba.
  24. silent bob

    Essere Otaku

    Il problema e' proprio che al di la' di storie particolari, gli eroi narrativamente sono tali *anche* e non solo proprio perche' compiono scelte che noi non faremo mai. Eroi neanche nel senso di cavalieri in scintillante armatura che ammazzano draghi, ma anche con un esempio pure diverso, come nei vari film horror con ambientazione una casa persa nel nulla piu' buio, dove la gente ci entra e una volta dentro, garrula, la esplora pure. E una volta capito che non e' aria non solo non scappa a gambe levate ma persiste pure a capire le cose. Il confronto lo si puo' fare, ma e' un po' viziato in partenza per costruzione. Teoricamente proprio perché non si tratta di armatura scintillante ma di scelte - e son contento mi abbia capito subito - possiamo esserlo anche noi. Praticamente io cerco sempre di farle cose del genere e mi si dice abitualmente, tipo discutendo: - ma ste cose si fanno solo nei film! -io l'ho fatto/lo farei [ nota che mi prendono per buona anche il lo farei ] - eh ma tu sei un caso a parte, stai fuori di testa. Essendo ciò per scelta, non vedo la difficoltà nel concretizzare le fantasie, è difficile trovare l'occasione ma talvolta capita. Ed io di posti tipo case abbandonate o luoghi un pò pericolosi vado sempre in cerca, certo il rischio massimo è qualche cane o serpe o animale random però sono intrepido anche in quel campo. Per scelta, non per armatura.
  25. silent bob

    Essere Otaku

    bah, per dire due parole sui temi dell'attuale discussione io uso sto trucchetto per giudicarmi abbastanza velocemente: se vedessi un tipo che fa cose x in un film, che penseresti di lui? Io del tipo in casa della mamma di sopra direi: avrebbe bisogno di un pò di schiaffi, che era l'inizio del topic di Shito "la soluzione di eva in 50 sec". Io gli dissi che era una cazzata perché eva è molto di più, però un pò di durezza fa crescere. Facciamo con sto trucchetto: gli eroi di manga e anime ( o peggio vg ) che tipo di vita fanno? un confronto con gli eroi è doloroso ma qualche buona dritta la può dare.
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